un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Giudici 16:1-4: Siamo come Sansone

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica 10 febbraio, 2008 cmd
parole chiave: Sansone, fornicazione, peccato, stoltezza, peccare, tentazione, Gaza.

Se dovessi camminare su un sentiero in montagna, che ha vari tratti estremamente pericolosi, quanto sarebbe utile che ci fossero dei segnali che ti indicano i punti pericolosi, e come poterli evitare?

Dio ci dà proprio questo tipo di segnale nella Bibbia, per farci evitare delle brutte cadute. Ci dà tanti esempi di persone che sono cadute nel peccato, per aiutarci a riconoscere dei pericoli spirituali, e per sapere come evitarli.

Oggi, vogliamo continuare nel nostro studio del libro dei Giudici, e specificatamente, nel nostro studio della vita di Sansone. In ciò che vogliamo considerare oggi, possiamo imparare come evitare un grave pericolo spirituale che riguarda ciascuno di noi. Perciò, consideriamo attentamente le verità che Dio ha per noi oggi, per non cadere.

Come cadere nel peccato

Nell'ultimo sermone, abbiamo considerato in Giudici 15 il ciclo di vendetta e contro-vendetta fra Sansone e i Filistei, che si conclude con Sansone che uccide mille Filistei.

Evidentemente, dopo quell'avvenimento, Sansone era così tanto temuto dai Filistei che essi lo evitavano, e così, il duro giogo dei Filistei su Israele era alleggerito. Poi, nell'ultimo versetto di Giudici 15, leggiamo:

“Sansone fu giudice d’Israele al tempo dei Filistei per vent’anni.” (Giudici 15:20 LND)

Gli avvenimenti di Giudici 16, che vogliamo studiare oggi, iniziano alla fine di quei vent'anni. Possiamo presumere che durante quegli anni, Sansone viveva tranquillamente. Il fatto che la Bibbia non ci racconta i dettagli della sua vita in quel periodo ci ricorda che la Bibbia non è la storia di uomini, ma è piuttosto la storia dell'opera di Dio fra gli uomini.

Ora, consideriamo l'avvenimento che troviamo nei primi versetti di Giudici 16, dove Dio ci mostra i passi che portano a delle brutte cadute. Imparando a riconoscere questi passi, ed evitando il primo passo, possiamo evitare le cadute che ci possono rovinare la vita.

Leggiamo questo brano, e poi, consideriamo le lezioni che Dio ha per noi in esso. Leggiamo Giudici 16:1-3

“1 Poi Sansone andò a Gaza e là vide una prostituta, ed entrò da lei. 2 Quando fu detto a quei di Gaza: "Sansone è venuto qui," essi circondarono il luogo e stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città, e rimasero in silenzio tutta la notte, dicendo: "Allo spuntar del giorno lo uccideremo". 3 Sansone rimase coricato fino a mezzanotte; poi a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li caricò sulle spalle e li portò in cima al monte che si trova di fronte a Hebron.” (Giudici 16:1-3 LND)

Il ciclo che porta alla caduta

Questo brano descrive come Sansone è caduto nel terribile peccato della fornicazione, e così, come si è contaminato come uomo di Dio.

La prima cosa da notare in questo brano sono i passi che hanno portato alla caduta di Sansone.

Questi non sono passi lontani dalle nostre vite. Piuttosto, questi sono passi che facilmente possiamo percorrere anche noi, e che se ci incamminiamo per essi, ci porteranno a peccare gravemente, proprio come hanno portato Sansone al peccato, e alla rovina.

Quindi, state attenti, perché il valore dello studio di questo brano è di imparare a riconoscere quando stiamo iniziando a camminare verso la nostra Gaza, in modo da poterci fermare in tempo. Se no, anche noi avremo una terribile caduta e la rovina, come Sansone.

Sansone, come noi, apparteneva a Dio

Per capire questo brano, dobbiamo tenere presente che Sansone era un Giudeo, e quindi, faceva parte del popolo di Dio. Già per questo motivo, Sansone doveva essere totalmente consacrato a Dio. Però, oltre a questo, Sansone era un Nazireo, e quindi, era consacrato a Dio in modo particolare.

