un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

Per stampare questo sermone, suggeriamo che torni in dietro e scegli la versione PDF, che è già impaginata da stampare.

Si usa Ctrl +   e  Ctrl -  per cambiare la grandezza dei caratteri

email questo link

Il Buon Samaritano: lezioni per noi

Sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 20 giugno, 2010 ---- cmd na -----
Parole chiave: buon Samaritano, la cura di Gesù per noi, la nostra responsabilità per gli altri. Il ruolo della Chiesa.

Oggi vorrei considerare una parabola molto conosciuta, quella del Buon Samaritano, però la vorrei analizzare da una prospettiva leggermente diversa dal consueto. Leggiamo insieme Luca 10:29-35: Gesù aveva appena dichiarato qual è il più grande comandamento e poi che il secondo è di amare il prossimo come amiamo noi stessi. Un uomo chiede a Gesù chi è il prossimo e la parabola è la risposta di Gesù alla domanda di quell'uomo. Leggo da Luca 10:29:

“29 Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è il mio prossimo?". 30 Gesù allora rispose e disse: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei ladroni i quali, dopo averlo spogliato e coperto di ferite, se ne andarono lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada e, veduto quell’uomo, passò oltre, dall’altra parte. 32 Similmente anche un levita si trovò a passare da quel luogo, lo vide e passò oltre, dall’altra parte. 33 Ma un Samaritano che era in viaggio, passò accanto a lui, lo vide e ne ebbe compassione. 34 E, accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35 E il giorno dopo, prima di partire, prese due denari, e li diede al locandiere, dicendogli: "Prenditi cura di lui e tutto quello che spenderai in più, te lo renderò al mio ritorno".” (Luca 10:29-35 LND).

Consideriamo il buon samaritano. Tu hai mai visto una situazione simile a questa, una situazione in cui c'era qualcuno talmente ferito che era come morto, qualcuno che non poteva fare nulla, che era disperatamente bisognoso di aiuto e poi è arrivato un uomo che, a grande costo, mettendosi a rischio, lo ha soccorso fasciando le sue ferite, curandolo e poi pagando le spese per ulteriori cure?

Hai mai visto una situazione così? Io sì. Anzi, non ho solo visto una situazione così, ma l'ho proprio vissuta! È successo a me. IO ero quell'uomo, distrutto, ferito, lacerato ed era impossibile per me curare me stesso. Ero là, senza speranza e la gente mi passava accanto senza fermarsi.

Poi, Uno si è fermato per aiutarmi. Costui era Gesù Cristo! Egli mi ha soccorso, Egli mi ha curato e poi mi ha incaricato di curarmi di altri, pagando LUI le spese.

Quando Dio apre gli occhi ad una persona, quella persona comincia a riconoscere il proprio peccato. In realtà tante persone sanno di peccare e di aver peccato, però non è un peso per loro il farlo e l'averlo fatto. Ma quando Gesù apre gli occhi, la persona non solo comincia a riconoscere il suo peccato, ma realizza pure che il suo peccato è un male attaccato alla sua anima come bitume attaccato alla pelle che brucia e non lo si può tirare via. Quando Gesù apre gli occhi di una persona, il peccato le diventa un peso sulla coscienza che rende impossibile avere pace, diventa un peso da cui non si può scappare, né giorno né notte.

È come leggiamo nel Salmo 32:3,4, dove Davide parla di quel periodo in cui era afflitto dal suo peccato prima di averlo confessato per ottenere il perdono. Ve lo leggo:

“3 Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano tra i gemiti che facevo tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all’arsura d’estate.” (Salmo 32:3-4).

Quando uno si trova in quella condizione, vuole fuggire ma non sa dove. Ogni vero credente ha passato quella situazione. In effetti, varia da credente a credente quanto si sente questo peso, ma ogni vero credente ha sentito il peso del proprio peccato. Ogni vero credente si è trovato ferito, sanguinante, senza forza e morente, senza la capacità di aiutare se stesso e senza alcun amico che poteva dargli il soccorso di cui aveva bisogno.

