un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Non è Giusto!!

filename: ingiusto.doc - sermone su come affrontare le ingiustizie della vita; Sermone per RO, di Marco deFelice, per domenica, 8 febbraio, 2004 > www.aiutobiblico.org

Spesso nella vita, abbiamo pensieri sbagliati. Oggi, vogliamo considerare un modo sbagliato di pensare, e vogliamo riconoscere quale sono le verità bibliche con le quali possiamo combattere questo modo sbagliato di pensare. In sé, questo insegnamento ci serve molto.

Però, questo sermone ha anche un altro scopo: quello di aiutarvi ad avere più saggezza. Come? Aiutandovi a vedere di più l’importanza di considerare il quadro generale, e non solo la situazione immediata. Vorrei aiutarvi a considerare i princìpi che stanno dietro ai pensieri che sorgono. In certe situazioni, è facile essere così presi dalla situazione e dalle circostanze del momento che non vediamo i principi veri o falsi che stanno dietro ai nostri pensieri. Però, per poter crescere nella sapienza, dobbiamo imparare a fermarci nelle situazioni difficili, per considerare i principi che riguardano la situazione in cui ci troviamo. Molto spesso, è anche utile avere consigli da altri, che possono aiutarci a considerare meglio la nostra situazione.

Tenendo in mente queste cose, consideriamo l’argomento di oggi.

Allora, non vorreste avere sempre gioia, avere motivo di stare bene veramente in qualsiasi circostanza? Non vorreste avere un cuore tranquillo, anche in mezzo alle difficoltà più profonde?

Sapete che Dio vuole proprio questo per noi, e ci ha provveduto il necessario per vivere così? Infatti, in Cristo Gesù, abbiamo ogni benedizione spirituale. Il frutto dello Spirito Santo comprende anche pace, gioia, e pazienza. Purtroppo, troppo spesso, tanti credenti mancano le benedizioni che Dio ci ha già provveduto in Cristo. È come uno che ha un conto in banca, sul quale un ricco parente fa un versamento enorme, e manda una lettera alla persona parlandogli del versamento, però, quella persona continua a vivere come se fosse povera, invece di utilizzare tutto quello che gli è stato messo a disposizione.

In Cristo, abbiamo enormi ricchezze spirituali da cui possiamo attingere giorno per giorno. Dio ha veramente provveduto tutto ciò che serve per saziare l’anima nostra, anche nelle situazioni più difficili.

Se guardiamo intorno a noi, è ovvio che la grande maggioranza delle persone non ha pace interiore. Vediamo agitazione e affanno, vediamo persone aggravate e turbate dalle ingiustizie che subiscono, vediamo persone preoccupate per i problemi reali e potenziali.

Fra le tante situazioni della vita che creano agitazione e mancanza di pace, uno delle più comuni è quando qualcuno, a suo parere, subisce un’ingiustizia. Nelle situazioni ingiuste c’è qualcosa di molto difficile da sopportare.

Vediamo questo già nei bambini piccoli, e continua per tutta la vita. Basta stare intorno a dei bambini e capita di sentire commenti come: “non è giusto, lei ha avuto un pezzo più grande di me”. “Non è giusto, io ho dovuto fare più lavoro di mio fratello”. “Non è giusto, a lei lo hai lasciato fare, ma a me no!”

Abbiamo tutti sentito tanti commenti simili a questi. Magari, come adulti i commenti che facciamo cambiano leggermente, ma anche fra gli adulti, troviamo molto spesso il cuore turbato a causa di quello che sembra essere un’ingiustizia.

Da adulti, sentiamo commenti come: “non è giusto, il mio collega ha avuto la parte migliore a causa delle sue conoscenze, mentre io lavoro meglio di lui.”

“Perché succede a me?” “perché è morto così giovane mio marito, che era tanto buono, quando le persone malvagie vivono fino alla vecchiaia?”

“Perché lui lascia a me tutti i lavori mentre guarda la tivù?” “Perché lei non si rende conto che sono stanco e ho bisogno di rilassarmi?” “Perché non può essere più sensibile ai miei bisogni?”

Amici, questi commenti rispecchiano l’agitazione di cuore quando succedono cose che non sembrano giuste. Quello che voglio notare è che molto spesso, quello che turba l’uomo è la situazione in cui si crede di aver subito un’ingiustizia.

