un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Credere a Dio – Genesi 3:1-7

sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica 9 agosto 2015, – cmd ag–
parole chiave: fede, verità, credere a Dio

Qual è la cosa più terribile che ti può succedere, giorno per giorno?

Non sono i problemi economici. Non è avere una vita difficile e faticosa. Non è avere problemi di salute. Non è perdere una persona cara, e non è l'essere trattato in modo ingiusto.

Molto peggio di tutto questo è quando tu scegli di peccare.

Tutti i mali che possono succedere A noi non possono allontanarci da Dio. Non possono toglierci la gioia della salvezza, né possono toglierci la gioia o la pace, e la preziosa comunione con Dio.

Invece, ogni nostro peccato ci danneggia terribilmente. Il nostro peccato ci allontana da Dio, danneggia i nostri rapporti con le persone che amiamo. Il peccato ci rende ciechi.

Tutti i mali nel mondo, e i mali nella nostra vita, sono causati, direttamente o indirettamente, dal peccato.

Quando anziché il peccato scegliamo la via dell'ubbidienza, che è la via della fede, quella scelta porta ogni tipo di bene nella nostra vita. Camminare per fede ci porta la gioia della salvezza. Ci porta profonda pace nel nostro cuore. Camminare in ubbidienza a Dio è la via per avere rapporti benedetti. Ci libera dal senso di colpa e dalla paura.

Visto che il peccato ci fa così tanto male, e camminare in ubbidienza a Dio ci fa così tanto bene, perché pecchiamo? Perché scegliamo il peccato, anziché Dio?

È importante capire il motivo per cui pecchiamo, per poter evitare quel campo che ci fa cadere così tanto.

Consideriamo Adamo ed Eva

Per capire perché pecchiamo, vogliamo considerare il primo peccato, il peccato di Adamo ed Eva. Il peccato di Adamo si è esteso a tutti gli uomini, e quindi, anche a noi. Capire il motivo per cui Adamo ed Eva scelsero di peccare può aiutarci a combattere il nostro peccato.

Cosa avevano.

Ricordate che prima di peccare, il mondo di Adamo ed Eva era totalmente perfetto e buono, come Dio vide e disse quando ebbe finito di creare tutto. Vi leggo Genesi 1:31.

“Allora DIO vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera poi fu mattina: il sesto giorno.” (Genesi 1:31 LND).

Nel mondo di Adamo ed Eva, non c'erano malattie, non c'era la morte, non c'era né sofferenza né fatiche, non c'era alcuno tipo di cattiveria, non c'era paura o timore o gelosia, non c'era nulla di brutto.

La loro vita era pienamente soddisfacente. Avevano l'immenso privilegio di avere il dominio su tutti gli esseri viventi della terra.

Come atto di amore, Dio aveva creato un giardino speciale come dimora per Adamo ed Eva, come leggiamo in Genesi 2:8,9.

“8 Poi l’Eterno DIO piantò un giardino in Eden, ad oriente, e vi pose l’uomo che aveva formato. 9 E l’Eterno DIO fece spuntare dal suolo ogni sorta di alberi piacevoli a vedersi e i cui frutti erano buoni da mangiare; in mezzo al giardino vi erano anche l’albero della vita e l’albero della conoscenza del bene e del male.” (Genesi 2:8-9 LND)

In Genesi 2, vediamo il cuore di Dio per l'uomo quando Dio crea la donna per l'uomo, affinché fosse un aiuto conveniente a lui. Leggo Genesi 2:18, e poi 22 a 25.

“Poi l’Eterno DIO disse: "Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui".” (Genesi 2:18 LND)
“22 Poi l’Eterno DIO con la costola che aveva tolta all’uomo ne formò una donna e la condusse all’uomo. 23 E l’uomo disse: "Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Lei sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo". 24 Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne. 25 E l’uomo e sua moglie erano ambedue nudi e non ne avevano vergogna.” (Genesi 2:22-25 LND)

Il più grande ed immenso di tutti questi benefici era il privilegio di avere comunione diretta e personale con Dio. Non potevano avere una vita più bella e più benedetta di quella che avevano.

Alla luce di tutto questo, possiamo capire meglio quanto fu terribile il loro peccato.

