un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Eben-Ezer – 1Samuele 7

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per mercoledì, 27 luglio 2016, – mdf ag –
parole chiave: Eben-Ezer, Ebenezer, cura di Dio, come avere fede, ricordare le opere di Dio.

La vita è un lungo cammino verso il cielo, con tante battaglie. Ci sono momenti più tranquilli e momenti più intensi. È importante capire che non ci sarà mai un riposo totale qui su questa terra, perché finché siamo in questa terra dobbiamo lottare contro la nostra carne, cioè, contro il peccato che è in noi.

La guerra è difficile. Dio ci manda tante prove, perché è nelle prove che possiamo riconoscere il nostro peccato, per confessarlo e così essere sempre più conformati all’immagine di Cristo. Le prove ci aiutano ad avere più fede, perché è nelle prove che riconosciamo il nostro bisogno di Dio e la Sua cura.

Voglio ripetere questo punto, perché è molto importante.

La vita cristiana è una vita di prove. Ci sono prove leggere, e ci sono prove durissime. Ci sono prove che durano poco, poi ci sono prove che durano per tanto tempo, anche per tutta la vita. Le prove possono essere anche molto dolorose. Nella carne, si vorrebbe non avere le prove. Però, le prove fanno parte la vita. È importante capire che le prove sono utili. Anzi, le prove sono estremamente importanti.

Le prove sono opportunità che Dio ci dà che possono servire moltissimo per farci conoscere Dio di più, per farci vedere la sua cura, per farci avere più fede, e per santificarci. Oppure, se rispondiamo male alle prove, allora possiamo indurirci contro Dio, possiamo peccare di più anziché crescere nella santità, e possiamo avere meno fede in Dio. La stessa prova può produrre in noi sia un risultato estremamente positivo e benedetto, oppure, se non guardiamo a Dio, quella prova può suscitare in noi ancora più peccato!

Perciò, è importante ricordare attivamente che Dio è in controllo. È importante affrontare ogni prova con umiltà. Per poter avere fede in Dio, in modo da affrontare ogni prova con umiltà, e con fede, è importante ricordare la cura di Dio nelle prove passate. Infatti, se noi non teniamo in mente la cura di Dio nel passato, diventa quasi impossibile avere fede nelle prove attuali. Quindi, dobbiamo impegnarci a ricordare la perfetta cura di Dio nel passato. Solo così potremo avere la fede per affrontare le prove attuali con pace!

L'esempio di Israele

Considerate con me alcune delle prove del popolo d'Israele. Potremmo iniziare anche con la vita di Abrahamo, di Isacco, e di Giacobbe, e poi di Giuseppe in Egitto. Pensate a come Dio permise ad Abrahamo di non aver mai una terra sua. Quindi, visse sempre come straniero. In varie occasioni ebbe grande timore, sapendo che gli altri avrebbero potuto fargli del male. Eppure, volta dopo volta Dio lo protesse. Così, la fede di Abrahamo crebbe.

Anche suo figlio Isacco si trovò in situazioni in cui non ce la faceva da solo. Per esempio, come suo padre, sua moglie Rebecca era sterile. Quando un uomo ha una moglie sterile, non può fare nulla. Ma Dio operò, e Rebecca concepì e nacquero Esaù e Giacobbe. Giacobbe peccò, ingannando suo padre per avere la primogenitura. Dovette scappare per salvarsi la vita da suo fratello. Fu ingannato dallo zio per cui lavorava. Però, nonostante tutte queste prove, Dio lo benedisse grandemente, ed ebbe 12 figli maschi. Questi figli divennero i patriarchi delle 12 tribù di Israele.

Se hai letto la Bibbia, conosci bene la storia di Giuseppe, uno dei suoi figli. Fu odiato dai suoi fratelli, venduto come schiavo e portato in Egitto. Fu messo ingiustamente in prigione. Rimase ingiustamente in prigione per vari anni, e poi in un unico giorno fu liberato dalla prigione e fu innalzato tanto da essere dichiarato secondo in comando su tutto l'Egitto. Le sue prove furono dure e dolorose, ma Dio è rimasto fedele nella sua vita!

