un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Atti 17:16-34 – L'Evangelo da Proclamare

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org, per domenica, 22 dicembre, 2013 –- cmd apb –-
parole chiavi: evangelizzare, Vangelo, Evangelo, messaggio della salvezza, Atene, Paolo, falso Vangelo

Perché il Figlio di Dio, pienamente divino, che godeva l'adorazione degli angeli, è venuto al mondo come uomo, per poi morire sulla croce?

Gesù è venuto per pagare la condanna del peccato, affinché Dio potesse salvare i peccatori. Con la sua morte e risurrezione, Gesù ha reso possibile la salvezza del genere umano.

Però, non tutti vengono salvati. Infatti, Gesù dichiara che molti entrano per la porta larga e camminano nella via spaziosa che porta alla perdizione, e solo pochi entrano per la porta stretta e camminano per la via angusta che porta alla vita eterna.

Per poter essere salvato, uno deve sentire il messaggio della salvezza, che comprende il fatto che Dio giudicherà il mondo.

Nel nostro studio del libro degli Atti, finora la maggioranza delle volte che abbiamo sentito il messaggio dell'evangelo proclamato, è stato ai Giudei, o a persone che frequentavano le sinagoghe, e quindi persone che credevano in Dio e conoscevano la Bibbia. Sapevano che siamo peccatori e che abbiamo bisogno del perdono. Capivano che ci sarà un giudizio, e che abbiamo bisogno di un Salvatore, il Cristo. A queste persone, la predicazione di Pietro, Paolo e degli altri aveva il fine di mostrare attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.

Oggi è tanto diverso. Le persone intorno a noi non conoscono la Bibbia. Non conoscono Dio, infatti hanno concetti molto sbagliati su chi è Dio. E perciò, le persone di oggi non capiscono la gravità del peccato, e non capiscono la realtà e la severità del giudizio divino. E quindi, non capiscono la necessità di un Salvatore. Perciò, non basta solo spiegare che Gesù è il Cristo. Devono prima capire chi è Dio, e che sono peccatori, e che ci sarà un giudizio.

Grazie a Dio, continuando il nostro studio di Atti, nel capitolo 17 troviamo un esempio di come proclamare l'Evangelo a persone come quelle intorno a noi. Vediamo questo esempio in quello che Paolo predicò ad Atene. Quindi, vogliamo considerare molto attentamente il brano di oggi, perché ci permette di capire come noi dovremmo proclamare il messaggio di Gesù Cristo.

Se ricordate, nell'ultimo sermone abbiamo considerato Atti 17:1-15, che racconta del ministero di Paolo e Sila a Tessalonica e a Berea. In entrambe le città, c'era una grande persecuzione, e Paolo dovette lasciare le città. I credenti di Berea lo accompagnarono fino ad Atene. Quindi, il nostro brano si apre con Paolo ad Atene, in attesa dell'arrivo di Sila e Timoteo.

Con questa premessa, leggo Atti 17:16-21.

16 Ora, mentre Paolo li aspettava ad Atene, il suo spirito s’inacerbiva in lui, vedendo la città piena di idoli. 17 Egli dunque discuteva nella sinagoga con i Giudei e con le persone pie, e ogni giorno sulla piazza con quelli che incontrava. 18 Con lui discutevano pure alcuni filosofi epicurei, e stoici. Alcuni dicevano: "Che vuol dire questo cianciatore?". E gli altri: "Egli pare essere un annunziatore di divinità straniere," perché annunziava loro Gesù e la risurrezione. 19 Così lo presero e lo condussero nell’Areopago, dicendo: "Potremmo sapere qual è questa nuova dottrina che tu proponi? 20 Poiché tu rechi cose strane ai nostri orecchi, vogliamo dunque sapere che cosa significano queste cose". 21 Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che dimoravano in quella città non avevano passatempo migliore che quello di dire o ascoltare qualche novità.

Paolo agitato dal Peccato

Consideriamo questo brano, perché ci aiuterà a capire come proclamare Cristo alle persone intorno a noi. Leggiamo ancora il versetto 16.

16 Ora, mentre Paolo li aspettava ad Atene, il suo spirito s’inacerbiva in lui, vedendo la città piena di idoli.

Qui, vediamo come un uomo che cammina vicino a Dio reagisce al peccato. Paolo trovava la sua identità in Cristo, e perciò vedere tutta questa idolatria, ovvero, il peccato, lo aggravava moltissimo.

