un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Efesini – Visione d'insieme, Capitolo 3

Sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org, per domenica 14 settembre 2014, – cmd na –
Parole chiave: Efesini, mistero, salvezza per i gentili, evangelo, preghiera, come pregare, amore di Dio.

È facile vivere la vita cristiana senza cadere? È sempre facile avere fede? È facile rifiutare le tentazioni che ci arrivano?

Ciascuno di noi sa bene che la risposta a tutte queste domande è no, ovvero che non è sempre facile. Però, Dio non ci ha lasciati soli. Dio ci ha dato dei mezzi potenti per camminare per fede, con gioia nel cammino. Dio ci ha dato dei mezzi potenti per aiutarci a riconoscere l'inganno dei peccati.

Uno dei mezzi più potenti che abbiamo è quello di conoscere e tenere in mente le verità di Dio. Per esempio, davanti ad una dura prova, ricordare la verità che Gesù Cristo ha ogni autorità in cielo e sulla terra e che Egli è con noi, può darci pace. Quando il mondo ci tenta, ricordare la verità dell'immensità del nostro tesoro in Cristo ci può aiutare a non cadere nella tentazione. Ed è così per ogni difficoltà. Le verità che Dio ci rivela nella Bibbia sono una forte arma nella vita cristiana.

E perciò, abbiamo bisogno di conoscere sempre di più la Bibbia e di tenere in mente le verità che impariamo.

Per aiutarci in questo, stiamo studiando l'Epistola agli Efesini. Tempo fa abbiamo iniziato a studiare questa Epistola e poi abbiamo lasciato tale studio senza completarlo. Perciò, stiamo ripassando i primi capitoli, per poi riprendere lo studio più a fondo del resto di questa lettera che Dio guidò l'Apostolo Paolo a scrivere.

Oggi vogliamo considerare Efesini 3. Però, per aiutarci a vedere questo capitolo nel suo contesto, voglio brevemente ripassare le verità contenute in Efesini 1 e 2.

In Efesini 1, abbiamo visto che la nostra salvezza è opera di Dio, stabilita da Dio prima della creazione del mondo, attuata in questa vita, con risultati per tutta l'eternità futura. Il Capitolo 1 ci insegna che la salvezza di un individuo è la decisione sovrana di Dio e quindi non dipende da alcun fattore al di fuori dalla Sua volontà; cioè la salvezza non dipende da alcuna decisione o azione da parte della persona perché è Dio che ha scelto di salvare quella tale persona. Inoltre, il Capitolo 1 insegna che la salvezza è fondata totalmente su Gesù Cristo! Lo scopo della salvezza è di glorificare Dio per la Sua grazia per l'eternità futura.

Vorrei considerare alcuni versetti che ci mostrano che la decisione di salvarsi un popolo era tutta basata sulla decisione di Dio:

“avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà,” (Efesini 1:5 LND)
“facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito che egli aveva determinato in se stesso,” (Efesini 1:9 LND)
“In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà,” (Efesini 1:11 LND)

Questi versetti rendono chiaro che la decisione di Dio di predestinare alcuni alla salvezza non era fondata su qualcosa di insito in quelle persone, ma era, solo ed esclusivamente, secondo il consiglio della Sua volontà.

Nel Capitolo 1 abbiamo anche visto la preghiera con la quale Paolo chiede a Dio che i credenti possano conoscere di più i benefici della salvezza. La vita cristiana è fondata sul conoscere le verità di Dio! Quindi, Paolo non prega per avere benedizioni terrene, non prega affinché i credenti possano avere più benedizioni spirituali. Piuttosto, Paolo prega che possiamo conoscere l'immensità di quello che già abbiamo in Cristo, sia le benedizioni eterne che ci aspettano, che la potenza di Dio in noi, la quale è garanzia che arriveremo alla meta.

Quindi, da questo abbiamo capito che il nostro bisogno più grande è di comprendere di più quello che abbiamo in Cristo.

Passando al Capitolo 2, abbiamo visto una spiegazione di come Dio ha attuato la salvezza nella vita di coloro che aveva predestinato. Anche in questo capitolo è molto chiaro che la salvezza è un'opera sovrana di Dio. Questo si deduce chiaramente dal fatto che Dio ci ha vivificati quando eravamo morti nei nostri peccati. Quindi, non c'era nulla in noi che faceva parte o poteva influire sulla decisione di Dio di vivificarci. Non avevamo alcun merito, nulla da attirare lo sguardo di Dio. Invece, Dio ci ha vivificati a causa del Suo grande amore e della Sua misericordia. Questa era tutta un' opera di Dio! La salvezza serve per portare gloria eterna a Dio a causa della Sua grande grazia.

