un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Acquistare la Saggezza

filename: saggezz2.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - saggezz2.j03 di Marco deFelice, per RO, 26 ottobre, 2003

Chi di voi vorrebbe vivere bene, e star bene? Chi vorrebbe evitare tantissimi sbagli, ed evitare prove inutili? Chi vorrebbe poter andare a letto la notte tranquillo, sapendo di camminare nella via che il Signore vuole? Chi vorrebbe poter arrivare alla fine della vita, e poter guardare indietro senza avere rimpianti?

Cosa ci serve, per permetterci di vivere così? Certamente, da un certo punto di vista, sono necessarie tante cose. Però, in un certo senso, è una sola la cosa che realmente serve. Chi ha questa cosa, avrà una vita come ho appena descritto. Vivrà veramente bene, e finirà la sua vita con la gioia e la pace che tanti non raggiungono mai.

Allora, che cosa è così importante? Chiaramente, non si tratta delle ricchezze. Non è il potere, perché tante persone pur avendo molto potere vivono male. Non è nemmeno l’intelligenza, né una semplice conoscenza biblica, perché si può avere una grande conoscenza della Bibbia, eppure, vivere male.

Ciò che ci serve per vivere veramente bene e per poter finire la vita senza rimpianti è la saggezza. La saggezza è un meraviglioso tesoro, che Dio offre ad ogni credente.

Nel libro dei Proverbi, Dio ci parla molto della saggezza, chiamata anche sapienza. Leggiamo insieme la prima parte di Proverbi 8, in cui la saggezza è raffigurata come una donna, che si rivolge alle persone, affinché vengano da lei per ricevere saggezza. In questo brano, il SIGNORE sta chiamando ciascuno di NOI a ricercare la saggezza.

“1 La saggezza non chiama forse? L’intelligenza non fa udire la sua voce? 2 Essa sta in piedi in cima ai luoghi più elevati, sulla strada, agli incroci; 3 grida presso le porte della città, all’ingresso, negli androni: 4 «Chiamo voi, o uomini nobili, la mia voce si rivolge ai figli del popolo. 5 Imparate, o semplici, l’accorgimento, e voi, stolti, diventate intelligenti! 6 Ascoltate, perché dirò cose eccellenti, le mie labbra si apriranno a insegnar cose rette. 7 Infatti, la mia bocca esprime la verità, le mie labbra detestano l’empietà. 8 Tutte le parole della mia bocca sono conformi a giustizia, non c’è nulla di ambiguo o di perverso in esse. 9 Sono tutte rette per l’uomo intelligente, giuste per quelli che hanno trovato la scienza. 10 Ricevete la mia istruzione anziché l’argento, e la scienza anziché l’oro scelto; 11 poiché la saggezza vale più delle perle, tutti gli oggetti preziosi non la equivalgono. 12 Io, la saggezza, sto con l’accorgimento e ho trovato la scienza della riflessione. 13 Il timore del SIGNORE è odiare il male; io odio la superbia, l’arroganza, la via del male e la bocca perversa. 14 A me appartiene il consiglio e il successo; io sono l’intelligenza, a me appartiene la forza. 15 Per mio mezzo regnano i re, e i prìncipi decretano ciò che è giusto. 16 Per mio mezzo governano i capi, i nobili, tutti i giudici della terra. 17 Io amo quelli che mi amano, e quelli che mi cercano mi trovano. 18 Con me sono ricchezze e gloria, i beni duraturi e la giustizia. 19 Il mio frutto è migliore dell’oro fino, il mio prodotto vale più dell’argento selezionato. 20 Io cammino per la via della giustizia, per i sentieri dell’equità, 21 per far ereditare ricchezze a quelli che mi amano, e per riempire i loro tesori..” (Proverbi 8:1-21 NRV)

Quindi, è estremamente importante ricercare la saggezza. La saggezza è essenziale per avere una vita benedetta.

