un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Superare lo scoraggiamento

sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 27 luglio, 2008 ---- cmd -----
parole chiave: scoraggiamento, come essere incoraggiato, guardare a Cristo, pensieri sbagliati, essere abbattuto.

Nella vita, ci sono tante malattie, malattie fisiche, e malattie spirituali.

Dio non ci cura da ogni malattia fisica, perché siamo tutti soggetti alla morte fisica. Però, la buona notizia è che in Gesù Cristo, Dio ci offre la cura per ogni malattia spirituale.

In Cristo, possiamo avere una vita abbondante, come Gesù dichiara in Giovanni 10:

“... io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giov 10:10 LND)

Gesù è venuto per darci la vita in abbondanza, una vita nella quale il frutto dello Spirito Santo abbonda in noi, e cioè:

“amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.” (Gal 5:22 LND)

Quindi, in Gesù Cristo, possiamo trovare la cura per qualsiasi malattia spirituale, per esempio, per l'odio, la paura, il rancore, l'orgoglio, e per tutto il resto che ci fa del male spiritualmente.

Oggi, voglio parlare di una malattia spirituale molto diffusa, e molto grave, che ci danneggia molto. Quando arriva, ci fa tanto, tanto male. Ci ostacola dall'avere la gioia, ci ruba la pace, ci ostacola dal vivere alla gloria di Dio.

Però, grazie a Dio, in Gesù Cristo, possiamo essere liberati da questa malattia.

Il male di cui sto parlando è lo scoraggiamento. Ogni persona conosce lo scoraggiamento, chi molto spesso e profondamente, chi meno frequentemente. Però, ogni credente conosce lo scoraggiamento.

Oggi, con l'aiuto di Dio, voglio aiutarvi a capire le cause principali dello scoraggiamento, e la cura per poterne uscire vittoriosi.

E se tu non sei credente, ti invito ad andare a Gesù per la salvezza.

Che cos'è lo scoraggiamento

Iniziamo considerando brevemente che cos'è lo scoraggiamento. Dico brevemente, perché è un qualcosa che già conosciamo per esperienza.

Lo scoraggiamento è uno stato d'animo in cui tutto sembra inutile, sembra che non ci sia speranza, sembra che i problemi o le difficoltà siano montagne impossibili da superare.

Lo scoraggiamento non dipende dalle circostanze, ma dipende dallo stato d'animo che abbiamo riguardo alle circostanze.

Quando uno è scoraggiato, vede tutto buio, anche se è circondato di luce. Lo scoraggiamento fa sembrare che tutto sia buio, perché la persona sceglie di guardare a ciò che è buio.

Lo scoraggiamento è come una catena pesante, che ti tiene legato.

Quando uno è scoraggiato, non ha la gioia, non sente la pace, non può rallegrarsi. Si sente fiacco, troppo debole per agire o reagire.

Forse il male peggiore che lo scoraggiamento produce è che ti ostacola dal camminare nella strada giusta, perché sembra troppo difficile, e perciò, come conseguenza, cammini nella strada sbagliata, seminando male, e ciò spesso ti porta a subire delle brutte conseguenze anche nel futuro.

Grazie a Dio, in Cristo Gesù, abbiamo la possibilità di superare ogni scoraggiamento, e anche di evitare di caderci. Consideriamo ora alcuni esempi di scoraggiamento che troviamo nella Bibbia, per vedere come superare questo grave male.

I figli d'Israele e le dodici spie

Iniziamo considerando la storia dei figli d'Israele quando erano sul punto di entrare nella terra promessa. Dio li aveva liberati miracolosamente dall'Egitto. Guidati e curati da Dio, arrivarono al confine della terra che Dio aveva loro promesso.

Mandarono dodici uomini per spiare il paese, per capire come esso era, e per avere un'idea dei popoli che lo abitavano.

Sul ritorno, dieci dei dodici uomini dissero che era impossibile conquistare quella terra, perché i popoli che lo abitavano erano troppo forti. Gli altri due uomini, Caleb e Giosuè, invece, dissero che Dio avrebbe dato loro la vittoria.

Mentre leggo, notate specificamente dove questi uomini guardavano.

