un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

Per stampare questo sermone, suggeriamo che torni in dietro e scegli la versione PDF, che è già impaginata da stampare.

Si usa Ctrl +   e  Ctrl -  per cambiare la grandezza dei caratteri

email questo link

Le Qualifiche dei Diaconi

filename: chiesa12.06a di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per RO, 08 gennaio, 2006o
Parole chiave: chiesa, governo di chiesa; qualifiche dei diaconi: non doppio nel parlare; custodiscono il mistero della fede in una coscienza pura; necessità di esser provati; chi sceglie gli anziani e diaconi

Chi è in Cristo sa, anche se a volte lo dimentica, che la cosa più meravigliosa della vita, che supera ogni altra cosa, è la salvezza. Che immenso privilegio, poter pensare: “Dio ha salvato ME, ed IO ho il privilegio di passare l’eternità nella sua presenza!”

Però, anche se è assolutamente vero che Dio salva individui, se consideriamo quando la Bibbia parla di stare nella presenza di Dio per sempre, vediamo che non parla di tanti individui, bensì del popolo di Dio.

Quando Dio ci salva, ci fa diventare parte del corpo di Cristo, la Chiesa. Perciò, siamo membri gli uni degli altri. Cristo ci cura e ci fa crescere tramite la Chiesa. La nostra crescita dipende moltissimo dagli altri membri della chiesa.

Perciò, è estremamente importante che noi tutti ci impegniamo ad edificare la Chiesa di cui Dio ci ha fatto parte. E quindi, è anche importante che conosciamo e seguiamo i comandamenti che Cristo ci dà come chiesa.

Per aiutarci in questo, da vari mesi, sto predicando una serie di sermoni sulla Chiesa. In vari sermoni, stiamo considerando il ruolo e le qualifiche degli anziani e dei diaconi.

Tramite queste qualifiche, abbiamo compreso di più la grande cura che Cristo ha per la sua chiesa.

Oggi, vogliamo continuare questa serie, e considerare insieme le qualifiche che un uomo deve avere per poter diventare un diacono. Ricordiamo che i diaconi sono uomini che assistono gli anziani, in modo da liberarli da vari impegni pratici affinché essi possano provvedere la cura spirituale dei credenti.

Quindi, riprendiamo, e consideriamo attentamente le qualifiche che un uomo deve avere per svolgere il ruolo di diacono.

riassunto delle qualifiche

Prima di tutto, ricordiamo che tutte queste qualifiche, tranne la capacità di insegnare, non hanno a che fare con i doni spirituali che uno ha, né con le sue capacità. Hanno a che fare piuttosto con il carattere di un uomo. Riguardano quanto un uomo rispecchia Gesù Cristo. Quindi, riguardano quanto un uomo è un buon esempio da seguire per gli altri credenti.

In altre parole, le qualifiche che uno deve avere per poter diventare un anziano o un diacono riguardano principalmente quello che un uomo è, non quello che è capace di fare.

Ricordiamo anche un altro fatto molto importante. Eccetto per la capacità di insegnare, ogni credente dovrebbe avere tutte queste qualità. Non avere queste qualità significa avere ancora dei peccati da superare. Tanti credenti sono ancora molto mancanti. Per diventare un anziano o un diacono, un uomo deve avere tutte queste qualità.

Ho detto già in un sermone precedente che avere queste qualità non significa che un uomo deve essere perfetto, perché se fosse così, non ci sarebbero anziani in alcuna chiesa al mondo. Ciò che è necessario è che un uomo sia coerente, e sia un buon esempio da seguire in tutti questi campi.

le qualifiche dei Diaconi

Ora, con questa premessa, consideriamo le qualifiche che uno deve avere per poter diventare un diacono. Ricordiamo che queste qualifiche sono molto simili a quelle che deve avere un possibile anziano. Troviamo l’elenco di queste qualifiche in 1Timoteo 3:8-13. Leggiamole.

