un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Abbondare nel Ringraziamento

di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org, 28 ottobre 2009
parole chiave: ringraziamenti, ringraziare, rapporti con gli altri

Perché state qua per ascoltare questa lezione?

Spero che sia perché capite che i nostri rapporti con gli altri sono estremamente importanti. Se vanno bene, vi portano tanta gioia nella vita mentre, se vanno male, vi portano tanta frustrazione e rendono la vita molto pesante.

Senza dubbio, avere buoni rapporti è molto importante. Però, non siamo capaci, per contro nostro, di avere buoni rapporti. Abbiamo bisogno dell'aiuto di Colui che ha creato i nostri rapporti, Dio.

Solo Dio può benedire i nostri rapporti. Solo Dio può curarci. La nostra vita sta nelle mani di Dio. Se ignoriamo ciò che il nostro Creatore ci dichiara, non esiste più alcuna vera speranza. Ecco perché ci stiamo impegnando qui assieme per conoscere le verità di Dio che riguardano i nostri rapporti, sia in famiglia che al di fuori della famiglia.

Dio ci dà i principi giusti da seguire ma, di natura, nessuno di noi è capace di seguirli veramente. Abbiamo bisogno che Dio ci doni un nuovo cuore per poter veramente seguire la via che Egli ci mostra. Prego che ogni persona qui presente riconosca che ciò che sto dicendo è vero e voglia quel cuore più di qualsiasi altra cosa.

In questo studio vogliamo considerare qualcosa che può veramente trasformare la nostra vita e i nostri rapporti. Stasera vogliamo considerare l’importanza di essere riconoscenti, ovvero l'importanza di abbondare nei ringraziamenti.

Essere riconoscente

Prima di considerare come diventare più riconoscenti, consideriamo quanto il fatto di essere riconoscente trasforma la vita ed è fondamentale per avere buoni rapporti.

Come esempio, consideriamo come vanno le cose in una famiglia in cui non c'è la buona consuetudine di ringraziarsi reciprocamente per il proprio operato.

Pensate alla moglie, che fa anche la mamma, che non riceve i dovuti ringraziamenti per quello che fa.

I lavori necessari per portare avanti una famiglia sono tanti e la moglie arriva facilmente a stancarsi. Se non ci sono ringraziamenti per lei da parte degli altri membri della famiglia, se è poco apprezzata, come starà? Il suo lavoro le sembrerà molto pesante e difficile. Sarà difficile farlo con gioia e la sua vita sarà molto triste e pesante.

Pensate ad un marito la quale moglie non lo apprezza.

Egli si impegna tanto, forse con un lavoro molto stressante o molto difficile. Come si sente pensando che la moglie non lo ringrazia quasi mai, ma anzi gli parla di tutto quello che,secondo lei,egli non fa? Quanto questa cosa aiuta il rapporto? Quanta gioia ha lui di stare con lei ogni sera?

Sarà un rapporto pesante e non gioioso. Egli avrà difficoltà a voler passare con piacere del tempo con la moglie.

Non ci sarà tanta gioia in quella famiglia.

Ora pensiamo ad una famiglia in cui il ringraziamento reciproco abbonda. Quando i membri della famiglia sono veramente riconoscenti l’uno verso l’altro, la vita di quella famiglia viene trasformata in positivo. Quello che prima era un peso può diventare una gioia. Ci sarà grande felicità nel vedersi e stare assieme, i lavori sembreranno più leggeri e, anche quando sono stancanti, sarà una stanchezza che porta comunque gioia e soddisfazione.

Esempio dei due figli

Vi faccio un esempio semplice ma chiaro di come l’essere riconoscente trasforma la vita in famiglia. Vi racconto una storia di due famiglie, una ricca ed una povera.

In ciascuna di queste due famiglie è presente un figlio maschio che ha nove anni: c'è Riccardo che appartiene alla famiglia ricca e c'è Pierino che, invece, appartiene alla famiglia povera. Un giorno viene in città il circo con tante giostre.