“25 Tornarono dall’esplorazione del paese al termine di quaranta giorni, 26 e andarono a trovare Mosè ed Aaronne e tutta l’assemblea dei figli d’Israele nel deserto di Paran, a Kadesh; davanti a loro e a tutta l’assemblea fecero un resoconto e mostrarono loro i frutti del paese. 27 Così fecero davanti a lui il resoconto, dicendo: "Noi siamo arrivati nel paese dove ci hai mandato; vi scorre veramente latte e miele, e questi sono i suoi frutti. 28 Ma il popolo che abita il paese è forte, le città sono fortificate e grandissime; e là abbiamo pure visto i discendenti di Anak. 29 Gli Amalekiti abitano la regione del Neghev; gli Hittei, i Gebusei e gli Amorei abitano invece la regione montuosa, mentre i Cananei abitano vicino al mare e lungo il Giordano". 30 Caleb allora calmò il popolo che mormorava contro Mosè e disse: "Saliamo subito e conquistiamo il paese, perché possiamo certamente farlo". 31 Ma gli uomini che erano andati con lui dissero: "Non possiamo salire contro questo popolo, perché è più Forte di noi".” (Num 13:25-31 LND)

Dove guardavano? Guardavano alla grandezza dei problemi, non alla grandezza di Dio! Perciò, scoraggiarono il popolo.

Ora, ascoltate quello che dissero Caleb e Giosuè, che avevano visto le stesse cose degli altri dieci uomini.

“6 Giosuè, figlio di Nun, e Caleb, figlio di Jefunneh, che erano tra coloro che avevano esplorato il paese, si stracciarono le vesti, 7 e parlarono così a tutta l’assemblea dei figli d’Israele dicendo: "Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese buono, buonissimo. 8 Se l’Eterno si compiace con noi, ci condurrà in questo paese e ce lo darà, "un paese dove scorre latte e miele". 9 Soltanto non ribellatevi all’Eterno e non abbiate paura del popolo del paese, perché essi saranno nostro cibo; la loro difesa si è allontanata da loro e l’Eterno è con noi; non abbiate paura di loro".” (Nu 14:6-9 LND)

Nonostante che Giosuè e Caleb avevano visto i giganti e le città fortificate, anziché guardare ai problemi, essi guardavano oltre, e cioè alla potenza di Dio, e alla cura che aveva avuto di loro finora, e perciò, anziché essere scoraggiati, erano pronti ad andare avanti per fede, senza paura.

È importante notare che i figli d'Israele scelsero di dare ascolto ai dieci uomini, e quindi, scelsero di guardare ai problemi anziché a Dio, e per questo, furono scoraggiati. Questo scoraggiamento li rese deboli, e come conseguenza, non ebbero il coraggio di andare avanti per la strada che l'Eterno aveva tracciato per loro. Perciò, dovettero passare quarant'anni nel deserto, finché tutta quella generazione, tranne Giosuè e Caleb, fosse morta.

I figli d'Israele scelsero di guardare ai problemi anziché a Dio, e perciò, furono scoraggiati. E tu, dove scegli di guardare? Guardi ai problemi, riempi i tuoi pensieri con i problemi, oppure, guardi a Dio, e pensi alla sua potenza, e al suo amore, e alla sua saggezza?

La chiave per non essere scoraggiati è semplice: scegliere di guardare a Dio, che è più grande di qualsiasi problema nostro.

Chi guarda ai problemi sarà scoraggiato! Chi guarda a Dio sarà incoraggiato!

Esdra e i nemici

Consideriamo un altro esempio dello scoraggiamento. I Giudei erano tornati a Gerusalemme dopo l'esilio, sotto la guida di Esdra. Dovevano ricostruire il Tempio, ma le persone che abitavano là vicino li ostacolavano, scoraggiandoli grandemente, al punto che abbandonarono il lavoro. Leggete con me da Esdra 4:1-4

“1 Quando i nemici di Giuda e di Beniamino vennero a sapere che quelli che erano stati in cattività stavano ricostruendo il tempio all’Eterno, il DIO d’Israele, 2 si avvicinarono a Zorobabel, e ai capi delle case paterne e dissero loro: "Lasciateci costruire con voi, perché anche noi cerchiamo il vostro DIO, come voi; a lui abbiamo offerto sacrifici dal tempo di Esar-Haddon, re di Assiria, che ci condusse qui". 3 Ma Zorobabel, Jeshua e gli altri capi delle case paterne d’Israele risposero loro: "Non avete alcun diritto di costruire con noi una casa al nostro DIO, ma noi soli la costruiremo all’Eterno, il DIO d’Israele, come ci ha comandato il re Ciro, re di Persia". 4 Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda e a spaventarli, perché non costruissero. 5 Inoltre assoldarono alcuni consiglieri contro di loro per frustrare il loro intento, e ciò per tutto il tempo di Ciro, re di Persia, fino al regno di Dario, re di Persia.” (Ed 4:1-5 LND)

Questi Giudei guardavano ai problemi, e perciò, erano scoraggiati, e smisero di edificare il Tempio per tanti anni.

