un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Vivere per proclamare Dio

sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 4 maggio, 2008 --cmd--
parole chiave: evangelizzare, la gloria di Dio, il Vangelo, predicare Cristo, lo scopo della vita

Il modo in cui consideriamo una cosa può cambiare drasticamente il nostro modo di vivere.

Si può considerare una cura medica come qualcosa di molto pesante da dover subire, oppure, si può percepire la stessa cura come un'immensa benedizione, che può aiutare a guarire.

Si possono considerare i doveri nei vari rapporti della vita come un duro peso da portare, oppure, come un modo in cui possiamo rispecchiare il nostro Salvatore e Signore Gesù Cristo.

Possiamo considerare delle interruzioni come un qualcosa di fastidioso, oppure, come un divino intervento nella nostra vita per metterci al punto giusto al momento giusto.

È molto importante che consideriamo i comandamenti di Dio per quello che sono veramente. In 1Giovanni 5:3, impariamo come considerare i comandamenti di Dio. Ve lo leggo.

“Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.” (1Gv 5:3 LND)

Nessuno comandamento di Dio è gravoso. Questa è la realtà, anche se a volte, a noi potrebbe sembrare il contrario!

Perché, a volte, certi comandamenti ci sembrano gravosi, se in realtà non lo sono?

Quando non abbiamo un cuore che desidera la gloria di Dio sopra ogni altra cosa, i suoi comandamenti ci sembreranno gravosi. Quando invece siamo convinti che un comandamento porti gloria al nostro Dio, allora potremo avere gioia nell'ubbidienza.

Se una donna desidera grandemente un figlio, questo suo desiderio cambierà la sua prospettiva su come considera i dolori delle doglie. Se uno ha una grave malattia, ed esiste la guarigione tramite una chirurgia, quel malato, pensando alla vittoria sulla malattia, cambierà la prospettiva di come considera i dolori dell'intervento.

Similmente, quando il nostro desiderio più profondo è che Dio sia glorificato, e quando riconosciamo che l'ubbidienza ad ogni comandamento porta gloria a Dio, allora, i suoi comandamenti non ci saranno gravosi.

Vi ricordate della donna peccatrice che era entrata in casa di Simone il fariseo per ungere i piedi di Gesù con un olio costoso, e di come poi li ha bagnati con le sue lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli?

Quanto era gravoso per lei di spendere così tanti soldi per comprare quell'olio costoso?

Quanto era gravoso per lei di entrare umilmente in quella casa passando davanti a tutti quegli ospiti ricolmi di sguardi di disprezzo verso di lei?

Quanto era gravoso per lei di mettersi umilmente ai piedi di Gesù?

Chiaramente, la risposta a tutte queste domande è che non le era assolutamente qualcosa di gravoso. Perché non le era gravoso?

Non le era gravoso perché quella donna non pensava minimamente al costo. Lei aveva un desiderio solo: quello di glorificare Colui che l'aveva perdonata.

Quando si ama qualcuno, non si tiene conto del costo di quell'amore. Solitamente i genitori si sacrificano molto per i loro figli, ma quei sacrifici non sembrano loro gravosi se li compiono con la meta di procurare del bene ai figli. Se si tratta di stare svegli la notte con un figlio ammalato, o di spendere i propri risparmi per trovare il dottore giusto per un figlio ammalato, o di sacrificarsi per aiutare un figlio a comprare la casa, di solito i genitori lo fanno volenterosamente, anzi fanno molto altro ancora essendo contenti di poterlo fare.

Quindi, per non vedere i comandamenti di Dio come gravosi, dobbiamo avere un grande desiderio di portare gloria a Dio, riconoscendo il grande amore di Dio per noi, e come ogni suo comandamento è un aspetto della sua saggezza eterna, e per portare gloria al Suo nome. Quando ci ricordiamo di questi motivi, sarà un gioia ubbidire ad ogni comandamento.

Al contrario, qualunque volta che un comandamento ci sembra gravoso, probabilmente stiamo guardando al comandamento in sé, e non al fatto che porta gloria al nostro maestoso e misericordioso Dio.