I 12 fratelli si stabilirono in Egitto, e i loro discendenti divennero il popolo d'Israele. Vissero 400 anni in Egitto, e in quel periodo furono schiavi, trattati molto duramente. Verso la fine di quel periodo, perfino i bambini maschi che sarebbero nati dovevano essere messi alla morte.

Dio mandò Mosé per liberarli dall'Egitto. Però, prima che furono liberati, il Faraone li trattò ancora con più durezza. La loro vita fu estremamente difficile. A loro sembrava che Dio non ci fosse. Ma Dio c'era. Dio non abbandona mai il suo popolo, anche se ci sono momenti che il popolo non Lo vede. E così, con braccio potente, Dio liberò il suo popolo dall'Egitto. Conosciamo tutti come Dio mandò le 10 piaghe sugli egiziani. Poi, il Faraone mandò l'esercito a riprendere gli israeliti nel deserto. Il popolo di Dio vedeva l’esercito dietro a loro e il mare davanti: era una prova terribile. Sembrava che stessero per tornare nella schiavitù. Sembrava impossibile scappare. Umanamente parlando, era impossibile scappare. Ma nulla è impossibile a Dio. Dio aprì il Mar Rosso affinché potessero attraversarlo sull'asciutto. Distrusse l'esercito egiziano nel mare.

Poi, il popolo d'Israele iniziò un periodo lungo e difficile nel deserto. Arrivarono in più occasioni a non avere acqua. Pensate con me. Trovarsi nel deserto senza acqua è una prova incredibilmente difficile. Però, nel piano di Dio dovevano arrivare a quel punto. Le prove dure servono. Le prove dure rivelano il nostro cuore e ci insegnano ad avere fede in Dio.

Arrivarono a mancare cibo, e anche questa è una prova durissima. Però, anche in questo caso, come con l'acqua, Dio provvide per loro il necessario.

Quando entrarono nella terra promessa, di nuovo, si trovarono con grandi prove, si trovarono in grande pericolo. Ma, volta dopo volta, Dio era con loro, ha sempre provveduto ciò che serviva.

Durante il tempo dei giudici, in cui non c'era ancora un re, ognuno faceva ciò che sembrava giusto ai propri occhi, Israele il più delle volte non seguiva Dio. E perciò, volta dopo volta Dio li dava nelle mani dei loro nemici. Voglio leggere per voi Giudici 2:11-23. Questo brano descrive la situazione in Israele nel periodo dei giudici. Notate che a causa del peccato del popolo di Dio, ripetutamente Dio li diede nelle mani dei loro nemici. Certamente, trovarsi nelle mani dei tuoi nemici è una prova terribile. E tenete conto che Dio rendeva Israele debole, e i loro nemici forti. Perciò, furono trattati duramente. Tutto questo serviva per purificarli dai loro peccati. Ascoltate mentre leggo Giudici 2:11-23.