Oggi, chiunque è un credente, ovvero, chi è salvato, chi è un figlio di Dio, salvato per fede in Gesù Cristo, è consacrato a Dio, perché è stato comprato a caro prezzo. Quanto è importante per ogni vero credente di ricordare che non appartiene a se stesso, ma a Dio! Troviamo questa verità in vari brani. Per esempio, in 1Corinzi 6:19,20

“19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? 20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio.” (1Cor 6:19-20 LND)

Anche il Salmo 100, ci ricorda che non apparteniamo a noi stessi.

“Riconoscete che l’Eterno è DIO è lui che ci ha fatti e non noi da noi stessi; noi siamo il suo popolo e il gregge del suo pascolo.” (Sl 100:3 LND)

Dio ci ha fatti, sia fisicamente, e, se siamo salvati, anche spiritualmente, perciò, non apparteniamo a noi stessi.

In Romani 14, Paolo ci ricorda che non dobbiamo vivere per noi stessi, ma per Colui che ha dato la sua vita per noi. Vi leggo Rom. 14:7

“7 Nessuno di noi infatti vive per se stesso, e neppure muore per se stesso, 8 perché, se pure viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore, dunque sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. 9 Poiché a questo fine Cristo è morto, è risuscitato ed è tornato in vita: per signoreggiare sui morti e sui vivi.” (Romani 14:7-9 LND)

In 2Corinzi 5, Paolo sta spiegando che coloro che sono salvati, qui descritti come “quelli che vivono”, non dovrebbero più vivere per loro stessi, ma per Cristo. Vi leggo 2Corinzi 5:15

“e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d’ora in avanti per sé stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro.” (2Cor 5:15 LND)

Qual è la verità centrale di tutti questi brani, e di tanti altri simili nella Bibbia?

È che noi tutti apparteniamo a Dio, la nostra vita non è nostra. Quindi, dobbiamo vivere per Dio in tutto!

Mentre leggiamo di Sansone, per capire la sua situazione, dobbiamo ricordare che egli apparteneva a Dio, e quindi, avrebbe dovuto mettere Dio al primo posto in ogni aspetto della sua vita.

Quindi, consideriamo questo brano, riconoscendo che abbiamo molto in comune con Sansone.

I passi che portano al peccato

Ora, consideriamo attentamente la caduta di Sansone, ovvero, come egli è arrivato a peccare così gravemente. Probabilmente, anziché dire “la caduta”, dovremmo dire “il cammino” di Sansone, che lo ha portato al peccato. Cadere implica che uno non ha controllo su ciò che gli sta succedendo, cioè solitamente non si cade volontariamente. Invece Sansone ha camminato con gli occhi aperti per arrivare al peccato, di sua propria volontà.

Leggiamo ancora il v.1

“1 Poi Sansone andò a Gaza e là vide una prostituta, ed entrò da lei. (Giudici 16:1 LND)

In questo versetto, Sansone arriva a commettere fornicazione, entrando da una prostituta pagana a Gaza, una città dei Filistei. Che peccato abominevole!

Come è possibile che un uomo consacrato a Dio sia arrivato ad un punto così lontano dalla volontà di Dio, ad un peccato così profondo?

Notate i tre verbi di questo versetto: Sansone andò, vide, ed entrò.

Consideriamo questi tre passi, che sono gli stessi passi che portano anche noi a cadere in profondi peccati, e alla rovina.

Sansone andò: mettersi in un posto di peccato

Il primo passo, quello che lo ha portato a fare gli altri passi, è che Sansone andò a Gaza. Questo era già un peccato gravissimo! Questo è il punto in cui Sansone ha cominciato a peccare gravemente.

Gaza era una delle città principali dei Filistei. Quindi, era un posto sbagliato per un Giudeo, un uomo di Dio.

Cosa c'era a Gaza che attirava Sansone?

Probabilmente c'erano due cose. Prima di tutto, c'erano tanti peccati facilmente raggiungibili. Ovvero, c'era molto del divertimento del mondo.

