un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Non temere quando camminiamo per fede
Aggeo 2:1-9

filename: 37-02-01.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - Sermone 4 su Aggeo, di Marco deFelice, per 21 luglio, 2002

Riassunto di Aggeo 1

Abbiamo visto, nei primi sermoni di questa serie, che Dio mandò Aggeo per risvegliare quei Giudei che Dio aveva fatto ritornare a Gerusalemme, dopo settanta anni di Esilio. Il loro ritorno era una potente opera di Dio, in quanto Egli aveva dato a Ciro di Persia vittoria su Babilonia, poi gli mise in cuore di permettere ai Giudei di tornare in patria per ricostruire il Tempio. Tanti anni prima, tramite Isaia, Dio aveva annunciato che avrebbe fatto questo, perfino nominando Ciro.

Quando questi Giudei tornarono nella loro terra, subito eressero l’altare, per ricominciare ad offrire i sacrifici per il peccato. Questi sacrifici, infatti, erano l’aspetto centrale del loro rapporto con Dio. In seguito posero le fondamenta del Tempio. Iniziarono bene.

Come abbiamo visto nei sermoni precedenti, ben presto essi abbandonarono i lavori di ricostruzione, a causa dell’opposizione dei popoli circostanti. Per circa 16 anni lasciarono fermi i lavori nel Tempio. Durante questo periodo, costruirono delle belle case rivestite di legno per loro stessi. La gloria di Dio non era più la loro priorità.

A causa del peccato di non avere Dio come prima priorità nella loro vita, Dio li disciplinò. Anziché benedire le opere delle loro mani, faceva andare male quasi tutto quello che facevano. Poi, mandò loro Aggeo, per avvertirli del loro peccato, e del rimedio: ravvedersi, e cambiare il loro comportamento. Quando noi cadiamo nel peccato, la soluzione è semplice: ravvederci e abbandonare il peccato, non facendo più il male e facendo il bene che avevamo trascurato.

Queste persone diedero ascolto alla parola che Dio aveva dato tramite Aggeo, ed ebbero timore di Dio. Nella sua grazia, Dio mandò loro un secondo messaggio, annunciando che Egli era con loro. Poi, Dio risvegliò lo spirito del popolo, così essi ricominciarono i lavori del Tempio. In questo abbiamo visto la grazia di Dio, infatti, quando abbandoniamo il peccato e torniamo al Signore, Egli torna a benedirci e a stare con noi nel nostro impegno per Lui.

Questo è il punto in cui vogliamo riprendere lo studio di questo libro.

vv.1-5 Una Parola di incoraggiamento

Oggi vogliamo continuare a considerare il messaggio di Dio, inviato tramite Aggeo, e contenuto in Aggeo 2:1-9. Leggiamo prima i versetti 1-5.

1 Il giorno ventuno del settimo mese, la parola del SIGNORE fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: 2 «Parla ora a Zorobabel, figlio di Sealtiel, governatore di Giuda, a Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, e al resto del popolo, e di’ loro: 3 “Chi c’è ancora tra di voi che abbia visto questa casa nel suo primo splendore? E come la vedete adesso? Così com’è non è forse come un nulla ai vostri occhi? 4 Ma ora, sii forte, Zorobabel”, dice il SIGNORE, “sii forte, Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote; sii forte, popolo tutto del paese”, dice il SIGNORE! “Mettetevi al lavoro! perché io sono con voi,” dice il SIGNORE degli eserciti, 5 “secondo il patto che feci con voi quando usciste dall’Egitto. Il mio spirito è in mezzo a voi, non temete!” (Aggeo 2:1-5 NRV)

Per capire questo brano, dobbiamo considerare la situazione storica. Il Tempio che era stato distrutto settant’anni prima era il Tempio che Salomone aveva costruito. Quel Tempio era molto maestoso, probabilmente era l’edificio più imponente del mondo. Ricordiamo che, ai tempi di Salomone, Dio aveva benedetto Israele in modo tale che Gerusalemme era piena d’oro e di ricchezze di ogni tipo; Salomone usò tali ricchezze per costruire il Tempio. Dio diede una grande perizia agli artigiani addetti a creare i vari ornamenti del Tempio. Il Tempio di Salomone,quindi, era oltremodo maestoso.

