un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Luca 24: La Risurrezione di Cristo

di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - sermone sulle sofferenze di Cristo, N.11 di una mini-serie per pasqua, 2003,2004, per RO, di Marco deFelice, per domenica, 23 marzo 2008 cmd
Parole chiave: risurrezione, Emmaus

Oggi è la pasqua, la festa biblica più importante, perché è la festa in cui ricordiamo il sacrificio e la risurrezione di Gesù Cristo come Salvatore, che è la base della nostra salvezza eterna.

Venerdì era la Pasqua per gli Ebrei, e infatti, Gesù fu crocifisso il venerdì, sulla Pasqua, perché la festa stessa era un ricordo della notte in cui Dio in Egitto aveva avvertito Mosè che stava per mandare l'Angelo di Dio ad uccidere il primogenito in ogni famiglia, dal più grande al più piccolo. Per evitare che l'Angelo uccidesse anche i primogeniti dei Giudei, ogni famiglia giudea, o due famiglie piccole insieme, dovevano uccidere un agnello, e spargere il suo sangue sugli stipiti della porta della loro casa. In questo modo, l'Angelo, vedendo già il sangue, sarebbe passato sopra quella casa. Infatti, la parola Pasqua, in Ebraico, vuol dire “passare sopra”.

Questo atto era un Tipo di Gesù Cristo, visto che la sua morte avrebbe provveduto la salvezza per chiunque avesse cercato riparo in Lui dalla giusta condanna di Dio. E così, Gesù fu crocifisso il venerdì, perché Egli era l'adempimento del tipo della Pasqua.

Gesù aveva predetto la sua morte ripetutamente, e aveva anche preannunciato la sua risurrezione, il terzo giorno, che era domenica.

E perciò, come succede sempre, la Parola di Dio fu adempiuta perfettamente. Gesù risuscitò, vittorioso sulla morte, avendo pagato il prezzo della condanna per il peccato, e ottenendo la giustificazione con la sua risurrezione.

Gli avvenimenti della risurrezione sono tanti. Oggi, vorrei considerare alcuni degli avvenimenti della domenica della Pasqua, ovvero, della domenica della risurrezione, che troviamo nel Vangelo di Luca.

Ricordate che la domenica mattina presto, le donne erano andate al sepolcro pensando di ungere il corpo di Gesù con degli aromi. Che sorpresa fu per loro trovare la tomba vuota, ed un angelo che annunciava loro l’incredibile notizia che Gesù era risuscitato! Mentre correvano a raccontare queste cose ai discepoli, Gesù stesso si presentò loro. Queste donne ebbero la gioia di essere le prime a vedere Gesù risuscitato.

Vogliamo seguire la storia da quel punto. Leggiamo Luca 24, dal v.13.

L’incontro sulla via per Emmaus

Nel brano che stiamo per leggere, troviamo due discepoli di Gesù che stavano lasciando Gerusalemme. Erano stati insieme agli Apostoli e agli altri discepoli a Gerusalemme, ed avevano ascoltato la testimonianza delle donne che erano tornate dalla tomba vuota. Però, essi avevano perso le speranze. Avendo visto Gesù morire sulla croce, e ora, credendo che tutto fosse finito, stavano andando ad Emmaus, un villaggio a circa 11 chilometri da Gerusalemme, in cui probabilmente abitavano. Così, in questo brano, troviamo questi due discepoli che camminavano insieme verso Emmaus, nel tardi pomeriggio. Mentre camminavano, parlavano di tutte le cose che erano accadute, cioè, della morte di Gesù, e del fatto che le donne avevano detto di averlo visto vivo. Tenendo in mente questa scena, leggiamo dal v.13 al v.17.

