un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Atti 1:12-26 – Uniti in una sola mente e tutto fatto secondo la volontà di Dio

Sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per Rovigo, 28 ottobre, 2012 --- cmd na---
Parole chiave: atti, fede, una sola mente, preghiera

Un piccolo bambino ha bisogno di avere una guida? Secondo voi, andrebbe bene prendendo le sue decisioni da solo? Certamente no!

La stessa cosa può dirsi per noi che siamo figli di Dio. Come i piccoli fanciulli, anche noi abbiamo bisogno di una guida. Dio ci ha dato la Sua Parola, la Bibbia, per guidarci nella via giusta. Ogni passo della Bibbia ha delle lezioni utili per noi. Oggi, vogliamo riprendere lo studio del libro degli Atti. Nel brano che vogliamo considerare, troviamo delle lezioni importanti che riguardano come vivere per fede e come vivere in modo che Dio operi in noi.

Quindi, volgeremo assieme il nostro sguardo ad Atti 1. Qui vediamo che Cristo, già risorto, si è presentato per l'ultima volta ai discepoli e, dopo aver loro rivolto un'ultima parola, è salito in cielo davanti ai loro occhi.

Ubbidienza per fede

I discepoli avevano visto Gesù morire. Poi, Lo hanno visto vivente, risuscitato dalla morte, non solo una volta, ma più volte. Ora, a quaranta giorni dalla Sua risurrezione, Gesù appare loro un'ultima volta e gli comanda di attendere a Gerusalemme l'arrivo dello Spirito Santo.

Già prima della croce, Gesù aveva parlato con loro dell'arrivo dello Spirito Santo, come abbiamo letto nel vangelo di Giovanni, dal capitolo 14 al capitolo 16. Poi, sin dal primo giorno in cui fu risuscitato, disse loro di aspettare la promessa dello Spirito, che sarebbe stata la fonte di potenza in loro.

Anche qui, in Atti 1, il giorno che Gesù tornò in cielo, comandò ai discepoli di aspettare lo Spirito Santo. Leggiamo ancora Atti 1:4,5:

“4 E, ritrovandosi assieme a loro, comandò loro che non si allontanassero da Gerusalemme, ma che aspettassero la promessa del Padre: "Che, egli disse, voi avete udito da me. 5 Perché Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo, fra non molti giorni".” (Atti 1:4-5 LND)

È buono per noi fermarci e renderci conto che Gesù stava comandando loro di aspettare qualcosa che non avevano mai visto. Loro non avevano mai visto l'arrivo dello Spirito Santo, non potevano concepire cosa sarebbe stato il battesimo dello Spirito Santo ed il Suo potere in loro.

E perciò, l'unico modo di ubbidire, da parte degli apostoli, era per fede, non per visione. Volta dopo volta, nella Bibbia, vediamo Dio che comanda agli uomini di ubbidire in qualcosa che non potevano vedere. Per esempio, Noè doveva costruire un'arca, per essere salvato da un diluvio, quando non aveva mai visto la pioggia. Abramo doveva lasciare la sua patria senza sapere dove stava andando e poi gli fu comandato di sacrificare suo figlio, nonostante che Dio gli aveva promesso una discendenza tramite quel figlio. Ed è stato così in tutta la Bibbia. Dio richiede una vita di fede. E' così anche qui in Atti 1. I discepoli dovevano aspettare l'arrivo dello Spirito Santo, qualcosa di mai visto. Poi, dopo aver dato a loro quel comandamento, Gesù Cristo salì in cielo. E' con questo fatto che vogliamo iniziare il nostro brano di oggi, brano che inizia dal v.12. Per comprendere bene il contesto, leggo dal v.8.