Quello era il Tempio che era stato distrutto dai Babilonesi. Ora, al tempo di Aggeo, alcuni dei Giudei che erano tornati dal Esilio erano vecchi e si ricordavano molto bene il Tempio di Salomone. Quando si iniziò la ricostruzione del Tempio, questi anziani, vedendo la pochezza del nuovo Tempio rispetto al vecchio, furono molto rattristati e demoralizzati. Per loro quello sembrava un lavoro inutile, visto che questo nuovo Tempio era così semplice e scarno.

La Parola di Dio, inviata tramite Aggeo e contenuta in Aggeo 2:1-9, è una parola che ha lo scopo di fortificare questi credenti. Ascoltiamo ciò che Dio dichiara loro, e che manda anche a noi quando la nostra situazioneè simile.

1 Il giorno ventuno del settimo mese, la parola del SIGNORE fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: 2 «Parla ora a Zorobabel, figlio di Sealtiel, governatore di Giuda, a Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, e al resto del popolo, e di’ loro: 3 “Chi c’è ancora tra di voi che abbia visto questa casa nel suo primo splendore? E come la vedete adesso? Così com’è non è forse come un nulla ai vostri occhi?

Questi Giudei avevano ascoltato il SIGNORE e avevano ripreso l’opera di Dio, in questo caso avevano iniziato a costruire il Tempio di Dio. Però, vedendo che il loro impegno produceva scarsi risultati, erano scoraggiati e tentati ad abbandonare il lavoro.

Dio sapeva che erano scoraggiati, per cui mandò Aggeo a fortificare il loro spirito. Dio non è un cattivo despota, a cui importa solamente che gli uomini facciano la sua volontà. Dio è amoroso, Egli cura teneramente coloro che camminano per fede. Il messaggio che Dio mandò a questi credenti era un messaggio di incoraggiamento, per fortificare la loro fede, e per far capire loro ciò che Dio avrebbe fatto nel futuro, in modo che potessero vedere il quadro complessivo del loro impegno.

Quindi, la prima cosa che Dio dichiara a loro tramite Aggeo è: “Chi c’è ancora tra di voi che abbia visto questa casa nel suo primo splendore? E come la vedete adesso? Così com’è non è forse come un nulla ai vostri occhi?

Notiamo la situazione. Agli occhi di questi Giudei, ciò che stavano facendo per il Signore sembrava di non valer nulla. Sapevano che Dio aveva comandato loro di costruire il Tempio. Però, a loro parere, ciò era un lavoro inutile.

Esdra 3:12 ci racconta di questo momento, ossia di quando videro le dimensioni del nuovo tempo ricordando la grandezza e la maestà del primo tempio.

Molti sacerdoti, Leviti e capi famiglia anziani, che avevano visto la prima casa, piangevano ad alta voce mentre si ponevano le fondamenta della nuova casa. Molti altri invece alzavano le loro voci, gridando per la gioia, (Esdra 3:12 NRV)

Quante volte noi ci troviamo nella stessa situazione! Sappiamo qual è la cosa giusta da fare, ma sembra che non serva a nulla, che è tutto uno speco di tempo.

Una volta Gesù e i discepoli, per esempio, si trovarono con una grande folla lontano dai villaggi, e serviva per costoro una grande quantità di cibo. Gesù chiese ai discepoli dove avrebbero potuto prendere tale cibo. Un bambino aveva offerto quel po’ di cibo che aveva, che consisteva solamente di cinque pani e due pesci. Notiamo le parole di Andrea quando diede questo a Cristo.

8 Uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse: 9 «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?» (Giovanni 6:8-9 NRV)

Stava dicendo: Signore, so che tu ci hai chiesto del cibo e ho questo da darti, ma che cosa serve? Non serve a nulla, è inutile!

Oh amici, quanto spesso succede anche a noi la stessa cosa. Sappiamo qual è la cosa giusta da fare, e ci impegniamo a farla. Però, secondo il nostro modo di vedere, non produce risultati. Sembra tutto inutile. Ci sentiamo di dover mollare tutto, perché sembra che la nostra opera non serva a nulla.

