un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Come riuscire ad evangelizzare

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 2 novembre, 2008 ----cmd -----
parole chiavi: evangelizzare, grande mandato, paura, Vangelo, glorificare Dio

Non è possibile fare un calcolo preciso ma, se pensate alla vostra esperienza, su cento genitori, quanti sono costanti nell'educare e disciplinare i loro figli e nel compiere con perseveranza quanto serve per aiutare i loro figli a maturare? Quanti invece prendono la strada più facile e chiudono gli occhi di fronte ai piccoli atti di ribellione, perché costa meno fatica agire così?

Come dicevo, non possiamo citare una cifra con precisione, però, da quello che ho potuto osservare, direi che su 100 genitori la grande maggioranza non è costante nello svolgere il ruolo che Dio gli ha dato.

Perché? ---- Non credo proprio che sia perché essi hanno scelto di non fare un buon lavoro come genitori, anche se sarà proprio questo il risultato della loro mancanza di costanza. Il motivo per cui tanti genitori non sono costanti è perché, anziché tenere gli occhi fissi ciò che accadrà in futuro, e sulle conseguenze del loro impegno a lungo termine, pensano piuttosto alle difficoltà del momento, al fatto che sono stanchi, a quanto è difficile dover sempre riprendere il figlio quando egli disubbidisce. In altre parole, questi genitori guardano alle circostanze e dimenticando i principi che vanno ben oltre lo stato attuale delle cose.

E così accade anche in qualsiasi altro campo della vita. Quando non camminiamo come dovremmo, è perché stiamo guardando alle circostanze del momento, senza avere una prospettiva eterna. Quindi, quando ci è difficile vivere come dovremmo, una parte importante della soluzione è, quasi sempre, di ricordare le cose eterne, e il fatto che il nostro comportamento di oggi avrà conseguenze per tutta l’eternità.

Quindi, voglio incoraggiarvi, voi genitori, a non stancarvi a fare del bene, il che nel vostro caso vuol dire essere costanti in quello che Dio vi ha chiamati a compiere con i vostri figli. Ricordate che il modo in cui allevate i vostri figli determinerà in gran parte il tipo di vita che avranno da adulti. Inoltre, il modo in cui allevate i vostri figli è compreso nelle buone opere che avrete o non avrete fatto, e perciò, determinerà in gran parte quale sarà la vostra ricompensa quando Gesù Cristo ritornerà per giudicare tutti noi che siamo credenti.

Tuttavia, oggi non intendo parlare del modo in cui essere genitori migliori. Voglio meditare sul principio secondo il quale bisogna considerare ogni aspetto della vita alla luce dell'eternità, ed applicarlo ad un altro campo della vita, molto importante, un campo in cui facilmente vediamo le cose con un'ottica limitata al presente, invece di adottare una prospettiva eterna. Vorrei parlare della nostra responsabilità di evangelizzare le persone intorno a noi.

Sappiamo tutti che evangelizzare spesso non è facile, e che addirittura spesso è difficile, anche molto difficile. Può capitare che qualcuno ci ascolti con interesse, ma può anche succedere che varie persone mostrino un certo fastidio o abbiano una reazione molto negativa quando parliamo di Gesù Cristo. Non è mica facile andare a parlare con qualcuno non sapendo se vorrà ascoltare o no.

Però Dio ci comanda di evangelizzare, così come comanda ai genitori di essere costanti con i loro figli. Ciò che importa ricordare è che, per quanto possa essere difficile mostrarsi costanti nell'allevare un figlio, e per quanto possa essere difficile evangelizzare, nessun comandamento che Dio ci ha dato è mai gravoso.

Essere difficile ed essere gravoso sono concetti estremamente diversi fra di loro. È molto difficile correre in una maratona, eppure tanti lo fanno, perché per loro non è gravoso, in quanto non focalizzano sul dolore, ma sui benefici di una simile gara.

Quando teniamo a mente le verità di Dio, nessun comandamento Suo è gravoso, come leggiamo in 1Giovanni 5:3:

Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.” (1Giov 5:3 LND)

Se un comandamento ti sembra gravoso, significa che lo stai vedendo in modo storto. Quindi, se a te sembra gravoso andare ad evangelizzare, vuol dire che ne hai un concetto sbagliato.

Immagino che sia così per tanti fra noi. Perciò, oggi, vogliamo considerare il comandamento di evangelizzare, alla luce della verità della Bibbia. In questo modo, se abbiamo qualche concetto errato o storto a questo riguardo potremo sottomettere i nostri ragionamenti e i nostri pensieri alle verità di Dio. Infatti, se terrete a mente le verità che esamineremo oggi, potrete vedere l'evangelizzazione come un grande privilegio e una vera gioia.