“13 In quello stesso giorno, due di loro se ne andavano verso un villaggio, di nome Emmaus, distante sessanta stadi da Gerusalemme. 14 Ed essi parlavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15 Or avvenne che, mentre parlavano e discorrevano insieme, Gesù stesso si accostò e si mise a camminare con loro. 16 Ma i loro occhi erano impediti dal riconoscerlo. 17 Egli disse loro: "Che discorsi sono questi che vi scambiate l’un l’altro, cammin facendo? E perché siete mesti?".” (Lu 24:13-17 LND)

Mentre questi due discepoli camminavano e parlavano, Gesù stesso si avvicinò e iniziò a camminare con loro. In qualche modo, Dio impedì a quei discepoli di riconoscere Gesù.

Gesù chiese loro di che cosa stessero parlando. Fece questo non perché Gesù non lo sapeva, ma per prepararli a comprendere l'insegnamento che stava per dare loro. Anche noi spesso abbiamo bisogno che il nostro cuore sia preparato, prima che riusciamo ad afferrare tanti insegnamenti che vengono da Dio.

Notiamo il contenuto di quello che Cleopa, uno di questi due discepoli, racconta a Gesù. Leggiamo dal v.18 al v.20.

“18 E uno di loro, di nome Cleopa, rispondendo, gli disse: "Sei tu l’unico forestiero in Gerusalemme, che non conosca le cose che vi sono accadute in questi giorni?". 19 Ed egli disse loro: "Quali?". Essi gli dissero: "Le cose di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e parole davanti a Dio e davanti a tutto il popolo. 20 E come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno consegnato per essere condannato a morte e l’hanno crocifisso” (Luca 24:18-20 LND)

Questi discepoli avevano capito che Gesù era venuto da Dio, e che era potente in opere e in parole, e che i Giudei erano maggiormente colpevoli per la sua morte.

Ora, notiamo attentamente quello che Cleopa dice nel v.21.

“21 Or noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto questo, siamo già al terzo giorno da quando sono avvenute queste cose. 22 Ma anche alcune donne tra di noi ci hanno fatto stupire perché, essendo andate di buon mattino al sepolcro, 23 e non avendo trovato il suo corpo, sono tornate dicendo di aver avuto una visione di angeli, i quali dicono che egli vive. 24 E alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato le cose come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto".” (Luca 24:21-24 LND)

Questi discepoli, come probabilmente la grande maggioranza dei discepoli, credevano che il Cristo avrebbe liberato Israele. Ricordate che Israele era sotto l’autorità dei Romani. I Giudei desideravano tanto la liberazione da questo giogo. Perciò, anche se nelle Scritture non c'era scritto nulla riguardo a questa liberazione dal dominio romano, essi credevano che il Cristo li avrebbe liberati da questo giogo politico. In altre parole, questi discepoli avevano sperato che Gesù sarebbe stato quel tipo di Cristo, ma con la sua morte, questa loro speranza era crollata.

Questa loro speranza non era un insegnamento dalle Scritture, bensì un’interpretazione sbagliata da parte di tanti Giudei.

Qui troviamo una realtà molto importante. Questi discepoli, e possiamo presumere che tanti altri erano come loro, nutrivano una speranza sbagliata su Gesù. Volevano un Cristo a loro comodo. Volevano una salvezza fisica, una liberazione dai problemi della vita, e credevano che il più grande dei loro problemi fosse di essere sotto il giogo dei Romani.

In forte contrasto con questo, la salvezza che Dio offre non è una salvezza terrena, temporale, che risolve i nostro problemi terreni per permetterci una vita più facile. Piuttosto, è una salvezza spirituale ed eterna. Anziché salvarci dai problemi terreni, Cristo ci salva dalla condanna eterna.

Questi uomini, come tanti altri, pur essendo veri seguaci di Gesù, stavano cercando le benedizioni sbagliate. Cercavano le briciole di una vita facile sulla terra, anziché il banchetto che Dio gli offriva in Gesù, cioè, il perdono dai peccati, la salvezza eterna, e l’eternità con Dio.