8 Allo stesso modo i diaconi devono essere dignitosi, non doppi nel parlare, non propensi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni; 9 uomini che custodiscano il mistero della fede in una coscienza pura. 10 Anche questi siano prima provati; poi svolgano il loro servizio se sono irreprensibili. 11 Allo stesso modo siano le donne dignitose, non maldicenti, sobrie, fedeli in ogni cosa. 12 I diaconi siano mariti di una sola moglie, e governino bene i loro figli e le loro famiglie. 13 Perché quelli che hanno svolto bene il compito di diaconi, si acquistano un grado onorabile e una grande franchezza nella fede che è in Cristo Gesù. (1Timoteo 3:8-13)

Primo di tutto, notiamo che cinque di queste qualifiche sono uguali a quelle degli anziani. Come gli anziani, anche i diaconi devono essere dignitosi, non propensi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni, mariti di una sola moglie o come è letteralmente scritto nel testo Greco “uomo di una donna”, e devono governare bene i loro figli e le loro famiglie.

Dai sermoni sugli anziani, ricordiamo che dignitoso significa “ordinato”, e descrive un uomo che è autodisciplinato ed equilibrato in ogni campo della vita.

“Non propenso a troppo vino” descrive un uomo che non è attaccato al vino, e chiaramente, neanche a qualsiasi altra bevanda alcolica. Se beve, beve con grande autocontrollo. Come gli anziani, anche i diaconi devono essere un buon esempio per tutta la chiesa, e quindi devono avere autocontrollo in ogni campo della vita.

Come gli anziani, anche i diaconi non devono essere avidi di illeciti guadagni. Perciò, non devono amare i soldi. Come abbiamo già visto quando abbiamo considerato le qualifiche degli anziani, questa qualifica riguarda il cuore, e non quanti soldi un uomo possiede.

Come gli anziani, anche il diacono deve essere marito di una sola moglie, che letteralmente significa “uomo di una donna” e descrive un uomo che è assolutamente irreprensibile per quanto riguarda i suoi rapporti con le donne.

Come gli anziani, anche i diaconi devono governare bene le loro famiglie. Quindi, devono avere un comportamento tale che la loro famiglia, pur non essendo perfetta, è un buon esempio per gli altri credenti da imitare, avendo i figli sottomessi e rispettosi.

Tutte queste sono qualifiche che devono avere sia gli anziani che i diaconi, e le abbiamo già considerate a fondo nei sermoni precedenti in questa serie.

Ora vorrei parlare delle qualifiche dei diaconi che non sono elencate fra quelle degli anziani. In realtà, sono molto simili, e riguardano sempre il carattere dell’uomo.

non doppio nel parlare

Per essere un diacono, un uomo non deve essere doppio nel parlare. Essere doppio nel parlare descrive uno che è capace di dire quello che gli è comodo al momento, anziché dire la verità. Non ci si può fidare di un uomo così, anzi, questo modo di agire è un grave peccato.

Si può essere doppi nel parlare in vari modi. Per esempio, uno è doppio nel parlare quando dice una cosa ad una persona, e una cosa diversa ad un’altra persona. Chi è doppio nel parlare è anche doppio di cuore. La Bibbia parla di questo terribile peccato più volte.

Nel Salmo 5 leggiamo: “poiché nella loro bocca non c’è sincerità, il loro cuore è pieno di malizia; la loro gola è un sepolcro aperto, lusingano con la loro lingua.” (Sal 5.9)

Anche nel Salmo 12 leggiamo: “Ciascuno mente parlando con il prossimo; parla con labbro adulatore e con cuore doppio.” (Sal 12:2)

In Giacomo, leggiamo di una condizione di essere doppio nel parlare: “Dalla medesima bocca escono benedizioni e maledizioni. Fratelli miei, non dev’essere così.” (Giac 3:10)

Un uomo così è un ipocrita, perché dice una cosa, ma ne intende un’altra. Anche se non dice una menzogna diretta, cerca di fare credere quello che gli è comodo.

