un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Giudici 6:25-7:25: Gedeone, parte 3

sermone per domenica 16 dicembre, 2007 di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org
parole chiave: Gedeone, santità, vello, confermare, fede. cmd

Avete notato che ovunque guardiamo nella Parola di Dio, ci sono verità preziose e utili per noi? Oggi, vogliamo continuare il nostro studio della vita di Gedeone, perché ci sono ancora delle verità importanti da scoprire.

Se ricordate, nell'ultimo sermone, Dio era apparso a Gedeone, nella forma dell'Angelo dell'Eterno, e gli aveva detto che l'Eterno era con lui.

Come prima reazione, non rendendosi conto chi fosse Colui con il quale stava parlando, Gedeone non pensò alla sua condizione di peccato nei confronti di Dio, ma voleva solo sapere perché Dio aveva lasciato che Israele fosse soggetto ai Madianiti. Cioè, credeva che Dio avrebbe dovuto rendere la loro vita facile. Non pensava a quanto essi avevano peccato contro Dio.

Quanto spesso anche noi consideriamo Dio come Colui che dovrebbe darci una buona vita, e risolvere i nostri problemi, e sostenerci! Magari siamo prontissimi a ringraziare Dio per tutto quello che fa, ma il punto è che consideriamo Dio solamente come colui che fa per noi, che ci aiuta. Cioè i nostri pensieri sono maggiormente sui problemi della vita, non sul nostro rapporto con Dio. Così era per Gedeone all'inizio.

In quell'incontro, Dio gli ordina di liberare Israele dai Madianati, e Gedeone vuole sapere come sarebbe stato possibile.

Umanamente parlando, era una missione che sarebbe stata assolutamente impossibile. Però, Dio gli dichiara le parole: “Non sono io che ti mando?” (v.14), e anche “io sarò con te” (v.16).

Basta la presenza di Dio con noi, e possiamo fare qualsiasi cosa che Dio ci comanda di fare, perché è la forza di Dio che opera in noi.

Dopo di questo, Gedeone vuole una conferma che questo messaggero sia venuto veramente da parte di Dio. Gli prepara un pasto. Anziché mangiare il cibo, l'Angelo dell'Eterno crea un fuoco miracoloso, e consuma il cibo come un'offerta, e poi sparisce. Così, Gedeone riconosce che era l'Eterno. A questo punto, Gedeone si rende conto del proprio peccato, e che merita la condanna. Poi, l'Eterno gli dichiara: “la pace sia con te,” e così perdona Gedeone, che entra in un rapporto di pace con Dio. Questo stato di pace con Dio non era dovuto a qualcosa che aveva fatto Gedeone, ma dipendeva solamente dalla dichiarazione di Dio. La salvezza è per grazia.

Purificare la propria casa prima di tutto

A questo punto, Gedeone aveva una missione da compiere. Dio gli aveva annunciato che si sarebbe servito di lui per liberare Israele dai Madianiti. In altre parole, Dio avrebbe tolto la disciplina da Israele per mezzo di Gedeone.

Però, prima che la disciplina possa essere tolta, bisogna togliere il peccato che ha provocato quella disciplina. Quindi, il primo incarico di Gedeone non era di combattere contro i Madianiti, era piuttosto di distruggere l'idolatria dei figli d'Israele, iniziando con quella della sua propria casa.

Leggiamo Giudici 6 dal v.25. “25 In quella stessa notte l’Eterno gli disse: "Prendi il toro di tuo padre e il secondo toro di sette anni, demolisci l’altare di Baal che appartiene a tuo padre e abbatti l’Ascerah che gli sta vicino; 26 poi costruisci un altare all’Eterno, il tuo DIO, in cima a questa roccia nell’ordine dovuto; prendi quindi il secondo toro e offrilo in olocausto sulla legna dell’Ascerah che avrai abbattuto".” (Giudici 6:25-26 LND)

Quella stessa notte, subito dopo che Gedeone inizia a essere in pace con Dio, l'Eterno parla con Gedeone e gli comanda di togliere il peccato dalla sua vita e dalla sua casa.

C'era idolatria nella casa di Gedeone, e Gedeone non poteva essere usato per combattere per Dio, finché non avesse purificato la propria casa.