In Giacomo 4:3, leggiamo che spesso, gli uomini non ricevono risposta alle loro preghiere perché chiedono cose sbagliate. Ve lo leggo.

“Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.” (Giacomo 4:3 LND)

È facile vedere l'errore di questi discepoli, ma non è che spesso anche noi cerchiamo le benedizioni sbagliate da Dio? Non è che spesso cerchiamo le briciole, anziché la ricchezza delle benedizioni spirituali che Dio ci offre in Gesù Cristo? Non è che a volte abbiamo la tendenza di cercare benedizioni temporali, anziché le benedizioni spirituali ed eterne che Dio ha provveduto per noi in Cristo Gesù?

Quando cerchiamo le benedizioni terrene, prima o poi resteremo grandemente delusi riguardo a Dio, non perché Dio non è fedele, ma perché cerchiamo quello che non è il vero tesoro che Dio ha per noi. Quanto è importante per ogni vero credente imparare a chiedere le vere benedizioni da Dio!

Comunque, nonostante che questi discepoli avessero cercato le benedizioni sbagliate, Gesù era pronto ad aiutarli a capire meglio ciò che Dio offre all’uomo in Cristo Gesù. Anche qua vediamo il cuore di Cristo.

È importante notare che nonostante Gesù avesse preannunciato la sua risurrezione, nonostante la testimonianza degli angeli alle donne che Gesù era vivo, questi discepoli dubitavano che fosse vero. Non avendo ancora visto Gesù con i loro occhi, dubitavano che fosse veramente risuscitato.

Tristemente, anche qua, possiamo vedere noi stessi. Quante volte anche noi dubitiamo quello che Dio ci dichiara. Quante volte anche noi abbiamo qualche promessa da Dio, ma non avendo visto risultati con i nostri occhi, dubitiamo. Per esempio, Dio ci dà la promessa che tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio. Dio promette anche che Egli non permetterà che siamo tentati oltre le nostre forze. Però, a volte, quando ci troviamo in mezzo a prove difficili, dubitiamo la veracità della Parola di Dio. A nostro parere, sembra che una prova sia troppo difficile per le nostre forze. Sembra che una certa difficoltà non sia per il nostro bene. Pensando così, stiamo dubitando di Dio, e in effetti, stiamo chiamando Dio bugiardo. Oh fratelli e sorelle, non dubitate di Dio! Egli è sempre fedele!

Tornando a questi uomini, è evidente che avevano avuto una speranza sbagliata di quello che avrebbe fatto il Messia, il Cristo. Non avevano capito correttamente le Scritture. Avevano dubitato l’annuncio che Gesù era risuscitato. Vediamo tutto questo dai loro commenti che diedero a Gesù.

Gesù li riprende perché erano insensati

In realtà, questi discepoli credevano che la morte di Gesù fosse stata una sconfitta per il piano di Dio. Leggiamo attentamente quello che Gesù risponde loro, nei versetti 25 e 26.

“25 Allora egli disse loro: "O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! 26 Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?".” (Luca 24:25-26 LND)

Gesù chiamò questi uomini insensati e tardi, ovvero lenti, di cuore. Non era un commento offensivo, ma piuttosto una vera descrizione della loro condizione spirituale. Pur avendo ricevuto tanto buon insegnamento da Gesù, erano insensati, perché non avevano capito quello che avrebbero dovuto capire, e questo perché erano lenti di cuore ad accettare l’annuncio che Gesù era risuscitato.

Prima però di criticarli, non è che spesso anche noi siamo colpevoli dello stesso peccato? Non siamo noi spesso insensati? Quante volte è successo che nonostante che abbiamo letto lo stesso brano biblico più volte, non abbiamo riconosciuto qualche importante insegnamento, forse perché andava contro quello che era già la nostra posizione, o quello che volevamo?

