un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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La conferma che il SIGNORE opererà
Esodo 7:1-13

filename: 02-07-a.b03 di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - Sermone 10 su Esodo, di Marco deFelice, per 23 febbraio, 2003

Oggi, vogliamo continuare lo studio del libro di Esodo. Nell’ultimo sermone, che era su Esodo 6, abbiamo visto che Dio diede a Mosè istruzioni su ciò che doveva dire al faraone e ai figli d’Israele. Dio ricordò a Mosè che Egli era il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, e che stava per operare in base al patto che aveva stabilito con loro. Però, quando Mosè andò dai figli d’Israele, essi erano talmente abbattuti dalle loro sofferenze che non gli diedero ascolto. Perciò, Mosè si scoraggiò nuovamente, e cercava di non andare dal faraone. A quel punto, Dio non cercò più di convincerlo. Bastava il comandamento del Signore.

Oggi, vogliamo continuare lo studio degli avvenimenti di Esodo, considerando il capitolo 7, in cui Mosè smette di lamentarsi, e si mette ad ubbidire al Signore.

Ora che Mosè ha smesso di lamentarsi, e si è arreso al Signore, il SIGNORE comincia a fortificare la sua fede. In questo brano, possiamo imparare diverse qualità di Dio.

Leggiamo Esodo 7:1-7.

“1 Il SIGNORE disse a Mosè: «Vedi, io ti ho stabilito come Dio per il faraone e tuo fratello Aaronne sarà il tuo profeta. 2 Tu dirai tutto quello che ti ordinerò e tuo fratello Aaronne parlerà al faraone, perché lasci partire i figli d’Israele dal suo paese. 3 Ma io indurerò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d’Egitto. 4 Il faraone non vi darà ascolto e io metterò la mia mano sull’Egitto; farò uscire dal paese d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, i figli d’Israele, mediante grandi atti di giudizio. 5 Gli Egiziani sapranno che io sono il SIGNORE quando avrò steso la mia mano sull’Egitto e avrò fatto uscire i figli d’Israele di mezzo a loro». 6 Mosè e Aaronne fecero così; fecero come il SIGNORE aveva loro ordinato. 7 Or Mosè aveva ottant’anni e Aaronne ottantatré quando parlarono al faraone.” (Esodo 7:1-7 NRV)

il Quadro Generale

Prima di considerare i dettagli di questo brano, vogliamo cercare di capire il quadro generale. Infatti, se nella nostra lettura capiamo i dettagli ma non comprendiamo il quadro generale, mancheremo molto del cibo spirituale che Dio ha per noi, e rischiamo di cadere nell’errore. Quindi, è molto importante capire il quadro generale.

In questi pochi versetti, Dio ricorda a Mosè ciò che sta per fare, dichiarandogli: tu Mosè dirai al faraone quello che ti ho detto, io indurerò il suo cuore, egli non ti darà ascolto, io manderò i miei giudizi sull’Egitto, io farò uscire il mio popolo, e poi, gli Egiziani sapranno che io sono il SIGNORE.

Questo è il quadro generale di ciò che sta per accadere. Dio aveva deciso di glorificarsi in mezzo agli Egiziani. Stava per manifestarsi a loro, per mostrare la sua identità come Iddio Sovrano. Ricordate qual era la domanda del faraone la prima volta che Mosè gli si era presentato? Il faraone aveva chiesto: chi è il Signore che io debba ubbidire alla sua voce? Il faraone voleva sapere chi è il SIGNORE, e tramite le piaghe, ovvero i giudizi di Dio, il SIGNORE stava per mostrargli la sua identità! Ci sono due modi di conoscere il Signore: o tramite la fede, oppure tramite il giudizio. Ogni persona seguirà o l’una o l’altra di queste due vie. Beato chi conosce il Signore per mezzo della fede anziché del giudizio.

C’è un punto importante da notare qui. Il Signore avrebbe potuto semplicemente cambiare il cuore del faraone, in modo tale che egli avrebbe lasciato andare subito gli Ebrei. Il SIGNORE ha fatto così secoli dopo con il re Ciro, alla fine dell’Esilio in Babilonia. Ma qui non lo fece, perché nel suo piano perfetto, voleva manifestare la sua potenza e sovranità al mondo. Tutto quello che Dio fa è perfetto.

