un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Contenti in Cristo
1 Timoteo 6:6-8

filename: 54-0606a.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - 54-0606a.05f sermone di Marco deFelice, per RO, 26 giugno, 2005
Questo sermone parla di come essere veramente contenti, qualsiasi siano le condizioni economici in cui ti trovi. Parla di accontentarci del minimo materialie, per poter godere al massimo di Cristo.

Immaginate con me una situazione di una famiglia. Hanno un figlio unico, uno stupendo bambino di cinque anni, che amano tantissimo. Questo bimbo è dolce, con gli occhi grandissimi che ti guardano con tanto affetto e tanta fiducia.

Il piccolo figlio è pieno di leucemia. Dopo mesi di cure, continua solo a peggiorare. Ormai, i medici dicono apertamente che hanno perso ogni speranza. Dicono che a questo punto, i genitori dovrebbero cercare di godere il piccolo il più possibile nel tempo che rimane. Il bimbo accetta la situazione molto bene, però spesso, piange per il dolore.

Facendo ricerche su internet, il padre scopre una clinica in Svezia che è specializzata proprio nella forma di leucemia che ha il figlio. Si mette in contatto subito con loro. Nel giro di pochi giorni, dopo aver mandato tutte le cartelle per FAX, la clinica contatta i genitori dicendo che crede di poter salvare la vita del piccolo. Nonostante le tantissime persone in lista di attesa, i dottori della clinica decidono di invitare la famiglia a portare il figlio da loro per ricevere la cura che hanno inventato. In meno di una settimana, il padre lascia il suo lavoro, la famiglia chiude l'appartamento, che era in affitto e vende tutto. Poi, la famiglia prende un volo per trasferirsi in Svezia, sapendo che sarà una permanenza abbastanza lunga.

La cura è sperimentale, però sta avendo ottimi risultati, in casi come quello del bimbo, casi in cui le altre terapie non aiutavano più. Quindi, il bimbo inizia una cura in cui deve prendere dei medicinali tutti i giorni.

La clinica aiuta il padre a trovare un lavoro nella città. È un lavoro semplice, e paga poco. La clinica ha a disposizione un piccolo appartamento, che lascia usuffruire alla famiglia. È molto più piccolo dell’appartamento che avevano in Italia, ed è molto semplice, però, c’è il necessario, anche se mancano qualche comodità.

Dopo un mese, si vedono già piccoli segni di miglioramento. I medici cominciano ad avere grandi speranze. Però, spiegano che i trattamenti dureranno tanti mesi ancora. Per la prima volta in più di un anno, la famiglia comincia a vedere uno spiraglio di luce anziché solo tenebre. Dove prima sembrava essere quasi sicuro che il piccolo bimbo sarebbe morto, ora, tutti hanno grandi speranze che tornerà sano. Cominciano a sognare il giorno in cui torneranno a casa, tutti e tre, per riprendere la vita come famiglia, uniti nella buona salute.

In questa storia, è facile mettere l’attenzione sulla condizione fisica del figlio. Però, voglio considerare qualcos’altro. Voglio considerare la condizione economica e materiale della famiglia.

Prima della malattia del bimbo, i genitori non erano mai stati benestanti, però, avevano un buon stipendio, e potevano godere la vita molto. Facevano le vacanze, avevano un appartamento molto comodo e bello, avevano tante belle cose. Mangiavano fuori spesso, avevano sempre una macchina abbastanza nuova.

Ora, vivendo in Svezia, hanno un appartamento molto piccolo e con proprio il minimo indinspensabile che occorre per vivere. Non hanno una macchina. Hanno sempre da mangiare, ma non possono permettersi certi dei loro cibi preferiti. Hanno un tenore di vita molto ridotto a confronto con quello che avevano prima.

Però, hanno un figlio che è stato ripreso dalla soglia della morte. Sta guarendo, giorno per giorno, anche se molto lentamente. Hanno la viva speranza di tornare in patria e riprendere una vita normale come famiglia, con il figlio in buona salute.

