un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Il Ravvedimento

filename: ravvedimento02.06d.odt di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org
Parole chiave: ravvedimento, comandamenti, peccato, vero tesoro

Qual è il primo comandamento che Gesù fece, quando iniziò a predicare? Questo comandamento è il centro del vangelo.

Chi non ubbidisce di cuore a questo comandamento sarà condannato eternamente. Leggiamo di questa verità in 2Tessalonicesi 1, in cui ci viene spiegato che quando Gesù ritornerà nel mondo, sarà con potenza e in un fuoco fiammeggiante, per giudicare. Questo brano parla di due classi di persone che saranno giudicate, condannate ad essere respinte per sempre dalla presenza di Dio.

“7 e a voi che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, 8 in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. 9 Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza,” (2Tess 1:7-9 NRV)

Gesù punirà coloro che non ubbidiscono al vangelo, e coloro che non conoscono Dio.

È necessario ubbidire di cuore al Vangelo. Torno allora alla mia domanda iniziale: qual è il comandamento centrale del Vangelo?

Il comandamento basilare nella predicazione del vangelo è quello di ravvedersi.

Infatti, dall'inizio del suo ministero, Gesù predicò il ravvedimento. Leggo Matteo 4:17

“Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino».” (Mat 4:17 NRV)

Gesù venne sulla terra per chiamare i peccatori al ravvedimento, come leggiamo in Luca 5:

“Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento».” (Luca 5:32 NRV)

Poi, in Matteo 12, Gesù spiegò il motivo per cui le persone della sua generazione sarebbero state condannate al giudizio finale:

“I Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c’è più che Giona!” (Mat 12:41 NRV)

Quelle persone saranno condannate perché non si ravvidero. Questo è lo stesso motivo per cui tanti oggi saranno condannati.

Quindi, il ravvedimento è assolutamente necessario per poter essere salvato.

Che cos'è il ravvedimento?

Che cos'è il vero ravvedimento? La parola stessa significa: inversione di marcia. Cioè, se stai andando in una certa direzione in macchina, e ti rendi conto che è sbagliata, prima di tutto, fermi la macchina. Poi, fai una manovra per cambiare direzione. A questo punto, anziché essere diretto verso sud, sei diretto verso nord. La macchina sta allo stesso punto di prima, però, indirizzata nella direzione opposta. Questo è il ravvedimento. È da questo momento che si può cominciare ad andare nella nuova direzione!

Il vero ravvedimento è un cambiamento radicale nel cuore che cambia il proprio modo di vedere e considerare Dio e l'uomo. Non consiste solamente nell'essere triste per il peccato e nel comportarsi meglio. Tante persone che non hanno Cristo arrivano a migliorare il loro comportamento, senza essere veramente ravvedute.

Possiamo capire che è un cambiamento interno radicale dalla parola Greca che la Bibbia usa per ravvedimento. È la parola “metanoeo”, che è l'insieme di due parole: “meta” e “noeo”. La parola “noeo” si riferisce alla mente: i pensieri, i suoi propositi, la sua disposizione, i suoi scopi. Cioè, si riferisce alla mente in senso molto ampio.

Il prefisso “meta” significa, in questo tipo di uso, “movimento o cambiamento”. Quindi, il senso di ravvedimento è di avere un vero cambiamento di come la mente vede e comprende le cose, e un cambiamento radicale nei propositi e negli scopi e la predisposizione della mente.

Possiamo riconoscere che il ravvedimento è un cambiamento radicale dei pensieri della mente anche dal fatto che in Luca 3:8, il ravvedimento viene legato ad un cambiamento di comportamento. Leggiamo le parole di Giovanni Battista.

“Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento, e non cominciate a dire in voi stessi: "Noi abbiamo Abraamo per padre!" Perché vi dico che Dio può da queste pietre far sorgere dei figli ad Abraamo.” (Luca 3:8 NRV)

Il vero ravvedimento produce chiari frutti. Giovanni poi spiega alcuni esempi di questi frutti:

“10 E la folla lo interrogava, dicendo: «Allora, che dobbiamo fare?» 11 Egli rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».” (Lu 3:10-11 NRV)

Anche da questo brano, vediamo che il ravvedimento è un cambiamento interno che produce un nuovo comportamento. Il nuovo comportamento non è il ravvedimento ma è un frutto. Il ravvedimento è il cambiamento radicale nel cuore e nella mente che poi produce il cambiamento di comportamento e di atteggiamento.

Gesù ci comanda di ravvederci. Gesù ci comanda, perciò, di avere questo cambiamento radicale di come pensiamo e vediamo Dio e gli uomini.

Perché serve il ravvedimento?

È importante a questo punto capire il motivo per cui ci serve il ravvedimento. Gesù spiega che dobbiamo ravvederci perché di natura, siamo peccatori. Notiamo le parole di Gesù in Luca 5:32

“Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento».” (Luca 5:32 NRV)

Gesù è venuto per chiamare dei peccatori. Siamo peccatori di natura.

Che cos'è il peccato, secondo il metro di Gesù? Essendo Egli Colui che giudicherà il mondo, dobbiamo capire come considera Lui il peccato.

Un brano che ci aiuta a capire come Gesù considera il peccato è la parabola del figlio prodigo. Leggiamo, da Luca 15; i vv. 13 e 30.

“Di lì a poco, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano, e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente.” (Luca 15:13 NRV)

Il v.30 aggiunge che aveva sperperato i beni con le prostitute.

Quindi, questo figlio aveva sperperato i soldi del padre. Però, notate quello che dichiara quando si ravvide davanti al padre:

“E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio".” (Luca 15:21 NRV)

Il suo peccato non era solamente, nemmeno principalmente, un peccato contro suo padre, era soprattutto un peccato contro il cielo, ovvero, contro Dio. Ogni nostro peccato è una ribellione contro Dio stesso.

Vediamo questa verità anche nel modo attraverso il quale Gesù insegnò ai suoi discepoli, e tramite le Scritture anche a noi, a pregare. In Luca 11:4, leggiamo:

“e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione.” (Luca 11:4 NRV)

I nostri peccati contro Dio sono visti come debiti nei suoi confronti. Il nostro peccato disonora Dio, ovvero, disprezza Dio, e ci mette in condizione di dover ripagare l'onore di Dio che abbiamo disprezzato con il nostro comportamento o con i nostri atteggiamenti sbagliati.

Però, è impossibile per noi di riuscire a pagare questo debito. Il salario per il nostro peccato è la morte, la separazione da Dio, l'essere respinti dalla sua presenza per sempre.

Quello che era impossibile per l'uomo, lo ha fatto Gesù, pagando il debito del peccato, riscattando gli uomini che erano debitori.

Notiamo le parole di Cristo:

“Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».” (Marco 10:45 NRV)

Gesù ha dato la sua vita come riscatto, per pagare il debito del peccato.

Però, per poter ricevere questo dono, uno deve ravvedersi.

Nel ravvedimento, una persona cambia il suo modo di pensare a Dio. Una persona veramente ravveduta considera Dio come veritiero, e maestoso, e degno di ogni nostra adorazione e della nostra ubbidienza. Una persona veramente ravveduta considera Gesù nello stesso modo. Conosciamo questa verità da vari brani, per esempio: Giovanni 5:22,23

“22 Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio, 23 affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato.” (Giov 5:22-23 NRV)
“Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e vengo da Dio” (Giov 8:42 NRV)

Considerare veramente Dio in una nuova luce significa considerare Gesù nella stessa luce, perché Gesù è Dio.

Per chi è il comandamento?

