un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Come rispondere alla verità

Studio di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 30 giugno, 2010 ---- cmd na -----
Parole chiave: applicare la verità, vivere la verità, mettere in pratica la verità.

Il nostro ruolo nel mondo è di proclamare Gesù Cristo o, come dichiara 2Corinzi 4, di manifestare il profumo della Sua conoscenza .

Il modo in cui le persone rispondono a questa conoscenza determina la loro eternità. Per chi accoglie le verità proclamate nella Parola di Dio riguardo al Cristo, noi diventiamo un odore di vita a vita, mentre, per chi rifiuta o ignora tali verità, noi rappresentiamo un odore di morte a morte. Leggo 2Corinzi 2:14-16:

“14 Or sia ringraziato Dio il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e attraverso noi manifesta in ogni luogo il profumo della sua conoscenza. 15 Perché noi siamo per Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono salvati, e fra quelli che periscono; 16 per questi un odore di morte a morte, ma per quelli un odore di vita a vita. E chi è sufficiente a queste cose?” (2Corinzi 2:14-16 LND).

Ed è triste e tragico, eternamente tragico, vedere persone riconoscere le verità di Dio e poi girare le spalle a ciò che hanno capito! Questo porterà per loro ad orribili conseguenze eterne. Questa è vera stoltezza! Quanto è importante pregare per le persone ed esortarle a non rifiutare le verità che Dio rivela loro!

Carissimi in Cristo, è stoltezza fare così! Sentire e riconoscere la verità e poi tornare indietro è grande stoltezza, proprio come leggiamo in 2Pietro 2:20-22:

“20 Quelli infatti che sono fuggiti dalle contaminazioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, se sono da queste di nuovo avviluppati e vinti, la loro ultima condizione è peggiore della prima. 21 Poiché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, anziché, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento che era stato loro dato. 22 Ma è avvenuto loro ciò che dice un vero proverbio: "Il cane è tornato al suo vomito," e "la scrofa lavata è tornata a voltolarsi nel fango".” (2Pietro 2:20-22 LND).

Non fate così! Non mancate di applicare le verità che Dio vi mostra!

Non solo i non credenti agiscono così

È importante capire che non sono solamente i non credenti che possono capire delle verità di Dio e poi girare le spalle a quello che hanno compreso.

Purtroppo, a volte, anche noi che siamo salvati facciamo questo!

Quando un credente rifiuta di applicare le verità che Dio gli ha mostrato, spesso egli sarà arrabbiato o si sentirà scoraggiato. Potrebbe sentire che non vale la pena andare avanti. Queste sono tutte reazioni che vengono dalla carne.

Passiamo ora dal generale allo specifico: tu, o credente, come rispondi quando Dio ti fa vedere delle verità che mostrano qualcosa nella tua vita che non va?

Rispondi con umiltà e con fede, confessando il tuo peccato e cambiando strada?

Oppure rispondi riconoscendo la verità, ma senza confessare il tuo peccato e senza cambiare il tuo comportamento?

Perché non si deve essere così

Carissimi, prego che ognuno di noi riconosca che rispondere così, cioè riconoscere una verità senza però metterla in pratica, è un pericolo terribile, un pericolo che porta a brutte conseguenze ed a molta sofferenza inutile.

Gesù ci avverte duramente contro questo modo di accogliere le verità che Dio ci fa capire.

Vi leggo l'esortazione che Gesù ci dà alla fine del sermone sul monte. Il brano che sto considerando è Matteo 7:21-29:

“24 Perciò, chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, io lo paragono ad un uomo avveduto, che ha edificato la sua casa sopra la roccia. 25 Cadde la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa però non crollò, perché era fondata sopra la roccia. 26 Chiunque invece ode queste parole e non le mette in pratica, sarà paragonato ad un uomo stolto, che ha edificato la sua casa sulla sabbia. 27 Cadde poi la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa crollò e la sua rovina fu grande".” (Matteo 7:24-27 LND).

