un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

Per stampare questo sermone, suggeriamo che torni in dietro e scegli la versione PDF, che è già impaginata da stampare.

Si usa Ctrl +   e  Ctrl -  per cambiare la grandezza dei caratteri

email questo link

Ubbidienza dei Figli in Pratica

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per domenica, 1 maggio 2016, – mdf ag –
parole chiave: genitori, figli, famiglia, ubbidienza, disciplina

Nell'ultimo sermone, abbiamo considerato insieme Efesini 6:1-3, in cui troviamo il comandamento rivolto ai figli di ubbidire ai loro genitori nel Signore, e anche di onorarli. Leggo ancora Efesini 6:1-3.

“1 Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. 2 "Onora tuo padre e tua madre," questo è il primo comandamento con promessa, 3 "affinché tu stia bene e abbia lunga vita sopra la terra".” (Efesini 6:1-3 LND)

Abbiamo considerato il fatto che l’ubbidienza che Dio richiede da noi è un'ubbidienza immediata, un'ubbidienza di cuore, e un'ubbidienza totale. Perciò, ogni genitore dovrebbe richiedere lo stesso tipo di ubbidienza dal figlio. Richiedere meno di così è mancare come genitori, e renderà molto più difficile per il figlio di seguire Dio nella sua vita.

Oggi, consideriamo vari aspetti di come si può insegnare ad un figlio a ubbidire così, e notiamo alcuni pericoli da evitare.

Che cos'è l'autorità giusta?

Prima di tutto, vorrei parlare del cuore del genitore. Quello che facciamo è importante, ma ancora di più, dobbiamo avere il cuore giusto.

È importante capire che Dio ha dato al genitore autorità sul figlio. Bisogna capire qual è lo scopo per cui dovremmo usare quell’autorità, e come non dovremmo usare l’autorità.

Cioè, possiamo usare l’autorità in modo giusto, e può portare buoni frutti. Oppure, possiamo usare l’autorità con un cuore non giusto, e può portare del male. Quindi, è importante avere il cuore giusto nel nostro impegno di allevare i nostri figli. Consideriamo l’autorità.

Non usare l'autorità per soddisfare la carne

Prima di tutto, è importante che un genitore usi la sua autorità sul figlio per il vero bene del figlio, e per la gloria di Dio. Non dovrebbe mai usare la sua autorità per soddisfare la propria carne. Perciò, un genitore NON dovrebbe mai usare la sua autorità sul figlio per ottenere le proprio preferenze. Neppure dovrebbe usare l'autorità solo per compiere quello che vuole compiere, come se il figlio fosse uno schiavo. Certamente è molto importante insegnare ad un figlio di lavorare bene, anche mentre è piccolo. Però, un genitore non deve vedere un figlio come un operaio che esiste per promuovere i progetti del genitore.

Non bisogno usare autorità in modo egoista. Negli anni, ho visto brutti esempi di genitori che usavano la loro autorità in modo egoista, che è un peccato. Per esempio, ho conosciuto una madre che faceva fare ai figli i lavori che non piacevano a lei. Questo è egoismo e mancanza di amore per il figlio, ed è seminare male nel cuore del figlio.

Inoltre, è un peccato usare usare l’autorità per sfogare l’ira o la frustrazione. Per quanto un figlio possa disubbidire, se il genitore reagisce con ira o con frustrazione è sempre un peccato. Perciò, pretendere l'ubbidienza come modo di sfogarsi è sempre sbagliato, ed è sempre un grave peccato.

Esempi di ubbidienza giusta

Qual è lo scopo giusto per cui dovremmo usare l’autorità che Dio ci ha dato con i nostri figli?

Il genitore dovrebbe usare la sua autorità per allevare il figlio ad ubbidire e ad onorare i genitori. Deve usare l'autorità per allevare il figlio secondo gli insegnamenti di Dio.

Se ricordate dall’ultimo sermone, il genitore deve insegnare il figlio a veramente ubbidire ai genitori, e ad onorarli. L’ubbidienza giusta è immediata, è di cuore e non solo esterna, ed è totale o completa.

Ogni genitore dovrebbe avere come traguardo quello di sviluppare questo tipo di ubbidienza nel figlio. Questo è vero amore per il figlio.