Che cos’è la saggezza

Nonostante quanto sia importante avere la saggezza, in realtà, tanti credenti, anche dopo molti anni di fede, ne hanno ancora poca. Voglio parlare di come possiamo ottenere e crescere nella saggezza, ma prima, vogliamo capire bene che cos’è la saggezza biblica.

La saggezza di cui parla la Bibbia viene da Dio, non è qualcosa che l’uomo ha per natura. Vediamo questo, per esempio, in Giacomo 1:5

“Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data.” (Giacomo 1:5 NRV)

La saggezza viene da Dio. Un altro aspetto della vera saggezza è che essa produce sempre buon frutto, il frutto di giustizia, il frutto di buone opere, secondo il metro di Dio.

“13 Chi fra voi è saggio e intelligente? Mostri con la buona condotta le sue opere compiute con mansuetudine e saggezza. 14 Ma se avete nel vostro cuore amara gelosia e spirito di contesa, non vi vantate e non mentite contro la verità. 15 Questa non è la saggezza che scende dall’alto; ma è terrena, animale e diabolica. 16 Infatti dove c’è invidia e contesa, c’è disordine e ogni cattiva azione. 17 La saggezza che viene dall’alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia. 18 Il frutto della giustizia si semina nella pace per coloro che si adoperano per la pace.” (Giacomo 3:13-18 NRV)

Quindi, la saggezza viene da Dio, e produce sempre un frutto di giustizia. Ora, vi descrivo quello che la saggezza è. La saggezza è saper applicare correttamente le verità bibliche alla vita quotidiana, cioè, mettere veramente in pratica le verità di Dio, e quindi, vivere in modo che ogni aspetto della vita sia conforme alla sua verità. Dunque, la saggezza è saper applicare le verità bibliche ad ogni situazione della vita.

Capiamo allora che la vera saggezza produrrà sempre del buon frutto, perché essa riguarda il mettere in pratica le verità di Dio, non limitandosi a conoscerle soltanto.

Infatti, un grande sbaglio di tanti credenti è quello di non capire la differenza fra conoscenza e saggezza. Solamente perché conoscono sempre di più le verità di Dio, credono di diventare più maturi, e di avere saggezza. Però, non è il semplice fatto di conoscere le verità di Dio che conta, ma è sapere applicare queste verità correttamente alla propria vita.

Chi ha la saggezza, vive secondo i princìpi di Dio, e quindi, la sua vita sarà benedetta da Dio. Leggiamo di questo principio nel Salmo 1. Il fatto che l’uomo di cui si parla medita giorno e notte, è un altro modo di dire che ogni aspetto della sua vita è conforme alla Parola di Dio.

“1 Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; 2 ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte. 3 Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà.” (Salmi 1:1-3 NRV)

Chi ha vera saggezza, dunque, prospererà, perché si impegnerà in ciò che il Signore vuole per lui. Quindi, il Signore lo benedirà in ogni suo impegno. Questo non vuol dire che avrà il successo che il mondo cerca, perché un credente saggio non cercherà i tesori del mondo. Piuttosto, avrà il vero successo, cioè quello che porta frutti eterni.

Come si ottiene la saggezza

Abbiamo visto che la saggezza è estremamente importante, ed è la volontà di Dio per ogni credente. La domanda da porre a questo punto è: come possiamo ottenere la saggezza? Come possiamo crescere nella saggezza?

Abbiamo già visto nei Proverbi che bisogna ricercarla, attivamente. Non si riceve per natura, nemmeno per i credenti. Il solo fatto di essere un credente e di crescere nella conoscenza della Bibbia non vuol dire avere più saggezza. La prima verità da ricordare, dunque, è che bisogna ricercarla attivamente. Senza un vero impegno, non la si avrà.

Ora, consideriamo ciò che serve per crescere nella saggezza, e anche alcuni degli ostacoli più comuni alla saggezza. Che Dio ci aiuti a diventare un popolo sempre più saggio.