Come esempio di questo principio, pensate ad un padre che sta trascurando molto i suoi figli. I suoi amici nella chiesa lo esortano dicendogli che deve dedicare più tempo ai figli, e così, per un po' di tempo, quel padre si sente colpevole, e cerca di passare più tempo con i figli.

Però, investire molto tempo con i figli gli sembra una cosa molto gravosa, perché non è la sua passione. La sua passione è suonare nella sua banda.

Finché quel padre non riconoscerà il privilegio di essere un padre, e che gli sono stati affidati dei figli da allevare nella via del Signore, quel tempo con i figli gli sarà pesante. Se invece si appassiona a questo suo ruolo, allora, diventerà una gioia portarlo a termine.

Quindi, la chiave per noi per non considerare l'ubbidienza ai comandamenti di Dio come gravosa, è quella di riconoscere e pensare spesso alla grandezza del privilegio di essere stati salvati e di poter portare gloria al nostro Padre celeste ubbidendo ai suoi comandamenti, avendo una passione per la gloria del nostro Dio.

L'importanza di capire il nostro ruolo

Quindi, per vivere come dovremmo, dobbiamo avere una passione per la gloria di Dio. Inoltre, dobbiamo capire qual è il nostro ruolo principale mentre siamo su questa terra. Se non comprendiamo bene questo nostro ruolo, ci sarà difficile adempierlo.

Se un genitore NON capisce il suo ruolo, gli sarà pesante dedicare del tempo ai suoi figli. Se invece comprende bene qual è il suo ruolo, e quanto esso sia un privilegio, quel genitore sarà diligente, e si impegnerà con gioia.

Similmente, se una moglie non comprende che il suo ruolo è di essere un aiuto convenevole a suo marito, spesso avrà dei conflitti fra i suoi traguardi e la necessità di appoggiare suo marito. Sarà difficile per lei appoggiare suo marito, e le sembrerà che sia un qualcosa che le fa sprecare del tempo che sarebbe potuto servire per altre cose secondo lei più importanti.

Se invece lei capisce che appoggiare suo marito è il suo ruolo di moglie, e capisce che è una benedizione, perché è stabilito da Dio, allora, appoggiare suo marito sarà il suo traguardo di ogni giorno, e non le sarà più una cosa pesante.

Similmente, è fondamentale che noi credenti comprendiamo qual è il nostro ruolo durante il tempo che Dio ci lascia su questa terra. Solo così potremo vivere come Dio vuole, e avere gioia nell'ubbidienza.

Qual è il nostro ruolo

Perciò, consideriamo qual è il nostro ruolo in questo mondo. Che cosa dovrebbe essere la nostra passione, il nostro desiderio più profondo?

Il Padre nostro

Possiamo comprendere qual è la nostra passione da ciò che pensiamo, e da ciò che preghiamo.

Allora, consideriamo il contenuto di quello che dovremmo pregare. Gesù ci insegna come pregare nel Padre Nostro. Ricordate che questa non è una preghiera da ripetere parola per parola, ma è un modello di quello che dovrebbe essere il contenuto delle nostre preghiere.

Il contenuto del Padre Nostro ci dimostra quello che dovrebbe essere il nostro desiderio più profondo, la nostra passione di vita, e qual è il nostro ruolo principale. Leggo le parole di Gesù in Matteo 6:9-13

“9 Voi dunque pregate in questa maniera: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome. 10 Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo. 11 Dacci oggi il nostro pane necessario. 12 E perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori. 13 E non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno, perché tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno. Amen".” (Mt 6:9-13 LND)

Avete notato che una parte centrale di questa preghiera è di chiedere a Dio che il suo regno venga, e che la sua volontà sia fatta in terra come in cielo? In cielo, tutti si sottomettono a Dio. In cielo, la Sua volontà viene fatta da tutti. Quindi, ogni vero credente dovrebbe avere come desiderio più profondo che altri conoscano e ubbidiscano a Dio. La nostra passione dovrebbe essere di far conoscere la salvezza di Dio ad altri.