È importante ricordare che insegnare al figlio ad ubbidire e onorare è un processo, non è automatico. Nello stesso modo che il genitore non è perfettamente ubbidiente a Dio, un figlio non sarà perfettamente ubbidiente ai genitori. Bisogna anche ricordare che il ruolo del genitore è come un allenatore, che ha l'incarico da Dio di formare il carattere del figlio. Perciò, deve lavorare con pazienza con il figlio per anni, per insegnargli ad essere veramente ubbidiente, e anche ad onorare. Il genitore non dovrebbe frustrarsi quando il figlio pecca, ma piuttosto, deve continuare a pregare e ad impegnarsi nell'addestrare il figlio dove manca, come Dio fa con noi.

Pensate ad uno che allena i bambini in uno sport. Egli ha come traguardo quello di aiutare i bambini a diventare bravi nello sport. Però, egli sa che per tanti anni non saranno capaci di giocare bene. Questa prospettiva non lo frustra, piuttosto, lo aiuta a capire in quali campi deve impegnarsi di più con loro.

Quindi, è estremamente importante per ogni genitore di capire che il suo ruolo è di addestrare il figlio, giorno per giorno, anno per anno, con pazienza, come Dio ha pazienza con noi. Infatti, un genitore può aiutare un figlio a comprendere molto di Dio dal suo esempio.

Ora, tenendo in mente questi pensieri, consideriamo per primo l'importanza di insistere sull’ubbidienza immediata.

L'Ubbidienza immediata:

Spesso, un genitore dice al figlio di fare qualcosa, e il figlio non lo fa finché la richiesta non viene ripetuta varie volte. Se il genitore permette questo, sta insegnando al figlio che l'ubbidienza non è importante, e che va bene disubbidire varie volte. Inoltre, un genitore che permette ad un figlio di fare così rende molto difficile per il figlio di rispettare ed onorare il genitore.

Facciamo un calcolo: se sulla media un figlio non ubbidisce finché il genitore non ha ripetuto l'ordine 4 volte, vuol dire che il figlio disubbidisce 75% delle volte. Quel figlio disubbidisce molto più di quanto ubbidisce.

Il fatto che i genitori permettono questo modo di fare trasmette al figlio che l'ubbidienza non è importante, anzi, trasmette al figlio che l’ubbidienza è qualcosa di pesante da evitare e da rimandare il più possibile.

Inoltre, permettere ad un figlio di disubbidire in questo modo crea tensione e un’atmosfera negativa in casa. Ostacola la vera pace fra genitore e figlio, come non c'è vera pace fra noi e Dio quando noi non ubbidiamo a Dio.

Quindi, è molto negativo se voi genitori permettete ad un figlio di disubbidire finché non ripetete l'ordine più volte. Dio non accetta una tale ribellione, e nemmeno un genitore dovrebbe accettarla. Quella non è vera ubbidienza.

Non rendere difficile l'ubbidienza

Alla luce di questo voglio dire a voi genitori che dalla più piccola età, è molto importante che il genitore insista sull'ubbidienza immediata del figlio.

Però, è anche importante che il genitore cerchi di rendere l'ubbidienza il meno pesante possibile.

Anzi, il più possibile, è di far capire che l'ubbidienza è una cosa positiva. Cioè, non bisogna pretendere l'ubbidienza solo per vietare al figlio di fare una cosa sbagliata, ma si dovrebbe anche richiedere l'ubbidienza per cose che sono belle. Per esempio, si può dire al figlio che deve aiutarti a fare qualcosa che a lui piace molto fare con te. In questo modo, egli vede che l’ubbidienza in sé non è una cosa negativa. È solo una parte normale e necessaria della vita.

Nei casi in cui è necessario richiedere al figlio di lasciare una cosa che vuole fare, è importante farlo nel modo meno pesante possibile.

Per esempio, quando si deve dire ad un figlio di smettere di fare qualcosa perché è tempo di fare qualcos'altro, per quanto sia possibile, è importante dirglielo prima che sia necessario, in modo che egli possa concludere ciò che stava facendo.

Chiunque è stato sotto un datore di lavoro sa quanto è frustrante quando il padrone arriva e insiste che la persona smetta subito ciò che stava facendo per fare qualcos'altro. Dover lasciare qualcosa a metà è frustrante. Certamente, ci sono casi in cui è necessario. Però, quando non è necessario, è un atto d'amore pensare alla persona sulla quale hai autorità, nel nostro caso pensare al figlio.

Per quanto possibile, un buon capo spiegherà al dipendente quello che serve, e lascerà al dipendente la flessibilità di farlo nell'ordine e nel momento che ritiene meglio. I genitori dovrebbero addestrare il figlio a imparare a gestire il suo tempo.