Quando Gesù vide il peccato che riempiva il tempio, fu turbato. Vediamo un altro esempio di un cuore turbato dal peccato in quello che l'apostolo Pietro scrive per quanto riguarda Lot, quando dimorava a Sodoma. Sodoma era una città piena di peccato, come la nostra società ormai è piena di peccato. Notate come si sentiva Lot quando vedeva il peccato intorno a sé. Leggo 2Pietro 2:8.

“(quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, tormentava ogni giorno la sua anima giusta a motivo delle loro opere malvagie),” (2Pietro 2:8 LND)

Nella nostra società, si ride del peccato, lo si guarda come divertimento, ed esso è innalzato. Prego che abbiamo così tanto a cuore la gloria di Dio che anche il nostro spirito sia tormentato dentro di noi vedendo il peccato intorno a noi. Era così per Paolo ad Atene, e questo lo spinse a parlare con coraggio alle persone che vivevano là, nonostante fosse da solo.

Leggo ancora il versetto 17

17 Egli dunque discuteva nella sinagoga con i Giudei e con le persone pie, e ogni giorno sulla piazza con quelli che incontrava.

All'inizio, Paolo non aveva tante porte aperte. E' scritto che andò alla sinagoga, ma da come prosegue il brano, capiamo che evidentemente non ci furono molto che credettero, forse nessuno. Quello che noto al versetto 17 è che ogni giorno egli andava in piazza per parlava con chi poteva. Dal versetto 18, sappiamo che Paolo annunciava Gesù e la risurrezione.

Nonostante non ci fossero risultati, Paolo si impegnava in ogni modo possibile a proclamare l'evangelo. E così dobbiamo fare anche noi, per essere usati da Dio.

Tramite l'impegno di Paolo, Dio gli diede una porta aperta per proclamare nella piazza più importante di Atene. Leggo ancora i versetti 18-21.

18 Con lui discutevano pure alcuni filosofi epicurei, e stoici. Alcuni dicevano: "Che vuol dire questo cianciatore?". E gli altri: "Egli pare essere un annunziatore di divinità straniere," perché annunziava loro Gesù e la risurrezione. 19 Così lo presero e lo condussero nell’Areopago, dicendo: "Potremmo sapere qual è questa nuova dottrina che tu proponi? 20 Poiché tu rechi cose strane ai nostri orecchi, vogliamo dunque sapere che cosa significano queste cose".21 Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che dimoravano in quella città non avevano passatempo migliore che quello di dire o ascoltare qualche novità.

Noto qua che Paolo parlava con loro della risurrezione. Il messaggio di Gesù Cristo non è solo la croce, è anche la risurrezione. Dobbiamo annunciare la risurrezione, che dimostra la divinità di Cristo e la realtà della croce.

Notate che c'erano alcuni filosofi che discutevano con lui. In quel periodo, la Grecia era piena di filosofia. La filosofia, oggi come allora, è composta da dottrine umane che rifiutano l'esistenza di Dio, e cercano di spiegare la realtà che non si può spiegare senza Dio. Quindi, la filosofia è estremamente vana, ed innalza l'orgoglio umano.

Come leggiamo nel versetto 21, gli ateniesi avevano grande piacere di ascoltare o parlare di novità. Cioè, non cercavano la verità, piuttosto a loro piaceva discutere insieme di nuove idee. Per loro era un bel passatempo parlare a livello intellettuale, senza arrivare alla verità.

Questa tendenza di ascoltare nuovi insegnamenti è un peccato molto diffuso. Leggo quello che Paolo scrisse a Timoteo in 2Timoteo 4:3,4

“3 Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie 4 e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole.” (2Timoteo 4:3-4 LND)

Le persone di Atene facevano proprio così. Paolo aveva davanti a sé persone che non stavano cercando Dio. Eppure, proclamò Cristo.

Il Messaggio che Paolo Proclama

Ora arriviamo al messaggio che Paolo proclamò nella piazza centrale di Atene. Aveva l'ascolto di tantissime persone, in quanto questo era un luogo dove si andava per ascoltare insegnamenti e novità. Teniamo in mente che le persone di Atene erano molto simili alle persone che fanno parte della nostra società. Come ho detto prima, le persone intorno a noi non hanno un concetto vero di Dio. Non capiscono che dobbiamo rendere conto a Dio, non capiscono il giudizio, non capiscono che abbiamo bisogno di un Salvatore. Quindi quello che Paolo spiega alle persone di Atene, è lo stesso messaggio che serve alle persone intorno a noi. Inizio leggendo i versetti 22 e 23.

