un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

Per stampare questo sermone, suggeriamo che torni in dietro e scegli la versione PDF, che è già impaginata da stampare.

Si usa Ctrl +   e  Ctrl -  per cambiare la grandezza dei caratteri

email questo link

DIO è il Vangelo
Filippesi 3:2-14

filename: vang-dio.k02 di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - sermone su argomento, basato su Filippesi 3:2-14, ed altri brani, di Marco deFelice, per RO, il 17 novembre, 2002 >

Qual è l’offerta del Vangelo? Qual è il beneficio che Dio offre all’uomo tramite il Vangelo?

Tante persone pensano a Dio, e si rivolgono a Lui, chi spesso, chi ogni tanto, per ricevere aiuto da Lui. Ho parlato con una signora il cui marito sta morendo per un tumore, e lei mi diceva che ogni giorno fa le sue preghiere, leggendone una che a lei piace, sperando che Dio guarirà suo marito. È raro trovare persone che non cercano Dio in qualche momento della loro vita per ottenere qualche aiuto.

Tante persone vogliono benedizioni da Dio. Quindi, se proclamiamo un Dio che offre molte benedizioni, tante persone ci ascolteranno. Infatti, oggi, tanti opuscoli scritti per comunicare il Vangelo presentano Dio come un Dio che offre una vita piena di benedizioni, con un aiuto pronto in ogni difficoltà.

Però è giusto presentare Dio così? È questo il vero messaggio del Vangelo? Oggi, voglio considerare qual è l’offerta del Vangelo. Ho due scopi in questo sermone. Primo, voglio aiutarvi a capire bene il messaggio del Vangelo, affinché possiamo comunicarlo bene agli altri. È importante trasmettere fedelmente il messaggio di Dio. È una grande responsabilità parlare di Dio, e non vogliamo essere colpevoli di aver spiegato male il messaggio eterno del Vangelo.

Poi, ho un altro motivo per questo sermone, forse ancora più importante. Non solo vogliamo comunicare bene il messaggio del Vangelo, ma vogliamo credere al vero messaggio, individualmente. Non vogliamo avere un concetto distorto. Se siamo confusi per quanto riguarda il messaggio del Vangelo, non vivremo come Dio vuole. Chi comprende male il Vangelo, al minimo avrà sprecata molta della sua vita, e al peggio, non sarà veramente salvato. Quindi, vogliamo capire bene il Vangelo, per credere la verità.

Che cosa si cerca di ricevere

Allora, consideriamo che cosa si cerca, quando uno si ravvede e viene a Cristo per ricevere la salvezza? O per meglio dire, che cosa si cerca quando uno pensa di credere, e poi consideriamo che cosa ci offre veramente Dio tramite il Vangelo?

il perdono e la vita eterna

Anche chi sa poco del Vangelo sa che il Vangelo ha a che fare con il perdono e la vita eterna. Ti sei mai chiesto a che serve il perdono di Dio? Ti sei mai chiesto perché una persona dovrebbe volere la vita eterna? Perché vorremmo vivere per sempre?

Queste sono domande importanti, perché è possibile volere il perdono, o volere la vita eterna per motivi sbagliati, e chi vuole il perdono e la vita eterna per un motivo sbagliato, dimostra di non avere il perdono e la vita eterna.

Consideriamo il perdono. Tante persone sentono un grande senso di colpa per vari peccati o sbagli che hanno commesso. Per esempio, ho conosciuto diverse persone che avevano trascurato i loro genitori, e poi quei genitori sono morti. Dopo, queste persone avevano un grande senso di colpa dal quale volevano essere liberate. Erano miserabili a causa del senso di colpa, e volevano liberazione dalla loro miseria.

In un caso del genere, forse la persona si sente colpevole nei confronti di Dio, e vuole il perdono di Dio. In realtà, quello che cerca è sollievo dal peso della sua colpa. Non sente il peso della condanna eterna, magari non ci crede nemmeno. Non cerca la salvezza che porta alla comunione con Dio. Vuole solo la liberazione dal senso di colpa.

In questi casi, Dio non perdona la persona. Il perdono di Dio arriva quando una persona riconosce che il suo peccato lo separa da Dio, e desidera la riconciliazione con Dio. La tristezza per il peccato, in sé, non porta alla vita eterna con Dio.

