un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Vincere i peccati abituali: parte 1

Studio di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 9 settembre, 2009 ---- cmd ag -----
Parole chiave: peccati abituali, come superare il peccato.

Chiedo scusa in anticipo per il soggetto, ma voglio farvi una domanda. Quando uno vomita, è possibile che possa vomitare qualche cibo che non aveva mangiato? Quando per esempio un bambino mangia e poi vomita tutto, che cosa esce dalla sua bocca? Chiaramente, esce solamente quello che già aveva dentro lo stomaco. Se non aveva mangiato della cioccolata da tanto tempo, è chiaramente impossibile che quel bambino possa vomitare cioccolata. Nulla può uscire che non sia già dentro.

Nello stesso modo che questo è vero nel campo fisico, è anche vero nel campo spirituale. Nessun peccato può uscire dalla tua bocca o dalla tua vita che non era già dentro il tuo cuore.

Vi leggo le parole di Gesù Cristo al riguardo:

“20 Disse ancora: "Ciò che esce dall’uomo, quello lo contamina. 21 Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, procedono pensieri malvagi, adultéri, fornicazioni, omicidi, 22 furti, cupidigie, malizie, frodi, insolenza, invidia, bestemmia, orgoglio, stoltezza. 23 Tutte queste cose malvagie escono dal di dentro dell’uomo e lo contaminano".” (Marco 7:20-23 LND)

Quando noi pecchiamo, non è mai dovuto alle circostanze, o a qualcosa che ci accade, è sempre dovuto al fatto che quel peccato era già dentro di noi.

La battaglia

Normalmente, ogni vero credente conosce la gioia della vittoria su certi peccati.

Per esempio, c'è quell'uomo che era un ladro, e poi Dio lo salva. Egli non solo smette di rubare, ma si impegna a lavorare tanto da poter dare agli altri, e trova grande gioia nel dare, e gioia nell'avere vittoria su quel peccato. Infatti, trovando il suo tesoro in Cristo, e trovando la gioia di dare, non è più tentato a rubare. È veramente liberato da quel peccato, ha vera vittoria sul peccato di rubare.

Similmente, succede spesso che una ragazza che era immorale nel modo di vestirsi e forse anche nel modo di comportarsi, dopo che viene salvata ha un cambiamento di cuore così grande che non solo non torna mai più a vivere come prima, ma non è nemmeno più tentata a vivere così. Perciò, ha una grande vittoria sopra quel peccato.

Ed è così per tanti peccati. Una parte meravigliosa della vita di un vero credente è di conoscere la vittoria sul peccato, per mezzo dell'opera di Dio in lui.

Però, ogni vero credente conosce anche quanto è terribile la battaglia contro i peccati abituali, cioè, quei peccati che sono radicati nel nostro carattere. I peccati abituali sono quelli in cui cadiamo ripetutamente. Ci fanno fare quello che non vorremmo fare. Quando sembra che tutto vada abbastanza bene spiritualmente, apparentemente senza preavviso cadiamo di nuovo in quel peccato in cui siamo caduti altre volte. Chiediamo perdono, preghiamo Dio chiedendoGli la forza di non cadere più, e sembra che le cose vadano meglio, e poi, spesso con poco avviso, di nuovo ci troviamo caduti ancora nello stesso peccato.

Quanto terribili sono i peccati abituali!

Ci troviamo a fare ancora quello che odiamo. Carissimi, ognuno di noi, conosce il dolore di cadere ancora in un peccato per il quale hai già chiesto perdono più volte. Facilmente si arriva al punto di dubitare che non sarà mai possibile avere la vittoria.

Perché esistono questi peccati che sembrano impossibile da superare? È possibile avere vittoria su questi peccati? Se sì, come possiamo avere questa vittoria di cui abbiamo così tanto bisogno?