Consideriamo la situazione economica di questa famiglia. Senza dubbio, hanno molto meno di quanto avevano prima. Alla luce di questo, quanto scontenti dovrebbero essere? Quanto sarebbe giusto per loro di lamentarsi della loro condizione economica, e la loro mancanza di tante delle cose belle che potevano godere prima?

Secondo voi, quante volte questi genitori parlano a cena di quante cose belle avrebbero potuto avere in più se avessero rinunciato alla cura, e di quanto dispiace a loro di aver rinunciato alla bella casa in Italia per accettare l’offerta della cura? Secondo voi, è concepibile che questi genitori avessero un tale pensiero? Potete immaginarli, mentre stanno tornando dalla clinica, dove hanno visto i miglioramenti nel figlio, al loro mini appartamento lamentandosi di quanto l’appartamento è piccolo?

Se dovessero agire così, come li vedreste? Io li vedrei come genitori malvagi, che non meritano il privilegio di avere una cura che poche altre famiglie hanno.

Che stoltezza, quando uno riceve una benedizione così immensa, se anziché godere la sua benedizione, fissa la sua attenzione su qualche sciocchezza che non può avere più.

Però, invece di essere bravi a riconoscere gli sbagli degli altri, quello che ci serve è riconoscere quando facciamo le stesse cose.

Oggi, vogliamo considerare un brano che insegna a noi che siamo figli di Dio, come dovremmo vivere, mentre aspettiamo l’arrivo del nostro Salvatore e Signore, Gesù Cristo.

Questo brano ci parla, specificatamente, dell’importanza di essere contenti della situazione in cui ci troviamo. Come la famiglia in Svezia, noi siamo pellegrini in questa vita qui sulla terra, la nostra vera patria è in cielo. Perciò, non dobbiamo cercare la nostra contentezza nelle cose che il mondo ci offre. Dobbiamo essere contenti anche se abbiamo “solo” il minimo indispensabile per poter vivere qui sulla terra, per poter godere il tesoro che abbiamo in Gesù Cristo. Se la famiglia in Svezia avesse trascorso le giornate pensando a quanto sarebbe stato bello avere un appartamento più grande e un’auto, avrebbe mancato molto la gioia di vedere il loro figlio guarire man mano.

Oggi, vogliamo considerare insieme 1Timoteo 6:6-8, che ci aiuterà a capire come vivere, e come godere di più Gesù Cristo, il vero nostro tesoro, anziché essere trascinati da tutto quello che ci circonda.

Iniziamo, leggendo il brano, 1Timoteo 6:6-9

“6 La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno. 7 Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; 8 ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti. 9 Invece quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione.” (1Tim 6:6-9)

In un mondo in cui tante persone vorrebbero guadagnare il più possibile, questo versetto ci spiega come avere un grande guadagno, molto più grande di qualsiasi tesoro materiale che il mondo potrebbe offrirci.

Prima, consideriamo come ottenere questo grande guadagno, e poi vedremo qual è questo grande guadagno. Leggiamo ancora il v.6 “La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno.”

Per avere un grande guadagno, dobbiamo avere una vita piena di pietà, e dobbiamo avere l’animo contento del proprio stato.

la pietà

Consideriamo prima la pietà.

La parola Greca che viene tradotta con “pietà” in questo versetto è una parola che è difficile da tradurre in Italiano, tanto lontana è la nostra società dalla mentalità della Bibbia.

La parola Greca è eusebia, e viene usata sette volte in 1Timoteo. Vuol dire essere santo, avere una vita gradevole a Dio, offrire un’adorazione gradevole a Dio. La sua radice parla dell’adorazione. Ricordiamoci che nella Bibbia, Dio non gradisce mai adorazione se non viene da un cuore puro. Quindi, il senso biblico di pietà è una vita che è vissuta in santità in ogni campo della vita, una vita di riverenza verso Dio.