Il peccato equivale sempre ad andare contro un comandamento di Dio, e sempre nega il valore del rapporto fra Dio e gli uomini. Troviamo il comandamento che Dio diede ad Adamo in Genesi 2:16,17. Ve lo leggo:

“16 E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: "Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai".” (Genesi 2:16-17 LND)

Questo comandamento non privava loro di alcun bene, piuttosto, serviva loro per continuare ad essere benedetti.

Il motivo di ciò è perché Dio è la fonte di ogni bene che esiste. Quindi l'uomo, per poter essere benedetto, deve sempre ricordare che egli è la creatura, e Dio è il Creatore. Deve ricordare che dipende da Dio per tutto. Questo comandamento aiutava l'uomo a ricordare che dipendeva totalmente da Dio. Solo così poteva continuare ad essere benedetto. Solo quando l'uomo ricorda che dipende da Dio, e cammina in ubbidienza, adorando Dio, può essere benedetto.

Perché Peccarono

Alla luce di questo, come mai Adamo ed Eva scelsero di peccare, nonostante quanto fossero benedetti? Consideriamo come Satana, tramite il serpente, tentò la donna, e poi ciò che lei fece, e per ultimo ciò che Adamo fece. Troviamo questi avvenimenti in Genesi 3. Le nostre tentazioni sono simili alle loro. Quindi, prego che possiamo imparare dal loro brutto esempio, per evitare i loro peccati.

La Tattica del Serpente

Leggiamo insieme Genesi 3:1-7, e poi, consideriamo la tattica del serpente, e come Adamo ed Eva scelsero di non seguire Dio. Il serpente era un vero serpente, che Satana usava per parlare con Eva. Leggo:

“1 Ora il serpente era il più astuto di tutte le fiere dei campi che l’Eterno DIO aveva fatto, e disse alla donna: "Ha DIO veramente detto: "Non mangiate di tutti gli alberi del giardino?". 2 E la donna rispose al serpente: "Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete". 4 Allora il serpente disse alla donna: "voi non morrete affatto; 5 ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male". 6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò. 7 Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; cosi cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi.” (Genesi 3:1-7).

Ricordate che Dio aveva dato dominio all'uomo su tutti gli animali? Allora, già il fatto che la donna avesse dato ascolto al serpente andava contro ciò che Dio aveva stabilito. Adamo ed Eva non avrebbero dovuto lasciare a questo serpente il ruolo di influenzare i loro pensieri. Avrebbero dovuto loro dominare sul serpente. E quindi, il primo sbaglio di Adamo ed Eva fu quello di non esercitare il loro dominio su quel serpente. Non dovevano lasciare al serpente la possibilità di influenzarli con i suoi discorsi. Spesso, nella nostra vita, ci sono persone ed influenze che non dovremmo nemmeno ascoltare.

Secondo, Dio aveva stabilito che l'uomo fosse il capo della donna. La donna era stata creata come aiuto conveniente all'uomo. Avevano ruoli diversi. Adamo avrebbe dovuto proteggere la donna, e lei avrebbe dovuto non decidere per conto suo, senza parlarne con Adamo. Inoltre, Adamo non avrebbe dovuto dare ascolto ad Eva, quando lei gli parlò di disubbidire a Dio. Leggo Genesi 3:17, che è il rimprovero che Dio diede ad Adamo:

“Poi disse ad Adamo: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare," il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita.” (Genesi 3:17 LND)

Notate che Dio condannò Adamo perché aveva dato ascolto alla voce di sua moglie. Fu la donna ad essere sedotta dal serpente, non Adamo. Satana rovesciò l'ordine stabilito da Dio, andando direttamente dalla donna. Eva, dandogli ascolto, fu sedotta, come leggiamo in 2Corinzi 11:3,4, dove Paolo stava parlando della sua preoccupazione per i credenti, perché non camminavano bene. Notate che menziona che fu Eva ad essere sedotta. Ve lo leggo:

“3 Ma io temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così talora le vostre menti non siano corrotte e sviate dalla semplicità che si deve avere riguardo a Cristo.” (2Corinzi 11:3-4 LND)

Leggendo poi 1Timoteo 2, troviamo una chiara dichiarazione che è stata solamente la donna ad essere sedotta. Leggo 1Timoteo 2:14,15.

“14 E non fu Adamo ad essere sedotto ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione. 15 Tuttavia essa sarà salvata partorendo figli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia.” (1Timoteo 2:14-15 LND).