Il padre di Pierino, sapendo da mesi che doveva venire il circo, ma sapendo pure che era un periodo molto difficile economicamente, fa dei notevoli sacrifici e salta persino il pranzo varie volte, pur trattandosi comunque di un pranzo molto povero, per poter risparmiare i soldi in modo da comprare alcuni biglietti per le giostre per Pierino.

Chiaramente, essendo la famiglia di Riccardo ricca, questo problema per essa non sussiste.

Finalmente arriva il grande giorno che Riccardo e Pierino aspettavano. E perciò, il sabato pomeriggio i rispettivi padri li portano al circo. Il padre di Riccardo gli compra un blocco di 25 biglietti per le giostre. Il padre di Pierino, tirando fuori tutto quello che aveva risparmiato, ha appena a sufficienza per comprare 5 biglietti.

Appena arrivato, Riccardo subito corre ad una giostra e, spingendo e facendosi largo fra le persone in fila, le scavalca e arriva in cima alla fila stessa. Subito dopo aver fatto il giro su quella giostra, corre ad un'altra e così via per varie ore, ignorando completamente il padre che gli corre dietro per non perderlo.

Invece Pierino, tenendo per mano il padre, fa un giro di tutte quante le giostre per valutare bene quale provare. Alla fine ne sceglie una e fa un giro. Quando esce, corre dal padre per ringraziarlo e per raccontargli quanto si è divertito. Poi, prendendosi ancora del tempo per scegliere bene, sale su un'altra giostra e di nuovo va a raccontare al padre quanto è stato speciale per lui fare il giro su quella giostra. Pierino fa la stessa cosa anche con una terza giostra. A quel punto, essendogli rimasti solo due biglietti, Pierino insiste con il padre affinché questi faccia con lui l'ultimo giro a sua disposizione. Il padre non vorrebbe andarci perché preferirebbe che Pierino facesse due giri ancora e non uno soltanto. Però Pierino insiste, ci tiene tanto che il padre faccia il giro con lui, e così il padre lo accontenta. Ultimato anche quest'ultimo giro, Pierino ed il papà tornano a casa così come sono venuti, cioè a piedi per risparmiare benzina. Durante il cammino, Pierino non smette di ringraziare il padre per il pomeriggio stupendo che ha passato. Appena entra in casa, corre dalla mamma per abbracciarla e per ringraziare anche lei per avergli permesso di andare alle giostre con papà. È tanta la sua gratitudine che si dichiara essere il bambino più benedetto della città per avere genitori come i suoi e non smette di ringraziarli per il loro amore per lui e per la loro cura meravigliosa.

La storia di Riccardo ha invece uno sviluppo molto diverso:. dopo aver finito i suoi 25 giri, ormai si è fatto tardi e, visto che la sua famiglia attende ospiti a cena, il padre gli dice che è arrivata l'ora di tornare a casa. Riccardo si arrabbia tantissimo con il padre e gli dice: “tu sei cattivo! Voglio fare altri giri. Non ne ho fatti ancora abbastanza!”. Dopo cinque minuti passati a litigare, il padre gli compra altri cinque biglietti che Riccardo usa in poco tempo. A quel punto, essendo già in ritardo, il padre rifiuta di prendergli altri biglietti. Quindi, padre e figlio vanno in macchina e si dirigono verso casa; Riccardo ha il muso lungo e non smette di brontolare durante tutto il viaggio. Appena entrati in casa, quando la mamma gli chiede se si è divertito andando al circo, Riccardo risponde: “è stato terribile! Odio papà perché non mi ha lasciato andare sulle giostre per quanto desideravo farlo. Volevo fare soltanto pochi altri giri e lui è così tanto cattivo che non me li ha lasciati fare. Voi siete genitori terribili. Non mi amate ed io vi odio”.

La storia finisce qua, ma voglio chiedervi: cosa ne pensate?

Che atmosfera c'era nella casa di Pierino, visto che lui non smetteva mai di ringraziare i suoi genitori per il loro amore per lui e per la loro cura meravigliosa?

Invece, che atmosfera c'era nella casa di Riccardo, visto che lui per vari giorni continuava ad avere il muso lungo e non smetteva di ripetere che il papà era cattivo perché non gli aveva permesso di fare solo qualche altro giro?

