un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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La responsabilità della Chiesa

filename: chiesa13.odt di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per RO, gennaio o febbraio, 2006, una revisione da un sermone predicato 19 dicembre, 1999
Parole chiave: ruolo e responsabilità dei membri di chiesa: stimare, amare, ubbidire, seguire, provvedere economicamente.

Stiamo per concludere un cammino insieme, in cui abbiamo considerato gli insegnamenti biblici per quanto riguarda la chiesa. Il mezzo principale con il quale Gesù Cristo ci cura è la chiesa. Quindi, è estremamente importante comprendere come dobbiamo vivere come chiesa, come dobbiamo curarci gli uni gli altri, chi sono gli uomini che Cristo ci dà come guida di chiesa, le loro qualifiche, e i loro ruoli.

Abbiamo trascorso molto tempo considerando le responsabilità e le qualifiche degli anziani e dei diaconi. Abbiamo visto che sono uomini che soprattutto devono essere un esempio per gli altri credenti. Abbiamo visto che le qualifiche che devono avere sono qualifiche che anche ogni credente dovrebbe avere, tranne che per la capacità di insegnare, perché sono tutte qualifiche che riguardano il carattere e quanto un uomo assomiglia a Gesù Cristo.

Quindi, avendo considerato i ruoli, le responsabilità e le qualifiche sia degli anziani che dei diaconi, ci manca solamente una categoria. Qual è il gruppo nella chiesa del quale non abbiamo ancora considerato i ruoli e le responsabilità?

Ancora non abbiamo considerato ciò che Dio ci insegna per quanto riguarda il ruolo e le responsabilità dei membri della chiesa, soprattutto nei confronti degli anziani. Oggi, Dio volendo, vogliamo considerare questa categoria. Quindi, questo sermone riguarda ciascuno di voi personalmente. Ascoltate attentamente, perché solamente se camminiamo per fede, in ubbidienza a ciò che Dio ci comanda, possiamo godere la gioia del Signore!

Come devono comportarsi i membri di chiesa nei confronti degli anziani? Dio ci insegna nella Bibbia che principalmente, ci sono tre aspetti fondamentali che riguardano i rapporti fra i membri e gli anziani.

Prima di tutto, la Bibbia comanda ai membri di avere grande stima degli anziani.

Secondo, la Bibbia comanda ai membri di ubbidire alla guida degli anziani. Terzo, la Bibbia insegna di provvedere economicamente e materialmente a certi anziani.

Consideriamo insieme ciò che Dio ci insegna su questi argomenti importanti.

Stimare e amare

Il primo brano che vogliamo esaminare ci spiega il modo che la chiesa deve considerare coloro che curano la chiesa. Questo brano, che si trova in 1Tessalonicesi 5, è stato scritto ad una giovane chiesa che non aveva ancora anziani. Paolo doveva ancora ritornare in quella chiesa, o mandare qualcuno come Timoteo, a costituire i primi anziani. Però, questa giovane chiesa aveva già degli uomini maturi, che avevano l’incarico di curare la chiesa. Quindi, svolgevano più o meno lo stesso ruolo che devono svolgere gli anziani in una chiesa matura. Perciò, la responsabilità che questa chiesa doveva avere nei confronti degli eventuali anziani era uguale, se non maggiore, a quella che dovevano avere nei confronti di questi uomini. Notiamo poi che questo brano descrive questi uomini non in base ad un titolo, ma in base al loro incarico nella chiesa, che è proprio quello degli anziani.

Leggiamo questo brano, notando prima di tutto l’opera di questi uomini, e poi notando la responsabilità dei membri della chiesa nei loro confronti.

Leggiamo insieme 1Tess 5:12,13 “Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono, 13 e di tenerli in grande stima e di amarli a motivo della loro opera. Vivete in pace tra di voi.”