Questa vita non è una serie di atti religiosi, come la lettura della Bibbia e la preghiera, ma è una vita che è in ogni aspetto sottomessa a Dio, e vive per la gloria di Dio in ogni campo della vita.

Ecco la pietà che dobbiamo avere per ottenere il grande guadagno che Dio ha per noi.

Questo è tutt’altra cosa che avere una vita in cui si cerca di conformarsi agli insegnamenti di Dio in certi campi, continuando però a tenersi stretto qualche peccato preferito. Per esempio, una persona che evita ogni tipo di immoralità, ed è onesta, e non mentisce, e legge la sua Bibbia tutti i giorni, e parla con altri di Cristo, però, agisce con egoismo o con orgoglio, senza ravvedersi, non ha la pietà di cui parla questo versetto. La sua adorazione non è gradita a Dio. Una persona così non avrà il grande guadagno di cui parla questo versetto.

La persona che ha pietà è una persona umile, che ha un santo timore di Dio, e cammina in integrità in ogni campo della vita. Certamente, essendo ancora nella carne, cadrà qualche volta nel peccato, però, quando pecca, ben presto confesserà il suo peccato a Dio e camminerà di nuovo in santità.

animo contento dello proprio stato

Quindi, per avere un grande guadagno, serve la pietà. Poi, il v.6 parla di un’altra qualità che serve. Vi leggo ancora il v.6

“La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno.” (1Tim 6:6 NRV)

Insieme alla pietà, bisogna avere l’animo contento del proprio stato. In realtà, non sono cose separate, perché chi ha la vera pietà, avrà l’animo contento del proprio stato.

Cosa vuol dire, essere contento del proprio stato? Andiamo avanti a leggere i vv.7,8 che spiegano meglio.

“6 La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno. 7 Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; 8 ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti.” (1Tim 6:6-8 NRV)

Questo brano è estremamente importante perchè ci insegna quale considerazione dobbiamo avere dei beni materiali che ci sono in questo mondo.

Prima di considerare il modo giusto di stimare le cose materiali, faccio un breve commento su come le consideriamo con la nostra natura umana. Di natura, l’uomo trova il suo tesoro nelle cose di questo mondo. Si impegna ad ottenere cose nuove, cerca di accumulare. Se una persona riesce a ottenere quello che desiderava tanto, ben presto comincia a desiderare qualcos’altro. Quindi, di natura, noi, come tutto il mondo, cerchiamo il nostro tesoro nelle cose di questo mondo, che a volte sono sciocchezze, altre volte sono cose meno frivole, ma sempre cose di questo mondo.

Però, questo atteggiamento è stoltezza, perché è garantito che perderemo tutto quello che abbiamo in questa terra quando lasceremo il corpo. Questo brano ci ricorda che non abbiamo portato nulla nel mondo. Nessuno bambino nasce con dei beni materiali in mano. Si nasce con nulla.

E come si entra nel mondo con nulla, così si lascerà il mondo con nulla. Non importa quanti beni materiali uno può riuscire ad accumulare durante la sua vita sulla terra, lascerà tutto quando morirà. A volte delle persone depongono dei beni che erano preziosissimi alla salma nella bara con lei, ma è solo un fatto simbolico, perché la Bibbia insegna che quando uno muore, lascia il corpo, e quindi, lascia assolutamente tutto ciò che è materiale. Chi è salvato lascia il corpo e va con Cristo. Chi non è salvato lascia il corpo e va in tormento. Ma tutti noi uomini, credenti e non, lasceremo tutto quello che avremo accumulato durante la vita.

È importantissimo per noi che siamo credenti capire questo. È molto sbagliato essere attaccati alle cose materiali, perché sono tutte cose che lasceremo. Anziché cercare il nostro tesoro nelle cose che perderemo, dovremmo cercare il vero tesoro in quello che ci terremo.

