Aiuto Biblico

L'importanza di ricordare le opere di Dio

Giosuè 3-4

Sermone di Marco de Felice, www.AiutoBiblico.org per mercoledì, 13 ottobre 2021, – cmd dmp –

Audio:

Vogliamo continuare nel nostro studio di Giosuè. Quante lezioni ci sono per noi. Questi sono tutti avvenimenti veri, ma anche una rappresentazione della nostra vita.

Trovate Giosuè 3. Voglio ricordare che Dio, dopo la morte di Mosè, aveva dato l’incarico di guidare il popolo di Dio a Giosuè. Lui capiva quanto era immenso l’incarico che gli era stato dato. In più, dovevano entrare nella terra promessa che era piena di persone, città fortificate e ben armate, e dovevano combattere.

Nel capitolo 1 abbiamo visto che Dio gli ha detto ripetutamente: “Io sono con te. Mi segui. Mi ubbidisci attentamente. Ti fidi di Me. Fai quello che ti dico ed IO sarò con te e ti darò vittoria.”

Allora, se noi scegliamo i nostri progetti, traguardi e sogni della vita, e poi, chiediamo a Dio di “timbrare” il nostro progetto dicendo: “Signore, benedici questo e quello che faccio!”, quando è per noi e non per Dio, non possiamo pretendere la benedizione di Dio. Dobbiamo capire cosa vuole Lui da noi. Vogliamo vivere per Lui come Gesù ci insegna nel Padre nostro? “Sia santificato il tuo nome. Venga il tuo regno!” Quando è questo il nostro desiderio e quando perciò ci mettiamo a fare quello che Dio ha per noi, Dio ci benedirà.

Poi, abbiamo visto Rahab, la prostituta, che vedendo l’opera di Dio ha riconosciuto Dio come il vero Dio. E quella donna, peccatrice, ha posto la sua fede in Dio rischiando la vita e Dio l'ha benedetta. Ha salvato la sua vita fisica ma, molto di più, l'ha fatta entrare nella linea di discendenza che ha portato a Gesù Cristo.

Adesso siamo pronti per il capitolo 3. Giosuè aveva mandato le due spie che erano state curate e protette da Rahab, la prostituta. Loro tornano e spiegano tutto. Spiegano che il popolo di Gerico ed altri erano terrorizzati dopo aver sentito della potente opera di Dio. Quindi, il popolo di Dio era rincuorato, capendo che Dio era con loro, e che Dio stava preparando la via per loro.

Quando tu cammini in quello che Dio ha stabilito per te, per quanto potrebbe essere difficile, Dio appianerà la via. Vuol dire che sarà facile? No. Ma vuol dire che Dio andrà avanti.

Allora, leggiamo i primi versetti di Giosuè 3:

“1 Giosuè si levò al mattino presto; partirono quindi da Scittim e arrivarono al Giordano, lui e tutti i figli d’Israele, e là si fermarono prima di attraversare. 2 Al termine di tre giorni, gli ufficiali passarono per tutto l’accampamento, 3 e diedero al popolo quest’ordine, dicendo: "Quando vedrete l’arca del patto dell’Eterno, il vostro DIO, portata dai sacerdoti, i leviti, partirete dal vostro luogo e la seguirete. 4 Ma tra voi e l’arca vi sarà una distanza di circa duemila cubiti. Non avvicinatevi ad essa, affinché possiate riconoscere la via per la quale dovete andare, perché prima d’ora non siete mai passati per questa via".

Voglio considerare questo avvenimento storico e vero che ha anche delle lezioni per noi.

Prima, notate che si fa tutto con ordine. Vanno fino alla riva del Giordano, si fermano per essere ordinati ed organizzati e poi, vanno avanti. Allora, gli ufficiali passavano in mezzo al popolo, dando gli ordini. E hanno spiegato che, quando avrebbero visto l’arca, dovevano seguirla, perché stavano per andare su una via dove non erano mai passati prima.