Lo scopo per cui Dio ci ha salvati

Infatti, è importante capire che Dio ci ha salvati proprio per proclamare la Sua gloria a tutti. Leggiamo questo in 1Pi 2:9

“Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce;” (1Piet 2:9 LND)

Notate la dichiarazione di questo versetto: siamo stati acquistati affinché proclamiamo le meraviglie di Dio.

Dio ci ha acquistato con il sacrificio di Gesù Cristo sulla croce per lo scopo di proclamare Dio.

Lo scopo principale per cui esistiamo è di proclamare Dio. Questa è la nostra missione sulla terra. Questo dovrebbe essere lo scopo principale della vita e la nostra passione. Non è solo una delle cose che dovremmo fare, ma è il motivo per cui stiamo qui su questa terra!

Per aiutarci a capire come vedere questo scopo in rapporto con tutte le altre responsabilità che abbiamo nella vita, consideriamo la vita di un soldato durante una guerra. Ci sono tanti aspetti della vita di un soldato, ma il suo scopo principale deve essere sempre quello di vincere la guerra per la sua patria. Tutto quelle che fa dovrebbe promuovere quel traguardo. Certamente, un soldato deve trovare cibo, deve provvedersi un posto per dormire ogni notte, deve mantenere contatto con la sua famiglia. Deve pulire il suo fucile. A volte, insieme ad altri, deve costruire un ponte per poter attraversare un fiume. Però, in tutto quello che fa, tiene sempre al primo posto nei suoi pensieri lo scopo di vincere la guerra per la sua patria. Questa è la sua passione.

Similmente, noi che siamo stati salvati dovremmo avere come scopo principale della vita quello di proclamare Dio, di farLo conoscere agli altri. Certo, dobbiamo fare altre cose per vivere, ma la nostra passione deve essere quella di far conoscere Gesù Cristo agli altri. Questo è il motivo per cui siamo sulla terra.

Quando un soldato chiede provvisioni, o qualunque altra cosa al suo comandante, lo fa sempre in qualche modo per promuovere la vittoria della patria.

Similmente, tutto quello che chiediamo a Dio dovrebbe avere come scopo di dare gloria al Suo nome sulla terra, facendo conoscere la Sua salvezza ad altri. Dio ci insegna questa verità nel Salmo 67.

“1 DIO abbia pietà di noi e ci benedica DIO faccia risplendere il suo volto su di noi, (Sela) 2 affinché si conosca sulla terra la tua via e la tua salvezza, fra tutte le nazioni.” (Sl 67:1-2 LND)

Questa preghiera assomiglia a ciò che Gesù ci insegna nel Padre Nostro, in cui chiediamo sì per i nostri bisogni, ma con lo scopo di diffondere di più il regno di Dio sulla terra, il che significa di far conoscere la salvezza di Dio a più persone.

Quindi, lo scopo e la passione della nostra vita dovrebbe essere quello di far conoscere la salvezza di Dio a tutti. Tutto il resto dovrebbero essere degli aspetti di questo traguardo. Tutto quello che chiediamo a Dio dovrebbe avere questo traguardo.

E quindi, per esempio, se preghiamo per un ammalato, dobbiamo chiedere a Dio di operare in modo da far vedere al più grande numero di persone possibile la gloria di Dio. Se Gli chiediamo aiuto per un lavoro, dobbiamo chiederGli di fare quello che porterà più persone di vedere la Sua gloria.

Quando viviamo avendo come scopo principale della vita quello di promuovere la conoscenza di Dio, allora, sarà normale che le nostre preghiere saranno sempre fatte con questo traguardo. E sarà normale che ci impegneremo a spargere la buona notizia del Vangelo di Cristo Gesù.