Capire la caduta di Eva, e poi quella di Adamo, ci aiuta ad evitare di cadere nel peccato.

È importante capire che Dio ha creato l'uomo e la donna con ruoli diversi. Quando non viviamo nel ruolo che Dio ci ha assegnato, Satana può più facilmente ingannarci e sedurci spiritualmente.

Analizziamo i due modi in cui Adamo ed Eva lasciarono i loro ruoli. Prima di tutto, come abbiamo visto, non vivevano il ruolo di avere dominio su tutti gli animali. Eva non avrebbe dovuto dare alcun ascolto al serpente.

Poi, Adamo doveva guidare e proteggere Eva dagli inganni. Adamo non adempì al suo ruolo, e nemmeno Eva scelse di considerare Adamo come il suo capo. E così facendo, Eva fu sedotta dal serpente.

La salvezza di cui si parla in 1Timoteo 2:14-15, quando dichiara che la donna sarà salvato partorendo figli, non è la salvezza dai peccati. E non esclude quelle donne che non si sposano o che non possono avere figli. Piuttosto, l'apostolo Paolo sta parlando del peccato della donna di aver lasciato il suo ruolo, e che così facendo fu sedotta da Satana, ma che sarà salvata tornando a vivere nel ruolo che Dio ha stabilito per lei. In altre parole, sarà salvata camminando per fede in Dio.

Come abbiamo visto, Dio condanna Adamo proprio perché aveva dato ascolto a sua moglie, quando piuttosto avrebbe dovuto guidarla e proteggerla dalla tentazione.

Quindi, una lezione importantissima per noi qua è che quando non camminiamo nel ruolo che Dio ci ha dato, Satana utilizzerà questa nostra disubbidienza per tentarci in qualcosa, una tentazione che avremmo potuto evitare se fossimo rimasti nei ruoli assegnatici da Dio.

Vediamo un esempio di questo nel re Davide. Egli, essendo re e capo dell'esercito, aveva il ruolo di uscire in battaglia, ma sappiamo bene che una volta scelse di rimanere a Gerusalemme, e in quel momento non stava vivendo il ruolo che Dio gli aveva dato.

A quel punto, Davide si trovò nel luogo dove non doveva essere, e quindi, fu tentato con una tentazione che non avrebbe dovuto nemmeno affrontare.

Quindi, ricordate che quando non viviamo i ruolo che Dio ci ha dato, ci mettiamo in situazioni che non avremmo dovuto nemmeno affrontare. Se Adamo avesse esercitato il suo dominio sul serpente, e se avesse dato la guida ad Eva, essi non avrebbero peccato. Quanto è importante vivere i ruoli che Dio ci ha dato!

Notate anche che all'inizio, la tentazione di Satana era molto subdola e indiretta. Ha chiesto solamente se fosse vero che Dio aveva vietato di mangiare di tutti gli alberi del giardino. Eva avrebbe dovuto rifiutare di discutere con lui. Il fatto stesso che gli rispose era già sbagliato. Entrare così in un dialogo con il serpente, giustificando il comandamento di Dio, era già sbagliato. Non serviva spiegare al serpente che Dio aveva avvertito che sarebbero morti se avessero mangiato da quell'albero. Visto che Eva ormai stava dialogando con il serpente, a quel punto, il serpente ardiva contraddire Dio direttamente. Leggo di nuovo i versetti 3 e 4. Eva sta parlando:

“3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete". 4 Allora il serpente disse alla donna: "voi non morrete affatto;” (Genesi 3:3-4 LND)

Se il serpente avesse iniziato con una dichiarazione così contraria a ciò che Dio aveva detto, è molto probabile che Eva non sarebbe stata sedotta. E perciò, lui iniziò con commenti molto meno forti, in modo da poter avere più accesso al cuore di lei.

C'è una lezione molto importante per noi. Se noi compromettiamo in piccoli passi, apriamo la porta a grandi cadute. Se invece noi stiamo in guardia nelle piccole cose, questa nostra prudenza sarà un'immensa protezione contro le grandi tentazioni. Tornando all'esempio di Davide, se egli avesse combattuto contro la piccola tentazione della pigrizia, e se così facendo fosse andato in guerra, non avrebbe dovuto nemmeno affrontare la grande tentazione della donna.