C’è un’altra verità da notare per capire meglio il disegno di Dio. Gli avvenimenti dell’Esodo riguardano una guerra, ma non è una guerra fra Mosè e il faraone. Non è fra gli Egiziani e gli Ebrei. Questa guerra è una guerra fra Dio e il faraone, che rappresentava simbolicamente le forze del male. Mosè è un semplice soldato in questa guerra. È Dio che lotta. Quanto è importante che noi ricordiamo che il nostro combattimento non è contro carne e sangue, ma è contro le forze di Satana. Non combattiamo con la nostra forza, ma combattiamo nella forza del Signore, perciò, siamo sicuri in Lui.

Voglio notare un’altra verità prima di considerare i dettagli di questo brano. Il compito di Mosè era semplicemente di parlare e agire come Dio gli aveva comandato. NON era sua responsabilità convincere il faraone. Mosè non era responsabile per la vittoria. Era doveva solamente compiere la sua missione. Il Signore stesso stava per dare la vittoria.

Questo principio è vero anche per noi. La nostra responsabilità non è di vincere le battaglie. Siamo chiamati a combattere, nel modo che il SIGNORE ci comanda, nella sua forza. Sarà LUI a darci le vittorie.

Ora, tendendo in mente questi princìpi che riguardano il quadro generale, consideriamo alcuni dei dettagli di questi versetti.

Alcuni dettagli da notare

Notiamo prima di tutto che il Signore annuncia a Mosè per grandi linee quello che Egli farà.

Al v.1 dichiara: “Ti ho stabilito come dio per il faraone”. Dio stava stabilendo Mosè in una posizione di autorità sul faraone. Chiaramente, Mosè, essendo un uomo vecchio, senza potere umano, senza un esercito, non aveva alcun modo di esercitare autorità sul faraone per conto suo. Perciò, questa posizione di autorità era una dimostrazione del controllo sovrano del SIGNORE!

Al v.2 dichiara che Mosè dovrà dire al faraone tutto quello che Dio gli ordina. In altre parole, il contenuto di tutto quello che Mosè deve dire verrà da Dio. Mosè non deve esprimere le sue idee, deve proclamare fedelmente le verità che il SIGNORE gli comanda di dire.

Quanto è importante quando noi parliamo di Dio che non diciamo la nostra, ma che siamo attenti a dire solamente quello che viene da Dio nella sua Parola. Non siamo chiamati a dire quello che pensiamo delle cose di Dio. Siamo chiamati ad annunciare fedelmente le verità di Dio, come Mosè faceva col faraone.

Poi, al v.3, il SIGNORE dichiara che indurirà il cuore del faraone. Ricordiamo che già al pruno ardente, nel deserto, il SIGNORE aveva dichiarato questo a Mosè. Fu una scelta divina di Dio quella di indurire il cuore del faraone. Al tempo stesso, il faraone rimaneva pienamente responsabile per il suo peccato. Questa è uno di quelle verità che la Bibbia dichiara, senza spiegarla a fondo. Come possiamo mettere insieme queste due verità? Dio non ci spiega tutto. Le sue vie non sono le nostre vie, e i suoi pensieri non sono i nostri pensieri. Basta sapere che era nel piano di Dio che Egli indurisse il cuore del faraone. Ciò avvenne perché nel piano di Dio, era necessario che il faraone rifiutasse di lasciar andare gli Ebrei; in tal modo, Dio poi mandò i suoi giudizi sugli Egiziani, e manifestò il suo potere e la sua completa autorità. Dio è giusto e perfetto in tutto quello che fa!

Il SIGNORE dichiara inoltre a Mosè che farà uscire il suo popolo tramite grandi atti di giudizio. Voglio considerare questa dichiarazione. Le piaghe erano atti di giudizio sugli Egiziani. Erano punizioni per la loro durezza di cuore e il loro rifiuto di sottomettersi totalmente a Dio. Amici, quando consideriamo quanto erano terribili le piaghe, e poi ricordiamo che il giudizio eterno sarà molto, molto peggio, possiamo conoscere meglio la persona di Dio. Il SIGNORE è un Dio santo e puro, che odia ogni peccato. Il suo giudizio contro il peccato è molto severo. Tante persone immaginano un Dio che è troppo buono per punire i peccatori. Hanno bisogno di capire che il Dio che mandò le piaghe sull’Egitto, è il Dio che ha riservato il mondo per il giudizio eterno. Il giudizio alla fine del mondo sarà terribile, così come fu terribile il giudizio sull’Egitto al tempo di Mosè. Solo che il giudizio alla fine del mondo porterà ad una punizione eterna, senza fine.