Quando ho letto questo ho pensato, “Oh Signore, quante volte nella nostra vita, a me e Serena, ci hai fatto passare per una via che non abbiamo mai percorso prima.” Non è proprio questa la vita che viviamo? Non è che quando ci abituiamo ad una situazione, Dio cambia la situazione? Perché così abbiamo sempre bisogno di Dio.

Infatti, un ragazzo ed una ragazza passano ad essere marito e moglie. Mai passati da quella via. Diventano genitori e non hanno mai percorso quella via. Arrivano nuovi problemi e non hanno mai percorso quella via. Arriva la morte di un coniuge e non ha mai percorso quella via. Arriva la vecchiaia e e non ha mai percorso quella via. Mille nuove situazioni che uno non ha mai attraversato.

Abbiamo bisogno di tenere gli occhi sul Signore. L’arca rappresentava la presenza di Dio. “Mettetevi in modo che vedete bene l’arca per poterla vedere e seguirla” Invece di correre, dove non potevano vedere bene a causa della folla, dovevano tenere una certa distanza in modo da poter vedere bene l’arca.

E noi dobbiamo metterci dove vediamo bene Dio. Teniamo davanti a noi i principi di Dio, gli insegnamenti di Dio e poi, camminiamo.

5 E Giosuè disse al popolo: "Santificatevi, perché domani l’Eterno farà meraviglie in mezzo a voi".

Piccolo commento su “Santificatevi”. Se vogliamo vedere l’opera di Dio in noi personalmente, in famiglia ed in chiesa, dobbiamo santificarci. Dobbiamo riconoscere e confessare i nostri peccati. Non possiamo andare avanti chiedendo solo al Signore di benedirci ed operare per noi. No. Dobbiamo santificarci. Dobbiamo togliere il peccato in mezzo a noi. Quali peccati hai nella tua vita? Bisogna santificarsi, e allora, il Signore farà meraviglie in mezzo a noi.

Ora il versetto 6:

6 Poi Giosuè parlò ai sacerdoti, dicendo: "Prendete l’arca del patto e passate davanti al popolo". Così essi presero l’arca del patto e si incamminarono davanti al popolo.

Vedremo ripetutamente qui che Dio dà ordini, in questo caso tramite Giosuè, e il popolo ubbidisce. Quindi, dobbiamo chiederci se noi stiamo ubbidendo a tutto quello che Dio ci comanda. Dio qui sta per fare grandi opere, perché il popolo era ubbidiente a Dio e confidava in Dio.

Allora, versetto 7:

7 Allora l’Eterno disse a Giosuè: "Oggi comincerò a renderti grande agli occhi di tutto Israele, affinché riconoscano che come fui con Mosè, così sarò con te. 8 Tu perciò dà quest’ordine ai sacerdoti che portano l’arca del patto, dicendo: "Quando sarete giunti ai margini delle acque del Giordano, vi fermerete nel Giordano"".

Qui Dio dice a Giosuè: “io ti farò grande.” Questo non era per dare gloria a Giosuè, ma perché era importante per il popolo seguire Dio che lo guidava tramite Giosuè. Dio operava in modo che le persone avrebbero avuto fiducia in Giosuè perché lui parlava da parte di Dio e perché dovevano entrare e combattere tutti quei nemici. Era fondamentale.

E poi, lui dà ordini ai sacerdoti: andate, entrate ai margini delle acque del Giordano e poi, fermatevi nel Giordano. Bagnatevi i piedi e poi, fermatevi.

9 Giosuè allora disse ai figli d’Israele: "Avvicinatevi e ascoltate le parole dell’Eterno, il vostro DIO". 10 Poi Giosuè disse: "Da questo riconoscerete che il Dio vivente è in mezzo a voi e che certamente scaccerà davanti a voi i Cananei, gli Hittei, gli Hivvei, i Perezei, i Ghirgasei, gli Amorei e i Gebusei: 11 ecco, l’arca del patto del Signore di tutta la terra sta per passare davanti a voi nel Giordano. 12 Or dunque prendete dodici uomini tra le tribù d’Israele, uno per ogni tribù. 13 E avverrà che, non appena le piante dei piedi dei sacerdoti che portano l’arca dell’Eterno, il Signore di tutta la terra, si poseranno nelle acque del Giordano, le acque del Giordano saranno divise, e le acque che scendono dall’alto si fermeranno in un mucchio". 14 Così, quando il popolo levò le tende per passare il Giordano, i sacerdoti che portavano l’arca del patto camminavano davanti al popolo.

