un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Studio: atteggiamenti in casa

di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per maggio, 2008 cmd
parole chiavi: famiglia, marito, moglie, rapporti in casa, rapporti con figli, litigi, gelosia, come allevare figli, più beato dare che ricevere, disciplina

Come va la tua famiglia?

A che serve avere una malattia e non rendersene conto?

Porta a gravi mali.

È importante capire la vera condizione in cui si è. Non è sempre una bella notizia, ma è importante saperla, e può portare a buoni frutti, se si riconoscono i problemi e se si cambia con l'aiuto di Dio.

Lo scopo di questo studio è avere un concetto sobrio e reale della nostra condizione spirituale, individualmente, e come famiglie.

Sto preparando una specie di sondaggio, un “registro” dello stato di ogni famiglia. Ogni membro della vostra famiglia che sa leggere e scrivere avrà una copia per sé.

In questo registro, ogni membro della famiglia dovrà fare un resoconto di se stesso e anche di ogni altro membro della famiglia, ogni giorno, per due settimane.

Alcune delle domande a cui rispondere nel registro sono:

Quante volte senti quella persona dire parole di incoraggiamento? Di apprezzamento?

Quante volte la senti brontolare, criticare, lamentarsi? Usare una voce cattiva, non gentile?

Come parla il papà con la mamma? Quanto spesso lui la ringrazia?

Come parla la mamma con il papà? È gentile? Brontola, alza la voce?

Le stesse domande valgono per ogni fratello o sorella. E per se stessi.

Padri: quanto tempo avete passato con ogni figlio, e quanto tempo con i figli tutti insieme? (fare il resoconto di ogni giorno).

Altri punti da considerare:

Quanto fa ogni figlio per aiutare la famiglia?

Quanto tempo passate come famiglia parlando delle cose di Dio ai pasti?

Quanto tempo trascorrete leggendo la Parola come famiglia?

La preghiera per altri, per il regno d Dio, fa parte della vostra vita di famiglia?

Opere per gli altri: dentro casa, a favore di quelli fuori casa.

L'importanza di ascoltare.

La Bibbia ci comanda di essere pronti ad ascoltare. Leggiamo questo in Giacomo 1:

“19 Perciò, fratelli miei carissimi, sia ogni uomo pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira, 20 perché l’ira dell’uomo non promuove la giustizia di Dio.” (Gm 1:19-20 LND)
“Chi risponde a un argomento prima di averlo ascoltato, mostra la propria follia a sua vergogna.” (Pr 18:13 LND)

Ascoltare bene è una qualità da sviluppare, perché è fondamentale per crescere nella saggezzae per avere buoni rapporti. Trasforma la nostra vita. Richiede umiltà. Vuol dire evitare tanti scontri e tanti litigi. Vuol dire crescere spiritualmente.

Che cosa vuol dire, in pratica, ascoltare bene?

Ascoltare può essere passivo, oppure, attivo.

Ascoltare in modo passivo vuol dire non interrompere mentre l'altra persona parla.

Ascoltare in modo attivo vuol dire concentrarsi su quello che l'altro sta dicendo, cercando di comprendere a fondo il senso di quello che esprime. Quindi, non è solo ascoltare le parole, ma anche pensare a ciò che dice.

Ascoltare attivamente vuol dire non esprimere le mie opinioni finché non ho capito bene quello che sta dicendo l'altro.

Questo implica, di solito, che io faccia delle domande.

Esempio:

“Cara, stavo pensando che potremmo offrirci di fare uno studio biblico evangelistico in casa”. ---- Risposta 1: “Stai scherzando? Tu sai che non abbiamo tempo libero. E comunque, non sappiamo abbastanza per insegnare il Vangelo. Non siamo preparati per rispondere alle tante domande che potrebbero sorgere ”.

--- Risposta 2: “Sì? Spiegami quello che stai pensando”.