Essere doppi nel parlare è un peccato grave per qualsiasi credente, perché chi parla così non teme Dio! Per diventare un diacono, un uomo deve aver superato questo peccato, e quindi deve avere una reputazione di essere uno che sempre con onestà.

custodiscono il mistero della fede in una coscienza pura

Vi leggo il v.9, che descrive un’altra qualità importante: 9 uomini che custodiscano il mistero della fede in una coscienza pura.

Un diacono deve custodire il mistero della fede in un coscienza pura.

Il mistero della fede è un modo di descrivere le verità del Vangelo. Se ricordate, più volte, l’Apostolo Paolo usa la parola mistero per descrivere la verità del Vangelo. La chiama mistero perché, prima della croce, il Vangelo era nascosto agli uomini. Perciò, un diacono deve custodire le verità di Dio in una coscienza pura. Per poter fare questo, deve prima di tutto conoscere bene le verità del Vangelo, e perciò, deve avere una buona conoscenza della Bibbia. Inoltre, deve avere una vita conforme a queste verità. Chi conosce una verità e non vive secondo quella verità avrà la coscienza sporca. Invece, si ha una coscienza pura quando si vive conformemente alla verità.

Quindi, per diventare un diacono, un uomo deve avere una buona conoscenza della Bibbia, e deve avere una vita che è conformata a quella verità.

Questo è importante, perché anche i diaconi devono essere un buon esempio per gli altri credenti della chiesa.

v.10 la necessità che tutti siano provati

Ora, con queste ultime qualifiche, abbiamo considerato tutte le qualità che un uomo deve avere per poter diventare un diacono, come prima abbiamo considerato tutte le qualità che uno deve avere per poter diventare un anziano. Abbiamo visto che, tranne il fatto che gli anziani devono anche essere capaci di insegnare, le qualifiche sono quasi uguali sia per anziani sia per diaconi, e riguardano il carattere di un uomo, e quanto il suo carattere assomiglia a Gesù Cristo.

Come si sa se un uomo ha queste qualifiche? Il v.10 ci spiega la procedura da usare quando si valuta un uomo come possibile diacono, oppure come possibile anziano. Leggiamo il v.10. Anche questi siano prima provati; poi svolgano il loro servizio se sono irreprensibili.

La parola chiave qua è la parola “provati”. Prima che un uomo possa essere riconosciuto come anziano o diacono, per potere svolgere quel servizio deve essere provato. In Greco, la parola tradotta qui come “provati” era usata per descrivere l’esame che uno faceva per determinare la qualità di un metallo, come per esempio l’oro, per assicurarsi che fosse genuino. Tale prova era una prova profonda ed attenta. Quindi, “provare qualcuno” prima di farlo diventare anziano o diacono significa “esaminarlo con grande cura e serietà".

Perciò la procedura per valutare un uomo deve essere qualcosa di molto serio e approfondito, in modo da riuscire ad esaminare la vita di un uomo con grande cura, per determinare il più possibile se egli abbia veramente le qualifiche stabilite da Dio oppure no. Non basta chiedere il parere di alcuni suoi amici. E' necessario un controllo fatto con cura e serietà. È molto importante che gli uomini che guidano la chiesa, cioè, gli anziani, e coloro che assistono gli anziani, i diaconi, abbiano le qualifiche che Dio ha stabilito. Solamente così la chiesa può sperare di avere la cura e la benedizione di Dio. E quindi, la valutazione di un uomo deve essere una valutazione seria. Questo rispecchia l’importanza di questi uffici nella chiesa.

le donne

Per completare il brano in 1Timoteo 3, leggiamo anche il v.11

Allo stesso modo siano le donne dignitose, non maldicenti, sobrie, fedeli in ogni cosa.” (1Timoteo 3:11 NRV)

Come è necessario che gli uomini abbiano le qualifiche elencate, anche le donne devono avere certe qualifiche.