Quando il genitore cerca di dire al figlio che può finire quello che sta facendo, però poi deve fare un certo lavoro, o andare a letto, entro un certo tempo, migliora l’atmosfera in casa. Il genitore deve pretendere l'ubbidienza, però, dovrebbe anche mostrare al figlio il suo amore e gentilezza, facendo in modo che l'ubbidienza non sia più pesante del necessario.

Che cosa spinge un genitore ad essere sensibile così, ma allo stesso tempo insistere sull’ubbidienza immediata in ciò che dovrebbe essere immediato? Principalmente, è quando il genitore ricorda che il suo traguardo è di formare il carattere del figlio, e non quello non di compiere ciò che deve essere fatto.

Cioè, se il genitore sta pensando maggiormente al lavoro e agli impegni quotidiani, anziché alla sua responsabilità di formare bene il carattere del figlio, allora, userà l'ubbidienza come strumento per cercare di compiere il più lavoro possibile, trascurando lo vero scopo.

Se invece il genitore tiene in mente la sua responsabilità davanti a Dio di allevare il figlio nella via del Signore, allora, sarà più concentrato sull'addestrare bene il figlio, e sull'usare l’autorità per formare il carattere del figlio secondo i principi di Dio. Per questo motivo, insisterà che il figlio ubbidisca immediatamente, ma lo farà in modo non pesante.

A livello pratico:

A livello pratico, come si insegna ad un figlio ad ubbidire immediatamente, o subito?

La cosa più importante per il genitore è di ricordare sempre che è peccato per il figlio il non ubbidire immediatamente. Poi, ogni volta che il genitore riconosce che il figlio non ha ubbidito, deve provvedere a delle conseguenze negative, per mostrare al figlio che tale forma di disubbidienza non è tollerata. Quando un figlio comincia a capire che sarà punito se non ubbidisce la prima volta, imparerà ad ubbidire quando la richiesta gli viene fatta. È anche importante che il genitore crei una bella atmosfera quando il figlio ubbidisce immediatamente.

Ubbidienza di Cuore

Passiamo ora al secondo aspetto dell'ubbidienza che Dio richiede da noi, e quindi, l'ubbidienza che il genitore dovrebbe richiedere dal figlio, che è l'ubbidienza di cuore. In altre parole, non basta solo l'ubbidienza in sé, ma serve l'ubbidienza fatta di buon cuore, con un buon atteggiamento. Dio guarda al cuore, e il genitore dovrebbe guardare il cuore del figlio.

Se uno ubbidisce a Dio, ma non di cuore, Dio non accetta quell'ubbidienza come sufficiente, perché Dio guarda il cuore. Se uno ubbidisce, ma dentro di sé sta pensando che la cosa è troppo pesante, o che è troppo difficile, o se semplicemente preferirebbe non farlo, Dio vede il cuore, e non è contento di quel tipo di cuore. Ripetutamente nella Bibbia troviamo brani che dimostrano che Dio vuole un'ubbidienza di cuore. Per esempio, in 1Re 14, Dio manda un profeta a parlare a Geroboamo, il servo di Salomone che Dio ha fatto diventare re delle dieci tribù. Notate quello che Dio dichiara riguardo a Davide.

“7 Va’ e di’ a Geroboamo: "così parla l’Eterno il DIO d’Israele: lo ti ho innalzato di mezzo al popolo e ti ho fatto principe sul mio popolo Israele, 8 ho strappato il regno dalle mani della casa di Davide e l’ho dato a te, ma tu non sei stato come il mio servo Davide che osservò i miei comandamenti e mi seguì con tutto il suo cuore facendo solamente ciò che era giusto ai miei occhi,” (1Re 14:7-8 LND)

Dio nominò Davide come esempio da seguire, perché Davide ubbidì con tutto il suo cuore.

Dio vuole l'ubbidienza fatta con il cuore. E ogni genitore deve addestrare il figlio ad ubbidire così.

Infatti, invito ogni genitore a prendere del tempo per valutare se sta veramente mirando a questo. Lo scopo non deve essere solo un comportamento esterno, ma che il figlio arrivi ad ubbidire di cuore. L'atteggiamento è importante quanto il fatto che il figlio fa ciò che gli è stato chiesto.

Questo vuol dire che il genitore dovrebbe dare delle conseguenze negative, sia per la disubbidienza, che per l'ubbidienza fatta con un atteggiamento negativo. È importante che il genitore comunichi al figlio che serve l’atteggiamento giusto, oltre a solo l’ubbidienza esterna.

