un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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La Necessità del Sangue di Cristo

Sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 9 mercoledì, 2013 --- cmd na ---
Parole chiave: salvezza, peccato, gravità del peccato, vita cristiana, sacrificio di Gesù, sangue di Gesù, Levitico, perdono.

Oggi, la stragrande maggioranza delle persone vedono Dio come un Dio molto buono, tanto buono al punto che non si offende e che è sempre disponibile per chiunque Gli chiede aiuto.

Però, la Bibbia non presenta Dio così. La Bibbia, che è quello che Dio dichiara di Se stesso, presenta Dio come un Dio che odia ogni peccato. Il peccato è sempre una gravissima offesa a Dio. Quello che spesso noi dimentichiamo è che ogni peccato è un peccato contro Dio. Il fatto che io pecco contro il mio prossimo non cambia il fatto che, prima di tutto, quel peccato è contro Dio. Questo è perché Dio è Santo ed ogni peccato va contro la Sua Santità.

Essendo ogni peccato così terribile nei confronti di Dio, ogni peccato crea una barriera fra l'uomo e Dio. Quando Dio ha creato il mondo, dichiarò ad Adamo, il primo uomo:

“16 E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: "Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai".” (Genesi 2:16-17 LND)

In altre parole, nel giorno che tu pecchi, tu morirai. Ogni peccato, che sia grande o piccolo secondo il nostro metro, porta alla vera morte, che è la separazione da Dio. Questo è il salario del peccato. Nel tribunale di Dio non ci sono due categorie di peccati, peccati mortali e peccati veniali. Tutti i peccati sono mortali, perché il salario del peccato è la morte.

Quello che è essenziale comprendere è che l'unico modo in cui possiamo essere perdonati è di avere Gesù Cristo come il nostro Salvatore, Colui che paga la nostra condanna. È impossibile ottenere perdono, se non per mezzo di Gesù Cristo solo. Certamente serve il perdono per mezzo di Cristo per essere riconciliati con Dio. Però, serve il perdono in Gesù Cristo anche per continuare ad essere accettati da Dio, cioè per continuare ad avere libero accesso a Dio. Il fatto è che, anche dopo la salvezza, continuammo a peccare, pur non facendolo come prima. Ed ogni peccato richiede il sacrificio di Cristo per essere perdonato.

Oggi, voglio guardare insieme a voi alcune verità che troviamo nel libro di Levitico e poi nel libro dei Numeri. Iniziamo con Levitico 4. In questo capitolo, tramite Mosè, Dio dà istruzioni al Suo popolo di cosa devono fare nel caso di peccati commessi per ignoranza. Cioè, in questo contesto non si parla di peccati che uno commette deliberatamente, ma che si fanno senza rendersi conto che sono peccati. Leggiamo per prima cosa il brano e poi ne farò vari commenti. Il brano che vogliamo leggere è Levitico 4. Questo capitolo parla di quattro categorie di persone: i sacerdoti, tutta l'assemblea, un capo e poi una persona qualsiasi. Quindi, questo capitolo descrive quello che dovrebbe fare ogni rango di persone del popolo di Israele per essere in comunione con Dio. Visto che il brano ripete lo stesso insegnamento più volte, per ogni categoria di persone, non lo leggeremo tutto.

Quindi, per ogni categoria di persone, Dio spiega quello che devono fare se commettono un peccato per ignoranza. Leggiamo dal versetto 1 al 12, per capire come questo capitolo spiega quello che devono fare:

“1 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 2 "Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Se uno commette peccato per ignoranza contro qualsiasi comandamento, facendo qualcosa che non dovrebbe fare, 3 se pecca il sacerdote che è stato unto, rendendo così il popolo colpevole, offra all’Eterno per il peccato commesso un torello senza difetto, come sacrificio per il peccato. 4 Porterà il torello all’ingresso della tenda di convegno davanti all’Eterno; poserà la mano sulla testa del torello e sgozzerà il torello davanti all’Eterno. 5 Poi il sacerdote che è stato unto prenderà del sangue del torello e lo porterà nella tenda di convegno; 6 il sacerdote intingerà il suo dito nel sangue e spruzzerà un po’ di quel sangue sette volte davanti all’Eterno, di fronte al velo del santuario. 7 Il sacerdote quindi metterà un po’ di quel sangue sui corni dell’altare dell’incenso profumato davanti all’Eterno, che è nella tenda di convegno; verserà il resto del sangue del torello alla base dell’altare degli olocausti, che è all’ingresso della tenda di convegno. 8 Da esso preleverà tutto il grasso del sacrificio del peccato del torello: il grasso che copre gli intestini e tutto il grasso che aderisce agli intestini, 9 i due reni e il grasso che è su di essi intorno ai lombi, ma staccherà il lobo grasso del fegato sopra i reni, 10 come si fa per il torello del sacrificio di ringraziamento; quindi il sacerdote li farà fumare sull’altare degli olocausti. 11 Ma la pelle del torello e tutta la sua carne, con la sua testa, le sue gambe, i suoi intestini e i suoi escrementi,12 l’intero torello, lo porterà fuori del campo, in un luogo puro, dove si gettano le ceneri; e lo brucerà sulla legna col fuoco; sarà bruciato dove si gettano le ceneri.” (Levitico 4:1-12 LND)

Consideriamo le verità in questo brano. Infatti, questo brano è estremamente importante per capire dei principi fondamentali della vita cristiana. Attraverso di esso comprendiamo come Dio vede il peccato.

Prima di tutto, nel versetto 1, vediamo il tipo di peccato di cui si parla in questo capitolo. Leggo ancora quel versetto:

L'Eterno parlò ancora a Mosé, dicendo: "parla ai figli di Israele è dì loro: se uno commette peccato per ignoranza contro qualsiasi comandamento, facendo qualcosa che non dovrebbe fare,". (Levitico 4:1 LND)

Notiamo, ve lo ripeto ancora, che questo capitolo parla di peccati commessi per ignoranza. Cioè, se volessimo stabilire un livello di gravità dei peccati, questi sono i peccati minori, in quanto non sono commessi volontariamente. Questi peccati sono commessi per ignoranza, cioè, la persona che li commette non sa nemmeno di peccare. Quindi, in questo contesto, non vediamo in azione un cuore malvagio perché, ripeto di nuovo, si parla di qualcuno che pecca senza nemmeno rendersi conto che sta peccando.

Notate anche che il brano parla di un peccato contro qualsiasi comandamento, qualunque cosa che uno non dovrebbe fare. In altre parole, secondo il metro di Dio, non importa quale peccato sia. Questo principio vale per un generico peccato, qualsiasi peccato esso sia. È importante capire che, per Dio, ogni peccato è una grave offesa.

Quindi, i due punti da tenere chiari nella nostra mente è che si tratta di peccati commessi per ignoranza, quindi non con cuore malvagio, e che si tratta di qualsiasi tipo di peccato, piccolo o grande che potrebbe sembrare a noi.

Tenendo questi punti in mente, consideriamo quello che questo brano dichiara. Vediamo, quindi, che, se chi pecca è un sacerdote, prima di tutto il suo peccato rende il popolo colpevole. Quello che deve fare è offrire all'Eterno, per il peccato commesso, un torello senza difetto, come sacrificio per il peccato. Il punto importante da capire è che, per un peccato commesso per ignoranza, il sacerdote deve offrire un torello come sacrificio. In altre parole, il torello doveva essere messo a morte al posto del sacerdote per poter coprire il suo peccato. Non bastava un sacrificio di un qualche cosa di inanimato per coprire la colpa. Piuttosto, serviva sangue, serviva la morte di quell'animale come pagamento per il suo peccato, nonostante che si trattasse di un peccato di ignoranza. Forse un tale sacrificio era richiesto per qualcosa che, secondo il nostro metro, sembrerebbe essere una sciocchezza, un piccolo peccato. Ma, per qualsiasi peccato, serviva un sacrificio che richiedeva la morte di un animale al posto della persona che aveva peccato.