Facilmente può succedere che siamo insensati e lenti di cuore quando un insegnamento presenta una dottrina che va contro un modo di vedere la vita cristiana che ci è comodo, o che non vogliamo abbandonare. In quei casi, un insegnamento che è chiaro per altri, non è chiaro per noi. Similmente, quando un insegnamento ci mostra che dobbiamo cambiare qualcosa nel nostro carattere o modo di fare le cose che però non vogliamo cambiare, spesso, siamo insensati e lenti di cuore, e non vediamo la cosa. È come se l’insegnamento fosse stato fatto in una lingua straniera. Sentiamo tutto, ma non riconosciamo che si applica proprio alla nostra vita.

Vi faccio un esempio assurdo, solo per aiutarvi a capire il principio. È come se un uomo molto sovrappeso che ama mangiare troppo ascoltasse l’ammonimento del suo medico, che gli spiega i pericoli per chi è sovrappeso, e quell’uomo è tutto d’accordo con l’insegnamento, ma non si rende conto che si applica proprio a lui. Tanti credenti sono così quando sentono certi insegnamenti che riguardano come vivere in santità in questo mondo malvagio, ognuno nel ruolo stabilito da Dio, cercando per primo il regno e la giustizia di Dio.

Questi discepoli sulla via di Emmaus avevano ricevuto ottimi insegnamenti da Gesù, perché Gesù era l’insegnante perfetto. Gesù aveva spiegato loro della sua morte e della sua risurrezione. Aveva spiegato molto del regno di Dio, in modo che avrebbero dovuto capire che il suo regno non era un regno temporale, che li avrebbe liberati dai Romani, ma piuttosto che avrebbe dato loro una liberazione spirituale ed eterna. Però, erano così insensati da non capire tante delle verità che avevano sentito. Non volevano abbandonare il loro modo di pensare.

Quanto è facile per noi essere simili a loro! Quante volte sentiamo o leggiamo insegnamenti, e non riconosciamo che si applicano proprio alla nostra vita e alla nostra dottrina!

Essere insensati ci impedisce di capire anche gli insegnamenti più chiari!

Quindi, quanto è importante pregare di avere un cuore aperto e tenero, per poter considerare attentamente le verità di Dio! Quanto è importante chiedere a Dio di aprirci gli occhi, per riconoscere quando una nostra posizione dottrinale, o un nostro modo di vivere, è sbagliato!

Una speranza morta

Torniamo a considerare questi discepoli. Notiamo che Cleopa dice: “noi speravamo che fosse lui...". Usa il tempo passato: “speravamo”. Avevano sperato, ma ormai, le loro speranze erano morte. Secondo loro, Gesù era morto, e quindi, le loro speranze che Egli fosse il Messia che cercavano erano morte con Lui.

Però, pur non avendo più la speranza di prima, forse avevano ancora una piccola fiamma di speranza, avendo sentito le donne dire che Gesù era vivo. Ma davano più peso al fatto che Gesù era morto, e avevano immaginato un Cristo che avrebbe sconfitto i Romani. Quindi, la loro speranza era maggiormente morta.

Gesù insegna loro

A questo punto, vediamo qualcosa del tenero cuore di Gesù. Avrebbe potuto abbandonarli alla loro stoltezza e durezza di cuore. Invece, con grande pazienza, Gesù li aiuta a vedere che la sua morte non era una sconfitta, ma piuttosto l'adempimento del piano di Dio. Leggiamo ancora i vv.25-27.

“25 Allora egli disse loro: "O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! 26 Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?".” (Luca 24:25-26 LND)

Gesù spiegò loro che era necessario che il Cristo soffrisse e che risuscitasse, che è il senso di “entrare nella sua gloria”. Egli doveva fare questo. Faceva parte del piano eterno di Dio.

È importantissimo che ogni vero credente capisca questa verità. Era necessario per il Cristo di soffrire, ovvero, di morire sulla croce, subendo l’ira di Dio, ed era necessario per Lui di entrare nella sua gloria, ossia, di resuscitare.