Questi uomini avevano l’incarico che hanno gli anziani. Prima di tutto “faticavano” in mezzo ai credenti. Sono uomini che si impegnavano al punto di affaticarsi. La vera cura pastorale è un lavoro pesante, spesso è estremamente difficile, e spesso richiede anche sacrifici di tempo e di fatica. Un vero anziano ha tanto al cuore il bene delle pecore che spesso arriva alla stanchezza del corpo e dell'anima. Conosce molto bene la verità che il Signore rinnova le forze, perché sa cosa significa aver finito le proprie forze e ritrovarsi stremati.

Inoltre, gli anziani sono “preposti nel Signore”. La parola Greca qui tradotta con “preposti” è una parola che significa“stare sopra”, con il significato di “essere il capo, avere un ruolo di autorità, di guida e di direzione”. Dio mette gli anziani nel ruolo di autorità e di guida della chiesa.

Il terzo aspetto citato in questo brano che descrive il ruolo degli anziani, o se si tratta di una chiesa ancora giovane che non ha ancora anziani, il ruolo degli uomini a cui l’evangelista ha lasciato la responsabilità della chiesa quando lui non è lì presente con loro, è di istruire la chiesa. Ricordiamoci dai sermoni precedenti che sono gli anziani che hanno la responsabilità di provvedere l’insegnamento alla chiesa.

Allora, ricordando le responsabilità degli anziani, consideriamo: qual è la responsabilità dei membri di chiesa nei confronti di questi uomini?

1) avere riguardo per loro

Il primo comandamento è di avere riguardo per questi uomini. Dio comanda ad ogni credente di avere riguardo per gli uomini che guidano la chiesa, che in una chiesa matura sono gli anziani. In greco, la parola che è qui tradotta con “avere riguardo” vuol dire “prendere nota di”, o “conoscere”. Chiaramente, significa molto più che conoscere solamente nel senso di sapere chi sono, perché è ovvio che i membri conoscono gli anziani. La traduzione “avere riguardo” è una buona traduzione, perché il senso di questo verbo è di “prendere nota”, riconoscendo che questi sono gli uomini scelti da Dio, e riconoscendoli come tali. L’idea è di “riconoscerli”, cioè, di accettarli come coloro che hanno il ruolo di cura spirituale, e perciò, di accettare di seguire la loro guida. Potremmo dire: riconosceteli per chi sono, per il ruolo che hanno da Dio di guidare e curare la chiesa. Possiamo usare la stessa parola per descrivere come un figlio dovrebbe riconoscere suo padre come guida di famiglia, e quindi avere riguardo per lui. Quindi, ogni membro di chiesa dovrebbe riconoscere che gli anziani sono gli anziani che Dio ha dato alla chiesa per guidarla e curarla.

2) tenerli in grande stima

Il secondo comandamento è quello di tenere gli anziani in grande stima. Stimare qualcuno vuol dire avere grande apprezzamento e rispetto per quella persona. Potremmo anche dire onorare.

È importante capire che stimare riguarda non solo come ci si comporta con loro, ma riguarda anche il modo con cui si parla DI loro con gli altri e riguarda anche ciò che si pensa di loro. Il motivo per cui dobbiamo tenere gli anziani in grande stima è il loro ministero da parte di Dio di curare la chiesa di Dio. In 1Timoteo 5, la Bibbia comanda ai credenti di “onorare” gli anziani. Ve lo leggo: “Gli anziani che tengono bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell’insegnamento”; Vedremo questo brano più a fondo fra qualche momento, ma per ora, notiamo che bisogna onorare tutti gli anziani. Quelli che tengono bene la presidenza, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione, dovrebbero ricevere doppio onore.

In realtà, oggi, nella società in cui viviamo, si stimano e si onorano le persone per tanti motivi sbagliati. Sono coloro che arrivano a quello che il mondo considera successo che vengono onorati e stimati. Poi, spesso, si dimostra una falsa stima o si onora qualcuno falsamente in sua presenza, mentre dietro le spalle si parla male di lui.