22 Allora Paolo, stando in piedi in mezzo all’Areopago, disse: "Ateniesi, io vi trovo in ogni cosa fin troppo religiosi. 23 Poiché, passando in rassegna e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: AL DIO SCONOSCIUTO. Quello dunque che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio.

Paolo inizia dichiarando che gli ateniesi erano in ogni cosa fin troppo religiosi. La parola tradotta come "troppo religiosi" è una parola un po' difficile da tradurre. Potrebbe significare troppo religioso, ma può anche significare estremamente religioso, più religiosi di altri popoli. È probabile che questo è il senso che Paolo volesse dare a quella parola. Perciò, noi potremmo tradurre questo come “ateniesi, io vi trovo in ogni cosa estremamente religiosi.” Paolo voleva la loro attenzione, e parlò del fatto che erano estremamente religiosi. Eppure, non conoscevano il vero Dio, questo è il punto centrale del discorso di Paolo.

Mentre consideriamo quello che Paolo dichiara loro, notate quanto ciò era diverso da quello che egli diceva nelle sinagoghe, dove mostrava attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.

Nelle sinagoghe, le persone già conoscevano la Bibbia, già conoscevano il vero Dio, già capivano il problema del peccato e del giudizio, e stavano aspettando il Cristo come Salvatore.

Invece ad Atene, le persone non conoscevano affatto la Bibbia. E perciò, Paolo inizia presentando Dio come il Dio della creazione. Romani 1 parla del fatto che tutti gli uomini sanno attraverso la creazione che Dio esiste. Comunque, leggo Atti 17:24 e 25.

24 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d’uomo, 25 e non è servito dalle mani di uomini come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita, il fiato e ogni cosa;

Paolo inizia il discorso con la verità che ogni uomo può vedere già dalla creazione: esiste un grande Dio Creatore! Paolo proclama che Dio è il Creatore di tutto, sia in cielo che sulla terra, ciò Lo fa essere il sovrano di tutto e di tutti.

Quando parliamo con persone che hanno concetti sbagliati di Dio, esse non sono pronte a sentire parlare del perdono in Cristo. Piuttosto dobbiamo iniziare con il fatto che Dio è il Creatore di tutto, e quindi è sovrano su tutto!

Poi Paolo spiega che Dio non è soggetto alle religioni, dicendo che Dio non abita nei templi che gli uomini hanno costruito. In altre parole, Paolo sta mostrando che le loro religioni sono vane, e non ci fanno conoscere Dio.

Paolo continua e spiega che Dio non è servito dagli uomini in alcun modo. Dio non ha alcun bisogno dell'uomo. Piuttosto, è Dio che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa.

Cioè, le religioni umane insegnano che in qualche modo Dio ha bisogno di noi, e che noi possiamo fare qualcosa per Dio. In realtà, Dio non ha alcun bisogno dell'uomo. Tutto quello che abbiamo e che possiamo fare ci viene da Dio. Piuttosto, siamo noi che abbiamo bisogno di Dio. Dipendiamo totalmente da Dio, per la nostra stessa vita, per il respiro, e per ogni cosa. Dicendo questo, Paolo sta mostrando a queste persone che avevano un concetto del tutto sbagliato di Dio, e che in realtà Dio era il loro sovrano Creatore, e che dipendevano totalmente da lui. Anche noi dobbiamo insegnare queste verità alle persone prima di spiegare il perdono in Cristo Gesù.

Paolo continua a spiegare loro altre cose che riguardano Dio. Leggo il versetto 26.

26 or egli ha tratto da uno solo tutte le stirpi degli uomini, perché abitassero sopra tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche prestabilite e i confini della loro abitazione,

Notate che qua, Paolo dichiara che il Dio che egli annuncia è il Dio di tutti gli uomini. Tutti gli uomini in tutto il mondo vengono dal primo uomo, che è stato creato da Dio. Perciò, c'è un solo Dio in tutto il mondo. Inoltre, Paolo spiega che questo unico Dio ha determinato le epoche e i confini di ogni popolo sulla terra. In questo, Paolo sta mostrando l'assoluta sovranità di Dio su tutto il mondo, non solo sugli individui, ma anche sulle nazioni.

Essendo Dio sovrano, è chiaro che ognuno di noi deve rendere conto a lui per la propria vita.