Notiamo anche il v.5, in cui Dio dichiara uno degli scopi principali della sua scelta di liberare gli Ebrei. Leggiamo.

“Gli Egiziani sapranno che io sono il SIGNORE quando avrò steso la mia mano sull’Egitto e avrò fatto uscire i figli d’Israele di mezzo a loro».” (Esodo 7:5 NRV)

Lo scopo di Dio era che gli Egiziani sapessero che Egli è il SIGNORE. Come ogni altro aspetto del piano di Dio, il suo scopo è stato adempiuto perfettamente. Quando gli Ebrei uscirono dall’Egitto, gli Egiziani sapevano molto bene che il Dio d’Israele è il SIGNORE dell’universo. Dio porta sempre a compimento ogni suo piano.

Riguardo a questo, in Efesini 1:11 leggiamo

11 In lui (Cristo) siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà,” (Efesini 1:10-11 NRV)

Notiamo quell’ultima frase: Dio compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà. Ogni cosa che Dio intende fare, Dio la fa, perfettamente. Nulla e nessuno riesce mai ad ostacolare Dio dal compiere tutto quello che vuole.

Quindi, quando in questo incontro Dio dichiara a Mosè quello che farà, è una cosa assolutamente certa, e succederà esattamente come Dio dichiara.

Vorrei fermarmi qua per considerare l’importanza di questa verità per noi. La chiave della vita cristiana è vivere per fede. La Bibbia dichiara che il giusto vivrà per fede! Per avere fede in Dio, dobbiamo capire e ricordare che Dio è totalmente degno della nostra fede. Egli mantiene sempre la sua parola, e tutto ciò che Egli dichiara di fare, Egli lo farà! Per avere sempre la fede che ci serve, dobbiamo ricordare che Dio mantiene sempre la sua parola, e che nulla può ostacolarlo. Quindi, lo studio di Esodo non serve tanto per soddisfare la nostra curiosità, ma piuttosto per aiutarci a conoscere Dio di più per poter avere sempre più fede in Lui. Perciò, mentre studiamo questo libro, teniamo gli occhi aperti per conoscere meglio la persona di Dio.

Tornando ora al brano in Esodo 7, voglio leggere ancora il v.6:

“Mosè e Aaronne fecero così; fecero come il SIGNORE aveva loro ordinato.” (Esodo 7:6 NRV)

Cari amici, usando un metro umano, Dio stava mandando Mosè ed Aaronne in una missione impossibile. Noi abbiamo la Bibbia, e sappiamo come è andata ogni cosa. Loro non lo sapevano. Avevano solamente ciò che Dio gli aveva detto. Si trovavano davanti una situazione in cui la vittoria era umanamente impossibile! Per poter ubbidire, dovevano porre tutta la loro fede in Dio. Fecero così, e per questo furono usati grandemente da Dio. O che possiamo seguire l’esempio di Mosè ed Aaronne, ubbidendo al Signore in ogni cosa, come Egli ci ordina nella Sua parola, senza affidarci al nostro giudizio sulla validità del suo comandamento. Fidiamoci di Dio anziché del nostro giudizio.

Mosè ed Aaronne avevano 80 e 83 anni rispettivamente a questo punto. Ciò che potrebbe limitare un uomo, non è mai minimamente un limite per il Signore.

L’inizio dei Segni

Ora vogliamo passare ai versetti da 8 a 13. In questo brano, Dio inizia a manifestarsi al faraone, ma il cuore del faraone si indurisce, come il SIGNORE aveva detto. Leggiamo dal versetto 8.

