un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Considerare Gesù
Ebrei 3:1

filename: 58-03-01.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - sermone per Rovigo, 5 ottobre, 2003, di Marco deFelice

Il sermone per oggi non è per tutti; vi spiegherò quindi a chi è rivolto. Questo sermone è per quel credente che non è vicino a Dio quanto vorrebbe essere, è per quel credente che ancora cade qualche volta nel peccato, è per quel credente che ogni tanto ha dell’ansia, è per quel credente che qualche volta è tentato da qualcosa del mondo, è per quel credente che delle volte si sente insoddisfatto, è per quel credente che vorrebbe conoscere di più Dio.

Se non ti trovi in una o più di quelle categorie, allora, questo sermone non è per te. D’altra parte, se non ti trovi in una o più di quelle categorie, ho dei grandi dubbi che tu sia veramente nato di nuovo. Quindi, spero che questo sermone sia per tutti di voi.

Oggi, voglio parlare dell’importanza, anzi, della necessità, per ogni credente di fissare lo sguardo su Gesù Cristo.

Per fare questo, vogliamo esaminare insieme un versetto, Ebrei 3:1. Ho un doppio traguardo. Prima di tutto, voglio aiutarvi a considerare di più Gesù Cristo. La mia preghiera è che ognuno di noi possa avere più amore per Cristo e più desiderio di conoscerLo sempre di più.

Il mio secondo traguardo è che questo sermone possa essere un aiuto per ciascuno di voi a sapere meglio come analizzare un versetto o un brano. La Parola di Dio è un miniera di ricchezza infinita. Ogni volta che scaviamo, tiriamo su tanto di prezioso. Però, spesso, non sappiamo riconoscere quello che troviamo, e manchiamo tante benedizioni. La Parola di Dio viene letta, ma viene anche meditata. Una semplice lettura non potrebbe mai mostrarci tutte le ricchezze nella Parola di Dio. Quindi, oltre a seguire le verità che vedremo oggi, cercate di notare come meditare su un versetto, in modo di poter farlo di più nella vostra lettura.

Quindi, con quell’introduzione, consideriamo Ebrei 3:1.

introduzione: fondo del brano

Prima di considerare il versetto stesso, vi do una breve introduzione ad esso. Ebrei è stato scritto per un gruppo di Ebrei che comprendeva tre tipi di membri. C’erano alcuni Ebrei che avevano creduto già in Gesù per la salvezza. Poi c’erano degli Ebrei che erano convinti, intellettualmente, della veridicità del Vangelo, ma non avevano ancora creduto in Gesù per la salvezza, e poi c’erano degli Ebrei che non erano convinti della veridicità del messaggio di Cristo. Questo libro dimostra la superiorità di Gesù riapetto a tutto quello che gli Ebrei consideravano importante. Gesù è superiore agli angeli, Gesù è superiore a Mosè e Gesù è superiore ai Sacerdoti. Il sacrificio di Gesù è superiore ai sacrifici del Antico Testamento. Quindi, questo libro è un appello per il lettore, oggi come allora, di considerare attentamente Gesù Cristo.

fratelli santi:

Con quell’introduzione, leggiamo insieme, e poi consideriamo, Ebrei 3:1.

“Perciò, fratelli santi, che siete partecipi della celeste vocazione, considerate Gesù, l’apostolo e il sommo sacerdote della fede che professiamo,” (Ebrei 3:1 NRV)

Iniziamo considerando la frase: “fratelli santi”.

Quando parliamo di santità, dobbiamo ricordare che solo DIO può stabilire il metro per determinare che cosa e chi è santo. Infatti, Dio dichiara che qualsiasi cosa che è meno della santità di Dio, non è santa. Allora, nessun uomo potrebbe mai essere considerato santo, per conto suo, perché ogni persona nasce già peccatore, e poi, ognuno pecca volta dopo volta.

Allora, come mai qui, l’autore, guidato da Dio, dichiara “fratelli santi”? Come può chiamare una persona “santa”?