In quella condizione, al momento opportuno, è arrivato Gesù Cristo! Mi ricordo quando è arrivato da me. Egli è arrivato con grande tenerezza e compassione. È arrivato proprio da me, si è fermato quando mi ha visto, è venuto e si è piegato sopra di me, mi ha detto di confidare in Lui e che Lui poteva curarmi e salvarmi.

Ho creduto in Gesù. Che cosa potevo fare io di meglio per cercare di salvarmi se non che confidare in Lui?

Egli ha guardato le mie ferite, le ha lavate, ha versato sopra l'olio e il vino, le ha fasciate. Nessun dottore ha mai fatto un lavoro come lo ha fatto Gesù. Il Suo tocco mi ha vivificato. Con ogni Suo tocco, con ogni Sua cura, i miei occhi sono stati aperti per riconoscere che ero rinato, che ero davvero una nuova creatura, che ero passato dalla morte alla vita!

Sono stato soccorso dal vero Buon Samaritano! Il mio cuore era pieno di gioia e lo è tuttora! Gesù Cristo mi aveva salvato! Egli ha trasformato il mio cuore, cambiando il mio cuore afflitto con un cuore ricolmo di vera gioia. Egli ha sciolto il mio cilicio e mi ha rivestito di gioia. Ha tolto le ceneri del cordoglio dalla mia testa e mi ha messo una corona di gioia ed una speranza viva. Gesù ha fatto tutto. Gesù si è preso cura di me.

Se tu sei un vero credente, ti rendi conto che Gesù ha fatto la stessa cosa con te? Pensi spesso a quanto la tua condizione era pietosa e alla grande misericordia e all'amore di Gesù nei tuoi confronti? Pensi al fatto che Gesù Cristo, il Signore dell'Universo, è venuto a soccorrere proprio te? Quanto è importante che pensiamo spesso a queste realtà!

Però, Gesù non solo mi ha curato in quel momento, ma continua a curarmi giorno dopo giorno, anno dopo anno, anche nei momenti più difficili e dolorosi. Lui è stato sveglio con me nelle lunghe notti quando io ero pieno di paure e di preoccupazioni. Al mattino, Egli ha messo pensieri incoraggianti nella mia mente. Mi ha chiamato indietro, volta dopo volta, quando sono andato verso il peccato e tante volte mi ha protetto da peccati che, agendo per conto mio, avrei commesso.

Sì, Gesù mi ha salvato e mi ha curato! Ed Egli mi ha dato l'incarico di curare altri. Infatti, avendo ricevuto così tanto da Cristo, Egli mi chiama a vivere per curare gli altri.

Ma non è solo a me che dà questo incarico. Tu, o credente, riconosci che hai a tua volta questo incarico? Visto che tu eri là per la strada senza speranza alcuna quando Gesù è venuto e ti ha salvato, ti ha curato e ti cura tuttora, anche tu hai la responsabilità di curare gli altri. Riconosci questo?

Allora, riassumendo questo punto, dobbiamo riconoscere che quando pensiamo all'esempio del buon samaritano, noi siamo stati tutti quell'uomo ferito e Gesù Cristo è venuto a curarci. È venuto a grande costo, quello della Sua vita, e con grandi sacrifici ci ha curati, ci ha curati con una cura perfetta ed Egli ci cura tuttora costantemente.

Il comandamento di Gesù

Ora, tenendo in mente che, in un certo senso, Gesù Cristo è il vero Buon Samaritano, consideriamo il Suo comandamento al locandiere, cioè al padrone della locanda dove ha lasciato l'uomo ferito. Orbene, noi che siamo stati curati, noi che facciamo parte della Chiesa di Gesù Cristo, noi siamo quel locandiere. Leggo ancora Luca 10:34,35:

“34 E, accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35 E il giorno dopo, prima di partire, prese due denari, e li diede al locandiere, dicendogli: "Prenditi cura di lui e tutto quello che spenderai in più, te lo renderò al mio ritorno".” (Luca 10:34-35 LND).

