Come dobbiamo leggere la Bibbia?
Vorrei condividere con voi la nostra lettura in famiglia di ieri. Quando leggiamo la Bibbia, qual è la cosa centrale che dobbiamo cercare? Lo scopo è di imparare la storia? Lo scopo è di imparare i comandamenti? Lo scopo principale è di imparare la dottrina?
In casa, nell'ora di colazione stiamo leggendo Esodo, e siamo nella parte dove Dio libera gli Israeliti dalla schiavitù dell’Egitto. Ci troviamo nel deserto, nel terzo mese dopo aver attraversato il Mar Rosso sull’asciutto.
Pensate a quando Dio ha portato Israele fuori dall’Egitto. Qual era il traguardo di Dio per loro? Che cosa dovevano imparare? Cosa impariamo noi da questi racconti? Qual era il traguardo di Dio per gli Israeliti, e qual è il traguardo di Dio per noi?
Spesso, crediamo che Dio vuole insegnarci ad ubbidire. Pensiamo al fatto che abbiamo bisogno di Dio nel nostro cammino su questa terra. Per Israele, potremmo immaginare che il traguardo di Dio era portarli nella terra promessa, e che il traguardo di Dio per noi è di farci arrivare in cielo.
Ma, il traguardo di Dio per noi è molto più meraviglioso di questo.
Vogliamo leggere insieme da Esodo, il libro che racconta di quando Dio ha portato il popolo di Israele fuori dall'Egitto.
Il traguardo di Dio non era semplicemente portarli alla terra promessa. Era qualcosa di molto, molto più grande.
E per noi, il traguardo di Dio non è solo quello di salvarci dall’inferno, e portarci in cielo. Il traguardo di Dio in noi è molto, molto più grande.
Capire qual è il traguardo di Dio, che ci porta a capire il cuore di Dio, è quello che ci porta ad avere gioia nella vita cristiana.
Ripeto questo.
Quello che ci dà gioia nella vita cristiana è capire il cuore di Dio per noi, e qual è il suo traguardo per noi.
Con questo, leggiamo insieme uno fra i tantissimi brani che ci aiutano a capire il cuore di Dio. Trovate con me Esodo 19.
Siamo nel terzo mese dopo che l’Eterno aveva liberato il popolo di Israele dalla schiavitù in Egitto.
Se ricordate, Dio aveva fatto grandi miracoli per liberare il suo popolo dall’Egitto. Aveva mandato le dieci piaghe. L’ultima piaga era terribile. L’Angelo di Dio era entrato in ogni casa in Egitto, uccidendo il primogenito di ogni famiglia, uomini e animali. Però, Dio aveva comandato agli Israeliti di uccidere un agnello per ogni casa, e di spargere il sangue di quell'agnello sugli stipiti della porta. Quando l’Angelo di Dio vedeva il sangue, passava oltre quella casa. Perciò, quell'agnello moriva al posto del figlio.
Dio aveva ordinato agli Israeliti di sacrificare e mangiare un agnello come ricordo, ogni anno. Questo era un simbolo, che rappresentava il loro bisogno del vero Agnello di Dio, che Dio avrebbe mandato nella persona del Messia. Quell’Agnello è Gesù, il Cristo.
Poi, Dio ha guidato il popolo fuori dall’Egitto, e lo ha guidato fino al Mar Rosso. L’esercito del faraone li seguiva e perciò, erano in grave pericolo. Tutto sembrava perso. Ma Dio ha sempre il suo piano, e il suo piano era di compiere un grandissimo miracolo: aprire il mare per farli attraversare sull’asciutto, e poi, far morire l’esercito egiziano. In questo, Dio voleva far vedere al mondo il suo potere e la sua cura per il suo popolo.
Poi, guidando il popolo nel deserto, Dio ha provveduto per loro la manna, un cibo miracoloso, che appariva giorno per giorno alla mattina. Questo cibo ha sostenuto il popolo per quarant’anni.
Dio ha anche provveduto l'acqua, miracolosamente, facendola sgorgare dalla roccia.
Dio ha dato al suo popolo vittoria in una battaglia contro gli Amalekiti. Questa è stata una vittoria miracolosa, dovuta tutta all’opera di Dio.