Questo era necessario perché era l'unico modo per l'uomo peccatore di essere salvato.

Ogni uomo è sotto condanna per il proprio peccato. Gesù Cristo è venuto alla terra come Sostituto, per pagare quella condanna, e per risuscitare vittorioso per la giustificazione di tutti coloro che crederanno in Lui in tutta la storia dell'umanità. La sua morte e risurrezione soddisfano la santa giustizia di Dio, permettendo all'uomo di essere riconciliato con Dio.

Dopo che Gesù spiegò a questi discepoli che la morte e la risurrezione erano necessarie, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che Lo riguardavano. In altre parole, tutte le Scritture, che allora erano quello che noi chiamiamo l'Antico Testamento, parlano di Gesù e riguardano Lui. Gesù è l’oggetto supremo di tutta la Bibbia.

È chiaro che Gesù Cristo è il soggetto di tutto il Nuovo Testamento. Però, Egli è anche il soggetto di tutto l'Antico Testamento, cioè delle Scritture che i Giudei avevano a quel tempo.

Nell'Antico Testamento, non ci sono solamente le tante profezie di Cristo, perché ci sono anche i tantissimi Tipi di Cristo. Un Tipo è qualcuno o qualcosa che insegna, anticipatamente, qualcosa della persona o dell'opera di Cristo.

Dio guidò le circostanze affinché tantissimi avvenimenti, e persone, e oggetti, fossero Tipi di Cristo e della sua opera. Tantissime profezie parlavano di Lui. Gesù Cristo è l’oggetto centrale di tutto l’Antico Testamento, come Lo è del Nuovo Testamento.

In Giovanni 5, Gesù aveva detto ai Farisei, che si ritenevano esperti nelle Scritture:

“39 Voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. 40 Ma voi non volete venire a me per avere la vita.” (Giovanni 5:39-40 LND)

Qua, nella domenica della risurrezione, Gesù stava aiutando questi discepoli a vedere Cristo in tutta la Bibbia. Ogni volta che leggiamo la Bibbia, dovremmo tenere aperti i nostri occhi per riconoscere le verità che riguardano Gesù. Dobbiamo cercare di conoscerLo sempre di più, non solo dagli insegnamenti nel Nuovo Testamento, ma anche da quello che leggiamo nell’Antico Testamento. Quindi, quando leggiamo la Bibbia, cerchiamo di vedere sempre Cristo!

** ((vedi in fondo al sermone alcuni esempi di brani dell'AT che parlano di Cristo))

Gesù si fa conoscere da loro

Dopo forse qualche ora di cammino, arrivarono ad Emmaus, dove evidentemente questi discepoli abitavano. Leggiamo dal v. 28

“28 Come si avvicinavano al villaggio dove erano diretti, egli finse di andare oltre. 29 Ma essi lo trattennero, dicendo: "Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno è già declinato". Egli dunque entrò per rimanere con loro. 30 E, come si trovava a tavola con loro prese il pane, lo benedisse e, dopo averlo spezzato, lo distribuì loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero; ma egli scomparve dai loro occhi. 32 Ed essi si dissero l’un l’altro: "Non ardeva il nostro cuore dentro di noi, mentre egli ci parlava per la via e ci apriva le Scritture?".” (Lu 24:28-32 LND)

Arrivando a Emmaus, Gesù fece come se volesse proseguire oltre. Allora i due discepoli Gli chiesero di restare con loro. Si impegnarono ad avere comunione con Gesù. Un credente deve cercare la comunione intima con Gesù. Vi leggo Apocalisse 3:19,20, che è scritto per credenti:

“19 lo riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti. 20 Ecco, io sto alla porta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me.” (Apocalisse 3:19-20 LND)

Nella vita dei veri discepoli, Gesù sta alla porta e bussa. A chi ascolta e apre, Gesù entrerà. Per avere comunione con Gesù, uno deve desiderarla. I due discepoli ad Emmaus dovevano chiedere a Gesù di mangiare con loro. Anche oggi, dobbiamo impegnarci ad avere stretta comunione con Gesù. Chi la cerca, la troverà!