“1 “11 I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi dell’Eterno e servirono i Baal; 12 abbandonarono l’Eterno, il DIO dei loro padri che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto, e seguirono altri dèi fra gli dèi dei popoli che erano attorno a loro; si prostrarono davanti a loro e provocarono ad ira l’Eterno; 13 essi abbandonarono l’Eterno e servirono Baal e le Ashtaroth. 14 E l’ira dell’Eterno si accese contro Israele e li diede nelle mani dei predoni, che li spogliarono; e li vendette nelle mani dei loro nemici all’intorno, ai quali non poterono più tener fronte. 15 Dovunque andavano, la mano dell’Eterno era contro di loro portando calamità, come l’Eterno aveva detto, come l’Eterno aveva loro giurato; e furono grandemente angustiati. 16 Poi l’Eterno suscitava dei giudici, che li liberavano dalle mani di coloro che li spogliavano. 17 Purtroppo essi non davano ascolto neppure ai loro giudici, ma si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via nella quale avevano camminato i loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti dell’Eterno; essi però non fecero così. 18 Quando l’Eterno suscitava loro dei giudici l’Eterno era col giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice; perché l’Eterno era mosso a compassione dai loro gemiti a motivo di quelli che li opprimevano e li angariavano. 19 Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri andando dietro ad altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro; e non desistevano affatto dalle loro opere e dalla loro via ostinata. 20 Perciò l’ira dell’Eterno si accese contro Israele, ed egli disse: "Poiché questa nazione ha violato il mio patto che avevo stabilito con i loro padri ed essi non hanno ubbidito alla mia voce, 21 anch’io non scaccerò più davanti a loro alcuna delle nazioni che Giosuè lasciò quando morì; 22 così per mezzo loro metterò alla prova Israele per vedere se si atterranno alla via dell’Eterno e cammineranno per essa come fecero i loro padri, o no". 23 Perciò l’Eterno lasciò stare quelle nazioni senza scacciarle subito, e non le diede nelle mani di Giosuè.” (Giudici 2:11-23 LND)

Certamente, queste prove erano causate dai loro peccati, ma la cosa che voglio notare è che queste prove erano durissime, erano dolorose, erano estremamente pesanti. Tante volte, leggendo questo libro, scopriamo che furono trattati duramente dai loro nemici per tanti anni ogni volta. Quindi, i credenti di quei secoli vissero in grandi sofferenze. Certamente, la maggioranza della società peccava, ma c'erano sempre delle persone fedeli a Dio. Però, anche essi soffersero insieme a coloro che erano nel peccato. Le prove toccavano tutti, i giusti e gli ingiusti.

E allora, ciò che voglio notare è che nel piano di Dio, per compiere la sua opera in noi, spesso, permette profonde e dolorose prove.

Come Possiamo Avere Fede?

Come possiamo avere fede in Dio quando ci troviamo schiacciati da una prova dura? Come possiamo avere pace nel cuore quando ci troviamo in una prova che non sembra mai finire?

L'ultimo giudice di Israele fu Samuele, un profeta che è stato molto usato da Dio nella storia di Israele. Lui guidò Israele per tutta la sua vita da adulto. Non era un re, ma era tramite lui che Dio parlava al popolo e guidava il popolo. Quindi, Samuele era il punto di riferimento per tutto il popolo d'Israele durante la sua vita.

Samuele iniziò a guidare Israele in un momento di grande apostasia e peccato nella nazione. Il sommo sacerdote era un uomo di nome Eli, che era l'uomo che aveva allevato Samuele. Eli aveva dei figli adulti che erano sacerdoti, ma erano molto malvagi. Non avevano alcun timore di Dio. Visto che Eli non li punì per la loro malvagità, ma continuò a lasciar loro svolgere il ruolo di sacerdote, Dio punì Israele severamente. Permise che l'arca, che rappresentava la presenza di Dio in Israele, fosse catturata dai nemici di Israele, i filistei. La nazione fu scioccata da questa sconfitta. Però, come ogni prova, anche questa serviva per la loro crescita.

Consideriamo insieme come Dio si servì di Samuele per far tornare il popolo di Israele a Lui. Dopo che l'arca fu catturata dai filistei, Dio, per mostrarsi sovrano sugli idoli dei filistei, punì i filistei fino al punto che essi mandarono indietro l'arca. L'arca tornò in Israele sopra un carro tirato da due vacche. Così Dio si glorificò davanti ai filistei.

Voglio prendere la storia di Israele da quel punto. Trovate con me 1Samuele 7. Leggo dal versetto 1 a 6.