“8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra". 9 Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato in alto; e una nuvola lo accolse e lo sottrasse dai loro occhi. 10 Come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono loro, 11 e dissero: "Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che è stato portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo". 12 Allora essi ritornarono a Gerusalemme, dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto un cammin di sabato.” (Atti 1:8-12 LND)

Notate che i discepoli ritornano a Gerusalemme. In altre parole, tornano a Gerusalemme per aspettare qualcosa che non potevano capire ancora. Andavano lì per fede, aspettavano per fede.

Quando aspettiamo il Signore per fede, allora, siamo nella posizione di ricevere le vere benedizioni da Dio. Quando noi camminiamo per fede, quando facciamo quello che Dio dichiara, nonostante che non vediamo come una certa cosa potrebbe andare, ma lo facciamo perché abbiamo fede in Lui, allora siamo nella posizione di ricevere le vere benedizioni da Dio.

Quando invece NON camminiamo per fede, quando NON ubbidiamo perché vogliamo vedere prima di ubbidire, allora perdiamo le benedizioni. In tali circostanze, il nostro cuore sarà vuoto.

I discepoli avevano fede e perciò tornarono a Gerusalemme, come Gesù aveva comandato, per aspettare l'arrivo dello Spirito Santo. Non sapevano quello che aspettavano, ma l'aspettavano con fede. Prego che noi possiamo vivere così. Prego che possiamo essere quei mariti e quelle mogli, quei figli, quei credenti che si fanno comandare da Dio, anche quando non vediamo risultati, perché ci fidiamo di Lui. I discepoli si fidavano di Cristo e tornarono a Gerusalemme per aspettare.

Mentre aspettavano

Che cosa facevano i discepoli mentre aspettavano? Spesso, nella nostra vita, ci troviamo in un periodo di attesa. Non sempre sappiamo quello che Dio farà, né sappiamo quanto tempo dobbiamo aspettare. Come usiamo quel tempo? Come viviamo? Impariamo dall'esempio dei discepoli. Leggiamo Atti 1:12-14:

“12 Allora essi ritornarono a Gerusalemme, dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto un cammin di sabato. 13 Rientrati in città, salirono nella sala di sopra, dove si trattenevano Pietro e Giacomo, Giovanni e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. 14 Tutti costoro perseveravano con una sola mente nella preghiera e supplica con le donne, con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.” (Atti 1:12-14 LND)

Prima di tutto, voglio notare che questi individui riuniti nella sala di sopra erano gli undici apostoli, undici perché Giuda Iscariota era morto, insieme alla famiglia di Gesù ed alle donne che avevano viaggiato con Gesù,alcune delle quali Lo avevano sostenuto. Leggiamo di queste donne in Luca 8:1-3:

“1 E in seguito avvenne che egli andava attorno per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio; con lui vi erano i dodici, 2 e certe donne, che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni, 3 Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, le quali lo sostenevano con i loro beni.” (Luca 8:1-3 LND)

Queste donne avevano ricevuto la salvezza da Gesù e perciò, da anni, avevano scelto di seguirLo e avevano anche usato i loro beni per sostenerLo. In altre parole, riconoscendo quanto avevano ricevuto da Gesù, avevano dedicato tutta la loro vita a seguirLo. Leggiamo che erano sotto la croce ed alcune di esse andarono nel giardino della tomba di Gesù la domenica mattina, dove Gesù stesso apparve ad una di loro. Ora, troviamo queste donne, insieme agli Apostoli, ad aspettare quello che Gesù aveva promesso.

Che esempio per noi! Queste donne vivevano la loro vita totalmente dedicate a Cristo perché riconoscevano che Egli le aveva salvate. Capivano l'immensità del perdono e della salvezza e, perciò, Cristo era tutto per loro.

La nostra salvezza non è nulla di meno di quella di queste donne. Anche noi abbiamo ogni motivo per vivere totalmente per Gesù Cristo, perché, per mezzo del Suo sacrificio, Dio ci ha comprati. Apparteniamo totalmente a Dio. Seguiamo l'esempio di queste donne!

