un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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La Santificazione, parte 2
– Aspetti pratici

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per domenica, 26 giugno 2016, – mdf ag –
parole chiave: santificazione, salvezza

Tu hai mai fatto qualcosa a metà? Certamente, abbiamo tutti iniziato progetti che non abbiamo potuto finire. Abbiamo cambiato idea, o siamo stati ostacolati da forze maggiori.

Invece, Dio non inizia mai qualcosa che non lo porta a termine. Nessun può fermare la mano di Dio. Non ci sono forze maggiori di Dio. E poi, Dio non è un uomo, da cambiare idea.

Quando consideriamo attentamente ciò che la Bibbia dichiara della salvezza, troviamo che dall’inizio alla fine, in realtà la salvezza è un'opera di Dio, che Dio ha progettato prima della fondazione del mondo.

Quando Dio salva una persona, Dio sempre completa la sua salvezza in quella persona. E che cos’è il compimento della salvezza? Leggiamo la risposta in Efesini 1:3,4. Ve lo leggo:

“3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo, 4 allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore,” (Efesini 1:3-4 LND)

Dio ci ha eletti alla salvezza, prima di aver creato il mondo, per poi salvarci durante la nostra vita sulla terra, per poi completare quella salvezza, il che è di farci diventare santi e irreprensibili in modo da stare davanti a Lui nell’amore per tutta l’eternità.

Quando Dio salva una persona, Dio opera sempre in quella persona per portarla alla piena santità. Questa è l’opera della santificazione. Dio sempre santifica coloro che ha salvato. La santificazione fa parte dell’opera della salvezza.

Allo stesso tempo, come abbiamo visto nell'ultimo sermone in cui ho parlato della santificazione, abbiamo visto che dobbiamo noi impegnarci nella santificazione. Infatti, dobbiamo impegnarci nella santificazione con timore e tremore. La Bibbia è piena di comandamenti di santificarci. Effettivamente, tutti i comandamenti sono comandamenti di santificarci.

Quando Dio salva una persona, opera nel cuore di quella persona, dandogli un desiderio per la santificazione.

Perciò, ogni vero credente si impegna nella santificazione, però, allo stesso tempo, il suo volere e il suo operare nella santificazione originano da Dio. In quell'ultimo sermone, abbiamo considerato Filippesi 2:12,13, che ci aiuta a capire questa verità in senso equilibrato. Ve lo leggo:

“12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l’operare, per il suo beneplacito.” (Filippesi 2:12-13 LND)

Dobbiamo noi impegnarci alla santificazione con timore e tremore, ma allo stesso tempo, dobbiamo sapere che Dio è all’opera in noi.

Il Nostro Impegno

Impegnarci nella santificazione è un frutto di essere veramente salvati. Chi non si impegna nella salvezza, chi non persevera nella santificazione, non ha frutto di essere veramente salvato. Questo è chiaro dalla Bibbia. Per esempio, la vera salvezza ci fa amare Dio, e amare Dio ci porta ad ubbidire ai comandamenti di Dio, come abbiamo visto nell’ultimo sermone. Vi leggo solo uno dei versetti che abbiamo letto, che è ciò che Gesù dichiara in Giovanni 14:21.

“Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama, e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui".” (Giovanni 14:21)

La vera ubbidienza non è qualcosa che facciamo solo per essere visti bene dagli uomini. Ci sono coloro che si impegnano per essere visti bene dagli altri credenti. Quello non è avere un cuore per Dio. Nella vera salvezza, il credente ama Dio, e l’amore per Dio produce ubbidienza, che è la base della santificazione. Quindi, la vera salvezza produce un impegno alla santificazione.

In Ebrei 12:24, leggiamo che dobbiamo procacciare la santificazione. Ve lo leggo:

“Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore,” (Ebrei 12:14 LND)

Procacciare vuol dire “correre dietro con tutta la nostra forza”. In 2Pietro, leggiamo che dobbiamo usare ogni diligenza per crescere nella santificazione. Vi leggo 2Pietro 1:5-7.

