un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Seminiamo bene

studio per mercoledì, 26 marzo, 2008 di Marco deFelice cmd
parole chiavi: come seminare bene, tempo con il Signore, tempo con Dio, allevare figli,

L'uomo raccoglie quello che semina

Il primo comandamento dato all'uomo riguardava le conseguenze delle sue scelte.

Leggo Genesi 2:16,17

“16 E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: "Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai".” (Gen 2:16-17 LND)

In tutta la Bibbia, vediamo volta dopo volta che, proprio come Dio dichiara, l'uomo raccoglie quello che semina.

In Galati 6:7 leggiamo

“Non v’ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l’uomo semina quello pure raccoglierà.” (Gal 6:7 LND)

Perché Dio ci insegna ripetutamente questa verità nella Bibbia? E come può aiutarci il fatto di conoscerla?

Ci aiuta solamente se ci spinge a considerare quali saranno le conseguenze delle nostre azioni attuali.

Cioè, se so che l'uomo raccoglie quello che semina, ma non considero attentamente quali saranno le conseguenze del modo in cui sto vivendo io, ossia di ciò che faccio e ciò che NON faccio, sono veramente stolto.

Devo applicare questa verità, se no, non mi serve a nulla.

Quindi, bisogna considerare attentamente quali saranno le probabili conseguenze delle mie azioni, quello che faccio e quello che non faccio.

In pratica, che cosa vuol dire?

Vuol dire fermarci a pensare. Il modo in cui sto vivendo, quello che sto facendo, e quello che NON sto facendo, dove mi porterà?

Solo così possiamo seminare bene.

Ricordiamo Galati 6:7-10

“7 Non v’ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l’uomo semina quello pure raccoglierà. 8 Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione, ma chi semina per lo Spirito. dallo Spirito raccoglierà vita eterna. 9 Or non veniamo meno nell’animo facendo il bene; se infatti non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo. 10 Mentre dunque abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede.” (Gal 6:7-10 LND)

Ogni credente

Applichiamo questo a ognuno di noi.

Inizio con qualche esempio semplice.

Personalmente, combatto una grande battaglia con il mio peso.

Se non sono estremamente attento, aumento di peso molto facilmente.

Che cosa succede se una persona non è attenta, mangia troppo, e aumenta di un chilo ogni due mesi?

Prima di tutto, bisogna dire che prendere un chilo ogni due mesi significa aumentare solo di mezzo chilo al mese, il che, di per sé, non è molto. Tuttavia, è un modo di seminare.

Se quella persona semina così, e non cambia le sue abitudini, che cosa raccoglierà fra un anno e poi, fra dieci anni, e poi, fra venti anni?

Fra un anno, sarà aumentata di sei chili, il che è già notevole. Però, fra cinque anni, sarà cresciuta di trenta chili.

Fra dieci anni, sarà aumentata di sessanta chili. Fra venti anni, peserà ben 120 chili in più.

Forse sembra assurdo, ma in effetti, è molto realistico.

Facciamo un altro esempio. Parliamo di come uno usa i soldi.

Parlo di ciò che abbiamo visto tante volte, con tante persone diverse.

Una persona inizia ad accumulare qualche debito, ovvero fa qualche acquisto con pagamento a rate.

All'inizio, magari è qualcosa di molto importante, come una lavatrice, perché quella vecchia si rompe, e non ci sono soldi a disposizione. Con solo 35€ al mese, si può averne una nuova.

Poi, si aggiunge un nuovo divano.

Poi, si abitua a spendere più di 30€ al mese sul cellulare.

Poi, l'auto si rompe, e sembra chiaro che non conviene ripararla, perché è già vecchia, ma non solo, si è anche stanchi di ripararla continuamente, mentre con solo 450 € al mese si può prenderne una nuova, molto bella, senza doverci pensare più.

E così via, finché non ci si rende conto di essere affogati in una marea di debiti, e di non riuscire più ad uscirne.

Non si tratta di aver contratto un debito di 20mila euro in una sola volta, ma lo si è fatto un po' alla volta. Nel caso esaminato, la persona o la famiglia non si fermano a considerare ciò che stanno seminando, e così, quando iniziano a mietere le conseguenze, è già tardi.

Pensiamo ora ad una persona giovane, adulta. Non vive più in casa con i genitori, e non è sposata con una famiglia propria. Perciò, volendo, può fare alcune cose che non poteva fare prima, e che non potrà più fare se dovesse sposarsi.

Per esempio, se per abitudine non è autodisciplinata nell'alzarsi presto e nel darsi da fare, quale frutto raccoglierà nel futuro?