Infatti, quando questi discepoli chiesero a Gesù di restare con loro, Egli accettò. Sedettero a tavola insieme, e Gesù assunse il ruolo di Padrone, cioè, fu Gesù a prendere il pane, a spezzarlo e a darne a loro. Come Gesù aveva assunto il ruolo di Maestro per strada, così Gesù assunse il ruolo di capo a tavola con loro.

Infatti, ogni volta che Gesù entra nella vita di qualcuno, vi entra come Padrone. Gesù non accetta mai il ruolo di essere solo l'ospite. O Egli regna, o resta fuori!

Quando Gesù spezzò il pane, i loro occhi furono aperti, e Lo riconobbero. Riconobbero che era proprio Gesù davanti a loro. La Bibbia non dice come Lo riconobbero. Forse avvenne quando Egli benedisse il pane, con le stesse parole che Lo avevano sentito pronunciare nel passato. Forse videro i segni dei chiodi nelle sue mani. Forse Dio aprì i loro occhi. Comunque sia, in qualche modo, Lo riconobbero. E poi, in quel momento, Gesù scomparve alla loro vista.

Sappiamo da tanti brani che Gesù era risuscitato nel suo stesso corpo. Aveva ancora i segni dei chiodi nelle mani e nei piedi, e il buco nel fianco causato dalla lancia del soldato. Era perciò un corpo fisico, che si poteva toccare. Più tardi quella sera, avrebbe mangiato alla presenza dei discepoli a Gerusalemme. Però, dopo la risurrezione, il suo corpo aveva anche delle qualità diverse. Egli appariva e scompariva a suo piacimento. La Bibbia non ci spiega in dettaglio come faceva questo, e perciò, non dobbiamo speculare sui dettagli che Dio non ci dà. Ci basti sapere quello che Dio ha scelto di rivelarci, cioè, che il corpo di Gesù era veramente il suo corpo fisico, e che poteva anche scomparire.

Che benedizione fu per questi uomini riconoscere Gesù! Tante persone vedevano chiare prove dell’identità di Gesù, ma non Lo riconobbero come il Cristo, Dio incarnato. È una benedizione riconoscere Gesù come il Cristo, cioè, come pienamente Dio, e Salvatore, e Signore dei signori.

In Matteo 16, Gesù spiega che è Dio che rivela ad una persona che Gesù è veramente il Cristo. Vi leggo il discorso fra Gesù e i discepoli.

“13 Poi Gesù, giunto dalle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "Chi dicono gli uomini che io, il Figlio dell’uomo, sia?". 14 Ed essi dissero: "Alcuni, Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia, o uno dei profeti". 15 Egli disse loro: "E voi, chi dite che io sia?". 16 E Simon Pietro, rispondendo, disse: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". 17 E Gesù, rispondendo, gli disse: "Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 16:13-17 LND)

La maggioranza delle persone avevano visto Gesù, e avevano sentito il suo insegnamento, ma non Lo avevano riconosciuto come il Cristo. Nemmeno i discepoli Lo riconobbero, finché questo non gli fu dato dal Padre.

Anche Giovanni 1:10, parla del fatto che la Parola, Dio stesso, è venuto nel mondo, ma non fu riconosciuto dal mondo.

“Egli (la Parola) era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non lo ha conosciuto.” (Giov 1:10 LND)

La maggioranza delle persone di allora non riconobbero che Gesù è veramente Dio Creatore. Come anche la maggioranza delle persone oggi sanno che Gesù è un grande maestro, possono credere tante cose vere di Lui, ma non riconoscono che Gesù è Dio, il Creatore, e il loro Signore.

Dio aprì gli occhi di quei due discepoli ad Emmaus a riconoscere Gesù, e continua ad aprire gli occhi di tutti coloro che cercano Dio in Gesù Cristo di vero cuore.

