un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Efesini – Visione d'Insieme, Capitolo 2

Sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, probabilmente 24 agosto 2014 – cmd na –
Parole chiave: Efesini, salvezza, grazia, predestinazione, nuova nascita, rigenerazione, guardare a Cristo.

Comincio con il porvi una domanda: ultimamente sei stato aggravato da problemi di tempo, di soldi o di altro tipo? A te è sembrato che non ce la fai? Se ciò è realmente accaduto nella tua vita, allora, ascoltami.

Ho letto, non tanto tempo fa, di una famiglia il cui zio era morto, lasciandole in eredità varie cose. Tra quello che lasciò loro c'era un quadro che a loro piacque. Lo misero in sala e non ci pensavano più. Per loro era un bel quadro e niente di più.

Dopo un certo periodo, un amico visitò la famiglia e riconobbe il quadro come appartenente ad un artista famoso. Riconosciutolo per tale, quell'amico insisteva che la famiglia lo portasse per verificarne l'autenticità. Anche se per loro sembrava uno spreco di tempo, per accontentare l'amico, lo portarono da un esperto. La fatica fu ben ricompensata perché esso risultò essere un quadro originale e valeva milioni di dollari. Effettivamente, questa famiglia aveva un grande tesoro, ma non capiva il valore di ciò che aveva. Per loro, era solamente un bel quadro. Lo vedevano come qualcosa di bello, ma effettivamente non capivano il suo immenso valore.

Molto spesso, come credenti, sappiamo che la nostra salvezza è un grande dono, ma non comprendiamo l'immensità di questo dono, non comprendiamo che vale più di qualsiasi cosa in tutta la vita. Non comprendiamo che può trasformare la vita, sia la vita su questa terra, sia la vita per tutta l'eternità! E questo ci fa mancare di avere pace e gioia.

Quindi, come credenti, è estremamente importante comprendere sempre di più l'immensità della nostra salvezza. Solamente così possiamo avere una gioia sempre più profonda e pace in mezzo alle difficoltà. Solamente così possiamo avere una vita che veramente dà gloria al nostro Dio! Se tu sei un credente, è importante che capisca che la tua crescita ed il tuo cammino cristiano dipendono da una crescente conoscenza della tua salvezza e del tuo Salvatore.

La vita eterna è conoscere Dio Padre ed il Signore Gesù Cristo, proprio come Gesù dichiara nella Sua preghiera al Padre in Giovanni 17:3:

“Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato,” (Giovanni 17:3 LND)

In Filippesi 3:8, l'apostolo Paolo descrive come aveva considerato tutto spazzatura per poter conoscere Cristo. Ve lo leggo:

“Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo,” (Filippesi 3:8 LND)

2 Pietro 1:3 dichiara che la conoscenza di Dio è il mezzo per il quale siamo benedetti. Ve lo leggo:

“Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù,” (2 Pietro 1:3 LND).

Quindi, è veramente fondamentale conoscere Dio e conoscere la realtà della nostra salvezza. Bisogna conoscere sempre più di Dio e della nostra salvezza, giorno per giorno ed anno per anno.

Il modo principale per approfondire la nostra conoscenza di Dio e la nostra salvezza è tramite la Parola di Dio. Efesini è un libro che ci spiega molto della salvezza, illustrandoci realtà che non potremmo mai sapere per conto nostro. Stiamo facendo un ripasso dei primi capitoli di Efesini, per poi riprendere lo studio approfondito degli ultimi capitoli. Nell'ultimo sermone, abbiamo considerato Efesini 1.

Nel Capitolo 1 di Efesini, abbiamo visto tre punti principali. Prima di tutto, abbiamo visto che la salvezza è un'opera di Dio, iniziata da Dio nell'eternità passata, mirata ad avere una conclusione nell'eternità futura. Perciò dobbiamo vedere la salvezza in questa vita solo come una parte di qualcosa di eterno. La nostra salvezza è molto più grande di questa vita! Il secondo punto che abbiamo visto è che la decisione di Dio di salvarci fu una decisione presa interamente da Dio, senza considerazioni che provengano da qualcosa che si trovi al di fuori della volontà di Dio stesso. Cioè, la decisione di Dio di predestinare alcune persone alla salvezza fu una decisione che non dipendeva da nulla al di fuori della volontà di Dio. Era una decisione sovrana. Il terzo punto importantissimo che abbiamo visto è che la nostra salvezza è totalmente fondata sull'opera di Gesù Cristo. Ogni nostro benedizione è per merito di Gesù Cristo. Il nostro perdono dipende da Cristo, la riconciliazione e le benedizioni sono tutte in Cristo Gesù. Quindi, Gesù Cristo è assolutamente centrale nella nostra salvezza.

