un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Gioia Confessando il Peccato

Sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 24 febbraio, 2013 ---- cmd na -----
Parole chiave: peccato, perdono, confessare, gioia, salvezza.

Quanto è meravigliosa la gioia! Quanto profondamente io desideri la vostra gioia! Come dichiara l'Apostolo Paolo in 2 Corinzi 1:24, collaboro per la vostra gioia. Vi leggo le sue parole:

“Non già che dominiamo sulla vostra fede, ma siamo collaboratori della vostra gioia, perché voi state saldi per fede.” (2Corinzi 1:24 LND)

Anch'io sono un collaboratore della vostra gioia. Voglio che abbiate profonda, durevole gioia!

La gioia è meravigliosa, la gioia soddisfa il cuore. La gioia trasforma la vita.

Importanza della Gioia

Da dove viene la gioia e come possiamo averla? E che cosa ci ostacola dall' avere vera gioia? La gioia viene da Dio. Dio, e Dio solo, è la fonte della vera gioia. La gioia arriva nelle nostre vite quando abbiamo stretta comunione con Dio. Che cosa può ostacolarci dall'avere gioia? Il nostro peccato non confessato ci ostacola dalla comunione con Dio e, perciò, ci ostacola dall'avere la vera gioia.

La Bibbia parla molto della gioia e ci mostra che la gioia viene nelle nostre vite quando siamo in comunione con Dio. Ma la Bibbia ci mostra pure che il nostro peccato ci allontana da Dio e dalla gioia. E, perciò, per avere un stretto rapporto con Dio, Dio che è santo, dobbiamo riconoscere e confessare i nostri peccati senza cercare di giustificarci.

Noi pecchiamo perché il peccato ci promette la gioia che non può mai darci. In Giacomo 1 leggiamo:

“14 Ciascuno invece è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza. 15 Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte.” (Giacomo 1:14-15 LND)

Per esempio, vediamo questo quando il serpente parlava con Eva nel giardino. Egli voleva convincerla del fatto che, se lei avesse scelto di non cercare in Dio la sua gioia, avrebbe trovato la vera gioia altrove. In altri termini, egli intendeva dire che Dio non offriva quello che poteva soddisfare il suo cuore. E lei, ahimè, ci ha creduto.

La situazione oggi è perfettamente uguale. Il peccato ci dice che la via del Signore non ci dà la vera gioia. Ci dice che, disobbedendo a Dio, che andando per la nostra via, possiamo trovare quello che soddisfa il nostro cuore e ci dà la vera gioia.

Ma, così come ciò che il serpente diceva ad Eva era una menzogna, così è una menzogna quello che la nostra carne ed i nostri ragionamenti peccaminosi ci dicono.

Il peccato non può mai darci la vera gioia perché il peccato ci separa da Dio e Dio è l'unica fonte di vera gioia.

Dove si trova la vera gioia

La Bibbia dichiara, volta dopo volta, che Dio è la fonte della gioia. Vi leggo alcuni fra i tanti brani che dichiarano questo:

“Tu mi hai messo più gioia nel cuore di quanto ne provano essi, quando il loro grano ed il loro mosto abbondano.” (Salmo 4:7 LND)
“Ma si rallegrino tutti quelli che si rifugiano in te, mandino grida di gioia per sempre, perché tu li proteggi; esultino in te quelli che amano il tuo nome.” (Salmo 5:11 LND)
“Prendi il tuo diletto nell’Eterno, ed egli ti darà i desideri del tuo cuore.” (Salmo 37:4 LND)
“Ma i giusti si rallegreranno, giubileranno davanti a DIO ed esulteranno con canti di gioia.” (Salmo 68:3 LND)
“Beato il popolo che conosce il grido di giubilo, o Eterno, perché esso camminerà alla luce del tuo volto;” (Salmo 89:15 LND)
“Tu mi mostrerai il sentiero della vita; c’è abbondanza di gioia alla tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno.” (Salmo 16:11 LND)
“Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.” (Galati 5:22 LND)

Mi sembra palesemente chiaro che Dio è la fonte della gioia!