“1 Allora gli uomini di Kiriath-Jearim vennero, portarono su l’arca dell’Eterno e la collocarono in casa di Abinadab sulla collina, e consacrarono suo figlio Eleazar perché custodisse l’arca dell’Eterno. 2 Da quando l’arca era stata posta a Kiriath-Jearim, era trascorso molto tempo; erano passati vent’anni e tutta la casa d’Israele si lamentava con l’Eterno. 3 Allora Samuele parlò a tutta la casa d’Israele, dicendo: "Se tornate all’Eterno con tutto il vostro cuore, togliete da mezzo a voi gli dèi stranieri e le Ashtaroth e tenete il vostro cuore fermo nell’Eterno e servite a lui solo, allora egli vi libererà dalle mani dei Filistei". 4 Così i figli d’Israele tolsero via i Baal e le Ashtaroth e servirono solamente l’Eterno. 5 Poi Samuele disse: "Radunate tutto Israele a Mitspah" e io pregherò l’Eterno per voi". 6 Così essi si radunarono a Mitspah, attinsero acqua e la versarono davanti all’Eterno; quindi in quel giorno digiunarono e là dissero: "Abbiamo peccato contro l’Eterno". Samuele giudicò i figli d’Israele a Mitspah.” (1Samuele 7:1-6 LND)

Per vent'anni, Israele era sotto il controllo dei filistei. I filistei li trattarono duramente, e fu una prova lunga e dura. Immaginate con me come sarebbe di essere trattati duramente per vent'anni senza tregua. Tenete in mente quanto dura fu quella prova.

In quel caso, ciò che serviva era che fossero ravvedessero. Questo mi fa capire quanto il nostro cuore può essere duro. Cioè, gli israeliti subirono 20 anni di sofferenza, e non si sono ravveduti! Quanto possiamo essere stolti! Quanto stolti siamo quando continuiamo nel nostro peccato! Israele rimase duro per vent'anni, ma Dio, nella sua misericordia, mandò Samuele a parlare al loro cuore, esortandoli a tornare all'eterno. E così, finalmente si sono ravveduti.

A quel punto, i filistei si radunarono per attaccare Israele, vedendo che Israele era radunato insieme. I figli di Israele ebbero paura. Samuele pregò per loro, e l'Eterno rispose con potenza, dando una grande vittoria agli uomini d'Israele. Fu una vittoria miracolosa. Leggo i versetti 7 a 11.

“7 Quando i Filistei seppero che i figli d’Israele si erano radunati a Mitspah, i principi dei Filistei salirono contro Israele. Quando i figli d’Israele udirono ciò, ebbero paura dei Filistei. 8 Allora i figli d’Israele dissero a Samuele: "Non cessare di gridare per noi all’Eterno, il nostro DIO, perché ci salvi dalle mani dei Filistei". 9 Così Samuele prese un agnello di latte e l’offerse intero in olocausto all’Eterno; Samuele gridò all’Eterno per Israele, e l’Eterno lo esaudì. 10 Mentre Samuele offriva l’olocausto, i Filistei si avvicinarono per assalire Israele; ma l’Eterno in quel giorno tuonò con grande fragore contro i Filistei e li mise in confusione, ed essi furono sconfitti davanti a Israele. 11 Gli uomini d’Israele uscirono da Mitspah, inseguirono i Filistei e li batterono fin sotto Beth-Kar.” (1Samuele 7:7-11 LND)

La prova era durata tanti anni, e la prova era stata durissima. Ma quando il popolo d'Israele tornò a Dio, Dio tolse quella prova in un giorno solo.

Dio Può Cambiare Tutto

Qui, c'è una lezione molto importante per noi. Dio può trasformare le nostre circostanze in un attimo. Anche se a noi dovesse sembrare che sarebbe impossibile cambiare situazione, Dio può cambiare la nostra situazione. Dio non è legato dalle circostanze, non è limitato da fattori che limitano noi. Per quanto possa sembrare impossibile che una prova finisca, come lo era la situazione di Israele, quando Dio opera, Egli può togliere qualsiasi prova in un attimo, se è la sua volontà.

Quindi, è importante confidare in Dio, e nella sua sovranità, e nella sua bontà nel gestire le prove per il nostro bene.