Pero, dopo alcuni anni, successe qualcosa che ci aiuta a capire come superare lo scoraggiamento. Leggiamo Esdra 5:1-5. In questo brano troviamo la chiave per superare lo scoraggiamento.

“1 Ma i profeti Aggeo e Zaccaria, figlio di Iddo, profetizzarono ai Giudei che erano in Giuda e a Gerusalemme nel nome del Dio d’Israele, che era su di loro. 2 Allora Zorobabel, figlio di Scealtiel, e Jeshua, figlio di Jotsadak, si levarono e cominciarono a costruire la casa di Dio a Gerusalemme; e con essi erano i profeti di Dio, che li aiutavano. 3 In quel tempo giunsero da loro Tattenai, governatore della regione oltre il Fiume, Scethar-Boznai e i loro colleghi e parlarono loro così: "Chi vi ha dato ordine di edificare questo tempio, e di ricostruire queste mura?". 4 Poi noi dicemmo loro quali erano i nomi degli uomini che costruivano questo edificio. 5 Ma sugli anziani dei Giudei vegliava l’occhio del loro Dio; e quelli non poterono farli smettere finché non fosse inviato a Dario un rapporto e non venisse una risposta in merito.” (Esdra 5:1-5 LND)

Nonostante che ci fosse ancora opposizione, i Giudei andarono avanti con i lavori. Non erano più scoraggiati. Quale era la differenza?

La differenza è che i profeti profetizzavano nel nome di Dio, e restavano con loro aiutandoli.

In altre parole, questi profeti annunciavano ai Giudei le verità di Dio. In questo modo, li aiutavano a pensare alla potenza di Dio, alla presenza di Dio, alla cura di Dio e alle promesse di Dio, anziché pensare agli ostacoli. E perciò, nonostante le difficoltà, i Giudei non erano più scoraggiati, e completarono il tempio.

Qua, vediamo che ci possiamo aiutare gli uni gli altri a tenere gli occhi su Dio, anziché sulle difficoltà e sui problemi. In questo modo, possiamo aiutarci gli uni gli altri a superare o evitare lo scoraggiamento.

Le sofferenze di Paolo

Consideriamo ora un esempio di come l'Apostolo Paolo aiutava i credenti di Efeso a non essere scoraggiati. Questi credenti avevano un grande amore per Paolo. Perciò, quando sentirono che egli stava soffrendo molto, molto presumibilmente erano scoraggiati. Per aiutarli a non scoraggiarsi, Paolo scrisse in Efesini 3:13:

“Per la qual cosa vi chiedo che non vi scoraggiate a causa delle mie tribolazioni che soffro per voi, il che è la vostra gloria.” (Efe 3:13 LND)

Per aiutarli a non essere scoraggiati sentendo delle sue tribolazioni, Paolo parlò con loro del frutto che la sua sofferenza stava producendo. Spiegò loro che la sua sofferenza era per la loro gloria.

Qui vediamo lo stesso principio di prima. Se questi credenti avessero fissato i loro pensieri sulle sofferenze di Paolo, sarebbero stati scoraggiati. Se invece avessero scelto di guardare al frutto eterno che Dio stava producendo tramite la sofferenza di Paolo, sarebbero stati incoraggiati.

In che modo le sofferenze di Paolo portava alla loro gloria? Ricordate che Paolo si impegnava a portare ogni credente alla maturità in Cristo. Quando Gesù Cristo apparirà, saremo glorificati con Lui. Cristo è in controllo di tutto, e gestisce tutto in modo che tutte le cose cooperano al bene di coloro che sono salvati in Lui, ad essere cioè conformati all'immagine di Cristo.

Gesù Cristo è la nostra speranza in ogni prova e sofferenza. È per la sua potenza, e per le sue promesse, che possiamo restare tranquilli in ogni sofferenza!

Quindi, anche qua vediamo che ci possiamo aiutare gli uni gli altri a non essere scoraggiati, ricordandoci a vicenda di quello che Cristo sta facendo in noi, anche tramite le prove e le difficoltà.