Invece, Dio comanda ai credenti di tenere in grande stima gli anziani, cioè, non solo apparentemente davanti a loro, ma proprio nel cuore. Quindi, non è una stima superficiale, ma è una stima dal profondo del cuore. Inoltre, deve essere una GRANDE stima.

A livello pratico, i credenti dovrebbero tenere bene in mente l’impegno degli anziani, e il loro esempio. Chiedete a Dio di aiutarvi a stimare, grandemente, gli anziani. Così la chiesa crescerà come Dio vuole.

Chiaramente, è impossibile parlare male di una persona di cui si ha grande stima, o al contrario, è impossibile avere grande stima di qualcuno di cui si parla male. Quindi, se uno critica gli anziani, non sta ubbidendo a questo comandamento.

Voglio chiarire qualcosa per quanto riguarda un motivo per cui è importante onorare e stimare gli anziani. Il motivo per cui bisogna onorare e stimare gli anziani non è per elevarli su di un piedistallo. È per aiutare i credenti a trarre più beneficio dal loro ministero. Quando si disprezza un anziano, è quasi impossibile trarre grandi benefici dal suo insegnamento e dalla sua guida. Invece, quando si stima un anziano, diventa molto più facile trarre enormi benefici dal suo insegnamento. Anche qua, perciò, possiamo capire che i comandamenti di Cristo sono per il bene della chiesa.

3) amarli a motivo della loro opera

Il terzo aspetto dell'atteggiamento che dobbiamo avere è quello di amare gli anziani a motivo della loro opera. Dio ci comanda di amare veramente i nostri anziani. La parola Greca qui tradotta con “amarli” è “agape”, e quindi, non è un semplice sentimento, ma è un impegno di cercare il loro bene.

Si amano gli anziani a motivo della loro opera. Gli anziani si impegnano per il bene delle pecore, si affaticano per promuovere la loro crescita, per proteggere i credenti dai falsi profeti, per fortificarli spiritualmente. Dio comanda che i credenti abbiano amore per i loro anziani. E così, la chiesa crescerà bene.

Allora, se possiamo riassumere quello che abbiamo visto in questo brano, ogni credente è comandato a conoscere gli anziani, cioè, a riconoscere il ruolo che Dio ha dato loro, e ad avere riguardo per loro. Siamo anche chiamati a tenere gli anziani in grande stima, cioè, a veramente onorarli, non solo nei rapporti diretti con loro, ma anche nel modo di parlare e di pensare di loro. Finalmente, siamo chiamati ad amare gli anziani, ad impegnarci veramente per il loro bene.

Ubbidire e Seguire

Dio dà un altro comandamento ai credenti in Ebrei 13:17. Questo brano spiega il rapporto che ogni credente dovrebbe avere nei riguardi degli anziani. “Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per la vostra vita come chi deve renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità.”

Vediamo un altro brano simile in 1Corinzi 16:15,16 “Ora, fratelli, voi conoscete la famiglia di Stefana, sapete che è la primizia dell’Acaia, e che si è dedicata al servizio dei fratelli; 16 vi esorto a sottomettervi anche voi a tali persone, e a chiunque lavora e fatica nell’opera comune.”

L’insegnamento in questi due brani è molto chiaro. Dio comanda ad ogni credente di ubbidire e di sottomettersi alla guida dei suoi conduttori spirituali. Dio vuole che ogni chiesa sia così! Dio insegna che gli anziani sono i pastori, che devono curare le pecore. Come potrebbero i pastori curare le pecore se le pecore facessero come vogliono loro? Cioè, se il pastore chiama le pecore affinché lo seguano in un nuovo campo, ma ogni pecora, invece di seguire il pastore, decidesse di andare per conto suo dove vuole lei, quelle pecore mancherebbero la sua cura. Così è nella chiesa. Cristo, il Grande Pastore, per curare la Sua Chiesa ha stabilito che ci siano dei pastori in ogni chiesa. Cristo comanda ai credenti di seguire la guida di questi pastori. Solo così le pecore potranno ricevere la cura da Cristo.