Leggo ancora Efesini 2:4-7:

“4 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, 7 per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia con benignità verso di noi in Cristo Gesù.” (Efesini 2:4-7 LND)

Questa verità è chiara in Efesini 2. Inoltre, il Capitolo 2 approfondisce il fatto che tutti i benefici della salvezza vengono per mezzo dell'opera di Gesù Cristo sulla croce. Gesù Cristo è la nostra pace, in Gesù abbiamo perdono, in Gesù siamo stati riconciliati con Dio. In Gesù Cristo, abbiamo accesso al Padre in uno stesso Spirito. In Cristo Gesù siamo entrati a far parte della famiglia di Dio. Queste sono le verità principali di Efesini 1 e 2.

Alla luce di quanto brevemente detto finora, arriviamo oggi ad Efesini 3, il quale ci parla di due verità principali. Prima di tutto, Paolo parla del mistero che ora è stato rivelato da Dio. Questo mistero è una verità meravigliosa per noi che siamo credenti.

La seconda verità principale di Efesini 3 è la preghiera di Paolo per i credenti che troviamo nei versetti che vanno da 14 a 21. Come la preghiera per i credenti contenuta in Efesini 1, anche questa preghiera è una preghiera affinché i credenti possano conoscere meglio certe verità. Una grande parte della nostra crescita in Cristo dipende dal fatto di conoscere sempre di più quello che abbiamo in Cristo. Quindi, consideriamo attentamente queste due verità principali che Dio ha per noi in Efesini 3.

Il Mistero: La Salvezza è anche per i Gentili

Iniziamo perciò considerando Efesini 3:1-3, che parla del mistero che Dio ha rivelato tramite Paolo e gli altri apostoli. Questo mistero viene menzionato in vari passi nelle Epistole. Leggo alcuni di questi brani:

“6 Or noi parliamo di sapienza fra gli uomini maturi, ma di una sapienza che non è di questa età né dei dominatori di questa età che sono ridotti al nulla, 7 ma parliamo della sapienza di Dio nascosta nel mistero, che Dio ha preordinato prima delle età per la nostra gloria,” (1 Corinzi 2:6-7 LND)
“8 che egli ha fatto abbondare verso di noi con ogni sapienza e intelligenza, 9 facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito che egli aveva determinato in se stesso,” (Efesini 1:8-9 LND)
“25 di cui sono stato fatto ministro, secondo l’incarico che Dio mi ha affidato per voi, per presentare compiutamente la parola di Dio, 26 il mistero che fu tenuto nascosto per le passate età e generazioni, ma che ora è stato manifestato ai suoi santi, 27 ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria,” (Colossesi 1:25-27 LND)
“affinché i loro cuori siano consolati, essendo essi uniti insieme nell’amore, ed ottengano tutte le ricchezze della piena certezza d’intelligenza per la conoscenza del mistero di Dio e Padre e di Cristo,” (Colossesi 2:2 LND)
“Pregando nel medesimo tempo anche per noi, affinché Dio apra anche a noi la porta della parola, per annunziare il mistero di Cristo, a motivo del quale sono anche prigioniero,” (Colossesi 4:3 LND)

Questo mistero viene menzionato così tante volte perché è una verità estremamente importante. Che cos'è questo mistero ed in che modo ha a che fare con noi?

Prima di tutto, la parola mistero non vuole indicare una cosa misteriosa. Piuttosto, descrive qualcosa che prima era nascosta e poi è stata rivelata! Cioè, è una verità di Dio, stabilita da Dio nell'eternità passata, che Dio ha tenuto nascosta fino a Cristo e poi, ad un certo punto, l'ha rivelata al mondo. Questo mistero riguarda la salvezza di noi che siamo gentili, ovvero, non giudei. Leggo Efesini 3:1-7:

“1 Per questa ragione io, Paolo, sono il prigioniero di Cristo Gesù per voi gentili, 2 se pure avete sentito della dispensazione della grazia di Dio, che mi è stata affidata per voi; 3 come per rivelazione egli mi ha fatto conoscere il mistero, di cui prima ne scrissi in breve. 4 Nel leggere questo, voi potete capire quale sia la mia intelligenza del mistero di Cristo, 5 che non fu fatto conoscere nelle altre età ai figli degli uomini, come ora è stato rivelato ai santi apostoli e ai suoi profeti per mezzo dello Spirito, 6 affinché i gentili siano coeredi dello stesso corpo e partecipi della sua promessa in Cristo mediante l’evangelo, 7 di cui sono stato fatto ministro, secondo il dono della grazia di Dio che mi è stata data in virtù della sua potenza.” (Efesini 3:1-7 LND)

Per capire tale mistero, dobbiamo ricordare che, all'inizio della Chiesa, salvo qualche eccezione, Dio salvava solamente i Giudei. Infatti, prima della croce di Gesù, Egli aveva comandato ai Suoi discepoli di predicare solo ai Giudei e non ai Gentili. Vi leggo il Suo comandamento ai discepoli, quando li mandò a predicare, in Matteo 10:5,6:

“5 Questi sono i dodici che Gesù inviò dopo aver dato loro questi ordini: "Non andate tra i gentili e non entrate in alcuna città dei Samaritani, 6 ma andate piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele,” (Matteo 10:5-6 LND)

Poi, in Matteo 15, Gesù parla del Suo ministero:

“Ma egli, rispondendo, disse: "Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele".” (Matteo 15:24 LND)

Anche dopo la Pentecoste, quando nacque la Chiesa, nei primi tempi, Dio salvava solamente Giudei.

Fu così finché Dio non mandò Pietro a casa di Cornelio e salvò Cornelio ed i Suoi amici. Tramite quell'avvenimento, fu rivelato che la salvezza in Cristo era anche per gentili.

I Giudei che non ricevevano la salvezza in Cristo continuarono a rifiutarsi di credere che Dio avrebbe salvato dei gentili. Perfino tanti credenti Giudei avevano difficoltà a credere che la salvezza fosse anche per i gentili. Per realizzarlo, ci sono voluti un bel po' di anni.

Quindi, la grande verità, che prima era nascosta e poi rivelata, è che Dio salva chiunque, Giudei o Gentili, per mezzo della fede in Gesù Cristo Dio. Chiunque si ravvede e crede in Gesù Cristo sarà salvato. Questo è il mistero di cui Paolo parla in questo capitolo.

Questa è una stupenda notizia per noi Gentili, che prima eravamo senza Dio e senza speranza nel mondo.

Come fu rivelato tale mistero

Questa verità, che Dio salva chiunque tramite Cristo, fu rivelata per primo all'apostolo Pietro, quando fu guidato da Dio ad andare in casa di Cornelio in Atti 10. Se ricordate, un angelo era apparso a Cornelio dicendogli di mandare uomini a cercare un certo uomo, di nome Simone Pietro, che si trovava a Ioppe. Mentre stavano arrivando questi uomini, Pietro ebbe una visione, in cui Dio gli mostrò di non considerare impuro quello che Dio aveva purificato. Poi, l'angelo gli comandò di accompagnare quegli uomini gentili senza alcuna esitazione. Prima di quel giorno, un buon giudeo non sarebbe entrato mai in casa di un gentile come Cornelio.

Quando poi Pietro arrivò presso la casa di Cornelio, avendo capito che Dio gli aveva mandato un angelo, gli annunciò l'evangelo. Tutti i gentili presenti credettero. Per rendere la loro salvezza chiara a Pietro ed agli altri con lui, Dio diede a questi nuovi credenti gentili la capacità di glorificarLo in altre lingue, come aveva fatto con i primi credenti il giorno di Pentecoste. Così, Pietro e gli altri capirono, per la prima volta, che l'evangelo è anche per i gentili. La verità nascosta da sempre fu rivelata a Pietro ed ai Giudei che erano con lui.

Quando Pietro e gli altri Giudei tornarono a Gerusalemme per raccontare questo grande avvenimento, all'inizio, i credenti a Gerusalemme furono turbati, non credendo che fosse possibile che Dio avrebbe salvato anche dei gentili. Però, sentendo dell'opera di Dio ed anche del fatto che, come era successo al giorno di Pentecoste ai Giudei credenti, anche questi primi credenti gentili avevano ricevuto il dono miracoloso di proclamare le cose di Dio in altre lingue, i credenti Giudei capirono che la salvezza era anche per i gentili.