Essere veramente un figlio di Dio

Spero che questo sia già ovvio, ma per potere avere saggezza, la prima cosa che serve, ed è assolutamente essenziale, è che uno sia veramente nato di nuovo, veramente un figlio di Dio.

“Il timore del SIGNORE è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la saggezza e l’istruzione.” (Proverbi 1:7 NRV)

Il timore del Signore vuol dire confidarsi in Dio, ed è quindi la salvezza. Senza la salvezza, è impossibile avere la saggezza. Infatti, tutti i tesori della salvezza sono nascosti in Gesù Cristo, come leggiamo in Colossesi.

“Cristo, nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti.” (Colossesi 2:3 NRV)

Quindi, per avere la salvezza, bisogna che uno sia veramente un figlio di Dio.

un cuore umile

Però, è anche ovvio che non tutti i credenti hanno la saggezza. Allora, cos’altro serve per ottenerla? Per primo, e soprattutto, serve un cuore umile, serve l’umiltà. Il fatto che Dio ci esorta a ricercare la saggezza, vuol dire che uno deve sapere e deve ammettere di non averla, o di aver bisogno di continuare ad averne sempre di più. Questo richiede un cuore umile. Quindi, è impossibile crescere nella saggezza senza un cuore umile.

l’orgoglio

Ciò che ci ostacola più di ogni altra cosa dal diventare saggi è il nostro orgoglio. Per tanti credenti, l’orgoglio è l’ostacolo che li porta a non ammettere di aver bisogno di ricevere molta più saggezza. Tanti credenti pensano di essere già saggi, quando in realtà non lo sono. Il problema non è un problema intellettuale, ma di cuore.

Dio ci comanda di non stimarci saggi da noi stessi. Per esempio, ascoltiamo Proverbi 3:7

“Non ti stimare saggio da te stesso; temi il SIGNORE e allontanati dal male”; (Proverbi 3:7 NRV)

È il nostro orgoglio che ci convince che noi siamo capaci di capire le cose per conto nostro. È il nostro orgoglio che non vuole consigli, perché potrebbero essere diversi da quello che vogliamo fare noi. È il nostro orgoglio che ci fa vedere i consigli che riceviamo da quelli più saggi di noi come interferenze nella nostra libera scelta, anziché come un dono da parte di Dio per aiutarci a conoscere meglio come dobbiamo vivere.

Quando non ammettiamo e non riconosciamo di avere bisogno di ottenere più saggezza da coloro che sono più saggi di noi, anche quando Dio ci offre tantissime opportunità di crescere nella saggezza, le mancheremo quasi tutte. Finché abbiamo l’ostacolo dell’orgoglio, ovvero, finché non siamo umili, non cresceremo nella saggezza. Non importa quanto siamo intelligenti, non importa quanto ci impegniamo nello studio della Bibbia, non importa quanto buon insegnamento riceviamo; senza l’umiltà, non possiamo crescere nella saggezza.

L’orgoglio si esprime in tanti modi. Per esempio, un modo molto palese è quando un credente riceve dei consigli da un altro, e la sua reazione è di pensare: “Non sono mica un bambino, sono un adulto, riesco a capire per conto mio qual è la scelta migliore.”

Quello è l’orgoglio che parla. Una persona così non diventerà saggia.

L’orgoglio può manifestarsi anche in modo più razionale. Per esempio, una tipica risposta di un credente orgoglioso quando riceve un insegnamento è di pensare: “io non la vedo così”. Oppure, pensa: “Non vedo a che cosa possa servire.” Questa è una reazione di orgoglio.

Per aiutarci a comprendere questo, vi dò un esempio pratico, che non riguarda la saggezza biblica, ma rende chiaro questo tipo di atteggiamento. Immaginiamo un maestro cuoco che sta insegnando ad un allievo come cucinare un pollo per un certo piatto. Il maestro dice di asciugare bene il pollo prima di metterlo nel sugo. Il giovano allievo non vede la necessità, e dice, fra sé: “Secondo me non serve. Io non vedo alcun motivo per dover asciugare il pollo prima di metterlo nel sugo.”