Il samaritano doveva proseguire con il suo viaggio e perciò ha lasciato un ordine al locandiere dicendogli: "prenditi cura di lui".

Dobbiamo capire che la Chiesa è la locanda e noi credenti siamo il locandiere. Il nostro ruolo nel mondo è quello di curare le anime ferite che Gesù ci porta. La Chiesa esiste nel mondo per curare le anime. Dobbiamo capire e ricordare questa verità. La Chiesa esiste per curare le anime! Questo è il nostro incarico!

Spero che ognuno di voi che è stato salvato abbia riconosciuto che Gesù ti ha curato. Ora prego che ognuno riconosca la voce di Gesù in questa parabola, voce che sta dicendo a me e a te: “tu, o credente, prenditi cura degli altri”.

Brani che parlano di questo argomento

Tanti brani ci aiutano a capire che il nostro ruolo è quello di raggiungere coloro che sono perduti nelle tenebre, perduti proprio come eravamo noi, e di essere usati da Cristo per portarli alla luce.

Vediamo questo insegnamento in tante forme. Per esempio, c'è il comandamento di Cristo in Matteo 5:14-16. Ve lo leggo:

“14 Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. 15 Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli".” (Matteo 5:14-16 LND).

Il nostro ruolo nel mondo è quello di essere luce, il che comprende il trovare coloro che sono abbattuti dal peccato, coloro che vivono nelle tenebre, e portarli alla luce.

In Romani 15 c'è un comandamento che parla di quello che devono fare i forti, cioè coloro che sono già stati curati da Cristo e sono forti:

“Or noi, che siamo forti, dobbiamo sopportare le debolezze dei deboli e non compiacere a noi stessi.” (Romani 15:1 LND).

Applicando questa direttiva alla parabola del Buon Samaritano, vediamo che il buon samaritano era forte, mentre l'uomo ferito era debole. Il buon samaritano non ha cercato di piacere a se stesso, ma piuttosto si è adoperato per il bene dell'uomo debole. Dio ci comanda di fare così. La Chiesa è un luogo di rifugio e ristoro, un luogo di salvezza. Tu, o credente, stai vivendo per svolgere questo ruolo?

Dobbiamo ricordare che la vera schiavitù, la vera infermità, è quella del peccato. Solo il Vangelo può salvare. Cristo ci comanda di proclamare il Vangelo ad ogni persona. Leggo Marco 16:15:

“Poi disse loro: "Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura;” (Marco 16:15 LND).

Dobbiamo tutti proclamare il Vangelo. Per quanto riguarda la cura dei feriti, gli anziani hanno un ruolo particolare in questo ministero. Vi leggo da Atti 20:28 le parole dell'apostolo Paolo agli anziani che si trovavano nella chiesa di Efeso:

“Badate dunque a voi stessi e a tutto il gregge in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata col proprio sangue” (Atti 20:28 LND).

Troviamo un'esortazione simile in 1Pietro, in cui Pietro esorta gli anziani a pascere il gregge di Dio, cioè la Chiesa:.

“1 Esorto gli anziani che sono fra voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sono anche partecipe della gloria che dev’essere rivelata: 2 pascete il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, non per avidità di guadagno ma di buona volontà,” (1Pietro 5:1-2 LND).

Pascere è una parola che comprende tanti tipi di cura, compresa la cura che il buon samaritano ha dato all'uomo ferito. Questa è la responsabilità della Chiesa, guidata dagli anziani della stessa.

Un altro brano che ci aiuta a capire che dobbiamo svolgere l'opera che ha svolto il buon samaritano è 1Tessalonicesi 5:14. Ve lo leggo:

“Ora, fratelli, vi esortiamo ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli e ad essere pazienti verso tutti.” (1Tessalonicesi 5:14).