Notiamo una cosa importante: in Ebrei 13:17, che abbiamo appena letto, c'è scritto “essi vegliano per la vostra vita”. È dato come presupposto, come una cosa certa, che i veri anziani vegliano per le vite delle pecore, cioè, si impegnano a guidare le pecore nella via della giustizia.

La guida degli anziani comprende l’insegnamento, comprende anche ammonimento, comprende esortazione, comprende consolazione, tutto secondo il bisogno dei credenti.

Il ruolo dei credenti della chiesa è di seguire la guida degli anziani. Il loro ruolo è di ubbidire agli anziani, e di sottomettersi alla loro guida. Solo così la chiesa può crescere in modo sano.

Tristemente, conosco tante situazioni in cui credenti hanno rifiutato di seguire la guida degli anziani. Non si tratta di fare dei compromessi con il peccato, perché chiaramente non bisogna mai seguire qualcuno che ti porta a peccare. Sto parlando di seguire la guida insegnata da Dio.

In caso dopo caso, i credenti che rifiutavano la guida degli anziani della propria chiesa hanno subito dei danni spirituali, perché avevano mancato la cura che Gesù Cristo aveva loro provveduto. Tanti hanno avuto notevoli brutte conseguenze nelle loro famiglie.

Cristo ci cura tramite gli anziani. Ci comanda di ubbidire ai nostri conduttori. Camminiamo per fede, seguendo la Parola di Cristo.

Chiaramente, l’autorità degli anziani non riguarda ogni campo della vita. Per esempio, gli anziani non hanno l’autorità di dire che tipo di macchina ognuno debba comprare. Non hanno l’autorità di dire dove uno debba passare le ferie. L’autorità degli anziani riguarda la conduzione della chiesa, l’insegnamento della chiesa, sia quello pubblico che quello privato, e riguarda il ministero della chiesa. Riguarda anche la disciplina del peccato.

Un esempio di come applicare questo principio: negli Stati Uniti, ci sono tanti programmi cristiani trasmessi in televisione. Infatti, in tante zone, ci sono più di un’emittente cristiana che trasmette i propri programmi a tempo pieno. Allora, ci sono tanti cosiddetti programmi “cristiani”. Però, tanti di questi programmi sono pieni di errori dottrinali. Tanti insegnano una forma di cristianesimo molto sbagliato, e lontano da quello biblico.

Allora, abbiamo capito che gli anziani hanno la responsabilità per l’insegnamento dei credenti della chiesa. Ma se un credente sta ascoltando un programma per televisione ogni giorno, riceve più insegnamento dal programma che dagli anziani. Se l’insegnamento non è approvato dagli anziani, vuol dire che quel credente non segue la guida degli anziani, e non ha la loro cura e la loro protezione. L’unico modo che gli anziani possono guidare e proteggere la chiesa è che le pecore scelgano di ubbidire e di sottomettersi a loro.

Lo stesso discorso vale per quello che uno legge.

Quando comprendiamo che questa è la volontà di Dio, diventa più facile essere sottomesso alla guida degli anziani. Essere sottomesso non significa avere una fede cieca in una persona, vuol dire avere fede in Dio, e nel suo piano di come curare la chiesa. Cioè, è Cristo stesso, il Capo della Chiesa, che ha stabilito l’ordine per la Sua Chiesa. Seguire quest’ordine vuol dire seguire Cristo.

Allora, per riassumere questo principio, Dio comanda ad ogni credente di sottomettersi alla guida degli anziani. Fare questo malvolentieri significa perdere la gioia di camminare nella volontà di Dio. Che benedizione avrà chi ubbidisce di cuore alla volontà di Cristo in questo, come in ogni altra cosa!