Chiaramente, in questo caso da me usato come semplice esempio, vediamo chiaramente quanto il fatto di essere o non essere riconoscenti trasforma la vita in famiglia.

Anche quando non è così palese, il nostro essere o non essere riconoscenti può trasformare l'atmosfera in casa ed anche negli altri rapporti.

Chiaramente questo stesso principio è valido in altri 1000 casi. Per esempio, se un marito abbonda nel ringraziamento per tutto quello che fa la moglie, per i pasti che prepara, per i vestiti che lava, per la casa che pulisce e, soprattutto, per il suo amore, se lui la ringrazia di cuore per tutte queste cose, che atmosfera ci sarà in casa?

Quando si vive così, quanto cambia l’atmosfera in casa? Tantissimo! E cambia in meglio. La famiglia viene trasformata. I rapporto portano gioia.

Cosa ci fa essere riconoscenti?

Spero quindi che stiate vedendo quanto la vita cambia e come cambia in meglio quando siamo veramente riconoscenti.

Però, spesso, non siamo riconoscenti. Perché?

Perché certe persone sono riconoscenti ed altre no?

Qual è la differenza principale che rende una persona riconoscente e l’altra no? Perché il bambino Riccardo non era riconoscente e Pierino lo era?

Chiaramente non l'essere o meno riconoscenti non dipendeva da quello che avevano ricevuto, in quanto Riccardo aveva ricevuto molto di più di Pierino, eppure non era riconoscente. Al contrario, Pierino aveva ricevuto poco ed era molto riconoscente.

Essere riconoscenti NON dipende da quanto si riceve.

Allora da che cosa dipende?

Essere riconoscenti dipende dal fatto di riconoscere che non si merita quanto di buono si riceve.

Il bambino Riccardo credeva dentro di sé di meritare tutto quello che voleva. E perciò, se non poteva avere quello che, secondo lui, era suo diritto avere, si arrabbiava e non era grato per quello che aveva già ricevuto, pur essendo in realtà tanto, perché credeva di non ricevere il giusto.

Al contrario, il bambino Pierino sapeva di non aver fatto nulla per meritare di andare alle giostre. Per lui era un privilegio che non meritava. Perciò era estremamente riconoscente, anche per il poco che aveva ricevuto perché, per lui, anche quel poco era più di quanto meritava.

Vediamo in tutto ciò un principio importante, cioè in questo sta la chiave che determina se una persona sarà riconoscente o no.

Quella persona che crede di meritare quello che riceve, ovvero crede che è suo diritto avere una certa cosa o situazione, non può essere veramente riconoscente quando lo ottiene perché crede che sia suo diritto averlo.

Invece, se qualcuno sa di non meritare certe buone cose, se poi le riceve, sarà facile per lui, quasi automatico, esserne veramente riconoscente.

Per dimostrare questo, pensa a come ti senti quando paghi il pieno prezzo di qualcosa per comprarla. In questo caso non ti senti veramente riconoscente a chi te l’ha venduta perché hai meritato quella cosa pagandone il suo pieno prezzo.

Se invece ti trovi nel grande bisogno di avere qualcosa ma non hai i soldi per poterla comprare e qualcuno te la dà, magari qualcuno che hai anche trattato male, in modo che sai di non meritare alcun bene da quella persona, se tu pensi a quello che ha fatto per te, sarai veramente riconoscente, proprio perché sai di non meritare affatto quel bene.

Cosa meritiamo veramente da Dio

Allora, a questo punto ciò che ci serve è di valutare con serietà, alla luce della verità, quello che meritiamo. La maggior parte delle persone e forse gran parte di noi ha un concetto sbagliato riguardo a cosa si merita. Abbiamo bisogno di riconoscere quello che meritiamo veramente. Infatti, se noi meritiamo quello che abbiamo, allora non serve essere riconoscenti. Se invece non meritiamo quello che abbiamo, allora è stoltezza non essere riconoscenti. Perciò consideriamo seriamente quello che meritiamo davvero.

