un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Tito 2:11 – La Grazia ci Insegna Come Vivere, parte 1

Studio di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org, per mercoledì, 3 aprile, 2013 --- cmd na ----
Parole chiave: grazia, vita cristiana, empietà.

Ci sono determinate parole che, se se ne comprende veramente il significato e si riflette su di esso, da solo questo dà profonda gioia.

Una di queste parole è il nome Gesù Cristo. Per uno che riconosce il peso del peccato e desidera la gloria di Dio, il nome di Gesù è vita e gioia.

Un'altra parola che dà grande gioia, se ne consideriamo il suo significato, è la parola “grazia”. La grazia è il bene che Dio ci fa quando, in realtà, meriteremmo il male.

Dio ci salva per grazia ed ogni buon dono che riceviamo, lo abbiamo per grazia. La grazia di Dio ci salva dai nostri peccati e ci insegna come vivere, mentre aspettiamo il ritorno di Cristo.

In questo studio vorrei iniziare a guardare a Tito 2:11-14 che insegna come vivere, se abbiamo ricevuto la grazia di Dio della salvezza.

Guardiamo insieme Tito 2:11-14:

“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età sobriamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, 14 il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere.” (Tito 2:11-14 LND)

La grazia salvifica di Dio è apparsa...

Consideriamo per primo il v.11: “la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini.”

Che cos’è questa grazia? Chi sono tutti gli uomini e in che senso la grazia è apparsa loro? Riflettiamo su queste domande per comprendere più a fondo la grandezza di questa dichiarazione divina.

La Grazia

Iniziamo considerando la grazia. La grazia consiste nella bontà di Dio, bontà non meritata. In realtà, meritiamo solamente il male da Dio, perché per natura siamo tutti peccatori.

Dio benedice tutti gli uomini con benedizioni comuni, come il sole, la pioggia e tramite tante altre cose belle che gli esseri umani possono godere senza aver fatto nulla per meritarle. Però, per grazia Sua, Dio ricolma alcune persone di benedizioni spirituali che durano per tutta l'eternità.

La grazia di Dio, quindi, è la bontà che Dio riversa senza limiti su uomini peccatori che meriterebbero solamente la punizione divina. La grazia più grande è la grazia della salvezza e tutto quello che vi è collegato.

E allora, la grazia è la bontà di Dio nei confronti di uomini peccatori che Egli salva e santifica per poi portarli nella Sua presenza per tutta l'eternità.

La grazia salvifica

Notate che il nostro versetto in Tito dichiara che la grazia salvifica di Dio è apparsa.

La grazia di Dio è una grazia salvifica, ovvero, è una grazia che salva. Da che cosa salva?

1) Ci Salva dai Nostri Peccati

Più di qualsiasi altra cosa, è dai nostri peccati che la grazia di Dio ci salva. Per esempio, in Matteo 1, l’angelo annuncia la nascita di Gesù dichiarando:

“Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati".” (Matteo 1:21 LND)

Leggiamo la stessa cosa in Atti 2 e 3, quando Pietro predica l'Evangelo a Gerusalemme. La salvezza è la salvezza dai nostri peccati.

Il nostro peccato è un giogo che ci lega e ci rende schiavi e che ci condanna eternamente. La grazia di Dio, per mezzo di Cristo, ci salva, non solo dalla condanna del peccato, ma dal peccato stesso, in modo tale che non siamo più schiavi del peccato. Perciò, è una grazia salvifica.

2) Ci Salva dall’Ira Imminente

La grazia salvifica di Dio non solo ci salva dai nostri peccati, ma ci salva anche dall’ira di Dio, la terribile ira che sta per essere riversata su tutti i peccatori.

Non c'è nulla in questa vita paragonabile all'ira di Dio. Tutti i piaceri di questa vita saranno dimenticati non appena Dio riverserà la Sua ira su tutti i peccatori, ira che durerà per tutta l'eternità. La grazia di Dio ci salva, quindi, dall’ira imminente.

Leggiamo questo in 1Tessalonicesi 1:10 e in Romani 5:9:

“e per aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall’ira a venire.” (1Tessalonicesi 1:10 LND)
“Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.” (Romani 5:9 LND)

La grazia di Dio, tramite Gesù Cristo, ci salva dall’ira imminente, la terribile ira che sarà rivelata nel giorno del giudizio, un'ira che sarà infinitamente terribile e che durerà eternamente. Quanto è importante annunciare la salvezza mentre c’è ancora tempo, affinché anche altri possano essere salvati da quest’ira.