Allora, detto ciò, iniziamo a considerare l'evangelizzazione dal punto di visto biblico.

Capire il nostro mandato

Prima di tutto, quando riflettiamo sull'evangelizzazione, è importante capire che Dio ci ha chiamati proprio per questo scopo. Dio ci ha lasciati sulla terra dopo la salvezza affinché siamo la luce del mondo. In Matteo 5, Gesù dichiara:

“14 Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. 15 Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli".” (Mat 5:14-16 LND)

Il nostro Signore, quindi il nostro Sovrano, il nostro Re, ci comanda di annunciare il Vangelo ad ogni persona. Leggete le parole di Gesù.

“Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen.” (Mat 28:18-20 LND)
“Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura;” (Marco 16:15 LND)

Ripetutamente, la Bibbia spiega in modo chiaro che il nostro grande mandato è di proclamare il Vangelo a tutti.

Dobbiamo capire che siamo ambasciatori di Dio, come Paolo dichiara in 2Corinzi 5:18-20:

“18 Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, 19 poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio.” (2Cor 5:18-20 LND)

Siamo ambasciatori di Dio, il sovrano Creatore e Signore di ogni persona nel mondo. Tanti non sanno queste verità su Dio, e non vogliono sentire parlare di un Dio che comanda loro di ravvedersi. Tutto ciò però non cambia il fatto che Dio ha stabilito un giorno in cui dovranno essere giudicati da Lui.

Quali diritti ha Dio, come Creatore, sulle persone del mondo? Dio ha ogni diritto. Dio è il nostro Signore, ed è il Signore di tutti.

Perciò, Dio ha l'autorità di comandarci di proclamare il Vangelo a tutti, e il suo comandamento diventa dunque l'autorità che ci autorizza a parlare con tutti, sia che essi vogliano sentire oppure no.

Per capire questo principio, immaginatevi un magistrato che ordina ai Carabinieri di consegnare un mandato di arresto ad una persona accusata di un reato; i Carabinieri non hanno bisogno del permesso dell'imputato prima di potergli trasmettere l'ordine di cattura. La loro autorità non dipende dall'imputato, ma dal giudice. Questo perché il giudice ha autorità sulla persona a cui è rivolto il mandato d'arresto.

Similmente, e in senso assoluto, Dio ha autorità su ogni uomo, e noi siamo semplici messaggeri Suoi, per proclamare il messaggio che è per tutti. E' proprio ciò che l'Apostolo Paolo fa in Atti 17, ad Atene. Vi leggo le sue parole:

“29 Essendo dunque noi progenie di Dio, non dobbiamo stimare che la deità sia simile all’oro o all’argento o alla pietra o alla scultura d’arte e d’invenzione umana. 30 Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. 31 Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti".” (Atti 17:29-31 LND)

Perciò, quando pensiamo all'evangelizzazione, è importante ricordare che Dio ci comanda di annunciare il Vangelo a tutti, e che non ci serve il permesso di una persona per poterle annunciare il Vangelo. Quindi, se qualcuno reagisce male e vuole sapere come mai osiamo parlare di Dio con lui quando non ce l'ha chiesto, ricordatevi che non sono le persone a doverci dare il permesso di evangelizzare, perché noi siamo sotto gli ordini del nostro e del loro Creatore e Signore.

Stanno rifiutando Cristo, non noi.

Quando annunciamo il Vangelo, spesso, la reazione delle persone può essere negativa. Questo non è piacevole ma non dovrebbe scoraggiarci. Anzi, non dovrebbe nemmeno sorprenderci. Vi leggo le parole di Gesù Cristo in Giovanni 15:18-21. Queste sono parole da ricordare quando andiamo ad annunciare il Vangelo di Gesù Cristo. Leggo.

“18 Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. 20 Ricordatevi della parola che vi ho detto: "Il servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21 Tutte queste cose ve le faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.” (Giov 15:18-21 LND)

Gesù ci avverte che ci dobbiamo aspettare che il mondo ci odi. Egli dichiara che chi non vuol osservare e quindi ascoltare le Sue parole, non ascolterà nemmeno noi. Non dobbiamo aspettarci un'accoglienza migliore di quella che ha ricevuto Gesù Cristo.