Il fatto che uno diventi un figlio di Dio non cambia il fatto che è comunque difficile sopportare le ingiustizie. Infatti, quando ci troviamo in queste situazioni, se riempiamo la nostra mente con il pensiero dell’ingiustizia che abbiamo subito, sarà quasi impossibile avere la pace, e avere la vera gioia.

Infatti, la soluzione che Dio ci dà per non essere agitati, ma piuttosto per abbondare di gioia e godere la pace di Dio, è di pensare alle cose vere, anziché ai pensieri sbagliati.

Quindi, oggi voglio considerare le verità bibliche che dovremmo tenere in mente quando ci troviamo a dover subire quello che a noi sembra ingiusto.

Infatti, non è nella volontà di Dio che un credente abbia un cuore turbato. Non è da Dio che un credente si preoccupi del fatto che una certa situazione potrebbe sembrargli ingiusta. Perciò, consideriamo le verità importanti da ricordare in questi momenti.

Dio ha il controllo di tutto

Quando ci troviamo in una situazione difficile, dolorosa, e secondo l’argomento di oggi, in una situazione che potrebbe sembrare ingiusta, è estremamente importante ricordare e meditare sul fatto che Dio ha il controllo di tutto. Dio ha sovranamente il controllo di ogni dettaglio della tua vita.

Dio ha il controllo di tutto, perfino di quello che fanno Satana e gli uomini malvagi, nonostante Dio non sia mai l’autore del peccato. Dio ci insegna questo nella Bibbia, e ci dà vari esempi per aiutarci a capire questa verità importantissima.

Per esempio, il libro di Giobbe ci permette di capire che Satana non poteva fare nulla a Giobbe senza il permesso di Dio. Poi, in Genesi, abbiamo l’esempio della vita di Giuseppe, il figlio di Giacobbe. I suoi fratelli lo vendettero come schiavo. Poi, trovandosi come schiavo in Egitto, egli fece del suo meglio per il suo padrone, ma fu ingiustamente accusato e gettato in prigione. Sembravano terribili ingiustizie. Dopo diversi anni in carcere, Dio operò sovranamente verso di lui, e inoltre a Giuseppe fu dato un potere secondo solamente all’autorità del faraone dell’Egitto. Solo allora fu chiaro che tutte quelle circostanze facevano parte del piano di Dio per salvare la vita della famiglia di Giacobbe. Vi leggo le parole di Giuseppe ai suoi fratelli, gli stessi fratelli che lo avevano venduto anni prima come schiavo. Il primo brano è quando Giuseppe si rivelò ai suoi fratelli.

“4 Giuseppe disse ai suoi fratelli: «Vi prego, avvicinatevi a me!» Quelli s’avvicinarono ed egli disse: «Io sono Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste perché fosse portato in Egitto. 5 Ma ora non vi rattristate, né vi dispiaccia di avermi venduto perché io fossi portato qui; poiché Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita. 6 Infatti, sono due anni che la carestia è nel paese e ce ne saranno altri cinque, durante i quali non ci sarà raccolto né mietitura. 7 Ma Dio mi ha mandato qui prima di voi, perché sia conservato di voi un residuo sulla terra e per salvare la vita a molti scampati. 8 Non siete dunque voi che mi avete mandato qui, ma è Dio. Egli mi ha stabilito come padre del faraone, signore di tutta la sua casa e governatore di tutto il paese d’Egitto.” (Genesi 45:4-8 NRV)

Vi leggo un altro brano, che racconta le parole di Giuseppe ai suoi fratelli quando morì Giacobbe, il loro padre.

“19 Giuseppe disse loro: «Non temete. Sono io forse al posto di Dio? 20 Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso.” (Genesi 50:19-20 NRV)

Amici, umanamente parlando, quello che Giuseppe aveva subito, sia quando fu venduto come schiavo dai suoi fratelli, sia quando fu messo in carcere per un reato che non aveva commesso, erano terribili ingiustizie. Però, questi brani ci dimostrano che in realtà queste situazioni facevano parte del piano di Dio per Giuseppe, e anche per i discendenti di Giacobbe, che diventarono il popolo d’Israele. Perciò, in realtà, non erano ingiustizie ma piuttosto passi importanti nel piano di Dio.