Il versetto 27 spiega il motivo per cui Dio ci ha creati. Leggo di nuovo il versetto 26, e poi anche 27.

26 or egli ha tratto da uno solo tutte le stirpi degli uomini, perché abitassero sopra tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche prestabilite e i confini della loro abitazione, 27 affinché cercassero il Signore, se mai riuscissero a trovarlo come a tastoni, benché egli non sia lontano da ognuno di noi.

Dio ha creato tutti gli uomini e ha gestito la storia per spingere gli uomini a cercarLo. Ogni uomo dovrebbe cercare Dio. Perciò, NON cercare Dio con tutto il cuore è già ribellione contro il piano di Dio verso di noi. Il piano di Dio per noi è cercare Dio. Dobbiamo annunciare questa verità agli altri.

Dio Non è Lontano da Ognuno di Noi

Questo versetto contiene la verità estremamente incoraggiante ed importante che Dio non è lontano da ognuno di noi! Le religioni insegnano il contrario, cioè che l'uomo deve arrivare a Dio con il proprio impegno. Perciò, secondo le religioni umane, una persona molto buona sarà molto più vicina a Dio, e avrà più facilità a trovare Dio, mentre una persona che ha peccato molto, e ha veramente sbagliato nella sua vita, sarà molto lontana da Dio e avrà molta difficoltà a raggiungere Dio. Questa è una delle menzogne che le religioni insegnano. Nessuno troverà Dio per mezzo delle buone opere, come la religione insegna. Quindi, la via che le religioni insegnano è una via lunga, che non ti fa mai trovare Dio.

Invece, la vera via per arrivare a Dio è una via corta, che porta anche il peggior peccatore ad arrivare subito a Dio. Questa via è la via del perdono in Gesù Cristo. In altre parole, Dio è vicino a tutti, anche al più grande peccatore, quando Lo si cerca per mezzo del ravvedimento e la fede in Gesù Cristo. Dio era vicino al ladrone appeso alla croce accanto a Gesù, ed è vicino a chi Lo cerca per la via stabilita da Dio.

Mostrare il Peccato

Passando al versetto 28, Paolo ricorda ai suoi ascoltatori, come noi dobbiamo ricordare alle persone che ci ascoltano, che dipendiamo da Dio per la nostra vita, e che oltre alla vita fisica, siamo creature spirituali. Leggo il versetto 28.

28 Poiché in lui viviamo, ci muoviamo e siamo, come persino alcuni dei vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche sua progenie".

In Dio viviamo, ci muoviamo e siamo. Quindi dipendiamo totalmente da Lui per la nostra vita fisica. Però, siamo anche progenie di Dio. In altre parole, visto che Dio è spirito, anche noi siamo spirito. Infatti, noi siamo esseri spirituali, e in questa vita dimoriamo in corpi di carne. Quindi Paolo qui sta ricordando ai suoi ascoltatori il fatto che siamo molto più che solo carne e sangue. Siamo progenie di Dio, e quindi siamo esseri spirituali.

Paolo usa questo fatto per aiutare queste persone a capire il loro peccato. Leggo i versetti 28 e 29.

28 Poiché in lui viviamo, ci muoviamo e siamo, come persino alcuni dei vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche sua progenie". 29 Essendo dunque noi progenie di Dio, non dobbiamo stimare che la deità sia simile all’oro o all’argento o alla pietra o alla scultura d’arte e d’invenzione umana.

Dicendo questo, Paolo sta mostrando loro che il loro concetto di Dio e la loro religione erano sbagliati. Dio è vivente, ed è per questo che noi siamo viventi. Quindi, non dobbiamo immaginare che Dio sia simile ad una statua o a una scultura o a qualcos'altro inventato dagli uomini. Dio è la fonte della nostra vita, e quindi non dobbiamo immaginarlo come ci viene in mente. Questo fatto metteva in evidenza il loro peccato.

E quindi Paolo, avendo spiegato che Dio è il sovrano Creatore di tutto, e che non dipende minimamente dagli uomini, spiega che Dio non è simile alle statue che riempivano la loro città. E perciò, la loro religione era una falsa religione. Dicendo questo, Paolo stava mostrando che essi erano peccatori, e che avevano peccato contro il loro Creatore con le loro false religioni.

In questo, vediamo un principio importante. Quando parliamo con le persone di Dio, dobbiamo arrivare a mostrare loro che quello in cui credono è sbagliato, e quindi, essi sono peccatori. Cioè, dobbiamo mostrare le verità di Dio che mettono in evidenza che quello che credono è falso. Solo così essi possono ravvedersi e credere in Gesù come Signore e Salvatore.