In 2 Corinzi 7, impariamo che esiste una tristezza del mondo, che porta alla morte eterna, come esiste anche una tristezza da Dio, che porta alla vita eterna. Leggiamo 2 Corinzi 7:8-11.

“8 Anche se vi ho rattristati con la mia lettera, non me ne rincresce; e se pure ne ho provato rincrescimento (poiché vedo che quella lettera, quantunque per breve tempo, vi ha rattristati), 9 ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché questa tristezza vi ha portati al ravvedimento; poiché siete stati rattristati secondo Dio, in modo che non aveste a ricevere alcun danno da noi. 10 Perché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c’è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte. 11 Infatti, ecco quanta premura ha prodotto in voi questa vostra tristezza secondo Dio, anzi, quante scuse, quanto sdegno, quanto timore, quanto desiderio, quanto zelo, quale punizione! In ogni maniera avete dimostrato di essere puri in questo affare.” (2 Corinzi 7:8-11 NRV)

La tristezza del mondo è quando una persona è triste per il suo peccato, ma non perché si rende conto che è un’offesa a Dio, che lo separa da Dio. La tristezza del mondo è una tristezza causata da qualche sofferenza o tristezza che il peccato produce, non dalla separazione da Dio.

Invece, la tristezza secondo Dio è una tristezza che viene dal fatto che il peccato separa da Dio. Una persona con questo tipo di tristezza sente il peso della sua separazione da Dio, e più di qualsiasi cosa, vuole comunione con Dio. Perciò, la sua tristezza la spinge a ravvedersi, e il ravvedimento lo porta alla salvezza, ovvero, alla comunione con Dio per tutta l’eternità.

Dio non offre perdono quando si desidera il perdono per sentirsi meglio. Dio offre perdono quando la persona vuole DIO!

il desiderio di ottenere altre benedizioni

C’è un altro motivo per cui tante persone vogliono il perdono. Vogliono perdono perché pensano che per mezzo di esso possono ottenere altre benedizioni. Per esempio, vogliono un buon lavoro, o vogliono guarigione da qualche malattia, o vogliono trovare una moglie o un marito, o forse vogliono qualche altra benedizione. Credono che Dio può provvedere la benedizione che vogliono, ma che prima di avere l’aiuto di Dio, hanno bisogno del perdono. Sentono l’insegnamento che per poter avere il perdono, bisogna credere che Cristo è morto per i peccati. Perciò, per poter avere la benedizione che vogliono, credono che Cristo è morto per i peccati. In altre parole, vogliono il perdono per poter ottenere altre benedizioni.

Vediamo esempi di questo diverse volte nell’Antico Testamento. Per esempio, ricordiamo il libro dei Giudici, dove volta dopo volta i Giudei gridarono a Dio quando ebbero diversi problemi. Però dopo, quando le cose andarono meglio, si dimenticarono di Dio. Quello che volevano non era tanto il vero perdono dei loro peccati, ma la liberazione dai problemi temporali che avevano.

Troviamo vari esempi di questo nel Nuovo Testamento, quando la folla cercava Gesù perché Lo aveva visto compiere miracoli. Per esempio, in Giovanni 6, Gesù aveva moltiplicato il pane e i pesci, per dare da mangiare alla folla. Il giorno seguente, le persone cercavano Gesù. Però, la loro motivazione non era ottenere davvero il perdono dai loro peccati, per poter avere comunione con Dio. Il loro vero motivo era che avevano avuto da mangiare gratuitamente.

“22 La folla che era rimasta sull’altra riva del mare aveva notato che non c’era là altro che una barca sola, e che Gesù non vi era entrato con i suoi discepoli, ma che i discepoli erano partiti da soli. 23 Altre barche erano giunte da Tiberiade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. 24 La folla, dunque, quando ebbe visto che Gesù non era là e che non vi erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e andò a Capernaum in cerca di Gesù. 25 Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei giunto qui?» 26 Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che voi mi cercate, non perché avete visto dei segni miracolosi, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati. 27 Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo».” (Giovanni 6:22-27 NRV)

A queste persone non importava avere il vero perdono per potere avere comunione con Dio. Volevano mangiare senza dover faticare. In altre occasioni, vediamo le persone venire da Gesù, perché volevano la guarigione. Vediamo perfino che volevano farLo diventare re, sempre perché Lo vedevano come capace di risolvere tutti i loro problemi.