Potremmo andare avanti e parlare di come Davide dovette fuggire da Saul, nonostante lui non fosse mai stato infedele a Saul. Potremo parlare di come il profeta Geremia fu gettato in un pozzo, di come Daniele fu gettato nella tana dei leoni, o come i tre amici di Daniele furono gettati nella fornace ardente. Dal punto di vista umano, erano tutte terribili ingiustizie. Però, in ogni caso, Dio aveva pienamente il controllo. Stava portando a compimento la sua opera nella vita di ciascuno di essi.

Quindi, è essenziale che comprendiamo e ricordiamo che Dio ha veramente il controllo di tutto, anche di quello che fanno gli uomini malvagi contro di noi. La Bibbia dice che Dio ha indurito il cuore del faraone, perché faceva parte del suo piano per Mosè e per il popolo di Dio. Io non riesco a comprendere in che modo Dio controlli gli uomini malvagi, ma posso accettare per fede in base al chiaro insegnamento della Bibbia che è proprio così.

Quindi, quando ci succedono delle cose che a nostro parere sembrano ingiuste, anziché agitarci, dobbiamo fermarci e riconoscere che Dio ha il controllo di ogni cosa. Anche se non siamo in grado di capire in che modo, possiamo essere sicuri che Dio sa esattamente quello che sta facendo. E così, possiamo riposarci in Cristo, e godere la pace di Dio.

Ricordiamo perciò che qualsiasi cosa ci succede, è stata permessa da Dio, sia le cose belle, sia le cose brutte, sia le cose piacevoli, sia le cose difficili e dolorose. In ogni caso, quello che Dio permette fa parte del suo perfetto, amorevole piano per noi, se siamo i suoi figli.

le prove, comprese le ingiustizie, ci servono

Dio ci insegna ripetutamente nella Bibbia che le prove servono nella nostra crescita. Le ingiustizie fanno parte delle prove che ci servono. Vi leggo qualche versetto.

“3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, 5 che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi. 6 Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, 7 affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. 8 Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime.” (1 Pietro 1:3-9 NRV)
“2 Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la costanza compia pienamente l’opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.” (Giacomo 1:2-4 NRV)
“1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; 3 non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, 4 la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza. 5 Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.” (Romani 5:1-5 NRV)
“16 Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, 18 mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.” (2 Corinzi 4:16-18 NRV)

Qui, impariamo che l’afflizione di questa vita, per quanto possa sembrare pesante e di lunga durata, in realtà, è momentanea e leggera, alla luce della gloria eterna che ci aspetta. Nei brani precedenti, imparavamo che le prove, che comprendono le ingiustizie che subiamo, servono per fortificare e purificare la nostra fede. Quindi, quello che a noi sembra un male, è un bene nelle mani di Dio.

come disciplina

A volte, nel suo grande amore per noi, quando lasciamo la retta via e cominciamo ad allontanarci da Dio, Egli ci manda certe situazioni dolorose come disciplina, per farci tornare vicini a Lui. Cioè, quando un credente comincia ad allontanarsi da Dio, e non si ravvede, Dio manda la sua correzione. Solitamente, questa correzione è dolorosa, e difficile da sopportare. Però, produce un frutto di giustizia e pace. Quindi, se abbiamo un peccato che non stiamo abbandonando, allora un’ingiustizia che subiamo può essere la disciplina di Dio. Grazie a Dio che ci ama così tanto da non lasciarci nel nostro peccato.

che cosa meritiamo?

Finora, ho parlato di quanto è difficile accettare quelle volte in cui succedono cose che ci sembrano ingiuste. Ho scelto di usare la parola “sembrano” ingiuste, anziché dire che sono ingiuste. Infatti, voglio considerare attentamente con voi per alcuni momenti quello che realmente meritiamo, per poter valutare se quello che ci succede è realmente ingiusto o no.

Prima di tutto, ricordiamo che ognuno di noi è nato nel peccato, e ha peccato innumerevoli volte contro il santo Dio.