Teniamo queste tre verità centrali in mente, mentre consideriamo le verità principali che troviamo nel Capitolo 2.

La Salvezza applicata individualmente ad uomini peccatori (Capitolo 2)

Avendo stabilito che la predestinazione fu la decisione di Dio, presa nell'eternità passata, nel Capitolo 2 Paolo descrive come quella decisione viene attuata durante la nostra vita su questa terra. Cioè, nel Capitolo 2, troviamo una descrizione di come Dio attuò la Sua decisione di salvarci. Mentre leggiamo, notate che, in questa descrizione della nostra salvezza, tale opera è attribuita totalmente a Dio. Ricordate che Efesini ci rivela la realtà divina della nostra salvezza.

Forse più di qualsiasi altro brano, questo capitolo descrive quella che era la nostra condizione prima che Dio ci salvasse. Più vediamo quanto vivevamo nelle tenebre, più brillante risplenderà la luce della grazia di Dio. Quindi, mentre leggo, notate quella che era la nostra condizione prima che Dio ci salvasse e quanto la salvezza è stata per intero un'opera di Dio. Seguitemi mentre leggo Efesini 2:1-3:

“1Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, 2 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. (Efesini 2:1-3)

Notate, per prima cosa, quella che era la nostra condizione prima della salvezza. È importante comprendere sempre più a fondo quella che era realmente la nostra condizione prima che Dio ci vivificasse. Infatti, non possiamo capire a fondo la grandezza della nostra salvezza se non comprendiamo ciò che questo brano dichiara della nostra condizione prima della salvezza.

Notate che questo brano ci rivela che eravamo morti nei nostri peccati. Non eravamo solamente spiritualmente ammalati, ma eravamo morti. Camminavamo nei nostri peccati, seguivamo il corso del mondo sotto la podestà del principe dell'aria, che è Satana. Eravamo schiavi del nostro peccato senza saperlo. Vivevamo nella concupiscenza della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della nostra mente. Cioè, vivevamo secondo i nostri ragionamenti, non riconoscendo che erano peccaminosi, perché tale era la nostra natura. Eravamo completamente venduti al peccato e perciò eravamo, di natura, come tutti gli altri, figli d'ira. Non c'era nulla in noi che ci distingueva dagli altri peccatori. Eravamo fisicamente e mentalmente vivi, ma, spiritualmente, eravamo completamente morti nei nostri peccati.

Pensate con me. Che cosa può fare un morto? Può un morto riconoscere la sua condizione? Può cercare di migliorarla? Può cercare aiuto? Noi eravamo spiritualmente morti e perciò era impossibile, per noi, fare qualunque cosa per arrivare alla salvezza. In tale condizione, eravamo senza forza. Romani 5:6 dichiara una verità incredibile:

Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. (Romani 5:6 LND)

Eravamo morti, eravamo senza forza, eravamo totalmente incapaci di fare qualunque cosa a livello spirituale. Non sapevamo di essere morti, non potevamo capire le verità di Dio.

Notate anche quanto eravamo malvagi. Vivevamo nel peccato perché eravamo peccatori. Così grave era il nostro peccato, che eravamo figli d'ira. La nostra condizione non poteva essere peggiore. Tenete questo in mente, perché così comprenderete meglio l'immensità di quello che Dio ha fatto.

Quello che Dio ha fatto

Iniziando con il versetto 4, leggiamo di come siamo stati salvati e notiamo che Dio è il protagonista della nostra salvezza. Non c'era alcun segno di vita in noi, perché eravamo totalmente morti nei nostri falli. Era in quella condizione che Dio ci ha vivificati! Quindi, mentre leggo i versetti 4-10, notate che è Dio all'opera, non noi:

4Ma Dio, che è ricco in misericordia per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, 7 per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia con benignità verso di noi in Cristo Gesù. 8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori. 10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo. (Efesini 2:4-10 LND)

Prima di tutto, notate che, quello che Dio fa, Lo fa perché è ricco in misericordia ed anche per il Suo grande amore con il quale ci ha amati. Nel Capitolo 1 abbiamo visto che la predestinazione è dovuta solamente al beneplacito di Dio, a quello che Dio aveva deciso in Se stesso.