In Matteo 6, Gesù ci dichiara:

“19 «Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; 20 ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. 21 Perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.” (Mat 6:19-21 NRV)

È inutile farci dei tesori sulla terra, perché chi fa tesori sulla terra li perderà tutti. È sbagliato farci dei tesori sulla terra, perché chi cerca tesori sulla terra, avrà il suo cuore sulle cose della terra, anziché sulle cose di Dio. È stolto cercare tesori sulla terra, perché ci faranno mancare i veri tesori.

Allora, un vero figlio di Dio ha bisogno di capire molto bene, il pericolo di cercare tesori sulla terra. La vita è troppo corta per sprecare tempo cercando ciò che si perderà per sempre. Invece dovremmo cercare un tesoro eterno.

In 1Timoteo 6, dopo averci ricordato che non portiamo nulla nel mondo quando nasciamo, e non ne porteremo via nulla, Paolo dichiara:

8 ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti.

Se abbiamo abbastanza di che nutrirci, e di che coprirci, possiamo essere contenti.

Di che nutrirci

Qualche parola di spiegazione su questo versetto. Di che nutrirci indica ciò che è necessario per il nostro fabbisogno: cibo e acqua. Dio ci ha creati con il bisogno di cibo e di liquidi. Anche se è possibile vivere qualche giorno senza mangiare, per il buon funzionamento del corpo, abbiamo bisogno di mangiare tutti i giorni, ed è meglio per il corpo se mangiamo più volte al giorno. Si può vivere anche con solo acqua e pane, però, per avere un corpo sano, è molto importante avere una varietà di cibi, che comprende: verdure, frutta, proteine e carboidrati. Quindi, la frase “di che nutrirci” può essere intesa come una dieta equilibrata, più che solo una dieta sufficiente.

Però, questo non vuol dire che ci servono dei cibi che siano sempre a nostro piacimento. Per esempio, non ci serve lo zucchero, non ci serve il caffè, non ci servono i dolci. Ci serve una varietà di cibo, ma non necessariamente i cibi che piacciono a noi.

Quindi, avere di che nutrirci vuol dire avere abbastanza cibo da non andare a letto la notte con lo stomaco vuoto. Chiaramente, qua in Italia, quasi nessuno sa cosa vuol dire letteralmente non avere da mangiare, come invece succede in tanti posti nel mondo. Quindi, siamo molto lontani dall' avere solamente il minimo che serve per nutrirci. Abbiamo molto, molto più quello che ci serve per nutrirci.

di che coprirci

Per quanto riguarda la frase “di che coprirci”, indica di essere coperti sia di vestiti, sia di essere coperti di un tetto.

Abbiamo bisogno di vestiti, per essere coperti in senso di pudore. Inoltre, abbiamo bisogno di vestiti per proteggerci dal freddo. Le scarpe proteggono i piedi dai tagli e dalle infezioni. Abbiamo bisogno di vestiti

Un tetto, ovvero qualche tipo di casa, ci serve per ripararci dal freddo e dalla pioggia.

Abbiamo bisogno quindi di vestiti e di una casa. Però, non abbiamo bisogno di vestiti che siano alla moda, o che siano belli. Dovrebbero bastarci quei vestiti che servono per coprirci.. Poi, per quanto riguarda la casa, avere un tetto sopra la testa non vuol dire avere una villetta di proprietà. Non vuol dire nemmeno avere un appartamento in affitto. Vuol dire avere un posto per dormire riparati, anche se fosse semplice e piccolo.

Può essere anche la casa di un altro.

Per esempio, se un credente perde il lavoro, e non ha soldi per l’affitto, e così, perde la casa, ma poi una famiglia della chiesa lo porta in casa con sè, biblicamente, egli ha di che coprirsi, anche se non ha una casa sua. Io e mia moglie abbiamo vissuto varie volte da quando siamo sposati nella casa di altri, e non avevamo nulla di nostro, nemmeno in affitto. Però, abbiamo sempre avuto un tetto. Dio non promette una casa di proprietà, e nemmeno un appartamento in affitto. Parla solo di qualcosa per poter essere coperti. Spetta a Dio decidere che cosa provvederci.