“8 Il SIGNORE disse a Mosè e ad Aaronne: 9 «Quando il faraone vi parlerà e vi dirà: “Fate un prodigio!” tu dirai ad Aaronne: “Prendi il tuo bastone, gettalo davanti al faraone”; esso diventerà un serpente». 10 Mosè e Aaronne andarono dunque dal faraone e fecero come il SIGNORE aveva ordinato. Aaronne gettò il suo bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servitori e quello diventò un serpente. 11 Il faraone a sua volta chiamò i sapienti e gli incantatori; e i maghi d’Egitto fecero anch’essi la stessa cosa, con le loro arti occulte. 12 Ognuno di essi gettò il suo bastone e i bastoni divennero serpenti; ma il bastone d’Aaronne inghiottì i loro bastoni. 13 E il cuore del faraone si indurì: non diede ascolto a Mosè e ad Aaronne, come il SIGNORE aveva detto.” (Esodo 7:8-13 NRV)

Nel primo incontro fra Mosè e il faraone, che troviamo descritto nel capitolo 5, Mosè aveva ordinato al faraone di lasciar andare gli Ebrei, ma non aveva fatto alcun segno, cioè alcun prodigio. Ricordiamo che lo scopo di un prodigio era dimostrare che Mosè parlava veramente da parte di Dio. Chiunque poteva presentarsi e dire di parlare in nome di Dio. Il faraone voleva una prova sia del fatto che Mosè era veramente mandato da Dio, sia che questo Dio era potente ed aveva autorità di comandare al faraone. Quindi, la richiesta del faraone era una richiesta ragionevole, e il SIGNORE era pronto a dimostrargli di essere il vero Dio dell’universo.

Aaronne, come portavoce di Mosè, getta il suo bastone a terra e quello diventa un serpente. Il faraone, dal canto suo, chiama i suoi incantatori, i maghi d’Egitto, che fanno anch’essi la stessa cosa. Allora qui, è utile conoscere un po’ di più sulla storia dell’Egitto. Nell’Egitto di allora, la magia era una parte importante della religione degli egiziani, una religione occulta che aveva legami con Satana. Essi usavano spesso i serpenti nella loro magia, ed è possibile che avessero addestrato dei serpenti ad irrigidirsi in modo da somigliare a un bastone. Però, è anche molto possibile che quello che i maghi fecero fu un vero prodigio, compiuto mediante il potere di Satana. La Bibbia ci insegna che Dio permette a Satana di dare ai suoi seguaci il potere di compiere certi prodigi.

2 Corinzi ci ricorda che Satana ha i suoi operai:

“13 Quei tali sono falsi apostoli, operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. 14 Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. 15 Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere.” (2 Corinzi 11:13-15 NRV)

In Deuteronomio, Dio annuncia ad Israele che ci saranno coloro che faranno veri prodigi, però, il loro messaggio sarà falso:

“1 Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti annunzia un segno o un prodigio, 2 e il segno o il prodigio di cui ti avrà parlato si compie, ed egli ti dice: «Andiamo dietro a dèi stranieri, che tu non hai mai conosciuto, e serviamoli», 3 (13-4) tu non darai retta alle parole di quel profeta o di quel sognatore, perché il SIGNORE, il vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate il SIGNORE, il vostro Dio, con tutto il vostro cuore e con tutta l’anima vostra.” (Deuteronomio 13:1-3 NRV)

Poi, in 2 Tessalonicesi, vediamo che Dio permette a Satana di compiere prodigi, con lo scopo di portare giudizio sugli increduli.

“8 E allora sarà manifestato l’empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della sua venuta. 9 La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, 10 con ogni tipo d’inganno e d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amore della verità per essere salvati. 11 Perciò Dio manda loro una potenza d’errore perché credano alla menzogna; 12 affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità ma si sono compiaciuti nell’iniquità, siano giudicati.” (2 Tessalonicesi 2:8-12 NRV)

Quindi, o per inganno, o per il potere di Satana, questi maghi riuscirono a far diventare anche i loro bastoni serpenti, imitando così il miracolo di Mosè ed Aaronne. Però, il serpente di Aaronne inghiottì i loro serpenti. Dio stava mostrando di essere superiore a tutti i falsi dèi dell’Egitto.

Nonostante questa chiara manifestazione del potere di Dio, il cuore del faraone si indurì, ed egli non diede ascolto a Mosè. In altre parole, non si umiliò davanti a Dio.