In tutto quello che Gesù fece mentre era sulla terra, Egli mirava a far conoscere il Vangelo ad altri, a far conoscere che Egli è il Cristo. Per esempio, quando Lazzaro morì, e Gesù lo risuscitò, notiamo quello che Gesù pregò. Vi leggo Giovanni 11:41-43

“41 Essi dunque tolsero la pietra dal luogo dove giaceva il morto. Gesù allora alzati in alto gli occhi, disse: "Padre, ti ringrazio che mi hai esaudito. 42 lo sapevo bene che tu mi esaudisci sempre, ma ho detto ciò per la folla che sta attorno, affinché credano che tu mi hai mandato". 43 E, detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!".” (Giov 11:41-43 LND)

Lo scopo di Gesù nel risuscitare Lazzaro fu di far conoscere alle persone che Egli era il Messia, mandato da Dio.

Quando seguiamo i comandamenti di Dio nel modo di allevare i nostri figli, nel compiere i nostri lavori, e nel vivere i vari ruoli della vita, lo dobbiamo fare per rispecchiare la gloria di Dio. Questo modo di vivere alla gloria di Dio ci aprirà delle porte per proclamare Dio agli altri.

In realtà, tutto quello che Dio fa per noi, lo fa con lo scopo di far conoscere il Suo nome ad altri, e quindi, di glorificare il Suo nome. Questo è il senso di Isaia 48:9-11:

“9 Per amore del mio nome differirò la mia ira, e per amore della mia gloria la frenerò per non sterminarti. 10 Ecco, io ti ho raffinato, ma non come l’argento; ti ho provato nel crogiuolo dell’afflizione. 11 Per amore di me stesso, per amore di me stesso faccio questo; come potrei infatti lasciar profanare il mio nome? Non darò la mia gloria ad alcun altro".” (Isa 48:9-11 LND)

Quello che Dio fa nel curarci, nell'usare misericordia verso di noi, e in tutto il resto che fa, lo fa per amore del Suo nome. Dio vuole essere glorificato, essendo riconosciuto glorioso da tutti gli uomini. Perciò, questo dovrebbe essere anche il nostro desiderio.

Un altro versetto che ci aiuta a capire lo scopo per cui siamo qui è Malachia 1:11, in cui l'Eterno dichiara qual è la sua volontà, ovvero, ciò che Dio sta facendo sulla terra. Leggo.

“Poiché dal sol levante fino al ponente sarà grande il mio nome fra le nazioni e in ogni luogo sarà offerto incenso, al mio nome e un’oblazione pura, perché il mio nome sarà grande fra le nazioni," dice l’Eterno degli eserciti.” (Mal 1:11 LND)

Dio vuole che il Suo nome sia grande in tutte le nazioni. Affinché il Suo nome sia grande, deve essere annunciato. Quindi, per avere anche noi lo stesso traguardo di Dio, dobbiamo vivere per proclamarLo ad altri. Questa dovrebbe essere la nostra passione più grande, quello che guida tutto il resto della nostra vita.

Comandamenti

Per rendere ancora più chiaro che il piano di Dio per noi è di essere una luce per tutti, e che quindi, tramite noi, gli altri possano conoscere Dio, vi leggo uno fra i tanti brani che descrivono qual è il nostro ruolo nel mondo: leggo le parole di Gesù in Matteo 5:14-16

“14 Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. 15 Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli".” (Mat 5:14-16 LND)

Gesù dichiara che siamo la luce del mondo, perciò, dobbiamo vivere come luce! Dobbiamo avere come scopo di vita quello di fare conoscere alle persone la vera luce, Gesù Cristo.

Questo brano menziona buone opere. Quali sono le opere buone? Sono le cose che Dio ci ha comandato. Gesù ci ha comandato, ripetutamente, di predicare il Vangelo ad ogni creatura. Infatti, questo comandamento viene chiamato il Grande Mandato, perché è il comandamento principale che Gesù ha lasciato alla chiesa.

Quindi, il nostro incarico è di vivere in modo da far conoscere a più persone possibili il messaggio del Vangelo. Questo porta gloria a Dio.

Equilibrio

Sarebbe giusto chiedersi come c'entra il comandamento di proclamare Dio con tutti gli altri comandamenti.