Il salario del peccato, ovvero, quello che meritiamo da Dio a causa di tutti i nostri peccati, è la morte. Questo è il chiaro messaggio della Bibbia, da Genesi ad Apocalisse. Quindi, l’unica cosa che meritiamo da Dio è la morte, punizione eterna, lontani dalla presenza di Dio, senza alcun bene da Lui.

Perciò, non meritiamo nessuno degli innumerevoli beni che riceviamo da Dio ogni giorno, sia direttamente, sia indirettamente tramite altre persone.

Fermiamoci qua e consideriamo questo. Per merito nostro, meritiamo solamente punizione eterna da Dio. Non meritiamo alcun bene, né in questa vita né nell’eternità. Perciò, qualsiasi bene che noi riceviamo, di qualsiasi tipo, è una grazia di Dio, ed è più di quello che meritiamo.

Se un giorno Dio ci dà 1000 beni, e un altro giorno ci dà solamente 900 beni, non ci ha privato di 100 beni che avremmo dovuto ricevere, ma ci ha dato 900 beni che non meritavamo. Se Dio sceglie di dare a te 500 beni, ed ad un altro 200, ed ad un altro 1.000, che motivo hai di lamentarti? Tu non meritavi quello che hai ricevuto.

Gesù conosceva il cuore dell’uomo, e ci ha fatto un insegnamento per spiegarci questo principio. Leggete con me da Matteo 20:1.

“1 «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale, sul far del giorno, uscì a prendere a giornata degli uomini per lavorare la sua vigna. 2 Si accordò con i lavoratori per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. 3 Uscì di nuovo verso l’ora terza, ne vide altri che se ne stavano sulla piazza disoccupati, 4 e disse loro: “Andate anche voi nella vigna e vi darò quello che sarà giusto”. Ed essi andarono. 5 Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora, fece lo stesso. 6 Uscito verso l’undicesima, ne trovò degli altri in piazza e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?” 7 Essi gli dissero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. 8 Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dà loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi”. 9 Allora vennero quelli dell’undicesima ora e ricevettero un denaro ciascuno. 10 Venuti i primi, pensavano di ricever di più; ma ebbero anch’essi un denaro per ciascuno. 11 Perciò, nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa dicendo: 12 “Questi ultimi hanno fatto un’ora sola e tu li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e sofferto il caldo”. 13 Ma egli, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, non ti faccio alcun torto; non ti sei accordato con me per un denaro? 14 Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare a quest’ultimo quanto a te. 15 Non mi è lecito fare del mio ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio che io sia buono?” 16 Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi».” (Matteo 20:1-16 NRV)

È stato per grazia che questi operai sono stati scelti per lavorare. Nessuno di loro ha meritato quello che ha ricevuto. Il padrone avrebbe potuto lasciare tutti quanti là in piazza, avrebbe potuto scegliere altri. Quindi, tutto quello che hanno ricevuto era per grazia. Qui, Gesù ci insegna che è un grave peccato lamentarci di quello che Dio permette nella nostra vita. Meritiamo solo il male, quindi, tutto il bene che riceviamo è una grazia. Dio non accetta qualsiasi lamentela per quello che a noi potrebbe sembrare un’ingiustizia, perché Dio non è obbligato a farci alcun bene. Il fatto che Egli ci benedice infinitamente, e per tutta l’eternità, rende ancora più terribile il peccato di considerare una prova come se fosse un’ingiustizia.

Quindi, riconosciamo che visto che Dio ha il controllo di tutto, e visto che non meritiamo alcun bene ma solamente il male, in realtà, anziché subire tante ingiustizie, abbiamo una vita ricolma di grazia, ogni giorno.

il Giudizio

Quando subiamo un’ingiustizia, quando qualcuno pecca contro di noi, c’è un altra verità importante da ricordare. Sarà Dio a punire ogni peccato. Se la persona che ci tratta male è un credente, il suo peccato viene punito in Cristo Gesù. Se non è un credente, quella persona sarà punita eternamente per i suoi peccati. Ma in tutti i casi, ogni peccato sarà punito. Quindi, Dio è il Giusto Giudice, e non lascerà alcuna ingiustizia non punita.