Oltre alle donne, là, nella sala di sopra a Gerusalemme, c'erano anche Maria, la madre di Gesù ed i Suoi fratelli. Questi fratelli erano figli di Giuseppe e Maria. Gesù era nato da Maria quando lei era ancora vergine e poi Giuseppe e Maria hanno dato inizio alla normale vita di coppia, cosicché Gesù aveva questi fratelli che, in realtà, erano fratellastri, in quanto Egli non aveva un padre umano.

Se ricordate, durante gli anni del ministero di Gesù, Sua madre ed i Suoi fratelli credevano che Gesù fosse fuori di sé. Leggiamo di questo in Marco 3:20,21, 31:

“20 Poi entrarono in una casa. E la folla si radunò di nuovo, tanto che non potevano neppure prendere cibo. 21 E quando i suoi parenti udirono ciò, uscirono per prenderlo, perché dicevano: "Egli è fuori di sé"” (Marco 3:20-21 LND)
“Nel frattempo giunsero i suoi fratelli e sua madre e, fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare.” (Marco 3:31 LND)

Prima della croce, la famiglia di Gesù non Lo capiva. In Giovanni 7, leggiamo che i Suoi fratelli non credevano in Lui. Leggo Giovanni 7:

“1 Dopo queste cose, Gesù andava in giro per la Galilea, perché non voleva andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. 2 Ora la festa dei Giudei, quella dei Tabernacoli, era vicina. 3 Per cui i suoi fratelli gli dissero: "Parti di qui e va’ in Giudea, affinché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. 4 Nessuno infatti fa alcuna cosa in segreto, quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente; se tu fai tali cose, palesati al mondo". 5 Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui.” (Giovanni 7:1-5)

Quindi, i fratelli di Gesù non credevano in Lui prima della croce e nemmeno Maria capiva quello che faceva. Però, dopo la croce, le cose cambiarono. Con la morte e la risurrezione di Gesù, i Suoi fratelli credettero in Lui come il Cristo, il Figlio di Dio, il loro Salvatore e Signore. Leggiamo in 1Corinzi 15 che Gesù è apparso, dopo la risurrezione, ad almeno uno di loro, Giacomo, che poi è diventato una guida nella chiesa di Gerusalemme. Sia Giacomo che Giuda hanno scritto Epistole.

Dio ha usato la risurrezione di Gesù per cambiare il cuore dei Suoi fratelli. La risurrezione deve essere centrale nella nostra predicazione. Infatti, studiando Atti, se siamo attenti, vedremo che la predicazione della risurrezione è una parte centrale del messaggio che fu predicato dagli Apostoli e da altri.

Quando noi predichiamo il Vangelo, quando spieghiamo Cristo ad altri, siamo attenti ad includere sempre la risurrezione come parte centrale del messaggio che proclamiamo? Spesso, mettiamo molta enfasi sulla croce, che, sia ben chiaro, è fondamentale. Però, la risurrezione è fondamentale quanto la croce. Vedremo questo nelle predicazioni in Atti. Quindi, impegniamoci a spiegare il Vangelo fedelmente ed in maniera completa, cioè nel modo in cui viene spiegato nella Bibbia.

Perseveranti con Una Mente (v.14)

Finora, abbiamo visto che i discepoli stavano ubbidendo a Dio, il che era un passo di fede. Erano tornati a Gerusalemme per aspettare quello che Cristo aveva promesso loro. Abbiamo visto chi c'era. Ora, vogliamo notare quello che facevano, mentre aspettavano che si attuasse la promessa di Dio.

Leggo ancora il v.14:

“Tutti costoro perseveravano con una sola mente nella preghiera e supplica con le donne, con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.” (Atti 1:14 LND)

Tutte queste persone erano perseveranti, con una sola mente, nella preghiera e nella supplica.