Di conseguenza, quando andate ad evangelizzare, dovete aspettarvi ostilità e negativismo. Quando teniamo questo a mente, le risposte positive che riceviamo diventano speciali, mentre non ci scoraggiamo per quelle negative. Chiaramente, è importante non porre alcun ostacolo alla croce di Cristo. In altre parole, dobbiamo essere gentili e umili. Se le persone reagiscono male, dovrebbe essere a causa del Vangelo e non perché noi ci siamo comportati in un modo villano. Però, anche se siamo gentili, dobbiamo aspettarci reazioni negative. Chi ci risponde così non sta rifiutando noi, sta rifiutando Cristo.

La menzogna secondo cui non possiamo evangelizzare

Visto che evangelizzare è difficile, alcune volte ci ritroviamo a credere una menzogna, e questo ci impedisce di ubbidire a Dio. Cioè, quando dobbiamo evangelizzare, è facile che ci venga in mente un pensiero falso. Si tratta di una menzogna terribile, perché questa menzogna implica che Dio sia un bugiardo.

Questa menzogna ci viene in mente sotto varie forme. Uno dei modi più comuni in cui si presenta è il pensiero: “io non ci riesco”, oppure, “io non posso”. Altri termini ancora che questa menzogna usa sono i seguenti: “non mi vengono le parole”, oppure, “mi blocco.”

Con tutte queste affermazioni chiamiamo Dio bugiardo, perché Egli ci comanda di evangelizzare, mentre noi diciamo che non siamo capaci di ubbidire, e che quindi, secondo noi il suo comandamento è gravoso. Ciò equivale a chiamare Dio bugiardo. Inoltre, Dio promette che non permetterà che siamo tentati oltre le nostre forze, e perciò, affermare che non riusciamo ad ubbidirgli significa dire che la prova è troppo grande per noi. Anche questo implica che Dio sia un bugiardo.

Dobbiamo ricordare la verità che Dio ci dà in Filippesi 4:

“Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica.” (Fil 4:13 LND)

O cari fratelli e care sorelle, quando si tratta di una cosa qualsiasi che Dio ci ha comandato di fare, non dite mai che non ci riuscite, che è troppo difficile compierla, che vi bloccate, o che non vi vengono le parole.

In Cristo Gesù possiamo fare tutto quello che Dio ci comanda di fare, perché Egli ci fortifica. Egli ci darà le parole necessarie. Egli sarà con noi.

Non chiamate Dio bugiardo. Egli ci insegna a dire che possiamo ogni cosa in Cristo, perché Egli ci fortifica. Dio dichiara la verità. Perciò, se a te sembra che sia impossibile, ringrazia Dio che Egli è con te, e lanciati. Conoscerai la potenza di Cristo all'opera nella tua debolezza.

Perché dobbiamo evangelizzare?

Perché dobbiamo evangelizzare? A questo punto, vorrei elencare alcune verità che ci servono per permetterci di evangelizzare come dovremmo: è un comandamento di Dio, abbiamo la potenza di Dio che opera in noi, è un privilegio essere una luce nel mondo, è un privilegio parlare di Dio, dovremmo desiderare la gloria di Dio e avere un peso per la condizione degli altri. Consideriamo brevemente ciascuna di queste verità.

Un comandamento di Dio

Dobbiamo evangelizzare perché Dio ci comanda di evangelizzare, come abbiamo già visto. Quindi, quando non te la senti di evangelizzare, ricordati che Dio te lo comanda. Di per sé, questa è l'unica motivazione che ci serve per farlo, anche se abbiamo anche tanti altri motivi.

Dio ci comanda di evangelizzare e quindi non ci serve il permesso degli altri. Non occorre averne voglia. Non sono necessarie condizioni migliori. Il nostro incarico è di evangelizzare. Perciò, evangelizziamo!

La potenza di Dio

Anche se riconosciamo che si tratta di un comandamento di Dio, è vero che spesso siamo deboli e che il lavoro di evangelizzare è difficile e scoraggiante. In questi casi, dobbiamo ricordarci della potenza di Dio che opera in noi. Noi siamo deboli, ma il Dio che opera in noi è potente.

Ricordate la preghiera di Paolo in Colossesi 1:9-11, in cui l'apostolo prega affinché i credenti possano essere fortificati dalla forza di Dio.

9 Perciò anche noi, dal giorno in cui abbiamo sentito questo, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni sapienza ed intelligenza spirituale, 10 perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio, 11 fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per ogni perseveranza e pazienza, con gioia,” (Col 1:9-11 LND)

Poi, in Efesini 1, Paolo prega perché i credenti, e quindi anche noi, possano conoscere la potenza di Dio che opera potentemente in loro. Vi leggo Efesini 1:16-20.