Il Comandamento per Tutti

A questo punto, avendo spiegato loro chi è Dio, e che le loro religioni erano false e che erano peccatori davanti a Dio, Paolo arriva a dire quello che Dio comanda a tutti gli uomini. Leggo il versetto 30.

30 Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano.

Essendo Dio il Creatore e Sovrano di tutti, Dio comanda loro di ravvedersi, e ciò comprende anche il credere in Cristo. È estremamente importante che capiamo che l'Evangelo non è un'offerta, è un comandamento. Oggi, nella grande maggioranza dei casi l'evangelo viene presentato come se fosse un'offerta che Dio presenta agli uomini, lasciando a ciascuno la decisione di accettarlo o no. Ma l'evangelo non è un'offerta. È un comandamento!

Vi leggo la prima volta che vediamo Gesù proclamare l'Evangelo, in Marco 1:14,15. Notate che è un comandamento:

“14Ora, dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù venne in Galilea predicando l’evangelo del regno di Dio 15 e dicendo: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all’evangelo".” (Marco 1:14-15 LND)

Notate che i verbi ravvedetevi e credete sono imperativi! L'evangelo è un comandamento, non un'offerta. Quando spieghiamo l'evangelo alle persone, non dobbiamo offrire loro il perdono nel nome di Dio, dobbiamo piuttosto proclamare che Dio comanda loro di ravvedersi e di credere! Ed è così che Paolo fece ad Atene. Egli dichiara che Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. L'evangelo è un comandamento per tutti gli uomini in tutto il mondo! E perciò, tutte le persone che incontreremo hanno bisogno di sentirlo.

Il tempo dell'ignoranza comprendeva il periodo che precede la morte, la risurrezione e l'ascensione di Cristo. Ora, l'Evangelo è per ogni persona nel mondo.

Notate che il comandamento è di ravvedersi, il che vuol dire cambiare idea. Bisogna cambiare idea su se stessi, riconoscendosi peccatori. Bisogna cambiare idea per quanto riguarda Dio, e Gesù Cristo, accettando la verità. Ciò significa riconoscere di aver bisogno del perdono e della salvezza. E ciò vuol dire vedere Gesù Cristo come l'unico che può salvare.

Quindi, forse la verità più importante in tutto questo brano è la verità che l'evangelo che noi dobbiamo proclamare non è un'offerta, è un comandamento per tutti gli uomini. Nel versetto 31, Paolo spiega perché essi devono ravvedersi. Leggo il versetto 31.

31 Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti".

Paolo aveva già mostrato che essi erano peccatori, adorando falsi dèi. Aveva detto che dovevano ravvedersi. Qua, dichiara che Dio ha stabilito di giudicare il mondo, e quindi di giudicare anche loro! Sarebbero stati giudicati per i loro peccati.

Qui vediamo un altro principio estremamente importante. Quando noi parliamo del messaggio di Gesù Cristo, dobbiamo aiutare chi ci ascolta a capire che è un peccatore, e che sarà giudicato.

Solamente se una persona capisce che è un peccatore e che sarà giudicato da Dio può ravvedersi e credere in Gesù Cristo come Salvatore. E quindi, è fondamentale che annunciamo il giudizio che il mondo dovrà subire.

Notate anche che Paolo dichiara che sarà Gesù Cristo a giudicare tutti, cioè, Dio giudicherà “per mezzo di quell'uomo che egli ha stabilito., E ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti.”

Prima di presentare Gesù Cristo come Salvatore, Paolo Lo presenta come Giudice del mondo. Questo è una spiegazione fedele dell'Evangelo.

Quanto spesso l'Evangelo viene presentato in modo sbagliato. L'Evangelo non è un'offerta che uno può accettare o rifiutare quando vuole. Gesù non è un dolce Salvatore che aspetta pazientemente che gli uomini decidano. Gesù Cristo è il Giudice che giudicherà ogni uomo. Egli comanda agli uomini di ravvedersi e credere. Questo è il messaggio che Gesù predicò, e che Paolo predicò, e questo è il messaggio che anche noi dobbiamo predicare.

La reazione alla sua predicazione

Qual è stata la reazione alla predicazione di Paolo? Atene era una città piena di persone orgogliose che non cercavano Dio. Leggiamo come le persone hanno reagito nei versetti da 32 a 34.