Dobbiamo stare attenti a non confrontare i nostri risultati con quelli di qualche momento passato. Non dobbiamo confrontare le situazioni passate con la condizione attuale, perché le cose sono cambiate. Come leggiamo in Eccle. 7:10

Non dire: «Come mai i giorni di prima erano migliori di questi?», poiché non è da saggio domandarsi questo. (Ecclesiaste 7:10 NRV)

Molte volte Satana ci tenta, cercando di farci credere che il nostro impegno per Dio non serve a nulla, per scoraggiarci e per farci abbandonare tutto. Ci sono tanti esempi di questa realtà. Forse sappiamo, ad esempio, che è giusto dare un aiuto pratico ad un fratello o ad una sorella; ma sembra che il poco che possiamo fare non cambi nulla. Può darsi invece che riconosciamo il bisogno di ammonire qualcuno, ma siamo convinti che costui non ascolterebbe, perciò sembra che ciò sia inutile. Può darsi ancora che riconosciamo un’occasione per poter parlare del Signore a qualcuno, ma sembra che quella persona non sia interessata e, in ogni caso, non sembra il tipo che voglia sentire parlare di Dio, e perciò, ci sembra inutile provare.

Siamo convinti che è giusto avere un dato comportamento con i nostri figli, ma è difficile perseverare, e sembra di non cambiare nulla. Forse stai lottando contro un certo peccato, e sembra che il tuo impegno sia inutile. Anche in questo caso, c’è la tentazione di arrenderti.

In tutti questi esempi, ed in tanti altri che potremmo pensare, la situazione è simile a quella desctitta in Aggeo. Siamo disposti di fare la cosa giusta ma sembra inutile, perciò ci scoraggiamo e siamo tentati di mollare tutto.

Visto che anche noi siamo tentati in questo modo, come lo erano questi Giudei, consideriamo attentamente la Parola che Dio mandò a loro tramite Aggeo, perché essa serve anche a noi.

Dio conosceva pienamente il loro cuore, conosceva quindi che erano scoraggiati. Dio conosce anche il nostro cuore, Egli non resta indifferente quando il nostro cuore è abbattuto.

Pochi giorni dopo la prima profezia, Dio mandò di nuovo Aggeo con un altro messaggio da parte sua. Ascoltiamo le parole che Dio diede a loro tramite Aggeo, in vv.4,5

4 Ma ora, sii forte, Zorobabel", dice il SIGNORE, “sii forte, Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote; sii forte, popolo tutto del paese”, dice il SIGNORE! “Mettetevi al lavoro! perché io sono con voi,” dice il SIGNORE degli eserciti, 5 “secondo il patto che feci con voi quando usciste dall’Egitto. Il mio spirito è in mezzo a voi, non temete!” (Aggeo 2:4-5 NRV)

Dio gli dichiara la stessa cosa che aveva dichiarato loro poco tempo prima, quando avevano dato ascolto all’ammonimento di Dio. Dio dichiara: IO SONO CON VOI!!

Il SIGNORE dichiara loro: Sii forte! Mettetevi al lavoro! Perché IO sono CON VOI!

Dio gli aveva detto poco tempo prima che era con loro. Però, in poco tempo, essi avevano distolto lo sguardo da Dio e avevano iniziato a guardare ai problemi. Avevano bisogno che Dio gli ricordasse quanto già detto, e Dio non mancò di ricordargli che Egli stesso era con loro.

Avere Dio con loro vuol dire avere Dio dalla loro parte, vuol dire avere l’aiuto e l’intervento di Dio. Non c’è nulla di meglio al mondo che avere Dio con noi.

Ricordandogli che era con loro, Dio li esortava ad esser forte. Sii forte, diceva a ciascuno tramite Aggeo. Siccome Dio era con loro, la loro forza veniva da Dio stesso. Poi, Dio dichiarò loro: Mettetevi al lavoro! Non stare là a pensare che non conviene. Non fate confronti con il vecchio Tempio. Non stare a preoccuparvi se l’ubbidienza porterà i frutti che volete voi. Voi fate la cosa giusta, poi sarà Dio a pensare ai risultati.

non temete

C’è una verità molto importante nel v.5 che vogliamo considerare, perché vale per noi come valeva per loro. Leggiamo il v.5

“secondo il patto che feci con voi quando usciste dall’Egitto. Il mio spirito è in mezzo a voi, non temete!”

Qui Dio ricorda al suo popolo perché Egli era con loro. Dio aveva fatto un patto con i Giudei, i discendenti di Abraamo, presso il Monte Sinai, appena dopo che erano usciti dall’Egitto. In quel patto, Dio aveva dichiarato di essere il loro Dio. Il fatto che Egli dicesse loro in questa situazione “IO sono con voi” era semplicemente un mantenere la sua parola di allora.