In questo caso, chi vive così permette alla sua carne di diventare sempre più forte. È come lasciare che un cane salti sempre addosso alle persone. Poi, se arriva il giorno in cui c'è un ospite con un cappotto bianco, e c'è tanto fango per terra, sarà estremamente difficile impedire al cane di saltargli addosso.

La nostra carne si abitua a un certo livello di libertà e, potremmo dire, di controllo su di noi. Diventa molto difficile cambiarla.

Se dovessi alzarmi alle 7:00 di mattina, ma la mia carne non vuole, e così mi arrendo alla carne, alzandomi alle 7:15, o alle 7:20, sto abituandomi a dare retta alla mia carne.

Questo diventa il seme che pianto. Perciò, quando arriviamo a dover combattere contro un peccato, siamo già abituati ad arrenderci alla carne, e di conseguenza, diventa molto più difficile non cadere.

A questo proposito, ci viene in mente il versetto in 1Corinzi 9

“24 Non sapete voi che quelli che corrono nello stadio, corrono bensì tutti, ma uno solo ne conquista il premio? Correte in modo da conquistarlo. 25 Ora, chiunque compete nelle gare si auto-controlla in ogni cosa; e quei tali fanno ciò per ricevere una corona corruttibile, ma noi dobbiamo farlo per riceverne una incorruttibile. 26 Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l’aria; 27 anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato.” (1Cor 9:24-27 LND)

Qui Paolo parla di trattare duramente il suo corpo, e di ridurlo in schiavitù.

Paolo capiva che in ogni cosa, in ogni circostanza, è importante tenere la carne in sottomissione.

La concezione del Carnevale, secondo cui uno si lascia andare, e poi in un secondo tempo tratta sé stesso con austerità, è totalmente contro i principi che Dio ci dà.

Troviamo questo modo sbagliato di pensare anche nella tendenza di voler lasciarsi andare dopo un periodo che richiede da noi una grande autodisciplina. Ci sono studenti che, dopo un periodo di intenso studio, vogliono passare del tempo in cui dare molto spazio alla carne, ad esempio dormendo fino a tardi, viziando la carne.

Questo non è uguale a prendere tempo per riposare.

Se lasciamo spazio alla carne oggi, questo ci porterà a diventare schiavi della carne domani.

Il nostro tempo con il Signore

Pensiamo alle conseguenze di un altro esempio.

Se non sto prendendo tempo per cercare Dio per primo, se non sto prendendo tempo nella lettura della Parola, per poi meditarvi sopra, se non sto prendendo tempo regolarmente per avere contatto con altri credenti in modo tale da ricevere aiuto per continuare a pensare alle cose di Dio, dove mi porterà tutto questo? Quale sarà la conseguenza di aver trascurato questo tempo nella mia vita?

Seminando così, prima o poi, un credente diventerà arido. Si troverà con il cuore raffreddato, e poi, questo aprirà la porta a tanti altri peccati.

Il problema è che non vediamo subito tutte le conseguenze. Quindi, all'inizio, le conseguenze possono sembrare lontane e quasi impossibili. Tuttavia, se si semina male, arriveranno delle conseguenze più terribili di quanto avremmo potuto immaginare. Dobbiamo capire che il peccato è subdolo e che anche un piccolo seme può fare dei danni terribili.

Ricordiamo le parole di Gesù in Matteo 16

“5 Quando i suoi discepoli furono giunti all’altra riva, ecco avevano dimenticato di prendere del pane. 6 E Gesù disse loro: "State attenti e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei!". 7 Ed essi ragionavano fra loro, dicendo: "è perché non abbiamo preso del pane". 8 Ma Gesù, accortosene, disse loro: "O uomini di poca fede, perché discutete tra di voi per non aver preso del pane? 9 Non avete ancora capito e non vi ricordate dei cinque pani per i cinquemila uomini, e quante ceste ne avete raccolto? 10 E dei sette pani per i quattromila uomini, e quanti panieri ne avete riempito? 11 Come mai non capite che non mi riferivo al pane quando vi dissi di guardarvi dal lievito dei farisei e dei sadducei?". 12 Allora essi capirono che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei farisei e dei sadducei.” (Mat 16:5-12 LND)

In quel caso, Gesù stava parlando di una dottrina sbagliata. Però, vediamo che accade la stessa cosa con un comportamento sbagliato. Basta un po' di lievito guasto, e tutto l'impasto si contamina man mano. Dio ha creato la natura in modo tale da rendere chiaro questo principio. Basta una pianta malata nell'orto: se non viene trattata, può trasmettere la malattia a tutte le altre piante.