16 non cesso mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, 17 affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui, 18 e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi, 19 e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l’efficacia della forza della sua potenza, 20 che egli ha messo in atto in Cristo risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi celesti.” (Efe 1:16-20 LND)

Quindi, quando ti senti debole, prega di conoscere la potenza di Dio che opera in te.

Il privilegio di evangelizzare

Una terza verità che ci aiuta ad evangelizzare con zelo è ricordare l'immenso privilegio di poter evangelizzare. Il fatto di poter evangelizzare è solo perché i nostri peccati sono stati perdonati e perché siamo diventati figli di Dio, avendo un'eredità con Dio che ci è riservata.

Voglio leggervi un brano che spiega quale era la nostra condizione, chi siamo ora in Gesù Cristo, e perciò come dovremmo vivere.

1 Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, 2 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. 4 Ma Dio, che è ricco in misericordia per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, 7 per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia con benignità verso di noi in Cristo Gesù. 8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori. 10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.” (Efesini 2:1-10 LND)

Eravamo morti nei nostri peccati e Dio ci ha vivificati. Egli ci ha creati in Cristo Gesù. Avete notato il motivo per cui Dio ci ha creati in Cristo? Egli ci ha creati in Cristo per le opere buone. Dio ci ha salvati affinché compiamo opere buone, perché ciò Lo glorifica. Proclamare il Vangelo è un'opera che Dio ordina di fare a ogni credente.

Quindi, fare opere buone non costituisce solo una parte della vita cristiana, si tratta dello scopo per cui siamo sulla terra. Sarebbe del tutto sbagliato reputare questo scopo un pesante dovere. Piuttosto, dobbiamo considerarlo un immenso privilegio, perché l’unico motivo per cui possiamo compiere opere buone è perché siamo stati salvati in Gesù Cristo!

Infatti, quando riflettiamo sull’evangelizzazione, per avere un cuore giusto, è fondamentale ricordare il privilegio che abbiamo di annunciare l’unico Salvatore del mondo. Chi siamo noi, nati e cresciuti peccatori, ribelli a Dio, per avere il privilegio di essere ambasciatori di Gesù Cristo? O che possiamo meditare sull’incredibile privilegio di poter annunciare il nostro Salvatore, Gesù Cristo, a uomini peccatori, come lo eravamo noi.

Quando consideriamo il privilegio di poter annunciare Gesù Cristo, ricordiamoci anche che compariremo nella Sua presenza per rendere conto del modo in cui abbiamo vissuto questa vita. In base al nostro impegno per Lui, riceveremo una ricompensa che durerà per tutta l’eternità. Tutte le opere che mirano solo a questa terra saranno perse per sempre, ma quelle che facciamo per Cristo ci recheranno una ricompensa eterna.

Quindi, quando ci sembra difficile evangelizzare, anziché guardare alle circostanze, guardiamo al privilegio di proclamare Cristo, e alla ricompensa eterna, che potremo presentare a Cristo. Guardare in avanti, e non alle circostanze, è la chiave per vivere vittoriosamente in ogni campo della vita.

Quindi, vi invito a ringraziare vivamente Dio per l'immenso privilegio di proclamare il nostro Salvatore Gesù Cristo.

la gloria di Dio

Un'altra verità che ci aiuta ad avere zelo nell'evangelizzare è ricordare che evangelizzare porta gloria al nostro Dio.

Dio viene glorificato quando le sue opere vengono proclamate. L'opera più grande di Dio è la salvezza per mezzo di Gesù Cristo. Quando evangelizziamo, proclamiamo il giudizio di Dio e la salvezza per mezzo di Cristo. Perciò, Dio è glorificato ogni volta che evangelizziamo, indipendentemente dal risultato ottenuto in chi ci ascolta.

Quindi, quando non avete voglia di evangelizzare, quando vi è difficile evangelizzare, quando vi preoccupate di quello che diranno gli altri, quando pensate di non sapere che cosa dire, non state pensando alla gloria di Dio. In casi simili, dobbiamo ravvederci e pregare di desiderare la gloria di Dio.