Qua, vediamo una stupenda verità della salvezza. Nella salvezza, Dio prende una persona che è peccatrice, macchiata dei suoi peccati e la purifica, lavandola dal suo peccati. Chi è in Cristo è coperto con la giustizia e la purezza di Cristo Gesù, e perciò, in Cristo, è veramente santo agli occhi di Dio.

La verità, quindi, che vogliamo ricordare ogni volta che la Bibbia ci chiama “santi”, è che di natura, siamo peccatori. È l’opera di Cristo sulla croce, il fatto che Egli ha preso la nostra condanna e ci ha dato la sua giustizia, che ci fa santi. Non siamo santi per merito nostro, siamo santi perché siamo coperti dalla giustizia, ossia la santità, di Cristo.

Consideriamo alcuni brani che ci parlano di questa meravigliosa verità. Prima di tutto, leggiamo Ebrei 2:14-18, che sono i versetti immediatamente precedenti a questo. Questo brano parla del fatto che Cristo è diventato uomo, per fare l’espiazione del peccato, in modo che gli uomini potessero essere veramente perdonati, e quindi, santi agli occhi di Dio.

“Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita. Infatti, egli non viene in aiuto ad angeli, ma viene in aiuto alla discendenza di Abraamo. Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l’espiazione dei peccati del popolo. Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati.” (Ebrei 2:14-18 NRV)

Un altro brano che ci aiuta a capire la grandezza di quest’opera è 1Corinzi 6:9-11. In questo brano, Paolo parla con i credenti di Corinto, e spiega che nonostante la gravità dei loro peccati prima della salvezza, erano stati lavati e santificati, e perciò, in Cristo, erano santi. Questa verità è ancora la stessa, oggi.

“Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.” (1 Corinzi 6:9-11 NRV)

Un altro brano che ci aiuta a capire l’immenso contrasto fra la nostra condizione prima della salvezza e quella dopo è Tito 3:3-7. In questo brano, Paolo parla di come eravamo prima della salvezza e poi parla dell’opera di Dio per salvarci e purificarci. Siamo santi per mezzo dell’opera di Dio in Cristo Gesù, applicata a noi dallo Spirito Santo.

“Perché anche noi un tempo eravamo insensati, ribelli, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella cattiveria e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore, affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna.” (Tito 3:3-7 NRV)

Leggiamo anche 1Pietro 1:17-19, che parla di come siamo stati riscattati dal nostro peccato con il prezioso sangue di Cristo.

“E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi, secondo l’opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno; sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia.” (1 Pietro 1:17-19 NRV)

Potremmo dire molto di più, ma per il momento, andiamo avanti con il versetti. Comunque, dovremmo fermarci spesso a meditare sulla meravigliosa verità che, in Cristo, siamo santi.

fratelli

Consideriamo ora anche la parola fratelli, perché mette in luce una meravigliosa verità e privilegio.

Ci sono tantissime cose che potremmo dire per quanto riguarda il fatto di essere fratelli, che vuol dire membri della famiglia di Dio. Però, ho scelto Efesini 2:11-22, perché è un brano che dichiara in modo stupendo il privilegio infinito di essere fatti parte della famiglia di Dio. Leggiamo questo brano, considerando attentamente quale era lo stato prima della salvezza, e qual è lo stato ora, per chi è in Cristo.

“Perciò, ricordatevi che un tempo voi, stranieri di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono nella carne per mano d’uomo, voi, dico, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo. Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell’inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, per creare in sé stesso, dei due, un solo uomo nuovo facendo la pace; e per riconciliarli tutti e due con Dio in un corpo unico mediante la sua croce, sulla quale fece morire la loro inimicizia. Con la sua venuta ha annunziato la pace a voi che eravate lontani e la pace a quelli che erano vicini; perché per mezzo di lui gli uni e gli altri abbiamo accesso al Padre in un medesimo Spirito. Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio. Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore. In lui voi pure entrate a far parte dell’edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo dello Spirito.” (Efesini 2:11-22 NRV)

Che possiamo meditare molto di più sulla ricchezza della realtà di essere fratelli, perché siamo parte della famiglia di Dio, in Cristo Gesù.