O che possiamo capire bene l'esortazione che Gesù ci rivolge in questi versi! Egli ci esorta a NON mancare di mettere in pratica le verità che impariamo. È grande stoltezza capire una verità che riguarda la nostra vita e non cambiare il nostro comportamento per vivere conformemente a quella verità.

Non vivere secondo le verità che Dio ci mostra è un segno del nostro orgoglio che non vuole umiliarsi davanti a Dio per confessare il nostro peccato e poi camminare nella verità che Dio ci ha mostrato.

Vivere così vuol dire scegliere la via che porta alla rovina e non avere la gioia della salvezza.

In questi casi non è mai Dio che non ci ha curato. Siamo sempre noi che rifiutiamo di umiliarci davanti a Dio!

O fratello, o sorella, non continuare a vivere così! Combattiamo il peccato in noi!

Come combattere contro il proprio peccato

Quando Dio ci mostra qualcosa che non va nella nostra vita, dobbiamo combattere contro quel peccato, altrimenti quel peccato ci farà tanto ma tanto male.

Come possiamo fare questo? Come possiamo combattere contro i peccati che Dio ci mostra con la Sua verità?

Prima di tutto, dobbiamo ricordare quanto il peccato può farci del male. Un brano che ci aiuta a capire questo è 1Timoteo 1:18,19:

“18 Ti affido questo incarico, o figlio Timoteo, in accordo con le profezie fatte in precedenza a tuo riguardo, perché tu conduca in virtù di esse un buon combattimento, 19 avendo fede e buona coscienza, poiché alcuni, avendola rigettata, hanno fatto naufragio nella fede.” (1Timoteo 1:18-19 LND).

Se noi non combattiamo contro i nostri peccati, questo nostro modo di agire può farci fare naufragio nella nostra fede.

Voglio ripetere questa verità: se non combattiamo contro i nostri peccati, il nostro comportamento può farci fare naufragio nella nostra fede!

Considerate cosa vuol dire la parola naufragio. Tanti di noi non abbiamo mai fatto un viaggio in mare aperto. Quindi non conosciamo per esperienza la gravità di un naufragio. Vi leggo la definizione di “naufragio” tratta da un vocabolario. Analizzate le parole che seguono tenendo presente che, per uno che viaggia su una nave, quella nave è il suo mondo. Il vocabolario dichiara che un naufragio è un

“disastro marittimo che si verifica quando, per qualsiasi motivo, una nave affonda o va completamente distrutta, riducendosi a relitto.”

Fare naufragio nella fede è una condizione terribile! Non è un male piccolo o solo parziale, ma è la distruzione e la rovina, nel nostro caso, nella fede!

Chi non mantiene una buona coscienza può fare naufragio nella fede. Può fare un disastro dal quale non si ritorna mai come prima. Può rovinare terribilmente il cammino di fede.

Per un marinaio, fare naufragio è la cosa peggiore che può succedere. Per un credente, fare naufragio nella fede è la cosa peggiore che può succedere.

È qualcosa di terribile, qualcosa che rovina la vita. Ma com'è che si fa naufragio? Leggiamo ancora il v. 19:

“18 avendo fede e buona coscienza, poiché alcuni, avendola rigettata hanno fatto naufragio nella fede.” (1Timoteo1:19 LND).

Notiamo che si fa naufragio quando si rigetta una buona coscienza. In altre parole, ciò accade quando si va contro la propria coscienza. Un chiaro esempio di questo è quando ascolti un insegnamento che ti colpisce e poi, lo ignori.

Voglio rendere questo concetto che sto qui esprimendo in modo più chiaro.

Spero che spesso ognuno di noi sia colpito dalle verità della Parola di Dio, le verità che leggiamo nella nostra lettura giornaliera, le verità che sentiamo durante i sermoni e gli studi e le verità che altri possono condividere, o parlando al culto a tu per tu oppure esortandoci personalmente.