“Anche voi per questa stessa ragione usando ogni diligenza, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza l’auto-controllo, all’auto-controllo la perseveranza, alla perseveranza la pietà alla pietà l’affetto fraterno e all’affetto fraterno l’amore.” (2 Pietro 1:5-7 LND)

In 1Corinzi 9, Paolo usa l’esempio di un atleta in una gara, che corre con tutta la sua forza, e si auto-controlla in ogni cosa, per vincere il premio. Un vero credente ricerca la santificazione così, per un premio eterno. Vi leggo 1Corinzi 9:24-27.

“24 Non sapete voi che quelli che corrono nello stadio, corrono bensì tutti, ma uno solo ne conquista il premio? Correte in modo da conquistarlo. 25 Ora, chiunque compete nelle gare si auto-controlla in ogni cosa; e quei tali fanno ciò per ricevere una corona corruttibile, ma noi dobbiamo farlo per riceverne una incorruttibile. 26 Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l’aria; 27 anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato.” (1Corinzi 9:24-27 LND)

Allora, è molto chiaro che dobbiamo impegnarci con tutto il nostro cuore alla santificazione. Questa è la vera salvezza.

Impegnarci Essendo Dipendenti

Abbiamo visto in Filippesi 2:12,13 che la santificazione è la nostra responsabilità, ma allo stesso tempo, è Dio che è all’opera in noi.

Dobbiamo NOI impegnarci per compiere la nostra salvezza, con timore e tremore, ma allo stesso tempo, dobbiamo sapere che DIO è all’opera in noi per produrre il volere e l’operare.

È fondamentale capire che la santificazione è la nostra responsabilità ma allo stesso tempo, dobbiamo confidare pienamente in Dio. Questa è la verità che troviamo sempre nella Bibbia. Per esempio, ricordate quello che leggiamo in Salmo 127:1.

“Se l’Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori; se l’Eterno non custodisce la città, invano vegliano le guardie.” (Salmi 127:1 LND)

Gli edificatori devono edificare, ma il risultato dipende da Dio che edifica. Le guardie devono stare sveglie per fare la guardia, ma devono dipendere da Dio che custodisce la città.

Dobbiamo impegnarci, con timore e tremore, ma dobbiamo anche ricordare che Dio è all’opera in noi.

Una parola biblica che descrive una vita di santità è la parola “pietà”. Notiamo il comandamento che Paolo dà a Timoteo, comandamento che è valido per ognuno di noi. Leggo 1Timoteo 4:7

“Schiva però le favole profane e da vecchie, ma esercitati nella pietà,” (1 Timoteo 4:7 LND)

Dio ci comanda ad esercitarci nella pietà. La parola “esercitare” è una parola che descrive un duro addestramento fisico, per esempio, quello che si farebbe in una palestra. Quindi, è un impegno intenso e forte che porta alla stanchezza. Noi dobbiamo esercitarci con grande impegno alla pietà, ovvero, ad una vita di santità.

Allo stesso tempo, in questo combattimento contro il nostro peccato, dobbiamo fortificarci nella grazia che abbiamo in Gesù Cristo. Vi leggo quello che Paolo dichiara a Timoteo in 2Timoteo 2:1.

“Tu dunque, figlio mio, fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù;” (2 Timoteo 2:1 LND)

Dobbiamo esercitarci alla pietà, ovvero, alla santità, ma dobbiamo fortificarci nella grazia che è in Cristo Gesù Cristo. La nostra forza non basterebbe mai. Dobbiamo fortificarci in Cristo.

Paolo si fortificava in Cristo. Nel suo ministero, si impegnava tantissimo, ma allo stesso tempo, coscientemente dipendeva totalmente su Cristo, e dalla potenza di Cristo all’opera in Lui.

Per esempio, un aspetto della santità è di essere contenti in qualunque stato in cui ci troviamo. L’Apostolo Paolo poteva essere contento, sapendo che era Cristo che lo fortificava. Leggo Filippesi 4:11-13.