Partecipi della celeste vocazione

Leggiamo ancora il nostro versetto, Ebrei 3.1

“Perciò, fratelli santi, che siete partecipi della celeste vocazione, considerate Gesù, l’apostolo e il sommo sacerdote della fede che professiamo,” (Ebrei 3:1 NRV)

Consideriamo ora la frase “che siete partecipi della celeste vocazione”. In un solo sermone, sarebbe impossibile veramente sondare le ricchezze di queste poche parole. Posso solo toccare la ricchezza che sta dietro a queste parole. Leggiamo una serie di versetti, che ci aiutano a pensare al significato del fatto che siamo partecipi della celeste vocazione.

Prima, leggiamo Filippesi 3:20,21, che ci ricorda dov’è la nostra cittadinanza, da quando siamo salvati e quello che Cristo ci farà quando Egli ritornerà.

“20 Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, 21 che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa.” (Filippesi 3:20-21 NRV)

Quando Gesù ritornerà, trasformerà i nostri corpi in corpi gloriosi, in modo che possiamo passare l’eternità alla sua presenza, in cielo. Questo fa parte della nostra celeste vocazione.

Dio sa che abbiamo la tendenza di fissare il nostro sguardo sui problemi, perciò, ci ricorda, volta dopo volta, che i problemi sono piccoli, in confronto con la grandezza della gloria eterna che goderemo per tutta l’eternità, come parte della nostra celeste vocazione. L’Apostolo Paolo dichiara questo in modo chiaro in 2Corinzi 4.

“16 Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, 18 mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.” (2 Corinzi 4:16-18 NRV)

Che Dio ci aiuti a tenere i problemi in prospettiva della nostra eredità eterna.

Un altro brano che ci ricorda una verità importante riguardante la nostra celeste vocazione è 1Pietro 1:3-5.

“3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, 5 che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi.” (1 Pietro 1:3-5 NRV)

In questo brano, impariamo che la nostra eredità eterna è incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Tutti i tesori della terra passeranno, e nessuno di essi è perfetto e senza macchia. Invece, la nostra eredità eterna sarà un’eredità perfetta, che non verrà mai meno. Questa eredità è conservata in cielo per noi, e quindi, è totalmente sicura.

In Apocalisse 20 e 21, leggiamo del Giudizio alla fine del mondo. Questo brano spiega la terribile realtà per tutti coloro i quali nomi non sono scritti nel libro della vita. Chi è salvato, e quindi, chi ha la celeste vocazione, è scritto nel libro della vita. Il brano prosegue, e descrive brevemente come sarà la vita eterna. Leggiamo Apo 20:11 a 21:4.

“11 Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. 12 E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. 13 Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. 14 Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. 15 E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. 21:1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più. 2 E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. 4 Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate».” (Apocalisse 20:11-21:4 NRV)

Ora, leggiamo 2Corinzi 5:1-10, che ci ricorda che una parte della nostra celeste vocazione è di avere un nuovo corpo che ci aspetta. I nostri corpi in questo mondo sono solamente un abitazione temporanea. Perciò, importa pochissimo se vanno bene o vanno male, perché saranno lasciati, per la nostra nuova abitazione celeste, che sarà perfetta.

“1 Sappiamo infatti che se questa tenda che è la nostra dimora terrena viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d’uomo, eterna, nei cieli. 2 Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste, 3 se pure saremo trovati vestiti e non nudi. 4 Poiché noi che siamo in questa tenda, gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. 5 Or colui che ci ha formati per questo è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito. 6 Siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo siamo assenti dal Signore 7 camminiamo per fede e non per visione); 8 ma siamo pieni di fiducia e preferiamo partire dal corpo e abitare con il Signore. 9 Per questo ci sforziamo di essergli graditi, sia che abitiamo nel corpo, sia che ne partiamo. 10 Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male.” (2 Corinzi 5:1-10 NRV)

Potremmo leggere tantissimi altri brani, ma fermiamoci qua. Il punto dove voglio arrivare è che la realtà di cui siamo partecipi della celeste vocazione è una realtà assolutamente stupenda e meravigliosa, da meditare molto spesso.