Notate una cosa: lui sta spiegando a loro quello che succederà così capiranno che è da Dio e che non è per caso. Non succede per caso. Non è un fenomeno naturale. Dio gestisce tutto e si serve anche della natura. Era importante per il popolo capire che questo veniva da Dio e così lui gli mostra tutto questo.

E Giosuè dice che ci sarà un miracolo. Dice che quando i sacerdoti metteranno piede nel fiume, quelle acque che venivano da su si fermeranno, si ammucchieranno verso l'alto e non passeranno. Le vedranno come un muro perché Dio prosciugherà il fiume per lasciarli passare.

Allora, riprendo leggendo dal versetto 14 al 17.

14 Così, quando il popolo levò le tende per passare il Giordano, i sacerdoti che portavano l’arca del patto camminavano davanti al popolo. 15 Or appena quei che portavano l’arca giunsero al Giordano e i piedi dei sacerdoti che portavano l’arca si immersero ai margini delle acque (il Giordano è in piena fin sopra le sue sponde per tutto il tempo della messe), 16 le acque che scendevano dall’alto si fermarono e si elevarono in un mucchio, fino molto al di sopra di Adam, la città che si trova presso Tsartan; così le acque che scendevano verso il mare dell’Arabah, il Mar Salato, furono interamente separate da esse; e il popolo passò di fronte a Gerico. 17 I sacerdoti che portavano l’arca del patto dell’Eterno si fermarono all’asciutto in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele passava all’asciutto, finché tutto il popolo ebbe finito di attraversare il Giordano.

Fratelli e sorelle, questo è un grandissimo miracolo. Dio ha fermato le acque quando il fiume era in piena. Questo non è successo vicino ai guadi, piuttosto in un posto normale, in modo da rendere chiaro che era un miracolo. Dio ha fermato le acque per rendere asciutta la terra davanti a loro, in modo che probabilmente più di un milione di persone potessero passare.

Allora sarebbe assurdo umanamente per i sacerdoti entrare nel fiume mentre c'era la piena. Ma Giosuè ha dato l’ordine di entrare nel fiume mentre era in piena e sono entrati e le acque si fermarono. Dovevano mettere prima i piedi nell’acqua. Non è che restavano sulla riva aspettando che le acque si fermassero. No. Dovevano entrare nel fiume.

Dio chiede da noi ubbidienza e chiede fede. Lui chiede a noi di “metterci già nel fiume” e di “bagnare già i piedi”, cioè, di metterci già in un punto rischioso. E poi, Dio opera e ferma le acque. Poi, ci permette di attraversarle. Non ferma le acque prima di farci entrare, le ferma dopo. Questo è come Dio opera tuttora.

Dio ci dice di fare qualcosa e noi vediamo il pericolo. Lui non ci mostra prima come farà. Vuole che facciamo e poi, ci mostra cosa farà, perché vuole la nostra fede. Fede in quello che Lui dichiara.

Loro avevano quella fede e poi, Dio ha operato. Che esempio di fede per me e per te quello di camminare per fede dove Dio ci dice di camminare.

Capitolo 4

Leggiamo adesso Giosuè 4:1-3

“1 Or quando tutto il popolo ebbe finito di attraversare il Giordano, l’Eterno parlò a Giosuè, dicendo: 2 "Prendete tra il popolo dodici uomini, uno per ogni tribù, 3 e date loro quest’ordine, dicendo: "Prendete dodici pietre da qui, di mezzo al Giordano, esattamente dal luogo dove i piedi dei sacerdoti si erano fermati; portatele con voi di là dal fiume e deponetele nel luogo dove accamperete questa notte"".