E quindi, quando il figlio ubbidisce con un atteggiamento negativo, bisogna dargli delle conseguenze negative. Dall’altra parte, quando il figlio ubbidisce con un buon atteggiamento, è importante dargli apprezzamento e incoraggiamento.

C’è un pericolo che dovremmo evitare. Solitamente, un genitore capisce quando un figlio ha un atteggiamento sbagliato. In quei casi, il genitore dovrebbe chiedere al figlio di cambiare atteggiamento, e se no, applicare delle conseguenze negative.

Però, se capita che il genitore non è sicuro se il figlio ha un atteggiamento sbagliato, è meglio lasciare stare quella volta, per non rischiare di giudicare il figlio in modo sbagliato.

Ricordate che il traguardo non è mai di punire, piuttosto il traguardo è sempre di addestrare il figlio nel bene. La punizione è solo uno dei mezzi che il genitore può usare per formare bene il carattere del figlio. Non è l’unico mezzo.

Ricordate che lasciare crescere un figlio che ubbidisce con un atteggiamento negativo gli farà avere problemi per tutta la vita, con gli uomini e con Dio. Quindi, è fondamentale insegnare al figlio ad ubbidire con tutto il cuore.

A livello pratico, come si può fare questo? Una parte è dare delle conseguenze negative se il figlio ubbidisce con un atteggiamento negativa. Però, è anche molto importante incoraggiare il figlio quando ha un buon atteggiamento.

Cioè, quando un figlio ubbidisce con un buon atteggiamento, è importante ringraziarlo, non solo per ciò che ha fatto, ovvero, per la sua ubbidienza, ma ancora di più per il suo buon atteggiamento.

Vi do un suggerimento importante. Uno dei momenti più importanti della giornata è quando si mette un figlio a letto. Quei momenti prima di dormire sono momenti preziosi, in cui si può riflettere insieme sulla giornata, e valutare l’andazzo di essa.

In quel momento tranquillo insieme, si può ripassare la giornata, delle cose che sono andate bene, e quando ci sono state, delle cose che sono andate male. Questo è il momento di ringraziare il figlio ancora per il suo atteggiamento buono.

Infatti, è buono mettere più enfasi sull’atteggiamento che su quello che ha fatto. Mostra grande gratitudine al figlio per il buon atteggiamento. Questo diventa un ottimo stimolo per il figlio di avere un buon atteggiamento anche il giorno dopo.

Un'ubbidienza Totale

Quindi, abbiamo parlato dell'ubbidienza immediata, e anche dell'ubbidienza di cuore, ovvero, l’ubbidienza con un buon atteggiamento. Ora, parliamo del terzo aspetto dell'ubbidienza che Dio richiede, e che ogni genitore dovrebbe richiedere dal figlio. Questa è l'ubbidienza totale, cioè, l’ubbidire fino in fondo, completando tutto quello che è stato richiesto.

Ogni genitore dovrebbe riconoscere che una ubbidienza parziale non è vera ubbidienza. Un lavoro fatto a metà non è fatto. Manca il cuore giusto.

Per capire come agire quando un figlio non porta a termine un compito, un genitore deve considerare il cuore del figlio. A volte, un figlio non ubbidisce totalmente perché viene distratto. In questo caso, ha bisogno di aiuto, magari all'inizio dei ricordi, per aiutarlo a imparare a portare a termine quello che fa. Cioè, serve l’addestramento. Però, se continua a non portare a termine i suoi compiti, vuol dire che non si sta impegnando abbastanza. Allora ha bisogno delle conseguenze negative, che lo stimolano ad impegnarsi da solo a ricordare.

Ci sono figli che usano l’ubbidienza parziale per ribellare in modo subdolo. Cioè, il figlio impara che se inizia ad ubbidire, i genitori tolgono la minaccia di conseguenze. Poi, dopo un po’ il figlio non continua ad ubbidire, sapendo che i genitori non faranno nulla. In questo caso, la sua ribellione subdola viene premiata, e lui diventa ancora più indurito, e più ribelle.

Perciò, quando un genitore si rende conto che il figlio non sta portando a termine le sue responsabilità, è estremamente importante non ignorare la cosa, e non lasciar stare. Piuttosto, il genitore dovrebbe prendere una posizione ferma, prima con incoraggiamento, e se è necessario anche con la punizione, affinché il figlio impari che non viene accettata un'ubbidienza parziale.

Vi do un esempio di questa forma di ribellione subdola.