Se, tramite una verità che comprendi, tu riconosci che non stai camminando bene in qualche aspetto della tua vita, vuol dire che la tua coscienza è stata toccata da quella verità di Dio ed essa ti sta avvertendo riguardo a ciò.

Allora, se poi non cambi in quell'aspetto della tua vita conformemente alla verità che hai appreso, se non ti ravvedi da quel peccato, se non cominci a crescere in quello che Dio ti ha dato grazia di vedere, se non inizi a comportarti diversamente, in base a quello che Dio ha messo nella tua coscienza, allora tu stai rigettando una buona coscienza. La tua coscienza ti sta mostrando come vivere e tu stai rifiutando di seguirla. Questo è rigettare una buona coscienza!

Chi cammina così sta andando verso il naufragio nella fede.

O fratelli e sorelle, e tutti coloro che mi ascoltano, vi esorto, nel nome di Gesù Cristo il nostro Signore, a non fare così! Non rovinate la vostra vita in Cristo per dare spazio alla carne!

Quando ci rifiutiamo di seguire le verità, nonostante che la nostra coscienza ci conferma che è la cosa giusta da fare, stiamo dando spazio alla carne. Stiamo rifiutando di vivere la verità che conosciamo.

Pensando alla buona dottrina, è certamente importante averla così come è importante ricevere un buon insegnamento ed avere una buona conoscenza della Bibbia.

Però, se non viviamo la dottrina che Dio ci dà, siamo degli ipocriti. Siamo peggio di chi non ha sentito la verità.

La verità non serve soltanto per riempire la nostra testa, piuttosto essa ci è assolutamente necessaria per cambiare il nostro cuore, i nostri pensieri e il nostro modo di vivere.

Perciò vi esorto, vi esorto nel nome di Gesù Cristo, a non ascoltare la Parola di Dio invano. Se non ti lasci cambiare dalla Parola di Dio, allora ti rendi solo più colpevole.

Che senso ha ascoltare la Parola di Dio e poi non applicarla alla tua vita? È stoltezza e vi esorto fortemente a non farlo!

Piuttosto, quando riconosci che una verità si applica a te, quando riconosci cose della tua vita che non vanno, quando riconosci che hai bisogno di cambiare qualcosa, non andare avanti come prima! Non ignorare la verità che Dio ti ha mostrato. Non trascurare la tua coscienza.

Invece, combatti la tua carne, dì “no” al tuo peccato, ravvediti davanti a Dio, confessa il tuo peccato e cammina nella verità che Dio ti ha mostrato.

Come fare quando la coscienza è toccata

Come dobbiamo fare quando Dio tocca la nostra coscienza con qualche verità? Dobbiamo dire no alla carne!

Dire no alla carne e al peccato dentro di noi rappresenta un duro combattimento, è mettere a morte quello che fa parte di noi. Un brano che ne parla è Colossesi 3:5-8:

“5 Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria; 6 per queste cose l’ira di Dio viene sui figli della disubbidienza, 7 fra cui un tempo camminaste anche voi, quando vivevate in esse. 8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, cattiveria; e non esca dalla vostra bocca maldicenza e alcun parlare disonesto.” (Colossesi 3:5-8 LND).

Notate in questo brano che dobbiamo far morire le nostre membra che sono sulla terra; in altre parole, dobbiamo far morire, mettere a morte, le cose in noi che sono legate alla terra, il peccato che c'è in noi.

La crescita non si raggiunge solo ascoltando la verità, la crescita si consegue quando applichiamo la verità alla nostra vita, facendo morire il peccato che abita in noi.

Combattere la nostra carne

Un altro brano molto importante che ci aiuta a capire come dobbiamo combattere il nostro peccato e la nostra tendenza a non applicare le verità che sentiamo è 1Corinzi 9:24-27. Ascoltate mentre vi leggo questo importante brano:

“24 Non sapete voi che quelli che corrono nello stadio, corrono bensì tutti, ma uno solo ne conquista il premio? Correte in modo da conquistarlo. 25 Ora, chiunque compete nelle gare si auto-controlla in ogni cosa; e quei tali fanno ciò per ricevere una corona corruttibile, ma noi dobbiamo farlo per riceverne una incorruttibile. 26 Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l’aria; 27 anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato.” (1Corinzi 9:24-27 LND).