Andando avanti in questi versetti notiamo che il sacrificio doveva essere offerto in modo specifico. Una delle verità più chiare che vediamo, leggendo la Bibbia, è che non possiamo adorare Dio in qualunque modo, secondo come a noi piace o ci sembra essere più opportuno. Piuttosto, dobbiamo adorarLo come Lui stesso stabilisce. Infatti, Dio è estremamente pignolo sul come vuole che Lo adoriamo. Infatti, Levitico è un libro che ci insegna quanto è essenziale che l'uomo adori Dio solamente ed esattamente come Dio ha stabilito. Questo era vero allora e questo è vero anche oggi.

Continuando ad esaminare Levitico 4, vediamo più o meno lo stesso insegnamento per le altre tre categorie di persone. Per esempio, dai versetti 13 al 21 leggiamo cosa bisognava fare se tutta l'assemblea di Israele commetteva un peccato per ignoranza. Leggiamo dal verso 13 al 15:

“13 Or se tutta l’assemblea d’Israele commette peccato per ignoranza e la cosa rimane nascosta agli occhi dell’assemblea, essa ha fatto qualcosa che l’Eterno ha vietato di fare e si è così resa colpevole; 14 quando il peccato commesso verrà conosciuto, l’assemblea offrirà come sacrificio per il peccato un torello e lo porterà davanti alla tenda di convegno. 15 Gli anziani dell’assemblea poseranno le loro mani sulla testa del torello davanti all’Eterno; il torello sarà quindi sgozzato davanti all’Eterno.” (Levitico 4:13-15 LND)

Anche qui si parla di un peccato commesso per ignoranza, cioè un peccato che l'assemblea commetteva senza rendersi conto di aver peccato.

Quando il peccato veniva riconosciuto come tale, nonostante il fatto che l'assemblea lo avesse commesso senza rendersi conto del fatto che esso fosse peccato, l'unico modo di togliere la colpa era quello di compiere un sacrificio di sangue. L'assemblea doveva portare un torello dinanzi a Dio e sacrificarlo. L'atto del porre le mani sulla testa del torello rappresentava un modo di identificarsi con quel torello, dichiarando simbolicamente che il torello li rappresentava e che loro avrebbero meritato la punizione e la separazione da Dio.

Quello che è importante notare anche qui è che qualsiasi peccato, anche quel peccato fatto per pura ignoranza, separa la persona da Dio, portando alla morte di quella persona, cioè alla morte eterna. Ricordate che, nella Bibbia, la morte rappresentava la separazione da Dio. Per noi spesso il peccato non è visto come una cosa tanto grave. Infatti, spesso, tendiamo a minimizzare la gravità dei nostri peccati. Ma, per Dio, ogni peccato è estremamente grave. Per un Dio santissimo, il peccato è sempre e comunque una cosa grave e separa l'uomo da Dio.

Andando avanti in questo capitolo, nei versetti che vanno dal 22 al 26, troviamo lo stesso insegnamento per quanto riguarda i capi del popolo. L'insegnamento è quasi identico, cambia solamente quale animale si doveva usare come sacrificio. Leggiamo i versetti dal 22 al 26:

“22 Se uno dei capi ha commesso peccato e ha per ignoranza fatto una delle cose che l’Eterno, il suo DIO, ha vietato di fare, e si è così reso colpevole, 23 quando egli diviene consapevole del peccato che ha commesso, porterà come sua offerta un capro, maschio, senza difetto. 24 Poserà la mano sulla testa del capro e lo scannerà nel luogo dove si scannano gli olocausti davanti all’Eterno. E’ un sacrificio per il peccato. 25 Poi il sacerdote prenderà col suo dito un po’ del sangue del sacrificio per il peccato e lo metterà sui corni dell’altare degli olocausti, e verserà il sangue del capro alla base dell’altare dell’olocausto; 26 quindi farà fumare tutto il suo grasso sull’altare, come il grasso del sacrificio di ringraziamento. Così il sacerdote farà l’espiazione per lui a motivo del suo peccato, ed esso gli sarà perdonato.” (Levitico 4:22-26 LND)