Vivificare

Consideriamo la parola "vivificare". Vivificare vuol dire proprio quello che sembra, cioè vuol dire dare vita a uno che non aveva vita. Quindi, è un verbo in cui Dio dà la vita a qualcuno che non aveva la vita. In realtà, solo Dio può vivificare, sia fisicamente, sia spiritualmente. Chiaramente, in questo contesto, si tratta di vivificare spiritualmente.

È estremamente importante che comprendiamo a che punto Dio ci ha vivificati, cioè, in che condizioni eravamo quando Dio ha fatto questo. Orbene, Egli ci ha vivificati quando eravamo ancora morti nei nostri falli, ovvero nei nostri peccati. Il motivo per cui ci ha vivificati è per il Suo grande amore. La preposizione usata qui e tradotta con "per" nella frase “per il suo grande amore”, è una preposizione che descrive il motivo per cui si fa qualcosa. Quindi, il motivo per cui Dio ci ha vivificati non era legato alla nostra fede, piuttosto era in base al Suo grande amore ed era mentre eravamo ancora spiritualmente morti. Questo punto è reso ancora più chiaro quando viene dichiarato: "Voi siete salvati per grazia"! La grazia è il bene che uno non merita. Se c'è merito, non c'è grazia!

Notate che, mentre qui troviamo la parola vivificare, lo stesso atto di Dio viene chiamato anche “la nuova nascita” ed anche “la rigenerazione” in altri passi biblici. Tutti i relativi passi parlano di quell'atto per il quale Dio ci dà la vita. Dio ci dà la vita, ci vivifica, in base al Suo grande amore per noi.

Egli non solo ci dà la vita, ma ci risuscita con Cristo e con Lui ci fa sedere nei luoghi celesti in Cristo. Romani 6 ci aiuta a capire questo, in quanto insegna che, quando Dio ci salva, ci unisce a Cristo, in modo che noi moriamo e risuscitiamo con Cristo. Questa è la verità che vediamo anche in Galati 2:20. Ve lo leggo:

“Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Galati 2:20 LND)

Prego che Dio ci aiuti a comprendere di più quanto la nostra identità è in Cristo Gesù. In Cristo, siamo liberati dalla condanna e, in più, in Cristo ci sediamo nei luoghi celesti!

Questo brano ci rivela che tutto questo serve per un traguardo futuro. Il traguardo è quello di mostrare, nell'età che verranno, il che è una descrizione dell'eternità futura, le eccellenti ricchezze della grazia di Dio che ha mostrato verso di noi in Cristo Gesù. Abbiamo già visto in Efesini, al Capitolo 1, che la salvezza porta lode alla gloria della grazia di Dio. Qui, quella verità viene ripetuta. La salvezza che Dio ha ordinato nell'eternità passata e che attua in questa vita, porterà ad un risultato eterno, quello di glorificare, davanti a tutti, le eccellenti ricchezze della Sua grazia verso di noi, in Cristo Gesù. Ed anche qui, vediamo che la Sua grazia arriva a noi in Cristo Gesù!

Salvati per Grazia

I versetti che vanno da 8 a 10 continuano con il discorso che siamo stati salvati per grazia! Quindi, la nostra salvezza non deriva da qualche merito nostro, ma è per grazia, mediante la fede, e tale fede salvifica non viene da noi, ma è il dono di Dio. La salvezza non è dovuta a qualche opera nostra o a qualcosa che si trova in noi. La nostra salvezza è opera di Dio. Infatti, noi siamo stati creati da Dio in Cristo Gesù. Quando diciamo che siamo stati creati in Cristo, intendiamo dire che Dio ci ha dato la vita in Cristo, il che si riferisce di nuovo al fatto che Dio ci ha vivificati in Cristo.

Questo brano ci mostra che le nostre buone opere non hanno nulla a che fare con il fatto di diventare credenti, ma sono state preparate da Dio per il nostro cammino ora che siamo stati salvati.