Quindi, secondo questo versetto, se abbiamo il minimo necessario per poter vivere, allora, con quello saremo contenti.

Se dovessimo trovarci con letteralmente niente da mangiare, preghiamo in base a quello che Gesù ci insegna nel Padre Nostro:: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano.”

Non dobbiamo mai esigere di avere più del minimo necessario. Se Dio ci permette di avere di più, allora bene, ma dobbiamo pregare di essere riconoscenti, e di usare quello che abbiamo in più alla gloria di Dio. Però, se Dio ci dà meno di quanto dà a qualcun’altro, non dovremmo pensare che sarebbe giusto per noi di avere quelle stesse cose. Dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo noi, ed impegnarci ad accumulare un tesoro in cielo.

saremo di questo contenti

Il versetto dichiara che se abbiamo di nutrirci e di coprirci, con questo saremo contenti. Contentezza è una condizione dell’anima nella quale non si ha più bisogno di altre cose per avere pace. Un animo contento è un animo in pace e soddisfatto. Non vuole niente di più di quello che già ha.

Fermiamoci qua e consideriamo la profondità di questo insegnamento. Dio ci comanda di essere contenti, materialmente, con il minimo necessario. Questo è drasticamente diverso da come si vive nel mondo intorno a noi, e da come siamo abituati a vivere noi, naturalmente.

Però, vivere con il minimo indispensabile non è proprio quello che Dio ci comanda.

Dio non ci dice che non possiamo mai godere le cose che Lui stesso ha creato. Vi leggo quello che Paolo dichiara in questo stesso capitolo :

“17 Ai ricchi in questo mondo ordina di non essere d’animo orgoglioso, di non riporre la loro speranza nell’incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo; 18 di far del bene, d’arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare, 19 così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l’avvenire, per ottenere la vera vita.” (1Tim 6:17-19 NRV)

Dio ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo. Però, attenzione. DIO ci fornisce. Non dobbiamo noi avere come traguardo di vita cercare la nostra contentezza nelle cose. È come una mamma, che ama cucinare buone cose per la sua famiglia. I bambini dovrebbero accontentarsi di quello che trovano nel piatto. Allo stesso tempo, sarà la mamma a pensare a fare tante cose buone. Noi dobbiamo accontentarci di quello che Dio ci provvede. Sarà Dio a provvedere per noi cose da poter godere. E se Dio dovesse decidere di provvederci poco, a noi serve il minimo, e di quello possiamo, anzi, dobbiamo, essere contenti.

Qua in Italia, abbiamo molto, molto di più di solo il minimo che serve per nutrirci e per coprirci.

Quindi, in base a questo versetto, dovremmo essere veramente contenti. Abbiamo tutto quello che ci serve, e molto, molto di più.

Ricordiamo le parole di Gesù in Luca 12.

“A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.” (Luca 12:48 NRV)

A noi, economicamente, è stato dato tanto. Quindi, avremo molto di cui rispondere a Dio. Non dobbiamo credere che tutto quello che abbiamo sia per il nostro godimento. Dobbiamo piuttosto capire che Dio ci ha dato più del necessario, e dobbiamo usarlo per la gloria a Dio.

Gesù, parlando di beni materiali, disse, in Luca 16.

“10 Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è ingiusto anche nelle grandi. 11 Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere?” (Luca 16:10-11 NRV)

Dio osserva i nostri cuori per vedere se siamo fedeli nell'usare le cose minime per la Sua gloria, cioè i beni materiali. In base alla nostra fedeltà nelle cose minime, Dio ci darà vere ricchezze da usare per la Sua gloria.