Il genitore chiede al figlio di pulire la cucina, che comprende lavare i piatti, pulire la tavola, e spazzare per terra. Il figlio lava i piatti, ma non pulisce bene la tavola, e spazza per terra in modo molto scadente. Egli calcola che al massimo il genitore lo sgriderà, ma senza punirlo. Quindi, questa è una forma di ribellione, ma è subdola.

Un altro esempio di questo è che il figlio ha qualcosa in mano che non deve avere. Il genitore gli dice di metterlo sul tavolo. Invece, il figlio lo mette sul banco di lavoro e poi esce dalla cucina. Sapeva benissimo che doveva mettere la cosa sul tavolo. Con spirito di ribellione, l’ha messo sul banco.

È importante per un genitore di riconoscere questo tipo di ribellione, per insistere che il figlio ubbidisca di cuore, come gli è stato chiesto. Se il genitore non insiste, questo “lasciar correre” fortificherà lo spirito di ribellione nel figlio.

Un genitore deve insistere che il figlio faccia un lavoro completo e come gli è stato richiesto. Il genitore deve aiutare il figlio a superare questo grave peccato. Al figlio non deve essere permesso di trascurare nemmeno la più piccola parte. Solo così un genitore sta mostrando vero amore al figlio. Questo richiede grande impegno dal genitore, ma produce buon frutto.

Lo scopo di questo non è che il lavoro sia fatto. Piuttosto, lo scopo è di aiutare il figlio a sviluppare un sano carattere che può essere benedetto da Dio.

Perciò, genitori, tenete in mente quanto è importante per la formazione del figlio che egli impari a ubbidire totalmente. Se no, la sua vita sarà un disastro, non sarà affidabile, né nella sua famiglia, né al lavoro, né in chiesa se viene salvato. Quindi, è importante insistere sull'ubbidienza totale.

Per il bene del figlio, e la gloria di Dio

Parliamo alcuni minuti di alcuni dei motivi per cui un genitore deve impegnarsi così tanto ad insegnare al figlio ad ubbidire immediatamente, con un buon atteggiamento, e totalmente.

Lo scopo di un genitore non è di avere meno problemi possibili. Piuttosto, è di guidare ed addestrare il figlio in modo da formare nel figlio un carattere conformato ai principi di Dio, affinché il figlio sia benedetto nella vita.

Quando poi il genitore si impegna nella vita del figlio, e insiste sulla vera ubbidienza, e sull’onore, produce un'atmosfera di pace e amore in casa. Un figlio che impara ad ubbidire secondo gli insegnamenti di Dio sarà più gioioso e in pace.

Il figlio stesso sarà più benedetto, come anche gli altri in famiglia.

Non chiedere né troppo né troppo poco

Voglio menzionare qualcosa che ho in mente di sviluppare nel sermone per i padri. Genitori, è importante non pretendere né troppo né troppo poco da un figlio. Non chiedete ad un figlio di fare qualcosa che non sarebbe capace di fare. Non date mai ordini ad un figlio che non è in grado di capire. Tenete sempre conto dell'età e delle sue capacità. Non chiedete né troppo, né troppo poco.

Oggi, raramente i genitori chiedono troppo dai figli. Piuttosto oggi il problema è che solitamente i genitori chiedono troppo poco. Anche un bambino piccolo può imparare ad ubbidire immediatamente e di buon cuore. È importante chiedere quello che è alla portata del figlio, né troppo né troppo poco.

Insistere sull’Ubbidienza è Amore per il figlio

È importantissimo per ogni genitore capire che insistere sull’ubbidienza è un atto di amore per il figlio. Questo è perché Dio insegna che l’ubbidienza e l’onore portano grandi benedizioni da parte di Dio. Quindi, il genitore che veramente ama suo figlio si impegnerà ad allevare il figlio a veramente ubbidire e onorare i genitori. Così la vita di quel figlio sarà molto più benedetta.

Infatti, quel genitore che non disciplina il figlio e non pretende la vera ubbidienza dimostra di non veramente amare il figlio.

Cioè, nella carne la cosa più facile è di solo lasciare stare quando un figlio non ubbidisce. È difficile essere costante con un figlio. È molto più facile chiudere gli occhi quando il figlio disubbidisce, o quando non ubbidisce immediatamente. Però, se un genitore ignora la disubbidienza, anche subdola, sta dando spazio alla carne, anziché pensare al bene del figlio.

Il vero amore per il figlio spinge il genitore a insistere sulla vera ubbidienza, perché desidera la vera benedizione per il figlio.