Parimenti, anche in questi versi si parla di un peccato compiuto per ignoranza. Il capo che lo commette è colpevole, nonostante il fatto che l'abbia commesso per ignoranza. Quando veniva a conoscenza del suo peccato, costui doveva offrire un capro, il quale doveva morire al suo posto. Di nuovo, il capo del popolo che aveva peccato, doveva tenere la propria mano sulla testa del capro nel momento in cui esso veniva ucciso. Facendo così, costui si identificava col capro, riconoscendo di essere colpevole davanti a Dio e riconoscendo che egli sarebbe dovuto morire per il suo peccato. Questa legge mostra all'uomo quanto ogni peccato è grave. Nulla meno della morte veniva accettata da Dio come salario per il peccato, anche per il peccato fatto in ignoranza.

I versetti che vanno dal 4:27 fino al 5:13 parlano di quello che doveva fare una qualsiasi persona della comunità se peccava per ignoranza. Non prendiamo ulteriore tempo per leggere questi brani, ma, in ogni caso, ciò che è importante è che si tratta sempre di peccati commessi per ignoranza e che ogni peccato, anche di questo tipo, richiedeva il sacrificio di un animale, animale che, simbolicamente, prendeva il posto della persona.

Perciò, quello che impariamo da questi brani è che, anche il minimo peccato, un qualsiasi peccato, pur essendo fatto per ignoranza, è così grave agli occhi di Dio che la persona che lo compie si rende colpevole per averlo commesso e merita ugualmente la separazione da Dio, ragion per cui, l'unico modo di ottenere perdono è avere qualcuno che muore al suo posto. Cari amici, ci serve un sostituto, ci serve un Salvatore!

Peccati Deliberati

Vorrei tornare a questo brano, ma per il momento voglio passare alla lettura di Numeri 15:27-31, brano in cui vediamo il comandamenti di Dio per quanto riguarda chi pecca deliberatamente. Levitico 4 parla di peccati fatti per ignoranza, i quali, nonostante il fatto che venissero commessi per ignoranza, richiedevano la morte di un animale al posto della persona che li commetteva.

Invece, in Numeri 15, si parla di peccati fatti per ignoranza, ma poi si arriva a parlare di peccati commessi deliberatamente. Leggiamo Numeri 15:27-31:

“27 Se è una sola persona a peccare per ignoranza, offra una capra di un anno come sacrificio per il peccato. 28 E il sacerdote farà l’espiazione davanti all’Eterno per la persona che ha peccato per ignoranza, quando lo ha fatto senza la dovuta conoscenza; il sacerdote farà l’espiazione per essa e il peccato le sarà perdonato. 29 Si tratti di un nativo del paese tra i figli di Israele o di uno straniero che risiede tra di voi, avrete un’unica legge per colui che pecca per ignoranza. 30 Ma la persona che commette un peccato deliberatamente, sia essa nativa del paese o straniera, oltraggia l’Eterno; quella persona sarà sterminata di mezzo al suo popolo. 31 Poiché ha disprezzato la parola dell’Eterno e ha violato il suo comandamento, quella persona dovrà essere sterminata; porterà il peso della sua iniquità".” (Numeri 15:27-31 LND)

Che differenza! Dal versetto 27 al versetto 29 si parla di peccati commessi per ignoranza e, in questi casi, serve il sacrificio di un animale. Però, per chi peccava deliberatamente, chiunque fosse, Dio stabiliva che doveva essere sterminato di mezzo al suo popolo, cioè, doveva essere messo alla morte. Il suo peccato, fatto volontariamente, contaminava a tal punto l'assemblea di Israele, il popolo di Dio, che la persona doveva essere messa a morte.

Io prego che noi valuteremo seriamente quello che abbiamo appena sentito. Prego che rifletteremo su quanto Dio odia il peccato. Prego che vedremo che il peccato per Dio è una cosa estremamente abominevole, che offende Dio, che offende la Sua Santità. E, perciò, Dio richiedeva che la persona che peccava deliberatamente fosse messa a morte, tolta dal popolo di Dio.