Quindi, impariamo ad essere contenti con il minimo.

contentezza in Dio

Se ci fermassimo qua, questo potrebbe sembrare un insegnamento pesante, difficile da accettare. Come mai dobbiamo essere contenti con anche solo il minimo di quello che serve?

Cari amici, Dio ci comanda di essere contenti con il minimo delle cose materiali che ci servono.

Dio non ci comanda di trovare la nostra gioia nelle cose materiali perchè avere solo il minimo delle cose materiali non potrebbe mai bastare a soddisfare il nostro cuore.

Però, anche se avessimo tantissimi beni di questo mondo, essi non potrebbero soddisfare il nostro cuore.

La chiave di poter essere contenti con il minimo che serve per vivere è di cercare la nostra gioia in qualcosa che ha infinitamente più valore di tutto quello che il mondo ci può offrire.

Per avere il nostro cuore veramente soddisfatto, dobbiamo cerare la nostra soddisfazione in Gesù Cristo.

I versetti in 1Timoteo 6 non ci stanno insegnando di accontentarci di poco. Ci insegna di accontentarci di nulla di meno che di Dio stesso.

Ricordiamo che la pietà significa una vita che vive in costante riverenza a Dio. Descrive una persona che adora Dio sempre. Per adorare Dio, dobbiamo riconoscere la Sua gloria, la Sua maestà, i Suoi attributi.

Chi medita su queste qualità di Dio, troverà il suo cuore profondamente soddisfatto.

La nostra necessità di cibo e di coprirci diventa così un dovere, che vogliamo concludere al più presto per poterci concentrare di più su quello che è il nostro tesoro.

Se pensiamo alla famiglia in Svezia, a loro non importa la grandezza dell’appartamento. Basta essere vicina al loro figlio, e vederlo migliorare.

Una persona con la pietà biblica, cerca la sua contentezza in Gesù Cristo stesso. Certamente deve lavorare ed impegnarsi per soddisfare il suo fabbisogno, però il suo tesoro è Cristo, non le cose di questo mondo.

O l’uno o l’altro

Non si possono avere due tesori. Non potete cercare la vostra contentezza nelle cose del mondo da una parte, e in Cristo dall’altra parte. O il vostro cuore è rivolto verso Cristo, o il vostro cuore è rivolto verso il mondo, con le spalle girate a Cristo. Sono due cose diametralmente opposte.

Se pensiamo al matrimonio, un marito non può cercare la sua contentezza sia in altre donne, sia nella moglie. Può andare solamente o in una direzione, o nell’altra.

Questo vale sia se quel marito cerca altre donne continuamente, sia se le cerca solo nelle sue fantasie e raramente. Finché non pone tutto il suo desiderio verso sua moglie, non troverà la contentezza che Dio intende per l'uomo di avere nel matrimonio. Anche un piccolo compromesso rovinerà la gioia del matrimonio.

Similmente, quando un credente cerca la sua contentezza nelle cose materiali, sia in modo diretto, cercando attivamente di accumulare le cose, sia solamente con i suoi pensieri, sognando di quanto sarebbe piacevole avere questo o quell' altro, quel credente, anche se non acquisterà mai le cose che sogna, non conoscerà mai la vera contentezza che può trovare solamente in Gesù Cristo.

Quindi, il motivo per cui un vero credente non deve cercare la sua contentezza nelle cose del mondo è perché solamente agendo così potrà godere Cristo. Cristo Gesù è il nostro grande tesoro. Però, possiamo mancare di goderLo.

Ascoltiamo quello che ha scritto l’Apostolo Paolo a proposito. Trovate con me il Filippesi 3:7

“7 Ma ciò che per me era un guadagno, l’ho considerato come un danno, a causa di Cristo. 8 Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo 9 e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede. 10 Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, 11 per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti. 12 Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù. 13 Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, 14 corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.” (Filippesi 3:7-14 NRV)

Tutto quello che era importante per Paolo prima della salvezza, tutto quello in cui cercava la sua contentezza, l'ha considerato spazzatura. Paolo agiva così perchè capiva che non poteva più cercare la sua contentezza, nemmeno una piccola parte, in alcuna cosa fuorché in Cristo.