Voglio fermarmi qui e considerare con maggiore attenzione questa dichiarazione. Sarebbe facile passare velocemente oltre questo versetto. Ma, in realtà, vediamo più volte nel Nuovo Testamento insegnamenti che ci aiutano a capire l'importanza di essere di una sola mente. Molto spesso, Dio compie poco nelle nostre vite perché non siamo uniti con una sola mente. Invece, ognuno di noi oppure ogni famiglia ha i propri traguardi.

Ci sono tanti brani che parlano di avere una sola mente ed un solo cuore. Cosa vuol dire avere una sola mente?

Di natura, ognuno di noi pensa a se stesso o alla propria famiglia. Quindi, uno ha una mente, l'altro ha un'altra mente. In un certo senso, in questo caso, ognuno tira nella propria direzione.

Quando invece un gruppo di persone hanno tutte lo stesso traguardo, quando ognuno abbandona i propri traguardi per vivere per gli stessi traguardi degli altri, allora si dice che costoro sono di una sola mente.

Vediamo un esempio di questo quando c'è una guerra ed un popolo sotto attacco si unisce con una sola mente, cercando di difendere la propria città o la propria patria dal nemico.

Quando un popolo si unisce con una sola mente ed un solo cuore, può essere usato da Dio per compiere grande cose. Infatti, nella Bibbia, vediamo che Dio compie grandi cose tramite il Suo popolo quando è di un sola mente, unito per la Sua gloria.

Voglio leggere alcuni dei brani che parlano di avere una sola mente. Notate che, spesso, erano proprio i momenti in cui i credenti erano di una sola mente che Dio operava potentemente per compiere grandi cose per il regno di Dio:

“Come giunse il giorno della Pentecoste, essi erano tutti riuniti con una sola mente nello stesso luogo.” (Atti 2:1 LND)
“E perseveravano con una sola mente tutti i giorni nel tempio e rompendo il pane di casa in casa, prendevano il cibo insieme con gioia e semplicità di cuore,” (Atti 2:46 LND)
“Or molti segni e prodigi erano fatti fra il popolo per le mani degli apostoli. Tutti con una sola mente si ritrovavano sotto il portico di Salomone.” (Atti 5:12)
“5 Ora il Dio della pazienza e della consolazione vi dia di avere gli uni verso gli altri gli stessi pensieri, secondo Cristo Gesù, 6 affinché con una sola mente e una sola bocca glorifichiate Dio, che è Padre del nostro Signore Gesù Cristo.” (Romani 15:4-6 LND)
“Del resto, fratelli, rallegratevi, perfezionatevi, incoraggiatevi, abbiate la stessa mente, state in pace; e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.” (2Corinzi 13:11 LND)
“rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente” (Filippesi 2:2 LND)
“Esorto Evodia ed esorto ugualmente Sintiche ad avere una sola mente nel Signore.” (Filippesi 4:2 LND)

Come vediamo in questi versetti, è estremamente importante che siamo uniti con una sola mente. Quando siamo uniti nel desiderio di vivere alla gloria di Dio, anziché ognuno per i propri traguardi, allora Dio opererà potentemente in noi. Allora la nostra vita avrà veramente senso!

Infatti, un grande ostacolo all'opera di Dio in noi è quando non siamo veramente uniti nella stessa mente con altri credenti. E perciò, quando non stiamo vedendo l'opera di Dio in noi, è giusto chiederci se stiamo veramente uniti in una sola mente o se ognuno ha i propri traguardi. Non ci sono limiti a quello che Dio farà tramite noi, per la Sua gloria, quando siamo tutti di una sola mente. Infatti, mentre studiamo Atti, voglio invitarvi a tenere bene in mente quante grandi opere Dio fa quando il Suo popolo è unito in una sola mente. Atti serve proprio per mostrarci questo e per spingerci ad essere così anche noi.