In questo brano vediamo che ci sono quelle pecore, ovvero quei credenti, che stanno male, qui descritti come gli scoraggiati e i deboli. Il nostro dovere è dunque quello di andare accanto a costoro per curarli.

Poco tempo fa abbiamo studiato Efesini 4 ed abbiamo visto che è responsabilità di ogni membro della Chiesa lo svolgere il ministero che porta all'edificazione di tutti. Questo ministero comprende il trovare le persone ferite dal peccato e soccorrerle. Leggo Efesini 4:11-15:

“11 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo 14 affinché non siamo più bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, 15 ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.” (Efesini 4:11-15 LND).

Ogni credente ha una parte nel ministero della Chiesa. Gesù Cristo ha lasciato la Chiesa nel mondo per compiere quello che Egli faceva mentre era sulla terra.

È nostra responsabilità trovare coloro che giacciono nelle tenebre, coloro che sono stati abbattuti dal peccato, coloro che sono feriti e bisognosi di aiuto proprio come eravamo noi. Noi dobbiamo fasciare le loro ferite e portare costoro dove possono essere curati, cioè nella Chiesa, che è lo strumento tramite il quale Cristo cura le persone.

Gli anziani hanno un ruolo principale in alcuni aspetti di questa cura, ma servono tutti i credenti per svolgere il ministero. Perciò la responsabilità di curare coloro che troviamo per la via mentre camminiamo in questa vita è di tutta la Chiesa. È anche la TUA responsabilità, o credente!

Io come pastore riconosco questa mia responsabilità e ringrazio Dio per alcuni credenti che vedo avere molto a cuore questo comandamento. Però, alcuni di voi probabilmente non pensano tanto a curare le persone abbattute dal peccato e prego per costoro che possiate avere molto più a cuore il bene degli altri, così come Cristo lo ha per noi tutti.

Ci sono tante persone intorno a noi con ferite causate dal peccato. Spesso queste ferite non vengono guarite facilmente. Possono sembrare guarite e poi di nuovo cominceranno a sanguinare. La vera cura non è qualcosa che dura solo pochi giorni o poche settimane, ma va avanti negli anni. E poi ci saranno sempre nuove persone da curare se stiamo veramente vivendo come Chiesa.

Come curare le persone

Consideriamo alcuni dei tipi di persone che dobbiamo curare. Certe persone hanno bisogno di più cura di altre.

Per esempio, ci sono coloro che hanno ferite gravi, causate da peccati passati. Questi peccati possono lasciare cicatrici che durano per tutta la vita. Senza una cura profonda, spesso non guariscono mai in questa vita. Solamente con una buona cura, una cura come quella che ha prestato il buon samaritano, possono guarire da queste ferite. Queste persone resteranno afflitte dalle tenebre finché non verranno curate con un adeguato insegnamento e la necessaria consolazione da coloro che stanno meglio. Perciò esortò ciascuno di voi ad essere quel buon samaritano che dà questa cura a questo tipo di persone.

Poi ci sono coloro che sono deboli di natura. Quando uno è percosso, ferito e lasciato come morto, sarà molto debole. Tocca a noi curare queste persone. Se ricordate il libro “il Pellegrinaggio del Cristiano”, dobbiamo avere gli occhi aperti per coloro che hanno poca fede, per quelle persone che hanno timore, per quelle che hanno la mente debole e che non afferrano facilmente le verità di Dio. Dobbiamo riconoscere tali persone e impegnarci ad aiutarle.

Non dobbiamo mai disprezzare le persone che stanno spesso male. Non dobbiamo cercare la comunione solo con le persone con cui stiamo bene e così, indirettamente, evitare di curare le persone deboli. Piuttosto dobbiamo scegliere di passare del tempo con le persone con bisogni spirituali, parlare con loro e fasciare le ossa rotte; dobbiamo provvedere una buona cura per loro e il cibo spirituale giusto per la loro condizione.