Prima di tutto rendiamoci conto che stiamo correndo, ci troviamo in una gara, quella della vita, per ottenere un premio eterno! Però è molto facile essere squalificati, è molto facile perdere il premio non correndo bene.

Perciò dobbiamo sforzarci di correre bene! Per poter correre bene, dobbiamo fare quello che dice Paolo nei versetti 26 e 27. Ve li leggo ancora:

“26 Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l’aria; 27 anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato.” (1Corinzi 9:26-27 LND).

Usando l'analogia del corpo fisico, Paolo parla di combattere, imponendo una dura disciplina al suo corpo e riducendolo in schiavitù. Egli fa così per non essere squalificato, per non essere condannato.

Mettere in pratica le verità che ascoltiamo per non fare naufragio nella nostra coscienza richiede un duro combattimento contro il nostro peccato. La nostra carne non vuole abbandonare il peccato. Non vuole umiliarsi davanti a Dio e confessare il peccato. Dobbiamo dire “no” alla nostra carne!

Come rispondiamo adesso?

Con i brani che abbiamo considerato in questo studio, Dio ci ha mostrato l'importanza di non trascurare le verità che Egli ci rivela. Applicando tale principio proprio a questo studio, dobbiamo chiederci: cosa facciamo con le verità che Dio ci ha dato?

Tu, o credente, cosa fai quando, ascoltando un sermone, riconosci qualcosa in cui non stai camminando bene? Ti butti giù, o, come si dice, tieni il muso lungo come è successo a Caino? Realizzi che molto di quello che fai non vale la pena che tu lo faccia?

In questo caso, è inutile stare male! Dio ha provveduto la via per stare bene. Voglio leggere il brano in Genesi 4 che parla di come Caino aveva fatto:

“1 Ora Adamo conobbe Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: "Ho acquistato un uomo, dall’Eterno". 2 Poi partorì ancora Abele, suo fratello. E Abele divenne pastore di greggi; mentre Caino divenne lavoratore della terra. 3 Col passare del tempo, avvenne che Caino fece un’offerta di frutti della terra all’Eterno; 4 Ora Abele offerse anch’egli dei primogeniti del suo gregge e il loro grasso. E l’Eterno riguardò Abele e la sua offerta, 5 ma non riguardò Caino e la sua offerta. Così Caino ne fu molto irritato, e il suo viso ne fu abbattuto. 6 Allora l’Eterno disse a Caino: "Perché sei tu irritato e perché è il tuo volto abbattuto? 7 Se fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te; ma tu lo devi dominare".” (Genesi 4:1-7 LND).

È ovvio che Dio aveva comunicato ai due fratelli che serviva un sacrificio di sangue, un animale sacrificato. Caino non aveva fatto la cosa giusta e la sua coscienza lo turbava, però, anziché ravvedersi, ne fu molto irritato e il suo viso ne fu abbattuto. Noi diremmo che aveva il muso, era scuro in volto, stava male. Però, il suo stare male non era dovuto ad un cuore afflitto, non era la conseguenza di un cuore umile, ma rappresentava piuttosto una forma di rabbia. Caino non voleva cambiare, non voleva ravvedersi e per questo non aveva la pace di Dio.

Quanto è tenero il cuore di Dio che, anziché fulminarlo in quello stesso momento, proprio come meritava, parlava al suo cuore, dicendo:

“6 Allora l’Eterno disse a Caino: "Perché sei tu irritato e perché è il tuo volto abbattuto? 7 Se fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te; ma tu lo devi dominare.” (Genesi 4:6,7 LND).