“Ma, stavo pensando che non possiamo pretendere che le persone che Dio mette nella nostra vita debbano andare nella sala della chiesa per sentire il Vangelo. Sarebbe porre un ostacola per loro di poter sentire il Vangelo. Sarebbe molto più facile per loro se potessimo invitarle qua, visto che già ci conoscono. Poi, siccome abbiamo poco tempo libero, ora è giunto il momento di insegnare ai figli di partecipare di più in casa. Se ci diamo da fare, potremmo insegnare loro vari lavori in più, il che alla fine ci darebbe la possibilità di avere le ore necessarie per fare lo studio.

Inoltre, mi rendo conto che non siamo molto preparati. Perciò, ho pensato che potremmo chiedere al pastore di darci del materiale da studiare, che ci permetterebbe di essere più preparati.

Però, molto probabilmente, ci saranno delle cose che non vedo. Quindi, dimmi cosa ne pensi, e quali altre cose, secondo te, dovremmo prendere in considerazione?”

Valutazione: nella prima risposta, l'ascoltatore ha ascoltato o non ha ascoltato?

Quanto ha capito, veramente, del pensiero del coniuge?

Ha dimostrato umiltà o orgoglio?

Facendo così, crescerà spiritualmente come potrebbe e dovrebbe?

L'importanza di poter DARE

In Atti, abbiamo una dichiarazione di Gesù, tramite Paolo, che è molto importante ricordare e sulla quale dobbiamo fondare la nostra vita.

“In ogni cosa vi ho mostrato che affaticandosi in questo mondo ci conviene sostenere gli infermi e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse: "C’è maggior felicità nel dare che nel ricevere!".” (At 20:35 LND)

Le parole tradotte qua con “maggior felicità” hanno il significato letterale di “più benedizione”. C'è più benedizione nel dare che nel ricevere.

Chi vive cercando di prendere per sé sarà una persona povera; povera non economicamente, perché anzi, potrebbe arrivare ad avere tanto. Però, sarà povera di benedizione. Non avrà gioia. Il suo cuore non sarà soddisfatto.

Allora, visto che questa è una verità stabilita da Dio, se vuoi una vita benedetta, devi vivere impegnandoti a DARE, anziché a ricevere.

Chi, come stile di vita, sta cercando di ottenere benefici per se stesso, sta nel peccato, perché questo non è amore, e si sta lasciando sfuggire le ricchissime benedizioni che possiamo avere quando impariamo a dare.

Si tratta di una verità stabilita da Dio.

Ora applichiamo questo principio a voi genitori.

Volete che i vostri figli abbiano una vita piena di benedizione, oppure, che abbiano una vita povera di benedizione?

Se volete aiutare i vostri figli ad essere benedetti, allora, dovete assolutamente insegnare loro a dare, ovvero, a dedicarsi al bene degli altri.

Chiaramente, per un figlio ancora giovane, dai primi anni di vita fino all'età del liceo, il posto principale in cui può dedicarsi a DARE agli altri è la propria famiglia.

Che cosa serve affinché il suo DARE abbia valoree sia fonte di benedizione per lui e per gli altri?

“20 Araunah guardò e vide il re e i suoi servi, che si dirigevano verso di lui allora Araunah uscì e si prostrò davanti; al re con la faccia a terra. 21 Poi Araunah disse: "Perché il re, mio signore, è venuto dal suo servo?". Davide rispose: "Per comprare da te quest’aia e costruirvi un altare all’Eterno, affinché la calamità sia allontanata dal popolo". 22 Araunah disse a Davide: "Il re mio signore prenda e offra ciò che gli piacerà! Ecco i buoi per l’olocausto; gli attrezzi per trebbiare e i gioghi dei buoi serviranno per legna. 23 O re, tutte queste cose Araunah le dona al re". Poi Araunah disse al re: "L’Eterno. il tuo DIO ti sia propizio!". 24 Ma il re rispose ad Araunah: "No, io comprerò da te queste cose al prezzo che costano, e non offrirò all’Eterno, il mio DIO, olocausti che non mi costino nulla". Così Davide comprò l’aia ed i buoi per cinquanta sicli d’argento.” (2Sa 24:20-24 LND)

Avete notato che Davide rifiutava di dare qualcosa che non gli costava nulla?