Vi do una buona notizia. Grazie a Dio, possiamo avere vittoria sui peccati abituali! Però, questa vittoria non arriva né automaticamente né facilmente. Arriva solamente con la vera battaglia, combattuta secondo i principi di Dio, nella potenza di Dio. Esiste la vittoria, ma è una vittoria che non possiamo mai ottenere se non solamente per la via stabilita da Dio. È una via che il nostro orgoglio odia.

Con l'aiuto di Dio, prego che in questo studio possiamo iniziare a comprendere meglio come combattere i nostri peccati abituali, e ogni altro peccato, per avere la vittoria che Gesù Cristo ci ha comprato sulla croce.

Capire la posizione biblica:

Quando si pensa ai peccati abituali, si può sbagliare credendo due cose sbagliate.

----- 1) Una posizione falsa è di credere che possiamo arrivare ad un punto di maturità in cui siamo così maturi che non dobbiamo più combattere contro il peccato, perché abbiamo già la vittoria. Questa posizione è falsa, perché finché siamo in questo corpo, dobbiamo combattere il nostro peccato. La battaglia durerà per tutta la vita.

----- 2) l'altra posizione falsa è di credere che non sia possibile avere vittoria sul peccato. Grazie a Dio, è falso credere che bisogna solo rassegnarsi a continuare a cadere. Grazie a Dio, possiamo avere vittoria sul peccato. Non dobbiamo continuare a cadere. Perciò, possiamo e dobbiamo combattere, con tutto il nostro cuore, e con le armi che Dio ci dà, per avere la vittoria in Cristo Gesù.

Quindi, sì, c'è una battaglia, una battaglia dura, ma una battaglia che dobbiamo combattere, senza arrenderci, nella forza che abbiamo in Cristo Gesù!

Come superare

Allora io inizio questo studio con la base che ognuno di voi già sa benissimo che ci sono peccati abituali nella vita. Non serve spiegarvi di questi peccati, perché siete già molto coscienti che esistono. Piuttosto, quello che vorrei fare nel tempo che abbiamo è di aiutarvi a capire come possiamo vincere questi peccati.

Ci sono vari aspetti del combattimento che ci portano ad avere vittoria in questa battaglia. Tutti questi aspetti sono essenziali. Non possiamo scegliere solamente le armi che vogliamo noi, perché fare così sarebbe combattere con la nostra forza, lasciando spazio al nostro orgoglio.

Vi do un elenco di quello che voglio dire in questo studio, e poi parliamo più a fondo di ciascuno aspetto.

Bisogna riconoscere veramente il peccato senza scuse.

Bisogna riconoscere quanto danno questi peccati fanno.

Bisogna non dare spazio all'orgoglio nella battaglia contro questi peccati.

Infine, bisogna considerare di più il valore di Gesù Cristo.

Consideriamo questi aspetti fondamentali della battaglia contro i nostri peccati abituali.

A. riconoscere il tuo peccato senza scuse.

Per poter combattere i tuoi peccati abituali, prima di tutto, tu devi assolutamente riconoscere pienamente la tua colpa per quei peccati. Se non riconosci e non assumi la piena responsabilità per i tuoi peccati, non avrai mai la vittoria su quei peccati, anzi, diventeranno sempre peggio.

Non puoi combattere un peccato se non riconosci pienamente che esso è un peccato, una grave offesa contro Dio.

È triste e terribile constatare quante volte non prendiamo la piena responsabilità per i nostri peccati. Per esempio, quanto facilmente ci scusiamo per un peccato, o ci giustifichiamo, con varie scuse.

Vi do alcuni esempi delle scuse che usiamo per nascondere una parte o tutta la nostra colpa. Questi sono tipici esempi di quello che diciamo per giustificarci quando pecchiamo.

Spesso, ci giustifichiamo con frasi del tipo: “Ero stanco”, oppure: “Non ero pronto per quel tipo di reazione”. Altre volte diciamo frasi del tipo: “Non avevo capito bene la situazione”, oppure: “Ero molto teso quel giorno”, oppure: “Non so perché ho reagito così!”