Con un cuore che desidera il bene di Caino, Dio gli spiega che non serve avere il muso lungo, il volto abbattuto ma che, piuttosto, è necessario solo ravvedersi e fare del bene per essere ben accetti a Dio ed avere la gioia di chi cammina in ubbidienza per fede.

Applichiamo questo a noi!

Allora applichiamo tutto questo a noi stessi! Tu, o credente, cosa fai quando senti un insegnamento proveniente o da un sermone o da uno studio o dalla tua lettura che ti colpisce e sai che si applica a te? In altre parole, che cosa fai con le verità di Dio che la Bibbia ci dà? Che cosa fai quando la tua coscienza ti parla in base a queste verità?

Fai come Caino? Rigetti quello che ti dice la tua coscienza e continui nella tua via sbagliata? Certamente, se fai così, non avrai la gioia di Dio, la tua vita non porterà frutto, non starai bene e non avrai pace nel tuo cuore! A lungo andare non avrai nemmeno la certezza di essere un figlio di Dio.

In questi casi, la cosa peggiore che puoi fare è di brontolare o lamentarti perché ti sembra che tutto quello che fai va male. Pensare così non è altro che una manifestazione del tuo orgoglio che vorrebbe mettere a tacere la tua coscienza toccata dalla verità di Dio.

O fratello, o sorella, ti esorto di cuore a non andare avanti così! Ascolta le parole che l'Eterno rivolse a Caino! Ravvediti, opponiti al tuo peccato, abbandonalo, cambia strada e cammina nella verità che il Signore ti ha mostrato!

Allora conoscerai il perdono, allora conoscerai la pace di Dio!

In questa chiesa cerchiamo di fornire tanto insegnamento perché esso è molto importante. Incoraggiamo tutti a prendere del tempo per leggere la Bibbia per conto proprio. Parliamo gli uni con gli altri dei peccati. Perciò riceviamo molte delle verità di Gesù Cristo.

Pertanto, la domanda importante che devo rivolgerti è la seguente: che cosa stai facendo con le verità di Cristo che ricevi costantemente?

Le stai mettendo in pratica oppure le stai ignorando?

Lasciamo a Gesù Cristo la parola, tenendo presente proprio quello che abbiamo letto prima in Matteo 7:

“24 Perciò, chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, io lo paragono ad un uomo avveduto, che ha edificato la sua casa sopra la roccia. 25 Cadde la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa però non crollò, perché era fondata sopra la roccia. 26 Chiunque invece ode queste parole non le mette in pratica, sarà paragonato ad un uomo stolto, che ha edificato la sua casa sulla sabbia. 27 Cadde poi la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa crollò e la sua rovina fu grande".” (Matteo 7:24-27 LND).

Non fondare la tua casa sulla sabbia! Non ascoltare le verità di Dio per poi continuare ad agire come prima. Piuttosto, quando Dio ti mostra qualcosa che non va, ravvediti e cambia il tuo modo da vivere.

Così la tua vita sarà stabile anche nelle più dure tempeste che si potrebbero abbattere su di te durante il tuo cammino!

Applicando tutto questo

Vorrei invitare ciascuno di voi a pensare alla propria vita e a porsi le seguenti domande personalmente:

Quali sono le verità che Dio ti ha mostrato ultimamente? Stai veramente accogliendo queste verità pienamente?

Ci sono cose che riguardano i tuoi rapporti in casa?

Forse queste verità riguardano il tuo modo di trattare il tuo coniuge o i tuoi figli o i tuoi genitori o altri nella famiglia?

Esse hanno a che fare con qualcosa che riguarda il tuo cuore, l'orgoglio, la pigrizia o qualche altro attributo?

Di qualsiasi cosa si tratti, non ignorare quello che Dio mette nella tua coscienza tramite la Sua Parola, ma sottomettiti completamente ad Essa per avere vera gioia ed un cuore pienamente soddisfatto che dimora nella perfetta pace che solo Dio può donare e che dona quando ci sottomettiamo completamente a Lui in ogni aspetto della nostra vita e la nostra coscienza non ci accusa di nulla.

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