Provvedere economicamente per loro

C’è un terzo principio che riguarda la responsabilità della chiesa nei confronti degli anziani. Questo principio è di provvedere per loro economicamente e materialmente.

Troviamo questo principio sia nell’AT che nel NT. Nell’AT, ci sono tantissimi esempi di come il popolo di Dio doveva mantenere i Sacerdoti e i Leviti, cioè, coloro che curavano il popolo spiritualmente. Quindi, già nell’AT questo principio è chiaro.

Poi, nel NT, ci sono vari insegnamenti diretti. Leggiamone alcune.

Prima di tutto, in Luca 10:7, Gesù dichiarò questo chiaro principio quando mandò i discepoli a predicare il vangelo: Rimanete in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno del suo salario. Non passate di casa in casa. (Luca 10:7)

Parlando di colui che si impegna nell’opera di Dio, Gesù dichiara che l’operaio è degno del suo salario.

Poi, in 1Corinzi 9, l’Apostolo Paolo descrive i diritti di coloro che lavorano nel ministero.

1 Non sono libero? Non sono apostolo? Non ho veduto Gesù, il nostro Signore? Non siete voi l’opera mia nel Signore? 2 Se per altri non sono apostolo, lo sono almeno per voi; perché il sigillo del mio apostolato siete voi, nel Signore. 3 Questa è la mia difesa di fronte a quelli che mi sottopongono a inchiesta. 4 Non abbiamo forse il diritto di mangiare e di bere? 5 Non abbiamo il diritto di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? 6 O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? 7 Chi mai fa il soldato a proprie spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? O chi pascola un gregge e non si ciba del latte del gregge? 8 Dico forse queste cose da un punto di vista umano? Non le dice anche la legge? 9 Difatti, nella legge di Mosè è scritto: «Non mettere la museruola al bue che trebbia il grano». Forse che Dio si dà pensiero dei buoi? 10 O non dice così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza e chi trebbia il grano deve trebbiarlo con la speranza di averne la sua parte. 11 Se abbiamo seminato per voi i beni spirituali, è forse gran cosa se mietiamo i vostri beni materiali? 12 Se altri hanno questo diritto su di voi, non lo abbiamo noi molto di più? Ma non abbiamo fatto uso di questo diritto; anzi sopportiamo ogni cosa, per non creare alcun ostacolo al vangelo di Cristo. 13 Non sapete che quelli che fanno il servizio sacro mangiano ciò che è offerto nel tempio? E che coloro che attendono all’altare, hanno parte all’altare? 14 Similmente, il Signore ha ordinato che coloro che annunziano il vangelo vivano del vangelo. (1Corinzi 9:1-14)

Da questo brano delle Scritture, vediamo che chi lavora nel ministero ha diritto di non dover lavorare in un altro lavoro. In quella situazione Paolo, a causa di certe false accuse che gli erano state rivolte, aveva scelto di non accettare il sostegno dai Corinzi. Però, in questo brano, dichiara che era un suo diritto essere sostenuto da loro.

Paolo accettava sostegno da altre chiesa, come si può leggere in Filippesi 4:10-20. Però, per i motivi che ho menzionato, non accettò sostegno dai Corinzi. Troviamo un altro brano che fa capire lo stesso principio in 2Timoteo 2.

Il lavoratore che fatica dev’essere il primo ad avere la sua parte dei frutti. (2Timoteo 2:6)

Allora, è importante capire che non ogni anziano deve essere retribuito economicamente. Infatti, in sé, non si pagano gli anziani come non si pagano tutti gli altri credenti per quello che fanno per il Signore. Gli anziani vengono retribuiti quando il loro impegno è tale che richiede così tanto tempo che non hanno il tempo di svolgere un lavoro normale.