Non siamo più sotto la legge di Mosé, sia chiaro, e quindi quello che abbiamo letto riguardo alla messa a morte del peccatore non si applica nella società di oggi. Però, il fatto della gravità del peccato rimane.

Come possiamo essere perdonati?

Voglio incoraggiare ciascuno di voi a fermarsi e a pensare a quello che abbiamo letto. L'Antico Testamento serve per farci conoscere Dio, conoscere il cuore di Dio, conoscere il metro di Dio. Quindi, che cosa impariamo di Dio in questi due brani che abbiamo letto?

Abbiamo imparato che, per Dio, il peccato è qualcosa di estremamente grave. Il salario del peccato è la morte. Il nostro peccato non è un piccolo problema. Il nostro peccato ci separa da Dio, il che vuol dire che, quando arriveremo al giorno di giudizio, se saremo ancora coperti del nostro peccato, verremo respinti dalla presenza di Dio, allontanati da Dio, mandati nel lago di fuoco per essere tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli.

Non esiste problema in questo mondo che è minimamente paragonabile al problema del nostro peccato. E non c'è nulla che possiamo fare, di nostro, per toglierci la nostra colpa.

Dobbiamo capire che qualsiasi peccato commesso per ignoranza richiede la morte. E dobbiamo capire che ciascuno di noi ha bisogno di un Salvatore, Colui che prende la nostra colpa e la carica su di sé.

Questo Salvatore esiste ed è Gesù Cristo. Solamente Gesù può ottenere il perdono del nostro peccato. Il modo in cui lo fa, anzi, lo ha fatto, è pagando la nostra condanna per noi, con il Suo sacrificio sulla croce.

Per ricevere questo perdono, uno deve riconoscere di essere un peccatore, colpevole nei confronti di Dio. Deve ravvedersi e credere veramente in Gesù Cristo come Colui che è l'unico che lo può salvare. Deve credere che Gesù è morto sulla croce per pagare i suoi peccati e che è risorto perché Dio ha accettato il Suo sacrificio.

Quindi, Gesù Cristo, di cui quegli animali che venivano sacrificati per il peccato erano simboli, è il Salvatore. L'unico modo di essere perdonati dalla nostra colpa è se il sacrificio di Gesù conta per noi. Solamente se hai parte del sangue di Cristo puoi essere perdonato, anziché condannato al tormento eterno.

Non solo per il perdono

Credo e spero che sia chiaro a tutti che il fatto che il perdono di cui abbiamo così tanto bisogno è solamente per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo. Però, torniamo a Levitico 4 per capire che abbiamo bisogno del beneficio del sacrificio di Cristo non solo per ottenere il perdono per essere salvati, ma anche per continuare a restare in comunione con Dio. In Levitico 4, notiamo che il sangue dell'animale sacrificato non serviva solamente per pagare la colpa del peccato, ma anche per permettere al peccatore di riavere comunione con Dio. Leggiamo Levitico 4:4-7:

“4 Porterà il torello all’ingresso della tenda di convegno davanti all’Eterno; poserà la mano sulla testa del torello e sgozzerà il torello davanti all’Eterno. 5 Poi il sacerdote che è stato unto prenderà del sangue del torello e lo porterà nella tenda di convegno; 6 il sacerdote intingerà il suo dito nel sangue e spruzzerà un po’ di quel sangue 7 volte davanti all’Eterno, di fronte al velo del santuario. 7 Il sacerdote quindi metterà un po’ di quel sangue sui corni dell’altare dell’incenso profumato davanti all’Eterno, che è nella tenda di convegno; verserà il resto del sangue del torello alla base dell’altare degli olocausti, che è all’ingresso della tenda di convegno.” (Levitico 4:4-7 LND)

Notate specificamente il versetto 7. Nei primi versetti, il sangue serviva per togliere il peccato della persona in senso simbolico, in quanto rappresenta il sangue di Gesù che toglie veramente il peccato. Però notate, nel versetto 7, che il sangue serviva anche per qualcos'altro. Notate, cioè, che il sacerdote doveva mettere un po' di quel sangue sui corni dell'altare di incenso profumato davanti all' Eterno. Non si sacrificavano mai degli animali su quell'altare, in quanto quell'altare serviva per bruciare l'incenso che saliva a Dio come odore soave. Quell'altare dove veniva bruciato l'incenso è un simbolo che rappresenta le preghiere e le lodi dei credenti a Dio.