Da quel giorno, questa meravigliosa verità fu rivelata. Era una verità strepitosa, una notizia meravigliosa che spalancava la porta della salvezza al mondo intero.

Da allora i credenti capirono che, in realtà, la salvezza è disponibile per tutti gli uomini in tutto il mondo per mezzo di Gesù Cristo.

È difficile per noi comprendere l'immensità di questa verità, perché abbiamo sempre saputo che l'evangelo è per tutti. Perciò, pensate al fatto che, per i Giudei, fino a quel momento una tale verità era incomprensibile. Fino a quel momento, per i Giudei, questa era una realtà inconcepibile!

Paolo fu l'apostolo scelto da Dio per portare la buona notizia della libera offerta dell'evangelo ai gentili. Se ricordate, quando abbiamo studiato Atti, abbiamo visto che Paolo fu odiato da tanti Giudei per il fatto che predicava anche ai gentili. Infatti, i Giudei che non si ravvidero e non credettero in Gesù Cristo, odiavano il fatto che Dio salva anche i gentili per mezzo di Gesù. Odiavano questa verità a causa dell'orgoglio nei loro cuori. Volevano vedersi migliori delle altre persone e non capivano che la salvezza è tutta per grazia e che nessuno ha alcun merito davanti a Dio.

Quindi, la prima parte di Efesini 3 ci parla di questo mistero, ovvero, della verità che la salvezza è per tutti in Cristo e ci spiega che la salvezza riguarda tanto i Giudei quanto i gentili, cioè i gentili sono co-eredi della salvezza.

Notate, nel versetto 3, che Paolo dichiara che aveva scritto di quel mistero già prima. Infatti, Paolo si riferisce a quello che avrebbe detto da Efesini 2:11 in avanti, nel quale verso parlava del fatto che, prima della salvezza, i gentili erano senza Cristo, estranei alla cittadinanza d'Israele, estranei ai patti della promessa e, perciò, erano senza speranza e senza Dio. Peggio di così non era possibile. Però, in Cristo, erano stati avvicinati per mezzo del sangue di Gesù Cristo. Cristo aveva abolito l'inimicizia, creando un solo nuovo uomo dei due, cioè dai Giudei e dai gentili.

È molto importante capire che, in Gesù Cristo, non c'è più né greco, né giudeo. Tutti coloro che vengono salvati, vengono salvati nello stesso modo, cioè, per mezzo della fede nel sacrificio di Gesù Cristo. Non c'è una salvezza per i Giudei ed un'altra salvezza per i Gentili. La salvezza è la stessa per tutti ed è per mezzo di Gesù Cristo.

Applichiamo questo a noi

È facile per noi leggere qualcosa così come se stessimo leggendo un articolo in un libro di storia. Ma questa non è una semplice verità storica. Questa è la meravigliosa verità che rende la nostra salvezza possibile. Cioè, noi siamo gentili. Come abbiamo letto in Efesini, al capitolo 2, noi eravamo senza Dio e senza speranza. Prima della venuta di Cristo sulla terra, non sembrava nemmeno possibile, per i gentili, essere salvati. L'offerta della salvezza non fu predicata ai gentili. Sì, in qualche rara volta, qualche gentile si è trovato ad ascoltare Gesù ed a credere in Lui e nel Dio di Israele. Ma erano rare eccezioni. In linea generale, la salvezza non fu mai proclamata apertamente ai gentili, neanche durante il periodo in cui Cristo era sulla terra con i Suoi discepoli.

E quindi, per noi che siamo gentili, è importante che comprendiamo l'immensità di questo mistero e come questa verità permette a noi di essere salvati per mezzo della fede in Gesù Cristo. Questa verità era nascosta, ma ora è rivelata.