Basta un po' di erbacce nel giardino: se non vengono tolte, man mano riempiranno tutto il giardino.

Ed è così nella nostra vita, se lasciamo spazio alla carne oggi, questo ci porterà dei frutti amari domani.

I genitori con i figli

Vorrei applicare questo principio in modo specifico a voi genitori, genitori attuali, e potenziali genitori futuri.

In un certo senso, è estremamente difficile per un genitore riflettere su dove lo porterà il suo modo di fare. Prima di tutto, non è facile immaginare un bimbo piccolo come un uomo adulto. Certamente, si sa intellettualmente che crescerà, ma vedendo il bimbo davanti agli occhi, è difficile rendersene conto.

È anche difficile rendersi conto di quanto poco tempo c'è per preparare bene un figlio.

Ogni genitore ha bisogno di avere bene in mente qual è il suo incarico ricevuto da Dio.

“E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’ammonizione del Signore.” (Efe 6:4 LND)

Abbiamo esaminato questo tema in un altro studio. Le parole “disciplina” e “ammonizione del Signore” si riferiscono a tutto ciò che riguarda la maturazione del figlio in ogni campo della vita, soprattutto l'anima e la mente.

Infatti, la Bibbia mette molta più enfasi sulla cura spirituale e morale di un figlio di quanto ne metta sulla sua cura fisica ed economica. Certamente i genitori devono provvedere per i bisogni fisici dei loro figli, però devono sempre tenere in mente che la loro responsabilità più grande davanti a Dio è di allevare i figli spiritualmente e moralmente.

Allora, una cosa è sapere questo a livello di principio, un'altra è saperlo fare a livello pratico.

Per aiutarvi a mettere in pratica questa responsabilità, voglio dare ad ogni genitore un compito da fare, se possibile, insieme ad ogni figlio. Fare seriamente questo compito potrebbe anche richiedere qualche ora, ma sarebbe un tempo speso molto bene.

Prima di tutto, pensate, seriamente, a quanto ognuno dei vostri figli sarà grande fra dieci anni, e più avanti, fra quindici anni.

Una ragazza che oggi ha 16 anni, avrà quasi 26 anni! Potrebbe facilmente essere moglie e madre di figli che andranno già a scuola.

Una ragazza che ha 12 anni, avrà 22 anni, sarà una donna, forse già sposata.

Un bambino che sta per compiere 10 anni, avrà quasi 20 anni, probabilmente avrà già un lavoro.

Il piccolo amico che ha sette anni avrà quasi 18 anni.

Il piccolo che ha solo 3 anni, avrà 13 anni, quasi quattordici.

la piccolissima bimba avrà 10 anni. Sarà capaci di curare un bimbo, di cucinare per la famiglia, di leggere tanti libri, e di rapportarsi con tante altre persone, e poi raccontare ai genitori delle loro esperienze.

Se pensiamo a come saranno i nostri figli fra 15 anni, allora, possiamo rimanere veramente colpiti.

Chi ne ha 16 oggi avrà quasi 31 anni. Chi ne ha 12 ne avrà 27. Il nostro Davide avrà già 22 anni e Giacomo 21. Il piccolo Giovanni avrà ben 18 anni, sarà un giovane uomo, pronto ad andare a fare il militare per difendere la patria, se dovesse essere un tempo di guerra.

Le bimbe che oggi hanno meno di un anno, avranno quindici anni, saranno molto, molto grandi.

Fratelli e sorelle, dieci anni non sono tanti. Nemmeno quindici.

In realtà, molti di voi avete molto meno di dieci anni per allevare i vostri figli.

Gli anni in cui si possono influenzare di più un figlio sono gli anni dalla nascita fino ai 3 anni. Molto del carattere del figlio viene formato in questi anni. Sono questi gli anni in cui si stabilisce il tipo di rapporto che un figlio ha con il genitore, se ubbidisce e se onora il genitore, oppure, se vive in ribellione.

C'è ancora molto da fare dai 4 ai 10 anni, ma è più difficile formare il carattere del figlio.

Dopo i dieci anni, diventa sempre più difficile aiutare un figlio a cambiare veramente.

Dopo i 14 anni, è una vera grazia se si riesce ad aiutare un figlio a cambiare molto.

Quindi, guardando i fatti da questa prospettiva, come state procedendo?

Applicazioni pratiche

Parliamo di qualche applicazione pratica.