Gaza era una città importante, un porto importante in cui c'erano molte attrazioni del mondo. Perciò, offriva molti dei piaceri del mondo. In confronto ai tranquilli villaggi di Israele, era un posto che offriva divertimenti di tanti tipi. Sansone lo sapeva, e ne fu attirato.

Poi, la seconda cosa che c'era a Gaza, era la mancanza di Giudei! Gaza era lontana dai Giudei. Quindi, per Sansone, Gaza rappresentava un posto nascosto, un posto dove non sarebbe stato visto da altri Giudei.

Spiritualmente parlando, Gaza era un posto di tenebre. Là, c'era molto più peccato, e là, Sansone era nascosto dagli occhi dei Giudei.

È importantissimo che comprendiamo quello che Sansone stava facendo quando andò a Gaza: stava andando nel posto sbagliato!

Sansone, di libera volontà, scelse di andare dove sapeva che c'era molto peccato disponibile, e dove sapeva che non sarebbe stato visto da altri Giudei.

Una volta là, in realtà, i prossimi passi erano inevitabili, o prima o poi. Nel caso di Sansone, fu prima. Però, il suo peccato principale fu quello di scegliere di andare a Gaza. In questo modo scelse di avvicinarsi al peccato, e quindi, di allontanarsi da Dio.

Sansone vide: avere il peccato raggiungibile

Andando avanti nel versetto, i prossimi passi non sono altro che la naturale conseguenza del suo peccato di avvicinarsi al peccato.

Il versetto dichiara:

“Poi Sansone andò a Gaza e là vide una prostituta, ed entrò da lei.” (Giudici 16:1 LND)

Una volta a Gaza, Sansone vede una prostituta. Vede una donna che gli offre piaceri.

Non c'è nessuna sorpresa qua. Gaza era una città dei Filistei, una città pagana, dove il peccato era liberalmente disponibile. Quindi, non è strano che Sansone vede una prostituta. Anzi, possiamo presumere che Sansone sapeva che andando a Gaza, avrebbe visto una prostituta.

E come se uno si mette davanti alla tivù, e vede delle donne poche vestite. È proprio quello che si sa di trovare là.

Pensando a Sansone, egli sta a Gaza, una città pagana, lontano dagli occhi di altri figli d'Israele.

Perciò, quando vede questa prostituta, essendo lontano dagli occhi dei giudei, non deve guardarsi in giro, per vedere chi lo avrebbe potuto vedere. Sa di essere solo.

Ma in realtà, sbaglia di grande. Sansone crede di essere solo, ma c'è Uno che lo osserva, attentamente. Ogni passo di Sansone è osservato attentamente da Dio.

Quanto siamo stolti, quando crediamo di fare qualcosa di nascosto! Nulla è nascosto, perché tutto quello che facciamo, come tutto quello che pensiamo, e guardiamo, e diciamo, viene registrato in cielo, e sarà elencato nel giorno del giudizio! Dio vede assolutamente tutto di noi!

Ricordiamoci le verità del Salmo 139. Vi leggo i vv.1-12

“1 Tu mi hai investigato, o Eterno e mi conosci. 2 Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, tu intendi il mio pensiero da lontano. 3 Tu esamini accuratamente il mio cammino e il mio riposo e conosci a fondo tutte le mie vie. 4 Poiché prima ancora che la parola sia sulla mia bocca tu, o Eterno, la conosci appieno. 5 Tu mi cingi di dietro e davanti e metti la tua mano su di me. 6 La tua conoscenza è troppo sublime per me talmente alta che non posso raggiungerla. 7 Dove potrei andare lontano dal tuo Spirito, o dove potrei fuggire lontano dalla tua presenza? 8 Se salgo in cielo, tu sei là; se stendo il mio letto nello Sceol, ecco, tu sei anche là. 9 Se prendo le ali dell’alba e vado a dimorare all’estremità del mare, 10 anche là la tua mano mi guiderà e la tua destra mi afferrerà. 11 Se dico: "Certo le tenebre mi nasconderanno," persino la notte diventerà luce intorno a me; 12 le tenebre stesse non possono nasconderti nulla, anzi la notte risplende come il giorno; le tenebre e la luce, sono uguali per te.” (Sal 139:1-12 LND)

Possiamo nasconderci da altre persone, ma non possiamo mai nasconderci da Dio. Sansone è andato a Gaza, nascosto dagli occhi di altri Giudei, ma non era nascosto dagli occhi di Dio.