Paolo capiva l’eccellenza di Cristo Gesù, e voleva godere quell’eccellenza. Sapeva che non era qualcosa che poteva aspettare di godere dopo la morte. Chi è veramente salvato, deve godere Cristo anche ora. La vera salvezza vuol dire trovare il nostro tesoro in Gesù Cristo.

Solo per rendere chiara l’idea, immaginate con me un uomo, che deve fare un lungo viaggio per lavoro, e deve stare fuori casa per molti mesi. Potrebbe lui godersi qualche donna, finché è via di casa, pensando che godrà la moglie quando tornerà a casa? Potrebbe quell'uomo agire così e comunque tornare a casa e godere la benedizione di Dio sul suo matrimonio?

Chiaramente e assolutamente no. Anche se sta lontano di casa, quel marito deve trovare in sua moglie il suo tesoro. Deve considerare ogni altro rapporto romantico come spazzatura, per guadagnare l’eccellenza del matrimonio.

Similmente, mentre siamo pellegrini in questo mondo, dobbiamo evitare di cercare la nostra contentezza nelle cose che il mondo ci offre. Se abbiamo di che mangiare e di che coprirci, allora, possiamo essere contenti, in modo da poterci così concentrare nel godere Cristo di più, vivendo per la Sua gloria.

il grande guadagno

Infatti, il nostro brano di oggi parla di un grande guadagno.

La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno.

Il grande guadagno è Cristo Gesù. Chi non cerca il guadagno nelle cose del mondo, ma solo in Cristo, conoscerà l’eccellenza di Cristo, e sarà grandemente benedetto. Troverà il vero tesoro che Dio prepara per ogni credente: Gesù Cristo stesso.

Confrontare quello che il mondo considera tesoro con Cristo è come confrontare un fiammifero bruciato con il sole a mezzogiorno.

come vivremo

Alla luce della verità di questo brano, vi chiedo: dove state cercando la vostra contentezza? Non rispondete subito. Fermatevi a valutare. Valutate a che cosa pensate durante il giorno. Dove corre il vostro cuore, quando è liberodi pensare a quello che vuole?

I vostri cuori sono spesso su Cristo, durante il giorno? Pensate molto alla Sua grazia, e alla Sua misericordia, al Suo potere, alla Sua sapienza? Trovate una vera gioia, una gioia grandissima, ogni giorno, meditando sulla vostra salvezza?

Oppure, i vostri pensieri corrono spesso alle cose di questa terra? State cercando la contentezza in qualcosa del mondo? Immaginate che se solo potrebbero finire certi problemi, allora, potreste essere contenti? Pensate a quanto bello sarebbe avere questo o quell' altro?

Ricordatevi che sono due strade diverse, lontane l’una dall’altra. Vanno in due direzioni opposte. Non potete camminare in tutte i due.

Scegliete oggi: qual è il vostro tesoro? Dove cercherete la vostra contentezza?

Un vero credente deve sempre stare in guardia, contro la tentazione di cercare la sua contentezza nelle cose di questo mondo. Se siamo onesti, possiamo riconoscere che questo è un peccato estremamente diffuso, e in cui è facile cadere.

Preghiamo Dio, chiedendoGli di farci riconoscere subito ogni volta che il nostro cuore comincia a cercare contentezza in qualcosa del mondo.

Preghiamo di vedere di più l’immenso tesoro che abbiamo in Gesù Cristo. Riconosciamo che alla luce del fatto di poter godere Cristo come il nostro tesoro, tutto quello che ci è importante diventa spazzatura.

Accontentiamoci con il minimo delle cose materiali, per godere al massimo Cristo.

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