Però, quando ricordiamo questo, ricordiamo che anche le tantissime ingiustizie che noi abbiamo commesso vengono punite. Però, anziché punire noi, la nostra condanna è stata pagata da Cristo Gesù. Quindi, lasciamo il giudizio a Dio, e mostriamo agli altri la grazia e la misericordia che noi riceviamo ogni giorno.

la vera ingiustizia

Visto che stiamo parlando di ingiustizia, fermiamoci a considerare la vera ingiustizia, la più grande ingiustizia nell’universo, da un certo punto di vista.

Prima, ricordiamo la definizione di ingiustizia. Un’ingiustizia è un male che uno riceve pur non meritandolo, ovvero, significa ricevere peggio di quello che uno merita. Per esempio, se un bambino viene punito dai genitori per qualcosa che non ha fatto, è un’ingiustizia. Se una persona viene arrestata e condannata per un reato che non ha commesso, è un’ingiustizia. Se un artigiano fa un lavoro, e non viene pagato, anche quella è un’ingiustizia.

Allora, dal punto di vista umano, è vero che subiamo tante ingiustizie. Però, quando ricordiamo che tutto è sotto il controllo di Dio, e quando ricordiamo quello che meritiamo veramente, vedremo che in realtà, non possiamo mai lamentarci di subire delle ingiustizie, ma piuttosto, possiamo ringraziare Dio per l’infinita grazia che riceviamo ogni giorno.

i non credenti

Dio tratta anche i non credenti con la grazia comune che ha per tutti gli uomini. Coloro che non sono salvati non meritano alcun bene da Dio, eppure, Egli manda il sole e la pioggia anche su di loro, come leggiamo in Matteo e in Atti.

“affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.” (Matteo 5:45 NRV)

In Atti 14, Paolo parla con i non credenti e spiega che i beni che godono vengono da Dio.

“16 Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che ogni popolo seguisse la propria via, 17 senza però lasciare sé stesso privo di testimonianza, facendo del bene, mandandovi dal cielo pioggia e stagioni fruttifere, dandovi cibo in abbondanza, e letizia nei vostri cuori».” (Atti 14:16-17 NRV)

Quindi, quando succedono cose brutte ai non credenti, che sono ancora in ribellione contro Dio, anziché essere un’ingiustizia, è infinitamente meno del tormento eterno che meritano, e che avranno, se non si ravvedono e credono di cuore in Gesù Cristo. Infatti, è un’incredibile grazia che Dio gli lascia ancora tempo per godere tante delle benedizioni terrene di Dio, e gli dà ancora tempo per ravvedersi.

la vera ingiustizia

Però cari amici, mentre né il male che succede a noi che siamo credenti, né il male che succede ai non credenti, è realmente un’ingiustizia, esiste un’ingiustizia terribile, che dovremmo sempre tenere in mente.

Noi meritiamo solo del male da Dio, e invece, Lui ci ricolma di benedizioni eterne. I malvagi meritano solamente male da Dio, e comunque Egli gli manda tante benedizioni terrene, ed è paziente con loro per il momento.

Però, non è così con tutti. C’è UNO che veramente merita solamente il bene da Dio, però, ha ricevuto il male peggiore possibile. Sto parlando di Gesù Cristo.

Gesù Cristo, il Santo di Dio, l’Unigenito Figlio, è diventato uomo. Diversamente da ogni altro uomo mai vissuto, Gesù ha vissuto una vita totalmente senza peccato. Quindi, è l’unico che veramente merita solamente il bene da Dio, il meglio, in assoluto.

Invece, Dio ha caricato Gesù con il nostro peccato, e ha punito Lui con la nostra condanna. L’ira di Dio che noi meritavamo, è caduta su Cristo Gesù. Il bene che Gesù aveva meritato, è messo sul nostro conto.

Vi leggo Isaia 53:5,6

“5 Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e grazie alle sue ferite noi siamo stati guariti. 6 Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.” (Isaia 53:5-6 NRV)

Usando il metro di quello che uno si merita, l’unica vera ingiustizia nella storia del mondo è stato il sacrificio di Gesù Cristo. EGLI, ed Egli solo, meritava il bene, e ha ricevuto il pieno peso dell’ira di Dio. Però, non ha subito questo contro la sua volontà. Gesù Cristo è venuto nel mondo specificamente per subire la condanna al posto nostro, in modo da salvarci, affinché potessimo godere il bene da Dio, eternamente, nella presenza di Dio.