Per Tutti gli Uomini

Tornando al nostro versetto, leggiamo che “la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini.” Si può anche tradurre questo passo nel modo seguente: “è apparsa per tutti gli uomini. Che cosa significa?

È evidente che questo versetto non intende dire che la grazia salvifica di Dio è apparsa letteralmente ad ogni uomo nel mondo, in quanto non ogni persona ha udito il Vangelo. Allora, in che senso è apparsa a tutti gli uomini?

Per capire correttamente questa frase, bisogna conoscere bene la Bibbia. Prima della morte e della risurrezione di Cristo, la salvezza non fu annunciata a tutti gli uomini, ma solamente ai Giudei, tranne qualche rara eccezione.

Fu soltanto dopo la risurrezione di Cristo che Dio cominciò ad offrire liberalmente la salvezza a tutti gli uomini, cioè ad ogni razza, nazione o popolo, senza che costoro dovessero essere necessariamente o diventare Giudei. Il fatto che ora la salvezza è disponibile anche ai gentili, senza che questi debbano diventare giudei, era nascosto prima della croce di Cristo. Perciò, questo fatto viene chiamato il mistero di Cristo, il che vuol dire che prima era nascosto.

Vi leggo Colossesi 1:27, brano in cui Paolo parla di questo mistero, ossia della salvezza che prima era nascosta e che ora è rivelata al mondo, la salvezza per qualsiasi uomo che si ravvede e crede in Gesù Cristo:

“...la chiesa, 25 di cui sono stato fatto ministro, secondo l’incarico che Dio mi ha affidato per voi, per presentare compiutamente la parola di Dio, 26 il mistero che fu tenuto nascosto per le passate età e generazioni, ma che ora è stato manifestato ai suoi santi, 27 ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria,” (Colossesi 1:24-27 LND)

Quindi, ora è chiaro che l'Evangelo è per tutti gli uomini, non solo i Giudei. Inoltre, è per ogni classe di uomini. Paolo aveva appena parlato dei vari gruppi presenti nella chiesa, parlando di anziani e anziane, delle giovani e dei giovani e, infine, degli schiavi. La salvezza è per tutti, a qualsiasi classe sociale si appartenga.

In parole semplici e meravigliose, ciò significa che la grazia salvifica di Dio è anche per TE. Non importa quanto gravi siano i tuoi peccati. Non importa quanto nero sia il tuo cuore. La grazia salvifica di Dio è anche per te, se tu ti ravvedi e credi veramente in Gesù Cristo.

La donna samaritana era stata con tanti uomini diversi, ma la grazia salvifica la rese una donna pura. Il pubblicano che pregava nel tempio sapeva di essere un grande peccatore, avendo probabilmente frodato varie persone da anni. Ma la grazia salvifica di Dio lo salvò in un attimo ed egli tornò a casa sua giustificato. L'apostolo Paolo era un bestemmiatore ed un grande peccatore, ma la grazia salvifica di Dio lo trasformò in un servo di Dio. E tu, caro amico o cara amica, chiunque tu sia, la grazia salvifica di Dio è anche per te se ti ravvedi e credi in Gesù Cristo.

Quello che la grazia insegna

Quando Dio salva qualcuno con la Sua grazia, questa grazia non solo toglie la condanna, ma cambia il cuore di quella persona; inizia così l'opera della santificazione, opera necessaria e imprescindibile per far diventare santa tale persona, in modo tale da renderla idonea a stare nella presenza di Dio per tutta l'eternità.

Leggiamo i vv.11-13 che parlano di ciò che questa grazia ci insegna:

“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età sobriamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo,” (Tito 2:11-13 LND)

La grazia salvifica di Dio ci insegna a rinunziare a quello che appartiene ad una vita di peccato, per poi vivere in un modo nuovo.

La parola che qui viene tradotta con “insegnare” è un verbo che vuol dire “addestrare” o “educare” e viene usata altrove per descrivere il modo in cui un genitore educa il proprio figlio. Più che essere solo un insegnamento intellettuale, questo verbo descrive un insegnamento pratico, accompagnato da disciplina quando è necessario, per portare il figlio all’ubbidienza. Quindi, la grazia ci insegna o, potremmo dire, ci educa, ci addestra, affinché possiamo apprendere come vivere.

Rinunziare

Prima di tutto, la grazia ci insegna a cosa rinunciare. Leggo ancora i vv. 11,12:

“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età sobriamente, giustamente e piamente,” (Tito 2:11-12 LND)

La grazia salvifica di Dio ci insegna a rinunziare all'empietà ed alle mondane concupiscenze.