È importante capire che quando Gesù comanda il ravvedimento, è un comandamento che vale per ogni essere umano. Nessuno è escluso da questo comandamento. Non ci sono alcuni che non hanno bisogno di ravvedersi. Possiamo trovare questa verità, per esempio, nel brano in Luca dove viene descritto il fatto che alcuni andarono da Gesù per raccontargli di alcune persone innocenti che Pilato aveva ucciso mentre offrivano sacrifici. Leggiamo in Luca 13:1-4.

“1 In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato con i loro sacrifici. 2 Gesù rispose loro: «Pensate che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, perché hanno sofferto quelle cose? 3 No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo. 4 O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5 No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti come loro».” (Luca 13:1-6 NRV)

Ciò che Gesù vuol farci notare è che il fatto che alcune persone muoiono in sciagure, non significa che sono peggiori di altri, come se solamente loro avessero bisogno di ravvedersi, e gli altri no. Tutti hanno bisogno di ravvedersi per poter entrare in cielo, come tutti hanno bisogno di nascere di nuovo. Non c'è il perdono senza il ravvedimento. Tutti sono peccatori, e così, tutti devono ravvedersi. Questo è ciò che Gesù dichiarò quando disse, nel v.5

“No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti come loro».” (Luca 13:5 NRV)

Tutti sono peccatori, e tutti hanno bisogno di ravvedersi.

Gesù disse: “Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento».” (Luca 5:32 NRV)

Perciò Gesù affermò che non è assolutamente vero che ci sono dei giusti, che non hanno bisogno di ravvedimento. Piuttosto, ci sono alcuni che credono di essere buoni abbastanza da non avere bisogno del ravvedimento, ma sbagliano. Chiaramente, coloro che si sono già ravveduti sono stati dichiarati giusti, per merito di Cristo.

Chi vuole giustificare se stesso rimane nel suo peccato, e ha bisogno del ravvedimento. Per esempio, il giovane ricco voleva giustificare se stesso, come leggiamo in Luca 10.29

“Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?»” (Luca 10:29 NRV)

In contrasto, il pubblicano in Luca 18 sapeva di essere un peccatore.

“13 Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: "O Dio, abbi pietà di me, peccatore!" 14 Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato».” (Luca 18:13-14 NRV)

Quest'uomo, che sapeva di essere un peccatore ed era veramente ravveduto, è tornato a casa giustificato, da Dio.

Tutti sono peccatori, e quindi, il comandamento di ravvedersi vale per tutti. L'unico modo di ricevere il perdono ed essere giustificati è quello del ravvedimento e della fede. Tutti hanno un bisogno urgente di ravvedersi. Come Gesù disse in Luca 13: “se non vi ravvedete, perirete tutti”

Qual è il senso di perire qui? Perire è un termine usato per descrivere la condanna eterna. Troviamo la stessa parola in Giovanni 3:16, dove leggiamo:

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giov 3:16 NRV)

O si riceve la vita eterna, o si perisce. Leggiamo anche in 1Corinzi 1:18

“Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio;” (1Co 1:18 NRV)

Perire è un modo di descrivere il fatto di essere condannato al lago di fuoco nel giudizio finale. Chiunque non si ravvede di cuore sarà condannato eternamente. Questo è il senso di Matteo 12.41

“I Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c’è più che Giona!” (Mt 12:41 NRV)

Anche noi abbiamo più di Giona, perché abbiamo il Vangelo, mentre Giona poteva spiegare molto meno ai Niviviti. Quindi, anche noi siamo senza scusa se non ci ravvediamo.

Chi non si ravvede, troverà un guaio eterno, come dichiara Gesù in Matteo 11. La parola qua tradotta con “pentite” è la parola tradotta altrove con “ravvedute”.

“«Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra di voi, già da molto tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere.” (Mt 11:21 NRV)

Il guaio, per chi non si ravvede, sarà il tormento per i secoli dei secoli.