Vediamo questo principio in 2Timoteo 2:20,21. Leggo quel brano.

20 Or in una grande casa non vi sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di terra; gli uni sono ad onore, gli altri a disonore. 21 Se dunque uno si purifica da queste cose, sarà un vaso ad onore, santificato e utile al servizio del padrone, preparato per ogni buona opera.” (2Timotoe 2:20-21 LND)

Per essere utili al servizio del Signore, dobbiamo tenerci puri.

Che importante lezione troviamo qui per noi! Dio è un Dio santo, e per essere dei vasi utili a Lui, dobbiamo essere puri. Dio non ha bisogno delle nostre capacità, perché Dio può fare qualsiasi cosa, anche con il vaso più debole. Quello che Dio vuole da noi è un cuore puro, e mani pure.

Perciò Dio, prima di usare Gedeone per liberare Israele dei Madianiti, comanda a Gedeone di togliere l'idolatria dalla propria casa.

Evidentemente la famiglia di Gedeone era una delle famiglie benestanti della città, e aveva un altare dedicato a Baal, insieme ad un'Ascerah, che probabilmente era una statua fatta di legno, che le persone della città venivano ad adorare.

Il primo incarico che Dio dà a Gedeone è di distruggere l'altare a Baal, e la statua di Ascerah, e di fare un sacrificio all'Eterno.

Gedeone ubbidisce, ma per paura dei suoi parenti, e della gente della città, lo fa di notte. Leggiamo dal v.25-30

25 In quella stessa notte l’Eterno gli disse: "Prendi il toro di tuo padre e il secondo toro di sette anni, demolisci l’altare di Baal che appartiene a tuo padre e abbatti l’Ascerah che gli sta vicino; 26 poi costruisci un altare all’Eterno, il tuo DIO, in cima a questa roccia nell’ordine dovuto; prendi quindi il secondo toro e offrilo in olocausto sulla legna dell’Ascerah che avrai abbattuto". 27 Allora Gedeone prese dieci uomini fra i suoi sei e fece come l’Eterno gli aveva detto; ma poiché aveva paura della casa di suo padre e della gente della città, invece di farlo di giorno, lo fece di notte. 28 Quando il mattino seguente la gente della città si alzò, vide che l’altare di Baal era stato demolito, che l’Ascerah postovi accanto era abbattuto e che il secondo toro era offerto in olocausto sull’altare che era stato costruito. 29 E si dissero l’un l’altro: "Chi ha fatto questo?". Quando poi si informarono e chiesero, fu loro detto: "Gedeone, figlio di Joash ha fatto questo". 30 Allora la gente della città disse a Joash: "Conduci fuori tuo figlio e sia messo a morte, perché ha demolito l’altare di Baal e ha abbattuto l’Ascerah che gli stava vicino".” (Giudici 6:25-30 LND)

Che lezioni vediamo qui! Prima di tutto, consideriamo quanto profondo era il peccato in Israele. Qui, nel cuore di Israele, l'adorazione di Baal e dell'Ascerah non era solo tollerata, ma era perfino difesa, e proprio dai Giudei! Quando iniziamo a non guardare a Dio, possiamo arrivare ai peccati più terribili!

Poi, notiamo che Dio comanda a Gedeone qualcosa che lo mette in forte contrasto con la sua famiglia e i suoi parenti, nonché con le persone della sua città.

Ci sono le volte che le persone intorno a noi, perfino fra i nostri parenti, fanno cose che sono abominevoli a Dio. In certe situazioni, per poter camminare in santità, dobbiamo prendere una posizione che potrebbe creare grossi problemi fra noi e loro. Però, la nostra lealtà deve essere a Dio, e dobbiamo abbandonare ogni peccato della nostra vita, anche se questo potrebbe significare che le persone intorno a noi saranno contro di noi.

Gedeone immaginava che le persone della sua città avrebbero cercato di fermarlo, e perciò, demolisce l'altare di Baal di notte, costruisce un altare all'Eterno, e secondo gli ordini di Dio, offre un toro sopra quell'altare.

Gedeone aveva capito bene la loro posizione. E infatti, la mattina seguente, quando gli uomini della città scoprono quello che aveva fatto, vogliono metterlo alla morte.