Considerare Gesù

Però, il versetto che stiamo considerando non finisce qui. Leggiamo ancora Ebrei 3:1 e consideriamo la prossima frase.

“Perciò, fratelli santi, che siete partecipi della celeste vocazione, considerate Gesù, l’apostolo e il sommo sacerdote della fede che professiamo,” (Ebrei 3:1 NRV)

Riflettiamo ora sulla parola “considerare”. Questo è un verbo imperativo, quindi, è un comandamento da parte di Dio. Per poter ubbidire a questo comandamento, dobbiamo capire il suo significato. Che cosa vuol dire, considerare Gesù?

La parola qui tradotta “considerate” è una parola che vuol dire “fissare i pensieri”. Ognuno di noi fissa i pensieri su qualcosa, tutti i giorni. Chiaramente, in certi momenti, dobbiamo fissare i pensieri sul lavoro che stiamo facendo al momento, perché richiede concentrazione.

Però, ci sono tantissimi momenti durante il giorno in cui fissiamo i nostri pensieri su quello che è più importante per noi. Per esempio, una persona che ha come tesoro cose materiali fissa i suoi pensieri su prossimo oggetto che vorrebbe avere. Una persona che ha come tesoro il piaceri fissa i suoi pensieri su quello che gli farebbe piacere. Una persona che pensa al successo nel suo lavoro fissa i suoi pensieri su come ottenere quel successo.

Però, ci sono ancora altre cose a cui possiamo pensare. Per esempio, una persona che ha come tesoro di essere in controllo della propria vita, vuole essere come Dio, poter gestire tutto, non potendo controllare tutto, fissa i suoi pensieri sui suoi problemi, e spesso sta in ansia, pensando a tutto quello che potrebbe andare male.

Poi, ci sono tante persone oggi che hanno poco chiari i loro traguardi e perciò, fissano i loro pensieri prima su una cosa e poi su un’altra, vivendo una vita senza direzione, senza un chiaro traguardo.

Dio ci comanda di considerare, ovvero, di fissare i nostri pensieri, su Gesù Cristo! Come credenti, Gesù dovrebbe essere il nostro pensiero principale. Egli dovrebbe essere il nostro tesoro, quello che dà più soddisfazione al nostro cuore.

Tristemente, tanti credenti non risconoscono, in realtà, Gesù come il loro tesoro tutti i giorni. Questo non è perché Egli non merita questa posizione. È perché queste persone si lasciano trascinare da cose che non hanno alcun valore nei confronti di Cristo.

Vediamo una cosa simile quando notiamo certi uomini che non capiscono quanto è stupendo osservare da vicino la crescita dei loro figli. Hanno ricevuto questo grande tesoro da Dio, però, non fissando i loro pensieri e la loro attenzione sul tesoro, non capiscono quanto è grande il tesoro.

Similmente, ma molto, molto di più, chi è stato salvato e appartiene a Dio per mezzo di Gesù Cristo ha in Gesù un tesoro assolutamente senza paragone nel mondo. Però, per poter godere questo tesoro, uno deve fissare i suoi pensieri su Gesù. Allora, vedrà sempre di più la grandezza di quello che ha in Cristo.