Perciò incoraggio ciascuno di noi a riconoscere ogni tipo di peccato, e a rinunciare subito alla minima tentazione che ci allontana da Dio, o che ci tenta ad essere influenzati anche minimamente da chi non segue Dio.

La Scelta

Comunque, visto che Adamo ed Eva non stavano adempiendo ai ruoli che Dio aveva dato loro, Eva sentì questa dichiarazione falsa da parte del serpente. Notate attentamente il contenuto della dichiarazione del serpente. Leggo di nuovo i versetti 4 e 5:

“4 Allora il serpente disse alla donna: "voi non morrete affatto; 5 ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male".” (Genesi 3:4-5 LND)

Il serpente parla contro Dio. Prima di tutto, dichiara direttamente che Dio stavo mentendo, dicendo che non sarebbero morti. Facendo così, dichiarava che Dio era un bugiardo. Già Eva non avrebbe dovuto ascoltare il serpente, ma una dichiarazione così avrebbe dovuto spingere Eva subito a rifiutare tutto ciò che il serpente diceva. Invece, Eva cominciò a dare spazio nella sua mente alle parole che il serpente aveva detto, al punto che cominciò a credergli.

Il serpente, dopo aver negato ciò che Dio aveva detto della morte, dichiarò che il motivo per cui Dio aveva detto che sarebbero morti era perché Dio sapeva che mangiando il frutto, sarebbero diventati come Dio, ovvero sarebbero diventati divini. Dicendo questo, il serpente implicava che Dio era geloso di loro, e non voleva dare loro le benedizioni migliori. Quindi, il serpente stava mettendo Dio in una brutta luce, e stava dichiarando il contrario di ciò che Dio aveva detto.

Dobbiamo capire che a questo punto, la donna aveva una scelta importantissima da fare. Poco dopo, Adamo ebbe la stessa scelta. Dovevano scegliere se credere a Dio, a ciò che Dio aveva dichiarato chiaramente a loro, oppure non credere a Dio, per credere piuttosto alla tentazione, in questo caso al serpente. Era una semplice scelta, o si crede a Dio o non si crede a Dio. In base a quella si pecca o non si pecca.

Dio e il serpente avevano detto cose contrarie. A chi dovevano credere Adamo ed Eva? I versetti 6 e 7 ci raccontano ciò che Adamo ed Eva fecero.

“6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò. 7 Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; cosi cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi.” (Genesi 3:6-7 LND)

Effettivamente, la donna scelse di credere che il serpente avesse detto la verità, e quindi che Dio avesse detto una menzogna. Infatti, il fatto che lei guardasse l'albero con desiderio, vedendolo buono da mangiare, e piacevole agli occhi, e desiderabile per rendere uno intelligente, dimostra che nel suo cuore aveva già scelto di non credere a Dio. Infatti, se Eva avesse creduto a Dio, non sarebbe stata tentata dall'albero. Non avrebbe visto il suo frutto come desiderabile. Avrebbe pensato alle benedizioni che già aveva, e avrebbe visto l'albero come un pericolo da evitare.

Dopo che lei ebbe mangiato del frutto, parlò con Adamo, e gli diede del frutto, e anche egli ne mangiò. Probabilmente, Eva raccontò ad Adamo ciò che il serpente aveva detto. E perciò anche Adamo scelse di non credere a ciò che Dio aveva dichiarato a lui.

È importante che capiamo che noi pecchiamo quando scegliamo di non credere a Dio! Non credere a Dio apre la porta ad ogni altro tipo di peccato.

L'Importanza di Credere a Dio

In un certo senso, la cosa più importante della vita è di credere a quello che Dio dichiara. *Se noi non crediamo alle parole di Dio, è impossibile camminare in comunione con Dio, ed è impossibile vincere il peccato. Invece, se noi crediamo con tutto cuore a ciò che Dio dichiara, allora possiamo superare qualunque tentazione.

Quindi, ognuno di noi deve scegliere ogni giorno, in ogni situazione, se credere o no a Dio.

Fratelli e sorelle, è stoltezza non credere a Dio, perché tutto ciò che Dio dichiara è perfetto e giusto. Non c'è verità al di fuori di Dio. Se non viene da Dio, è una menzogna. La Parola di Dio, chiamata anche la legge di Dio, ci dà vita, ci mostra Cristo, ed è la luce.