Qui notate che Dio dà un ordine molto speciale. Prima i sacerdoti mettono i piedi dentro il fiume e le acque si fermano. Poi, i sacerdoti arrivano al centro e restano lì, finché non passano tutti. Evidentemente si erano spostati leggermente. E l’Eterno parlò a Giosuè dicendo di mandare dodici uomini, uno per ogni tribù, e prendere delle pietre, grandi pietre, dal letto del fiume. E dovevano portarle fuori fino a dove si accampano per al notte e loro ubbidiscono.

Leggiamo versetti 4 a 7:

4 Allora Giosuè chiamò i dodici uomini che aveva designato tra i figli d’Israele, un uomo per ogni tribù, 5 e Giosuè disse loro: "Passate davanti all’arca dell’Eterno, il vostro DIO, in mezzo al Giordano, e ciascuno di voi prenda sulle spalle una pietra, secondo il numero delle tribù dei figli d’Israele, 6 affinché questo sia un segno in mezzo a voi. Quando in futuro i vostri figli vi domanderanno, dicendo: "Che cosa significano per voi queste pietre?", 7 voi risponderete loro: "Le acque del Giordano furono divise davanti all’arca del patto dell’Eterno; quando essa passò il Giordano, le acque del Giordano furono divise, e queste pietre saranno per i figli d’Israele un ricordo per sempre"".

Dio ha comandato loro di prendere queste pietre e di portarle fuori e fare un mucchio o una colonna con le dodici pietre come un segno, un ricordo, in modo che, quando i loro discendenti avrebbero chiesto nei secoli a venire qual era il significato delle pietre, avrebbero potuto rispondere: “questo è per ricordare quando l’Eterno fece passare il Giordano. Aveva diviso le acque…” Cioè, Dio ha comandato a loro di stabilire queste pietre come ricordo perché noi facilmente in mezzo alle difficoltà, al benessere o a situazioni diverse, dimentichiamo. Ci ricordiamo di Dio fino ad un certo punto, e poi, ci lasciamo prendere da altre cose e dimentichiamo.

Perciò Dio ha comandato loro di stabilire queste pietre come un ricordo, qualcosa di visibile, che loro e i loro figli potevano vedere per ricordare quando l’Eterno aveva fatto questo miracolo per i loro antenati. Così potevano ricordare: “Il Signore, l’Eterno, è con noi come popolo!” E il Signore è con noi come popolo, come popolo di Dio.

È importante per noi avere dei ricordi. Fratelli e sorelle, Dio ha operato in ciascuno di noi. Ho menzionato tanti anni fa che è bene per ogni famiglia avere un libro “Eben-Ezer”. Questa idea di avere un libro viene dall’avvenimento in 1 Samuele 7 dove Samuele eresse una pietra e la chiamò Eben-Ezer per dichiarare: "Fin qui l’Eterno ci ha soccorso".

Quindi, vediamo più volte che Dio stabilisce che l'uomo costruisca ricordi perché rimanga nella nostra mente quello che Dio ha fatto finora, perché tendiamo a dimenticare e ad essere presi e consumati con le tentazioni, le difficoltà ed i problemi. Abbiamo bisogno di ricordare e per questo è importante avere dei ricordi. Possono essere cose che abbiamo scritto o altre cose, ma è bene avere qualcosa che ci aiuta a ricordare l’opera passata di Dio per darci fede nel presente.

Così, andando avanti con i versetti 8 e 9, cosa fanno?

8 I figli d’Israele fecero esattamente come Giosuè aveva comandato: presero dodici pietre di mezzo al Giordano, come l’Eterno aveva detto a Giosuè, in base al numero delle tribù dei figli d’Israele, e le portarono con loro di là dal fiume nel posto dove dovevano passare la notte, e le deposero là. 9 Giosuè eresse pure dodici pietre in mezzo al Giordano, nel luogo dove si erano fermati i piedi dei sacerdoti che portavano l’arca del patto; e sono rimaste là fino al giorno d’oggi.