Carissimi, se c’è una cosa che può trasformare la vostra vita, che può aiutarvi ad avere vittoria sul peccato, che può fortificare la vostra fede in modo da non avere ansia, che può darvi una profonda gioia e pace, qualsiasi siano le vostre circostanze, è di ubbidire a questo comandamento e fissare i vostri pensieri su Cristo Gesù. Più uno considera Gesù Cristo, più riconoscerà quanto è potente, quanto è misericordioso, quanto è tenero verso i suoi, quanto grande è il suo amore, quanto infinita la sua saggezza, quanto perfetta la sua cura. I tesori che abbiamo in Cristo sono infiniti; più ne scopriamo, più ce ne sono da scoprire. Solo Cristo Gesù può soddisfare le nostre anime, totalmente, ed eternamente. Però, per goderLo, dobbiamo fissare i nostri pensieri su di Lui. Per avere la nostra fede fortificata, per ricevere tutti i benefici che Dio ha riservato per noi in Cristo, dobbiamo fissare i nostri pensieri su di LUI, ora per ora, durante il giorno.

Gesù

Non c’è tempo in questo sermone di considerare Gesù. Come possiamo considerare in pochi minuti Colui che passeremo tutta l’eternità a considerare? Voglio solo menzionare una verità. Il versetto ci comanda di considerare, ovvero, fissare i nostri pensieri, sulla persona di Gesù. La parola “Gesù” è una parola che vuol dire “Yahweh Salva”. Il SIGNORE salva. Gesù è il nostro Salvatore. Più di qualsiasi cosa nella vita, abbiamo bisogno di salvezza ed esiste un solo Salvatore, Gesù Cristo. Egli salva totalmente ed eternamente. Quando pensiamo a Gesù, non dobbiamo mai dimenticare che senza di Lui, saremmo eternamente perduti. Con Lui, siamo eternamente salvati, sicuri nelle mani di Dio. Gesù è la Salvezza di Dio. Fissiamo i nostri pensieri su Gesù, il nostro Salvatore!

Apostolo

Leggiamo ancora Ebrei 3:1

“Perciò, fratelli santi, che siete partecipi della celeste vocazione, considerate Gesù, l’apostolo e il sommo sacerdote della fede che professiamo,” (Ebrei 3:1 NRV)

Questo versetto dà due titoli a Gesù. Il primo è “Apostolo”. In che senso è Gesù Apostolo?

La parola “apostolo” è il sostantivo che viene dal verbo “apostello”, che vuol dire “mandare”. Quindi, “apostolo” vuol dire “uno che è mandato”, nel senso, uno che viene mandato con una missione specifica. In questo senso, Gesù è il grande Apostolo, perché fu mandato dal cielo dalla presenza del Padre, per compiere la salvezza. Ascoltiamo le parole di Gesù in Giovanni 17, quando sta pregando, poco prima di andare alla croce.

“4 Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. 5 Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.” (Giovanni 17:4-5 NRV)

Gesù era con il Padre, in cielo, pieno di gloria, prima che il mondo esistesse. Da lì, è stato mandato, per compiere l’opera della salvezza. Perciò Egli poteva dire: “ho compiuto l’opera che tu mi hai dato da fare.”

Quindi, eravamo schiavi del nostro peccato, sotto condanna, senza possibilità di scampare. Gesù Cristo è stato mandato in missione dal cielo, una missione per salvarci dalla condanna eterna. Gesù è un Apostolo per noi. Rallegriamoci in questa stupenda verità!

Sommo Sacerdote

Ebrei 3:1 continua e dà a Gesù il titolo di sommo sacerdote. Consideriamo questo titolo. Di nuovo, potremmo prendere tantissimi sermoni solo per considerare a fondo questa verità. Oggi spero di solo stimolare ciascuno di voi ad approfondire di più, per conto proprio, questa meravigliosa verità.

Gesù Cristo è il nostro Sommo Sacerdote. L’Antico Testamento ci aiuta a capire che Dio è Santo ed inaccessibile dall’uomo peccatore. È impossibile per un uomo avvicinarsi a Dio per conto proprio. Nell’Antico Testamento, Dio ci insegna che l’unico modo di avvicinarci a Lui è tramite il sommo sacerdote, che Dio stesso ha stabilito, che deve presentarsi con un sacrificio per il peccato.