È importante fornire ai tuoi figli, non solo ogni tanto, ma OGNI GIORNO, delle occasioni in cui possono avere l'opportunità di veramente dare, per poter conoscere la benedizione di dare. Il vero dare che ha valore è dare qualcosa che costa dare.

Per un figlio, il costo che può pagare è il suo TEMPO, il tempo che avrebbe potuto dedicare a fare qualcosa di divertente.

Se non dà del suo tempo, non può dare nulla, e se non dà, non avrà la vita benedetta che il Signore offre a coloro che vivono dando.

Quindi, un atto di amore per i vostri figli è insegnare loro a DARE tutti i giorni. Più danno, più saranno benedetti.

Che cosa possono dare? Lavoro e tempo, per aiutare.

Quel tempo provvede loro delle benedizioni. Inoltre, concede più tempo ai genitori, i quali possono investirlo nell'essere genitori migliori. Dà del tempo in più ai genitori, che possono anche investire meglio per il regno di Dio. Trasforma la vita in famiglia.

Esempi di come un figlio può dare:

-- preferire gli altri: ai pasti, preferire dare il pezzo migliore a qualcuno altro.

È importante avere lavori che si riescono a fare e che siano di vero aiuto, come lavare i piatti, cucinare, stirare, pulire il bagno, portare fuori le immondizie, spazzare per terra, passare lo straccio.

Ostacoli: una mentalità che viene dalla società in cui viviamo, piuttosto che dalla Bibbia.

Vi do qualche esempio di ostacoli: l'orgoglio. La mamma vuole che tutto sia fatto bene, non vuole lasciar fare i figli perché non fanno le cose come le vorrebbe lei. A questo punto, in realtà, a lei poco importa la condizione spirituale di suo figlio, a lei importa solo soddisfare la sua carne.

Un altro esempio di un ostacolo: la mancanza di pazienza. Il genitore, padre o madre, che non vuole prendersi la briga di insegnare al figlio a lavorare. Questo è egoismo. Quel genitore non ama veramente suo figlio. Ama piuttosto la sua carne.

Esempi concreti: un bambino di 4-5 anni dovrebbe impegnarsi per almeno un'ora al giorno (anche spezzata) vari lavori per la famiglia.

Un figlio di 6-7 anni dovrebbe lavorare almeno 2 ore al giorno.

A 8-10 anni dovrebbe lavorare per 2-3 ore.

Dagli 11 ai 18 anni, 2-6 ore, in base ai compiti.

È importante che un figlio impari che avere compiti non cambia il fatto di dover dare. Se no, come sarà per lui da grande, nel suo matrimonio, quando lavorerà fuori casa? Crederà che non è giusto dover aiutare in casa, perché ha già abbastanza da fare al lavoro.

Il genitore che non insegna al figlio a lavorare:sul serio e così ad imparare qual è l'immensa benedizione di dare, sta privando il figlio di questa benedizione, lo sta ostacolando ad essere il figlio che Dio vuole, e gli sta inculcando una mentalità sbagliata.

O che possiate evitare di essere genitori così e che invece possiate aiutare i vostri figli ad avere la benedizione di dare!

Imparare nell'amore: dare a quelli di fuori

E' importante imparare a guardare oltre il nostro piccolo mondo, oltre i nostri problemi.

Quando la maggioranza dei nostri pensieri riguardano i nostri problemi, i nostri sogni e i nostri desideri, che tipo di persone siamo?

Siamo altruisti, ovvero, amiamo gli altri, oppure, siamo egoisti?

In realtà, è triste dirlo, ma delle volte siamo molto più egoisti di quando pensiamo.

È molto importante che non viviamo in un piccolo guscio, pensando alle nostre cose.

Quali frutti otteniamo da un modo di vivere, concentrato su noi stessi?

--- Siamo egoisti, quindi, non amiamo tanto, perdiamo tante benedizioni, e inoltre, ci lasciamo sfuggire il privilegio di glorificare Dio e di essere di benedizione per altri.

Quando viviamo pensando alle nostre cose, diventiamo egoisti e i nostri problemi sembrano molto più grandi di quello che sono. Perciò, ci pesano di più.