Evidentemente, a questo punto, suo padre riconosce la mano di Dio in tutto questo, e si mette dalla parte di Gedeone, e soprattutto, abbandona la sua fede in Baal. Si rende conto che un dio che non può difendere se stesso non è un vero Dio. Seguiamo la storia, dal v.30.

30 Allora la gente della città disse a Joash: "Conduci fuori tuo figlio e sia messo a morte, perché ha demolito l’altare di Baal e ha abbattuto l’Ascerah che gli stava vicino". 31 Joash rispose a tutti quelli che si levavano contro di lui: "Volete voi difendere la causa di Baal o venirgli in aiuto? Chi vorrà difendere la sua causa sarà messo a morte prima di domani mattina. Se egli è dio, difenda da sé la sua causa, poiché hanno demolito il suo altare". 32 Perciò quel giorno Gedeone fu chiamato Jerubbaal, perché si disse: "Sia Baal a combattere contro di lui, poiché egli ha demolito il suo altare". 33 Or tutti i Madianiti, gli Amalekiti e i figli dell’est si radunarono, passarono il Giordano, e si accamparono nella valle di Jezreel. 34 Ma lo Spirito dell’Eterno investì Gedeone che suonò la tromba; e gli Abiezeriti furono convocati per seguirlo. 35 Egli mandò anche messaggeri in tutto Manasse, che fu pure convocato per seguirlo; mandò inoltre messaggeri nelle tribù di Ascer, Zabulon e di Neftali, le quali salirono a incontrare gli altri.” (Giudici 6:30-35 LND)

Il padre di Gedeone dichiara a coloro che vogliono uccidere Gedeone per aver demolito l'altare di Baal, che se Baal era un vero dio, sarebbe stato capace di difendere se stesso. Anzi, difendere Baal sarebbe stato un segno di disprezzo, come se Baal non avesse alcun potere. Evidentemente il padre aveva capito che Baal non aveva alcun potere, e così facendo, salva la vita di Gedeone.

Qua, vediamo qualcosa che è comune in ogni forma di idolatria. Nell'idolatria, è l'uomo che deve fabbricare l'idolo, e spostarlo, e l'idolo non può difendere se stesso.

Vi leggo uno dei vari passi in Isaia che parla di questo.

5 A chi mi vorreste assomigliare e uguagliare, a chi mi vorreste paragonare quasi fossimo simili? 6 Costoro profondono l’oro dalla borsa e pesano l’argento con la bilancia, pagano un orefice perché ne faccia un dio; poi gli si prostrano davanti e l’adorano. 7 Se lo caricano sulle spalle e lo portano, lo mettono al suo posto e là rimane; dal suo posto non si muove più. Anche se uno grida a lui, non risponde né lo salva dalla sua sventura.” (Isaia 46:5-7 LND)

Che assurdità, confidare in un idolo, anziché nel Dio vivente, il Creatore della terra e dei cieli!

Però, non erano solamente i Giudei ad avere degli idoli, nonostante che avessero conosciuto il vero Dio. Anche noi, volta dopo volta, abbiamo girato le spalle a Dio, e posto la nostra fede in qualcosa che non può salvare. Abbiamo tanti idoli: chi la fortuna, chi l'approvazione degli altri, chi i soldi, chi le proprie forze. Oh che possiamo riconoscere quanto è un grave peccato sperare in qualsiasi cosa, fuorchè nell'Eterno Dio!

Tornando a Gedeone, una volta che aveva tolto l'idolatria, poteva essere usato da Dio per un'opera più grande. Così, lo Spirito dell'Eterno lo investe, e lui inizia ad essere un liberatore per Israele.

Tutto quello che Gedeone è riuscito a fare, lo ha fatto nella potenza di Dio. Era ripieno dello Spirito Santo, e perciò, poteva fare cose che sarebbero state impossibili da compiere per conto suo.

Fa suonare la tromba, manda dei messaggeri, e migliaia di uomini d'Israele vengono per aiutarlo a combattere contro i Madianiti.

Una conferma

A questo punto, Gedeone comincia a rendersi conto della realtà della situazione. Si rende conto che per quanto avesse varie migliaia di uomini d'Israele al suo seguito, in realtà, essi erano pochissimi davanti all'esercito immenso dei Madianiti e agli altri popoli dell'est. La sua fede era debole.