Uniti nella Preghiera

Notiamo qui, in Atti 1:14, che tutti erano perseveranti in una sola mente nella preghiera e nelle suppliche. Tutti erano uniti nella preghiera. Dio aveva promesso di dare loro lo Spirito Santo, ma non stavano li, dove Dio aveva detto loro di stare, solo ad aspettare. Piuttosto, questi credenti pregavano Dio con perseveranza. Nonostante avessero una promessa da Dio, perseveravano nella preghiera.

Il fatto che Dio ci ha promesso di fare qualcosa non vuol dire che non dobbiamo pregare Dio per quell'opera. È buono e giusto pregare per l'opera di Dio in noi, anche se Dio ha già promesso di completare la Sua opera in noi. La preghiera è fondamentale!

Volta dopo volta, nella Bibbia, vediamo il comandamento di abbondare nella preghiera e di pregare con perseveranza. E poi, vediamo ripetutamente che Dio opera potentemente quando il Suo popolo prega. Mentre leggiamo il libro di Atti, notate quanto spesso Dio opera potentemente come risultato delle preghiere del Suo popolo.

Se non stai vedendo Dio molto all'opera nella tua vita, considera se tu sei e quanto devi essere unito con una sola mente con altri credentie che devi perseverare nella preghiera che Dio sia glorificato in voi. Vivete così, pregate così e vedrete se non avviene che Dio opererà potentemente in voi!

La sostituzione di Giuda

Andiamo avanti con l'analisi del nostro brano. I discepoli erano a Gerusalemme, ubbidendo per fede a Gesù, in attesa dell'arrivo dello Spirito Santo. Come dovremmo sempre fare quando siamo in attesa, stavano pregando con perseveranza. Però, prima che arrivasse lo Spirito Santo, mancava una cosa. Gesù aveva dichiarato che gli Apostoli sarebbero stati i Suoi testimoni nel mondo. Nel piano di Dio, servivano dodici apostoli per avere il numero stabilito da Dio. Dopo che Giuda Iscariota, una volta tradito Gesù, si era suicidato, erano rimasti solo undici apostoli.

Leggiamo da Atti 1:15-26 per vedere come Dio ha provveduto un altro Apostolo per prendere il posto di Giuda, riportando il numero degli Apostoli a dodici:

15 In quei giorni Pietro, alzatosi in mezzo ai discepoli (or il numero delle persone riunite era di circa centoventi), disse: 16 "Fratelli, era necessario che si adempisse questa Scrittura, che lo Spirito Santo predisse per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fu la guida di coloro che arrestarono Gesù. 17 Perché egli era stato annoverato tra noi e aveva avuto parte in questo ministero. 18 Egli dunque acquistò un campo col compenso dell’iniquità e, essendo caduto in avanti, si squarciò in mezzo, e tutte le sue viscere si sparsero. 19 Questo divenne noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, cosicché quel campo nel loro proprio linguaggio è chiamato Akeldama, che vuol dire: "Campo di sangue". 20 E’ scritto infatti nel libro dei Salmi: "Divenga la sua abitazione deserta e non vi sia chi abiti in essa," e: "Un altro prenda il suo ufficio". 21 Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia per tutto il tempo in cui il Signor Gesù è andato e venuto tra noi, 22 cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui egli fu portato in cielo da mezzo a noi, uno di questi diventi testimone con noi della sua risurrezione". 23 Or ne furono presentati due: Giuseppe, detto Barsaba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. 24 E pregando, dissero: "Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, mostra quale di questi due hai scelto, 25 per ricevere la sorte di questo ministero e apostolato, dal quale Giuda si è sviato per andare al suo luogo". 26 Così tirarono a sorte, e la sorte cadde su Mattia; ed egli fu aggiunto agli undici apostoli.” (Atti 1:12-26 LND)

Vogliamo notare alcuni punti partendo dall'analisi di questo brano.