Voglio vedere alcuni altri brani, notando che la gioia è strettamente legata ad avere il perdono dei peccati. Per esempio, da poco abbiamo considerato la predicazione dell'apostolo Pietro a Gerusalemme il giorno di Pentecoste. Leggo di nuovo Atti 2:38-41. Notate che il beneficio offerto dall'evangelo è il perdono e che coloro che credevano, credevano lietamente, con gioia:

“38 Allora Pietro disse loro: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Poiché la promessa è per voi e per i vostri figli e per tutti coloro che sono lontani, per quanti il Signore Dio nostro ne chiamerà". 40 E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: "Salvatevi da questa perversa generazione". 41 Quelli dunque che ricevettero la sua parola lietamente furono battezzati; in quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.” (Atti 2:38-41 LND)

Ricevere il perdono porta grande gioia. Tenete questo in mente, mentre leggo la gioia dell'uomo che trova l'offerta della salvezza in Matteo 13:44:

“44 "Di nuovo, il regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo, che un uomo, avendolo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va, vende tutto ciò che ha e compera quel campo.” (Matteo 13:44 LND)

Quell'uomo di cui parla questo brano aveva grande gioia, avendo trovato il perdono dei suoi peccati. Adesso leggo il Salmo 30:5, Salmo che descrive l'afflizione che caratterizza il tempo che precede la confessione di un peccato e poi la gioia che uno ha dopo che lo confessa e che Dio toglie la disciplina e manda la Sua benignità:

“perché la sua ira dura solo un momento, ma la sua benignità dura tutta una vita. Il pianto può durare per una notte, ma al mattino erompe un grido di gioia.” (Salmo 30:5 LND)

In questo brano, l'ira di Dio descrive la dura disciplina che Egli manda quando un credente rifiuta di confessare veramente il suo peccato. Ma, dopo la notte, cioè dopo la disciplina, quando la persona si ravvede e confessa realmente il peccato, giunge la mattina dove l'uomo che ha confessato il suo peccato può erompere in un grido di gioia! Il perdono, che arriva quando confessiamo di cuore i nostri peccati, produce grande gioia!

Sempre nel Salmo 30, al versetto 11, si parla ancora di questo discorso:

“Tu hai mutato il mio lamento in danza; hai rimosso il mio cilicio, e mi hai rivestito di gioia,” (Salmo 30:11)

Il cilicio era una stoffa che uno indossava quando si era ravveduto per il suo peccato. Qui leggiamo che il Signore ha rimosso il cilicio del salmista, ovvero la pesantezza del suo cuore e lo ha rivestito di gioia! Confessare il peccato produce grande gioia!

Leggo anche il Salmo 95:1. Anche questo versetto parla di avere grande gioia a causa della salvezza, che è conseguenza del perdono dei peccati. Ve lo leggo:

“Venite, cantiamo di gioia all’Eterno; mandiamo grida di gioia alla rocca della nostra salvezza.” (Salmo 95:1)

Notate che la gioia è legata alla salvezza, che è conseguenza del perdono dei nostri peccati.

Abbiamo già letto Giovanni 15:11. Ora vorrei leggere sia il versetto 10 che l'11. Notate che Gesù parla di osservare i Suoi comandamenti come modo di dimorare nel Suo amore ed avere così piena gioia.

E, perciò, quando NON stiamo osservando i Suoi comandamenti, ovvero, quando abbiamo un peccato non confessato, il modo di tornare a dimorare nel Suo amore, e così avere la piena gioia, è di confessare quel peccato. Leggo Giovanni 15:10,11:

“10 Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. 11 Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia piena.” (Giovanni 15:10-11 LND)

Quando dimoriamo nell'amore di Cristo, abbiamo una gioia piena. Il modo di dimorare nel Suo amore è di osservare i Suoi comandamenti. E, perciò, quando abbiamo peccato contro un Suo comandamento, è necessario riconoscere il nostro peccato veramente e confessare quel peccato a Dio. Questa è la via che porta alla vera gioia.