Dopo che questi due discepoli ebbero riconosciuto Gesù, ed Egli fu scomparso ai loro occhi, essi parlarono tra loro. Leggo il v.32

“Ed essi si dissero l’un l’altro: "Non ardeva il nostro cuore dentro di noi, mentre egli ci parlava per la via e ci apriva le Scritture?".” (Luca 24:32 LND)

Quando lo Spirito Santo è all’opera in una persona, quella persona riconosce le verità dell’insegnamento, che porta il suo cuore ad ardere dentro di sé. L'insegnamento di Gesù aveva permesso a questi due discepoli di vedere più della sua gloria, e questo faceva ardere i loro cuori.

Che bello quando anche noi comprendiamo di più di Cristo dalle Scritture! Non c’è nulla sulla terra paragonabile a Cristo! Anche i nostri cuori dovrebbero ardere vedendo più di Cristo. Il tuo cuore arde con le verità che riguardano Cristo, e la tua salvezza in Lui?

Raccontano agli altri

Come dobbiamo fare, quando Dio ci fa vedere più di Cristo? Leggiamo quello che fecero questi discepoli nei vv.33-35.

“33 In quello stesso momento si alzarono e ritornarono a Gerusalemme, dove trovarono gli undici e quelli che erano con loro riuniti insieme. 34 Costoro dicevano: "Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone". 35 Essi allora raccontarono le cose avvenute loro per via, e come lo avevano riconosciuto allo spezzar del pane.” (Luca 24:33-35 LND)

Pur essendo già tardi, questi discepoli si alzarono in quello stesso momento, e tornarono a Gerusalemme. Avevano appena camminato undici chilometri, ma la notizia era troppo meravigliosa da non raccontarla subito agli altri discepoli, perciò, nonostante che il sole era già tramontato, rifecero la strada per Gerusalemme, con la luce della luna piena, essendo Pasqua. Dovevano assolutamente raccontare questa buona notizia!

Di natura, una persona vuole raccontare quello che gli è importante. Le persone intorno a noi vogliono raccontare di nuovi acquisti, di qualche successo, di qualche piacere. Chi diventa nonno o nonna non vede l'ora di far vedere le foto del nipotino quasi a tutti. Vogliamo raccontare agli altri quello che ci è importante.

Allora, che cosa vogliamo raccontare noi? Non esiste notizia nella vita paragonabile alla notizia che riguarda la salvezza eterna per mezzo di Gesù Cristo, e la sua opera in chi è salvato.

Avete più zelo di parlare con gli altri di Gesù di quanto avete di raccontare altre cose? Gesù Cristo è il vostro tesoro? Se è così, sarà visibile agli altri.

Prego che sia proprio così!

Tornando ai discepoli, leggiamo che quando arrivarono a Gerusalemme, trovarono gli Apostoli, che è è il senso della frase “gli undici”, e gli altri discepoli riuniti insieme. Prima però che questi due discepoli di Emmaus potessero raccontare la loro esperienza di aver visto Gesù risuscitato, gli altri raccontarono loro che Gesù era apparso a Simone, ovvero, a Pietro.

Immaginate la loro gioia! Non solo Gesù era apparso loro, ma era anche apparso a Pietro. Quando gli altri finirono di raccontare dell’incontro fra Gesù e Pietro, questi due discepoli raccontarono del loro incontro con Gesù per la via, e di come Lo avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Conclusione

La storia non finisce qui, perché mentre parlavano insieme, Gesù apparve in mezzo a tutti loro.

Per ora però, lasciamo i discepoli là, tutti insieme, rallegrandosi grandemente per la notizia che Gesù era realmente risuscitato. Vi incoraggio a leggere il resto della storia nei vari Vangeli.