Tutto viene da Dio

Per capire quello che meritiamo, dobbiamo iniziare capendo da dove viene tutto. La Parola di Dio ci spiega molto chiaramente che Dio è il Creatore di tutto. Egli è il nostro Creatore, ma non solo: Egli ci sostiene e non solo ci ha dato la vita, ma ci tiene in vita. Ogni battito del cuore è un dono di Dio. Ogni respiro viene da Dio.

Tutto ciò che mangiamo, le forze che abbiamo, l'intelligenza che abbiamo, tutto viene da Dio.

Leggo qualche passo dalla Parola di Dio che ci aiuta a capire che tutto quello che siamo e che abbiamo viene da Dio:

“24 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d’uomo, 25 e non è servito dalle mani di uomini come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita, il fiato e ogni cosa;” (Atti 17:24-25 LND).

Dio ci dà la vita, il fiato ed ogni cosa. Leggo altri due passi. Nel primo, i credenti stanno pregando Dio durante una dura prova:

“All’udire ciò, alzarono all’unanimità la voce a Dio e dissero: "Signore, tu sei il Dio che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi,” (Atti 4:24 LND).

Dio è il Creatore di tutto, tutto appartiene a Lui. Nel secondo troviamo invece scritto:

“Non lo sai forse, non l’hai udito? Il DIO di eternità, l’Eterno, il Creatore dei confini della terra, non si affatica e non si stanca, la sua intelligenza è imperscrutabile.” (Isaia 40:28 LND).

Quanto è importante che teniamo ben presente nella nostra mente che tutto ciò che abbiamo di buono e persino la nostra stessa vita viene da Dio. Ogni buon dono viene da Lui, come leggiamo nell'Epistola di Giacomo:

“ogni buona donazione e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre dei lumi, presso il quale non vi è mutamento né ombra di rivolgimento.” (Giacomo 1:17 LND).

Quanto è importante ricordare che tutto quello che abbiamo di buono viene da Dio.

Cosa meritiamo da Dio

Quanto abbiamo detto ci porta allora alla seconda domanda, cioè: che cosa meritiamo noi da Dio?

Prima di considerare la risposta, pensiamo a quello che è il pensiero più diffuso a tale proposito e, forse, anche il nostro pensiero. Valutiamo questa cosa.

Spesso, quando sentiamo di un qualche male che succede ad una certa persona, sentiamo pure commenti del tipo: come mai Dio ha permesso che tale cosa avvenisse a lei, è una donna tanto buona. Oppure: Non è giusto che lui debba soffrire. Ha sempre fatto del bene a tutti.

Ragionate bene riguardo a questo modo di pensare. Che presupposto sta sotto frasi come queste? Se uno dice, o direttamente o indirettamente, che non è giusto che Dio ha permesso tale male a quella persona, cosa sta dicendo per quanto riguarda ciò che la persona meritava da Dio?

Frasi di questo tipo presuppongono che noi meritiamo il bene da Dio.

Spesso crediamo di meritare buone cose da Dio e perciò pensiamo che non sia giusto quando ci arriva invece qualcosa di male. Crediamo di meritare le benedizioni da Dio e non i mali. Ecco perché a noi può sembrare che un male non sia giusto.

Però su quale base crediamo di meritare il bene da Dio? Cosa abbiamo fatto noi da meritare il bene da Dio?

Chi è Dio e qual è il nostro dovere nei suoi riguardi?

Dio è il nostro Creatore, apparteniamo a Lui. Abbiamo già visto che la nostra stessa vita viene da Dio, come tutto quello che siamo e abbiamo. Dio ci sostiene, dipendiamo da Lui per tutto anche se spesso non ci rendiamo conto di tutto questo.

Essendo stati creati da Dio e ricevendo tutto quello che abbiamo da Dio, abbiamo certi doveri nei confronti di Dio, il nostro Creatore.

Come Creatore di tutto, Dio ha stabilito due tipologie di legge. Ha stabilito la Sua legge sulla natura, quelle che noi chiamiamo le leggi naturali e, inoltre, per l'uomo ha stabilito anche la sua legge morale, alla quale ogni persona dovrà rispondere. Un esempio di quest'ultima è rappresentato dai 10 comandamenti.