Ho letto prima, in 2Corinzi 1:24, che Paolo ed i suoi seguaci erano collaboratori della gioia dei loro lettori. Se ci pensate, nelle Sue lettere ai Corinzi, Paolo ha rimproverato severamente questi credenti. Ha parlato con loro di tanti dei loro peccati. Questi non sono, ovviamente, discorsi piacevoli, pur essendo necessari. Eppure, qui Paolo dichiara di essere un collaboratore della loro gioia.

Parlare a qualcuno dei suoi peccati, per quanto non sia umanamente piacevole a farsi, permette a quella persona di riconoscere e confessare quel peccato, il che porta la persona a tornare ad avere la vera gioia. Quindi, riprendere qualcuno per un suo peccato è una parte del collaborare alla gioia di una persona.

Per avere la vera gioia, dobbiamo dimorare in Cristo, il che vuol dire, dobbiamo riconoscere e confessare i nostri peccati.

Il mio desiderio è che, se non doveste ricordare nessun'altra cosa da questo insegnamento, ognuno possa tornare a casa tenendo bene in mente che è proprio quando ci umiliamo e confessiamo i nostri peccati che possiamo avere la gioia della salvezza. La mia preghiera è che ciascuno desidererà la gioia della salvezza al punto da essere ben pronto a confessare i propri peccati.

Perché non confessiamo i nostri Peccati

Visto che è proprio il confessare i nostri peccati di cuore che ci fa avere la vera gioia, perché così spesso non lo facciamo?

Da un certo punto di vista, ci sono tanti motivi. Però, arrivando al sodo, non confessiamo i nostri peccati a causa del nostro orgoglio e perché ascoltiamo le false promesse del peccato, come Eva ascoltò il serpente.

Finché diamo ascolto al nostro peccato, ossia alla carne, sarà difficile confessare i nostri peccati.

Per esempio, la nostra carne ci dice che umiliarci e confessare i nostri peccati ci farà stare male.

Certamente, per la nostra carne è difficile confessare il peccato. Però, è proprio quando ci umiliamo e confessiamo il nostro peccato che Dio ci perdona e così possiamo avere la gioia della salvezza.

Umiliarci sembra una cosa negativa, ma, in realtà, è il modo di essere innalzati da Dio. Vediamo questo ripetutamente nella Bibbia, per esempio nelle parole di Gesù Cristo in Matteo 23:12:

“Or chiunque si innalzerà sarà abbassato; e chiunque si abbasserà sarà innalzato,” (Matteo 23:12 LND)

Vi leggo anche Giacomo 4:10:

“Umiliatevi davanti al Signore, ed egli vi innalzerà.” (Giacomo 4:10 LND)

Alla luce di questo, a ciascuno di voi dichiaro: “Non ascoltare la tua carne. Non rifiutare di umiliarti. Umiliati e Dio ti innalzerà!”

Confessare i Vecchi Peccati

Quando pensiamo all'importanza del confessare i nostri peccati, è importante capire che, non solo dobbiamo confessare i peccati che commettiamo oggi, ma anche i peccati del passato, se non li abbiamo mai confessati.

Cioè, se io pecco e poi le circostanze cambiano, per cui io non commetto più quel peccato, se non l'ho mai confessato, anche se passano degli anni, non ne sono ancora perdonato. Il fatto che non sto commettendo più quel peccato oggi non toglie il fatto che la mia colpa per averlo commesso in passato e non averlo mai confessato rimane.

Quindi, non siamo perdonati solo perché non commettiamo più un certo peccato, ma lo siamo solo quando lo confessiamo di cuore a Dio.

Ci sono tanti motivi per cui uno può smettere di commettere un certo peccato senza esserne veramente ravveduto. Per esempio, ciò può avvenire in seguito ad un cambiamento di circostanze. Forse la persona smette di commettere un dato peccato perché ha timore di essere scoperto. Forse quel tale peccato era un peccato legato ad una certa situazione che al presente è cambiata.

Però, il fatto di non commettere più un certo peccato, non è la stessa cosa di confessare quel dato peccato.

Dobbiamo confessare i nostri peccati per esserne perdonati, anche se sono peccati vecchi che non commettiamo più.

La Vera Confessione

Parlando del confessare un peccato, ricordate che l'unica confessione che Dio accetta è quella fatta di cuore, senza scuse né giustificazioni di alcun genere.

