La Bibbia in forma di storie per bambini e ragazzini

Questa storia (1) è una traduzione dal libro: The Bible Story Told to our Children, di John Vreugdenhil, che racconta la Bibbia in forma di storie per bambini, da Genesi ad Apocalisse. Abbiamo tradotto qualche storia, per il vostro uso. Stiamo valutando di tradurre molto, se non tutto, di questo libro (ha tre volumi). Fateci sapere se la trovate utile.

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Storia 1: la Creazione
Genesi 1

Questa storia (1) è una traduzione dal libro: The Bible Story Told to our Children, di John Vreugdenhil, che racconta la Bibbia in forma di storie per bambini, da Genesi ad Apocalisse. Questa storia viene da www.aiutobiblico.org.

Alla sera, quando sei stanco dopo aver giocato e la mamma ti porta a letto, ti guardi attorno nella tua camera e vedi molte cose che ti sono familiari e che già hai visto tante altre volte come il letto, le sedie, un tavolino e una cassettiera, quadri alle pareti e così via. Ma sai chi ha fatto tutti quei mobili che arredano la tua camera? È una domanda facile, no? E naturalmente tu questo lo sai. Non sei così inesperto anzi mi sembra già di sentirti dire: “Il mio letto? Beh l’ha fatto il mobiliere, ed anche le sedi e egli altri mobili vengono da un mobilificio. E i quadretti? Si, la mamma li ha comperati in un negozio.”

Ma la casa dove vivi, e le case dei tuoi vicini e la chiesa all’angolo della strada, chi le ha fatte? Anche di questo sai la risposta perché hai visto tante volte come si fa, quando nel tuo vicinato si costruiva una casa nuova. Hai visto i falegnami e i muratori che ci lavoravano. Infatti prima si vedono cataste di legno e tanti mattoni e sappiamo che con questi si costruisce la casa.

Ma quando hai una giornata libera o di vacanza e il sole splende allegramente, vai a fare una passeggiata in campagna con i tuoi amici e vedi gli alberi nel bosco, l’erba nei prati e le nuvole nel cielo, queste chi li ha fatti? Forse il falegname, o il muratore, o il pittore? “No” ti sento già rispondermi “sono cose che loro non possono fare” Forse uno di voi risponderebbe: “Le ha fatte il Signore.”

Hai ragione: il Signore ha creato tutte quelle belle cose. Oh noi ci siamo tanto abituati a vedercele attorno che quasi non le notiamo. Ci avviciniamo ai fiori o li raccogliamo e poi, dopo un po’ li buttiamo via, però come sono belli, con che grazia fioriscono nei prati, e come frusciano sommesse le foglie sui rami quando soffia il vento. Questi alberi, l’erba, l’acqua nel ruscello, le nubi nel cielo non ci sono sempre stati e vi fu un tempo quando tutte queste cose non c’erano. Ma il Signore le creò tutte.

Si, ma come facciamo a saperlo? Chi ce lo dice? Ma il Signore stesso ce lo ha detto, e le persone che hanno scritto questa bella storia, o racconto, in un grosso libro. E questo grosso libro si chiama….? La Bibbia. Quindi la Bibbia è la Parola del Signore.

Sapete dove si trova quel bel racconto della creazione? Lo si può leggere nella prima pagina della Bibbia; cercatela e leggetela e se ancora non sapete leggere chiedete al babbo o alla mamma di leggervelo.

Sapete con che parole ha inizio la Bibbia? Certamente lo avete sentito quando il babbo lo ha letto a talvolta, in qualche occasione, anche il pastore. Ascoltate: “Nel principio Dio creò i cieli e la terra”.

Quando un falegname vuole fare un letto, un tavolo o una sedia, ha bisogno di legno. Prende delle assi e comincia a piallarle ed infine inchioda e incolla le assi tra loro. Ma il Signore non ha avuto bisogno di assi, di sega o chiodi, il Signore disse semplicemente “ Voglio che vi siano cielo e terra” ed ecco che ci furono il cielo e la terra, tutto d’un tratto e solo con la parola di Dio. Voi non siete capaci di fare altrettanto, vero? Solo il Signore lo può.

È così che il Signore creò il cielo che è alto, di gran lunga di più delle stelle e fino al luogo dove si trovano migliaia di angeli. Anche per la terra accadde la stessa cosa, questa grande terra sulla quale vivete, voi e tutti gli altri. Però in principio non vi erano piante, alberi e neppure uccelli, la terra era vuota e senza forma, era buia e fredda ma grazie a Dio non rimase così.

No, il Signore la cambiò dicendo: “Che sia fatta la luce.” E improvvisamente i cieli si aprirono e la luce splendette e non ci fu più buio sulla terra. Il Signore chiamò la luce GIORNO e chiamò il buio NOTTE. Poi venne la sera e ancora una volta il Signore allontanò la luce, così finì il primo giorno. Il mattino dopo tornò la luce e cominciò il secondo giorno ed il Signore creò allora altre cose. (2)

Il Signore creò le nubi che svolazzano nel cielo, il vento che fischia fra le case e anche l’aria che respiriamo. Probabilmente l’avete già imparato dalla vostra maestra questo: “Il secondo giorno Egli stabilì l’ambiente, o firmamento, che è il luogo ove sono l’aria, o cielo”.