Il nostro passato e L'opera di Cristo

Andando avanti, vediamo che Dio guidò Paolo a continuare ad aiutarci a comprendere di più della nostra condizione prima della salvezza, ovvero ad intendere maggiormente quello che Cristo ha fatto per noi e poi quella che è, ora, la nostra condizione in Cristo.

Iniziando con i versetti 11 e 12, troviamo una descrizione di quella che era la nostra condizione. Poi, nei versetti che vanno dal 13 fino al 18, abbiamo una descrizione dell'opera di Gesù Cristo e di quello che Egli ha fatto per noi con il Suo sacrificio. Infine, nei versetti da 19 a 22, troviamo una descrizione della nostra condizione ora che Gesù Cristo ci ha riconciliati con Dio. Quindi, inizio leggendo i versetti 11 e 12, per comprendere meglio quella che era la nostra condizione passata:

11 Perciò ricordatevi che un tempo voi gentili di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono stati fatti nella carne per mano d’uomo, 12 eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. (Efesini 2:11-12 LND)

Nei primi versetto di questo capitolo, abbiamo letto che eravamo morti nei nostri peccati, seguendo lo spirito della potestà dell'aria, e che vivevamo nelle concupiscenze della nostra carne ed eravamo figli d'ira, come gli altri. Ora, in questo brano, parlando a noi che siamo gentili, Paolo ci mostra che eravamo senza Cristo, estranei ai patti della promessa, essendo senza speranza e senza Dio. Cioè, le cose non potevano essere peggiori. Essendo senza Cristo, senza Dio e senza speranza, era impossibile che le cose migliorassero, per quanto dipendeva da noi. Ci aspettavano solamente le tenebre eterne. Questa era la nostra condizione naturale e saremmo rimasti così nelle tenebre, se non fosse stato per l'amore di Dio e la Sua grazia verso di noi in Cristo Gesù.

Quello che Cristo ha fatto per noi (vv.13-18)

Nei versetti che vanno dal 13 al 18, troviamo quello che Dio ha fatto per noi in Gesù Cristo. La nostra gioia e la nostra pace dipendono molto da quanto vediamo dell'opera di Cristo per noi. Quindi, mentre leggo i versetti 13-18, notate tutto quello che abbiamo in Cristo e che Egli ha fatto per noi:

13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. 14 Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, 15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, 16 e per riconciliare a ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso. 17 Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, 18 poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. (Efesini 2:13-18 LND)

O meraviglia di meraviglie! Gesù Cristo è la nostra pace con Dio, Gesù Cristo ha demolito il muro di separazione, Gesù Cristo ha abolito, con il Suo sacrificio, l'inimicizia fra noi e Dio. Gesù Cristo ha fatto la pace fra noi e Dio, Gesù Cristo ci ha riconciliati con Dio per mezzo della croce. In Gesù Cristo abbiamo libero accesso al Padre nello Spirito Santo! O che Dio ci faccia comprendere sempre di più questo!

Come credenti, è fondamentale per noi riempire i nostri pensieri con Gesù Cristo e tutto quello che Egli ha fatto per noi. Gesù Cristo è la nostra vita, Gesù Cristo è la nostra giustizia, Gesù Cristo è il nostro accesso al Padre.

Che stoltezza per noi riempire i nostri pensieri con tutti i nostri problemi e le nostre difficoltà! Pensare ai problemi non fa altro che agitarci e farci mancare la pace che possiamo avere quando riempiamo i nostri pensieri con Gesù Cristo! Più pensiamo a Cristo, più pensiamo a quella che era la nostra condizione, più pensiamo a tutto quello che Gesù Cristo ha fatto per noi, più gioia e pace avremo, anziché un cuore turbato.