Ecco perché Gesù predicava il ravvedimento! Come dichiara in Marco 1:15

“«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».” (Marco 1:15 NRV)

Il tempo è compiuto! Gesù è venuto, ha compiuto la salvezza! Ora, il perdono è disponibile, ma solo fino a quando Gesù ritornerà per giudicare il mondo. Perciò, oggi è il giorno della salvezza, oggi è il giorno di ravvedersi!

Il comandamento di ravvedersi fa parte dell'offerta, che è un aspetto della grazia di Dio, di poter ricevere il perdono. Il comandamento di ravvedersi è anche un avvertimento che dichiara che tutti coloro che rifiuteranno l'offerta del perdono periranno nel giudizio di Dio.

Il comandamento è ancora valido

Il comandamento di ravvedersi non era solamente valido al tempo di Gesù. È ancora valido, e rimarrà valido fino a quando Gesù non ritornerà per giudicare. Dopo la risurrezione, quando Gesù apparve ai discepoli, disse loro quello che leggiamo in Luca 24:46,47

“44 Poi disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi». 45 Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro: 46 «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, 47 e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.” (Luca 24:44-47 NRV)

Il ravvedimento deve essere predicato a tutte le genti nel mondo. La parola Greca per “genti” significa “popoli”. Quindi, il comandamento di ravvedersi vale per tutti i popoli nel mondo.

Perciò, il comandamento di ravvedersi vale per ciascuno di noi. Dio ci comanda di ravvederci, di essere radicalmente cambiati nel nostro intimo, di togliere ogni modo di pensare, e ogni proposito, e ogni ragionamento, che disonora Dio e disprezza Gesù, e di mettere al loro posto pensieri e propositi e desideri che onorano Dio e considerano Dio il nostro tesoro ed esaltano Cristo.

Applicazione

Spero che sia chiaro per tutti che il ravvedimento non è facoltativo. L'eternità di ogni persona dipende dal fatto se si è veramente ravveduti o no.

Quindi, dobbiamo esaminare i nostri pensieri, il nostro modo di pensare, i nostri propositi, e come consideriamo noi stessi e Dio.

È giusto chiederci: siamo veramente ravveduti?

Una persona che non è veramente ravveduta continua a stimare il peccato come un tesoro che lo può soddisfare. Per esempio, se pensiamo alla parabola del figlio prodigo, egli stimava una vita di dissolutezza come qualcosa di grande valore.

In realtà, qualunque volta che abbiamo pensieri che arrivano al primo posto nel nostro cuore, e quindi che affermano che in quel momento Dio non è il nostro vero tesoro, occorre ravvederci.

Per esempio, quando siamo pieni di orgoglio, stiamo credendo che metterci in alto vale più che avere Dio come nostro tesoro.

Quando siamo tentati dai soldi, per esempio, stiamo considerando i soldi come se avessero più valore di Dio. A quel punto, il nostro comportamento rispecchierà i nostri pensieri.

Ricordiamoci che il vero ravvedimento non è un cambiamento di comportamento. Il vero ravvedimento è un cambiamento di pensieri. Quindi, in questo esempio, il vero ravvedimento consisterebbe di non considerare(stimare) più i soldi come qualcosa di prezioso. Chi cambia il suo modo di stimare i soldi, non si impegnerà più ad accumularli o a spenderli a dismisura. Il cambiamento di comportamento sarà un frutto del suo cambiamento di pensiero, ovvero, del suo ravvedimento di cuore.

Una persona orgogliosa, che cerca soddisfazione cercando di reputarsi come se avesse qualche valore per proprio merito, e quindi si comporta e parla in modo orgoglioso, potrebbe cambiare comportamento, per avere l'approvazione degli altri, senza essere però veramente ravveduto. Invece, se si ravvede di cuore, non si reputerà( o stimerà) più come se avesse qualche valore in sé. Invece, troverà la sua soddisfazione in Cristo. Saprà che il suo valore è tutto in Cristo. Questo cambiamento del suo modo di pensare cambierà anche il suo comportamento e il suo modo di trattare gli altri e di parlare. I suoi pensieri non saranno più focalizzati su quello che gli altri pensano di lui. Invece, egli riempirà i suoi pensieri con Cristo, e con il bene degli altri.