Cioè, se uno confessa un peccato, ma nella sua confessione aggiunge scuse o giustificazioni per il suo peccato, quella che compie non è una vera confessione.

A riguardo, spesso ammettiamo di aver fatto una cosa sbagliata, ma, anziché prenderne la piena responsabilità, troviamo tante scuse per averla commessa.

Per esempio, parliamo di qualche male che avevamo subito e che ci ha fatto reagire. Oppure, parliamo del fatto che non sapevamo che fare una certa cosa era sbagliato. Oppure ancora, parliamo di come eravamo deboli in quel determinato momento in cui abbiamo commesso quel dato peccato. In altre parole, in un modo o in un altro, vogliamo attenuare la nostra colpa con delle scuse o giustificandoci, anche parzialmente, per aver commesso qualcosa di sbagliato.

Però, finché non confessiamo il nostro peccato, riconoscendo la piena responsabilità per averlo commesso, non riceviamo il perdono e Dio non ci purifica. Così facendo,non avremo la gioia della salvezza.

Allora, è assurdo non confessare il nostro peccato senza scuse! Che meravigliosa gioia è quella che avremo quando ci umiliamo e confessiamo di cuore il nostro peccato, riconoscendo la nostra piena responsabilità per averlo commesso, perché allora Dio ci perdonerà e ci purificherà, donandoci proprio la Sua gioia, la gioia della salvezza.

Cerchiamo di migliorare anziché confessare

Ci sono vari modi in cui cerchiamo di evitare di confessare un peccato.

Per esempio, a volte, quando abbiamo un peccato nella nostra vita, anziché confessarlo, cerchiamo di impegnarci a non farlo più e così tranquillizziamo la nostra coscienza.

Per esempio, supponiamo che il tuo peccato sia quello di scattare con ira o reagire con rabbia e dire cose sbagliate o con cattiveria.

Capita, quindi, che qualcuno ti parla del tuo peccato. Una reazione carnale sarebbe quella che compiresti se, anziché umiliarti e confessare il tuo peccato, decidessi di impegnarti di cuore per non commetterlo più. Per quanto potresti impegnarti a non farlo più, il che è, di per , cosa buona, non stai però confessando il peccato che hai già commesso. E perciò, anche se riesci a non farlo più, comunque non sei perdonato per averlo commesso in precedenza, proprio perché non l'hai confessato.

In realtà, questo è un modo in cui diamo spazio al nostro orgoglio. La nostra carne vuole il merito per aver superato il peccato. Vogliamo arrivare alla purificazione per conto nostro.

Però, in realtà, non possiamo mai purificarci dai nostri peccati per conto nostro. Questa è la ragione per la quale Dio ci comanda di confessare i nostri peccati. Sarà Dio, una volta confessatili, a perdonarci e poi a purificarci da essi.

Certamente, dobbiamo impegnarci a non peccare più. Però, quando abbiamo già peccato, quello che dobbiamo fare, prima di ogni cosa, è confessare il nostro peccato.

Quando confessiamo il nostro peccato di cuore, quando confessiamo il peccato senza scusarci e senza aggiungere ulteriori spiegazioni per il fatto di averlo commesso, ma solo spiegando che abbiamo peccato perché il peccato era nel nostro cuore, allora Dio ci perdonerà totalmente da quel dato peccato. In più, Dio ci purificherà, in modo che possiamo non tornare a cadere ripetutamente nello stesso peccato.

Cerchiamo di fare del bene

Un altro modo in cui cerchiamo di tranquillizzare la nostra coscienza quando pecchiamo, ma che, in realtà, lascia spazio alla carne, è quello di non confessare il peccato, però, di cercare di fare del bene e, in questo modo, coprire la nostra colpa.

Vediamo questo spesso nel matrimonio. Magari, il marito pecca e poi, per coprire la sua colpa, anziché confessare il suo peccato umilmente, cerca di essere più gentile del solito con la propria moglie.

Però, non possiamo coprire la nostra colpa in questo modo. Abbiamo bisogno del perdono della nostra colpa! E Dio ci offre il pieno perdono quando confessiamo il nostro peccato di cuore.