Leggendo tutto questo, potremmo pensare tante cose. Ma è importante capire qual era il traguardo di Dio in tutto questo. Che cosa stava facendo Dio con gli Israeliti, e che cosa sta facendo Dio con noi.
La risposta viene da Dio stesso. Seguite mentre leggo Esodo 19:1-6. Notate attentamente lo scopo di Dio in quello che fa. Questo era vero per quello che faceva con gli Israeliti, ed è vero con quello che fa con noi oggi. Leggo.
“1 Nel terzo mese dall’uscita dal paese d’Egitto, nello stesso giorno, essi giunsero al deserto del Sinai. 2 Essendo partiti da Refidim, giunsero al deserto del Sinai e si accamparono nel deserto; Israele si accampò là, di fronte al monte. 3 Poi Mosè salì verso DIO; e l’Eterno lo chiamò dal monte, dicendo: "Così dirai alla casa di Giacobbe e questo annuncerai ai figli d’Israele: 4 "Voi avete visto ciò che ho fatto agli Egiziani, e come io vi ho portato sulle ali d’aquila e vi ho condotto da me. 5 Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poiché tutta la terra è mia. 6 E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele"".” (Esodo 19:1-6 LND)
Consideriamo quello che Dio comanda a Mosè di dire al popolo. Dio dichiara di averli portati sulle ali d’aquila. Ovvero, Dio stava ricordando della sua cura potente e perfetta per loro. Non si sono liberati da soli, era DIO che aveva fatto tutto per liberarli dall’Egitto e per provvedere per loro.
Notate infatti che Dio dichiara: IO vi ho portato. IO. Era DIO che li aveva portati sulle ali d’aquila. Non era per merito loro.
Ed è lo stesso con noi. Pensate a noi che siamo salvati. Siamo salvati per merito nostro? Abbiamo noi fatto qualcosa che ha convinto Dio di salvarci? In qualche modo abbiamo noi fatto qualcosa per meritare il perdono e la giustificazione?
Assolutamente no. La nostra salvezza è un'opera di Dio. Dio ha operato quando eravamo senza forza, morti nei nostri peccati. Come gli Israeliti non potevano fare nulla per liberarsi dalla schiavitù dell’Egitto, ma era stato DIO ad averli portati sulle ali d’aquila, così come è stato DIO che ha portato noi dalle tenebre alla luce, come leggiamo in Colossesi 1:13.
13 Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, 14 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati. (Colossesi 1:13,14)
Dio ha fatto questo. NON siamo salvati per opere nostre. Leggo anche Romani 3:28.
“Noi dunque riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge.” (Romani 3:28 LND).
Anche 2Timoteo 1:9 spiega che la nostra salvezza è opera di Dio.
(Dio) “che ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell’inizio dei tempi,” (2Timoteo 1:9 LND)
DIO ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre, DIO ci ha salvati, secondo il SUO scopo e la SUA grazia, come DIO aveva liberato gli Israeliti dall’Egitto e li ha portati sulle ali d’aquila.
Torniamo al brano in Esodo 19, per notare il MOTIVO per cui Dio li aveva liberati. Questo è il punto centrale che ci ha colpito nella nostra lettura in casa, e prego che toccherà il cuore di ognuno di noi oggi. Leggo ancora Esodo 19:4.
4 "Voi avete visto ciò che ho fatto agli Egiziani, e come io vi ho portato sulle ali d’aquila e vi ho condotto da me. (Esodo 19:4).
Dio li aveva liberati per condurli a LUI.
Fermiamoci a comprendere questo. Lo scopo principale di Dio nell'aver salvato gli Israeliti dall’Egitto era per portarli a LUI, ovvero, per portarli ad essere in rapporto con LUI.
Cosa vuol dire? Dio ha salvato questi Israeliti, che sappiamo erano pieni di peccati, che non avevano alcun merito nei confronti di Dio. Dio ha salvato questi Israeliti, i discendenti di Abrahamo, Isacco e Giacobbe, al quale Dio aveva dato il nome Israele, Dio li ha salvati con mano potente per condurli a LUI, affinché fossero in un rapporto con Dio stesso. Questo è incredibile.