Quindi, soprattutto, quando c’è un anziano che dedica tante ore al ministero e quando gli altri riconoscono che egli ha da Dio i doni necessari di fare questo, è buono che la chiesa gli chieda di lasciare il suo lavoro normale per dedicarsi a tempo pieno al ministero, provvedendogli uno stipendio.

Ogni chiesa ha la responsabilità di sostenere il pastore che predica. Vediamo questo principalmente in Galati 6:6, che dice: Chi viene istruito nella parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce. (Galati 6:6)

Questo comandamento è molto importante: chi riceve insegnamento è direttamente responsabile a condividere i suoi beni con chi lo istruisce.

Allora, non dobbiamo intendere questo principio come se ogni volta che qualcuno ci spiega la minima cosa della Bibbia, per esempio, in una cena insieme, o in una conversazione per telefono, noi lo dobbiamo pagare. Gesù stesso dichiarò, quando mandò i discepoli a predicare il regno di Dio: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Un brano che ci aiuta a capire questa verità è 1Timoteo 5:17,18.

17 Gli anziani che tengono bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell’insegnamento; 18 infatti la Scrittura dice: «Non mettere la museruola al bue che trebbia»; e: «L’operaio è degno del suo salario». (1Timoteo 5:17-18)

Qui vediamo che non tutti gli anziani hanno bisogno di sostegno economico. Però, di solito, ci sarà un anziano, e in una grande chiesa forse più di uno, che ha la responsabilità principale nell’insegnamento. Allora, il “doppio onore” qua è chiaro dal contesto: è uno stipendio. Questo è anche una cosa ovvia, in quanto, per potersi dedicare ad insegnare bene, è molto utile ed importante che un uomo abbia tanto tempo disponibile per studiare e prepararsi.

Una preparazione seria di un sermone fedele alla Bibbia può facilmente richiedere 15 o 20 ore. Se un anziano fa due insegnamenti alla settimana, potrebbe facilmente passare dalle 30 alle 40 ore, solamente preparando quegli insegnamenti. Potrebbe impiegare tante altre ore facendo cura pastorale, ed inoltre anche altre ore per studiare personalmente. Chiaramente, è impossibile che un uomo con un lavoro a tempo pieno possa avere il tempo adeguato di prepararsi bene per insegnare in questo modo tutte le settimane.

Certamente, tutti gli anziani possono insegnare a turni. Però, come questo brano stesso indica, solitamente Dio dà ad uno degli anziani un dono maggiore nell'insegnamento. Solitamente, questo dono diventa evidente a tutti gli altri. È normale che si riconosca che un certo anziano sia più portato a predicare e ad insegnare degli altri, e perciò è utile e giusto che egli si dedichi di più all'insegnamento, portando così come risultato più frutti spirituali alla chiesa.

Però è necessario che la chiesa, se vuole che quell'anziano si dedichi di più allo studio e all'insegnamento della Parola di Dio, gli provveda uno stipendio, in modo che lui si possa dedicare a tempo pieno all'insegnamento.

Quindi, è molto importante che la chiesa faccia tutto il possibile per sostenere il pastore che ha la responsabilità principale nell’insegnamento, in modo che egli possa dedicarsi molto a questa responsabilità. Questo è il piano di Dio per la chiesa. Come insegna il brano in Galati 6, ogni persona che riceve insegnamento dovrebbe condividere i suoi beni materiali con chi la istruisce.

Come ogni altro aspetto del piano di Dio per la chiesa, anche in questo possiamo riconoscere la saggezza di Dio. Se una chiesa non ha un pastore che può dedicarsi a studiare a fondo la Parola di Dio per poi insegnarla alla chiesa, sarà molto difficile, se non impossibile, che quella chiesa cresca bene nella conoscenza della Parola di Dio. In quel caso, la chiesa non avrà le difese necessarie contro i falsi insegnamenti. I credenti non avranno buon cibo spirituale, e perciò, non potranno crescere in modo sano e equilibrato.