“11 Non lo dico perché sia nel bisogno, poiché ho imparato ad essere contento nello stato in cui mi trovo. 12 So essere abbassato, come anche vivere nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato ad essere sazio e ad aver fame, ad abbondare e a soffrire penuria. 13 Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica.” (Filippesi 4:11-13 LND)

Ciò che era vero per Paolo è vero per noi. Cristo ci fortifica, e in Cristo, possiamo fare qualunque cose che Dio ci comanda di fare. In Cristo, con la forza di Cristo che ci fortifica, possiamo combattere contro il nostro peccato, e avere vittoria, giorno per giorno.

In Colossesi 2, Paolo descrive il suo ministero, e dove trovava la forza per il suo grande impegno nella vita cristiana. Di nuovo, notate che era la potenza di Cristo all’opera in lui. Leggo Colossesi 1:27-29.

“27 ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria, 28 che noi annunziamo, ammonendo e ammaestrando ogni uomo in ogni sapienza, per presentare ogni uomo perfetto in Cristo Gesù; 29 e per questo mi affatico combattendo con la sua forza che opera in me con potenza.” (Colossesi 1:27-29 LND)

Cristo fortifica ogni vero credente. Quindi, non dobbiamo mai dire “non posso” o “non riesco”. In Cristo, possiamo fare qualsiasi cosa. In Cristo, che ci fortifica, possiamo fare qualsiasi cosa. Possiamo combattere qualsiasi peccato.

Voglio ripetere questo. A volte, abbiamo la tendenza di dire cose come “non riesco”, oppure “è più forte di me”.

Questa è una menzogna, in quanto, se siamo salvati, non siamo soli, e abbiamo la potenza di Gesù Cristo all’opera in noi. E in Cristo, possiamo fare ogni cosa. Quindi, non dire mai “Non posso” o “Non riesco”. Piuttosto, dici: “Io sono debole, ma Cristo mi fortifica, e perciò, io posso fare questo nella sua forza.”

Potremmo dire che la santificazione è come l’opera di un agricoltore. Egli deve piantare e annaffiare, ma è Dio che fa crescere.

L’Apostolo Paolo descrive la salvezza e la crescita spirituale così in 1Corinzi 3:7.

“Ora né chi pianta né chi annaffia è cosa alcuna, ma è Dio che fa crescere.” (1 Corinzi 3:7 LND)

Quel versetto riguarda l'evangelizzazione e il discepolato, ma si applica benissimo anche alla nostra crescita nella santificazione.

Dobbiamo piantare, dobbiamo annaffiare. In altre parole, dobbiamo impegnarci con tutto il nostro cuore nel cammino cristiano. Dobbiamo impegnarci nella santificazione. Però, dobbiamo anche ricordare sempre che è Dio che fa crescere.

Dobbiamo lavorare come se dipendesse tutto da noi, ma dobbiamo pregare, sapendo che dipende tutto da Dio.

Non possiamo santificarci da soli. Non possiamo fare nulla da soli. Dobbiamo dimorare in Cristo, e allora, con la forza di Cristo che opera in noi, possiamo portare frutto, frutto che comprende la santificazione. Leggo le parole di Cristo in Giovanni 15:5.

“Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla.” (Giovanni 15:5 LND)

Da soli, non possiamo santificarci. Dobbiamo dimorare in Cristo. Allora, il nostro impegno porterà molto frutto.

La Preghiera

Una parte fondamentale della santificazione è la preghiera. Dobbiamo pregare tutti i giorni, ricordando il nostro bisogno di Dio. Certamente dobbiamo combattere contro il peccato, ma ricordando sempre che dipendiamo da Dio. Per questo, dobbiamo pregare, chiedendo l’aiuto di Dio ogni giorno.

Dio ci dà tanti esempi di preghiere da pregare nella Bibbia. Ve ne leggo solo alcune. Inizio con il Salmo 119:33-37.