Chiaramente, oltre a queste scuse, ce ne sono tante altre simili. Inventiamo tanti modi per cercare di sembrare meno colpevoli di quello che siamo realmente.

Ascoltatemi bene! Finché cerchiamo in qualche modo di minimizzare la nostra colpa, non avremo mai vittoria sui nostri peccati. Non solo, ma finché non prendiamo la piena responsabilità dei nostri peccati, non stiamo veramente confessando i nostri peccati, e per questo non otteniamo il perdono, e Dio non ci purifica dalla nostra iniquità. Infatti, questo è probabilmente il motivo principale per cui spesso non abbiamo vittoria su certi peccati.

Indipendentemente da quante scuse inventiamo, siamo colpevoli per quello che siamo colpevoli. Perciò, il primo passo per avere vittoria sui nostri peccati, compresi i peccati abituali, è di riconoscere e di assumere la piena responsabilità i nostri peccati. Noi pecchiamo perché il peccato è dentro di noi. Noi pecchiamo perché scegliamo di peccare. Nessuno al di fuori di noi può farci peccare.

Finché cerchiamo di giustificare anche sola una parte della nostra colpa, non avremo mai vittoria su quel peccato.

Le circostanze non ci fanno mai peccare, piuttosto le circostanze rendono visibile il peccato che già era in noi. Il peccato è dentro il nostro cuore. Noi pecchiamo perché abbiamo il peccato nel cuore.

Ho già letto quello che Gesù dichiara in Marco 7. Lo leggo ancora, e tenete in mente che l'elenco di peccati che troviamo qui non è un elenco completo, è solo una rappresentazione dei peccati che abbiamo nel cuore. Ascoltate le parole di Gesù Cristo:

“20 Disse ancora: "Ciò che esce dall’uomo, quello lo contamina. 21 Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, procedono pensieri malvagi, adultéri, fornicazioni, omicidi, 22 furti, cupidigie, malizie, frodi, insolenza, invidia, bestemmia, orgoglio, stoltezza. 23 Tutte queste cose malvagie escono dal di dentro dell’uomo e lo contaminano".” (Marco 7:20-23 LND)

Tutti i nostri peccati, tutto il male che facciamo o che diciamo o che pensiamo, provengono dal nostro cuore. L'origine dei nostri peccati è dentro di noi, nel nostro cuore.

Quindi, quando pecchiamo, non dobbiamo mai pensare che abbiamo peccato a causa di qualche circostanza al di fuori di noi. Non dobbiamo mai credere che qualche situazione ci ha spinto a peccare. Non dobbiamo mai pensare che quel peccato non era veramente in noi, che siamo più buoni di quello che siamo sembrati in quell'occasione, che è solamente capitato, per lo stress, o stanchezza, o per qualche provocazione da un altro.

Piuttosto, dobbiamo riconoscere chiaramente che pecchiamo perché il peccato è radicato nel nostro cuore. Le circostanze non ci spingono a peccare, le circostanze rivelano il peccato che è dentro di noi.

Quindi, se tu veramente vuoi vittoria sui tuoi peccati, prendi una posizione davanti a Dio e davanti a quelli intorno a te di non scusare o giustificare mai più i tuoi peccati!

Addirittura, se veramente vuoi vittoria, suggerisco che tu chieda alle persone vicine a te di interromperti e di ricordarti ogni volta che tu stai cercando di giustificare il tuo peccato.

B. Nominare i tuoi peccati senza nasconderli

Arrivo ora al secondo punto. Non solo bisogna assolutamente non giustificare i tuoi peccati, per avere vittoria su di essi, ma è fondamentale anche nominare i tuoi peccati in modo specifico quando li confessi, sia a Dio che agli uomini.

Infatti, il motivo principale per cui NON vogliamo nominare i nostri peccati in modo specifico, è per orgoglio.