Così, chiede a Dio una conferma del fatto che Dio veramente intendeva salvare Israele per mano sua. Leggiamo i vv.36-40.

36 Poi Gedeone disse a DIO: "Se intendi salvare Israele per mia mano, come hai detto, 37 ecco, io metterò un vello di lana sull’aia: se c’è rugiada soltanto sul vello e tutto il terreno all’intorno rimane asciutto, allora saprò che intendi salvare Israele per mia mano, come hai detto. 38 E così avvenne. Il mattino dopo Gedeone si levò per tempo, strizzò il vello e ne spremette la rugiada; ne uscì una coppa piena d’acqua. 39 Ma Gedeone disse ancora a DIO: "Non si accenda la tua ira contro di me; io parlerò ancora una volta. Deh, lasciami fare la prova col vello ancora una volta soltanto. Rimanga asciutto solo il vello e ci sia rugiada su tutto il terreno all’intorno. 40 E DIO fece così quella notte: soltanto il vello rimase asciutto, e ci fu rugiada su tutto il terreno all’intorno.” (Giudici 6:36-40 LND)

Questo passo è stato inteso male da tanti. Il fatto che Gedeone chiede una conferma miracolosa non è normativa, ovvero, non è qualcosa che ci viene data come modello da imitare, infatti non vediamo altri esempi simili nella Bibbia. Quindi, questo brano non ci sta insegnando di “mettere un vello” davanti a Dio per le decisioni della nostra vita.

Notate che Gedeone non stava cercando di prendere una decisione. L'Angelo dell'Eterno stesso gli era apparso e gli aveva dato ordine di compiere una missione umanamente impossibile. Dio stesso gli aveva promesso che sarebbe stato con lui in questa missione. Quindi, Gedeone non stava cercando di capire quale fosse la volontà di Dio, in quanto, Dio gli aveva già detto cosa fare. Piuttosto, visto che quello che Dio gli aveva detto di fare era umanamente impossibile, Gedeone stava solo chiedendo una conferma per fortificare la sua fede. Quindi, è sbagliato pensare che questo brano ci insegna che anche noi dovremmo mettere un vello davanti a Dio, per modo di dire, per capire la sua volontà. Non è affatto il punto di questo brano.

Però, in questo brano, ci sono dei principi importanti per noi.

Prima di tutto, Gedeone non stava dubitando di Dio chiedendo un segno, ma stava chiedendo una conferma per la sua fede debole. Quando al tempo di Gesù una generazione malvagia gli chiese un segno, non lo chiese perché voleva credere, e per questo motivo Gesù non glielo diede. Però, quando uno con una debole fede chiede un appoggio a Dio, per poter camminare in ubbidienza, Dio fortificherà quella fede. Non dobbiamo aspettare un segno miracoloso perchè Dio è ben capace a fortificare la nostra debole fede in tanti modi. Ed infatti, Dio era pronto a fortificare la fede di Gedeone.

Un'altra lezione importante che troviamo in questo brano, come anche in tanti altri, è l'importanza di pregare secondo la volontà di Dio. Notate che quando Gedeone fa la sua richiesta a Dio, inizia ricordando a Dio quello che gli aveva detto nella strettoia. Dichiara, nel v.36: “Poi Gedeone disse a DIO: "Se intendi salvare Israele per mia mano, come hai detto,” (Giudici 6:36 LND)

Gedeone basava la sua preghiera su quello che Dio gli aveva dichiarato.

Questo è un principio che troviamo ripetutamente nella Bibbia. Volta dopo volta, vediamo che Dio risponde alle nostre preghiere quando preghiamo in base a quello che Dio ci ha già dichiarato!

Per esempio, Dio ha promesso di non lasciarci né di abbandonarci. Perciò, possiamo dichiarare in preghiera: “Oh Signore, ti chiedo di restare con me. Ma visto che tu hai dichiarato di non lasciarmi né di abbandonarmi mai, ti ringrazio che Tu sei con me, e che non mi lascerai mai.”

Un altro esempio: “Oh Padre celeste, quanto desidero avere vittoria sui miei peccati, per camminare in santità! Allora, il mio Signore Gesù Cristo ha pregato, chiedendoTi di santificare i salvati. Perciò Padre, conformemente alla tua volontà, ti chiedo di operare in me, che possa camminare in santità oggi.”