Essendo Dio il nostro Creatore che ci dà tutto, Dio ci comanda inoltre di glorificarlo come Dio perché è glorioso e di ringraziarlo per tutto, visto che tutto viene da Lui.

Allora, alla luce di questo, qual è la nostra condizione davanti al nostro Creatore? Cosa meritiamo da Lui? Come ci siamo comportati nei suoi confronti?

Permettetemi di farvi qualche domanda.

Diamo noi a Dio la gloria che Egli merita, essendo Lui il glorioso Creatore di tutto? Ringraziamo Dio per tutto, visto che tutto quello che abbiamo viene da Lui come dono? Ubbidiamo assiduamente alla Sua legge, che è la cosa giusta da fare visto che la nostra stessa vita viene da Lui?

La risposta triste è ovvia!

Nessuno di noi può dire di aver sempre ubbidito a tutte le leggi di Dio. Piuttosto, disubbidiamo tutti i giorni, in tanti modi.

Possiamo dire di aver sempre ringraziato Dio per le innumerevole benedizioni che riceviamo da Lui? In realtà, giorno per giorno, pecchiamo contro di Lui non essendo a Lui riconoscenti.

Possiamo dire di aver sempre dato a Dio la gloria e l’onore che Egli merita? No! Infatti, di solito, cerchiamo gloria per noi stessi anziché per Dio. Facendo così, stiamo rubando gloria che appartiene a Dio. Anche in questo offendiamo Dio!

La nostra condizione

Amici, la verità è che nei confronti di Dio siamo grandemente colpevoli. Siamo disubbidienti, abbiamo peccato ripetutamente contro Dio.

Secondo la legge perfetta di Dio, chiunque disubbidisce a Dio, anche poche volte, è colpevole e quindi non merita nulla di buono da Lui.

Anzi, vi leggo quello che è il salario, ovvero ciò che merita, chiunque pecca contro Dio:

“Infatti il salario del peccato è la morte....” (Romani 6:23 LND).

Ognuno di noi, ogni persona nel mondo, ha peccato contro Dio ogni giorno della sua vita, sia in quello che fa di sbagliato, sia in quello che non fa e che avrebbe invece dovuto fare.

Perciò, essendo tutti colpevoli, non solo non meritiamo nulla di buono da Dio, ma meritiamo il male. Eppure quanto bene abbiamo ricevuto!

Voglio ripetere questo concetto perché esso è fondamentale per capire la vita correttamente. Per natura noi meritiamo solamente il male da Dio. Non meritiamo alcun bene.

Perciò, alla luce di questo, la domanda giusta non è perché Dio ha permesso questo o quel male nella vita di qualcuno, piuttosto, la domanda giusta sarebbe: “Come mai Dio ci ha benedetto così tanto nonostante tutti i nostri peccati?”

Inoltre, riconoscendo che non meritiamo nulla del bene che riceviamo, dovremmo veramente abbondare nel ringraziamento a Dio ogni giorno della nostra vita per tutto il bene che Egli ci dà, ricordando inoltre che Dio non ci punisce in questa vita per tutti i nostri peccati ma che è paziente fino al giorno del Giudizio, lasciandoci tempo ora di ravvederci per ricevere da Lui il perdono.

Alla luce di tutto questo, quando pensiamo all'importanza di essere riconoscenti gli uni verso gli altri nei nostri rapporti, affinché tali rapporti siano davvero più benedetti e gioiosi, dobbiamo capire che non è possibile essere veramente riconoscenti agli altri, da cui riceviamo relativamente poco, se non siamo anzitutto riconoscenti a Dio, da cui, in realtà, riceviamo tutto.

Infatti, la chiave per essere riconoscenti agli altri è di essere riconoscenti a Dio. Quando saremo veramente riconoscenti a Dio, saremo veramente riconoscenti anche agli altri e avremo la gioia e le benedizioni nei nostri rapporti di cui abbiamo parlato all'inizio.

Se tu vuoi rapporti benedetti devi essere riconoscente a Dio. Tutto quello che abbiamo di buono viene da Lui, perfino la vita.