Chi sono queste donne? Nel Nuovo Testamento la parola greca usata qua, “Gune”, viene tradotta sia come “donna”, sia come “moglie”, circa 130 volte come donna, e 90 volte come moglie. Visto che il contesto parla solo di anziani e di diaconi, non avrebbe senso qui indicare tutte le donne della chiesa. Invece, il contesto rispecchia di tradurre “gune” come mogli, e allora, leggiamo: “allo stesso modo siano le mogli dignitose, ecc.”. Il senso perciò è che le mogli di coloro che diventano anziani o diaconi devono avere le qualità elencate in questo versetto. Devono essere donne dignitose, non maldicenti, sobrie, e fedeli in ogni cosa. In altre parole, devono essere donne veramente mature. Anche queste qualifiche riguardano il carattere. Abbiamo già considerato il senso di “dignitoso”. “Non maldicenti” significa che non parlano male di altri. Purtroppo, le donne hanno la reputazione di cadere nel peccato di dire pettegolezzi. Una donna matura deve assolutamente evitare di essere maldicente. Poi devono essere sobrie, persone serie, come abbiamo già visto nelle qualifiche di anziani. Inoltre, questo versetto dice che devono essere fedeli in ogni cosa. In altre parole, devono aver raggiunto una notevole maturità spirituale, in ogni campo della vita.

Quando consideriamo il ruolo degli anziani e dei diaconi, diventa chiaro quanto sia importante che le loro mogli siano donne molto mature. Se un anziano o un diacono avesse una moglie non matura, per esempio, una moglie maldicente, o una moglie non sobria, o non fedele in ogni cosa, sarebbe un gravissimo problema che potrebbe causare molto male nella chiesa. E perciò, Dio comanda che quando si valuta un uomo come possibile anziano o diacono, bisogna valutare anche sua moglie. Quindi, questo dovrebbe essere uno stimolo per ogni moglie di considerare bene il suo comportamento, e per ogni marito di impegnarsi di più ad aiutare la propria moglie a crescere, prima di tutto essendo un esempio per lei.

Chi sceglie gli anziani e i diaconi

Con l’aiuto di Dio, abbiamo considerato sia i ruoli degli anziani e dei diaconi, sia le qualifiche che essi devono avere per svolgere questi ruoli. Ora ci rimane una cosa importante da capire. Chi sceglie, o meglio dire, chi costituisce gli anziani e i diaconi? Infatti, non è una questione di scegliere, ma di riconoscere chi Dio ha preparato e chiamato. A chi spetta questo incarico?

Visto che la Chiesa appartiene a Gesù Cristo, come in ogni cosa, non spetta a noi di decidere come fare, ma dobbiamo piuttosto scoprire l’insegnamento che Cristo ci ha lasciato nella Bibbia. E infatti, nel Nuovo Testamento troviamo un chiaro esempio da seguire. Notiamo il principio nei seguenti brani.

In Atti 14, Paolo e Barnaba si erano trasferiti di città a città, evangelizzando e formando nuovo chiese. Dopo un po' arrivò la necessità di costituire degli anziani in quelle chiese. Perciò, dopo aver completato il loro giro, Paolo e Barnaba tornarono in alcune città, per designare degli anziani in ogni chiesa.

Leggiamo Atti 14:21-23. 21 E, dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne tornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia, 22 fortificando gli animi dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede, dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni. 23 Dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, e aver pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore, nel quale avevano creduto. (Atti 14:21-23)

Qui, vediamo Paolo e Barnaba, coloro che avevano fondato le chiese in quelle città, che vi ritornarono per designare degli anziani in ciascuna chiesa. Il chiaro principio qui descritto è che sono coloro che hanno fondato le chiese che hanno l'incarico di costituire i primi anziani, o potremmo dire, coloro che hanno l’autorità nella chiesa hanno l'incarico di costituire i primi anziani.