Spesso, per proteggere il nostro orgoglio, abbiamo la tendenza di voler dire il meno possibile dei nostri peccati quando li confessiamo, o per meglio dire, quando diciamo di confessare i nostri peccati. Confessare il peccato in modo vago e generico non è veramente confessare il peccato. È una facciata, perché finché vogliamo proteggere il nostro orgoglio, non siamo veramente ravveduti.

Vi do un esempio, e quasi sicuramente ognuno di noi ha fatto qualcosa di simile più volte.

Un modo finto di chiedere perdono sarebbe il seguente. Questo è quello che dice il fratello o la sorella che ha peccato contro un altro:

“Perdonami, mi sono comportato male”. Oppure, potrebbe dire: “perdonami, ho agito con orgoglio.”

Certo, è vero che si è comportato male, è vero che ha agito con orgoglio. Ma chiedere perdono in modo così vago lascia tanto spazio all'orgoglio di non voler essere visto in una brutta luce. Il motivo per cui si dice così poco è perché l'orgoglio non vuole mettere in evidenza la gravità del peccato. Per orgoglio, la persona non vuole essere vista in una brutta luce. Non vuole nominare i suoi peccati in modo specifico.

Fermatevi qua e pensate con me. Per orgoglio ci preoccupiamo di non essere visti in una brutta luce, e perciò, cerchiamo di dire il meno possibile del nostro peccato.

Che ragionamento stolto e falso! Ciò che ci mette in una brutta luce non è quanto dettagliatamente confessiamo il nostro peccato, ma è il fatto stesso di aver peccato. Il modo per uscire da una brutta luce non è di dire poco del peccato, ma è piuttosto di confessare i peccati palesemente, in modo da mettere i peccati alla luce dove possono essere pienamente perdonati da Dio.

Quindi, anziché chiedere perdono perché ti sei comportato male, o qualcosa di simile di molto generico, se veramente vuoi avere vittoria sui tuoi peccati, (e ti chiedo, vuoi veramente avere vittoria?) bisogna nominare i tuoi peccati in modo specifico. Bisogna mettere ogni peccato nella piena luce della santità di Dio.

Un esempio di questo

Vi do un esempio. Immagina che tu scatti di ira contro qualcuno. Quando reagiamo così, solitamente pecchiamo in vari modi mentre siamo controllati dalla nostra ira. Veramente confessare il peccato in un caso così vuol dire confessare i peccati uno ad uno, in modo dettagliato, senza nascondere nulla, senza confessare solamente il tutto in modo generico.

Ecco un esempio di come uno può chiedere perdono di cuore.

Chiaramente, bisogna fare questo confessione prima di tutto a Dio, ma anche alla persona o alle persone contro le quali hai peccato. Notate in questo esempio come la persona che chiede perdono non cerca in alcun modo di nascondere o minimizzare il suo peccato. Ecco un esempio di quello che dice:

“Voglio chiederti perdono, perché ho peccato gravemente nei tuoi confronti. Nella mia ira, ho detto varie cose che non erano vere, e perciò mi sono reso un bugiardo. Infatti, a causa del mio orgoglio volevo vincere al punto che non mi importava se quello che dicevo era la verità o no. Perciò, nonostante che più volte tu mi abbia detto che quello che dicevo era falso, non volevo ammettere che tu avevi ragione, perciò ho continuato a mentire. Sono stato veramente un bugiardo. Dio odia le menzogne, e perciò, mi sono reso veramente colpevole.

In più, ero pieno di ira, che è una cosa abominevole. Ero controllato dalla mia ira, e anche dal mio terribile orgoglio. Anche questo è un grave peccato, per il quale ti chiedo perdono.

In più, ho disprezzato Dio, perché in Giacomo 1 ci comanda di essere pronti a ascoltare, lenti a parlare e lenti all'ira. Io invece ho disubbidito pienamente a quel comandamento. In realtà, ho rifiutato di ascoltare, ero pronto a parlare e pronto ad essere pieno di ira. Sono stato veramente stolto e malvagio. Ho chiesto perdono a Dio anche per questo, e chiedo perdono anche a te.