La parola “rinunziare” è tradotta dalla stessa parola greca che viene usata quando Pietro negò di conoscere Gesù. È un termine forte, che significa “negare categoricamente”. Quindi, nel contesto di questo versetto, vuol dire negare queste cose nella nostra vita, ovvero non lasciare alcun posto nella nostra vita per queste cose.

Il fatto che dobbiamo rinunziare a queste cose significa che esse fanno parte della nostra natura umana e soddisfano la nostra carne. Perciò, rinunziarvi richiede un vero impegno insieme alla perseveranza necessaria. Dobbiamo combattere la nostra carne, nella forza che abbiamo da Dio, e farlo con perseveranza.

Quindi, dobbiamo impegnarci, con la forza del Signore, a rinunziare a certe cose. Ma a cosa dobbiamo rinunziare?

All’Empietà

La prima cosa a cui dobbiamo rinunciare è “l’empietà”. Il termine greco impiegato in questo versetto non è la solita parola che troviamo per “empietà” o “malvagità”. La parola che viene usata qui vuol dire “mancanza di riverenza” e significa vivere una vita con un comportamento non riverente verso Dio. Quindi, significa vivere senza vera riverenza nei confronti di Dio.

Attenzione: in sé, questo non vuol dire una vita piena di tanti peccati visibili. Il fatto stesso di non avere riverenza è già un peccato in sé, anche se, agli occhi del mondo, una persona di questo tipo potrebbe essere una buona persona che non fa male agli altri.

Per capire meglio cos'è l'empietà, è utile comprendere il significato di riverenza. Avere riverenza nella vita vuol dire mostrare un grande onore per Dio, in ogni cosa, vuol dire avere un santo timore di Dio e vivere costantemente in modo da onorare Dio e imitarLo nella Sua santità.

Dio ci comanda di avere riverenza, ovvero, ci comanda di vivere dando gloria a Dio ogni giorno, in tutto quello che facciamo.

Quindi, empietà significa non vivere così. La mancanza di riverenza, ovvero l'empietà, è un grave peccato che spesso gli uomini non riconoscono, perché non è un peccato commesso contro altri uomini. È la mancanza nel glorificare Dio. L'empietà suscita l'ira di Dio, proprio come leggiamo in Romani 1:18:

“Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia,” (Romani 1:18 LND)

L'empietà è una cosa che Dio odia e che Egli punirà nella Sua ira.

L'empietà si manifesta in tanti modi, come ad esempio nel cercare di innalzare se stessi, anziché innalzare Dio. Non dare a Dio il primo posto nella propria vita è un altro esempio di empietà, perché significa privare Dio della riverenza che Egli merita.

Parlare in un modo che non onora Dio o non onora gli altri è anche una manifestazione di empietà, come ad esempio le battute, gli scherzi e i piccoli commenti di disprezzo. Dobbiamo rinunziare totalmente a tutte queste cose. Purtroppo, la nostra società è piena di empietà e perciò rinunziarvi vuol dire rinunziare a quella che, spesso, è stata finora la nostra abitudine.

Quindi, la grazia di Dio ci insegna a rinunziare ad ogni forma di empietà, ad ogni forma di vita che non consiste nel dare la dovuta riverenza a Dio. È una vera battaglia, ma non dobbiamo combatterla nella nostra forza, ma con la forza di Dio che opera potentemente in noi.

Mondane Concupiscenze

Oltre a rinunziare all'empietà, la grazia di Dio ci insegna a rinunziare anche alle mondane concupiscenze, cioè ai desideri terreni.

La parola concupiscenza vuol dire forte desiderio. Solitamente, fa riferimento ad un desiderio per qualcosa che Dio non ci ha dato. In alcuni casi, può essere associato ad un forte desiderio che è buono. Però, in questo brano, c'è l'aggettivo “mondane”. Quindi, si tratta di desideri peccaminosi.

Qui si parla, infatti, di ogni tipo di desiderio umano che è contrario alla volontà di Dio. Troviamo una descrizione di queste concupiscenze in 1Giovanni 2:15,16.

“15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. 16 Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. ” (1Giovanni 2:15-16 LND)

La concupiscenza della carne comprende tutti i desideri peccaminosi carnali, come ad esempio desiderare il sesso al di fuori del matrimonio, sia nei fatti, sia con il pensiero. Anche la pigrizia è una concupiscenza della carne, così come mangiare o bere senza autocontrollo.

La concupiscenza degli occhi è il desiderio di possedere. Viviamo in un mondo in cui è normale desiderare sempre nuove cose. La grazia di Dio ci insegna a rinunziare a questo tipo di passione.