Uno che lavora con pazienti malati di tumore, che soffrono moltissimo, non si lascia buttare giù tanto facilmente quando ha un forte mal di pancia, perché sa che è una piccola cosa in confronto con quello che gli altri soffrono tutti i giorni.

Quindi, per uscire da questo guscio, bisogna pensare agli altri, informarci degli altri, pregare per gli altri, fare per gli altri. Dare agli altri.

Richiede tempo, impegno. È un investimento. Però, un buon investimento.

Esempio: Alessandra, con le sue tante ore passate a correggere sermoni per il sito.

Riconoscere di far parte di qualcosa, e non solo fare qualcosa per gli altri.

È importante aiutare ogni figlio, ogni membro di chiesa, e ogni membro di famiglia, a riconoscere la famiglia, e la chiesa, come la SUA famiglia e la SUA chiesa.

E quindi, è importante aiutarlo a riconoscere che può dedicarsi, NON a promuovere i progetti degli altri, ma a promuovere una realtà di cui egli stesso fa parte.

Se io chiedo a qualcuno: “Potresti fare questo per me?”, è un discorso.

Se invece, aiuto quella persona a capire che lei fa parte di quel progetto, e quindi, se ci accordiamo per fare una certa cosa insieme o, meglio ancora, per la gloria di Dio, allora, non devo chiederle di aiutare me, ma piuttosto, devo chiederle in che modo lei può dare per il bene della SUA chiesa, o della SUA famiglia, e portare gloria a Dio.

Non mentire con i pensieri

Qualche commento sull'importanza di non mentire con i nostri pensieri.

Non dobbiamo arrivare a pensieri estremi, ad esagerazioni.

“Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose.” (Filippesi 4:8 LND)
“4 L’amore è paziente, è benigno; l’amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, 5 non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male;” (1Cor 13:4-5 LND)

Questo è come dovremmo vivere. Invece, quale sarebbe una nostra tendenza?

Mentire con i nostri pensieri, vedendo le cose in modo esagerato.

Pensieri, che poi portano a parole del tipo: “lui fa SEMPRE così”. Oppure: “Lei non pensa MAI a me”.

Queste sono quasi sempre esagerazioni, ossia, in realtà, sono bugie.

Avete notato che non esageriamo quasi mai nel bene, ma solo nel male?

Questo è dovuto alla malvagità del nostro cuore.

Quindi, quando esageriamo, siamo immersi nel peccato. Ci stiamo aggrappando alla menzogna.

Soluzione: NON basta dire: “Va bene, hai ragione, non è sempre, ma quasi sempre”.

Invece, se vuoi crescere in santità, hai bisogno di guardare in faccia il tuo peccato.

“Perdonami, ho peccato, perché ho mentito. Non è vero che lo fai spesso. Lasciamo stare questo discorso, perché ovviamente, al momento, ho dei pensieri falsi. Voglio arrivare al punto di vedere le cose in un modo giusto e buono, e trovare cose per cui ringraziare il Signore, e poi, se servirà, avrò qualcosa da dire.”

Dicendo questo, potresti pensare che il punto che voleva fare nel discorso andrà perso. In realtà, facendo così, vincerai una battaglia contro il peccato, che vale più del punto che voleva fare..

Qual è la cosa più importante e che ti porta più benedizione e bene? Vincere un argomento, oppure avere la vittoria su un peccato? O cari, imparate a scegliere bene le battaglie da combattere! Combattiamo contro il nostro peccato.

Non fare qualcosa per abitudine

Una situazione che si verifica spesso nella vita è che facciamo qualcosa per tradizione, per abitudine, senza valutare seriamente se serve davvero oppure no, e se è il modo migliore di arrivare ai traguardi giusti o no.

Esempio: iniziare a fare qualcosa per soddisfare un'esigenza; poi, l'esigenza non esiste più, ma si continua a fare nello stesso modo per tradizione.

Una volta, avevamo qui tanti giovani adulti, e tutti vivevano lontano dalle altre famiglie della chiesa. Perciò, era molto difficile per loro avere comunione. Inoltre, era raro per loro avere un pasto in famiglia.