Fermiamoci ad analizzare la sua risposta. Questo allievo ha molto esperienza nel cucinare? Ha già provato a preparare questo piatto, sia facendo come dice il maestro, sia nell’altro modo, osservando attentamente che differenza fa? In questo esempio, no. Allora, il fatto che egli non veda il motivo per cui bisogna fare come gli viene detto, e che perciò, non ritenga necessario farlo, è una posizione di orgoglio. Egli presume di essere in grado di valutare tutto, anche quello in cui non ha l’esperienza necessaria. Il suo orgoglio lo ostacola dall’accettare questo consiglio.

Allora, da questo esempio vogliamo capire il principio, che è importante. Il tipo di atteggiamento descritto è l’orgoglio, un orgoglio che ostacola la crescita nella saggezza.

Quale sarebbe un atteggiamento umile, in questo esempio? Se l’allievo fosse umile, direbbe fra sé: io non vedo che differenza fa asciugare il pollo, ma molto probabilmente, è la mia mancanza di esperienza che non mi permette di vederla. Allora, mi fido del maestro, e preparo il cibo nel modo che dice lui.

È ovvio che il maestro è umano, e può sbagliare. Certamente se egli dà dieci consigli all’allievo, e l’allievo non vede il motivo di nessuno dei dieci, è possibile che il maestro si sbagli del tutto, e che l’allievo abbia ragione; però, è molto, molto più probabile che sia l’allievo a sbagliere, se non in tutti i dieci, almeno nella grande maggioranza dei casi. Perciò, quando uno non riesce a capire a fondo il senso di un consiglio o di un insegnamento, non dovrebbe presumere che il consiglio sia sbagliato, ma piuttosto, che non ha ancora la conoscenza e l’esperienza di capirlo a fondo.

Chiaramente, se qualcuno vi dà un consiglio che vedete come un chiaro peccato, non bisogna seguirlo ciecamente. Caso mai, è possibile che capiate male, e dovreste chiedere una spiegazione, per capire se realmente è un peccato o no.

Comunque, per poter ottenere la saggezza, un credente deve essere veramente umile. L’orgoglio rende impossibile diventare saggi; l’umiltà è la via che porta alla saggezza.

una sempre più profonda conoscenza della Bibbia

La seconda cosa essenziale che serve per crescere nella saggezza è una sempre più profonda conoscenza della Bibbia. Ricordiamo: saggezza vuol dire saper applicare le verità di Dio alla nostra vita. Chiaramente, è necessario conoscere le verità di Dio per poterle applicare. Conoscere veramente la Bibbia a fondo è un impegno che dura tutta la vita.

Come si può conoscere la Parola di Dio? Crescere veramente nella conoscenza della Parola di Dio richiede diversi impegni, tutti essenziali. Per primo, richiede un impegno personale, costante, perseverante, nella lettura e nello studio della Bibbia. La Bibbia deve essere il cibo spirituale quotidiano del credente.

Più che la sola lettura, è necessario lo studio. Cioè, bisogna impegnarsi, entro le proprie capacità, a capire a fondo il senso di quello che si legge.

insegnamento

Oltre allo studio personale, è essenziale avere un buon insegnamento. Lo Spirito di Dio ha scelto di insegnarci principalmente tramite gli insegnamenti di altri. Chiaramente, volendo, Dio avrebbe potuto dare un insegnamento diretto ad ogni credente, come fece con Mosè e con l’Apostolo Paolo, parlandogli direttamente. Ma Dio ha scelto di non fare così. Invece, lo Spirito di Dio dona ad ogni chiesa dei pastori-dottori, che hanno l’incarico di insegnare la Parola di Dio fedelmente agli altri. Dio guida alcuni di loro a scrivere anche questi insegnamenti, in modo che possano raggiungere credenti in altre chiese, e spesso, anche nei secoli a venire. Un esempio di questo sono i commentari di Matthew Henry.