Padri con figli

Nello modo che possiamo aiutare qualcuno a non essere scoraggiato, possiamo anche spingere qualcuno verso lo scoraggiamento. Troviamo un avvertimento di questo pericolo in Colossesi 3:21. Leggo.

“Padri, non provocate ad ira i vostri figli, affinché non si scoraggino.” (Colossesi 3:21 LND)

Se un padre, e questo comprende anche le mamme, provoca ad ira un suo figlio, lo sta spingendo ad essere scoraggiato.

Chiaramente, possiamo spingere tanti altri allo scoraggiamento in tanti modi diversi. Quanto è importante aiutare le persone a non essere scoraggiati, anziché spingerle verso lo scoraggiamento con qualche peccato nostro! Questo vale in tutti i nostri rapporti. Possiamo spingere qualcuno verso lo scoraggiamento con qualche nostro peccato, e anche mancando di fare il bene che avremmo dovuto fare.

Lo scoraggiamento dovuto al nostro peccato

Finora, abbiamo considerato principalmente lo scoraggiamento che arriva quando ci sono grandi difficoltà nella vita. Abbiamo visto che la cura per non essere scoraggiati è di pensare alla cura di Dio, alla potenza di Dio, e all'amore di Dio per noi, anziché alle difficoltà.

Ora vorrei parlare di un altro motivo per cui possiamo essere scoraggiati, anche moltissimo.

I nostri peccati possono scoraggiarci tantissimo quando li vediamo.

Per esempio, quando riconosciamo un nostro peccato, possiamo sentirci un fallimento. Se continuiamo a cadere nello stesso peccato, possiamo esserne molto scoraggiati. Quando riconosciamo quanto il nostro cuore è nero, anche questo può scoraggiarci.

Quando siamo scoraggiati a causa del nostro peccato, sembra impossibile ottenere il perdono. Sembra che sia impossibile poter tornare a Dio e camminare come avremmo dovuto fare prima.

Qual è la cura, quando ci sentiamo scoraggiati a causa dei nostri peccati?

Per capire la soluzione, dobbiamo capire prima il problema. Quando siamo scoraggiati a causa del nostro peccato, dove stiamo guardando? A che cosa stiamo pensando?

Quando siamo scoraggiati a causa dei nostri peccati, stiamo guardando al nostro peccato. Stiamo guardando a quanto noi siamo malvagi, e deboli.

Il modo per superare lo scoraggiamento è di guardare a Cristo, anziché ai nostri peccati.

Quando riconosciamo il nostro peccato, la cura è di rivolgerci a Dio per mezzo di Gesù Cristo, per essere perdonati e purificati.

Per quanto il nostro peccato possa essere grande, quanto più grande è il sacrificio di Cristo, e il perdono che possiamo ricevere gratuitamente in Lui!

Infatti, in Romani 5:20 leggiamo:

“ dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata,” (Rom 5:20 LND)

La grazia di Dio in Cristo è infinitamente più grande del più grande peccato nostro. In Efesini, leggiamo della ricchezza della grazia di Dio in Cristo, che è la base del nostro perdono.

“6 a lode della gloria della sua grazia mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio, 7 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, 8 che egli ha fatto abbondare verso di noi con ogni sapienza e intelligenza,” (Efe 1:6-8 LND)

Dio ci perdona secondo le ricchezze della sua grazia per noi in Gesù Cristo. Il perdono che possiamo ricevere per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo supera ogni nostro peccato.

Quindi, quando pecchiamo, anziché essere scoraggiati fissando gli occhi sul nostro peccato, abbiamo bisogno di guardare a Cristo come Salvatore. Poi, possiamo rivolgerci a Dio, come ci insegna 1Giovanni 1:8

“8 Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giov 1:8-9 LND)

Per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo, possiamo essere perdonati da ogni nostro peccato. In Cristo, possiamo presentarci a Dio, confessando il nostro peccato, è Dio sarà fedele e giusto da perdonarci, e da purificarci. Quindi, è inutile essere scoraggiati, che vuol dire, continuare a guardare al peccato! Piuttosto, quando pecchiamo, guardiamo a Cristo, per trovare il perdono, e la gioia della nostra salvezza!

Ebrei 12: la disciplina

Ci sono le volte che non abbandoniamo un peccato. In questi casi, prima o poi, Dio manda la sua disciplina.