Stabilire un Modo per Ricordare

Uno dei problemi più grandi che abbiamo è che spesso, in mezzo ad una prova, ci lasciamo prendere dalla prova, e non guardiamo a Dio. Abbiamo bisogno di ricordare la cura passata di Dio, e la sua sovranità, e il suo cuore. Abbiamo bisogno di ricordare ciò che Dio ha già fatto per noi nel passato. Questo ci aiuta ad avere fede anche nelle prove attuali.

Samuele lo sapeva, e perciò, è importante notare ciò che fece con i figli di Israele dopo questa grande vittoria che Dio aveva dato loro. Perciò, riprendo il brano, leggo il versetto 12.

“Allora Samuele prese una pietra la eresse tra Mitspah e Scen e la chiamò Eben-Ezer dicendo: "Fin qui l’Eterno ci ha soccorso".” (1Samuele 7:12 LND)

Qua, troviamo una lezione estremamente importante. Questa lezione viene ripetuta volta dopo volte nella Bibbia in varie forme. Ed è una lezione che abbiamo bisogno di conoscere, e anche di vivere nella nostra vita. Questa non è una lezione intellettuale, è una lezione da mettere in pratica.

La lezione che vediamo in questo brano è che è essenziale che stabiliamo dei modi per ricordare come il Signore ci ha soccorso fino a questo punto.

Cioè, di natura, abbiamo la tendenza di non pensare alle cose passate, ma piuttosto di focalizzare sulle circostanze che ci circondano nel momento attuale. Quindi, nonostante la cura perfetta di Dio da anni, nonostante la sua fedeltà, nonostante la sua presenza, nonostante la sua potenza che Egli ha manifestato volta dopo volta nel curarci, molto spesso, i nostri pensieri vengono totalmente presi dalle prove che abbiamo davanti a noi adesso. E questo, cari fratelli, ci rovina! Questo ci rovina perché pensando alle difficoltà, e non pensando a Dio, diventa quasi sicuro che avremo poca fede. Diventa quasi inevitabile che la nostra fede verrà meno, e che saremo agitati, o arrabbiati, o scoraggiati. In altre parole, se i nostri pensieri sono focalizzati sulla situazione che ci troviamo davanti, vivremo male quella situazione che stiamo affrontando.

E perciò, ciò che fece Samuele è un esempio per noi. Allora, Samuele eresse una vera pietra, qualcosa di concreto che il popolo d'Israele avrebbe potuto vedere ogni volta che avesse percorso quella strada. Avrebbero potuto visibilmente vedere quel ricordo della fedeltà di Dio fino a quel punto, della cura di Dio fino a quel punto, e così, quel ricordo avrebbe aumentato la loro fede in Dio per la prova attuale.

Per noi, certamente erigere una pietra nel giardino non è tanto pratico. Però, ci sono tanti altri modi che possono aiutarci a ricordare in modo attivo il cuore di Dio negli anni passati.

Ciò che è importante è di stabilire qualche modo, qualche mezzo, che ci aiuta a ricordare costantemente la cura di Dio nella nostra vita finora. Ognuno di noi ha la tendenza di dimenticare le cose importanti, e di focalizzare sulle cose del momento. Questa è una tendenza umana, ed è importante per noi di riconoscerla anche nella nostra vita.

E perciò, ogni credente, come il popolo d'Israele, ha bisogno di un impegno che lo aiuti a ricordare la cura di Dio finora.

Quando tu hai dei ricordi che ti aiutano a pensare alla cura di Dio nel passato, questo aumenta moltissimo la tua fede in Dio per le prove che stai affrontando oggi. Infatti, è per questo che la Bibbia ci comanda ripetutamente di ricordare le opere passate di Dio.

Per esempio, vi leggo il Salmo 105:5, e poi, Isaia 46:9.

“Ricordate le meraviglie che egli ha fatto, i suoi miracoli e i giudizi della sua bocca,” (Salmo 105:5 LND)
“Ricordate le cose passate di molto tempo fa, perché io sono Dio e non c’è alcun’altro; sono DIO e nessuno è simile a me,” (Isaia 46:9 LND)

Oppure, pensate al comandamento che troviamo nel Salmo 103:2.