Quindi, un credente deve impegnarsi personalmente a leggere e a studiare la Bibbia, e deve anche assolutamente utilizzare l’insegnamento che Dio gli provvede, principalmente dagli insegnanti della Chiesa e anche tramite buoni libri. Nessuno capisce del tutto a fondo le verità di Dio per conto proprio senza un buon insegnamento.

Consigli da credenti già saggi

Poi, oltre all’umiltà e al buon insegnamento, la terza cosa, che è anche essenziale, è avere delle persone già sagge che ci trasmettano la saggezza personalmente.

I Proverbi ci insegnano, volta dopo volta, che la saggezza si trasmette da una generazione di credenti ad un’altra. Ascoltiamo Proverbi 4, che è l’esortazione di un padre, guidato da Dio, al suo figlio. Notiamo quante volte egli parla dell’importanza per il figlio di ascoltare il suo padre, per poter ottenere la saggezza.

“1 Figlioli, ascoltate l’istruzione di un padre, state attenti a imparare il discernimento; 2 perché io vi do una buona dottrina; non abbandonate il mio insegnamento. 3 Quand’ero ancora bambino presso mio padre, tenero e unico presso mia madre, 4 egli mi insegnava dicendomi: «Il tuo cuore conservi le mie parole; osserva i miei comandamenti e vivrai; 5 acquista saggezza, acquista intelligenza; non dimenticare le parole della mia bocca e non te ne sviare; 6 non abbandonare la saggezza, ed essa ti custodirà; amala, ed essa ti proteggerà; 7 il principio della saggezza è: Acquista la saggezza; sì, a costo di quanto possiedi, acquista l’intelligenza; 8 esaltala, ed essa t’innalzerà; essa ti coprirà di gloria quando l’avrai abbracciata; 9 essa ti metterà sul capo una corona di grazia, ti farà dono di un magnifico diadema». 10 Ascolta, figlio mio, ricevi le mie parole, e anni di vita ti saranno moltiplicati. 11 Io ti indico la via della saggezza, ti avvio per i sentieri della rettitudine. 12 Se cammini, i tuoi passi non saranno raccorciati, e se corri, non inciamperai. 13 Afferra saldamente l’istruzione, non lasciarla andare; conservala, perché essa è la tua vita.” (Proverbi 4:1-13 NRV)

Questo padre spiega al figlio che per avere la saggezza, egli deve ascoltare il padre, che già ha la saggezza. Il padre racconta che lui stesso aveva imparato la saggezza a suo tempo da suo padre. La saggezza si trasmette da generazione a generazione.

Visto che la saggezza appartiene solamente a credenti, questo principio non si limita a figli con i loro genitori biologici, ma si applica pienamente ad ogni nuova generazione di credenti. Un giovane credente ha bisogno di imparare la saggezza dai credenti della generazione precedente, in modo da poter, a tempo debito, trasmettere quella saggezza alla generazione successiva. Quando capita che un giovane credente ha dei genitori credenti, che sono anche saggi, essi saranno la fonte principale per lui affinché possa imparare la saggezza. Invece, quando uno viene salvato già da adulto, oppure, se viene salvato da piccolo ma i suoi genitori non sono credenti, o non hanno molta saggezza, allora, quel credente dovrà imparare la saggezza da altri credenti più maturi di lui, che hanno la saggezza. In ogni caso, è necessario continuare a crescere nella saggezza per tutta la vita. Chiaramente, l’unica vera saggezza è quella fondata nelle verità della Bibbia.

un contatto personale

Vorrei menzionare un dettaglio molto importante. Per crescere nella saggezza, grazie a coloro che sono più saggi, è importante che ci sia un contatto personale con loro. Cioè, ci sono cose che uno può imparare tramite i libri e il materiale scritto. Però, dato che la saggezza consiste proprio nel sapere come applicare le verità bibliche alle situazioni della vita, è importante che ci siano delle persone sagge che possono aiutarvi a sapere specificamente come applicare le verità di Dio alle vostre situazioni. Questo richiede un contatto personale.

l’ostacolo della mancanza di persone sagge

Visto che un buon insegnamento e il contatto con le persone sono necessari per crescere nella saggezza, la mancanza di un buon insegnamento e di persone sagge diventa un ostacolo a poter crescere nella saggezza.