Chi vuole Cristo perché Lo vede come chi può risolvere i problemi temporali della vita, non vuole Cristo nel modo che porta alla vera salvezza. Chi ha una fede in Cristo che nasce da un desiderio per una vita più facile e soluzioni ai problemi della vita, non ha la vera fede in Cristo.

credere per evitare l’inferno

Un altro motivo per cui certe persone vogliono perdono è perché non vogliono soffrire nell’inferno. Dicono di credere in Cristo in modo da non soffrire per l’eternità.

Questo tipo di fede non è la vera fede che salva. Vediamo un esempio di uno che voleva evitare l’inferno in Atti 8:14-24.

Questo brano descrive una situazione che troviamo solamente all’inizio della chiesa. In quelle occasioni in cui il vangelo arrivò per la prima volta a nuovi gruppi, cioè, a Gerusalemme, a Giudei, a Samaria, e poi ai Gentili, Dio fece sì che ci fosse sempre un Apostolo presente prima di dare lo Spirito Santo ai nuovi credenti. Questo rendeva chiaro che c’era solamente un vangelo, una chiesa, una salvezza, una fede e uno Spirito.

In questo brano, il Vangelo arrivò per la prima volta in Samaria, e perciò vediamo che Dio non diede lo Spirito Santo finché non arrivarono gli Apostoli. Dico tutto questo per aiutarci a capire il brano. Quello che vogliamo notare è il discorso che Pietro fa con un certo Simone.

“14 Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e Giovanni. 15 Essi andarono e pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; 16 infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. 17 Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo. 18 Simone, vedendo che per l’imposizione delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito Santo, offrì loro del denaro, dicendo: 19 «Date anche a me questo potere, affinché colui al quale imporrò le mani riceva lo Spirito Santo». 20 Ma Pietro gli disse: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter acquistare con denaro il dono di Dio. 21 Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. 22 Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti perdoni il pensiero del tuo cuore. 23 Vedo infatti che tu sei pieno d’amarezza e prigioniero d’iniquità». 24 Simone rispose: «Pregate voi il Signore per me affinché nulla di ciò che avete detto mi accada».” (Atti 8:14-24 NRV)

Avete notato il commento di quel Simone alla fine? Dopo che Pietro gli parla della perdizione, ovvero, dell’inferno, Simone dichiara: “«Pregate voi il Signore per me affinché nulla di ciò che avete detto mi accada».” Simone non cercava la salvezza, non stava cercando comunione eterna con Dio. Voleva semplicemente evitare il tormento dell’inferno. Questa non è la vera fede.

Poi ci sono persone che vogliono andare in cielo perché credono che i loro cari sono già là e vogliono stare con i loro cari. Altri immaginano il cielo come un bel posto, e vogliono goderne. Ci sono persone che lo immaginano come pieno di tutti i piaceri più belli della vita, e vogliono quei piaceri. Alcuni vogliono un posto senza sofferenza, o senza tristezza.

In tutti questi esempi, quello che manca è proprio ciò che dev’essere centrale, cioè, il desiderio di andare in cielo soprattutto perché essere in cielo vuol dire essere nella presenza di Dio.

il vero motivo per volere la vita eterna

Allora, qual è la vera offerta del Vangelo, il vero beneficio? Qual è il vero motivo per cui uno deve desiderare la vita eterna? Non è per avere una vita con meno sofferenza e con più cose belle. Non è per evitare il tormento dell’inferno. Il vero motivo per cui uno deve desiderare la vita eterna è per avere comunione con Dio. La vera salvezza è conoscere veramente Dio.

In Giovanni 17, il SIGNORE Gesù sta pregando il Padre, prima di essere arrestato e crocifisso. Egli pregava per i discepoli, e quelli che avrebbero creduto nel futuro, perciò, Egli pregava per noi che siamo credenti.

“1 Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, 2 giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. 3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.” (Giovanni 17:1-3 NRV)

È fondamentale capire che la vita eterna è conoscere Dio personalmente. Avere la vita eterna vuol dire trovare la nostra gioia nel SIGNORE per mezzo di Cristo Gesù. Avere la vita eterna vuol dire desiderare Dio più di qualsiasi altra cosa, e trovarLo per mezzo di Cristo Gesù.