“33 Insegnami, o Eterno, la via dei tuoi statuti e io la seguirò fino alla fine. 34 Dammi intelligenza e io custodirò la tua legge; sì, la osserverò con tutto il cuore. 35 Fammi camminare nella via dei tuoi comandamenti, perché in essa trovo il mio diletto. 36 Piega il mio cuore ai tuoi precetti e non alla cupidigia. 37 Distogli i miei occhi dalle cose vane e vivificami nelle tue vie.” (Salmo 119:33-37 LND)

Notate che l’autore prega: “Piega il mio cuore ai tuoi precetti e non alla cupidigia.”. Dobbiamo chiedere a Dio di darci un cuore che desidera la santità.

Anche nella preghiera del Padre Nostro, vediamo questa richiesta a Dio di operare in noi per la santificazione.

“E non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno, perché tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno. Amen".” (Matteo 6:13 LND)

In Ebrei 13, l'autore prega per i credenti, chiedendo a Dio di santificarli. Vi leggo Ebrei 13:21, in cui l’autore prega che Dio:

“vi perfezioni in ogni buona opera, per fare la sua volontà, operando in voi ciò che è gradito davanti a lui per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen.” (Ebrei 13:21 LND)

Quindi, dobbiamo impegnarci noi, come se dipendesse il 100% da noi, ma dobbiamo pregare sapendo che dipende 100% da Dio.

La Motivazione Giusta

Quindi, dobbiamo impegnarci con costanza, come un’atleta che si impegna per vincere la medaglia, e dobbiamo pregare, riconoscendo che dipendiamo da Dio.

È anche importante avere la motivazione giusta per la santificazione. Ci sono coloro che vogliono camminare bene per essere visti dagli altri, o per vedersi bene da sé. In questo caso, pur evitando tanti peccati visibili, la vera motivazione è l’orgoglio. Quindi, evitano certi peccati ma danno spazio al peccato dell’orgoglio.

L’unica vera motivazione per santificarci è come risposta all’amore di Dio per noi nell'averci salvati. È per avere sempre più comunione con Dio, che ci ama in Cristo Gesù.

Il nostro impegno dev’essere a Dio. Considerate Romani 12:1.

“Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio.” (Romani 12:1 LND)

Qua, alla luce delle compassioni di Dio nell'averci salvati dalla nostra condizione di peccato, alla luce di questa immensa misericordia di Dio verso di noi, Dio ci comanda di presentarci a Dio come sacrificio vivente. Quindi, dobbiamo presentare noi stessi, tutto quello che siamo, a Dio. Il nostro impegno non è per noi stessi, non è per gli altri, è un impegno per Dio. Dobbiamo presentare noi stessi, come sacrificio vivente a Dio, facendo morire la carne ogni giorno, in ogni campo della vita. È un impegno a Dio.

Tante persone, e tante religioni, hanno un impegno ad una vita morale, e ad avere buoni valori. Ma un impegno a vivere moralmente non è un impegno a Dio. Dobbiamo avere un impegno a Dio, Colui che ci ha salvato per mezzo di Gesù Cristo. Dobbiamo presentarci a LUI.

Ci sono persone che fanno un elenco di dottrine e si impegnano a seguire attentamente quell'elenco, ma non hanno il cuore fissato su Dio. Criticano duramente chiunque non segue esattamente l’elenco di quello che loro pensano che Bibbia insegni.

Credono di andare bene, credono di essere a posto con Dio, NON a causa della grazia di Dio, ma perché vivono secondo la loro interpretazione della Bibbia. In realtà, spesso, innalzano la dottrina, ma non innalzano Cristo. Amano la dottrina, più di quanto amano Cristo. In modo subdolo, senza rendersene conto, confidano nella loro ubbidienza, convinti di fare bene. Non sono colpiti dalla preziosa e meravigliosa grazia di Dio.

Uno può avere un impegno immenso di vivere una vita di ubbidienza ai comandamenti di Dio, come li capisce lui, ma senza avere vero amore per Dio.

L'unica motivazione giusta per impegnarci nella santificazione è perché siamo colpiti dell'amore di Dio per noi in Gesù Cristo, e del suo perdono per grazia. Dobbiamo essere motivati, ovvero costretti, ad una vita di santificazione a causa dell’amore di Dio in Cristo.