Allora, qui, è importante stare in guardia, perché sarebbe molto facile per un credente che manca di saggezza, a causa del suo orgoglio, trovare la scusa che non c’è nessuno più saggio intorno a lui. Invece, quando un credente è umile, e sa che manca di saggezza, ma riconosce che i consigli che riceve non sono veramente fondati sulla Bibbia, può essere che realmente non ci sono persone sagge intorno a lui.

Purtroppo, questa situazione non è rara. Ci sono chiese che hanno poco insegnamento, e poca applicazione. Perciò, negli anni, in una chiesa così, si può arrivare ad avere una situazione in cui c’è poca saggezza, anche fra quelli che sono credenti da più anni.

Cosa dovrebbe fare un credente che sa di avere bisogno di crescere nella saggezza, ed è molto umile, ma si rende conto che non c’è saggezza intorno a lui? Non c’è una risposta unica che vale per ogni situazione.

Quando mia moglie ed io avevamo intorno ai 27 anni, ci siamo trasferiti in una nuova città per motivi di studio. Abbiamo iniziato a frequentare una nuova chiesa. Nel giro di pochi mesi, ci avevano chiesto di svolgere tanti ministeri, anche di una certa importanza, nella chiesa. Era chiaro che agli occhi di quelle persone, eravamo fra i più maturi e quindi i più saggi nella chiesa. È vero che eravamo già credenti da quando eravamo bambini piccoli, e quindi, avevamo una certa esperienza nel cammino cristiano. Però, per la grazia di Dio, abbiamo capito che eravamo troppo giovani nella fede per essere visti fra i più maturi di una chiesa. Perciò, Dio ci ha guidato a trasferirci in un’altra chiesa, in cui c’erano vari uomini e donne molto più maturi di noi, che avevano molta più saggezza. Ringraziamo tanto Dio per questo, perché avevamo molto bisogno di ricevere saggezza da altri. Infatti, per anni, Dio non ha smesso di mandarci persone molto più sagge di noi, e così, ci permette di continuare a crescere, ed acquistare più saggezza.

Nel nostro caso, non avendo trovato un buon insegnamento né persone sagge intorno a noi, Dio ci ha guidato a cambiare chiesa. Spesso, non è così che Dio guida. Anzi, spesso, Dio porterà quel credente in una situazione nella quale possa conoscere delle persone sagge fuori da quella chiesa da cui può ricevere saggezza. Comunque sia, la mancanza di buon insegnamento e di persone sagge è un ostacolo alla saggezza, e bisogna superarlo in qualche modo.

ostacolo: chiedere alle persone sbagliate

Un altro ostacolo alla saggezza è quello di chiedere consigli alle persone sbagliate. La saggezza è qualcosa che si trasmette. Quindi, se chiediamo consiglio da qualcuno che non ha saggezza, sarà impossibile ricevere saggezza da lui. Se è una persona con una certa saggezza ed è umile davanti a Dio, avrà il buon senno di dirci che non sa quali principi biblici si applicano alla nostra situazione. Purtroppo, molto spesso, le persone che mancano di saggezza mancano anche di umiltà, e così, sono pronte a dare consigli pur non avendo saggezza.

Nella Bibbia, è chiaro che la saggezza viene trasmessa da generazione a generazione di credenti. Quindi, non è il caso di cercare saggezza fra quelli della propria generazione. Se pensiamo ai ragazzi, è ovvio che un ragazzo di 15 non dovrebbe cercare saggezza da coloro che hanno 17 anni, ma dovrebbe rivolgersi ad adulti che hanno saggezza.