Interessarsi di altre persone.

Quanto è importante che un figlio pensi ad altre persone?

È estremamente importante. Consideriamo alcuni basi biblici.

Il secondo più grande comandamento: amare il tuo prossimo come te stesso.

Anche: “Rallegratevi con quelli che sono allegri, piangete con quelli che piangono.” (Romani 12:15 LND)
“Abbiate gli stessi pensieri gli uni verso gli altri; non aspirate alle cose alte, ma attenetevi alle umili; non siate savi da voi stessi.” (Romani 12:16 LND)

Che vita avrà un figlio, quando sarà adulto, se pensa maggiormente a se stesso? Che matrimonio potrebbe avere?

Una persona che pensa maggiormente solo a sé è un peso, anziché una benedizione, per le persone che ha intorno.

Come possiamo aiutare i nostri figli a pensare agli altri?

NON basta una regola. Serve un addestramento.

Esempio: supponiamo che tuo figlio non abbia l'abitudine di chiedere agli altri come stanno.

Il primo passo sarebbe di insegnargli a chiederlo.

Però, questo è solo il primo passo.

Cioè, chiedere “come stai” è una cosa, ma voler sapere come sta la persona, e stare ad ascoltare la risposta, e magari fare anche altre domande, è un altro passo, un passo importante, fondamentale.

Come si può aiutare un figlio ad arrivare a questo punto?

Esempio: la mamma prepara i figli ogni giorno, per quando papà torna dal lavoro.

Esempio: ogni figlio chiede a papà qualcosa della sua giornata.

Quando vengono ospiti, non solo si preparano i figli a chiedere qualcosa ad ogni ospite, ma proprio a fare domande per capire meglio la loro situazione e ad ascoltare le risposte.

Per esempio “Figli, Diego ed Alessandra vengono a cena. Vogliamo fare loro delle domande per sapere quello che c'è di nuovo nella loro vita. Pensiamo alle domande che possiamo fare.

Poi, domani, vi chiederò quello che avete imparato dalle loro risposte, e ne parleremo insieme, per riconoscere come il Signore sta operando nella loro vita, e come poter pregare per loro”.

La stessa cosa vale non solo quando si invita qualcuno a casa ma, per esempio, ogni volta che si va in chiesa. Ogni figlio dovrebbe avere il compito di chiedere a qualcuno, o meglio ancora almeno a due adulti, di raccontargli come stanno, e di dargli qualche notizia. Dopo, a casa, i genitori chiederanno ai figli di raccontare quello che hanno imparato.

In realtà, questo modo di fare ha tanti vantaggi. Il figlio impara che è bello sapere di altre persone, e così il figlio vede di più quello che Dio sta facendo.

Imparano a comunicare meglio.

Imparano a non essere egoisti, pensando solo a quello che interessa loro.

È la base per stabilire rapporti ottimi per tutta la vita.

I lavori: non lasciarli agli altri

Pensiamo ad un altro traguardo, e poi, a come possiamo aiutare un figlio a raggiungerlo.

Se pensiamo ad un esempio applicabile in famiglia, ma che vale anche negli altri tipi di rapporto, un aspetto dell'amare il prossimo come se stesso, a livello pratico, vuol dire non pensare a sé quando l'altro si affatica.

Esempio pratico: pensate ad un marito con la moglie stanca, e lui si mette a fare qualcosa di piacevole al computer, o realizza qualche progetto che gli piace, oppure sta semplicemente seduto a chiacchierare, mentre la moglie si affatica per finire tutto.

Quanto è bello invece se il marito si dà da fare per aiutare la moglie, affinché entrambi possano avere del tempo per rilassarsi.

Certamente, si possono avere dei tempi stabiliti in cui il marito si impegna per liberare la moglie da alcuni lavori e altri momenti in cui è la moglie ad impegnarsi per liberare il marito.

Però, non sto parlando di quali sono questi momenti, ma piuttosto, dell'atteggiamento che viene assunto giorno per giorno.

Ogni persona dovrebbe pensare agli altri, e non solo a se stessa.

Questo è l'amore, questa è una caratteristica che porterà molta benedizione in famiglia, o in qualsiasi rapporto.

Come si può aiutare un figlio a diventare così?

Non è qualcosa da fare ogni tanto, ma piuttosto qualcosa che deve proprio essere il modo di vivere in casa.

Sarebbe molto buono aiutare ogni figlio ad avere la mentalità secondo cui finché c'è un lavoro da fare, ognuno aiuta.