Inoltre Dio ci comanda di essere riconoscenti. Vi leggo qualche brano dalle Scritture in cui troviamo questo comandamento:

in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. (1Tessalonicesi 5:18).
ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; (Efesini 5:20).
Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. (Filippesi 4:6).
Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui. (Colossesi 3:17).
Entrate nelle sue porte con ringraziamento, nei suoi cortili con lode; celebratelo, benedite il suo nome. (Salmi 100:4).

Dio ci comanda di ringraziarLo per tutto.

Non ringraziare Dio è vera stoltezza perché Egli è la fonte di ogni benedizione che abbiamo. Anzi, prima di ringraziarlo, abbiamo bisogno di chiederGli perdono per tutte le volte che non lo abbiamo ringraziato.

Per iniziare veramente a ringraziare Dio, un buon punto di partenza è di farlo ad ogni pasto per il cibo che ci offre, non in modo meccanico, ma ringraziandolo di cuore, con parole nostre.

È anche giusto ringraziare Dio per tutte le altre benedizioni, ricordando sempre che non meritiamo la Sua immensa bontà.

Essere riconoscenti anche agli altri

Torniamo ora ai nostri rapporti con gli altri.

Come ho già menzionato, spesso Dio ci cura tramite gli altri.

Quando iniziamo ad avere un cuore riconoscente verso Dio, diventerà molto più facile e naturale essere riconoscenti anche verso gli altri intorno a noi. Quando mi rendo conto che non merito nulla da Dio, sarà facile rendermi conto che ricevo molto dagli altri che non merito. Perciò posso essere veramente riconoscente anche a loro.

Quando tu riconosci che non meriti nulla di buono da Dio e che ricevi molto dagli altri che non meriti, allora la tua vita sarà trasformata. Potrai apprezzare il bene che ricevi e potrai accettare il male che Dio permette per portare avanti il Suo piano perfetto. Avrai molta più gioia perché riconoscerai le benedizioni che ricevi dalle persone intorno a te. Il tuo cuore sarà molto più gioioso.

Inoltre, vivendo così, tu diventerai un motivo di gioia per le persone intorno a te perché ti comporterai diversamente nei loro confronti. Così come per noi è bello quando gli altri sono veramente riconoscenti nei nostri confronti, allo stesso modo è anche bello per gli altri quando noi siamo veramente riconoscenti nei loro confronti.

Quando tu inizi a vivere così, sarai un fonte di gioia per gli altri e tu stesso avrai molta più gioia. Vivere così aiuta tanto a migliorare i tuoi rapporti.

Questo vale sia per i tuoi rapporti in casa che con altre persone al di fuori della tua famiglia.

Se tu vuoi rapporti benedetti, devi abbondare nel ringraziamento.

Applicazione

Finora abbiamo parlato maggiormente di principi. Abbiamo visto che dobbiamo essere riconoscenti a Dio e dobbiamo essere riconoscenti gli uni verso gli altri.

Ora vi do qualche esempio a livello pratico di come possiamo vivere così. Parlo del nostro rapporto, prima con Dio e poi con gli altri.

nel rapporto con Dio

Per quanto riguarda il nostro rapporto con Dio, dobbiamo imparare ad essere molto più coscienti del fatto che quello che abbiamo viene da Dio. Il fatto che tu sai intellettualmente che ogni cosa che hai viene da Dio, non vuol dire che sarai riconoscente. Devi proprio pensare a questa verità. Perciò, hai bisogno di ricordarti, giorno per giorno, che quello che hai viene veramente da Dio. Hai bisogno di ricordarti, tramite la lettura della Parola di Dio, che non meriti alcun bene da Dio e, perciò, il bene che ricevi è veramente una grazia di Dio.

Poi, quando arrivano dei mali, bisogna che ricordi che non è mai il male che meriti alla luce dei tuoi innumerevoli peccati contro Dio. E comunque, in questa vita, ci sono anche tanti beni.

Solo ricordando queste verità tutti i giorni puoi veramente abbondare nel ringraziamento come Dio ci chiama a fare. Perciò hai bisogno di leggere la Parola di Dio e di parlare di queste cose con le persone intorno a te affinché riconoscano le stesse verità. Questo sarà l'inizio di una vita trasformata.