Vi do un altro esempio: un uomo che trova piacere guardando, o peggio, le donne, è in ribellione contro Dio, perché non considera Dio e i suoi comandamenti come il suo tesoro. Egli preferisce i piaceri momentanei del mondo. Certamente, per motivi umani egli potrebbe modificare il suo comportamento. Però, quello di cui ha estremamente bisogno è il vero ravvedimento, dove egli si rende conto della sua ribellione contro Dio, e inizia a considerare la gloria di Dio come il suo tesoro, anziché il piacere del peccato. A quel punto, cambiando radicalmente il suo modo di pensare, egli cambierà il suo comportamento, come frutto del suo cambiamento di pensiero, che non è altro che il vero ravvedimento.

Un uomo che non vuole onorare sua moglie, che non vuole preferirla, che non vuole sacrificarsi per curarla teneramente, non ha Cristo come il suo tesoro. Non trova la sua gioia nel stare il più vicino a Cristo possibile. Nello stesso modo, una moglie che non vuole essere sottomessa di cuore, come un figlio o una figlia che non vogliono essere ubbidienti, non hanno Cristo come il proprio tesoro. Preferiscono il peccato anziché una stretta comunione con Dio. Tutte queste persone hanno bisogno non solo di cambiare comportamento, ma molto di più: hanno bisogno di ravvedersi e di cambiare modo di pensare.

Infatti, ci sarà molto gravoso cercare di cambiare comportamento, senza avere un vero ravvedimento, ovvero, senza cambiare il nostro modo di pensare, senza cambiare quel ragionamento che ci spingeva a peccare. Non avremo vero successo, e il nostro cuore resterà insoddisfatto. Inoltre, non vedremo frutto spirituale.

Invece, quando cambiamo il nostro modo di pensare, quando stimiamo Cristo come il nostro vero tesoro, allora, avremo gioia nell'ubbidienza. Allora, il nostro cuore sarà pienamente soddisfatto in Cristo.

Un brano che ci aiuta a riconoscere un cuore veramente ravveduto è Filippesi 3:7-11, in cui Paolo descrive come considera tutto quello che prima della salvezza gli era importante, alla luce dell'eccellenza di conoscere Cristo.

“7 Ma ciò che per me era un guadagno, l’ho considerato come un danno, a causa di Cristo. 8 Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo 9 e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede. 10 Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, 11 per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti.” (Fil 3:7-11 NRV)

Il vero ravvedimento porta a considerare Cristo in una luce tutta nuova. Chi è veramente ravveduto stima Cristo come il suo vero tesoro, e perciò, non vuole più peccare, sapendo che il peccato lo allontana da Cristo. Chi invece mette l'enfasi sul non peccare, sul seguire i comandamenti, e non veramente su Cristo come tesoro, troverà i comandamenti gravosi, e se dovesse avere qualche successo nell'ubbidienza, sarà spinto ad essere orgoglioso.

Invece, quando uno considera Cristo come il suo vero tesoro, ha vittoria sul peccato, perché vuole avvicinarsi a Cristo. Però, stimando Cristo come il suo tesoro, non è tentato ad essere orgoglioso quando cammina bene, perché il suo cuore è soddisfatto in Cristo.

Cari, non cercate di fissare il vostro sguardo sulle regole, sui comandamenti di Dio. Piuttosto, fissate il vostro sguardo su Cristo, sulla sua maestà, sulla sua bellezza, sulla sua misericordia, sul suo amore, sulla sua gloria.

Questo è il vero ravvedimento, un cambiamento radicale di cuore e di pensiero, che porta ad un cambiamento radicale si comportamento e di atteggiamento.

Ravvediamoci ogni volta che abbiamo pensieri o ragionamenti sbagliati.

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