Vediamo questo stesso principio anche in Tito. 4 A Tito, mio figlio legittimo secondo la fede che ci è comune, grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro Salvatore. 5 Per questa ragione ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine nelle cose che rimangono da fare, e costituisca degli anziani in ogni città, secondo le mie istruzioni, Poi il brano continua con l'elenco delle qualifiche che abbiamo appena studiato. Anche qua, vediamo che sono stati i fondatori delle chiese, e i loro colleghi nel ministero, a costituire i primi anziani.

Vediamo questo stesso principio ancora nella lettera di Paolo a Timoteo. In 1Timoteo, Paolo, dopo aver dato a Timoteo l'elenco di qualifiche di anziani e diaconi nel capitolo 3, nel capitolo 5 gli scrive parlando sempre degli anziani, dicendo: 21 Ti scongiuro, davanti a Dio, a Cristo Gesù e agli angeli eletti, di osservare queste cose senza pregiudizi, e di non fare nulla con parzialità. 22 Non imporre con troppa fretta le mani a nessuno, e non partecipare ai peccati altrui; consèrvati puro. (1Timoteo 5:21-22)

Timoteo non doveva imporre le mani con troppo fretta. Imporre le mani è un modo simbolico di riconoscere e incaricare qualcuno in un ufficio. Perciò, Paolo sta spiegando a Timoteo di non riconoscere un uomo nell’ufficio di anziano o diacono senza averlo attentamente esaminato. Anche qua, perciò, è Timoteo, che era uno che aiutava a fondare nuove chiese, che doveva designare i primi anziani delle chiese.

Allora, il principio chiaro è che sono coloro che fondano una nuova chiesa che costituiscono i primi anziani. A livello più basilare, potremmo dire che gli anziani vengono costituiti da coloro che sono già l’autorità nella chiesa.

Chiaramente, in una chiesa nascente, sono i fondatori che hanno la responsabilità di guidare la chiesa. Hanno da Dio l’autorità nella chiesa nascente.

Poi, in una chiesa già stabilita, in cui ci sono già anziani, sono gli anziani che sono l’autorità della chiesa, e quindi, hanno la responsabilità di costituire nuovi anziani e diaconi.

Ricordiamo che in una chiesa nascente, non essendoci ancora anziani, sono coloro che fondano la chiesa, gli evangelisti come Timoteo, che svolgono il ruolo che più avanti verrà svolto dagli anziani. Quindi, il ruolo e il lavoro che fa l’evangelista, in seguito verrà svolto dagli anziani. Vediamo tante volte che Paolo diede quella cura pastorale che in seguito sarebbe stata data dagli anziani.

Capendo questo principio, comprendiamo che non è la responsabilità di tutta la chiesa di provare gli uomini e poi di costituire anziani e diaconi. Piuttosto, è la responsabilità della guida delle chiesa. Quindi, non si deve fare una votazione in chiesa per scegliere gli anziani. Ogni membro non può e non deve proporre chi vuole, e poi andare a votazione. Infatti, non è mai una gara fra un uomo ed un altro.

E poi, non ci sono limiti di numero di anziani o diaconi. Infatti, più anziani ci sono, se sono tutti veramente qualificati, meglio è, perché degli uomini veramente qualificati che svolgono questo ministero non possono far altro che fortificare la chiesa.

Anche se la chiesa non è autorizzata a designare gli anziani, è importante che la chiesa sia parte del processo, sotto la guida degli anziani, o, all’inizio della chiesa, sotto la guida dell’evangelista. La chiesa deve aiutare gli anziani, o l’evangelista, a riconoscere gli uomini che sono qualificati. Per capire questo ruolo, vi leggo da 1Tessalonicesi 5, un brano in cui Paolo stava scrivendo ad una chiesa giovane che non aveva ancora anziani.

