un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Sei veramente salvato?

studio di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì 5 novembre, 2008 ---- cmd -----
parole chiavi: salvezza, salvato, certezza, la vera salvezza

Scopo dello studio: un aiuto per capire se tu sei veramente salvato o salvata. È un fatto troppo importante per solo sperare o presumere di esserlo. Non bisogna utilizzare un metro “fai da te”. Occorre comprendere qual è il metro di Dio e usarlo.

Per conoscere Dio serve la salvezza, ovvero, il perdono dei peccati.

Tu sei salvato o salvata?

Non è saggio rispondere velocemente. Infatti, non esiste una domanda più importante.

La Bibbia ci dichiara che se pensiamo di essere salvati, dovremmo esaminarci, per vedere se siamo veramente salvati. Vi leggo 2Corinzi 13:5

“Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi? A meno che non siate riprovati.” (2Co 13:5 LND)

L'Epistola di 1Giovanni comprende varie dichiarazioni su come poter riconoscere se si è veramente salvati o no. Alla fine, per coloro che superano l'esame, Giovanni afferma:

“12 Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. 13 Ho scritto queste cose a voi che credete nel nome del Figlio di Dio, affinché sappiate che avete la vita eterna e affinché continuiate a credere nel nome del Figlio di Dio.” (1Giov 5:12-13 LND)

Quindi, in questo studio, vogliamo considerare che cos'è la vera salvezza. Il primo punto da esaminare è su quale base uno crede di essere salvato. Poi, si esamina come sta vivendo quella persona, per vedere se c'è frutto di vera salvezza.

La lettera di Giacomo parla della necessità di un chiaro frutto della salvezza come prova che qualcuno è veramente salvato.

Tanti credono di essere salvati ma non lo sono

Tante persone credono di essere salvate senza esserlo, come leggiamo nelle parole di Gesù in Matteo 7, quando Egli descrive come sarà quando Egli ritornerà sulla terra per giudicare il mondo.

“Quando entrò nel tempio, i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si accostarono a lui, mentre insegnava, e dissero: "Con quale autorità fai tu queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?".” (Mt 21:23 LND)

“21 Non chiunque mi dice: "Signore, Signore" entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?" 23 E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità".” (Mt 7:21-23 LND)

Notate che saranno molti a credersi salvati. Si tratta di persone che chiamano Gesù Cristo “Signore”, e perciò sono cristiani, perlomeno di nome. Sono anche attivi, anzi, molto attivi, perché fanno grandi opere nel nome di Cristo.

Quanto sarà terribile sentire il tremendo ordine di Gesù di allontanarsi da Lui per sempre.

Come possiamo evitare di essere fra questi?

Perché essi credono di essere salvate?

Che cosa rispondono a Gesù? In ogni aspetto, la loro risposta si basa su ciò che hanno compiuto loro.

"Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?"

Questo significa confidare in ciò che si fa. Nessuno sarà salvato in questa maniera.

Però, ci sono anche altri modi di non essere salvati.

Leggere e studiare la Bibbia non vuol dire che uno sia salvato

Tante persone credono che, essendo sono assidue nel frequentare gli incontri di chiesa e nel leggere la Bibbia, siano credenti. Ma non è così. Infatti, parlando con gli uomini religiosi del suo tempo, che erano grandi esperti della Bibbia, senza però essere salvati, perché non cercavano la salvezza in Lui soltanto, Gesù disse:

“37 E il Padre, che mi ha mandato, ha egli stesso testimoniato di me; voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, 38 e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. 39 Voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. 40 Ma voi non volete venire a me per avere la vita.” (Giov 5:37-40 LND)

Quindi, essere un grande studioso della Bibbia, per quanto possa recare qualche beneficio, non salva nessuno.

Il vero metro di misura

Allora, se compiere grandi opere nel nome di Cristo non salva, ed essere un grande studioso della Bibbia non salva, come può una persona essere salvata? Qual è il metro di misura per sapere se sei salvato o salvata?

Qual è questo metro? E' di riconoscersi peccatori e vedere Gesù Cristo come Salvatore e Signore.

Riconoscere il bisogno di un Salvatore

Prima però, una persona deve riconoscere il bisogno di un Salvatore.