Cioè, la Bibbia contiene comandamenti che riguardano ogni aspetto della vita. Ci sono comandamenti che riguardano i nostri ruoli in famiglia, ci sono comandamenti che riguardano il nostro modo di lavorare, come ci comportiamo con i non credenti, come essere buoni cittadini. Ci sono comandamenti che ci insegnano come affrontare le sofferenze. Ci sono tanti comandamenti che parlano della santità in ogni aspetto della vita, e tanti altri ancora.

Il comandamento di proclamare Dio è solamente uno fra i tanti dell'elenco di comandamenti?

Certamente, è importante che facciamo tutto per la gloria di Dio, come leggiamo in Colossesi 3:16,17

“16 La parola di Cristo abiti in voi copiosamente, in ogni sapienza, istruendovi ed esortandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando con grazia nei vostri cuori al Signore. 17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui.” (Cl 3:16-17 LND)

Quindi, è importante che facciamo tutto nel nome di Gesù Cristo. Questo comprende pulire il bagno, cucinare i pasti, comprende il modo in cui guidiamo l'auto, come parliamo in casa e al lavoro, e tutto il resto.

Il modo in cui viviamo i nostri rapporti deve rispecchiare la santità di Cristo.

Ma tutte queste cose riguardano COME dobbiamo vivere in questo nostro pellegrinaggio. Non sono il nostro mandato. Il nostro mandato è di far conoscere il Vangelo di Gesù Cristo a tutti.

Faccio un paragone: è come essere in un lungo viaggio, a piedi, che dura anni. Certamente, è importante che un credente si comporti in modo da rispecchiare la santità di Dio. Non dovrebbe rubare del cibo mentre viaggia. Non dovrebbe frodare altri viaggiatori. Dovrebbe essere pronto ad aiutare coloro che sono caduti e che hanno bisogno di aiuto. Dovrebbe curare i suoi figli durante il cammino. Dovrebbe ringraziare Dio per tutto quello che ha giorno per giorno. Non dovrebbe lamentarsi se capita una giornata calda o una giornata di pioggia.

Tutto questo fa parte di fare tutto nel nome di Gesù Cristo.

Però, quel credente dovrebbe sempre ricordare che è in viaggio, e perciò, dovrebbe sempre ricordare che deve fare progresso nel viaggio.

Similmente, noi siamo in missione. Abbiamo il mandato di far conoscere Gesù Cristo agli altri. Questo è lo scopo per cui Dio ci ha lasciati nel mondo. Certamente, ci sono tanti aspetti della vita, e dobbiamo fare tutto nel nome di Cristo. Però, non dobbiamo mai dimenticare qual è il nostro mandato. Lo scopo della vita mentre siamo in questa terra è di proclamare Gesù Cristo al mondo!

Viviamo per lo scopo per cui Dio ci ha lasciato qui!

Quello che Dio cerca

Per capire meglio l'importanza di far conoscere Dio agli altri, consideriamo quello che Dio sta cercando.

Leggiamo Giovanni 4:21-24, in cui Gesù sta parlando con la donna Samaritana. Nella Nuova Diodati, troviamo la parola “richiede”. Questa è la stessa parola Greca che viene tradotta quasi sempre con “cercare”. Quindi, notiamo quello che Dio cerca, qui tradotto con “richiede”.

“21 Gesù le disse: "Donna, credimi: l’ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo; perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità".” (Gv 4:21-24 LND)

Nel v.23, leggiamo:

“Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. (ovvero, cerca)” (Giov 4:23 LND)

Dio cerca delle persone che Lo adorino in spirito e verità. Questo è l'impegno di Dio.

Prima che una persona possa adorare Dio in spirito e verità, quella persona deve essere salvata, e perciò, deve sentire il Vangelo. Nessuno può essere salvato se non sente il Vangelo.

Ecco perché Dio ci manda a predicare il Vangelo ad ogni persona, in ogni luogo. Dio cerca degli adoratori, e si serve di noi per creare questi adoratori, salvando delle persone che abbiamo evangelizzato. Quindi, questo è il nostro mandato sulla terra!