12 Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono, 13 e di tenerli in grande stima e di amarli a motivo della loro opera. Vivete in pace tra di voi.” (1Tess 5:12-13 NRV)

La chiesa doveva aver riguardo per coloro che faticavano in mezzo a loro, dovevano stimare coloro che li istruivano. Notiamo qua che uno che diventa un anziano dovrebbe già avere il cuore di anziano, e quindi, dovrebbe già essere riconosciuto, non in senso ufficiale ma in senso pratico, dagli altri membri della chiesa.

Per esempio, uno che viene considerato come possibile anziano dovrebbe già essere visto dagli altri come uno che conosce la Bibbia ed è in grado di insegnarla, dovrebbe già essere visto come uno che ha un vero impegno di cuore verso gli altri credenti. Dovrebbero già vederlo come uno maturo al punto che è degno da essere imitato.

In un certo senso, prima che uno diventi un anziano, dovrebbe già essere attivo nel svolgere molto del lavoro che fa un anziano, tranne l'avere autorità nella chiesa. Questo è perché un uomo deve già essere qualificato per poter essere riconosciuto come qualificato. Cioè, uno non diventa qualificato durante la prova, ma dovrebbe già essere qualificato prima di essere provato. Ed è importante che uno abbia già il cuore di curare gli altri prima di essere riconosciuto come anziano.

E così, quando l’evangelista deve costituire i primi anziani, e poi nel futuro quando gli anziani che ci saranno dovranno costituire altri nuovi anziani, i membri della chiesa dovrebbero essere in grado di fare quello che dichiara 1Tessalonicesi 5: aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a loro, e di stimarli grandemente, a motivo della loro opera fra i credenti.

Quindi, sono coloro che hanno l’autorità nella chiesa che valutano potenziali anziani o diaconi. Però, chiederanno ai membri di chiesa di aiutarli a riconoscere se gli uomini sotto considerazione abbiano le qualifiche o meno.

Una volta che i nuovi anziani sono stati costituiti, la chiesa dovrebbe riconoscerli, in un incontro ufficiale di chiesa. Cioè, i nuovi anziani dovrebbero essere riconosciuti pubblicamente da tutta la chiesa. Così, il loro ruolo di far parte della guida della chiesa viene riconosciuto pubblicamente. Se nel futuro sorgeranno dei problemi, e certi non vorranno più riconoscere questo o quell'altro anziano, tutto il resto della chiesa potrà far riferimento all'incontro di chiesa in cui erano stati riconosciuti da tutti.

Applicando tutto questo a noi

Quanto vedo l’amore e la cura di Cristo Gesù in tutto questo. Prego che ognuno di voi riconosca quanto sia importante, per la propria crescita, avere una chiesa che segue fedelmente il suo Capo, Gesù Cristo, in queste cose. Prego che possiate riconoscere la cura che Cristo ha per noi nel modo in cui Egli ha stabilito la Chiesa, e come ci ha dato chiare qualifiche per poter riconoscere gli uomini giusti come anziani e diaconi.

Se noi come chiesa siamo sempre attenti a conoscere e a seguire la guida di Dio, allora, Dio ci guiderà ad avere gli uomini giusti per guidarci, e ci benedirà grandemente in Cristo.

Se invece vogliamo fare di testa nostra, oppure se semplicemente non ci impegniamo a conoscere e a seguire attentamente le vie del Signore, e riconosciamo degli uomini come anziani senza assicurarci che abbiano le qualifiche stabilite da Cristo, perderemo le benedizioni di Dio, e subiremo le dure conseguenze della nostra ribellione. Oh che possiamo capire che se in qualsiasi decisione che non cerchiamo per prima cosa la gloria di Dio, rischiamo di allontanarci da Lui. Oh che possiamo camminare sempre in ubbidienza a Cristo, per fede, per godere della sua cura e benedizioni. Grazie a Dio per il nostro Buon Pastore, Gesù Cristo!

email questo link