“36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che quel Gesù che voi avete crocifisso, Dio lo ha fatto Signore e Cristo," 37 Or essi, udite queste cose, furono compunti nel cuore e chiesero a Pietro e agli apostoli: "Fratelli, che dobbiamo fare?". 38 Allora Pietro disse loro: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.” (Atti 2:36-38 LND)
“27 Il carceriere, destatosi e viste le porte della prigione spalancate, trasse fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gridò ad alta voce: "Non farti alcun male, perché noi siamo tutti qui". 29 E, chiesto un lume, egli corse dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: "Signori, cosa devo fare per essere salvato?".” (Atti 16:27-30 LND)

Nella Bibbia, quando si annuncia il Vangelo, una parte centrale consiste nell'annunciare il giudizio di Dio, che spiega il bisogno di un Salvatore.

In Romani 10, leggiamo:

“9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza,. 11 perché la Scrittura dice: "Chiunque crede in lui non sarà svergognato".” (Ro 10:9-11 LND)

Questo passo parla chiaramente della necessità di ottenere la salvezza. Basta pensare che la salvezza non ha alcun senso se non si capisce che esiste la perdizione. La salvezza è sempre una salvezza da qualcosa, da un pericolo. La Bibbia afferma con chiarezza che chi non ha la salvezza dovrà affrontare l'ira di Dio per tutta l'eternità.

Per esempio, in Romani 5:9, leggiamo della salvezza per mezzo di Gesù Cristo, e la Parola di Dio ci dichiara in modo specifico che si tratta della salvezza dall’ira futura.

“Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.” (Ro 5:9 LND)

In 1Tessalonicesi, rivolgendosi a coloro che erano già salvati, Paolo parla del fatto che sono salvati dall'ira a venire per mezzo di Gesù Cristo.

“e per aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall’ira a venire.” (1Te 1:10 LND)

Poi, in Apocalisse 6, notate ciò che dicono coloro che non hanno la salvezza, quando Gesù Cristo, l’Agnello di Dio, arriva sulla terra per giudicare tutti.

“e dicevano ai monti e alle rocce: "Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello,” (Ap 6:16 LND)

Quindi, la salvezza che la Bibbia annuncia è la salvezza dall'ira di Dio a causa dei nostri peccati.

Non è possibile comprendere il bisogno della salvezza finché una persona non capisce di essere sotto condanna e che andrà in inferno se rimane nella sua condizione attuale.

Un esempio di come è possibile non vedere Gesù come Salvatore

Tante persone non capiscono di essere sotto giudizio per i loro peccati. Vogliono Dio nella loro vita, ma lo vogliono per avere un aiuto per i problemi di questo mondo. Non comprendono la gravità del loro peccato, né che sono sotto la condanna eterna.

Finché una persona non capisce di essere sotto la condanna eterna, pronta ad essere punita eternamente per il suo peccato, non può credere in Gesù Cristo come Salvatore, perché non si rende conto di aver bisogno della salvezza.

Gesù, l'unica via

Quando qualcuno capisce di stare sotto giudizio perché è un peccatore, allora, ciò che gli serve comprendere è che l’unica via che porta a Dio è per mezzo di Gesù Cristo, il Salvatore.

Il fatto che Gesù Cristo è l’unico Salvatore viene ripetuto più volte nella Bibbia.

Per esempio, Giovanni 14 Gesù afferma:

“Gesù gli disse: "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Gv 14:6 LND)

Questa è un'affermazione molto forte e chiara. Gesù dichiara che è impossibile arrivare al Padre se non per mezzo di lui. Quindi, sta asserendo in modo categorico che non esiste alcuna salvezza se non per mezzo di lui.

In Atti 4, l’apostolo Pietro sta predicando, sotto la guida dello Spirito Santo. Egli dichiara categoricamente che Gesù Cristo è l’unica salvezza. Leggo Atti 4:10-12:

“10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù di lui compare davanti a voi quest’uomo completamente guarito. 11 Questi è la pietra che è stata da voi edificatori rigettata e che è divenuta la testata d’angolo, 12 E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati".” (Atti 4:10-12 LND)

Esiste solamente un nome per mezzo del quale dobbiamo essere salvati, il nome di Gesù Cristo. In altre parole, solo per mezzo della fede in Gesù Cristo, solo tramite la sua opera sostituiva sulla croce, si può essere perdonati e salvati eternamente.