Quindi, Sansone si auto-inganna, credendo che andando a Gaza quello che avrebbe fatto sarebbe stato nascosto.

E anche noi ci auto-inganniamo, se crediamo che qualsiasi cosa che facciamo rimanga nascosta. Tutto è registrato, potremmo dire filmato, nel dettaglio, e archiviato nei libri in cielo, per essere proclamato nel giorno del giudizio.

Infatti, in Apocalisse 20, leggiamo che saremo giudicati per ogni opera che abbiamo compiuto, e che tutto è scritto nei libri in cielo.

Infatti, in Matteo 10:26, Gesù dichiara:

“Non li temete dunque, poiché non c’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato e nulla di segreto che non debba essere conosciuto.” (Mat 10:26 LND)

Quindi, ricordiamoci che tutto quello che facciamo sarà rivelato. Non esiste nulla che è veramente nascosto. Non credete mai la menzogna che siete soli, o nascosti. Non è vero! Siamo sempre osservati!

Sansone si trova, per scelta sua, a Gaza, circondato dal peccato, che egli sapeva sarebbe stato là. Quindi, come era da aspettarselo, il peccato gli si presenta davanti, e Sansone vede una prostituta.

Sansone entrò da lei

Essendo andato a Gaza, dove non sarebbe dovuto andare, e avendo visto questa prostituta, che non avrebbe dovuto vedere, il passo finale è solamente da aspettare. Leggo ancora il v.1.

“Poi Sansone andò a Gaza e là vide una prostituta, ed entrò da lei.” (Giudici 16:1 LND)

A questo punto, avendo già scelto di camminare nella via del peccato, Sansone completa questa serie di peccati. Entra da questa prostituta, che vuol dire, in altre parole, commette fornicazione con lei.

Sansone, un uomo scelto da Dio già prima dalla sua concezione come Nazireo, uomo consacrato a Dio, si mette con una prostituta pagana.

In 1Corinzi 6 leggiamo:

13 Le vivande sono per il ventre e il ventre per le vivande, Dio distruggerà queste e quello; il corpo però non è per la fornicazione, bensì per il Signore, e il Signore per il corpo. 14 Ora Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi con la sua potenza. 15 Non sapete voi che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò io dunque le membra di Cristo, per farne le membra di una prostituta? Così non sia. 16 Non sapete voi che chi si unisce ad una prostituta forma uno stesso corpo con lei? "I due infatti," dice il Signore, "diventeranno una stessa carne". 17 Ma chi si unisce al Signore è uno stesso spirito con lui. 18 Fuggite la fornicazione. Qualunque altro peccato che l’uomo commetta è fuori del corpo, ma chi commette fornicazione pecca contro il suo proprio corpo. 19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi?” (1Cor 6:13-19 LND)

Sansone aveva conosciuto la potenza dello Spirito Santo su di lui, in modo miracoloso. Eppure, in questa occasione, scende nel peccato terribile di unirsi ad una prostituta. Questo peccato era contro il suo proprio corpo, quel corpo che Dio aveva benedetto in modo speciale con una forza sovrannaturale. Qua, Sansone prende quel corpo benedetto, e lo unisce ad una prostituta.

Che terribile, triste caduta, per un uomo che era stato usato così grandemente da Dio, e che aveva giudicato Israele da venti anni!

A questo punto, Sansone si era contaminato, e non era più uno strumento utile al Signore. Quanto avrebbe dovuto prostrarsi davanti a Dio e, come Davide fa nel Salmo 51, chiedere a Dio di purificarlo dal suo peccato! Ma non lo fa.

Andiamo avanti, per vedere come finisce questa storia.