Il Santo e Glorioso Dio vuole un rapporto diretto e personale con il suo popolo, con ognuna delle sue pecore.
La salvezza non è soltanto non andare all’inferno. Non è avere una vita più facile, con meno problemi. La salvezza è essere in rapporto con Dio stesso.
Dio è Dio, Dio è santo, è giusto, è glorioso. Perciò, per essere in un rapporto con Dio, dobbiamo riconoscere Dio per chi è. Non si può essere in rapporto con il Dio santissimo se si cammina nel peccato.
Nel suo grande amore, Dio ha provveduto per noi un modo per essere perdonati, volta dopo volta, per mezzo di Gesù Cristo. In questo modo, possiamo tornare sempre ad avere la vera comunione con Dio.
Se andiamo avanti in Esodo 19, nel versetto 5 e la prima parte del v 6, Dio spiega come restare in comunione con Lui. Leggo.
5 Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poiché tutta la terra è mia. 6 E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. (Esodo 19:5,6)
Pensate a questo. Dio ci chiama a seguirLo attentamente. Questo non è un comandamento pesante, è assolutamente giusto. È l’unico modo per essere in rapporto con Dio.
Pensate ad un semplice e debole esempio. Se un giovane uomo chiede al grande re di poter sposare la figlia, certamente dovrebbe essere d’accordo a curarla e ad esserle fedele. Meno di questo non è concepibile. E in un rapporto con il Signore Dio che è al di sopra di tutto, certamente bisogna ascoltare attentamente la sua voce, e osservare il suo patto. Questo è quello che Dio richiedeva dagli Israeliti.
E Dio chiede questo da noi. Per poter noi stare in un rapporto stretto con Dio, dobbiamo ascoltare attentamente la sua voce, e osservare il suo patto.
Questo ci fa pensare a quello che Gesù dichiara in Giovanni 10 per quanto riguarda le sue pecore. Leggo Giovanni 10:27,28.
27 Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io dò loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. (Giovanni 10:27,28).
Questo è quasi uguale a quello che Dio dichiara agli Israeliti nel deserto in Esodo 19. Le vere pecore, coloro che veramente hanno Dio, ascoltano attentamente la sua voce, e osservano il suo patto, o, come Gesù afferma, Lo seguono. Seguono la sua guida, seguono i suoi comandamenti.
Questo è il frutto di un vero rapporto con Dio. Dio dichiara questo tramite Mosè agli Israeliti, e nell'Evangelo di Giovanni, Gesù lo dichiara a noi.
Qual è il risultato quando siamo in un vero rapporto con Dio, ascoltiamo la sua voce e lo seguiamo? Cosa succede a chi ascolta attentamente la voce del Signore, e Lo segue, ovvero, osserva il suo patto? Leggo ancora Esodo 19:5,6.
5 Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poiché tutta la terra è mia. 6 E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. (Esodo 19:5,6)
Chi ascolta veramente la voce di Dio, che è la stessa cosa di ascoltare Gesù Cristo, che noi possiamo ascoltare tramite la Bibbia, sarà il tesoro particolare di Dio, fra tutti i popoli della terra.
Pensate a questo. Il mondo è pieno di popoli diversi. Nazioni, gruppi etnici diversi, persone di lingue diverse. Ma coloro che appartengono a Dio, coloro che Dio salva, che vivono ascoltando e seguendo Dio, quelle persone, e solo quelle persone, diventano il tesoro particolare di Dio.
Questa verità è così immensa che è impossibile afferrarla pienamente. Chi ascolta a segue Dio diventa un tesoro per Dio, un tesoro particolare, ovvero, un tesoro speciale.
Pensate a questo. Se qualcosa è per te un tesoro, un vero tesoro, come tratti quel tesoro? Quanta cura hai per quel tesoro? Quanto è prezioso per te? Quanta premura hai per quel tesoro? Poca, oppure, tanta?
Se qualcosa è un tesoro particolare per te, tu hai un'immensa cura per quel tesoro. Ti è preziosa, e sei molto attento a curarla tanto e costantemente.