Mi rattrista tantissimo che nella mia ira terribile, sono stato una bruttissima testimonianza per le persone che mi hanno visto, alcune delle quali non sono credenti, mentre altre sono giovani credenti. Quindi, sono stato un ostacolo per le persone di vedere Cristo. Merito da Dio una punizione orribile per questo. Solamente il sangue di Gesù può purificarmi da una macchia così terribile.

Ho disprezzato una persona preziosa per Dio. Dio mi comanda di onorarti, e invece ti ho disprezzato ripetutamente con il mio terribile peccato. Perdonami anche per questo.

Mi sono ribellato contro Dio, sapevo che il mio comportamento era sbagliato, ma non volevo arrendermi allo Spirito Santo.

Sono stato stolto, anziché saggio.

Infine, era tutto dovuto al mio abominevole orgoglio. Ho scelto di prestarmi come schiavo del mio orgoglio. Quanto grande e terribile è il mio peccato! Ti chiedo perdono, perché era molto indirizzato contro di te.”

Avete capito la drastica differenza fra chiedere perdono in senso generico, e veramente nominare i tuoi peccati? Il vero ravvedimento riconosce e nomina i peccati uno per uno.

Quindi, il primo passo per avere vittoria sui tuoi peccati abituali è di riconoscerli senza scuse, e il secondo passo è di chiedere perdono per i tuoi peccati in modo specifico e dettagliato.

Conclusione:

Ho fatto solo metà di questo studio. Dio volendo, la prossima volta, vorrei completarlo. Per ora, vorrei ripassare quello che abbiamo visto finora.

Abbiamo visto che abbiamo tutti dei peccati che sembrano quasi impossibili da superare. Magari per un po' di tempo spariscono, e poi, senza preavviso, ritornano e ci fanno tanto, tanto male, e fanno tanto male anche a coloro che sono intorno a noi.

Questi peccati possono fare tanto, ma tanto più danno di quanto ce ne rendiamo conto. Sono un veleno, che anche se non è sempre visibile, influisce in ogni aspetto della nostra vita.

Per vincere questi peccati, dobbiamo combatterli strenuamente, senza tregua.

Dobbiamo riconoscere e confessare i nostri peccati senza alcuna scusa o ragionamento o giustificazione.

Finché cerchiamo in qualunque modo di minimizzare la nostra colpa, non siamo veramente ravveduti, e non avremo mai la vittoria su quei peccati. Perciò, non siamo ancora perdonati, e non siamo ancora purificati.

Perciò, confessiamo, pienamente e senza alcuna giustificazione, i nostri peccati!

Dobbiamo riconoscere pienamente che noi pecchiamo perché il peccato è dentro di noi. Non pecchiamo mai a causa delle circostanze, ma pecchiamo sempre perché quel peccato era già dentro di noi.

Riconoscere questo è fondamentale per poter avere il perdono che ci serve. Inoltre, quando confessiamo i nostri peccati, è necessario confessarli in modo specifico, non vago.

Pecchiamo in modo specifico. Dobbiamo anche confessare i nostri peccati in modo specifico. Non fare così è un atto di orgoglio, che vuol dire, che chi fa così sta ancora peccando, anche se dice di essere ravveduto. È ancora schiavo del suo peccato. Non fate così, fratelli e sorelle!

Ci sono ancora vari aspetti fondamentali per poter superare i nostri peccati. Vi invito vivamente a non mancare il prossimo incontro, in cui, Dio volendo, finirò questo studio.

Per ora, prego che Dio ci faccia vedere sempre di più quanto i nostri peccati sono abominevoli a Dio e quando male fanno a noi e alle persone intorno a noi!

Che Dio ci aiuti, e che noi possiamo veramente umiliarci davanti a Dio, per avere la vittoria di cui abbiamo così tanto bisogno.

Amen.

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