Vediamo questo molto chiaramente nella vita di Roboamo. Se ricordate la storia, quando Salomone morì, a suo figlio Roboamo il popolo chiese di alleggerire il giogo che Salomone aveva imposto loro. Roboamo chiese consiglio dagli anziani, e poi anche ai suoi coetanei. Gli anziani gli diedero un consiglio saggio. I giovani gli diedero un consiglio stolto. Roboamo scelse il consiglio stolto che gli avevano dato i giovani, e così, dieci tribù lo abbandonarono. Qui vediamo il principio che la saggezza si trasmette da generazione a generazione di credenti, e che chiedendo alle persone sbagliate, si riceverà un consiglio sbagliato, e stolto, anziché saggio.

Quindi, è molto importante ricercare la saggezza da coloro che sono saggi, e non da chiunque.

quindi, non diventare la persona sbagliata

Voglio fare un parentesi qua. È sbagliato chiedere consigli alle persone che mancano di saggezza. Similmente, è anche sbagliato dare consigli in campi in cui manchiamo di saggezza. Quando qualcuno vi chiede un consiglio e non sapete veramente quello che dice la parola di Dio a riguardo, non lasciate che il vostro orgoglio vi spinga a dare una risposta vostra. Invece, dimostrate l’umiltà e anche la saggezza di rispondere che non sapete veramente dare una risposta fondata sulla Bibbia, e incoraggiate la persona a cercare altrove.

Infatti, un aspetto importante della vera saggezza è di essere pronti ad ammettere di non sapere la risposta quando effettivamente non si conoscono i principi biblici che servono in quel caso. Chi è pronto a rispondere così è già sulla buona strada per essere una persona veramente saggia.

Mi rende molto triste, ma questo è un campo in cui manchiamo molto come Chiesa. Ci sono tanti casi in cui persone che non sanno veramente quello che dice la Bibbia sono troppo pronti a dire la loro. Che Dio ci aiuti a stare più attenti a riconoscere quando non conosciamo delle verità bibliche, e in quei casi, taciamo, anziché dare un parere nostro, che potrebbe essere sbagliato.

Come crescere nella saggezza in senso pratico

Dio volendo, spero che ognuno di noi capisca, almeno meglio di prima, quanto è importante crescere nella saggezza. Senza la saggezza, non possiamo conoscere di più Dio, e la nostra vita non può piacere a Dio.

Abbiamo considerato quello che serve per crescere nella saggezza, e quali sono gli ostacoli principali alla saggezza.

Ora, voglio illustrarvi un ritratto di due credenti, uno che sta crescendo molto nella saggezza, e l’altro che rimane stolto. Entrambi sono nella stessa chiesa, e quindi, hanno disponibili sia dei buoni insegnamenti che delle persone sagge da cui imparare.

Una descrizione di un credente che cresce nella saggezza

Il primo tipo di credente cerca spesso i credenti più maturi, che non solo conoscono bene la Bibbia, ma ciò che più importa, sanno applicare la Bibbia alle situazioni della vita. Chiede consiglio a loro per le sue decisioni e per le sue situazioni. Non solo, ma li incoraggia spesso a dargli consigli se notano che lui non sa chiedere. Quando gli danno dei consigli, o quando lo riprendono, questo credente lo considera una benedizione, e li ringrazia. Egli rispecchia l’uomo saggio che viene descritto nei Proverbi.

“Il saggio ascolterà e accrescerà il suo sapere; l’uomo intelligente ne otterrà buone direttive” (Proverbi 1:5 NRV)
“Istruisci il saggio, e diventerà più saggio che mai; insegna al giusto e accrescerà il suo sapere.” (Proverbi 9:9 NRV)
“Chi ama la correzione ama la scienza, ma chi odia la riprensione è uno stupido.” (Proverbi 12:1 NRV)
“Chi ha il cuore saggio accetta i precetti, ma chi ha le labbra stolte va in rovina.” (Proverbi 10:8 NRV)

Questo tipo di credente vuole capire quali principi della Bibbia vengono applicati alle tante situazioni che ci sono nella vita. Sa di avere bisogno di consigli, e li cerca, e li considera come tesori, anche quando sono il contrario di quello che avrebbe pensato di testa sua.