La disciplina di Dio può essere molto dura, e a volte, possiamo essere scoraggiati quando siamo sotto la sua disciplina.

In questi casi, Ebrei 12:4-14 ci spiega come superare lo scoraggiamento. Leggiamolo, e poi, vorrei fare qualche commento.

“4 Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato, 5 e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: "Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce". 7 Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. 9 Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? 10 Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. 11 Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo. 12 Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti, 13 e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinché l’arto zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato. 14 Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore,” (Eb 12:4-14 LND)

Quando la disciplina arriva, non sembra mai che possa motivare gioia. Però, produrrà un pacifico frutto di giustizia, e perciò, ci porterà ad avere una gioia che durerà.

Dopo aver spiegato la disciplina di Dio, notate attentamente i vv.12,13

“12 Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti, 13 e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinché l’arto zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato.” (Ebr 12:12-13 LND)

Le mani cadenti e le ginocchia vacillanti descrivono lo scoraggiamento che spesso abbiamo quando Dio ci disciplina.

In questo casi, il modo per superare lo scoraggiamento è semplice: è di fare sentieri diritti per i nostri piedi. Nella Bibbia, “sentieri diritti” è un modo per descrivere una vita di santità.

In altre parole, quando siamo scoraggiati perché Dio ci disciplina, è inutile esserne scoraggiati, che non risolve niente!

Piuttosto, dobbiamo cambiare via, e riprendere la via della giustizia. In altre parole, dobbiamo ravvederci dal nostro peccato, e riprendere a camminare in santità. Infatti, il brano conclude con il v.14:

“Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore,” (Ebr 12:14 LND)

Dobbiamo procacciare, ovvero cercare vivamente, la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore.

Questo è il modo per superare lo scoraggiamento, quando ci troviamo pieni di peccato. È inutile piangerci sopra, abbiamo bisogno di ravvederci e di riprendere la via della santità! Allora, conosceremo il perdono, e conosceremo di nuovo la gioia della nostra salvezza in Cristo.

La tristezza da Dio

Un altro brano che ci aiuta a comprendere questo principio è 2Corinzi 7:9,10, che parla dei due tipi di tristezza che possiamo avere quando riconosciamo un peccato. Esiste la tristezza del mondo, che è lo scoraggiamento. E poi, c'è la tristezza secondo Dio. Notate il risultato di ciascun tipo di tristezza mentre leggo il brano.

“9 Ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché siete stati rattristati a ravvedimento, poiché siete stati rattristati secondo Dio, affinché in nessuna cosa aveste a ricevere alcun danno da parte nostra. 10 La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte.” (2Co 7:9-10 LND)

La tristezza del mondo è quella tristezza per il peccato che non porta al ravvedimento. Una persona con questa tristezza sarà scoraggiata. Però, non si ravvederà. Piange per il suo peccato, ma non si ravvede. Non cambia.

Al contrario, la tristezza secondo Dio porta al ravvedimento anziché allo scoraggiamento. Chi si ravvede, e accetta il perdono di Dio, conoscerà la gioia del perdono, e la pace che arriva dall'essere di nuovo in stretta comunione con Dio.

Quindi, quando ti trovi nel peccato, non scoraggiarti! Piuttosto ravvediti, per ricevere il perdono per mezzo di Gesù Cristo!

Caino. Genesi 4

Troviamo questo principio anche quando Caino fu scoraggiato. Caino aveva fatto un sacrificio a Dio che non era secondo il comandamento di Dio. Quindi, era nel peccato, avendo agito per testa sua. Dio non accettò il suo sacrificio, e perciò, Caino ne fu irritato e scoraggiato.

Vi leggo quello che Dio gli disse. Notate la cura che Dio gli offrì.

“6 Allora l’Eterno disse a Caino: "Perché sei tu irritato e perché è il tuo volto abbattuto? 7 Se fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te; ma tu lo devi dominare".” (Gen 4:6-7 LND)

La verità descritta qui è molto chiara, e si applica a noi. Finché restiamo nel peccato, non avremo gioia nel cuore, e facilmente resteremo scoraggiati ed abbattuti.

Invece, quando smettiamo di peccare e iniziamo a fare quello che Dio comanda, la gioia di Dio ritornerà nel nostro cuore.

Lo scoraggiamento causato da pensieri sbagliati

Menziono brevemente un altro tipo di scoraggiamento: lo scoraggiamento che arriva quando ci misuriamo con un nostro metro, anziché con il metro di Dio.