In Romani 10:9-13, leggiamo che la salvezza si ottiene invocando il nome di Gesù Cristo, ma che occorre che quel nome sia predicato, che il messaggio del giudizio e della salvezza in Gesù Cristo sia annunciato. Vi leggo Romani 10:9-13:

“9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza,. 11 perché la Scrittura dice: "Chiunque crede in lui non sarà svergognato". 12 Poiché non c’è distinzione fra il Giudeo e il Greco, perché uno stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. 13 Infatti: "Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato".” (Rom 10:9-13 LND)

Gesù è l’unico Salvatore per tutto il mondo.

Affinché uno possa arrivare al punto di capire il proprio peccato, e di credere in Gesù Cristo, serve l’opera dello Spirito Santo. Infatti, Dio manda lo Spirito Santo per convincere il mondo, ovvero le persone del mondo, del loro peccato, del giudizio, e della giustizia che esiste solamente in Gesù Cristo.

Gesù parla di questo ruolo dello Spirito Santo in Giovanni 16.

“E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio.” (Giov 16:8 LND)

Quindi, quando parliamo con le persone della salvezza in Gesù Cristo, dobbiamo pregare, perché solamente se lo Spirito Santo opera, riconosceranno il loro peccato e il fatto di essere sotto giudizio, e vedranno che Gesù Cristo è il Salvatore.

I peccati contro Dio

Spesso, una persona ha difficoltà a capire di essere un peccatore perché valuta la propria vita alla luce del male che ha fatto agli altri. Se fosse onesta, anche con questa valutazione si riconoscerebbe peccatrice. Però, è rara la persona che si rende conto del suo peccato contro Dio stesso. Ogni peccato è contro Dio ma, in particolare, pecchiamo non adorando Dio come Dio, e non ringraziandolo come Dio, come Colui che provvede tutto ciò che abbiamo.

Romani 1 parla del fatto che Dio si è rivelato nella creazione che è opera sua. Ogni uomo vede che c’è un Dio, e comprende nel suo cuore che quel Dio merita adorazione e ringraziamento. Tuttavia, il peccato dell’uomo lo spinge a non adorare Dio e a non ringraziarlo come dovrebbe. Per questo, ogni uomo è colpevole, come leggiamo in Romani 1.

“18 Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia, 19 poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, perché Dio lo ha loro manifestato. 20 Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. 21 Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato.” (Rom 1:18-21 LND)

Avete notato quali sono i peccati che rendono una persona inescusabile? Si tratta di non glorificare e di non ringraziare Dio come dovremmo. I nostri peccati più gravi sono quelli contro Dio stesso.

Per natura siamo peccatori, e abbiamo peccato tantissimo. Qual è il salario del peccato? Troviamo la risposta nella prima parte di Romani 6: 23.

Romani 6:23 dichiara che il salario del peccato è la morte.

Il salario del peccato è la morte. La Bibbia chiarisce che questa è la morte spirituale, la morte eterna, la separazione da Dio per sempre. Allora, che cosa possiamo fare per sfuggire a questa morte?

Non possiamo compiere nulla, perché siamo noi i condannati. Non abbiamo nulla da offrire a Dio. Per merito nostro, siamo assolutamente senza speranza.

Questo punto è affermato in Romani 3:19-20.

“19 Or noi sappiamo che tutto quello che la legge dice, lo dice per coloro che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia messa a tacere e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio, 20 perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato.” (Ro 3:19-20 LND)

Per quanto possiamo cercare di fare del bene, ubbidendo alla legge di Dio, tutte queste opere non valgono nulla. La legge di Dio rivela semplicemente il nostro peccato e ci mostra che siamo condannati.

Quindi, per mezzo dell’ubbidienza alla legge di Dio, non esiste alcuna salvezza. La salvezza è impossibile per mezzo della legge. Ma ciò che era impossibile per la legge, ossia la giustificazione del peccatore, Dio stesso lo ha reso possibile per mezzo di Gesù Cristo. Leggo di nuovo quei due versetti di Romani, ma questa volta proseguo con i versetti successivi.