Vediamo questo chiaramente nel Salmo 32, in cui leggiamo che non possiamo coprire il nostro peccato. Dio copre il nostro peccato, perdonandoci, quando noi lo confessiamo. Leggo il Salmo 32:1-6:

“1 Beato colui la cui trasgressione è perdonata, il cui peccato è coperto! 2 Beato l’uomo a cui l’Eterno non imputa l’iniquità, e nel cui spirito non c’è inganno. 3 Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano tra i gemiti che facevo tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all’arsura d’estate. (Sela) 5 Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: "Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno," e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato. (Sela) 6 Perciò ogni uomo pio t’invocherà nel tempo che puoi essere trovato; anche se le grandi acque dovessero straripare, esse non giungeranno fino a lui.” (Salmo 32:1-6 LND)

Non possiamo noi coprire il nostro peccato, facendo del bene. Quando pecchiamo, l'unico modo di essere liberati dalla nostra colpa è di confessare il nostro peccato. È quando confessiamo il nostro peccato che Dio ci perdona, togliendo la nostra colpa. E solo allora avremmo la gioia della salvezza.

Cerchiamo di Giustificare il nostro Peccato

Un altro modo in cui cerchiamo di evitare di confessare i nostri peccati di cuore è trovando qualche giustificazione per il nostro comportamento.

Per esempio, magari accade che qualcuno ci parla di un peccato oppure esso ci viene in mente e, anziché confessarlo, riconosciamo che il nostro comportamento era sbagliato, però troviamo tante scuse per giustificarci o per convincerci che non era possibile fare diversamente.

Questo è un modo peccaminoso di agire. Vediamo, per esempio, questo peccato quando Dio chiese ad Adamo se aveva mangiato dall'albero proibito. Ricordate quale fu la risposta di Adamo? Ve la leggo:

“L’uomo rispose: "La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato".” (Genesi 3:12 LND)

Anziché confessare il suo peccato, prendendosi la sua piena responsabilità per averlo commesso, Adamo si è scusato, affermando implicitamente che, sia Dio che la donna, avessero una certa parte di responsabilità per quanto egli aveva fatto.

Questo modo di parlare non è quello che bisogna usare per confessare il peccato.

Se vogliamo la gioia del perdono, la gioia della salvezza, dobbiamo confessare il nostro peccato, senza scuse, prendendone la piena responsabilità.

La Confessione e la Santificazione

Cambio discorso leggermente. Vorrei parlare della santificazione, ovvero, della crescita in santità. La vera salvezza produce una vita che deve crescere in santità negli anni.

Certamente, perché ciò avvenga, dobbiamo combattere contro la nostra carne. La santificazione richiede un impegno fatto con tutto il nostro cuore.

Però, allo stesso tempo, è importante capire che non possiamo crescere nella nostra propria forza. L'unico modo di crescere in santità è di essere purificati dai nostri peccati. Questo non possiamo farlo noi da soli, con le nostre forze. Ciò avviene solamente quando confessiamo i nostri peccati. Allora, sarà Dio stesso a purificarci dai nostri peccati o, come dichiara la Bibbia, Egli ci purifica da ogni iniquità. Leggo 1Giovanni 1:9:

“Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giovanni 1:9 LND)

Alla luce di questo, chi cerca di crescere in santità, senza confessare ogni suo peccato, è destinato a fallire.

Piuttosto, la chiave per la santificazione è di riconoscere e confessare, di cuore, i nostri peccati.

Cerchiamo di Riconoscere i Peccati

Alla luce del fatto che la nostra gioia dipende dal riconoscere e confessare i nostri peccati ed alla luce del fatto che anche la nostra santificazione dipende dal fatto di confessare i nostri peccati, prego che ognuno di noi possa riconoscere l'importanza di riconoscere e confessare di cuore i propri peccati.

Come possiamo fare questo? Come possiamo vivere così, quando la nostra carne non vuole vedere il peccato che commettiamo?