Cari fratelli e care sorelle, noi siamo preziosi per Dio. Noi siamo un tesoro per Dio. Questo non è per alcun merito in noi, come abbiamo visto prima. Noi siamo preziosi per Dio, ed un tesoro particolare, a causa della scelta di Dio.
E come tesoro, è fondamentale che viviamo ascoltando la sua voce e osservando il suo patto, ovvero, camminando alla luce di quello che Egli ci insegna nella sua Parola.
Nulla che questo mondo può offrirci è minimamente paragonabile ad essere un tesoro prezioso per Dio. E questo è disponibile per ogni vero credente.
Sarete una regno di sacerdoti
Il versetto 6 aggiunge un'altra meravigliosa verità che sarà per tutti coloro che ascoltano di cuore la voce di Dio e Lo seguono. Questa verità è meravigliosa. Seguite mentre leggo il versetto 6.
E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. (Esodo 19:6)
Chi cammina con Dio sarà parte di un regno di sacerdoti.
Già nell'Antico Testamento, Dio dichiara che tutti coloro che Lo seguono di cuore saranno un regno di sacerdoti. Questo è incredibile. Noi siamo sacerdoti di Dio.
I sacerdoti hanno accesso a Dio, mentre gli altri no. I sacerdoti hanno il privilegio di adorare Dio e portare sacrifici di lode e ringraziamenti a Dio. Troviamo questo insegnamento più volte nel Nuovo Testamento.
Leggiamo di questo privilegio anche in 1 Pietro 2:5.
4 Accostandovi a lui, come a pietra vivente, rigettata dagli uomini ma eletta e preziosa davanti a Dio, 5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. (1Pietro 2:4,5)
Per mezzo di Gesù Cristo, siamo un sacerdozio santo. E troviamo ancora una più chiara spiegazione in 1Pietro 2:9,10 di chi siamo in Gesù Cristo.
9 Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua mirabile luce; 10 voi, che un tempo non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia. (1Pietro 2:9,10)
In Cristo, siamo un regale sacerdozio. O che possiamo riconoscere l’immenso privilegio di essere un regale sacerdozio. Per natura, cerchiamo gloria dagli uomini. Ma nulla che il mondo può darci ha vero valore. Invece quello che Dio ci dà in Gesù Cristo, il privilegio di essere un regale sacerdozio, vale più di tutto quello che il mondo potrebbe mai darci. Nessun onore che il mondo potrebbe darci vale minimamente quanto vale il privilegio di essere un regale sacerdozio. Regale vuol dire: reale, ha a che fare con chi è il re. Noi apparteniamo al Re di tutto, il vero Re, Colui che è Re per tutta l’eternità. Siamo i Suoi sacerdoti. Che immenso, infinito privilegio.
Essere un sacerdote per il Re è un ruolo speciale e privilegiato. Questo è il privilegio di chi è in Cristo, ascolta la sua voce e Lo segue.
Poi, il brano dice che siamo una gente santa. Una gente santa. La parola “santa” vuol dire separata, riservata per l’uso esclusivo di Dio. È un ruolo estremamente privilegiato essere una gente santa. E in Cristo, noi siamo questo per Dio. Fra tutti i popoli del mondo, solo noi che siamo in Cristo siamo una gente santa, riservata per Dio.
1Pietro 1:9 dichiara poi che siamo “un popolo acquistato da Dio”. Dio ci ha comprato. A quale prezzo? Vi leggo l’esortazione che Paolo fa agli anziani di Efeso in Atti 20:28 che spiega il prezzo pagato.
“Badate dunque a voi stessi e a tutto il gregge in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata col proprio sangue” (Atti 20:28 LND)
Siamo stati acquistati con il sangue di Gesù Cristo, Dio incarnato. Che prezzo immenso. Nulla vale più di questo. Questo ci fa capire il nostro valore per Dio. Leggo anche in Efesini 1:13,14 chi siamo per Dio.
“13 In lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l’evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa; 14 il quale è la garanzia della nostra eredità, in vista della piena redenzione dell’acquistata proprietà a lode della sua gloria.” (Efesini 1:13-14 LND)
Lo Spirito Santo è la garanzia della nostra eredità. Noi arriveremo alla piena redenzione, perché siamo la proprietà acquistata da Dio.