Allora, visto che quell'altare non serviva per sacrificare animali, perché era necessario versare su di esso il sangue dei sacrifici fatti per i peccati?

Era necessario perché noi siamo tutti contaminati dai nostri peccati. Tutto quello che offriamo a Dio è contaminato dal nostro peccato. Perciò, le nostre preghiere sono contaminate, la nostra adorazione è contaminata e le nostre buone opere sono contaminate. Tutte queste cose, essendo contaminate, non potrebbero mai essere accettate da Dio per merito nostro. Perché ciò avvenga, esse devono essere prima purificate con il sangue di Cristo.

Dobbiamo capire questa verità perché essa è veramente importante. Il nostro peccato rende contaminato quello che facciamo per Dio. Ci serve, dunque, il sacrificio di Cristo per purificare quello che offriamo a Dio, affinché Egli Lo gradisca.

E, quindi, tutto quello che facciamo, se vogliamo che sia veramente gradito a Dio, lo dobbiamo fare per i meriti di Gesù. Ecco perché concludiamo le nostre preghiere con le parole: “Nel nome di Gesù!”. Non è una formula quella che siamo soliti pronunciare, ma è una posizione davanti a Dio che dobbiamo tenere ben in mente del continuo. Quello che preghiamo o facciamo deve veramente essere conforme alla volontà di Dio in Cristo.

E, quindi, quando offriamo preghiere o buone opere o adorazione a Dio, dobbiamo tener ben presente nella nostra mente che tali cose non saranno accettate, se non per mezzo di Gesù Cristo. Non dobbiamo pregare con leggerezza, non dobbiamo adorare con leggerezza e non dobbiamo ringraziare con leggerezza. Quando, per esempio, noi aggiungiamo la frase "nel nome di Gesù" alle nostre preghiere,quella che pronunciamo non è una semplice frase, perché solo se dipendiamo veramente dal merito del sacrificio di Gesù Cristo, possiamo essere tranquilli che Dio accetterà quello che Gli offriamo.

E allora, se veramente confidiamo nel sacrificio di Gesù, se crediamo che esso purifica quello che facciamo, se veramente teniamo ciò in mente in modo da avere vera fede in quel sacrificio, allora possiamo avere accesso, con piena fiducia, al trono di grazia. Sapendo che abbiamo il grande Sommo Sacerdote che sta alla destra di Dio per noi, sapendo che, come sacrificio, Egli offrì Se stesso e confidando in Gesù Cristo e nel Suo sacrificio, allora possiamo entrare liberamente nella presenza di Dio.

Perciò, prego che Dio ci aiuterà a tenere veramente e pienamente in mente che, non solo la nostra salvezza è per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo, ma anche che tutto quello che noi offriamo a Dio deve essere offerto per mezzo di Gesù Cristo. È importante che noi riconosciamo questo, giorno per giorno. Questa non è una dottrina da conoscere semplicemente e unicamente in termini intellettuali, ma è, piuttosto, fondamentale che viviamo pienamente questa realtà riguardante il come dobbiamo presentarci e presentare ogni cosa a Dio affinché essa sia a Lui gradita.

Grazie a Dio che abbiamo Gesù Cristo, se veramente ci siamo ravveduti ed abbiamo creduto in Lui, e per mezzo di Lui possiamo avere libero accesso a Dio. Grazie a Dio che, per mezzo di Gesù Cristo, possiamo ringraziare, possiamo lodare, possiamo servire Dio e quello che offriamo sarà accettato da Dio, se viene fatto veramente confidando in Gesù Cristo.

Ringraziamo Dio per il nostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo!

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