Chiaramente, per una chiesa può essere un notevole sacrificio sostenere un anziano a tempo pieno. Tristemente, tante chiese non vogliono fare questo sacrificio. In una chiesa così, i vari anziani, tutti con lavori normali, faranno del loro meglio, però non avranno il tempo di andare a fondo nella preparazioni dei sermoni. Tante di queste chiese vanno avanti per anni zoppicando, perché non hanno buon insegnamento, proprio perché non riconoscono la loro responsabilità di sostenere un pastore a tempo pieno, chiaramente un uomo palesemente qualificato.

Applichiamo questo principio alla vita quotidiana.

Sarebbe importante a questo punto considerare come si potrebbe mettere questo in pratica. Chiaramente ad una piccola chiesa, con membri che non guadagnano tanto, potrebbe sembrare impossibile riuscire a mantenere un pastore a tempo pieno. Però, se i credenti ne capiscono l’importanza, e sono pronti a fare veri sacrifici, è sorprendente quanto il Signore può fare, anche in chiese piccole.

La cosa importante è di capire che il piano di Dio è chela chiesa sostenga chi si impegna a tempo pieno nel ministero. Ogni chiesa dovrebbe desiderare di arrivare presto a questo traguardo. Che immensa differenza fa quando la chiesa può avere almeno un anziano che può dedicarsi a tempo pieno nel ministero! Questo è il piano di Dio!

Conclusione

E allora, con quest'ultimo aspetto, abbiamo considerato quali sono le responsabilità dei membri di chiesa nei confronti degli anziani. Ricordatevi che lo scopo di conoscere queste responsabilità è di seguirle!

Dio comanda ad ogni credente di tenere i suoi anziani in grande stima e di amarli. È molto importante che i credenti della chiesa abbiano molto onore nei riguardi degli anziani. Questo onore non è solamente nei loro confronti diretti, ma ha a che fare anche con il modo con cui si parla di loro con gli altri credenti. Dio vuole che gli anziani siano tenuti in grande onore da tutti i membri della chiesa. Questo aiuterà tutti i membri a trarre più beneficio dalla loro cura spirituale.

Poi, abbiamo visto che Dio comanda ai credenti della chiesa di ubbidire ai loro conduttori, e di essere loro sottomessi. Cristo vuole proteggere i credenti, e guidarli nel sentiero giusto. Egli ha stabilito che siano gli anziani a provvedere questa guida. Chiaramente, se i credenti non seguono la guida, cadranno in pericoli. Perciò, è fondamentale che la Chiesa ubbidisca alla guida degli anziani.

Infine, abbiamo visto che Cristo comanda che la chiesa sostenga coloro che si dedicano al ministero. In altre parole, ogni credente dovrebbe dare economicamente dei soldi per poter mantenere uno o più anziani affinché possano dedicarsi a tempo pieno al ministero, e dovrebbe anche sostenere, nelle proprie possibilità, anche altri servitori di Dio in altre parti del mondo. Se una chiesa non provvede economicamente lo stipendio per l’anziano che fa la maggioranza della predicazione, quella chiesa non avrà l’insegnamento che le serve, e i credenti non cresceranno come dovrebbero.

Cristo Gesù, il capo della Chiesa, ha stabilito tutto perfettamente, in modo da curare e proteggere ogni credente. Quando seguiamo fedelmente tutto ciò che Cristo ci comanda, saremo una chiesa benedetta. Se invece facciamo di testa nostra, mancheremo le benedizioni e la cura di Cristo.

Quindi prego che possiamo seguire fedelmente l’insegnamento di Cristo per quanto riguarda gli anziani e i diaconi, e prego che possiamo seguire quello che Egli ci comanda per quanto riguarda la responsabilità di ogni membro nei confronti degli anziani.

Così, la chiesa sarà edificata e protetta, e Cristo sarà glorificato!

Seguiamo da vicino il nostro grande Pastore, Gesù Cristo.

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