Amici, qua vediamo per la prima volta quello che vedremo volta dopo volta in questo libro. Il motivo per cui il faraone non ascoltò il Signore non fu la mancanza di prove certe. Già questo prodigio era una prova chiara, non serviva altro. Ciò che ostacolava il faraone non era una mancanza di prove, bensì un cuore duro. Quante volte, quando stiamo cercando di parlare agli altri del Vangelo, essi non vogliono credere. Il problema solitamente non è una mancanza di prove, quanto un cuore duro. Però, può succedere così anche a noi, quando non ubbidiamo a Dio. In quelle occasioni, il problema non è mancanza di comprensione su ciò che dobbiamo fare, quanto un cuore duro in noi. O che possiamo odiare ogni nostro peccato, e camminare in umiltà davanti al nostro Dio! Non seguiamo l’esempio del faraone.

le dieci piaghe

Ora, arriviamo alla prima delle dieci piaghe. Tante persone che non hanno mai letto la Bibbia sanno qualcosa delle dieci piaghe, perché ci sono stati vari film sull’Esodo. Però, non capiscono il senso più profondo. La mia preghiera è che possiamo conoscere meglio il nostro Dio tramite una considerazione attenta di quelle piaghe.

Prima di tutto, possiamo capire meglio le piaghe se notiamo che esse si sono verificate in tre gruppi di tre, con poi il decimo, la morte del primogenito, fu una piaga a parte. Nel primo gruppo di tre piaghe, tutto l’Egitto fu colpito, compreso il luogo dove vivevano gli Ebrei. Però, nel secondo e nel terzo gruppo di tre piaghe, la terra di Goscen, che era la zona dove abitavano gli Ebrei, non fu colpita, mostrando una chiara distinzione fra il popolo di Dio e gli Egiziani.

Ogni gruppo fu peggiore di quello precedente. Dio iniziava in modo meno pesante, in modo che se gli Egiziani si fossero ravveduti, avrebbero sofferto meno. Ogni gruppo di piaghe inizia con Mosè che va ad incontrare il faraone al mattino. In ogni gruppo, c’è un avvertimento prima della venuta della prima piaga del gruppo, c’è un minore avvertimento prima della seconda piaga, e non c’è alcun avvertimento prima della terza piaga.

Il fatto che Mosè annuncia esattamente come si verificheranno le piaghe, rendeva assolutamente chiaro che non si trattava di avvenimenti naturali accaduti per caso, ma era l’intervento diretto del Dio sovrano sul mondo.

Notiamo anche che queste piaghe riguardavano tutte le cose in cui gli Egiziani credevano che i loro vari dèi fossero sovrani. Facendo così, il SIGNORE mostrava di essere superiore a tutti i loro dèi.

Ricordiamo infine che lo scopo delle piaghe era di rispondere alla domanda del faraone a Mosè: Chi è il SIGNORE che io debba ubbidire a Lui? Le piaghe mostravano in modo inequivocabile che il SIGNORE d’Israele è il SIGNORE di tutto!

Conclusione

Siamo arrivati alla fine di questo capitolo. Facciamo un riassunto delle verità che Dio ci mostra qui.

All’inizio del capitolo, Dio spiega per grandi linee a Mosè quello che sta per fare. Sapere in anticipo come andranno le cose fortifica molto la fede. Era importante per Mosè tenere bene a mente quello che il SIGNORE gli aveva spiegato.

Oggi, tramite la Bibbia, Dio spiega a noi per grandi linee come andranno le cose. Ci spiega che se siamo come veri figli di Dio, ci saranno persecuzioni, prove, e difficoltà. Spiega che il mondo ci odierà, perché esso odia Cristo. Però spiega anche che Dio non permetterà che siamo provati oltre le nostre forze, e spiega che Dio non ci lascerà e non ci abbandonerà. Spiega che alla fine, avremo la vittoria eterna in Cristo Gesù, che verrà per giudicare il mondo e accogliere i suoi. Abbiamo un’eredità eterna, riservata per noi in cielo.

Come Mosè, anche noi abbiamo bisogno di tenere in mente quello che Dio ci ha già spiegato. Questo fortificherà la nostra fede.

Non sempre quello che Dio ci comanda di fare sembrerà portare risultati evidenti a nostro parere. Come Mosè, la cosa importante è camminare per fede, e quindi, ubbidire a Dio in tutto, anche se non comprendiamo come andranno le cose. Andranno nel modo giusto, perché le vie del Signore sono perfette.

Infine, ricordiamo che quando parliamo delle cose di Dio, dobbiamo seguire l’esempio di Mosè, e dire fedelmente quello che Dio ci dichiara nella sua parola.

Grazie a Dio per questo libro, perché tramite esso, possiamo conoscere meglio Dio, e conosciamo meglio come vivere come suoi figli.

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