Pensate a questo. Noi siamo stati acquistati da Dio, con il sacrificio del suo Unigenito Figlio, Gesù Cristo.
Considerando il prezzo che Dio ha pagato per acquistarci, quanto valore abbiamo per Dio? Siamo di infinito valore per Dio.
Tu sei prezioso o preziosa per Dio. Dio ti ha comprato a caro prezzo. Hai un valore infinito per Dio, perché la vita di suo Figlio, che è il prezzo pagato per acquistarti, è di infinito valore.
Avendo dato suo Figlio per noi, è assolutamente certo che Dio ci darà anche tutto il resto che serve per farci arrivare a Lui per l’eternità. Seguite mentre leggo Romani 8:32.
“Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?” (Romani 8:32 LND)
Siamo infinitamente preziosi per Dio, che ci ha acquistato con il prezzo del sacrificio di suo Figlio, Gesù Cristo. Inoltre, ci ha dato lo Spirito Santo come caparra, che garantisce la nostra piena redenzione. Dio ci donerà tutto quello che serve per completare la Sua opera in noi. Ci darà la potenza dello Spirito Santo, ci ha dato le sue preziose e potenti promesse. La nostra eredità è conservata, noi siamo custoditi. Tutto questo perché siamo preziosi a Dio, siamo un acquisto speciale, comprato con il sacrificio di suo Figlio Gesù Cristo. Siamo un tesoro particolare per Dio.
Una nazione santa
Torniamo al brano in Esodo 19. Rileggo quello che abbiamo letto, per considerare l’ultima parte. Leggo Esodo 19:5,6.
5 Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poiché tutta la terra è mia. 6 E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. (Esodo 19:5,6)
Dio stava chiamando gli Israeliti a credere in Lui, ad ascoltarLo, a seguirLo. Spiega loro che saranno il suo tesoro, ed anche un regno di sacerdoti e poi, aggiunge che saranno una nazione santa.
Sarebbero potuti diventare una nazione che aveva Dio come il loro capo, una nazione santa, una nazione che camminava nelle vie di Dio.
Che immenso privilegio.
Come sappiamo, per la maggior parte della storia nell’Antico Testamento, Israele non era stata una nazione santa. C’erano alcuni brevi periodi, quando c’era un re buono, timorato di Dio, in cui la maggior parte della nazione camminava con timore di Dio. Ma solitamente, Israele era pieno di peccato.
Oggi, non esiste nazione che segue Dio, come nazione. Però, noi che seguiamo Gesù Cristo possiamo essere un popolo santo. Come famiglie, possiamo camminare in santità in tutte le nostre decisioni.
Beata la persona, la famiglia, e la chiesa che cammina in santità. Camminare in santità vuol dire camminare in comunione con Dio. Camminare in santità vuol dire godere ricca e profonda comunione con Dio ogni giorno. Vuol dire essere ripieni dello Spirito Santo. Vuol dire avere una vita che porta molto frutto.
Applicazione
Allora, oggi, ho considerato la nostra lettura di famiglia che abbiamo fatto ieri, e ho semplicemente parlato della verità principale che abbiamo visto.
Quando leggiamo la Bibbia, sopra ogni altra cosa, cerchiamo di riconoscere il cuore di Dio. Più conosciamo Dio, più fede possiamo avere. Più conosciamo Dio, più pace possiamo avere. Più conosciamo Dio, più vedremo l’inganno del peccato.
La vita cristiana è pesante quando ci focalizziamo sui comandamenti. La vita cristiana diventa una gioia quando ci focalizziamo su Dio, e sul suo cuore per noi.
O che possiamo ricordare che siamo un tesoro particolare per Dio, che Dio opera per condurci a Sé. Dio vuole essere in un rapporto personale con noi.
O che possiamo ricordare che siamo un sacerdozio regale, che siamo un popolo santo. O che possiamo vedere sempre di più il cuore di Dio per noi.
Prego che queste verità possano incoraggiarci profondamente, e che possiamo leggere la Bibbia per vedere sempre più il cuore del nostro Padre celeste.