Dio mantiene sempre la sua parola. Il mondo cambia costantemente, tutto quello che fanno gli uomini sarà distrutto. Gli uomini più forti cadano. Invece, la Parola del Signore sussiste in eterno. Quando Dio fa un patto, quel patto è sicuro, perché l’ha fatto l’Eterno. Dio ricordava loro che aveva fatto un patto con loro, come popolo, quando erano usciti dall’Egitto. Lo Spirito di Dio, quindi, era in mezzo a loro, per cui non dovevano temere.

Oh cari amici, chi è stato salvato dai suoi peccati, e appartiene a Dio, fa parte del patto che Dio ha fatto con i redenti tramite la morte e la risurrezione di Cristo Gesù.

Dio ha promesso che non lascerà e non abbandonerà mai coloro che Egli salva. Gesù dichiara che non perderà nessuno di coloro che vengono a Lui. Quindi, come è vero che Dio era con quei Giudei, è altrettanto vero che Dio è con noi che siamo stati salvati per mezzo di Gesù Cristo; quindi non dobbiamo temere. Non dobbiamo temere le circostanze, le difficoltà e i pericoli. Dio è con noi. Non dobbiamo temere come possono evolversi le circostanze: Dio è con noi.

vv.6,7 Farò tremare la terra

Dio non si limitava solo ad annunciare loro che era con loro. Diceva molto di più. Leggiamo vv.6,7

6 Così infatti parla il SIGNORE degli eserciti: “Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l’asciutto; 7 farò tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutte le nazioni affluiranno e io riempirò di gloria questa casa”, dice il SIGNORE degli eserciti.

Dio annunciò una grande verità per loro: rivelò che stava per far tremare i cieli e la terra. Come spesso accade nell’Antico Testamento, questa è una doppia profezia. Prima, parlava di quello che stava per avvenire presto: la venuta del Cristo sulla terra. Ormai era passato il periodo da Adamo al diluvio, dal diluvio ad Abraamo, da Abraamo a Mosè, da Mosè a Davide, poi il periodo dell’esilio, ed ora il ritorno. Il prossimo grande passo nel piano di Dio sarebbe stato la venuta del Cristo. Quindi Dio dichiara: “Ancora una volta, fra poco...” Sarebbe fra poco.

La venuta di Cristo e, soprattutto, la sua opera opera sulla croce e la sua risurrezione, faceva tremare i cieli e la terra, il mare e l’asciutto. Tanti uomini non capiscono la grandezza dell’opera di Cristo, ma è stato il più grande e importante avvenimento nella storia del mondo.

Quando Gesù morì, il sole fu ottenebrato e ci fu un grande terremoto. La crocifissione e la risurrezione di Cristo fecero tremare la terra in senso letterale. Quest’opera, però, fa tremare anche il mondo delle potenze invisibili. Leggiamo, ad esempio, in Colossesi 2:13-15, questo brano parla dell’opera di Cristo sulla croce.

13 Voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati; 14 egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l’ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; 15 ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce. (Colossesi 2:13-15 NRV)

Quando Gesù è morto, e poi è risuscitato, ha trionfato sui principati e le potenze, li ha spogliati del loro potere. Ha fatto tremare le potenze invisibili del mondo. La sua morte e risurrezione è stata l’opera più grande di qualsiasi altra opera nel mondo in tutta la storia.

La profezia in Aggeo fa un salto in avanti, dalla prima alla seconda venuta di Cristo. In questo stesso versetto, Dio dichiara tramite Aggeo:

6 Così infatti parla il SIGNORE degli eserciti: “Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l’asciutto; 7 farò tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutte le nazioni affluiranno e io riempirò di gloria questa casa”, dice il SIGNORE degli eserciti.

Dio farà tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutti i popoli affluiranno a Gerusalemme e Dio riempirà di gloria il Tempio. In questo passo, Dio parla del ritorno di Cristo, quando Egli stabilirà il suo regno a Gerusalemme e tutto il mondo sarà sottoposto a Lui. Allora il meglio di tutto il mondo sarà portato a Gerusalemme per glorificare Cristo.

Amici, in questa profezia Dio annunciò la prima venuta di Cristo, e ciò si è avverato. Inoltre, in questa profezia, viene annunciata la seconda venuta di Cristo. Come Dio portò a compimento la prima profezia, così porterà a compimento anche la seconda.