Prima di tutto, una chiave per riconoscere i nostri peccati è di vedere sempre di più l'immenso valore della stretta comunione con Cristo. Più vediamo Cristo, più vedremo che Egli è la fonte di tutto quello che il nostro cuore desidera. Più vediamo Cristo, più vedremo che è proprio il nostro peccato che forma una barriera fra noi e Lui. Più vediamo Cristo, più vedremo che il nostro peccato è il nostro nemico peggiore.

Allora, vedremo il perdono come un prezioso dono, più desiderabile dell'oro. È il perdono dei nostri peccati che ci porta ad avere la gioia.

Quindi, concludo da dove ho iniziato:

Da dove viene la gioia e come possiamo averla? E che cosa ci ostacola dall'avere la vera gioia? La gioia viene da Dio e da Dio solo. La gioia arriva nelle nostre vite quando abbiamo stretta comunione con Dio ed abbiamo stretta comunione con Dio quando confessiamo il nostro peccato. E, allora, è il nostro peccato non confessato che ci ostacola dall'avere la vera gioia.

Quello che il nostro cuore desidera è la gioia. Dio ci offre la gioia, quando dimoriamo in Cristo. Ogni credente, giovane o maturo, può dimorare in Cristo. Basta camminare in santità ed umilmente, confessando di cuore ogni nostro peccato.

Quando confessiamo il nostro peccato, abbiamo di nuovo la gioia della salvezza.

Che dono ineffabile e meraviglioso è la gioia della salvezza!

Questo dono lo puoi avere anche tu, basta che confessi di cuore i tuoi peccati, giorno per giorno, per dimorare in Cristo!

Per chiudere, voglio leggere il Salmo 51, Salmo in cui Davide confessa il suo peccato a Dio, dopo aver commesso adulterio e fatto uccidere il marito di Bathsceba. Notate che Davide si assume la piena responsabilità per il suo peccato e dipende totalmente dalla grazia di Dio per ricevere il perdono da esso:

1 «Al maestro del coro. Salmo di Davide, quando il profeta Nathan venne a lui, dopo che egli aveva peccato con Bathsceba.» Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; per la tua grande compassione cancella i miei misfatti. 2 Lavami completamente dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. 3 Poiché riconosco i miei misfatti e il mio peccato mi sta sempre davanti. 4 Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinché tu sia riconosciuto giusto quando parli e retto quando giudichi. 5 Ecco, io sono stato formato nell’iniquità e mia madre mi ha concepito nel peccato. 6 Ma a te piace la verità che risiede nell’intimo, e m’insegni la sapienza nel segreto del cuore. 7 Purificami con issopo, e sarò mondo; lavami, e sarò più bianco della neve. 8 Fammi sentire gioia e allegrezza, fa’ che le ossa che hai spezzato festeggino. 9 Nascondi la tua faccia dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. 10 O DIO crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo. 11 Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo Santo Spirito. 12 Rendimi la gioia della tua salvezza, e sostienimi con uno spirito volenteroso.13 Allora insegnerò le tue vie ai trasgressori, e i peccatori si convertiranno a te. 14 Liberami dal sangue versato, o DIO, DIO della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà con giubilo la tua giustizia. 15 O Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode. 16 Tu infatti non prendi piacere nel sacrificio altrimenti te l’offrirei, né gradisci l’olocausto. 17 I sacrifici di DIO sono lo spirito rotto; o DIO, tu non disprezzi il cuore rotto e contrito. 18 Fa’ del bene a Sion per la tua benevolenza, edifica le mura di Gerusalemme. 19 Allora prenderai piacere nei sacrifici di giustizia, negli olocausti e nelle offerte da ardere interamente; allora si offriranno torelli sul tuo altare.” (Salmo 51:1-19 LND)

Grazie a Dio, POSSIAMO confessare i nostri peccati ed essere perdonati, perché Gesù Cristo è morto e risuscitato per comprarci il perdono. Il nostro perdono è stato comprato con il sacrificio di Gesù Cristo. Grazie a Dio per questo dono meraviglioso!

Viviamo questo meraviglioso dono! Confessiamo i nostri peccati, ringraziando Dio che Egli è fedele e giusto da perdonarci e da purificarci da ogni iniquità!

Amen!

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