C'è un' altra cosa da tenere bene a mente: devi ricordare attivamente, finché sarai su questa terra, che questa vita passerà e, quando finirà, ti troverai davanti a Dio dove sarai giudicato per ogni tua parola, ogni tua azione, ogni tuo pensiero. Hai bisogno di avere il perdono per mezzo di Gesù Cristo. Chi ha il perdono, ha il motivo più grande di tutti per il quale ringraziare Dio.

Allora potrai abbondare nel ringraziamento ogni giorno.

nel rapporto con gli altri

Per quanto riguarda i tuoi rapporti con gli altri, hai bisogno di ricordare che non meriti il bene che gli altri fanno per te perché, in realtà, esso viene da Dio tramite loro.

Perciò, mi rivolgo a te, o marito: è vero che Dio insegna che la moglie, fra le altre cose, dovrebbe curare la casa e preparare i pasti. Però questo non avviene perché il marito lo merita e pertanto, quando tua moglie ti cura, dovresti riconoscere che lei si è impegnata per te e dovresti esserle grato. La cosa importante è riconoscere quello che gli altri fanno per noi per poter abbondare nel ringraziamento. Quanto cambia un matrimonio quando entrambi riconoscono tutto quello che il coniuge fa per l'altro coniuge. Solo se riconosci che non meriti quello che ricevi dall’altra persona puoi veramente godere il tuo rapporto a fondo.

Poi, per quanto riguarda voi genitori che avete dei figli in casa, ho questo da dirvi: una grande mancanza in tante famiglie è che i genitori non insegnano ai figli ad essere riconoscenti. Di natura, i figli sono egoisti, non riconoscenti. Infatti, chi ha provato sa che ci vuole molto impegno per insegnare ad un figlio ad essere veramente riconoscente e non solo a dire grazie. Voi genitori avete la responsabilità, da parte di Dio, di insegnare ai vostri figli ad essere riconoscenti. Questo è un grande lavoro che bisogna iniziare a fare mentre il figlio è giovane. Vi do qualche consiglio adesso e ve ne darò altri quando arriveremo alla lezione sul come fare i genitori.

Prima di tutto non dovete sempre dare a vostro figlio tutto quello che egli vi chiede. Diversamente egli crederà che basta dire che vuole qualcosa e automaticamente gli sarà data. Un figlio ha bisogno di capire che non si può avere tutto nella vita, anzi, ci sono tante cose che non si possono avere. Capire questo aiuterà il figlio a capire che non merita quello che riceve e così potrà essere riconoscente.

Poi, come spiegherò quando parleremo delle finanze, è buono per il figlio avere vere responsabilità in casa. In questo modo egli può iniziare a capire cosa vuol dire lavorare e, così, può riconoscere e apprezzare i lavori che gli altri in famiglia fanno. E' bene iniziare ad insegnare queste cose già quando i figli hanno due o tre anni.

Esempio pratico

Vi do qualche esempio pratico su come aiutare un figlio ad essere riconoscente:

1) per prima cosa, i figli devono vedere che i genitori sono veramente riconoscenti a Dio. Non bastano le parole, i figli devono vedere, giorno dopo giorno, che i genitori sono veramente riconoscenti a Dio. Vedranno questo nel modo secondo il quale i genitori parlano e agiscono;

2) poi, i figli devono vedere che i genitori sono veramente riconoscenti l’uno verso altro. I figli vedono subito quando qualcosa è finta o quando è sincera. Perciò essi devono vedere che i genitori sono veramente riconoscenti l’uno verso l’altro. Anche questa cosa è essenziale per aiutare il figlio a diventare veramente riconoscente.

3) È anche importante che i genitori siano riconoscenti al figlio per quello che il figlio fa per la famiglia. Sarebbe molto sbagliato pretendere che lui sia riconoscente verso gli altri se il genitore non è riconoscente verso di lui. Chiaramente, egli deve fare determinate cose per la famiglia, in modo tale che si possa essere riconoscenti verso di lui.

4) Infine, con molto impegno, bisogna aiutare il figlio a capire che non merita il bene che riceve, né da voi, né da Dio. Questo non è un insegnamento che si trasmette una volta per sempre, ma è una verità di cui si deve parlare volta dopo volta dopo volta.