Ascoltato 2Corinzi 5:14,15

“14 Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti; 15 e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d’ora in avanti per sé stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro.” (2Corinzi 5:14-15 LND)

Vivere per Cristo vuol dire vivere una vita di santità. E come questo brano dichiara, la motivazione è a causa dell’amore di Cristo.

L'amore di Cristo ci costringe. Vedendo e riflettendo sull'amore di Cristo, non possiamo fare altro che camminare in ubbidienza, non come dovere, ma come immenso privilegio, con un cuore che trabocca di ringraziamento. Capire sempre di più l'amore di Cristo è l'una motivazione alla santificazione che ci porterà ad avere vittoria sul peccato.

Santificazione Totale

Quindi, ci serve un vero impegno alla santificazione, un impegno di vivere in santità in ogni campo della vita.

Non basta solo un vago impegno di migliorare, ma ci serve un impegno di vivere totalmente in modo santo. Nulla di meno è vera santificazione. Per esempio, ascoltate Romani 6:13

“Non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d’iniquità, ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia.” (Romani 6:13 LND)

Questo impegno dev’essere un impegno assoluto. Non dobbiamo lasciare alcuno campo della vita in cui chiudiamo l’occhio al peccato. Considera l'impegno del Salmista nel Salmo 119:106.

“Io ho giurato, e lo manterrò, di osservare i tuoi giusti decreti.” (Salmo 119:106 LND)

Dobbiamo prendere una posizione drastica contro il peccato. Senza questo impegno, cadremo di sicuro. Questo impegni ci fa guardare a Dio per l’aiuto e la forza che ci serve.

In una guerra, un soldato che non ha un vero e chiaro impegno di combattere, si arrenderà di sicuro. L’unico modo di superare la battaglia è avendo un chiaro impegno. E noi ci troviamo in una battaglia contro il peccato. L’unico modo di camminare in santità è con un chiaro impegno.

Infatti, spesso è proprio la mancanza di questo impegno che ci fa cadere nel peccato. Troppo spesso, cadiamo perché non abbiamo preso un vero impegno nel smettere di peccare. Spesso, ragioniamo che commetteremo un certo peccato solo quella volta e poi non lo faremo più.

Ma questa mentalità rovina un cammino di santità. Ogni volta che scegliamo di peccare, diventerà più facile peccare la prossima volta.

È come allevare figli. Il genitore che decide di lasciar disubbidire il figlio solo questa volta, perché è troppo stanco da insistere, credendo che poi la prossima volta insisterà sull’ubbidienza, si auto-inganna. Ogni volta che si lascia disubbidire un figlio, quel lasciar correre fortifica la sua disubbidienza. Sarà ancora più difficile la volta dopo.

Finché ragioniamo che va bene solo questa volta un peccato, non arriveremo mai ad una vita di santità.

Dobbiamo avere un impegno forte alla santità totale. Questo vuol dire due cose:

Primo: togliere il peccato dalla nostra vita. Riconoscere e confessare e abbandonare ogni tipo di peccato dalla vita.

Però, non basta lasciare un vuoto. Dobbiamo mettere, al posto del peccato, una vita di santità e dei frutti che rispecchiano Cristo.

Esempio, in Colossesi 3:5-14,. troviamo un elenco di peccati da togliere, ma poi, un elenco di comportamenti santi da mettere al posto dei peccati. Il brano ci comanda di togliere:

la fornicazione, l’impurità, le passioni, i desideri cattivi, l’avidità, l’ira, la collera, la maldicenza, e le menzogne.

Ci comanda di mettere (o rivestitevi): viscere di misericordia, benignità, umiltà, mansuetudine, pazienza, sopportandovi, perdonandovi, rivestitevi dell’amore.

Quindi, a ciascuno che si dichiara credente, chiedo:

Qual’è la tua intenzione? Tu hai un chiaro impegno di presentarci totalmente a Dio, come sacrificio vivente?