“19 Or noi sappiamo che tutto quello che la legge dice, lo dice per coloro che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia messa a tacere e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio, 20 perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato. 21 Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, 22 cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; 23 poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24 ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. 25 Lui ha Dio preordinato per far l’espiazione mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio, 26 per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha la fede di Gesù.” (Ro 3:19-26 LND)

Il punto importantissimo da notare qua, nel v.21, è che la giustizia di Dio, impossibile da ottenere per mezzo delle opere della legge, ovvero, impossibile da meritare tramite il nostro modo di vivere, perché siamo peccatori, quella giustizia è disponibile gratuitamente per mezzo della fede in Gesù Cristo.

Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Non esiste una persona nel mondo che non sia un peccatore, separato da Dio a causa dei suoi peccati.

Però, chiunque, anche il più terribile peccatore, può essere giustificato gratuitamente per grazia, ovvero, come dono, per mezzo della redenzione che è in Gesù Cristo.

Il termine “redenzione” viene da “redimere” che significa “comprare qualcuno che era come uno schiavo, incapace di salvare se stesso”.

Una persona sotto condanna non può fare nulla per liberare se stessa. Essa ha il debito del proprio peccato, che non può pagare, tranne passando l'eternità separata da Dio, in tormento, nel tormento eterno.

L'unica possibilità di salvezza è che qualcuno che NON si trova sotto condanna possa pagare il debito al posto suo. Però tutti hanno peccato, e sono sotto condanna, e quindi, nessuno può pagare per se stesso, e ancora meno per qualcun'altro.

Nessuno, tranne Gesù Cristo. Gesù Cristo ha lasciato il cielo e la sua gloria per venire nel mondo, vivere senza peccato, e poter subire LUI la condanna per il peccato.

Per poter provvedere la salvezza, Gesù è stato mandato da Dio come sacrificio propiziatorio, e espiazione.

Che cosa vuol dire “espiare”, oppure, “propiziare”?

Questa parola vuol dire “placare l'ira di Dio”. Dio è giustamente pieno di ira per i nostri peccati. La giusta punizione per i nostri peccati è la morte eterna.

L'unico modo di annullare l'ira di Dio contro il nostro peccato è che qualcun altro subisca quell'ira al posto nostro.

Questo è ciò che Gesù ha compiuto sulla croce.

Gesù è andato volontariamente sulla croce, per salvare le persone.

“16 Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore. 17 Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio".” (Giov 10:16-18 LND)

Anche in Matteo, Gesù, riferendosi a sé stesso come al “Figlio dell'uomo”, dichiara:

“Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti".” (Mat 20:28 LND)

Gesù è venuto dal cielo proprio per darsi come prezzo di riscatto, per redimere le persone dalla condanna eterna.

Questo è l'unico modo di essere salvati, ossia ricevere il perdono per mezzo di Gesù Cristo. Il nostro brano in Romani 3 dichiara che questo perdono e la giustificazione arrivano per mezzo della fede in Gesù.

In altre parole, quando qualcuno arriva a capire di essere sotto la condanna eterna perché è un peccatore colpevole davanti a Dio, e quando riconosce che non può, in alcun modo, meritare la salvezza, se quella persona pone tutta la sua fede in Gesù Cristo e nella sua opera sulla croce, Dio prende il peccato di quella persona, e lo carica su Gesù Cristo.

Questo è il messaggio di Isaia 53:6:

“Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via, e l’Eterno ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.” (Isa 53:6 LND)

Troviamo questa stessa verità in 2Corinzi 5:17-21, riferita a coloro che avevano ricevuto il perdono:

“17 Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. 18 Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, 19 poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. 21 Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.” (2Cor 5:17-21 LND)

Notate soprattutto il v.21.

“Poiché egli (cioè, Dio Padre) ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato (cioè, Gesù Cristo), affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.” (2Cor 5:21 LND)

Dio ha rivolto la nostra condanna contro Cristo e, se siamo salvati, ha applicato a noi la giustizia di Cristo.