Un buon metro per valutare se stai vivendo il ruolo che Dio ti ha dato è di valutare se dai più cura alla tua casa e al tuo giardino di quanto ne dai alle persone deboli intorno a te.

Ricordatevi che Gesù Cristo ci ha lasciato un comandamento, così come ha fatto con il locandiere: “prenditi cura di lui”.

Quando le ferite sono state guarite, quando colui che era debole è stato rafforzato, quando la fame è stata saziata, allora chi è un locandiere per Cristo scoprirà che quello che prima stava così male, ma ora sta molto meglio, ancora non è ben vestito. Ricordate che, nella parabola, l'uomo era stato spogliato dai ladri. Perciò, dopo che guarisce, ha ancora bisogno di vestiti.

Chiaramente, anche se quell'uomo era completamente guarito dalle ferite, non poteva partire senza vestiti. Se il locandiere gli avesse detto: “ora tu sei guarito, ora puoi camminare, perciò, adesso, puoi andare.”, come avrebbe ovviamente risposto quell'uomo? Sicuramente avrebbe detto al locandiere: “come posso andare? Non ho più i miei vestiti.” A quel punto, il locandiere avrebbe dovuto ricordare le parole di Gesù Cristo che lo invitavano a prendersi cura di lui. La cura comprende anche rivestire quell'uomo e provvedere ai suoi bisogni in modo da fargli riprendere bene il cammino.

Perciò impegniamoci, per quanto è possibile, a rivestire ogni persona convertita con i vestiti della salvezza. Dobbiamo prendere tempo per insegnare, istruire e confortare coloro che vengono da noi senza i vestiti spirituali che servono. Impegnatevi a curare queste persone, una cura che comprende anche provvedere vestiti spirituali per loro. Impegniamoci a vestire ogni anima salvata con le vesti della salvezza! Impegniamoci ad insegnare e ad addestrare coloro che sono stati abbattuti, affinché possano uscire con le vesti di gioia, di conforto e di forza, per riprendere il loro pellegrinaggio verso la nuova Gerusalemme con i vestiti adatti. In ogni cosa dobbiamo impegnarci a dare a ciascuno gli attrezzi che servono nel suo pellegrinaggio in attesa di Cristo.

Però non basta agire così. Le persone che abbiamo aiutato possono dirci, così come l'uomo ferito nella parabola del buon samaritano: “mi metto in cammino verso il cielo e ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me. Ma quando ero partito, avevo cibo nel mio zaino e soldi nella mia tasca per pagare le spese del viaggio. Ora, dopo che i ladri mi hanno derubato, mi trovo senza un soldo.”.

Quando questo succede, ricordatevi delle parole che il buon samaritano disse al locandiere. Gli ha detto di prendersi cura dell'uomo.

Visto che Gesù Cristo è estremamente generoso, dobbiamo capire queste parole non nel senso più stretto, ma nel senso più largo, in modo da rispecchiare la generosità di Gesù Cristo e la Sua cura di noi. Perciò, in un caso così, sarebbe cosa buona dare a quella persona tutte le ricchezze spirituali necessarie di cui ha bisogno per prepararla al camino. Sarebbe come dire: “ecco, ecco dei soldi che serviranno per tutti i tuoi bisogni nel tuo cammino.”. Dobbiamo fare questo con le ricchezze spirituali.

Non dobbiamo mai smettere di curare un'anima finché questa non arriva sana e salva sulla riva del fiume che deve attraversare per entrare in cielo. Dobbiamo tutti curare gli uni gli altri, ma soprattutto coloro che sono forti devono curare i deboli. Ci saranno coloro che avranno bisogno di cura per tutto il cammino verso il cielo.