Siamo ancora in attesa della sua seconda venuta. Gesù può ritornare in qualsiasi momento. Quando Cristo ritornerà, sarà per giudicare il mondo, per legare Satana, per regnare con giustizia e con una verga di ferro. Tutto il mondo tremerà al maestoso cospetto di Cristo.

vv. 7-9 IO riempirò di gloria questa casa

Siamo ora giunti ad una meravigliosa profezia, data da Dio a queste persone scoraggiate. Questi pochi Giudei, con pochi mezzi, stavano cercando di costruire un nuovo Tempio. Ricordiamo che Salomone, quando costruì il primo Tempio, era un re ricchissimo. Egli aveva a disposizione un’enorme quantità di artigiani, di operai e di beni materiali per rendere il primo Tempio glorioso. Queste poche persone non avevano nulla di paragonabile. Essi sapevano, quindi, che questo Tempio non sarebbe stato nulla al confronto con il primo Tempio.

In questa situazione, con questa realtà davanti ai loro occhi, Dio mandò loro una parola inconcepibile. Leggiamo vv.7-9.

7 farò tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutte le nazioni affluiranno e io riempirò di gloria questa casa", dice il SIGNORE degli eserciti. 8 “Mio è l’argento e mio è l’oro”, dice il SIGNORE degli eserciti. 9 “La gloria di questa casa sarà più grande di quella della casa precedente”, dice il SIGNORE degli eserciti. “In questo luogo io darò la pace”, dice il SIGNORE degli eserciti». (Aggeo 2:7-9 NRV)

Considerando le condizioni di questi pochi Giudei, le parole del versetto 9 sono incredibili. Dio dichiara: “La gloria di questa casa sarà più grande di quella della casa precedente”, dice il SIGNORE degli eserciti."In questo luogo io darò la pace", dice il SIGNORE degli eserciti»

A questi pochi Giudei, Dio dichiara che la gloria di questa casa sarà più grande di quella della casa precedente! Come era possibile? Come potrebbero questi pochi Giudei, con pochi mezzi, costruire un Tempio più glorioso di quello che aveva costruito Salomone, con un’enorme spesa?

Amici, questo tipo di ragionamento è oltremodo sbagliato e pericoloso, e noi lo facciamo spesso. Ragionare così ci fa cadere nel peccato.

La ragione per la quale a noi sembra difficile credere nella Parola di Dio, è che troppo spesso valutiamo le possibilità in base al metro ed alle possibilità umane.

In che modo il secondo Tempio sarebbe stato più glorioso del primo? Consideriamo la gloria di entrambi.

La gloria del primo Tempio era nella sua ricchezza materiale. Internamente, era coperto di legno pregiato, e fuori, era coperto di oro. Aveva stupendi ornamenti decorativi, creati da artigiani guidati da Dio. Gli anziani presenti al tempo di Aggeo ricordavano questa gloria materiale. Questi poveri Giudei, al Tempo di Aggeo, non avevano neanche la minima parte della ricchezza di Salomone a loro disposizione.

Eppure il Signore dichiarò a questi poveri Giudei, al tempo di Aggeo, che la gloria del Tempio che stavano costruendo sarebbe stata più grande della gloria del primo Tempio. Come sarebbe stato possibile?

Amici, quando l’uomo pensa alla gloria, pensa alle cose esterne: la grandezza, la ricchezza, ciò che attira l’occhio dell’uomo.

Invece quando Dio parla di gloria, intende quello che è la VERA gloria, quella eterna, quella che è infinitamente più gloriosa delle cose materiali sulla terra.

La gloria del secondo Tempio non era nell’oro, né nelle pietre preziose. In quelle cose, il secondo Tempio era molto inferiore al primo Tempio.

Però, il secondo ha ricevuto una gloria che superava grandemente la gloria del primo Tempio.

Nel secondo Tempio, in questo povero Tempio che stavano costruendo, è entrato, più volte, il SIGNORE Gesù Cristo, Dio stesso. Cristo è entrato in questo Tempio, e quindi, è stato CRISTO a conferire a questo Tempio la sua gloria. Nessuna quantità di oro e pietre preziose sono minimamente paragonabili alla gloria di Cristo Gesù.