Perciò, abbiamo iniziato a fare il pranzo della domenica per i giovani.

Così, potevano essere sicuri di avere almeno un pasto a settimana in casa con altri.

--- Ottimo!

Tuttavia, come succede spesso, la cosa è diventata una tradizione, qualcosa che si fa, perché lo si fa, punto e basta.

Ora, però, l'esigenza è cambiata moltissimo. Non c'è nessun giovane adulto che abiti lontano, che non abbia contatto con altri.

Quindi, il motivo per cui abbiamo iniziato a fare il pranzo della domenica non esiste più.

Perciò, non è saggio andare avanti solo per tradizione. Dovremmo rivalutare, in base alle esigenze attuali, se questo è il modo migliore di soddisfare le esigenze che ci sono ora.

---- Solo un commento: avendo riflettuto sul pranzo della domenica, lo trovo ancora utile, ma per motivi diversi rispetto ai motivi originali, che non valgono più.

Però, può darsi che una scelta stabilita in passato oggi non rappresenti più il modo migliore di raggiungere i nostri traguardi. In quel caso, se continuiamo a comportarci sempre allo stesso modo, usando male il tempo, non cresceremo come avremmo dovuto.

Applicazione in famiglia: il principio della necessità di rivalutare quello che facciamo è estremamente importante in famiglia. Con i figli che crescono, le esigenze attuali possono cambiare tanto fra sei mesi, e molto probabilmente fra un anno.

Quindi, è estremamente importante che voi genitori adattiate il modo in cui fate le cose in casa in base alla crescita dei vostri figli.

Per noi tutti, è importante che non facciamo le cose solo per tradizione, senza valutare veramente se questo è il modo migliore.

Se applichiamo questo principio con attenzione, sarà possibile scoprire che tante cose possono cambiare per il meglio. Siamo creature abitudinarie, ma spesso, le nostre non sono buone abitudini.

Non impedire alla potenza di Dio di operare in te

Un terribile peccato è quello di impedire alla potenza di Dio di operare in te.

Non dobbiamo dire “NON POSSO”. Questa posizione ostacola ciò che Dio avrebbe fatto in noi e tramite noi.

Esempio uno: mio figlio sta molto male, ma non ho la macchina, quindi, non posso portarlo al pronto soccorso. Sono costretto a lasciarlo soffrire, e probabilmente, morire. Non posso portarlo al pronto soccorso, perciò, non c'è niente da fare per mio figlio.

Esempio due: mio figlio sta molto male, e non ho la macchina, però devo assolutamente portarlo al pronto soccorso. Perciò, devo darmi da fare subito per trovare un altro modo di farcelo arrivare. O Signore, aiutami, e mi do da fare!

Esempio recente: quanto a sapere in che modo preparare le pagine Web per internet, io ed Ashley eravamo estremamente ignoranti sia su come fare, sia su qual era la cosa migliore da fare. Abbiamo capito quanto è immenso quel mondo, e quanto c'è da imparare.

Abbiamo capito che rispetto alla vasta conoscenza che sarebbe stato utile avere, a noi due non avevamo che un briciolo di conoscenza.

Avremmo potuto dire: “Noi non sappiamo quasi niente, perciò, non possiamo fare niente. Siamo troppo ignoranti.”

Era vero che eravamo estremamente ignoranti. Tuttavia, abbiamo capito che occorreva fare qualcosa. Di conseguenza, abbiamo detto: “O Signore, noi siamo ignoranti, però, serve capire qualcosa, e serve fare qualcosa. Perciò, aiutaci, a comprendere qualcosa e a riuscire a fare qualcosa. A Te solo va tutta la gloria. Aiutaci. Ora, ci diamo da fare, con il tuo aiuto”.

Ci sono tanti altre applicazioni di questo principio: troppo spesso, crediamo la bugia che le cose negative in un rapporto non possono cambiare. Perciò, credendo questa bugia, che nega a Dio la potenza di cambiare le cose, non cerchiamo nemmeno di impegnarci per un miglioramento, e perciò Dio non opera, e così la menzogna che abbiamo seminato porta il suo frutto, e non cambia nulla.