“Benedici, anima mia, l’Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici.” (Salmo 103:2 LND).

Dio esortava il suo popolo a ricordare i benefici passati del Signore, e le opere che Egli aveva fatto per loro, perché era proprio il fatto di ricordare ciò che Dio aveva fatto nel passato che aumentava la loro fede nel presente.

Cari fratelli e sorelle mie, a noi serve esattamente la stessa cosa. L'unico modo per avere una fede che si fortifica al punto che possiamo affrontare le prove è di ripassare nella nostra mente ciò che Dio ha già fatto nel passato.

Ognuno di noi che è un figlio di Dio può dire ciò che disse Samuele al popolo: fino a qua l'Eterno ci ha soccorso. Fino a questo punto il Signore ti ha curato. Fino a questo punto il Signore è stato fedele nella tua vita. Fino a questo punto ti ha sostenuto, ti ha guidato, ed è stato sempre con te.

E perciò, hai bisogno di ricordare questa verità, e hai bisogno di tenerla sempre in mente. Se noi non ci impegniamo a ricordare la cura di Dio, saremo inondati dalle circostanze di oggi. Se guardiamo principalmente alle circostanze, la nostra fede verrà meno, avremo dubbi e saremo scoraggiati.

E perciò, impegniamoci a ricordare. Abbiamo delle Eben-Ezer nelle nostre vite. Non si tratta necessariamente di colonne fatte di pietra, ma possono essere altri modi che noi usiamo per ricordare giorno per giorno la cura e la fedeltà di Dio nel passato.

Quando noi facciamo questo, ci aiuterà a ricordare la cura di Dio, e questo, cari fratelli e sorelle, fortificherà la nostra fede.

Parlare Gli Uni con Gli Altri

A proposito, un aspetto molto importante per poter ricordare le opere passate dell'Eterno è di parlare gli uni con gli altri della fedeltà di Dio. Cioè, per quanto sia importante ricordare la fedeltà di Dio, ognuno di noi ha dei momenti in cui nella carne dimentichiamo le cose passate di Dio. E per questo, possiamo essere un immenso aiuto gli uni agli gli altri quando prendiamo la pratica di sentirci spesso, e di parlare insieme della cura di Dio finora nelle nostre vite.

Perciò, vorrei incoraggiare ciascuno di voi a prendere un impegno a parlare con altri credenti di come il Signore è stato fedele. Beato quel credente che ha altri credenti nella sua vita con cui può parlare della fedeltà di Dio.

Ricordiamo la Fedeltà di Dio

E perciò, la verità semplice ma importantissima che voglio lasciare a ciascuno di noi in questo studio è che abbiamo bisogno di ricordare la fedeltà passata di Dio, per avere la fede sufficiente per le prove di oggi. E questo lo possiamo fare prima di tutto stabilendo dei modi che ci aiutano a ricordare la opere passate di Dio. Possiamo avere un quaderno in cui scriviamo un elenco delle opere di Dio, e regolarmente lo tiriamo fuori per leggere di ciò che Dio ha fatto nel nostro passato. Possiamo stabilire altri modi. La cosa importante è di ricordare ciò che Dio ha fatto finora per curarci. Questo aumenta la nostra fede.

E poi, una parte essenziale per poter vivere così è di impegnarci ad aiutarci gli uni gli altri. Abbiamo tutti bisogno degli altri. Nessuno riesce ad essere forte da solo. Grazie a Dio, Egli ci ha fatto essere parte del corpo di Cristo, in modo che possiamo appoggiarci gli uni gli altri. E così facendo, cresceremo tutti. Così, la fede di tutti sarà più forte. E così, potremo camminare vittoriosamente anche in mezzo alle prove più profonde.

Grazie a Dio, abbiamo cose da ricordare. Dio è stato sempre fedele. Grazie a Dio, abbiamo tantissimo da ricordare. Quindi, impegniamoci, ricordiamoci della cura di Dio, e camminiamo per fede in ciò che Dio permetterà nella vita di oggi.

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