A livello pratico, vi do un suggerimento che altri hanno trovato utile:è molto positivo pregare con un figlio prima che vada a letto, non solo quando è piccolo ma finché vive con voi. Nella tua preghiera con tuo figlio è importante che egli ti senta ringraziare Dio specificamente per le tante benedizioni che Egli ti ha elargito durante tutta la giornata. In più, dovrebbe sentirti ringraziare Dio per certe benedizioni che Egli ti ha dato tramite il tuo coniuge.

Ecco un esempio di preghiera che il padre potrebbe fare in base a quanto finora ho detto:

O Signore, grazie per il lavoro che la mamma ha oggi svolto! Grazie che lei si è impegnata per farci una buona cena. Grazie che ci ha fatto il bucato affinché avessimo vestiti puliti. Oltre al suo lavoro, grazie per il suo atteggiamento, perché ha fatto tutto questo con amore. Grazie poi per il lavoro che mi hai dato e la salute che mi permette di lavorare in modo che non mi manchino i soldi che ci servono per vivere. Tante persone o non hanno buona salute o non hanno un lavoro. Grazie della nostra Chiesa, tramite la quale ci aiuti a crescere e a conoscerTi di più. Grazie tante per i figli che ci hai dato da amare e da curare. Sopra ogni altra cosa, o Signore, più di tutte queste benedizioni, grazie per Gesù Cristo che è la nostra salvezza. È in lui che io e la mamma abbiamo il perdono per i nostri peccati. Grazie per Gesù Cristo!

È utile se i genitori possono pregare con il figlio a turno, per esempio il padre una sera e la mamma quella successiva. Così facendo, il figlio vedrà in entrambi un chiaro esempio di cosa vuol dire essere riconoscenti.

Questi sono alcuni pensieri sul come possiamo essere più riconoscenti a Dio e su come possiamo essere più riconoscenti in casa. Quando una persona vive così, la sua vita sarà trasformata.

Conclusione

Prima di concludere devo menzionare qualcosa di molto importante.

Non è possibile essere veramente riconoscenti ad alcune persone e non riconoscenti ad altre. O sei riconoscente o non sei riconoscente. Essere riconoscente non riguarda il rapporto con la persona, riguarda il tuo cuore.

Se tu sei veramente riconoscente, sarai riconoscente in tutti i tuoi rapporti. Se invece tu credi di essere riconoscente solo in certi rapporti, allora non sei veramente riconoscente di cuore. Se non sei veramente riconoscente, perderai le benedizioni che arrivano a chi è veramente riconoscente. Mancherai di avere gioia nei tuoi rapporti.

Ricordati che Dio non ci consiglia di essere riconoscenti, piuttosto ci comanda di essere riconoscenti. Perciò non essere riconoscente è un grave peccato.

Però essere riconoscente non è solo un comandamento, è un privilegio. È un privilegio che ci fa riconoscere molto di più le benedizioni che abbiamo da Dio e anche dagli altri, il che ci porta ad avere un cuore pieno di gioia.

Infatti c'è uno stretto legame fra l' essere riconoscente ed avere gioia. Possiamo dire che, chi non è riconoscente, non avrà vera gioia. Al contrario, chi è veramente riconoscente non può non avere gioia, ovvero avrà vera gioia sicuramente. Avrà vera gioia perché riconoscerà quanto è benedetto.

Quindi, se tu vuoi essere benedetto nei tuoi rapporti con gli altri, hai bisogno di renderti conto che non meriti alcun bene da Dio e, perciò, tutto il bene che hai, e ognuno di noi ne ha tanto, è un dono che tu non meriti, un dono della grazia di Dio e per questo dovresti abbondare nel ringraziamento.

Invito ciascuno di voi a meditare di più su quello che meritiamo da Dio in confronto con quanto da Lui riceviamo, in modo che possiamo essere grandemente riconoscenti a Dio e agli altri. Vivendo così, la nostra vita traboccherà della gioia che viene da Dio solo.

Se tu non sei stato riconoscente come dovresti, ti invito anche a chiedere perdono a Dio e alle persone più vicine a te.

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