O che possiamo imparare a dire, con fede: “Io posso ogni cosa in Cristo Gesù che mi fortifica”.

Genitori: attenzione alle lamentele

Genitori, fate attenzione alle lamentele dei vostri figli. In realtà, sono di solito il risultato delle vostre mancanze come genitori.

Chi si lamenta che il suo orto è pieno di erbacce non si rende conto che è perché non si impegna abbastanza.

Quando vedete vari problemi e atteggiamenti sbagliati nei vostri figli, la prima cosa da chiedervi è: “Che cosa potremmo fare meglio come genitori?” “Che cosa sta dietro questo comportamento di nostro figlio? Su cosa dovremmo lavorare?”

Un figlio che ti risponde male e che è spesso scontento è un figlio egoista, secondo il quale tutto esiste per lui. Questo figlio sarà scontento in tutta la sua vita, se non cambia il suo modo di pensare.

Come si potrebbe aiutare un figlio così? Insegnandogli a DARE, a pensare agli altri, e dunque permettendogli di conoscere la gioia di dare. Il modo più facile di fare questo è di aiutarlo ad avere un ruolo in famiglia che gli consenta di servire gli altri. Questo può realizzarsi con lavori in casa, come imparare a pulire, a cucinare, a stirare, e a svolgere altri impegni.

Situazione negativa: la bugia, la cura.

Chi è abituato a fare le cose in un certo modo, vedrà come negativo ogni mutamento se una situazione dovesse cambiare. Se si cambia qualcosa, ad esempio lo svolgimento di un'attività, un'usanza, un modo di fare, si ha la tendenza a vedere il cambiamento in modo negativo, senza valutare se è veramente negativo. I cambiamenti fanno parte della vita, della crescita e Dio stesso spesso porta cambiamenti nella nostra vita per farci crescere e per aumentare la nostra fede.

È credere una bugia affermare che il cambiamento non è da Dio, perché ci porta difficoltà, come è falso credere che voglia dire che Dio non sia in controllo.

Invece, è credere la verità ringraziare Dio perché Lui è in controllo, perché fa ogni cosa per il mio bene e per il bene degli altri, ringraziare per quello che Dio sta compiendo in me, ossia la mia crescita.

Ecco una situazione in cui è possibile cadere in 2 tipi di bugie: la prima persona ha una reazione dura quando la seconda persona sbaglia. Ad esempio, in una situazione a tu per tu, tra genitore e figlio. --

--- Prima bugia, per te che riprendi l'altra persona: la bugia che potresti credere è che focalizzi sulla cosa negativa e che non vedi tutti le qualità dell'altro in modo equilibrato. Quindi, stai vedendo la situazione in modo squilibrato.

-- Seconda bugia o tentazione: non ricordare che anche tu sbagli in tante cose, e quindi, il tuo atteggiamento implica la bugia che tu saresti superiore, che non hai bisogno di misericordia, e perciò, non dài misericordia.

--- Il modo di evitare questi modi sbagliati da pensare: ringraziare, riconoscere i pregi dell'altro, ricordare di come Dio si serve di questa persona.

Un altro esempio:

---- Il marito o i genitori hanno una reazione dura verso la persona che sbaglia.

-----In questo caso, la bugia in cui cadono il marito o i genitori: pensare che l'altra persona “avrebbe dovuto saperlo”, il che non è sempre vero, anzi! E' la responsabilità del capo aiutare chi dipende da lui a sapere qualcosa, e fargli da guida.

Il modo di evitare di cadere in questo modo sbagliato di pensare: pregare per più umiltà, riconoscere e prendere la propria responsabilità di guidare la famiglia.

Di conseguenza, occorrerà sentire una nuova idea, una proposta, e non più reagire male, senza ascoltare.

Ci sarebbero tanti altri esempi, ma dobbiamo chiudere per tempo. Prego che questo studio stia stato un aiuto per stimolarvi a valutare l'andazzo della vostra famiglia. Prego che tutti noi possiamo avere case che rispecchiano più la presenza, la misericordia, la bontà e l'amore di Cristo. 

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