Aspetto pratico

Chiaramente, come un soldato non solo spara, ma deve fare tante altre cose per poter essere pronto a sparare, come tenere pulito il fucile, e mangiare e dormire per avere le forze per sparare, similmente, avere il traguardo di proclamare Cristo non vuol dire che non dobbiamo fare nient'altro. Ci sono vari aspetti di proclamare Cristo. Sicuramente, parlare a tu per tu è fondamentale. Però, è anche importante avere degli incontri pubblici, e in quei casi, sono necessari tanti lavori dietro le quinte. La letteratura è molto utile, ed essa richiede ore e ore di impegno, per scrivere, correggere, impaginare, stampare e piegare. Posizionare le sedie e pulire una sala è un lavoro utile e necessario per avere un posto per proclamare Cristo.

Quindi, è importante che la nostra passione sia quella di far conoscere il Vangelo di Cristo a tutti. La parte più importante è di parlare di Cristo con gli altri. Però, ci sono anche altri lavori che fanno parte di far conoscere Cristo agli altri. Oh che possiamo vivere con questo scopo di vita chiaro nella nostra mente e nel nostro cuore.

La nostra passione

Proclamare il Vangelo non deve essere solo un nostro dovere, pur essendo tale. Deve essere soprattutto la nostra passione!

Oh che la nostra passione possa essere quella di far conoscere il nostro Signore e Salvatore ad altri! Oh che possiamo ardentemente desiderare la Sua gloria, e che quindi anche altri sappiano di Lui!

Oh che questa possa essere la passione più profonda della nostra vita!

Però, non è sempre la nostra passione. Allora come possiamo averla?

Non sarà mai la nostra passione, finché non diventa un oggetto principale delle nostre preghiere.

Quindi, dobbiamo pregare questo come parte centrale delle nostre preghiere, come Gesù ci insegna nel Padre Nostro.

Dobbiamo pregare come abbiamo letto nel Salmo 67.

Vi leggo 2Tessalonicesi 3:1, che è un comandamento di come pregare.

“Del resto, fratelli, pregate per noi, affinché la parola del Signore possa spandersi rapidamente e sia glorificata, come lo è fra voi,” (2Tess 3:1 LND)

In Matteo Gesù ci comanda:

“Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse".” (Mat 9:38 LND)

Si prega quello che si ha nel cuore. Quindi, dobbiamo avere nel cuore una passione di vedere Cristo proclamato.

Però, troppo spesso, non abbiamo questa passione. Cosa dobbiamo fare? Come possiamo avere questa passione? La soluzione NON è solo di impegnarci ad evangelizzare di più.

Piuttosto, prima di tutto, dobbiamo riconoscere che abbiamo peccato, non avendo questa passione. Dobbiamo riconoscere la gravità del nostro peccato, e dobbiamo veramente ravvederci di non aver avuto abbastanza a cuore la gloria di Dio.

Poi, dobbiamo pensare sempre di più all'immensità e alla maestà e alla santità di Dio, e alla grandezza della nostra salvezza!

Più comprendiamo l'immensità della nostra salvezza, più grande sarà il nostro desiderio di far conoscere la gloria del nostro Signore Gesù Cristo ad altri!

Che cosa può essere paragonabile al fatto di essere strumenti nell'opera eterna della salvezza di una persona?

Ogni opera che riguarda cose terrene sarà distrutta e dimenticata. Invece, il frutto del nostro impegno che porta alla salvezza di una persona durerà in eterno. Porterà gloria al nostro Signore, Colui che ci ha salvati dalle tenebre.

Oh che possiamo considerare i nostri pochi anni sulla terra come un tempo in cui abbiamo l'immenso privilegio di proclamare il nome del nostro Salvatore, Gesù Cristo. Oh che possiamo vivere per spandere la fama di Dio, portando il messaggio del Vangelo al più grande numero di persone possibile.

Oh che possiamo entrare nella presenza di Cristo, e sentirLo dire: “Bene, buono e fedele servo, entra nella gioia del tuo signore!”.

Viviamo per far conoscere il nostro Signore agli altri!

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