“17 Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. 18 Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio».” (Giovanni 10:17-18 NRV)

Gesù ha preso il nostro peccato, coprendoci con la sua giustizia. Così, per mezzo di Cristo, siamo stati liberati dai nostri peccati, siamo stati fatti uomini nuovi, e abbiamo la vita eterna con Dio. Infatti, Gesù è la fonte di ogni nostra benedizione. Noi meritiamo solo il male, e invece, in Cristo, Dio ci ricolma di bene. Gesù merita solo il bene, ma per amore nostro, ha preso su di Sé il nostro male.

Applicazione

Cari, fermiamoci qua e consideriamo bene ciò che abbiamo detto. Sappiamo tutti che è difficile sopportare le ingiustizie che ci accadono. Ogni volta che succede una cosa che a noi sembra ingiusta, dobbiamo ricordare che anche se sembra ingiusta secondo un metro umano, in realtà, non è nulla in confronto alla condanna eterna che ci spetterebbe. Poi dobbiamo ricordare che Gesù Cristo, l’innocente, il santo di Dio, ha preso su di sé il nostro peccato e ha subito l’ira di Dio al nostro posto!

Ricordiamo inoltre che quando ci succede qualcosa di male, magari un’ingiustizia, grazie a Dio possiamo sapere che fa parte del piano perfetto di Dio per noi. Non siamo in grado di comprendere a fondo le vie del Signore, però, possiamo sapere con certezza che Dio ha pienamente il controllo di tutto, e fa cooperare tutte le cose nella nostra vita per il nostro bene! Molto spesso, non vediamo al momento quello che Dio sta facendo, come per esempio Giuseppe in Egitto non vedeva al momento a che cosa serviva che lui stesse in carcere. Però, Dio si serve di ogni prova per conformarci sempre di più all’immagine di Gesù Cristo! Quindi, in ogni occasione, qualsiasi cosa ci succeda possiamo rallegrarci, non tanto nelle circostanze, ma in Cristo Gesù il nostro Signore!

Poi, ricordiamo che per quanto possiamo subire ingiustizie e male, umanamente parlando, in realtà, sono cose momentanee e leggere in confronto con il peso eterno di gloria che ci aspetta nella presenza di Dio.

Infine, ricordiamo le parole di Giobbe, quando gli erano successe tante cose terribili, e lui non capiva minimamente il perché.

“«Nudo sono uscito dal grembo di mia madre, e nudo tornerò in grembo alla terra; il SIGNORE ha dato, il SIGNORE ha tolto; sia benedetto il nome del SIGNORE».” (Giobbe 1:21 NRV)

E poi, quando aveva perso anche la sua salute, la moglie gli consigliò di maledire Dio e di morire. Però, Giobbe le rispose con buon senno.

“9 Ma lascia stare Dio, e muori!» 10 Giobbe le rispose: «Tu parli da donna insensata! Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo di accettare il male?» In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.” (Giobbe 2:9-10 NRV)

Cari amici, confidiamo in Dio. Se accettiamo il bene dalla mano di Dio, accettiamo anche il male, sapendo che Dio non sbaglia mai in quello che permette verso noi. Quando ricordiamo queste verità, quando meditiamo sulla verità che siamo ricolmi di benedizioni spirituali nei luoghi celesti, quando meditiamo sull’immenso ed eterno amore di Dio per noi, quando riflettiamo sulla profondità del sacrificio di Gesù per noi, anziché essere turbati o abbattuti, i nostri cuori saranno ricolmi di gioia e della pace di Dio. Allora, anche noi potremo dire con il salmista:

“In verità l’anima mia è calma e tranquilla. Come un bimbo divezzato sul seno di sua madre, così è tranquilla in me l’anima mia.” (Salmi 131:2 NRV)

La nostra vita non è piena di ingiustizia, è piena della grazia di Dio. Gesù Cristo, il santo Figlio di Dio, per amore nostro, è stato punito, affinché noi, peccatori ribelli, fossimo salvati. Anziché lamentarci per quello che sembra ingiustizia nella vita, abbondiamo nel ringraziamento per la meravigliosa grazia di Dio.

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