Seguitemi mentre leggo i versetti che vanno dal 7 al 13, iniziando con l'ultima parola del v.6. Notate, in particolare, quello che Paolo dichiara nel versetto 8:

“7 (l'Evangelo), di cui sono stato fatto ministro, secondo il dono della grazia di Dio che mi è stata data in virtù della sua potenza. 8 A me, il minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare fra i gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo, 9 e di manifestare a tutti la partecipazione del mistero che dalle più antiche età è stato nascosto in Dio, il quale ha creato tutte le cose per mezzo di Gesù Cristo; 10 affinché, per mezzo della chiesa, nel tempo presente sia manifestata ai principati e alle potestà, nei luoghi celesti, la multiforme sapienza di Dio, 11 secondo il proponimento eterno che egli attuò in Cristo Gesù, nostro Signore, 12 in cui abbiamo la libertà e l’accesso a Dio nella fiducia mediante la fede in lui. 13 Per la qual cosa vi chiedo che non vi scoraggiate a causa delle mie tribolazioni che soffro per voi, il che è la vostra gloria.” (Efesini 3:7-13 LND)

Notate quello che Paolo dichiara nel versetto 8:

“A me, il minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare fra i gentile le imperscrutabili ricchezze di Cristo.” (Efesini 3:8 LND)

Le ricchezze imperscrutabili sono le ricchezze che noi abbiamo ricevuto nella nostra salvezza. O che possiamo comprendere che questa non è una semplice verità storica! Questa è una descrizione della ricchezza della benedizione che noi abbiamo in Gesù Cristo. E, perciò, prego che, quando leggiamo questo, possiamo fermarci per riflettere su quanto sono immense le benedizioni che abbiamo in Cristo. Sono imperscrutabili, sono più immense di quanto la mente umana può afferrare naturalmente! Ed è per questo che, in Efesini 1, Paolo prega che Dio possa operare miracolosamente nella nostra mente per farci comprendere di più le ricchezze della nostra salvezza.

Notate che, nel versetto 10, scopriamo che uno dei traguardi di Dio nel salvare anche i gentili per mezzo di Cristo è affinché, per mezzo della Chiesa, cioè, l'insieme di tutti i salvati, nel tempo presente sia manifestata ai principati ed alle potestà nei luoghi celesti la multiforme sapienza di Dio.

In altre parole, la salvezza, sia dei Giudei che dei gentili, tutta per mezzo di Gesù Cristo, dimostra agli esseri celesti la multiforme sapienza di Dio. Abbiamo visto già nel Capitolo 1 ed anche nel capitolo 2 che uno dei traguardi principali di Dio è di glorificarSi. Dio opera per manifestare la Sua gloria, in questo caso la multiforme sapienza di Dio, a tutti.

Notate che la sapienza di Dio, vista nella salvezza di gentili per mezzo di Cristo, è secondo il proponimento eterno che Egli attuò in Cristo Gesù. In altre parole, la salvezza dei gentili, come la salvezza dei Giudei, è secondo il piano stabilito da Dio nell'eternità passata. Quel piano è stato attuato in questa vita in Cristo Gesù. E il versetto 12 ci ricorda che, per mezzo di Cristo Gesù, abbiamo l'immensa benedizione del libero accesso a Dio!

Quindi, in questa prima parte di Capitolo 3, abbiamo un forte ricordo dell'immensità della nostra salvezza per mezzo di Gesù Cristo.

Prego che ognuno di noi che è salvato possa pensare molto all'immensità di questo dono della salvezza. Pensare all'immensità della nostra salvezza diventa un'arma potente che ci darà vittoria sul peccato e fortificherà la nostra fede, che ci farà avere gioia nelle prove e perseveranza nelle difficoltà.

E prego che voi che NON siete salvati in Cristo Gesù, penserete a quello che Dio vi offre in Gesù, cioè il perdono, il fatto di essere riconciliati con Dio, scampando al tormento eterno. A voi dico: cercate Cristo mentre Lo si può trovare!

3b: Preghiera di Conoscere l'Amore di Dio

Ora, vorrei parlare della seconda verità principale di questo capitolo. Paolo prega per i credenti, prega che conosceranno di più l'amore di Dio in Cristo Gesù. Cioè, l'amore di Dio per i credenti è così immenso che la mente umana non può comprenderlo senza un'opera divina nel cuore dell'uomo. E, perciò, Paolo prega proprio quello.

Prima di leggere questa preghiera, notate che, sia questa preghiera, che la preghiera in Efesini 1:15-23, sono preghiere in cui Paolo chiede a Dio di farci conoscere di più dei benefici della salvezza. Molto spesso, quando pensiamo alla vita cristiana, tendiamo a focalizzarci sui nostri doveri e sulle difficoltà. Certamente, è importante che ci impegniamo a camminare come bisogna camminare ed è evidente che, nel nostro cammino, ci sono tante difficoltà da affrontare. Però, la base della nostra salvezza non sono i comandamenti, ma è quello che Dio ha fatto per noi e continua a fare per noi, tutto per mezzo di Cristo.