Impegni specifici

Quindi, serve un impegno di non peccare in alcun campo della vita. Però, è anche importante avere un impegno specifico in quei campi in cui abbiamo una tendenza di peccare di più.

Per esempio, un uomo potrebbe riconoscere che spesso, cade nel peccato di guardare le donne con desiderio. Un uomo così, e oggi tanti uomini hanno questo peccato, dovrebbe prendere l’impegno che prese Giobbe, di cui leggiamo in Giobbe 31:1.

“"Io avevo stretto un patto con i miei occhi; come potevo quindi fissare lo sguardo su una vergine?” (Giobbe 31:1 LND)

Daniele si trovava nel regno dei Babilonesi, e doveva mangiare del cibo che non era permesso ai Giudei di mangiare. Notate quello che fu il suo impegno, in Daniele 1:8

“Ma Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con i cibi squisiti del re e con il vino che egli stesso beveva; e chiese al capo degli eunuchi di concedergli di non contaminarsi.” (Daniele 1:8 LND)

Anche noi abbiamo bisogno di prendere degli impegni specifici per superare certi peccati in cui cadiamo spesso.

Per esempio, forse guardi cose nella televisione che non sono degne di un figlio del Dio santissimo. Hai bisogno di prendere un impegno specifico, di evitare totalmente quel tipo di programma, o forse proprio di smettere di guardare la televisione, se riconosci che guardandola, è facile cadere.

Se tu tendi a reagire con rabbia in certe situazioni, forse ti serve un impegno di non rispondere subito, ma di prendere sempre del tempo per valutare, per quanto potresti sentirti agitato.

Se hai la tendenza di parlare male di altre persone, potresti prendere un impegno specifico davanti a Dio di non ripetere nulla di negativo che riguardi un’altra persona.

Il punto è che per crescere nella santità, oltre ad un impegno generale di non peccare in alcun campo, è anche importante prendere degli impegni specifici per evitare quei peccati in cui spesso cadiamo.

Il nostro impegno è fondato sul vedere la grazia di Dio in noi. Se non fossimo stati liberati dal nostro peccato, e dal potere del peccato, sarebbe inutile impegnarci a non peccare più. Però, avendo ricevuto il perdono e la liberazione dal potere del peccato, e avendo la potenza di Dio all’opera in noi, possiamo camminare in novità di vita. Possiamo prendere un impegno così.

Secondo le Scritture

C’è un’altra cosa molto importante per avere una vita di santità, ed è di fondare il nostro comportamento sulla Parola di Dio.

Purtroppo, troppo spesso, tendiamo a prendere decisioni in base alla mentalità del mondo e alla mentalità carnale. Cioè, di natura, i nostri pensieri non sono i pensieri di Dio. In Isaia 55:8,9, Dio dichiara:

“8 "Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie," dice l’Eterno. 9 "Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.” (Isaia 55:8-9 LND)

Una basa di una vita cristiana è di imparare a non fidarci del nostro intendimento e dei nostri ragionamenti, ma di valutare ogni nostro pensiero alla luce della Parola di Dio.

Ma non basta non seguire l’andazzo del mondo. Troppo spesso, si segue l’andazzo degli altri credenti. Si pensa che un certo comportamento vada bene, non perché è stato valutato alla luce della Bibbia, ma perché gli altri credenti lo fanno.

Non basta seguire gli altri, non basta solo dare un’occhiata ad un brano senza studiare quel brano. Dobbiamo dividere rettamente la Parola di Dio, per capire correttamente quello che Dio ci insegna.

Quante volte si sente dire, quando si parla con qualcuno a cui si è detto che un certo comportamento o azione è peccato, una risposta del tipo: “Per me quello non è un problema.”, o, “Io non lo vedo così”.

È triste, ma spesso, chi dice questo tipo di risposta non ha fatto uno studio attento della Bibbia per vedere ciò che dichiara a proposito di quel determinato argomento. Al massimo, ha preso un versetto fuori contesto, e così, giustifica, almeno a se stesso, quel comportamento.