Come ogni pastore, ho la chiamata di curare le anime, indicando loro la via che porta al cielo e aiutandole a camminare in quella via. Ringrazio Dio che lo Spirito Santo è attivo perché io da solo non posso compiere nulla. Però Dio è al lavoro e realizza cose straordinarie tramite vasi deboli come noi.

Però io non posso fare tutto. E non è mia responsabilità fare tutto. Noi siamo la Chiesa e noi, come Chiesa, abbiamo la responsabilità di soccorrere le persone nel loro cammino verso il cielo.

Desidero che ciascuno di voi possa avere la gioia di essere un valido strumento nelle mani di Dio per la cura di quelle anime che, prima, come ciascuno di noi, erano là per strada, spiritualmente morte, ferite dal peccato, senza la capacità di curare se stesse. O che possiamo avere la gioia di vedere Dio curare queste persone tramite noi che siamo più forti, ricordando che noi siamo stati curati e siamo curati tuttora! Poi, insieme, possiamo camminare con ancora maggiore gioia verso il cielo.

La provvisione del Signore

Quando consideriamo questa parabola, è importante notare, pensando a Gesù Cristo, che Egli ha provveduto per la cura dell'uomo anche dopo la Sua partenza. Nella parabola leggiamo che il buon samaritano ha preso due denari e li ha dati al locandiere per la cura di quell'uomo.

Ricordati che due denari rappresentava una somma notevole a quel tempo E sarebbero dunque stati sufficienti per vari giorni di cura in quella locanda. Anche noi abbiamo ricevuto da Gesù Cristo una notevole somma per curare gli altri. Egli ha dato a noi la Sua grazia in abbondanza e dobbiamo usarla per curare gli altri.

Quando proclamiamo la Parola di Dio è come se mettessimo olio nella ferita. È un immenso aiuto per i feriti, per i malati, per gli stanchi. Un altro modo di rafforzare i deboli in mezzo a noi è di distribuire letteratura cristiana. Parlare delle cose di Dio, pregare insieme con altri, portarli per mano finché non imparano da soli a servire il Signore sono tutti mezzi che possiamo usare per curare i feriti e provvedere alle loro necessità spirituali.

Come Chiesa, Dio ci ha dato il battesimo e soprattutto la cena del Signore, cose che pratichiamo ogni settimana, le quali, alla luce della parabola del buon samaritano, possiamo immaginare essere come i soldi necessari per curare coloro che Egli ci porta.

Nella parabola, il buon samaritano disse al locandiere di usare i soldi che gli aveva lasciato per provvedere alle cure dell'uomo bisognoso che gli aveva condotto nella locanda. Similmente, Gesù ci dà mezzi, come la Parola, la preghiera, una parola di incoraggiamento, un aiuto pratico, l'insegnamento, l'esortazione e la consolazione, per curare coloro che sono feriti e deboli.

Un'altra moneta molto importante che Cristo ci ha dato è la comunione cristiana. Un vero credente sa che una delle cose più belle di questa vita è di parlare insieme con altri credenti delle cose di Dio. Nello stesso modo in cui il commercio fra stati arricchisce gli stati che lo praticano, anche i credenti sono grandemente arricchiti dalla reciproca comunione. Come gli stati scambiano merce, così i credenti si scambiano le verità di Dio, parlando gli uni con gli altri delle cose del regno di Dio. Cristo, il nostro Salvatore, ci ha dato la comunione come i due denari per curare coloro che Egli ha lasciato alle nostre cure. Non solo ci ha dato un incarico, ma ci ha dato pure dei mezzi in abbondanza per coprire le spese che dovremo sostenere per le cure. E grazie a Lui che non abbiamo ancora esaurito tutto quello che Egli ci ha dato!

Casi speciali

È importante capire che ci sono casi speciali, ovvero ci sono certe persone per le quali le spese, per modo di dire, possono essere molto più gravose del solito. In questi casi, il nostro Signore ci dice proprio come leggiamo nella parabola: “ecco, qui ci sono due denari, ma se ci sono altre spese da sostenere, spendi tutto ciò che serve ed io te lo renderò quando ritorno”.