Gli uomini che svolgevano quest’opera non potevano mai veramente pagare per il peccato. Dovevano ripetere volta dopo volta i sacrifici. Poi venne Gesù, perfetto, senza macchia, Egli ha offerto se stesso, come sacrificio vero. Il suo sacrificio ha pagato la completa condanna per il peccato, in modo che Egli potesse sedersi alla destra di Dio. Non servono più altri sacerdoti, né altri sacrifici.

Quindi, chi è veramente salvato ha Gesù Cristo come Sommo Sacerdote, e quindi, ha libero accesso a Dio, come leggiamo in Ebrei 4

“14 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. 15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.” (Ebrei 4:14-16 NRV)

Quindi, quando fissiamo i nostri pensieri su Cristo Gesù, pensiamo molto spesso al fatto che Egli è il nostro Sommo Sacerdote, e quindi, è tramite Gesù che abbiamo libero accesso a Dio.

la fede che professiamo

Chiudiamo questo sermone, considerando di che cosa Gesù è il sommo sacerdote. Leggiamo ancora Ebrei 3:1

“Perciò, fratelli santi, che siete partecipi della celeste vocazione, considerate Gesù, l’apostolo e il sommo sacerdote della fede che professiamo,” (Ebrei 3:1 NRV)

Gesù Cristo è l’Apostolo e il Sommo Sacerdote della fede che professiamo. Chi è veramente salvato è salvato per fede, la fede in Gesù Cristo. L’unico modo per essere giustificato è per fede, il giusto vivrà per fede, la fede in Gesù Cristo. Per fortificare la nostra fede, dobbiamo fissare i nostri pensieri su Gesù Cristo!

conclusione

Carissimi, la mia preghiera è che la nostra considerazione su questo versetto sia stata d’aiuto per ciascuno di noi a meditare di più sulla ricchezza della nostra salvezza in Cristo. Per mezzo di Cristo, noi, che eravamo nemici di Dio, siamo divenuti figli suoi, e quindi, fratelli gli uni degli altri. In Cristo, Dio ci vede come santi.

Siamo partecipi della celeste vocazione. Alla luce della nostra meravigliosa eredità eterna, nessun problema di questa vita è una cosa grave, ma come diceva Paolo, le sofferenze qua sono brevi e leggere, alla luce del peso eterno di gloria che ci aspetta.

In questo versetto, come altrove nella Bibbia, Dio ci comanda di considerare, ossia, fissare i nostri pensieri, su Gesù Cristo. Non è solo un comandamento, ma è molto di più, è un enorme privilegio, perché Gesù è il nostro Salvatore!!! Vi esorto, nel nome di Dio, di impegnarvi, con tutto il vostro cuore, a pensare molto di più alla persona di Gesù Cristo. Considerate tutti i suoi attributi, considerate tutto quello che Egli è per noi che siamo salvati.

Meditare sulla persona di Cristo, per mezzo delle verità bibliche, ci dà tanti motivi per rallegrarci in Cristo, ci permette di abbondare nel ringraziamento, ci protegge dall’ansia, ci permette di avere vittoria sui nostri peccati, ci aiuta a godere la pace e la gioia di Dio, e ci permette ad essere strumenti nelle mani di Dio.

Fissando i nostri pensieri sulla persona di Cristo Gesù, ricordiamo che Egli è stato mandato sulla terra, dal cielo, per compiere la nostra salvezza. Ricordiamo e meditiamo spesso sulla verità che Egli è il nostro Sommo Sacerdote, è solamente tramite Lui che abbiamo libero accesso al Padre, per ottenere grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.

Prego perchè noi abbiamo visto un po’ più di Cristo oggi. Prego anche che questo sia stato uno stimolo per voi, di meditare di più su tutto quello che leggete nella Parola di Dio. Che possiamo godere i tesori che Dio ha per noi! Vieni, o Signore Gesù! Amen.

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