Per esempio, Dio dichiara che a chi è stato dato molto, molto sarà richiesto. Vediamo questo principio spiegato chiaramente nella parabola dei talenti.

Se però io mi confronto con qualcuno che ha ricevuto più di me, per forza sarò scoraggiato, ma senza un motivo valido.

Per esempio, se io, come pastore, dovesse confrontarmi con Spurgeon, chiaramente mi sentirei un terribile fallimento, in quanto Dio si è servito di Spurgeon per fare molto di più di quanto io ho mai potuto fare.

Però, non devo mai confrontarmi con Spurgeon, né con chiunque altro, perché DIO non mi confronta con gli altri. Dio mi confronta solo con quello che Egli ha dato a ME.

Quando mi confronto con altri e mi sento scoraggiato, spesso, sotto c'è il mio orgoglio, in quanto, desidero sentirmi più importante.

La cura per questo scoraggiamento è di ringraziare Dio per la grazia di essere salvato in Gesù Cristo, e di essere fedele con quello che ho ricevuto, e poi, di vivere per la gloria di Cristo, senza confrontarmi con gli altri.

Conclusione:

A questo punto, abbiamo visto i due motivi principali per cui possiamo essere scoraggiati. Possiamo essere scoraggiati quando ci troviamo davanti a problemi e difficoltà, e possiamo essere scoraggiati quando riconosciamo il nostro peccato.

In entrambi i casi, lo scoraggiamento arriva quando guardiamo al problema o al peccato, anziché a Cristo.

Quando ci troviamo davanti a problemi o difficoltà, il modo per non essere scoraggiati è di ricordare e meditare sulla cura di Dio per noi. È importante ricordare chi è Dio, i suoi attributi, e ricordare la sua opera passata per noi, e anche ricordare le sue promesse che ci ha lasciato. Quando noi pensiamo a queste cose, anziché al problema o alla difficoltà che ci sta davanti, invece di essere scoraggiati, potremo avere gioia, anche nelle prove più difficili e pesanti. Guardiamo a Dio, e ricordiamoci che avendo Gesù Cristo come Signore, abbiamo libero accesso a Dio stesso! Abbiamo Gesù Cristo come Mediatore, abbiamo Gesù come il nostro Avvocato, abbiamo tutti i benefici del suo sacrificio sulla croce e con la sua risurrezione!

Cosa sono i problemi più profondi davanti all'onnipotenza di Dio? Quanto è importante confrontare i problemi con gli attributi di Dio, perché facendo così, vedremo che possiamo gioire in Cristo, in mezzo alle difficoltà più profonde!

Poi, quando ti trovi a riconoscere un tuo peccato, e questo ti scoraggia, ricorda che la cura è di guardare a Cristo: guarda al perdono che Egli ti offre, poi ravvediti, confessa il tuo peccato, e poi, abbonda in ringraziamento per il perdono che Dio ti dà!

Quando confessiamo il nostro peccato, Dio è fedele e giusto e ci perdona, e ci purifica.

Il perdono non è qualcosa legato ai sentimenti. È una realtà, sia che lo senti o meno. Quindi, dopo che hai confessato un peccato, per fede accetta il perdono che Dio ti offre. Ringrazia Dio per quel perdono! Infatti, un motivo per cui spesso siamo scoraggiati dopo che abbiamo confessato un peccato è perché in realtà, non abbiamo creduto a Dio quando ci dichiara che perdona i nostri peccati, e perciò, ci sentiamo ancora colpevoli.

Non fare questo! Quando confessi un peccato, credi a quello che Dio dichiara, e ringrazia Dio per il perdono che hai ricevuto in Gesù Cristo!

Se hai un peccato che non stai abbandonando, e ti arriva la disciplina di Dio, è inutile scoraggiarti! Piuttosto, confessa il tuo peccato, e inizia a camminare di nuovo in sentieri diritti! Allora, la tua gioia in Cristo ritornerà.

Grazie a Dio, non dobbiamo essere scoraggiati! Come buon Padre, in Cristo Gesù Dio ci ha dato tutto quello che ci serve per superare ogni scoraggiamento.

Aiutatevi gli uni gli altri a guardare a Cristo, anziché ai problemi e ai peccati.

Guardiamo a Cristo, come Buon Pastore che ci cura perfettamente, e come fonte di perdono in ogni caduta! Anziché essere scoraggiati, abbondiamo di ringraziamento per il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo!

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