Un terzo tipo di mondana concupiscenza è la superbia della vita. Per natura, l'uomo vuole farsi grande, vuole sentirsi importante agli occhi degli altri. Questo è un modo di voler ricevere gloria dagli altri, anziché vivere per la gloria di Dio solo.

Ci sono tanti modi diversi in cui una persona manifesta il suo orgoglio.

Alcuni cercano di rendersi importanti diventando più bravi di altri in qualche campo della vita. Tanti vogliono possedere una qualsiasi cosa materiale che sia più bella o più buona di ciò che hanno gli altri, identificandosi con quella cosa. Tante donne si identificano con la bellezza esteriore e, tramite questa, cercano di sentirsi importanti. Nell'ambito cristiano, uno può cercare di avere una maggiore conoscenza della Bibbia per vantarsene o può impegnarsi di più in vari campi per farsi notare dagli altri. Sono tutti esempi di orgoglio della vita.

La grazia salvifica di Dio ci insegna a rinunziare all'empietà e ad ogni forma di mondana concupiscenza.

Una vera battaglia

Rinunziare a queste cose è una vera battaglia, perché fanno parte della nostra natura nella carne. Però, sono contrarie alla nostra nuova natura spirituale in Cristo. Quindi, è un combattimento duro, una battaglia che dobbiamo combattere con la forza di Dio in noi, come leggiamo in Colossesi 3:5:

“Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria;” (Colossesi 3:5 LND)

Ciò che dobbiamo far morire è in noi, sono le nostre membra, la nostra carne. Quindi dobbiamo far morire o, come dice Paolo qui a Tito, dobbiamo “rinunziare” alla nostra carne. L'unico modo di avere vittoria in questa guerra è di combattere nella forza del Signore con perseveranza.

La grazia di Dio ci insegna a rinunziare alle concupiscenze mondane e all'empietà.

Stai rinunziando a queste cose?

Combattiamo con la Forza di Dio

Questa è la battagli a cui ogni vero credente è chiamato. Grazie a Dio, non dobbiamo combattere da soli. Abbiamo la forza di Dio che opera in noi.

Ricordiamo la preghiera di Paolo in Efesini 1:15-23. Leggiamo assieme quel brano. Voglio evidenziare soprattutto il versetto 19:

“15 Perciò anch’io, avendo udito della vostra fede nel Signore Gesù e del vostro amore verso tutti i santi, 16 non cesso mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, 17 affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di Lui, 18 e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi, 19 e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l’efficacia della forza della sua potenza, 20 che egli ha messo in atto in Cristo risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi celesti, 21 al di sopra di ogni principato, potestà, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questa età, ma anche in quella futura, 22 ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi, e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa, 23 che è il suo corpo, il compimento di colui che compie ogni cosa in tutti.” (Efesini 1:15-23 LND)

Notate soprattutto il versetto 19, che dichiara:

e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l’efficacia della forza della sua potenza, (Efesini 1:19 LND)

Dobbiamo combattere contro la nostra carne, rinunciando all'empietà e alle mondane concupiscenze. Però, grazie a Dio, non dobbiamo combattere nella nostra forza o, per meglio dire, nella nostra debolezza. Abbiamo la potenza di Dio che opera in noi. Quindi, questa è una battaglia che possiamo vincere, grazie a Dio.

Pertanto, se tu sei un vero credente, cingi i lombi della tua mente e combatti, nella forza del Signore, la tua empietà, ovvero, qualunque aspetto della tua vita in cui non vivi per la gloria di Dio. Dio ci comanda di fare tutto, in parole ed in opere, alla gloria di Dio. Non vivere per la gloria di Dio, anche se non stiamo vivendo commettendo chiari peccati, è empietà. La grazia di Dio ci insegna a rinunciare all'empietà.

Tale grazia ci insegna pure a rinunziare alle concupiscenze mondane. Anche se siamo salvati, siamo ancora soggetti alle tentazioni della carne. Combattiamo queste tentazioni. Combattiamo, perché danneggiano le nostre anime. Combattiamo, perché sono veleni, veleni che portano terribili mali, a noi ed alle persone che amiamo.

Grazie a Dio per la Sua grazia salvifica, grazia meravigliosa che è arrivata anche a noi. Eravamo perduti, eravamo lontani, ci trovavamo nelle tenebre senza saperlo. La grazia di Dio ha aperto i nostri occhi alla nostra condizione e ci ha fatto vedere che eravamo perduti. Poi, ci ha mostrato Gesù Cristo come Salvatore e Signore!

Oh quanto è meravigliosa la grazia salvifica di Dio!

Grazie, o Padre, per la Tua grazia!

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