Fermiamoci un attimo. Se la gloria di quel Tempio era grande, perché Cristo Gesù ci è entrato qualche volta, cosa possiamo dire di noi stessi? Per coloro che sono diventati figli di Dio, Cristo Gesù è entrato per predervi dimora permanente. Come leggiamo in 2Corinzi 4:6,7

perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo. 7 Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi. (2 Corinzi 4:6-7 NRV)

Come quel secondo Tempio era molto semplice esteriormente, ma ricevette da Dio una gloria maggiore del primo, perché Cristo è entrato in esso; così anche noi siamo deboli e di poco valore agli occhi del mondo, ma Cristo è entrato in noi e la sua gloria risplende nel nostro vaso di terra.

Oh amici, quanto spesso valutiamo le cose della vita con un metro umano, anziché con il metro di Dio. Quello che Dio sta facendo tramite noi, e soprattutto IN noi, spesso non è glorioso secondo il metro del mondo, ma è pieno della vera gloria di Dio. Oh che possiamo imparare, desiderare e cercare la vera gloria, valutando tutto con il metro di Dio, e non il metro del mondo.

Io darò la pace

Dio ha aggiunto un’altra grande verità. Egli dichiara a queste persone, tramite Aggeo:

9 “La gloria di questa casa sarà più grande di quella della casa precedente”, dice il SIGNORE degli eserciti. “In questo luogo io darò la pace”, dice il SIGNORE degli eserciti».

Non solo la gloria di quel Tempio sarebbe più grande, perché Cristo stesso ci sarebbe entrato, ma Dio dichiarò a questi Giudei che avrebbe dato la pace in quel luogo. Infatti, è stato nel Tempio che il Vangelo fu proclamato dagli Apostoli, nel periodo immediatamente dopo la Pentecoste. Nel Tempio, tante persone hanno trovato la vera pace con Dio, tramite la proclamazione del messaggio della Salvezza per mezzo di Cristo. In questo Tempio, anche se era più semplice del primo Tempio, c’era la gloria di Dio, e la Pace è stata data in quel luogo, per mezzo della predicazione.

Passiamo al punto finale: Chi è che diede queste profezie ad Aggeo? Era il SIGNORE degli eserciti! Il nostro Dio è il SIGNORE degli escerciti, sovrano, maestoso, pieno di potere, onnipotente, Egli regna su tutto l’universo.

conclusione

Oh cari amici, quante verità importanti ci sono per noi in questi versetti. Il messaggio per quei Giudei è anche un messaggio per noi.

Come loro, succede spesso che iniziamo a ubbidire al Signore, però poi, secondo il nostro parere, sembra tutto inutile. Sembra che la nostra ubbidienza non abbia alcuna possibilità di produrre i risultati che vorremmo e, perciò, ci scoraggiamo e siamo tentati di mollare tutto.

Oh amici, non arrendiamoci a questa tentazione. Non siamo responsabili per il frutto che produciamo, siamo responsabili nell’ubbidire a Dio, lasciando che Lui si occupi dei risultati. Uno semina, l’altra annaffia, ma solamente Dio dà la crescita. Quando noi camminiamo nell’ubbidienza, quando noi seguiamo il Signore e ci impegniamo in quello che vuole Dio, per fede, sarà DIO stesso a produrre i risultati da Lui voluti.

Spesso, infatti, i risultati non saranno quelli che avremmo immaginato noi. Noi guardiamo a quello che Dio compie TRAMITE noi, quando invece, il più delle volte, Dio sta lavorano IN noi.

Ricordiamo poi che la gloria del secondo Tempio era grande, perché Cristo Gesù ci era entrato. Noi, che siamo stati salvati, abbiamo un privilegio ancora più grande, in quanto Cristo non solo è entrato per un tempo limitato in noi, ma da quando ci ha salvati, Cristo stesso dimora in noi. Noi siamo vasi di terra agli occhi del mondo, e spesso anche agli occhi nostri siamo deboli; ma dentro di noi c’è la gloria di Cristo Gesù. Rallegriamoci per il grande, eterno privilegio che abbiamo in Cristo.

Non ci lasciamo scoraggiare, perciò. Guardiamo a Dio, e camminiamo per fede, nella via che Dio ci ha dato. Quando noi camminiamo per fede e in ubbidienza, Dio è con noi, ovvero, Dio ci guida, ci benedice e porta a buon fine la nostra opera per Lui. Non sarà sempre il fine che abbiamo immaginato noi, ma sarà sempre il fine migliore.

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