Chi vuole la vita eterna per qualunque motivo diverso da quello di voler godere Dio per tutta l’eternità, non avrà la vita eterna. Chi vuole la salvezza come mezzo per ottenere altre benedizioni, avrà la terribile sorpresa di scoprire che non ha la vita eterna. Chi considera qualsiasi benedizione il suo tesoro, anziché considerare Dio stesso il tesoro, ha un idolo, e non è salvato.

La salvezza arriva alle persone che vogliono Dio con tutto il loro cuore. Chi ama qualsiasi cosa o persona più di Dio, anche se quella cosa o persona è una benedizione da Dio, non avrà Dio e non avrà la vita eterna. Dio è geloso, e offre la salvezza solamente a chi vuole comunione con Lui più di qualsiasi altra cosa.

Voglio leggervi una parte di un sermone del predicatore Jonathan Edwards, che scrisse nel 1731 alla sua chiesa.

***I redenti hanno ogni vero bene in Dio. Dio stesso è il grande bene che ricevono e che possono godere per mezzo della Redenzione. Egli è il bene più alto, la somma di tutto il bene che è stato acquistato da Cristo. Dio è l’eredità dei santi. Egli è la porzione dell’anima dei salvati. Dio è il loro tesoro e la loro ricchezza, Dio è il loro cibo, la loro vita, la loro dimora, la loro corona. Dio stesso è il loro onore e gloria per l’eternità.

Chi è salvato ha Dio, e Dio solo, in cielo, e non desidera altro. Questo leggiamo nel Salmo 73:25:

“Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te.” (Salmi 73:25 NRV).

Dio è il grande bene che i redenti ricevono alla morte, ed Egli è il gran bene che ricevono quando risorgono alla fine del mondo.

Il SIGNORE Dio è la luce della Gerusalemme celeste, ed Egli è il fiume dell’acqua della vita che scorre dal trono, ed Egli è l’albero della vita che cresce nel paradiso di Dio.

Le gloriose perfezioni e le bellezze di Dio saranno la gioia dei santi per sempre, e riempiranno i loro pensieri per tutta l’eternità. L’amore di Dio sarà il banchetto eterno dei santi di Dio.

Certamente, i santi goderanno altre cose; potranno godere (della comunione con) gli angeli, e gli uni (con) gli altri; però, ciò che goderanno negli angeli e negli altri santi, o in qualsiasi altra cosa; tutto quello che porterà gioia e diletto; sarà quello che si vedrà di Dio in quella cosa. ***

la chiamata di Gesù

O che possiamo capire che il Vangelo è una chiamata di venire A Dio. Non è l’offerta di una vita più facile, o di una vita con più benedizioni. L’offerta del vangelo è l’offerta di perdono dei nostri peccati, perché i nostri peccati ci separano da Dio, e questo perdono ci permette di avere comunione con Dio stesso. Volere la salvezza è volere Dio.

Ascoltiamo la chiamata di Cristo Gesù.

“37 Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. 38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno». 39 Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.” (Giov 7:37-39 NRV)

Gesù chiama le persone a venire a Lui, per ricevere lo Spirito Santo, ovvero, per ricevere Dio stesso. Gesù dichiara la stessa cosa in Luca 11.

“5 Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte e gli dice: “Amico, prestami tre pani, 6 perché un amico mi è arrivato in casa da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti”; 7 e se quello dal di dentro gli risponde: “Non darmi fastidio; la porta è già chiusa, e i miei bambini sono con me a letto, io non posso alzarmi per darteli”, 8 io vi dico che se anche non si alzasse a darglieli perché gli è amico, tuttavia, per la sua importunità, si alzerà e gli darà tutti i pani che gli occorrono. 9 Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto. 10 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. 11 E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente? 12 Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione? 13 Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!»” (Luca 11:5-13 NRV)

Il buon dono che Dio dà a quelli che glielo chiedono è lo Spirito Santo, Dio stesso, che dimora in quella persona.