Nella Bibbia, Dio ci insegna di valutare tutto alla luce della Bibbia, per camminare secondo la verità di Dio. Leggo il Salmo 119:59.

“Ho esaminato le mie vie e ho rivolto i miei passi verso i tuoi precetti.” (Salmo 119:59 LND)

Bisogna esaminare ogni decisione. In Efesini 5:9,10 e 17, leggiamo:

“9 poiché il frutto dello Spirito consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità, 10 esaminando ciò che è accettevole al Signore.” (Efesini 5:9-10 LND)
“Non siate perciò disavveduti, ma intendete quale sia la volontà del Signore.” (Efesini 5:17 LND)

Poi, in Colossesi 1:9-11 leggiamo una preghiera in cui si chiede sapienza per capire la volontà di Dio in ogni cosa. Ve lo leggo:

“9 Perciò anche noi, dal giorno in cui abbiamo sentito questo, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni sapienza ed intelligenza spirituale, 10 perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio, 11 fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per ogni perseveranza e pazienza, con gioia,” (Colossesi 1:9-11 LND)

Quindi una parte fondamentale per poter camminare in santità è di crescere nel conoscere la volontà di Dio. È impossibile ubbidire a Dio in una decisione se non conosciamo la sua volontà in quel campo della vita.

Quindi, è fondamentale che ogni vero credente si impegni a conoscere sempre di più la volontà di Dio in ogni decisione.

Però, non basta conoscere la volontà di Dio. Dobbiamo avere un chiaro impegno di applicare quello che impariamo. Avere tanta conoscenza biblica non ti fa un credente maturo. Essere un grande studioso non ti fa essere più maturo.

La maturità cristiana non è quanto conosci della Bibbia. La maturità spirituale dipende da quanto la tua vita rispecchia la santità di Gesù Cristo, in ogni campo della tua vita.

Quindi, per quanto sia importante studiare la Bibbia, quello studio non porta frutto, finché non applichiamo quello che studiamo nella vita di tutti i giorni, in ogni campo della vita.

Lo scopo dello studio della Bibbia deve essere di avere una mente rinnovata. Leggiamo in Romani 12:1,2:

“1 Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio. 2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio.” (Romani 12:1-2 LND)

È il rinnovamento della mente che ci porta ad essere santi. Quando vediamo la vita tramite la verità di Dio, quando vediamo la vita alla luce dell’eternità, quando vediamo che siamo salvati e tenuti per grazia, quando ogni giorno vediamo Gesù Cristo come la nostra giustizia, allora, camminiamo in santità.

Cioè, lo scopo di leggere e studiare la Bibbia non è solo di avere più conoscenza. Non è di poter insegnare ad altri. Lo scopo di leggere e studiare la Bibbia è di conoscere Dio di più, e di avere una mente rinnovata. Dio vuole che vediamo la vita con occhi nuovi, tramite il filtro dei principi di Dio. Dio vuole che vediamo ogni forma di peccato come terribile, soprattutto e prima di tutto i nostri peccati. Di vuole che vediamo tutto alla luce delle verità di Dio.

Ci sarebbe tanto ancora da dire sulla santificazione. In realtà, ogni insegnamento ci aiuta a crescere in santità, se lo applichiamo alle nostre vite.

Per ora, chiudo con due principi. Prima di tutto, la santificazione è quando combattiamo contro i nostri peccati, di ogni tipo, confessandoli umilmente e senza scuse a Dio, per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo.

Per crescere nella santità, dobbiamo accettare l'ammonizione che riceviamo dagli altri fratelli, perché Dio ci mostra molto del nostro peccato tramite gli altri.

Dobbiamo fare come abbiamo letto in Filippesi 2:12,13. Chiudo con quella verità.

“12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l’operare, per il suo beneplacito.” (Filippesi 2:12-13)

Impegniamoci a completare la nostra salvezza con timore e tremore, però, ricordando sempre che è Dio che opera in noi il volere e l'operare, per la sua benevolenza. Grazie a Dio.

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