Il primo passo è quello fondamentale

Prima di andare avanti, però, è importante che comprendiamo quale è stato il peccato principale di Sansone.

Forse potreste pensare che sia stato quello di entrare dalla prostituta. Certamente, quello è stato un gravissimo peccato.

Però, in un certo senso, il peccato principale di Sansone non è stato di entrare dalla prostituta, ma di andare a Gaza.

Sansone aveva già peccato nel suo cuore quando ha deciso di andare a Gaza. In quel momento, Sansone aveva già cominciato a camminare nella via del peccato. Tutto il resto era solo il frutto della sua scelta di andare a Gaza.

Qui c'è un principio fondamentale da capire, e da ricordare per tutta la vita.

Possiamo scegliere in quale via camminare, ma non possiamo scegliere dove quella via ci porterà. Una volta che hai scelto una certa via, arriverai dove quella via finisce. Tu non puoi cambiare dove ti porterà. Puoi scegliere di camminare in una via piuttosto che in un'altra, ma non puoi scegliere dove ti porterà quella via in cui hai scelto di camminare.

Quale principio biblico vediamo in questo?

Semplice: quello che l'uomo semina, quello raccoglierà. Scegliere una via è seminare. Arrivare in fondo alla via è semplicemente raccogliere i frutti che hai seminato, quando hai scelto quella via.

Quello che scegliamo, quello pure raccoglieremo!

Oh che possiamo capire l'importanza di scegliere bene la via in cui camminare, giorno per giorno, ricordando sempre che una volta che abbiamo scelto una via, arriveremo dove quella via finisce, o in bene o in male, in base a quale via abbiamo scelto.

Esempi di questo

Consideriamo alcuni esempi delle vie che possiamo scegliere.

La compagnia che scegliamo è una via. Le cattive compagnie è una brutta via, che porta ad una brutta fine, come leggiamo 1Corinzi 15:33

“Non vi ingannate; le cattive compagnie corrompono i buoni costumi.” (1Cor 15:33 LND)

Se una persona sceglie una compagnia sbagliata, una compagnia che cammina nel peccato, quella persona ha scelto di camminare in quella via. A quel punto, quella persona non potrà controllare dove quella via la porterà. Infatti, la porterà alla rovina spirituale.

Se uno sceglie di amare le cose del mondo, quella scelta lo porterà ad allontanarsi da Dio e a cadere in rovina.

Se invece uno sceglie di camminare per fede, fissando lo sguardo su Cristo, negando la carne, quella via lo porterà ad una vita e a un'eternità benedetta.

Quanto è importante scegliere bene la via in cui camminare! È la scelta della via che porta al peccato, e alle brutte conseguenze, oppure, che porta alle benedizioni, se si sceglie la via giusta.

Quando sembra che il peccato non porta a brutte conseguenze

Tornando a Sansone, egli ha scelto la via sbagliata, e perciò, quella scelta lo ha portato ad una brutta fine. Egli si è contaminato, entrando da quella prostituta.

Andiamo avanti nel brano per vedere come finisce questo triste avvenimento. Leggiamo dal v.1.

“1 Poi Sansone andò a Gaza e là vide una prostituta, ed entrò da lei. 2 Quando fu detto a quei di Gaza: "Sansone è venuto qui," essi circondarono il luogo e stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città, e rimasero in silenzio tutta la notte, dicendo: "Allo spuntar del giorno lo uccideremo". 3 Sansone rimase coricato fino a mezzanotte; poi a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li caricò sulle spalle e li portò in cima al monte che si trova di fronte a Hebron.” (Giudici 16:1-3 LND)

Sansone, avendo scelto la via del peccato, si trova nella casa della prostituta, nella città dei suoi nemici.

Ai Filistei di Gaza viene detto che Sansone è nella loro città. Perciò, in tanti, circondano la città, sorvegliando bene la porta della città, per evitare che Sansone potesse scappare. Il loro piano è di aspettare la mattina, e poi di ucciderlo.

Sansone si rende conto di essere in pericolo, e a mezzanotte, si alza, e si accorge che i Filistei non stanno vigilando alla porta della città Probabilmente, essi non si aspettavano che Sansone si sarebbe alzato a quell'ora.