32 Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo beffavano, altri dicevano: "Su questo argomento ti ascolteremo un’altra volta". 33 Così Paolo uscì di mezzo a loro. 34 Ma alcuni si unirono a lui e credettero fra i quali anche Dionigi l’areopagita, una donna di nome Damaris e altri con loro.”

Quel giorno, queste persone avevano sentito l'unico messaggio che portava al perdono e alla vera vita, la vera salvezza! Eppure, alcuni si beffavano di Paolo. Alcuni, sentendo parlare dell'unico vero Dio che aveva stabilito di giudicarli, anziché avere timore, si beffarono di Paolo e del suo messaggio.

Oggi, ancora tante persone si beffano del messaggio del giudizio e della salvezza in Gesù Cristo. Oggi, tanti non credono che Dio giudicherà il mondo con giustizia. Credono che se c'è un Dio, sarà tanto buono che chiuderà un occhio sui peccati di tutti. La maggioranza delle persone rifiutano di credere in un giudizio per il quale molti saranno mandati in perdizione eterna, e solamente in pochi saranno salvati. Era così al tempo di Paolo, ed è così oggi.

Altri non si beffavano, ma dicevano di voler ascoltare di più un'altra volta. Però, leggiamo nel prossimo capitolo che dopo questi avvenimenti, Paolo lasciò a Atene. Oggi è il giorno della salvezza. Chi aspetta, non sempre avrà un'altra opportunità.

Però c'erano alcuni che si unirono a Paolo, e credettero al messaggio che egli aveva annunciato. In altre parole, alcune persone, a cui Dio aveva toccato i cuori, riconobbero la verità di quello che Paolo diceva, si riconobbero come peccatori, e credettero in Gesù Cristo come Colui che solo poteva provvedere il perdono di cui avevano bisogno. La Bibbia ci dà il nome di due di queste persone, e dice che c'erano anche altre.

Nonostante queste persone fossero estremamente religiose, non erano interessate ad essere riconciliate con Dio. E perciò, Dio salvò solo poche persone, e Paolo lasciò Atene poco dopo. Non leggiamo nulla sull'esistenza di una chiesa ad Atene, e neanche negli scritti di quel periodo esterni alla Bibbia

Paolo era fedele nel proclamare l'Evangelo. Ma come tanti non avevano creduto a Gesù, tanti non credettero alle verità di Dio che Paolo proclamò. E sarà così con noi. Però, ricordate che il nostro mandato è proclamare fedelmente il messaggio di Gesù Cristo. Sarà Dio a salvare.

Lezioni per noi

Questo brano è estremamente importante per aiutarci a capire come proclamare l'evangelo alle persone della nostra società. Come allora, le persone che noi incontriamo giorno per giorno non conoscono la Bibbia, e perciò hanno un concetto di Dio estremamente sbagliato. Perciò, non sono pronte a sentire il messaggio che Gesù è il Cristo, perché non capiscono di aver bisogno del Cristo.

Perciò, dobbiamo iniziare come iniziò Paolo, spiegando che Dio è il Creatore di tutto, ed è sovrano su tutti, e che non è come le religioni fondate dagli uomini ce Lo presentano. Dio non ha bisogno degli uomini, siamo noi che dipendiamo totalmente da lui. Dobbiamo spiegare che visto che non adoriamo Dio in verità, siamo tutti colpevoli. Dio ha stabilito che giudicherà tutti gli uomini per mezzo di Gesù Cristo. Per questo abbiamo bisogno di ravvederci per credere nel Salvatore che Dio ha provveduto.

Ricordate che l'evangelo non è un'offerta che Dio dà agli uomini da ricevere se e quando vogliono. Piuttosto, l'evangelo è un comandamento, e chi non ubbidisce, ravvedendosi e credendo in Gesù Cristo, è in ribellione contro Dio.

Annunciamo Cristo in modo fedele al messaggio biblico.

Ringrazio Dio per questo brano, perché è una vera guida per aiutarci a capire come parlare di Dio nella società in cui viviamo.

Prego che come Paolo, anche noi avremo un cuore agitato vedendo il peccato intorno a noi. Prego che come Paolo saremo pronti a cogliere ogni possibilità per annunciare il messaggio di Gesù Cristo, il giudice del mondo, e il Salvatore per coloro che si ravvedono e credono. Annunciamo fedelmente l'Evangelo, e sarà Dio a salvare!

Grazie a Dio che Gesù Cristo è venuto! Proclamiamolo a tutti!

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