Questa è una cosa da iniziare quando il figlio è ancora piccolo, così piccolo che il suo aiuto sarà maggiormente simbolico.

Esempio: prima di cena, anziché cercare di preparare tutto, chiedendo ai figli di giocare altrove, per riuscire a concentrasi, la mamma coinvolge tutti i figli:uno taglia le carote, il secondo apparecchia la tavola, l'altro taglia il pane.

Quello che è importante è trasmettere, con l'esempio, che siamo una famiglia, e perciò, che ognuno pensa agli altri. Visto che ci sono lavori da fare, e in questo caso, sono lavori che riguardano tutti, tutti aiutano.

Dopo cena, per aiutare i figli ad imparare ad onorare i genitori, mentre i genitori restano a tavola e parlano, oppure, si spostano sul divano, i figli fanno i piatti. Così, i figli imparano la benedizione, giorno per giorno, di dare, anziché solo ricevere.

Ogni famiglia dovrebbe avere memorizzato il versetto:

“In ogni cosa vi ho mostrato che affaticandosi in questo mondo ci conviene sostenere gli infermi e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse: "C’è maggior felicità nel dare che nel ricevere!".” (Atti 20:35 LND)

Questo modo di vivere non riguarda solo il momento dei pasti, ma è un modo di vivere giorno per giorno. Lo scopo non è tanto di farsi aiutare, il che è comunque un grande aiuto di per sé, ma di formare il carattere del figlio, per aiutarlo ad avere una vita benedetta.

Applicazione di questo principio

Voglio citarvi un esempio su come raccogliere bene o male, in base a come uno ha seminato.

Una figlia si sposa. Se è cresciuta con l'idea che i genitori hanno l'obbligo di provvedere per lei, quando si sposa, potrebbe credere che dovrebbero fare tutto come vuole lei, costi quel che costi.

Se non hanno soldi, lei potrebbe avere cattivi pensieri contro di loro. questo potrebbe danneggiare per sempre il rapporto fra di loro.

Al contrario, se lei cresce sapendo che ciò che riceve è per grazia, sarà riconoscente per quello che ha anche se non è quello che avrebbe desiderato possedere.

L'esempio spirituale

Quanto è importante che comunichiamo ai nostri figli delle verità spirituali!

Mio figlio capisce quanto Dio è importante dal mio esempio, molto più che dalle mie parole; anzi, se le mie parole non rispecchiano le mie azioni, allora, mio figlio imparerà ad essere ipocrita.

Esempio: i figli vedono che hai piacere di parlare delle cose di Dio?

Oppure, notano che lo fai raramente?

Vedono che parli di Dio con altri?

In chiesa?

Esempio di chiedere perdono

Per avere figli adulti benedetti nei loro rapporti, devono saper riconoscere i loro peccati e chiedere perdono.

Voi, padri, soprattutto, e ma anche voi, madri, sapete fare questo?

Siete un esempio nel saper confessare alla vostra famiglia quando sbagliate?

Madri: siete un esempio di ciò che vuol dire essere sottomesse?

Questo è il comandamento di Dio. I vostri figli vi vedono in ribellione contro Dio, oppure, vedono che avete fede che il piano di Dio per la famiglia è perfetto?

Un altro esempio sulla moglie: secondo il piano di Dio lei deve seguire il marito. Abbiamo varie giovani donne qui. Forse Dio porterà loro ad avere un marito.

Se il marito sente una chiamata ad andare altrove, anche la moglie deve sentire questa chiamata?

No, perché lei ha già una chiamata, quella di seguire il marito, seguire la sua guida. Lei non ha bisogno di un'altra chiamata. Nella Bibbia, infatti, vediamo caso dopo caso che Dio ha chiamato l'uomo, senza menzionare alcuna chiamata alla donna. Questo perché lei ha già una chiamata, quella di seguire suo marito.

Conclusione

Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma il punto è questo:

raccogliamo quello che seminiamo.

Perciò, ricordiamo di seminare per lo spirito, e non per la carne.

Ricordatevi di avere un chiaro traguardo di come volete aiutare i vostri figli a diventare adulti maturi, e quali qualità possono essere loro di benedizione.

Occorre capire che il tempo è poco

È utile avere un elenco di qualità sulle quali lavorare.

Bisogna capire che ogni cosa che NON viene fatta equivale a seminare, così come ogni cosa che viene fatta. TRASCURARE di insegnare una qualità positiva equivale a seminare così come lo è insegnare una caratteristica negativa.

Suggerimento: fare un elenco di qualità in ogni famiglia, che poi metteremo insieme come chiesa.

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