In Giovanni 14, poco prima della croce, Gesù dichiara ai discepoli, e tramite le Scritture, anche a noi:

“1 «Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! 2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? 3 Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi;” (Giovanni 14:1-3 NRV)

Il beneficio che Gesù annunciava ai discepoli era di poter stare insieme a Lui. Cristo è Dio. Il beneficio della salvezza è di stare insieme a Lui per tutta l’eternità.

l’esempio di Paolo in Filippesi 3:2-14

Un altro brano che ci aiuta a capire qual è il vero beneficio della salvezza è Filippesi 3:2-14. In questo brano, l’Apostolo Paolo spiega per quale grande tesoro considerava come tanta spazzatura tutto quello che prima considerava importante. Leggiamo:

“2 Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno mutilare; 3 perché i veri circoncisi siamo noi, che offriamo il nostro culto per mezzo dello Spirito di Dio, che ci vantiamo in Cristo Gesù, e non mettiamo la nostra fiducia nella carne; 4 benché io avessi motivo di confidarmi anche nella carne. Se qualcun altro pensa di aver motivo di confidarsi nella carne, io posso farlo molto di più; 5 io, circonciso l’ottavo giorno, della razza d’Israele, della tribù di Beniamino, ebreo figlio d’Ebrei; quanto alla legge, fariseo; 6 quanto allo zelo, persecutore della chiesa; quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile. 7 Ma ciò che per me era un guadagno, l’ho considerato come un danno, a causa di Cristo. 8 Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo 9 e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede. 10 Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, 11 per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti. 12 Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù. 13 Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, 14 corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.” (Filippesi 3:2-14 NRV)

Avete notato qual è la celeste vocazione, il grande premio, che era il supremo traguardo di Paolo, ed è il supremo traguardo di ogni vero credente? È l’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, il suo Signore. Questo è il grande tesoro della salvezza.

In 2 Timoteo 4:8 Paolo dichiara, poco prima della sua morte:

“Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione.” (2 Timoteo 4:8 NRV)

La corona della salvezza è riservata per coloro che AMANO l’apparizione di Cristo Gesù. Cioè, per coloro che desiderano Cristo più di ogni altra cosa, e la quale speranza e gioia sta nel veder Cristo, e dimorare con Lui, per tutta l’eternità.

Cisterne screpolate

O amici, la vera salvezza è di godere comunione con Dio per tutta l’eternità. Quindi il vero messaggio del vangelo è di presentare Dio nella sua gloria, e poi, spiegare che il peccato separa da Dio. L’unico modo di essere liberati dal peccato è per mezzo del sacrificio di Cristo Gesù.

Quindi, chi vuole la salvezza perché pensa che per mezzo di essa possa ottenere qualche beneficio terreno, o vuole evitare l’inferno, o vuole andare in cielo perché immagina che sarà un posto bello, non vuole la vera salvezza. Dio non permette che possiamo servirci di Lui come un pagamento per ottenere qualche tesoro nostro che in realtà è un idolo. Se voglio la salvezza per ottenere qualcos’altro, allora, quella cosa è un idolo per me.

Il tesoro della salvezza è Dio stesso. Quando il nostro cuore è focalizzato su qualcos’altro, allora, stiamo rifiutando l’acqua viva e cercando una cisterna screpolata. Questo è un grave peccato, come Dio dichiara in Geremia 2:13.

“«Il mio popolo infatti ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d’acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l’acqua.” (Geremia 2:13 NRV)

Conclusione

O amici, Dio è il vero tesoro. Certamente Dio ha creato tante cose meravigliose, di cui possiamo anche godere, però, nessuna creazione di Dio è minimamente paragonabile a Dio stesso, il Creatore di tutto. Evitiamo il peccato di amare la creazione al posto del Creatore. Evitiamo il peccato di volere Dio per poter avere qualche benedizione da Lui.

Un esempio approssimativo sarebbe un marito che ama il cibo che la moglie cucina, e le altre cose che fa, al punto che quel cibo diventa il suo tesoro, anziché la moglie stessa. Questo sarebbe un grave sbaglio.

Quando consideriamo Dio, Egli è infinitamente superiore a tutta la sua creazione. È un grave peccato desiderare qualsiasi cosa quanto desideriamo Dio.

“Gustate e vedete quanto l’Eterno è buono; beato l’uomo che si rifugia in Lui.” (Salmi 34:8 LND)

email questo link