Le persone fecero esattamente come Giosuè aveva comandato. Voglio essere così nella mia vita e prego che tu vorrai essere così nella tua vita affinché altri possano dire: “fecero esattamente come Dio aveva comandato”. Posso dire che in tutto io faccio esattamente come il Signore comanda? Nel modo che vivo il mio ruolo di marito o moglie. Nel modo in cui svolgo il mio ruolo come padre o come vivo il mio ruolo come membro della chiesa. Se vogliamo essere un popolo benedetto, è l’unica via, e loro sono un ottimo esempio a questo punto della loro storia.

Giosuè eresse quella colonna in mezzo al fiume, dove evidentemente scendevano le acque, ed è rimasta fino al punto in cui è stato scritto questo.

Versetti 10-11:

10 I sacerdoti che portavano l’arca rimasero fermi in mezzo al Giordano finché fu eseguito tutto ciò che l’Eterno aveva comandato a Giosuè di dire al popolo, in base a tutto ciò che Mosè aveva comandato a Giosuè. E il popolo si affrettò a passare. 11 Quando tutto il popolo ebbe finito di passare, l’arca dell’Eterno e i sacerdoti passarono in presenza del popolo.

Allora, qui vediamo che Giosuè aveva spiegato agli uomini di prendere delle pietre, e nel frattempo, i sacerdoti sono rimasti fermi in mezzo al fiume. Così le acque non scorrevano finché tutto il popolo non fosse passato e questi dodici uomini non avessero preso le pietre dal letto del fiume. Quando tutti sono usciti, avevano finito, allora, i sacerdoti sono passati. Oh che possiamo seguire Dio ed ubbidirGli in tutto.

Loro sono stati ubbidienti e hanno seguito Dio in tutto quello che aveva detto. E ricordate che abbiamo visto all’inizio, prima di Giosuè, al tempo di Mosè, che la tribù di Ruben, Gad e la mezza tribù di Manasse avevano preso la loro terra non oltre il Giordano ma prima, sulla parte est del Giordano. Tutto questo a condizione che, quando il resto del popolo avrebbe attraversato il Giordano, quegli uomini lasciando le mogli e i figli, sarebbero andati a combattere per aiutare i loro fratelli a conquistare le loro terre. Avevano detto che avrebbero fatto così. Leggiamo di questo in versetti 12 e 13:

12 I figli di Ruben, i figli di Gad e mezza tribù di Manasse passarono armati in testa ai figli d’Israele, come Mosè aveva loro detto. 13 Circa quarantamila uomini in assetto di guerra passarono davanti all’Eterno nelle pianure di Gerico, pronti a combattere.

Quindi, loro avevano ricevuto l’ordine da Mosè tempo fa e sono rimasti fedeli. Erano i primi ad andare avanti e combattere. Non hanno fatto il minimo. Hanno fatto il massimo. Vedendo il loro esempio, mi chiedo: con quale cuore ubbidisco a Dio? Faccio il mio dovere, facendo il minimo, oppure faccio il massimo? Faccio tutto quello che posso? Vado davanti prendendomi il rischio più grande perché voglio ubbidire fino in fondo? Questi uomini di queste due tribù e mezza sono esempi per noi.

Proseguo leggendo i versetti da 14 a 18:

14 In quel giorno, l’Eterno rese grande Giosuè agli occhi di tutto Israele; ed essi lo temettero come avevano temuto Mosè tutti i giorni della sua vita. 15 Poi l’Eterno parlò a Giosuè e gli disse: 16 "Comanda ai sacerdoti che portano l’arca della testimonianza di uscire dal Giordano". 17 Allora Giosuè comandò ai sacerdoti dicendo: "Uscite dal Giordano". 18 E avvenne che, come i sacerdoti che portavano l’arca del patto dell’Eterno furono usciti di mezzo al Giordano e le piante dei loro piedi si posarono sulla terra asciutta, le acque del Giordano tornarono al loro posto e fluirono come prima sopra le sue sponde.