Un'altra preghiera: “Oh Signore, tu hai promesso che non permetterai che siamo tentati oltre alle nostre forze. Perciò, Ti chiedo di togliere questa tentazione quando diventa oltre alle mie forze, che vengono da Te. Ti ringrazio che posso essere sicuro che farai così. Nel frattempo, fortificami.”

Quindi, l'esempio di Gedeone non ci sta insegnando che dobbiamo “mettere un vello” davanti a Dio per capire la sua volontà. Piuttosto, ci ricorda che Dio è pronto a fortificare la nostra debole fede, e ci insegna a pregare in base a quello che Dio ha già dichiarato. In questo modo, possiamo sapere di pregare nel nome di Cristo Gesù, ovvero, secondo la sua volontà.

Tornando al brano, Dio era pronto a fortificare la fede di Gedeone. Così Gedeone era pronto per l'opera che aveva davanti a sé.

Dio è geloso per la sua gloria

Arriviamo ora al capitolo 7. In questo capitolo, vediamo che Dio è geloso per la sua gloria.

Gedeone aveva chiamato gli uomini di Manasse, di Ascer, di Zabulon e di Neftali. In tutto, circa trentaduemila uomini erano venuti per combattere con lui contro i Madianiti. Si accampano sulle colline da una parte della valle. Dall'altro lato, tutte stese nella valle, c'erano le tende innumerevoli dei Madianiti e dei popoli loro alleati. Sappiamo che c'erano almeno centotrentacinquamila soldati, ovvero, i Madianiti superavano gli uomini d'Israele più di quattro volte. Perciò, l'esercito di Gedeone non era nulla a confronto dei suoi nemici. Infatti, il luogo dove erano accampati prese il nome “Sorgente di Harod”, che vuol dire “tremare”. Evidentemente, la maggioranza dei soldati di Israele e Gedeone tremavano, vedendo l'accampamento dei Madianiti. Ai loro occhi, essi erano pochissimi per poter combattere contro un esercito così grande.

Però, Dio non vedeva la situazione così. Leggiamo Giudici 7:1-4

1 Jerubbaal dunque (cioè Gedeone) e tutta la gente che era con lui si levarono al mattino presto e si accamparono presso la sorgente di Harod. L’accampamento di Madian era a nord del loro, presso la collina di Moreh, nella valle. 2 Allora l’Eterno disse a Gedeone: "Per me la gente che è con te è troppo numerosa, perché io dia Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi di fronte a me e dire: "E’ la mia mano che mi ha salvato". 3 Ora dunque proclama a tutto il popolo, dicendo: "Chiunque ha paura e trema, torni indietro e si allontani dal monte Galaad"". Allora tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo, e ne rimasero diecimila. 4 L’Eterno disse a Gedeone: "La gente è ancora troppo numerosa; falli scendere all’acqua, e là io li metterò alla prova per te. Colui del quale ti dirò: "Questi venga con te," verrà con te; e colui del quale ti dirò: "Questi non venga con te," non verrà".” (Giudici 7:1-4 LND)

Secondo i calcoli umani, gli uomini di Israele erano troppo pochi. Secondo i calcoli di Dio, erano troppo numerosi!

Perché erano in troppi per Dio? Perché Dio è geloso per la sua gloria! Anche se c'erano quattro volte più Madianiti che Israeliti, sarebbe stato possibile che gli Israeliti avessero potuto pensare di aver ottenuto la vittoria per merito loro. Perciò, la prima cosa che Dio comanda di fare a Gedeone è di ridurre il numero dei suoi soldati.

Quasi subito, ventiduemila uomini ammettono di avere timore, e tornano a casa. Avere timore è esattamente il contrario di avere fede. La paura è guardare ai problemi, anziché a Dio. La paura è contagiosa, perché solitamente, chi ha paura riesce a trascinare gli altri a guardare ai problemi. Perciò, per prima cosa, Dio comanda a Gedeone di mandare a casa coloro che avevano timore.

Poi, Dio usa un altro metodo per ridurre i diecimila uomini che erano rimasti, lasciando solamente trecento uomini. Ora, il numero era così piccolo che non ci sarebbero stati dubbi che la vittoria apparteneva al Signore, e non alla forza degli uomini.