Infatti, questo scambio è ciò che accade nel momento in cui Dio salva una persona, ed è il modo in cui Dio può perdonare una persona dai suoi peccati.

Questo infatti è il punto espresso in Romani 3:25,26:

“25 Lui ha Dio preordinato per far l’espiazione mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio, 26 per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha la fede di Gesù.” (Ro 3:25-26 LND)

Dio non ha chiuso gli occhi sui peccati. Per perdonare una persona, Dio punisce i suoi peccati, ma lo fa su Cristo anziché su quella persona. Così, Dio rimane giusto, ma allo stesso tempo, è il giustificatore di colui che ha fede in Gesù Cristo.

La salvezza non arriva a tutti, ma solamente a coloro che si ravvedono e credono in Cristo come Salvatore e Signore.

In Matteo 7:13,14 Gesù dichiara che la salvezza non è per tutti:

“13 Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono coloro che entrano per essa. 14 Quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono coloro che la trovano!” (Mat 7:13-14 LND)

Pochi trovano la salvezza, perché non vogliono passare per la porta stretta. Gesù Cristo è quella porta, come Egli stesso dichiara in Giovanni 10.

“Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo.” (Giov 10:9 LND)

L'opera che dobbiamo fare

Voglio tornare al brano che abbiamo visto all'inizio, in Matteo 7:

“21 Non chiunque mi dice: "Signore, Signore" entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?" 23 E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità".” (Mt 7:21-23 LND)

Gesù dichiara che solo chi fa la volontà di Dio sarà salvato. Però, abbiamo visto che nessuno sarà salvato per le opere che compie.

Allora, che cosa vuol dire Gesù qui?

Lasciamo che Gesù stesso si spieghi. Vi leggo Giovanni 6:26-29:

“26 Gesù rispose loro e disse: "In verità, in verità vi dico che voi mi cercate non perché avete visto segni, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati. 27 Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna, che il Figlio dell’uomo vi darà, perché su di lui il Padre, cioè Dio, ha posto il suo sigillo". 28 Gli chiesero allora: "Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?". 29 Gesù rispose e disse loro: "Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato".” (Giov 6:26-29 LND)

Gesù ci comanda di adoperarci per il cibo che dura in vita eterna, ovvero, per la salvezza. Ma che cos'è quest'opera, che porta alla salvezza, visto che nessuno è salvato per opere?

La risposta è quella che Gesù ci presenta nel v. 29:

“Gesù rispose e disse loro: "Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato".” (Gv 6:29 LND)

L'opera che salva è di credere in Gesù Cristo. Ovvero, siamo salvati per fede!

Prima della salvezza

Una domanda: si può credere in Dio sinceramente prima della salvezza? Oppure, se uno non è salvato, non può pregare con sincerità?

Domanda importante.

Troviamo la risposta in Atti 10, il racconto di Cornelio.

“1 Or vi era in Cesarea un certo uomo di nome Cornelio, centurione della coorte, detta Italica; 2 egli era un uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua casa, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. 3 Egli vide chiaramente in visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: "Cornelio!". 4 Ed egli, guardandolo fisso e tutto spaventato, disse: "Che c’è, Signore?". Allora l’angelo gli disse: "Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite davanti a Dio, come una ricordanza; 5 or dunque manda degli uomini a Ioppe e fa’ chiamare Simone, soprannominato Pietro.” (At 10:1-5 LND)

Cornelio non era salvato, perché non aveva ancora sentito il messaggio del Vangelo, ossia che Gesù Cristo è morto e risorto per salvare peccatori. Tuttavia, le sue preghiere erano salite a Dio. Notate però che Dio non lasciò le cose così. Dio operò per portare il Vangelo a Cornelio.

È possibile sapere vari fatti su Dio, credere in Lui e pregare sinceramente prima di essere salvato? Certo, perché Dio inizia la sua opera in tante persone prima che siano salvate. Però, è fondamentale capire che finché non arriva alla salvezza, una persona è morta spiritualmente stando nei suoi peccati ed è sotto la condanna eterna.

Conclusione

Questo studio è un inizio per capire qual è il metro di misura per riconoscere se una persona è salvata o no.

Si tratta della domanda più importante della vita.

Impariamo ad usare solo il metro biblico.

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