Con la sua forza sovrannaturale, Sansone alza i battenti della porta, cosa che sarebbe stata impossibile per un uomo normale, e li porta fino in cima ad una collina che si trova di fronte a Hebron, lontano da Gaza.

In realtà, sembra che questo sia un atto di orgoglio. Con questo atto, Sansone non stava usando la sua potenza sovrannaturale per liberarsi solamente dal pericolo, che sarebbe stato comprensibile. Né la usa per danneggiare i Filistei, cosa che avrebbe portato del bene ad Israele. Invece, la usa per mostrare loro quanto forte era. Era un modo di vantarsi della sua forza.

Quindi, dopo essersi vantato, in un certo senso, Sansone torna a casa sua.

Chi ha vinto

A questo punto, la Bibbia non dice altro di questo avvenimento.

Perciò, dobbiamo chiederci: chi ha vinto? In questo caso, Sansone ha vinto, come le altre volte nelle quali aveva avuto scontri con i Filistei, oppure questa volta, Sansone ha perso?

A prima vista, uno potrebbe pensare che Sansone abbia vinto. Cioè, i tanti Filistei della città si erano riuniti per ucciderlo, ma egli è riuscito non solo ad andare via senza essere ucciso, ma ha mostrato loro la sua immensa forza, portando via le porte della città. Probabilmente, Sansone li aveva sentiti mentre erano per la strada, e così, si era alzato mentre c'era ancora tempo di scappare. Sansone credeva di essere riuscito a scappare, credeva di essere un uomo ancora libero.

Però, in realtà, quando Sansone ha lasciato Gaza, non è andato via come uomo libero. Quando Sansone ha lasciato Gaza quella notte, è andato via come schiavo, non più come uomo libero.

Forse Sansone credeva di essere come prima, perché aveva ancora la sua forza fisica, ma in realtà, egli è andato via come schiavo, uno schiavo del suo peccato. Sansone è stato sconfitto dal suo peccato. Non sarà mai più un uomo libero come lo era stato prima.

Ricordiamo le parole di Gesù Cristo in Giovanni 8:34

“Gesù rispose loro: "In verità, in verità vi dico: Chi fa il peccato è schiavo del peccato.” (Giov 8:34 LND)

Quel giorno, e quella notte, Sansone è stato sconfitto moralmente. Avendo scelto la via del peccato per godere i piaceri del peccato, è diventato schiavo del peccato.

È importante notare che quando uno diventa schiavo del peccato, non sempre se ne rende conto immediatamente. La schiavitù del peccato inizia dentro il cuore, e solitamente, non è visibile che la persona è schiava se non in un secondo tempo. Perciò, uno è schiavo del peccato prima di riuscire a rendersene conto.

Questo grande guerriero, che migliaia di Filistei non potevano sconfiggere, è stato sconfitto dalla sua propria carne, avendo scelto di avvicinarsi al peccato, andando a Gaza.

Da quel punto, Sansone era già diventato schiavo del suo peccato. Era solo una questione di tempo prima che diventasse palese a tutti.

Lezioni per noi

Dobbiamo lasciare questo brano. È un brano triste, perché Sansone era stato un uomo grandemente benedetto. Aveva conosciuto la presenza di Dio, e la potenza di Dio nella sua vita. Aveva avuto il privilegio di essere giudice d'Israele per venti anni.

Ma ha scelto di buttare via tutte quelle benedizioni per dare spazio al momentaneo piacere della concupiscenza della carne.

Che terribile stoltezza!

Forse ancora peggio, visto che aveva ancora la sua forza fisica, non si rendeva conto che aveva perso la sua forza spirituale. Anzi, il suo comportamento superbo nel lasciare Gaza rende chiaro che Sansone confidava nella sua forza fisica, non riconoscendo affatto la sua debolezza spirituale.

Guardando al suo esempio, possiamo trarre delle lezioni importanti per noi.

Prima di tutto, ricordiamo i passi in cui Sansone ha camminato. Egli andò, vide, ed entrò.