Quindi, le due preghiere di Paolo per noi credenti che troviamo qui in Efesini, sono entrambe preghiere che Dio opererà miracolosamente in noi per farci conoscere dei benefici che noi abbiamo in Gesù Cristo.

Nel Capitolo 1, la preghiera è che possiamo conoscere la speranza della nostra vocazione, le ricchezze della gloria dell'eredità che abbiamo per mezzo di Cristo e poi l'immensità della potenza di Dio verso di noi. Qui, nel Capitolo 3, la preghiera di Paolo è che possiamo conoscere l'immensità e la ricchezza dell'amore di Dio per noi in Cristo Gesù. Questo serve poi affinché possiamo essere ripieni di tutta la pienezza di Dio. Leggiamo questa preghiera, perché essa ci aiuterà a capire quanto è importante che riflettiamo sui benefici che abbiamo in Cristo. Leggo Efesini 3:14-21:

“14 Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, 15 dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, 16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell’uomo interiore, 17 perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, 18 affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza, 19 e conoscere l’amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio. 20 Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli. Amen.” (Efesini 3:14-21 LND)

Notate che questa preghiera è soprattutto una preghiera che Dio operi divinamente in noi per farci conoscere l'amore di Dio per noi in Cristo, un amore così immenso che sarebbe impossibile comprenderlo umanamente. Nel Capitolo 1, Paolo ha fatto una preghiera molto simile, chiedendo a Dio di farci conoscere la ricchezza della nostra salvezza, soprattutto della nostra eredita eterna, ed anche l'immensità della potenza di Dio all'opera in noi.

In questa preghiera, Paolo chiede a Dio di fortificare l'uomo interiore dei credenti, affinché possiamo comprendere e conoscere l'immensità dell'amore di Dio in Cristo, amore che supera la conoscenza.

Tutto questo porta a farci ripieni di tutta la pienezza di Dio. Paolo conclude questa preghiera lodando Dio come Colui a cui va tutta la gloria.

Se considerate il contenuto di queste due preghiere, vedrete che una parte centrale della salvezza è conoscere sempre di più la ricchezza di quello che abbiamo in Cristo. La nostra fede, la nostra crescita ed il nostro cammino dipendono molto da quanto comprendiamo la ricchezza della nostra salvezza e da quanto teniamo in mente queste meravigliose verità. Carissimo, anche noi abbiamo bisogno di pregare questo per noi stessi e gli uni per gli altri.

Conoscere sempre di più le verità della nostra salvezza è un solido fondamento sul quale edificare la nostra vita in Cristo. La vita cristiana non è fondata su emozioni, non è fondata sulle nostre opere. La vita cristiana è fondata su Cristo e le verità che riguardano quello che Cristo ha fatto per noi, le benedizioni che abbiamo in Cristo e l'amore di Dio per noi in Cristo. Più conosciamo e pensiamo a queste verità, più gioia avremo, più vittoria sul peccato otterremo e più fede nelle difficoltà manifesteremo.

Conclusione

Spero che questo ripasso di Efesini 3 sia stato utile. Quando leggiamo un libro della Bibbia, è importante capirne le verità principali, prima di andare a fondo nei dettagli. Nostro scopo, con questo ripasso, è di prepararci per completare il nostro studio profondo dell'Epistola agli Efesini.

In questo ripasso di oggi, abbiamo visto che il fatto che Dio offre la salvezza anche a noi che siamo gentili, non Giudei, è una verità incredibile e meravigliosa. Medita su questa verità e ti cambierà la vita!

Abbiamo anche visto la preghiera di Paolo affinché, chi è credente, possa comprendere di più l'immensità dell'amore di Dio per noi in Cristo. Questo amore è così immenso che serve un'opera di Dio in noi per comprenderlo. Posso dirti questo: più conoscerai l'amore di Dio per te in Cristo, più gioia e più fede avrai. Quindi, preghiamo questo gli uni per gli altri!

Ringraziamo Dio che la salvezza ha raggiunto anche noi e ringraziamoLo per l'amore infinito che ha per noi in Gesù Cristo.

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