Giuda Iscariota era stato uno dei dodici intimi seguaci di Gesù. Nonostante questo, Giuda aveva tradito Gesù. Però, anche questo, come tutto il resto, era parte del piano di Dio. Infatti, se ricordate, durante l'ultima cena, Gesù aveva preannunciato agli Apostoli che uno di loro Lo avrebbe tradito, come era scritto nelle profezie.

Gesù stesso aveva annunciato questo in Matteo 26. Ascoltate mentre leggo le parole di Gesù ai suoi discepoli durante quella cena:

“Il Figlio dell’uomo certo se ne va secondo che è scritto di lui; ma guai a quell’uomo per mezzo del quale il Figlio dell’uomo è tradito! Sarebbe stato meglio per lui di non essere mai nato".” (Matteo 26:24)

Era secondo il piano di Dio che Gesù sarebbe stato tradito da uno dei Suoi discepoli. Infatti, perfino la cifra di trenta pezzi di argento, quello che i capi religiosi avevano pagato a Giuda, era profetizzata in Zaccaria 11:

“Ma l’Eterno mi disse: "Gettalo per il vasaio, il magnifico prezzo con cui sono stato da loro valutato". Allora presi i trenta sicli d’argento e li gettai nella casa dell’Eterno per il vasaio.” (Zaccaria 11:13 LND)

Quindi, tutto quello che era successo era parte del piano di Dio.

Nel piano di Dio, era necessario avere dodici Apostoli, i quali potevano essere i testimoni ufficiali che Gesù è il Cristo, morto e risuscitato.

Pietro, fra gli Apostoli, capendo questo e sapendo che servivano dodici testimoni oculari di Gesù risorto, prese la parola e guidò gli altri a scegliere uomini che avevano le qualifiche di apostoli: costoro dovevano essere stati con Gesù tutto il tempo del Suo ministero, dal Suo battesimo fino alla Sua risurrezione.

C'erano due uomini che avevano queste qualifiche. Così, i dodici hanno tirato a sorte, lasciando a Dio la scelta. Notate che essi non credevano nel caso, ma riconoscevano che Dio è pienamente in controllo di ogni cosa.

E allora Mattia fu aggiunto agli altri undici apostoli, portando il numero di essi nuovamente a dodici.

Lezioni da questo brano

Se ci fermiamo a questo punto, possiamo dire di aver visto varie lezioni importanti per noi, per il nostro cammino cristiano, in questo brano.

Prima di tutto, abbiamo visto che i discepoli ubbidivano a Gesù per fede, senza capire come Egli avrebbe adempiuto la Sua promessa di mandare lo Spirito Santo. Tornarono a Gerusalemme e aspettarono, senza sapere esattamente quello che stavano aspettando. Aspettavano per fede.

Quanto è importante che noi ubbidiamo per fede e non solo quando vediamo in quel momento a cosa serve l'ubbidienza. La vera vita cristiana è una vita di fede!

Vogliamo inoltre ricordare che i discepoli erano tutti uniti in una sola mente. Quando ognuno vive per i propri traguardi, tutti viviamo male. Quando invece viviamo per i traguardi di Dio, tutti uniti con una sola mente, Dio opererà grandemente in noi. Se tu vuoi che la tua vita sia benedetta, fai in modo che i traguardi di Dio siano i tuoi. Mettiti insieme ad altri credenti, tutti con una stessa mente, ed invoca di vero cuore il nome del Signore.

Infatti, essendo uniti con una sola mente, è importante essere uniti nella preghiera. Dio opera tramite la preghiera. Spesso non abbiamo, perché non chiediamo. Uniamoci nella preghiera e Dio opererà potentemente.

Infine, ricordiamo che gli Apostoli riconoscevano che, secondo il disegno sovrano di Dio, servivano dodici di loro, perciò hanno chiesto a Dio di mostrare chi era quello giusto per ricoprire l'incarico vacante per raggiungere tale numero. O che possiamo anche noi fare tutto come Dio comanda! Allora, possiamo essere strumenti utili a Dio! Allora, Dio farà grande cose per noi!

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