La vittoria sempre appartiene al Signore. Il nostro successo in qualsiasi campo è sempre dovuto all'opera di Dio. Però spesso, non ci rendiamo conto di questo. Spesso, vogliamo ricevere NOI l'onore per qualche successo. Oh che possiamo imparare che è Dio la fonte di ogni nostro successo, e che Dio è geloso per la sua gloria!

Infatti, quando cerchiamo gloria per noi stessi, stiamo rubando gloria a Dio. Beata la persona che vive per dare la gloria a Dio!

Tornando a Gedeone, quando rimangono solamente trecento uomini, contro più di centotrentamila Madianiti, Dio è pronto ad operare. Per fortificare ancora di più la fede di Gedeone, Dio lo manda ad ascoltare, di nascosto, la conversazione fra due soldati Madianiti. Leggiamo Giudici 7:9-15

9 In quella stessa notte l’Eterno disse a Gedeone: "Levati e piomba sull’accampamento, perché io te l’ho dato nelle mani. 10 Ma se hai paura di farlo, scendi all’accampamento con Purah, tuo servo, 11 e udrai quello che dicono; dopo ciò, le tue mani saranno fortificate per piombare sull’accampamento". Egli dunque scese con Purah, suo servo, fino agli avamposti dell’accampamento. 12 Or Madianiti, gli Amalekiti e tutti i figli dell’est erano sparsi nella valle come una moltitudine di locuste, e i loro cammelli erano innumerevoli come la sabbia che è sul lido del mare. 13 Quando Gedeone arrivò, ecco un uomo raccontava un sogno al suo compagno e diceva: "Ho appena fatto un sogno; mi pareva di vedere un pane d’orzo rotolare nell’accampamento di Madian, giungere alla tenda e colpirla, così da farla cadere, rovesciarla e farla crollare". 14 Allora il suo compagno gli rispose e disse: "Questo non è altro che la spada di Gedeone, figlio di Joash, uomo d’Israele; nelle sue mani DIO ha dato Madian e l’intero accampamento". 15 All’udire il racconto del sogno e la sua interpretazione, Gedeone si prostrò in adorazione; poi tornò all’accampamento d’Israele e disse: "Levatevi, perché l’Eterno ha dato nelle vostre mani l’accampamento di Madian!".” (Giudici 7:9-15 LND)

In questi pochi versetti, vediamo tante verità importanti.

Vediamo la potenza infinita di Dio. Però, ancora di più, possiamo vedere il cuore di Dio. Ancora una volta Dio viene incontro alla debolezza della fede di Gedeone. Quando Dio aveva accettato di adempiere alla richiesta di Gedeone per quanto riguardava il segno del vello, lo aveva fatto per incoraggiare la sua debole fede. Anche qui, Dio opera per fortificare la fede di Gedeone. Dio avrebbe potuto compiere il miracolo della vittoria senza far sentire a Gedeone la conversazione fra questi due uomini. Però, Dio non solo cerca la propria gloria, ma allo stesso tempo, cura teneramente la più debole pecora.

Vediamo una cura simile quando Gesù si trovò davanti all'uomo che aveva un figlio afflitto da uno spirito immondo, in Marco 9. Il padre chiese a Gesù:

...abbi pietà di noi e aiutaci". 23 E Gesù gli disse: "Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede". 24 Subito il padre del fanciullo, gridando con lacrime, disse: "Io credo Signore, sovvieni alla mia incredulità".” (Marco 9:22-24 LND)

Dio è pronto a fortificare anche una fede debole. Infatti, non dobbiamo aspettare di avere una fede forte per iniziare ad adoperarla. Dio fortifica la fede quando la usiamo. La fede è come un muscolo. Un muscolo non diventa più forte a riposo, ma quando viene utilizzato. Similmente, è importante usare la fede che abbiamo, anche se è poca. Sarà Dio a fortificarla.

Quindi, Dio fortifica la fede di Gedeone, e così, Gedeone è pronto per la battaglia contro i Madianiti, fiducioso nell'opera di Dio.