Leggo alcuni versetti che parlano del valore della Parola di Dio. Inizio con il Salmo 19:7

“La legge dell’Eterno è perfetta, essa ristora l’anima; la testimonianza dell’Eterno è verace e rende savio il semplice.” (Salmo 19:7 LND).

Dobbiamo credere assolutamente alla Parola di Dio perché è perfetta, e ci porta immensi benefici, come per esempio ci ristorar l'anima e ci rende savi. Non credere di cuore alla Parola di Dio ci rende degli stolti. Credere, e quindi ubbidire, alla Parola, ci rende veramente saggi.

Ora leggo il Salmo 119:9,11.

“Come può un giovane rendere la sua via pura? Custodendola con la tua parola.” (Salmo 119:9 LND)
“Ho conservato la tua parola nel mio cuore, per non peccare contro di te.” (Salmo 119:11 LND)

Credere alla Parola di Dio, e perciò ubbidire a ciò che dichiara, è l'unico modo per non peccare contro Dio. È proprio credere alla Parola con tutto il nostro cuore che ci fa evitare il peccato. La Parola di Dio ci dà vera intelligenza per farci evitare ogni via di falsità, ovvero ogni peccato. Il serpente aveva presentato una via falsa ad Eva, e lei ed Adamo hanno creduto alla falsità, perché non hanno creduto alla Parola di Dio.

Guardiamo ad alcuni versetti nel Nuovo Testamento che ci aiutano di nuovo a considerare quanto è importante credere e vivere secondo le parole di Dio. Leggo le parole di Gesù Cristo, in Giovanni 8:31,51.

“Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: "Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;” (Giovanni 8:31 LND)
“In verità, in verità vi dico che, se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte in eterno,"” (Giovanni 8:51 LND)

Dimorare nella Parola di Gesù Cristo vuol dire non solo crederla intellettualmente, ma crederla al punto di dimorare in quelle verità. In altre parole dimorare nella parola di Gesù Cristo vuol dire osservare la sua parola, sapendo che è la verità. Vivere così dimostra vera fede, e la fede porta alla vita eterna, ovvero, a non vedere mai la morte.

Gesù fa altre dichiarazioni importanti in Giovanni 12:48. Ve lo leggo:

“Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunziata sarà quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno.” (Giovanni 12:48 LND)

Se non crediamo di cuore alle parole di Dio, saremo giudicati per quella disubbidienza. Credere veramente alla Parola di Dio dà la salvezza, non credere ci porta alla condanna eterna.

Credere alla Parola di Dio va molto oltre al solo credere intellettualmente. Il vero credere porta ad osservare attentamente quella parola. Gesù ne parla in Giovanni 14:23,24. Ve lo leggo:

“23 Gesù rispose e gli disse: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.” (Giovanni 14:23-24 LND).

Notate che le parole di Gesù sono le parole del Padre. Non c'è differenza, perché Gesù è Dio. Il vero amore per Dio è di osservare le parole di Cristo. Chi non osserva le parole di Cristo non ama Dio. Non esiste un amore per Dio se non quello legato ad un'ubbidienza alla Parola di Dio.

In Giovanni 17, Gesù sta pregando al Padre prima di andare alla croce. Prega molto per quelli che credevano in lui. Chiede al Padre di santificarli. La santificazione origina dalla Parola, perché la Parola di Dio è la verità. Leggo Giovanni 17:17. Notate ciò che Gesù dichiara per quanto riguarda la Parola.

“Santificali nella tua verità, la tua parola è verità,” (Giovanni 17:17 LND)

La Parola ci porta alla salvezza, e la Parola ci santifica. Quanto è importante che crediamo a tutta la Parola di Dio.

Credere veramente alla Parola di Dio, che si descrive anche dicendo “dimorare nella Parola”, ci libera dalla schiavitù del peccato. Gesù parla di questa libertà in Giovanni 8:31, 32. Ve lo leggo:

“31 Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: "Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi".” (Giovanni 8:31-32 LND)

L'unico modo per essere veramente liberi è di credere veramente alla Parola di Dio, e dimorare in quella Parola. Questo rende un vero discepolo, ovvero, veramente salvato. Tu stai dimorando veramente nella Parola di Dio in ogni campo della vita?