Infatti, considerando quella che era la nostra condizione, una condizione terribile, senza alcuna speranza, totalmente esclusi da Dio, adesso, leggendo i versetti dal 19 al 22, possiamo, di contro, considerare quella che è la nostra condizione alla luce di ciò che Cristo ha fatto per noi che siamo in Lui! Prego che Dio ci faccia vedere l'immensità e la profondità del privilegio che abbiamo ora che siamo in Cristo. Mentre leggo, notate che questi versetti iniziano con un “dunque”. Pertanto, ciò significa che tutto quello che siamo ora è dovuto a ciò che Cristo ha fatto per noi. Vi leggo i versetti 19-22:

19 Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, 20 edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, 21 su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore, 22 nel quale anche voi siete insieme edificati per essere una dimora di Dio nello Spirito.” (Efesini 2:1-22 LND)

Per capire la profondità di queste verità, dobbiamo vederle alla luce di quella che era la nostra condizione, come abbiamo letto prima in questo capitolo.

Cioè, le verità in questo brano sono incredibili e meravigliose per conto loro, ma quando consideriamo l'immensità delle benedizioni che troviamo in questo brano in contrasto con quella che era la nostra condizione descritta prima in questo capitolo, vediamo che Dio ci ha fatti passare dalla condizione più terribile, senza speranza, alla posizione più alta, più benedetta, più meravigliosa possibile.

Prima eravamo totalmente separati da Dio, ma adesso, in Gesù Cristo, siamo figli di Dio, membri della famiglia di Dio. Siamo concittadini dei santi, il che vuol dire che la nostra cittadinanza è nei cieli con Dio. E, perciò, avremo ad attenderci tutta l'eternità con Dio in cielo! Facciamo parte della Chiesa, che è il corpo di Cristo, e per questo siamo parte del tempio Santo del Signore! Dio stesso dimora in noi! Prima eravamo esclusi da Dio, ora Dio dimora in noi! Il contrasto fra la nostra condizione prima della salvezza e la nostra condizione ora, è oltremodo meraviglioso e ci vorrà tutta l'eternità per comprendere sempre di più la ricchezza delle nostre benedizioni in Cristo Gesù.

Il nostro problema

Quanto è meravigliosa la nostra condizione in Cristo, adesso che siamo salvati! Però, abbiamo un problema, un problema molto grande. La nostra posizione ora in Cristo è una posizione assolutamente meravigliosa! Non c'è nulla in tutto il mondo che vale quanto vale questa immensa benedizione! Questa benedizione è così grande, così profonda e dura così tanto, che può darci immensa gioia in ogni situazione ed in ogni difficoltà. Come dichiara Paolo, le afflizioni di questa vita sono leggere e momentanee in confronto con l'eterno peso di gloria che è nostro in Gesù Cristo.

Allora, qual è il nostro problema? Il problema è dove guardiamo. Cioè, queste benedizioni, pur essendo di infinito valore, sono invisibili con gli occhi naturali. Invece, i nostri problemi terreni, come anche le cose che ci tentano, sono facili da vedere con i nostri occhi naturali.

Siamo circondati dalle cose di questo mondo, le cose difficili, i pesi, le difficoltà, le ingiustizie. E siamo anche circondati da tutto quello che, del mondo, ci attira. Invece, le meravigliose benedizioni di Dio sono, per lo più, invisibili, cioè Non le vediamo con i nostri occhi naturali.

E perciò, il nostro problema è che facilmente non pensiamo alle meravigliose benedizioni che abbiamo in Cristo, ma, piuttosto, pensiamo ai nostri problemi ed alle nostre difficoltà. Cioè, di natura, scegliamo di pensare ai problemi, scegliamo di pensare alle difficoltà, scegliamo di pensare alle cose del mondo che ci attirano. Scegliamo di pensare all'approvazione degli uomini. Di natura, scegliamo di pensare alle cose terrene. E, perciò, spesso abbiamo poca gioia nella vita cristiana, spesso il nostro cuore è turbato. Spesso, cadiamo nel peccato. Spesso mostriamo cattiveria, anziché amore e bontà. Questo perché i nostri pensieri sono ripieni di cose terrene, anziché delle cose di Dio.

Non deve essere così! Invece, come figli di Dio, avendo ricevuto l'immensa ed eterna benedizione di essere salvati dalle tenebre, di aver ricevuto la vita eterna in Gesù Cristo, di essere riconciliati con Dio, di avere pace con Dio, tutto per mezzo di Cristo, con la viva speranza di passare l'eternità con Dio, avendo tutto questo e molto di più, dobbiamo scegliere, giorno per giorno, di focalizzare i nostri pensieri su Gesù Cristo e quello che abbiamo ricevuto in Lui. Questa è la chiave di una vita cristiana gioiosa e vittoriosa.