Voglio notare un altro piccolo ma importante dettaglio di questo brano. Notate che quando Gedeone si è reso conto dell'opera di Dio, si è fermato subito ad adorare Dio. Là, nascosto vicino all'accampamento dei Madianiti, il v.15 dichiara: “All’udire il racconto del sogno e la sua interpretazione, Gedeone si prostrò in adorazione; poi tornò all’accampamento d’Israele”

Oh che possiamo essere un popolo pronto ad adorare Dio in ogni occasione! Oh che possiamo riconoscere di più le opere di Dio, e adorarLo!

E così, con solo trecento uomini, Dio ha dato la vittoria a Gedeone, e così facendo Dio ne ha ricevuto la gloria. Spesso, Dio usa il debole, per mettere più in evidenza la sua gloria. Oh che possiamo ricordare che Dio è geloso per la sua gloria! In 1Corinzi 1, leggiamo:

27 ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; 28 e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, 29 affinché nessuna carne si glori alla sua presenza.” (1Co 1:27-29 LND)
affinché, come sta scritto: "Chi si gloria, si glori nel Signore"” (1Co 1:31 LND)

Quando siamo pronti a dare tutta la gloria a Dio, Dio sarà pronto a fare grandi cose tramite noi. Spesso Dio sceglie di usare le cose deboli, le cose che valgono poco agli occhi del mondo per compiere la Sua volontà, in modo che Egli ne riceva tutta la gloria. Gedeone è stato pronto a dare tutta la gloria a Dio, e perciò, Dio ha fatto grandi cose tramite lui.

Come in ogni altra volta che Dio aveva dichiarato di liberare Israele, anche in questa occasione Dio ha mantenuto la sua parola. Non importa minimamente quanto grande è il nemico, o quanto difficile è il problema. Dio non ha problemi, nulla è difficile per Dio. Oh che possiamo avere fede in Dio!

Quel giorno, sotto la guida di Gedeone, Dio diede agli uomini di Israele una grande vittoria. Furono liberati dai loro nemici. Dio mantiene sempre la sua parola.

Applicazione:

Prima di lasciare questo brano, voglio considerare alcune delle lezioni che vi sono racchiuse per noi.

La prima lezione che abbiamo visto è che prima di essere utili a Dio nella vita di altri, dobbiamo demolire gli idoli e i peccati nella nostra vita. Prima che Gedeone potesse essere usato da Dio per combattere contro i Madianiti, egli doveva combattere l'idolatria che era in casa sua. Oh che possiamo capire l'importanza di combattere il nostro proprio peccato! Non dobbiamo lasciare in piedi alcun idolo o peccato nel nostro cuore. Solo così, possiamo essere dei vasi puri, utili al servizio del Padrone.

Anche in questo brano, abbiamo visto ancora la potenza di Dio. Dio può fare tutto. Non dobbiamo fare i nostri calcoli per capire se l'ubbidienza a Dio sarà possibile o no. Se Dio ci comanda qualcosa, allora, Dio sarà con noi! E se Dio è con noi, tutto è possibile! Non importa se siamo deboli, o in pochi. Dio può fare grandi cose, tramite quello che il mondo disprezza. La cosa importante è di avere fede in Dio, e di seguire i suoi ordini.

Se applichiamo questo principio a noi, significa che se anche siamo una piccola chiesa, possiamo avere un grande impatto su questa zona. Quindi, non dobbiamo pensare che possiamo fare solo quello che sarebbe umanamente possibile. Dobbiamo contare sulla potenza di Dio! Camminiamo in santità, e poi, confidiamo in Dio che farà grandi cose tramite noi.

Ricordiamoci che Dio è geloso per la sua gloria. Se vogliamo il privilegio di essere usati da Dio, dobbiamo fare in modo che Egli ne riceva la gloria, perché solo Lui merita tutta la gloria. Non cerchiamo gloria per noi stessi! Cerchiamo la gloria di Dio!

Impegniamoci ad essere sempre pronti ad adorare Dio!

Infine, ricordiamoci il tenero cuore di Dio. Egli era pronto a venire incontro alla debole fede di Gedeone, ed è pronto anche adesso a fortificare la nostra fede. Confidiamo nel Signore, e poi, chiediamo a Lui di fortificare la nostra fede ancora di più.

Questo sermone fa parte di una serie. Puoi trovare gli altri su www.aiutobiblico.org

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