Ci saranno persone che avranno maggiore bisogno di insegnamento, maggiore bisogno di cure e maggiore bisogno di tempo. Vi spiego chi sono alcune di queste persone.

Alcune di esse sono persone che sono state ferite più del solito. Forse hanno passato tanti anni nel loro peccato e sentono molto peso per quanto hanno peccato. A volte non si può guarire una persona così con soli (per modo di dire) due denari. In altre parole, i mezzi normali non basteranno nei loro casi così disperati. Non scoraggiarti nel cercare di curare una persona che si trova in questo stato, ma piuttosto impegnati di più e spendi tutto ciò che serve per farlo. Impegnati per la loro cura, facendo più di quanto fai per tutti gli altri che si trovano nella Chiesa.

Ci sono altri che sono più deboli del solito. Per esempio, ci sono certi credenti che hanno molto timore e magari con il giusto soccorso possono stare meglio per un po' di tempo. Eppure, dopo poco tempo sono di nuovo pieni di paure e avranno bisogno di nuovo di una cura tenera e amorevole.

Poi ci sono coloro che hanno grandi difficoltà ad afferrare le verità di Dio. Per loro è difficile comprendere le verità. In casi così, è facile non usare la pazienza dovuta; invece, proprio con queste persone dovremmo spendere ancora di più, al fine di prenderci adeguatamente cura dei loro bisogni particolari. Il vero Buon Samaritano, cioè Colui che ci ha dato queste persone da curare, ci dichiara: “se spendi di più, quando ritorno, ti ripagherò tutto.”. Perciò non dobbiamo essere “tirchi” con coloro che hanno grandi bisogni, per non disubbidire al comandamento del nostro Signore Gesù Cristo.

Infatti, ci vuole indubbiamente molto più impegno per trasmettere le verità e la consolazione che sono necessarie a queste persone. Con persone così, dobbiamo ripetere le verità volta dopo volta dopo volta, proprio come leggiamo in Isaia 28:10:

“Poiché è un precetto su precetto, precetto su precetto, regola su regola, regola su regola, un po’ qui, un po’ là".” (Isaia 28:10 LND).

Aiutare una persona così richiede molta più pazienza, molto più impegno e molto più tempo. Ricordatevi che Gesù Cristo, il vero Buon Samaritano, ha detto di spendere tutto il necessario per curare le persone e che Egli ci pagherà al Suo ritorno.

Un'altra categoria di persone che richiede maggiori cure sono le persone che hanno da affrontare prove più pesanti degli altri. Ci sono persone che vivono in situazioni veramente difficili. Ci sono uomini che hanno mogli che sono un immenso peso. Ci sono donne che hanno mariti che sono veramente terribili. Ci sono giovani che vivono in casa con genitori che sono un bruttissimo esempio per loro. Ci sono persone che hanno situazioni difficili in ogni campo della vita.

Curare persone così richiede molto, ma molto impegno. Non dobbiamo stancarci, non dobbiamo pensare che il costo sia troppo alto. Piuttosto, dobbiamo fornire loro qualunque cura che è necessaria, ricordando che Gesù Cristo ha detto che ci pagherà Lui quando ritornerà.

Infine c'è una categoria di persone che è veramente un peso il curarle. Sono persone che si arrabbiano facilmente, che sono permalose, che sono dure di testa, che hanno un carattere che è molto difficile da sopportare. Ma dobbiamo curare anche loro, finché Gesù non ritornerà. E se ci sembra che i due denari che Gesù ci ha lasciato non bastano, dobbiamo spendere qualunque cifra che serve, ricordando che Gesù ha detto di spendere tutto ciò che serve, il che vuol dire spendere qualunque quantità di tempo e di impegno perché Egli pagherà tutto quando ritornerà.