Ricordate che Gesù Cristo sta per ritornare, per essere glorificato nei suoi santi, ovvero, nei veri credenti. Leggo 2Tessalonicesi 1:9-10:

9 Questi saranno puniti con la distruzione eterna, lontani dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza, 10 quando egli verrà, in quel giorno, per essere glorificato nei suoi santi, per essere ammirato in mezzo a quelli che hanno creduto, poiché la nostra testimonianza presso di voi è stata creduta.” (2Te 1:9-10 LND)

Voi, state in attesa di Gesù Cristo? State vivendo per la sua gloria? Volete evitare di essere mal visti dagli uomini o volete essere portavoce della gloria di Gesù Cristo, il nostro Salvatore?

In realtà, o viviamo alla gloria di Dio o ci vergogniamo di Gesù Cristo. Sarà veramente terribile per chi si vergogna di Gesù Cristo. Leggo le parole di Gesù Cristo a questo proposito, nel Vangelo di Marco, capitolo 8.

37 O che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio dell’anima sua? 38 Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole, in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo, con i santi angeli".” (Mar 8:37-38 LND)

Non vergognatevi di Gesù Cristo, piuttosto vivete alla gloria di Dio, annunciando il messaggio del Vangelo a tutti.

il bisogno degli uomini

In ultimo, un altro grande aiuto per poter evangelizzare con zelo è ricordare il bisogno degli uomini, ovvero la loro condizione spirituale. Le persone intorno a noi sono morte nei loro peccati, hanno davanti a loro un’eternità costituita da un terribile tormento. E non possono credere in Cristo Gesù per essere salvati se non c'è chi Lo predica .

O che possiamo avere un cuore che arde per la condizione degli uomini intorno a noi! O che possiamo ricordare che anche noi eravamo perduti e che qualcuno si è preso l’impegno di annunciarci il Vangelo! O che possiamo avere il cuore dell'Apostolo Paolo in Romani 9:1-3:

1 Io dico la verità in Cristo, non mento, perché me lo attesta la mia coscienza nello Spirito Santo; 2 ho grande tristezza e continuo dolore nel mio cuore. 3 Infatti desidererei essere io stesso anatema e separato da Cristo per i miei fratelli, miei parenti secondo la carne,” (Romani 9:1-3 LND)

Paolo aveva molto a cuore il suo popolo e tutti gli eletti. E voi, avete a cuore le persone perdute intorno a voi, quelle che riempiono le vostre città e che incontrate per strada e nei negozi? Prima che rispondiate, vi pongo un'altra domanda: quale cuore ebbe Gesù Cristo verso di voi, ribelli peccatori, quale sentimento Lo spinse a lasciare il cielo per venire sulla terra e caricarsi dei nostri peccati?

Preghiamo spesso chiedendo a Dio di darci un cuore che arda sempre di più per la condizione degli uomini intorno a noi. Più avremo un cuore come quello di Gesù Cristo verso di noi, più ci impegneremo ad annunciare il Vangelo alle persone intorno a noi.

Conclusione

Oggi abbiamo sentito varie verità che possono aiutarci ad essere zelanti nell'annunciare il Vangelo agli altri.

Prima di tutto, ricordate che Dio ci comanda di evangelizzare. Anzi, Egli ci ha creati in Gesù Cristo, ovvero, ci ha vivificati, per le buone opere, e soprattutto per essere luce nel mondo, proclamando Gesù Cristo.

Ricordate che evangelizzare non è solo un comandamento, è un immenso privilegio. Il fatto di poter evangelizzare è perché Dio ci ha salvati dalla morte eterna. Ringraziate spesso Dio per questo immenso privilegio, il privilegio di glorificare Dio proclamando il Vangelo.

Ricordate che il Sovrano Signore ci comanda di proclamare il Vangelo ad ogni creatura, e perciò non ci occorre avere il permesso di evangelizzare da coloro con cui parliamo. Siamo ambasciatori, ed essi devono sentire il messaggio.

Ricordate che quando rifiutano di ascoltare, o quando rispondono male, non stanno rifiutando noi, stanno rifiutando Cristo.

Non credete la menzogna che non potete evangelizzare, o che vi bloccate, o che è non è nel vostro carattere farlo. Possiamo compiere ogni cosa in Cristo Gesù che ci fortifica. Quando questo ti sembra difficile, ringrazia Dio per Cristo che ti fortifica.

Ricordate che evangelizzare è un modo importante di glorificare Dio. Viviamo alla gloria di Dio!

Pregate anche che Dio vi faccia capire di più il terribile destino delle persone intorno a voi, e che Egli vi dia un cuore che desidera il loro bene eterno, proprio come qualcuno ha avuto sul cuore il vostro bene eterno, e vi ha evangelizzati. O che possiamo amare le persone intorno a noi, e così avere un cuore più simile a quello di Cristo Gesù!

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