Sansone andò. Il vero punto di caduta è quando scegliamo di andare, o fisicamente, o mentalmente, a metterci in una situazione sbagliata.

Una volta che ci troviamo nel posto sbagliato, vedremo cose che non avremmo dovuto vedere, e poi, essendo già deboli a causa del nostro peccato di essere andati dove sapevamo che non saremmo dovuti andare, prima o poi entreremo a commettere il peccato che si profila davanti a noi.

Quindi, il passo decisivo è quello di andare dove non dovremmo andare.

Per non cadere nel peccato, dobbiamo evitare le nostre Gaza.

Cosa vuol dire? Vuol dire che dobbiamo evitare i posti sbagliati, e le situazioni sbagliate, e i rapporti sbagliati.

Per esempio, se un uomo credente comincia a passare del tempo con una donna che non è per lui, è come se andasse a Gaza. Possono nascere sentimenti e desideri, e così facendo quell'uomo avrà già peccato nel cuore. Similmente, se una donna credente, per esempio, una giovane donna nubile, comincia a passare del tempo con un giovane uomo non credente, per lei, è come andare a Gaza. Una volta entrata in quella via, prima o poi quella sua scelta le porterà del disastro nella sua vita.

Se un ragazzo o una ragazza nasconde delle cose ai genitori, per lui o lei è come andare a Gaza. Forse all'inizio gli può sembrare che non lo porta a peccare, ma in realtà, avendo scelto quella via, gli arriveranno delle brutte conseguenze.

Se uno fa qualcosa di nascosto, per esempio, guarda la tivù di nascosta, o naviga in Internet di nascosto, per quella persona, è come andare a Gaza.

Se un credente comincia ad andare, nella sua mente, a godere cose materiali che non ha mezzi per comprare, quel tale ha iniziato a prendere la via della concupiscenza degli occhi.

Se uno ha una compagnia sbagliata, per quella persona, è come andare a Gaza. Chi sceglie quella via, ne subirà le brutte conseguenze.

Certi lavori, che portano a certe tentazioni, possono essere una forma di Gaza.

Quindi, riassumendo il tutto, la lezione principale da imparare da questo brano è che dobbiamo evitare di andare a Gaza. Il pericolo non è quello di entrare dalla prostituta, usando l'esempio di Sansone. È di andare a Gaza. Se pecchiamo, andando alla nostra Gaza, dobbiamo solamente aspettarci che prima o poi, cadremo nei peccati che la nostra Gaza ci offre.

Perciò, il vero campo di battaglia è quello di rifiutare di iniziare a camminare verso Gaza.

Però, chi conosce il proprio cuore sa che facilmente siamo attirati verso la nostra Gaza. Qual è la soluzione? Come si può evitare di andare a Gaza, e rovinarsi la vita?

Se cerchi di non pensare a Gaza, in realtà, vuol dire solo che stai pensando ancora di più a Gaza.

La soluzione non è di cercare di pensare di meno alla tua Gaza. La soluzione è di pensare di più a Gesù Cristo. Dobbiamo guardare a Cristo, e contemplare Cristo.

Dobbiamo contemplare la sua bellezza, e la sua maestà. Dobbiamo considerare la sua potenza, ma anche la sua misericordia. Dobbiamo meditare su come Egli ha a cuore le pecore smarrite, e i credenti che combattono con dubbi. Dobbiamo ricordare come Gesù è andato alla croce, pur sapendo quello che stava per subire, per salvarci.

Quindi, per non andare a Gaza, dobbiamo andare da Gesù Cristo, giorno per giorno. Dobbiamo dimorare in Cristo, e rallegrarci in Cristo, e confidare in Cristo. Dobbiamo rifugiarci in Cristo nelle tempeste della vita. Dobbiamo vedere sempre di più la gloria di Cristo, per non essere ingannati dalla falsa gloria di Gaza.

Solo così, con gli occhi fissati su Cristo Gesù, potremo restare sicuri, e correre in avanti, verso il premio celeste.

Cari, guardiamo a Cristo, per andare in cielo, anziché a Gaza! Amen.

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