La ricompensa del Signore

In tutto questo è importante ricordare che ci sarà una ricompensa quando il Signore ritornerà. Nella parabola, il buon samaritano dice al locandiere: “tutto quello che spenderai in più, te lo renderò al mio ritorno.”.

Queste parole vengono dette per ricordarci che Gesù Cristo ritornerà. Egli è in viaggio, è all'opera, e potrebbe tornare in qualunque momento. Quando Egli ritornerà, ci ripagherà. Chiaramente, Egli è fedele da pagare quello che dice pagherà.

Però, se ben ci pensiamo, siamo in realtà noi ad essere debitori nei confronti di Cristo. Quando consideriamo quello che Egli ha fatto per noi, pensando al fatto che Egli è venuto a cercarci, quando consideriamo che tutto quello che abbiamo viene da Lui, quando consideriamo che Egli continua a sostenerci e a curarci, allora cominciamo a riconoscere che noi siamo debitori di Gesù Cristo. Il Suo amore per noi e la Sua cura per noi pagano qualunque cifra che potremmo mai spendere per prenderci cura del Suo popolo. Il Suo infinito amore per noi crea in noi un amore per Lui che paga qualunque cifra che potremmo mai spendere per la Sua gloria.

Perciò, quando Gesù ci dichiara che verrà ancora e che ci renderà tutto quello che abbiamo speso, noi possiamo rispondere: “o Signore, quello che ho speso è già stato pagato dal Tuo amore per me!”. Infatti, noi siamo talmente debitori nei confronti di Cristo che è impossibile che potremmo mai spendere più di quanto noi riceviamo da Lui.

Ricordate perciò che, per quanto potete impegnarvi a curare i figli di Dio, anche quelli che soffrono molto e hanno bisogno di grandi cure, sarà impossibile che spenderete mai quanto ricevete da Cristo. Eppure Gesù dice che ci pagherà tutto quanto spenderemo in più al Suo ritorno. Avremo dunque una ricompensa da Cristo e, più spendiamo, per modo di dire, più grande sarà la ricompensa.

Quello che spendiamo, di tempo, di impegno, di sacrifici è solo quello che noi abbiamo ricevuto gratuitamente da Cristo. Inoltre noi spendiamo solo cose che, in fin dei conti, perderemo comunque. È incredibile capire che quello che spendiamo di cose terrene sarà ripagato con una ricompensa eterna.

Quindi accettiamo ben volentieri di spenderci e di sacrificarci per il bene di altri, sapendo che Cristo ha riservato per noi una ricompensa eterna.

Perciò, carissimi, non dobbiamo mai dare a malincuore, come se dando, avremmo meno per noi. Per quanto diamo, per quanto sacrifichiamo, troveremo che riceviamo sempre di più da Cristo.

Ricordiamo che quello che riceviamo da Cristo non è da tenere per noi, ma è da usare per la gloria di Cristo e per il bene del Suo popolo. Quando viviamo così troveremo che Cristo continuerà a darci, volta troppo volta, ciò che ci necessita in modo che avremo il privilegio di dare sempre di più.

Conclusione

O che possiamo ricordare che Gesù Cristo è stato il Buon Samaritano con noi! Noi siamo salvati perché Cristo è venuto a cercarci quando eravamo per strada, lasciati come morti. Egli ci ha curati e poi ha affidato la nostra cura ad altri. Come Chiesa, noi esistiamo per curare gli altri.

Ora Gesù ci chiama a curare gli altri, ci chiede di sacrificarci per trovare e curare le persone che sono schiave del peccato, afflitte e abbattute.

Dedichiamoci e impegniamoci per prenderci cura della persone, non guardando al costo perché tutto quello che abbiamo da dare, lo abbiamo già ricevuto da Cristo.

Viviamo così, aspettando il ritorno di Cristo!

email questo link