Quando questo tipo di credente si trova in una situazione nuova, è naturale per lui chiedere a quelli più maturi se ci sono dei principi biblici che si applicano. Quelli più saggi vengono anche da lui per dargli consigli, perché sanno che egli ascolterà volentieri.

Questo tipo di credente farà molti progressi per quanto riguarda l’acquistare saggezza. Anno dopo anno, avrà sempre più saggezza, e quindi, la sua vita sarà sempre più conforme alle verità di Dio, e porterà sempre più frutto per l’eternità. Eviterà tantissimi sbagli, e sarà anche in grado di aiutare tanti credenti più giovani nella fede di lui. Sarà un vero uomo di Dio. Grazie a Dio per credenti così.

Però, tristemente, non tutti i credenti sono così. C’è un secondo tipo di credente.

Questo secondo tipo di credente preferisce non chiedere consigli per tante delle sue decisioni, perché pensa di capire già abbastanza da sé. L’orgoglio è alla base di questo modo di pensare.

Come risultato, non solo questo tipo di credente chiede poco, ma gli viene offerto poco insegnamento e pochi consigli da quelli che sono saggi, e questo perché il più delle volte, non aveva ricevuto umilmente altri insegnamenti, e quindi, spesso i saggi evitano di dargliene altri.

Cosa succederà a questo tipo di credente? Questo tipo di credente non crescerà tanto nella saggezza. Infatti, anche dopo tanti anni nella fede, anche se ha una discreta conoscenza della Bibbia, mancherà molto nella saggezza. Avrà poco da trasmettere alla prossima generazione di credenti. Non avrà molto buon frutto spirituale, e sbaglierà anche tanto.

Spesso, questo tipo di credente, se ha figli, avrà un altro problema molto grande. Probabilmente i suoi figli seguiranno il suo esempio, e non vorranno ascoltare consigli da lui, e quindi, cadranno in tanti gravi errori. A questo punto, si verifica Galati 6:7

Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. (Galati 6:7 NRV)

Questo è uno cerchio vizioso, ma grazie a Dio, questo cerchio può essere spezzato in qualunque momento. Quando un credente che fino a quel punto è stato chiuso rispetto al cercare consigli a causa del suo orgoglio, riconosce questo, e confessa questo peccato al Signore, e inizia a veramente cercare la saggezza, la grazia di Dio interviene, e le cose possono migliore grandemente.

conclusione

Allora, parlo a ciascuno di voi. Vi ho descritto due tipi di credenti. In quale dei due ti rispecchi di più? Sei come quell’allievo che se non vede l’utilità di una certa cosa, ti affidi di più al tuo discernimento, pur mancando di conoscenza ed esperienza, anziché affidarti a chi ha più conoscenza ed esperienza di te? Quando qualcuno ti rimprovera, lo vedi come un fastidio, oppure, come dice il Proverbio, ami la correzione, perché vuoi crescere il più possibile nella saggezza?

Hai la saggezza di sapere quando NON dare consigli? Quando c’è un discorso e non conosci quello che insegna la Bibbia, hai l’umiltà di tacere, oppure, sei spinto dal tuo orgoglio a voler dire la tua?

La cosa importante è riconoscere a che punto siamo, ed andare in avanti. Se Dio ti ha fatto vedere che hai orgoglio, ravvediti, e cambia direzione. Impegnati a camminare in umiltà, e a cercare e ad accettare gli insegnamenti e i consigli che Dio ti provvede. Desidera la saggezza, come un ricco tesoro, in modo che la tua vita porti gloria a Dio, e che tu possa vivere nella gioia della tua salvezza.

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