Al comando di Dio ancora una volta le tenebre presero il posto della luce e questo avvenne la sera di quello stesso giorno. E venne il terzo giorno in cui il Signore creò gli immensi mari e le montagne altissime. Avete mai visto il mare? Sino a dove si spinge il vostro sguardo non si vede altro che acqua. Anche le navi più grandi devono navigare per giorni e giorni prima di raggiungere l’altra sponda. E avete mai visto le montagne? Noi abbiamo grandi montagne qua in Italia, e ci sono montagne ancora molto più alte in altri posti del mondo.

Lo stesso giorno il Signore creò altre cose; improvvisamente la terra fu coperta d’erba, di piante e di fiori. Il Signore lo aveva voluto e così fu e la terra divenne bella. Fiorirono splendide le prime rose ed era meraviglioso vedere le margherite bianche e i ranuncoli gialli sparsi tra l’erba. Al comando di Dio dalla terra sorsero gli alberi sui cui rami crescevano i frutti più dolci e succulenti come mele e susine e quant’altro. È realmente potente il Signore, vero?

Anche certe persone possono fare dei fiori e magari ne avete visti al mercato o nei negozi, solo che non sono fiori veri, sono fatti di carta e questi fiori non hanno bisogno di acqua perché sono MORTI mentre il Signore ha fatto dei fiori veri, che vivono e crescono. Nessuno può fare lo stesso.

Il quarto giorno il Signore creò il sole, la luna e le stelle. Da quel momento in poi il sole avrebbe dato luce e calore alla terra perché quando sorge il sole c’è luce sul mondo ma quando tramonta si fa buio. A volte però le notti sono chiare, c’è un po’ di luce perché splende la luna. Dio ha creato anche le stello che si vedono tanto meglio quando è molto buio. Magari le vedete di notte mentre ve ne state nel vostro letto, forse avete anche provato a contarle… ma non ci riuscirete mai. Ogni volta vi confondete e dovete ricominciare da capo e così, senza accorgervene, vi addormentate.

Che meraviglia deve essere stata quando, per la prima volta, il sole calò dal cielo e le nubi si tinsero di un bel colore rosso: ma quando il sole sparì del tutto vi furono le tenebre e così terminò il quarto giorno.

Il quinto giorno il Signore creò gli uccelli dell’aria e i pesci del mare e così fu che improvvisamente un passero sfrecciò tra i rami di un albero e poi un altro e un altro ancora. Oh, guardate ecco una rondine e, ascoltate, da distante di sente un cuculo. Ma da dove vengono d’un tratto tutti questi uccelli? Beh, il Signore li ha appena creati! Ma ora guardate nell’acqua dove si vedono tante specie di pesci che vi sguazzano, pesci grandi e piccoli. Ecco un banco di pesce persico e qui ci sono dei lucci, e negli oceani creati da Dio vi sono anche delle balene giganti. Come si divertivano a volare i primi passeri, come trillava la canzone dell’usignolo e quando calò il sole e scese la notte tutti questi uccelli volarono verso i rami, vi si posero e con la testolina fra le piume si addormentarono. Il quinto giorno era passato.

Il sesto giorno il Signore creò tutti gli altri animali che si trovano sulla terra. In un baleno un gregge di pecore brucava tranquillamente tra l’erba, qualche mucca riposava calma all’ombra di pochi alberi e li vicino un leone passeggiava attorno. Ma il leone non aggrediva le pecore? Non le sbranava? No, non a quel tempo. Poco dopo il leone ed una pecora giacevano in pace l’uno accanto all’altra, nell’erba.

Sugli alberi si snodano i serpenti, grossi e piccoli mentre api industriose frullano da fiore in fiore in cerca di polline. Com’è tutto bello su questa terra! Non vi erano foglie secche o morte sui rami, tutto era stupendo e puro. Le rose fiorivano con fragrante profumo, gli uccelli gorgheggiavano e gli agnelli saltavano nel pascolo. Tutto era allegro e gioioso, la creazione intera cantava, suonava e si rallegrava per onorare Dio che aveva fatto tutte queste cose.

Dopo il Signore si riposò il settimo giorno, non perché era stando, che il Signore non si stanca mai, ma sostò perché aveva finito di creare tutto ciò che Egli desiderava. Per sei giorni lavorò il Signore ed il settimo giorno riposò. È per tale ragione che le persone possono lavorare per sei giorni e la domenica devono riposare. Il vostro babbo lavora per sei giorni, nei campi o nelle fabbriche o negli uffici, ma il settimo giorno resterà a casa. Voi andrete a scuola per sei giorni ma non il settimo perché la scuola rimarrà chiusa. Molti lavorano la domenica ma questo non è permesso perché il Signore ci ha dato la domenica per il riposo. Non vi potrà mai essere benedizione nel lavorare la domenica e quel giorno non fareste nulla che fosse proibito, vero? Alla domenica ci è permesso di andare in chiesa e non è forse questo un grande privilegio? Allora potremo ascoltare il nostro pastore che ci parlerà del Signore e delle sue opere e chiederà al Signore di darci un cuore nuovo.

Anche voi, bambini, chiedete un cuore nuovo al Signore? O ogni giorno, ringraziamo il nostro grande Creatore per questo mondo meraviglioso che ha creato. Egli ci ha creati, ha creato tutto quello che è intorno a noi. Egli comanda che Lo adoriamo per la sua grandezza, e che Lo ringraziamo perché tutto quello che abbiamo viene da Lui. Però, ancora di più, ci insegna che abbiamo bisogno della sua salvezza. Ne parleremo man mano che leggiamo la Bibbia. Ma sappiate che la cosa più importante in tutto questo mondo è di ricevere il perdono e la salvezza dal nostro Creatore.

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