Infatti, uno dei motivi principali per cui noi così spesso vacilliamo nel nostro cammino cristiano è perché pensiamo così poco alla nostra posizione in Gesù Cristo. Pensiamo poco a tutto quello che Gesù ha fatto per noi e continua a fare. Pensiamo poco all'immensità delle benedizioni che abbiamo in Cristo. Pensiamo poco al contrasto fra quella che era la nostra vita e quella che è la nostra realtà, adesso, in Cristo!

Conclusione

E perciò, alla luce di quanto abbiamo finora visto, voglio incoraggiare ciascuno di noi che è un figlio di Dio, a pensare molto spesso alle verità che troviamo in Efesini 2!

Pensa spesso a quella che era la tua condizione prima che Dio ti vivificasse e salvasse in Gesù Cristo. Pensa a quanto eri perduto, schiavo dei tuoi peccati, morto nei tuoi peccati, nemico di Dio, sotto la condanna eterna, senza alcuna speranza! Ricorda che eri senza Dio, senza Cristo, senza le promesse! Pensa a questo ed allora vedrai ancora più meraviglioso quello che Dio ti ha fatto! Vedrai meglio l'immensità del fatto che Dio ti ha vivificato in Cristo Gesù! Vedrai di più dell'immenso amore di Dio, quel grande amore con il quale ci ha amati mentre eravamo morti nei nostri peccati. Vedrai l'immensità del fatto che Dio ci ha risuscitati con Cristo e ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù! Vedrai di più la profondità della grazia di Dio per noi in Gesù Cristo. Vedrai questa grazia che diventa una rocca nella quale possiamo trovare rifugio in ogni tempesta della vita.

Pensando di più alla nostra condizione prima della salvezza, vedremo di più quanto è meraviglioso avere pace con Dio, quanto è stupendo che Cristo ha tolto l'inimicizia che c'era fra noi e Dio Padre e ci ha pienamente riconciliati con Lui, uccidendo l'inimicizia in Se stesso. Vedremo com'è prezioso il libero accesso che abbiamo al Padre nello Spirito Santo!

Ed ancora, troveremo grande gioia nel sapere che siamo cittadini del cielo, concittadini con tutti gli altri santi! Avremo un'immensa gioia sapendo che ora siamo membri della famiglia di Dio e che possiamo chiamare Dio, Abbà, Padre! Pensando spesso a queste verità, avremo immensa gioia nel sapere che noi facciamo parte del tempio Santo del Signore e che Dio stesso dimora in noi!

Quanto spesso la nostra vita cristiana è povera, perché non pensiamo abbastanza alle ricchezze di quello che abbiamo in Cristo! Non posso non dirlo ancora, perché abbiamo bisogno di riflettere ogni giorno sulle verità che troviamo nel Capitolo 2 di Efesini! Infatti, posso dire che quel credente che pensa profondamente e tutti i giorni alle verità che ci sono in questo capitolo e considera la sua vita alla luce di quelle verità, avrà molta più gioia, avrà molta più pace, avrà molto più zelo per il Signore e sarà molto meno tentato dalle cose del mondo.

Prima di chiudere, vorrei dire qualcosa a voi che non avete Gesù Cristo come il vostro Signore e Salvatore. La mia preghiera è che possiate capire che la vostra condizione attuale è quella che abbiamo letto in questo capitolo che riguarda coloro che non sono in Cristo. Siete nemici di Dio, siete senza Dio, senza le promesse e senza speranza. Più di qualsiasi cosa avete bisogno della salvezza. Senza la salvezza, la vostra vita è solamente un'attesa prima di arrivare davanti a Dio nel giudizio, senza speranza.

E perciò, se tu non hai Cristo, ti esorto, nel Suo nome, a cercare Dio con tutto il tuo cuore, finché c'è tempo. Dio promette di salvare chi Lo cerca con tutto il suo cuore.

E, per chi ha Cristo, chiudo ringraziando Dio per il dono immenso della vera vita che ci ha dato in Gesù Cristo stesso. Se pensiamo a quello che eravamo e a quello che siamo ora, in Cristo non potremo mancare di avere la vera gioia e la vera pace che procedono dal realizzare costantemente tutto questo.

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