Incredibile. Questa è una spiegazione proprio passo per passo. Quando tutti erano passati e gli uomini avevano preso le pietre, i sacerdoti ricevettero l'ordine di uscire dal Giordano. Appena escono dal letto del fiume e arrivano sulla terra asciutta, subito le acque iniziano a fluire. Un puro miracolo da Dio. E Dio farà tutto questo per darci successo quando ubbidiamo a Lui. Oh che possiamo avere più fede in Dio, anche quando sembrerebbe assurdo, fidandoci di quello che Dio comanda.

Versetti 19 a 24:

19 Il popolo uscì dal Giordano il decimo giorno del primo mese e si accampò a Ghilgal, all’estremità orientale di Gerico. 20 Quelle dodici pietre che avevano prese dal Giordano, Giosuè le eresse in Ghilgal. 21 Poi parlò ai figli d’Israele e disse loro: "Quando in futuro i vostri figli domanderanno ai loro padri dicendo: "Che cosa significano queste pietre?", 22 voi farete sapere ai vostri figli, dicendo: "Israele ha attraversato questo Giordano all’asciutto, 23 perché l’Eterno, il vostro DIO, prosciugò le acque del Giordano davanti a voi finché foste passati, come l’Eterno, il vostro Dio, fece al Mar Rosso, che prosciugò davanti a noi finché fummo passati, 24 perché tutti i popoli della terra riconoscano che la mano dell’Eterno è potente, e voi temiate sempre l’Eterno il vostro DIO".

Di nuovo, c’è questo ricordo. Ricorda ai vostri figli per tutte le generazioni. La colonna di pietre che avete fatto serve per ricordare.

Allora, mi chiedo: io ricordo le opere di Dio nella mia vita? Io e Serena abbiamo visto Dio operare tantissime volte,in tanti modi. Abbiamo visto Dio provvedere economicamente, ma molto di più, abbiamo visto Dio provvedere spiritualmente e con incoraggiamento e dandoci la forza necessaria, o dandoci il tempo che non c’era. Quante volte non ce la facevamo e Dio ha provveduto le forze e le porte aperte per potercela fare. Quante volte serviva guida e saggezza e Dio ci ha dato guida e saggezza. Purtroppo, a volte, ancora dubito. Ma perché devo dubitare? Devo ricordare il mucchio di pietre che mi aiutano a ricordare quello che Dio ha fatto nel passato e quello che ha fatto tante volte. E così posso avere fede. “Signore, tu sei Dio! Tu non mi hai lasciato. Tu mi hai dato il necessario. Allora, accetto adesso quello che mi fai.” Voglio questo e voglio fidarmi di Dio adesso e voglio incoraggiare ciascuno a fidarsi di Dio.

Conclusione

Ringrazio Dio per questo brano e voglio pregare che possiamo ripassare queste verità e che possiamo erigere nella nostra vita dei ricordi. Possono essere cose che scriviamo in un libro o in un quaderno, su un quadro o su un muro. Ricordiamo le opere passate di Dio e non dimentichiamo. Non lasciamoci prendere dalle cose di oggi, dimenticando quello che Dio ha fatto ieri perché questo ci darà la forza che ci serve per oggi. Viviamo ricordando e viviamo ringraziando per cose anche di anni fa che ci hanno fatto arrivare fino a qui. Così avremo fede per quello che dobbiamo affrontare.

Fratelli e sorelle, non so quello che abbiamo davanti. Sembra che abbiamo davanti tempi difficili. Forse grandi persecuzioni e grandi difficoltà, ma Dio che è stato fedele fino ad ora e sarà fedele nel futuro.

Confidiamo in Dio. Stabilisci nella tua vita dei ricordi. Non vivere preso dai problemi di oggi, ma ricordati del passato, della fedeltà di Dio, dell’opera di Dio e della potenza di Dio. Confidiamo in Dio. Ubbidiamo a Dio esattamente come ci comanda anche quando non capiamo perché e come potrebbe funzionare. Camminiamo in ubbidienza per fede e ricordiamo quello che Dio fa.

Preghiamo.