Per ora, ricordiamo alcune delle verità che abbiamo visto in questo brano. Queste verità possono aiutarci a conoscere meglio Gesù, e a vedere di più dell'opera di Dio, e a capire meglio come camminare per fede.

Questi discepoli, come tanti altri, avevano sperato nelle benedizioni sbagliate. Invece di cercare le benedizioni spirituali ed eterne, avevano sperato in una liberazione politica, ovvero, in una vita terrena più facile. Quanto è facile anche per noi cercare le benedizioni sbagliate! Quanto è importante tenere i nostri occhi fissi sui tesori spirituali ed eterni che Dio ci offre in Cristo!

Abbiamo visto che questi discepoli dubitavano quello che Dio aveva rivelato loro. Avevano sentito direttamente da Cristo che sarebbe risuscitato, e poi, avevano sentito la testimonianza delle donne. Però, dubitavano. Questo è un grave peccato.

Non dubitate quello che Dio ci dichiara. Confrontate ogni vostro pensiero e ragionamento con le verità di Dio. Rifiutate qualsiasi vostro pensiero che non è conforme alle chiare verità di Dio.

Gesù rimproverò questi discepoli perché erano insensati e lenti di cuore. È facile anche per noi essere così. Perciò, preghiamo di avere cuori aperti, pronti ad ascoltare quello che Dio ci insegna, anche se scombussola quello che siamo abituati a credere o il modo in cui siamo abituati a vivere.

Ricordiamo che Gesù Cristo è l’oggetto centrale di tutta la Bibbia. Perciò, quando leggiamo la Bibbia, sia l’Antico Testamento che il Nuovo Testamento, cerchiamo di riconoscere sempre di più Gesù Cristo, l’oggetto della vera fede. Il modo di onorare Dio Padre è onorando Gesù Cristo, il Figlio.

Infine, ricordiamo quanto è importante annunciare la buona notizia di Gesù Cristo agli altri. Non esiste notizia nel mondo paragonabile alla salvezza che Dio offre in Gesù Cristo. Chi ha ricevuto questa salvezza eterna, dovrebbe annunciarla agli altri, con grande gioia e zelo. Viviamo così! Grazie a Dio che Gesù Cristo è morto per noi, ed è risorto! Egli ritornerà! Viviamo in attesa del suo ritorno, gioendo che serviamo un Signore risorto! Buona Pasqua!

**** BRANI ******

Qui vi offro un piccolissimo elenco di alcuni brani che parlano di Cristo. In realtà, troviamo Cristo in tutto l'Antico Testamento.

Genesi 3:15; 9:26; 12:2; 22:18; 49:10

Esodo 12:13

Numeri 24:17

Deuteronomio 18:15,18

2 Samuele 7:12,13

Salmi 2:2; 22:1,18; 45:11; 68:18; 69:20,21; 72:8,9; 110:1; 118:22; 132:11

Isaia 2:4; 7:14; 8:8,10; 9:1,2,6,7; 11:10; 25:8; 28:16; 35:5,6; 42:1; 49:6; 52;14; tutto 53; 55:4; 59:16

Geremia 23:5

Ezechiele 17:22

Daniele 2:24,35, 44; 7:13,14; 9:25

Michea 5:2

Aggeo 2:6-9

Zaccaria 3:8; 6:12 in avanti; 9:9; 11:12; 12:10; 13:7

Malachia 3:1

Questo è solamente un piccolissimo esempio, per rendere chiaro che ogni parte dell’Antico Testamento riguarda Cristo e parla di Lui.

*** FINE dei brani ***

Da Genesi a Malachia, l’Antico Testamento è pieno di insegnamenti che riguardano Cristo, il nostro Salvatore. Dio guidava le circostanze affinché tantissimi avvenimenti, e persone, e oggetti, fossero Tipi di Cristo e della sua opera. Tantissime profezie parlavano di Lui. Gesù Cristo è l’oggetto centrale di tutto l’Antico Testamento, come Lo è del Nuovo Testamento.

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