Creare un ambiente di amore e benedizioni

Voglio chiudere parlando di qualcosa di molto importante.

Il motivo che un genitore si impegna ad insegnare al figlio ad ubbidire in modo giusto è perché il genitore vuole imitare il rapporto che Dio ha con i suoi figli. Questo aiuta il figlio a conoscere Dio.

Un figlio che non ubbidisce e non onora i genitori non può stare in buona comunione con loro, mentre quando ubbidisce di cuore, e onora i suoi genitori, può godere una bellissima comunione.

Questo è come funziona nel nostro rapporto con Dio.

Quando un figlio di Dio cammina in ubbidienza a Dio, un'ubbidienza di cuore, un'ubbidienza immediata, e un'ubbidienza totale, godrà l'immensa benedizione della comunione con Dio. Godrà la pace di Dio, e il suo cuore sarà benedetto dall'amore di Dio. Godrà le benedizioni che Davide chiese a Dio nel Salmo 51, dopo che ebbe peccato. Davide capiva che il suo peccato aveva rovinato il suo rapporto con Dio. Perciò, Davide desiderava profondamente avere di nuovo comunione con Dio, e le benedizioni di quella comunione. Vi leggo quello che Davide dichiara nel Salmo 51:7-14.

“7 Purificami con issopo, e sarò mondo; lavami, e sarò più bianco della neve. 8 Fammi sentire gioia e allegrezza; fa’ che le ossa che hai spezzato festeggino. 9 Nascondi la tua faccia dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. 10 O DIO crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo. 11 Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo Santo Spirito. 12 Rendimi la gioia della tua salvezza, e sostienimi con uno spirito volenteroso. 13 Allora insegnerò le tue vie ai trasgressori, e i peccatori si convertiranno a te. 14 Liberami dal sangue versato, o DIO, DIO della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà con giubilo la tua giustizia.” (Salmo 51:7-14 LND)

Davide aveva capito che la sua disubbidienza gli aveva fatto mancare le meravigliose benedizioni della comunione con Dio. Perciò, si ravvide di cuore, e chiese a Dio di rinnovare in lui la gioia della sua salvezza.

Ogni genitore dovrebbe impegnarsi a creare con il figlio un rapporto di amore cosi profondo che il figlio desidererà profondamente la comunione con i genitori. I genitori dovrebbero creare un ambiente in casa così bello che il figlio apprezzerà tantissimo i benefici che ci sono quando ubbidisce ai genitori e li onora.

Infatti, se la motivazione principale per un figlio di ubbidire è solo di evitare la punizione, vuol dire che il genitore non ha raggiunto il cuore del figlio, e molto probabilmente questo porterà a gravi problemi nel futuro. Se invece il figlio vuole ubbidire perché desidera godere l’amore dei genitori che si trova in un rapporto stretto, allora il figlio imparerà ad ubbidire per la motivazione giusta, e questo più che qualunque altra cosa formerà il carattere giusto nel figlio. Perciò, non posso dire con abbastanza enfasi l'importanza per ogni genitore di amare il suo figlio profondamente, in modo che quell'amore sia visibile al figlio, e che sia una fonte di grande gioia per il figlio, che lo spingerà a voler ubbidire.

Ubbidienza porta alle benedizioni

A questo punto, vogliamo pensare ad ognuno di noi che è un figlio di Dio. Applichiamo queste verità a noi stessi, nel nostro rapporto con Dio come nostro Padre. Se siamo salvati, siamo figli di Dio. Quando noi ubbidiamo a Dio immediatamente, di buon cuore, e totalmente, godiamo la gioia della stretta comunione con Dio.

Se tu hai del peccato nella tua vita, ti ostacola dall'avere quella comunione. Perciò, confessa ed abbandona quel peccato. Umiliati, riprendi la via dell'ubbidienza! Solo così potrai godere la vera comunione con Dio! Solo così il tuo cuore sarà soddisfatto! Guarda a Cristo, per riconoscere che Egli è l’unica cosa che può soddisfare il tuo cuore!

E a voi genitori dico: impegnatevi a creare in casa un'atmosfera di amore che attira il cuore del figlio. Fate in modo che il figlio non voglia perdere quel rapporto, e perciò, voglia ubbidire, perché capisce che la sua ubbidienza gli porterà ciò che il suo cuore desidera, cioè, un bel rapporto con i genitori.

Così, egli capirà meglio la gioia di camminare in ubbidienza a Dio. Oh che Dio ci aiuti a crescere i nostri figli così, affinché siano benedetti.

email questo link