Efesini 5:26 è un'altra dichiarazione utile. L'apostolo Paolo sta insegnando il ruolo del marito. Notiamo che paragona il marito a Cristo, e spiega che Gesù santifica la Chiesa, e che usa la Parola per santificarla. Leggo Efesini 5:25-27.

“25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26 per santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo della parola, 27 per far comparire davanti a sé una chiesa gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile.” (Efesini 5:25-27 LND)

Ciò che voglio notare particolarmente è che Cristo usa la Parola per santificare la Chiesa, ovvero l'insieme dei credenti. Quindi, crede di cuore alla Parola ci salva, e credere di cuore alla Parola ci santifica. Tu stai veramente credendo a tutto ciò che Dio dichiara?

Applichiamo Questo

Consideriamo come possiamo applicare queste verità alla vita. Prima di tutto, per credere alla Parola di Dio, a ciò che Dio dichiara, dobbiamo conoscerla. Quindi, come credenti, è estremamente importante che siamo un popolo della Parola. Dobbiamo conoscere bene la Parola per poterla credere e seguire. Perciò, dobbiamo impegnarci a conoscere la Parola secondo verità. Dobbiamo impegnarci a capire come si applica la Parola di Dio ad ogni situazione e decisione della giornata, da come parliamo, a cosa pensiamo, a come ci vestiamo, a come spendiamo il nostro tempo e i nostri soldi. Grazie a Dio, i principi della Bibbia ci guidano in ogni campo della vita. E quindi, dobbiamo studiare la Parola, per sapere qual è la volontà di Dio in tutto.

Però, conoscere la Parola non è sufficiente. Dobbiamo anche credere alla Parola. Non basta credere intellettualmente. Dobbiamo credere con tutto il nostro cuore, dobbiamo riconoscere che è l'unica via, dobbiamo credere nel senso di dimorare nella Parola, che vuol dire, ubbidire alla Parola.

In ogni decisione, dobbiamo imparare a riconoscere la voce del peccato, che ci tenta a non credere a Dio. Dobbiamo credere che la via di Dio è l'unica via giusta.

Ci sono mille esempi di questo principio. Per esempio, quando una situazione mi è difficile, e nella carne ho voglia di lamentarmi, devo scegliere: credo alla mia carne che sfogarmi lamentandomi ne vale la pena, oppure, credo a Dio, che lamentarmi è un peccato, e quindi, il bene che la carne mi promette è una menzogna?

Forse sono spesso in ritardo. La Bibbia mi insegna ad onorare gli altri, e essendo in ritardo, non sto onorando gli altri. Sto dando spazio alla mia carne. Credere a Dio mi spinge a prendere l'impegno necessario per cambiare abitudini. Credere alla carne mi convince che non sia necessario. A chi crederò?

Forse mi vengono pensieri che un ruolo che Dio mi ha dato sia pesante e non mi porta del bene. Se sono uomo, forse non sembra giusto che io devo amare mia moglie come Cristo ama la chiesa, sacrificandomi per lei. Per una donna, potrebbe non sembrare giusto dover sottomettersi al marito. Forse una donna vorrebbe avere più un ruolo di guida. Forse un figlio non si sente di ubbidire ai suoi genitori. Forse un cittadino non si sente di pagare tutte le tasse, o di pagare l'IVA quando sarebbe possibile non pagarla.

In tutti questi casi, una voce nella testa ci dice che la Parola di Dio non sia la via giusta. Ci dice che staremo meglio se andassimo contro ciò che Dio ha dichiarato.

In ogni situazione, dobbiamo scegliere di credere a Dio, e così, scacciare i pensieri falsi che ci arrivano in testa.

Dobbiamo confrontare ogni nostro pensiero con le chiare verità di Dio, e rifiutare tutto ciò che non è da Dio.

Dobbiamo umiliarci, e credere a ciò che Dio dichiara, e vivere pienamente i ruoli che Dio ci ha dato. Sennò, cadremo in tante tentazioni inutili.

Dobbiamo valutare ogni nostro ragionamento secondo le verità della Parola di Dio. Solo perché abbiamo sempre pensato così non vuol dire che è da Dio. Dobbiamo confrontare i nostri pensieri con Dio. Spesso, è utile avere altri credenti che possono aiutarci.

Scegliamo di credere a Dio, in tutto, giorno per giorno. Così, potremo godere la più grande benedizione fra tutte, comunione con Dio!

Preghiamo.

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