Aiuto Biblico

Combattiamo il peccato

1 Samuele 17

Sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 11 dicembre, 2011 ---- cmd es -----
Parole chiave: combattere il peccato, Davide e Goliath, santificazione.
Descrizione del sermone: il nostro peccato è un nemico gigante da combattere. La vittoria è possibile in Gesù Cristo.

Audio:

Immaginate di essere in una battaglia con un immenso gigante!

Se focalizziamo sulla grandezza del gigante, saremo scoraggiati, saremo pieni di paura, saremo abbattuti. Finché guardiamo a lui, sarà impossibile vincere, perché entriamo nel campo di battaglia già convinti che non sarà possibile.

Se invece di guardare al gigante, guardiamo soprattutto a Dio, possiamo trovare in Dio la forza, non solo per combattere, ma per avere la vittoria.

Ognuno di noi ha giganti da combattere, soprattutto un gigante molto terribile. Quindi, ci serve capire come possiamo avere la vittoria in Cristo.

Perciò oggi vogliamo guardare insieme una storia vera di uno che doveva combattere contro un gigante, per capire come possiamo noi combattere i giganti della nostra vita. Conosciamo bene questa storia, è la storia di Davide e Goliath, che troviamo in 1Samuele 17. Consideriamo questa storia, per capire come possiamo noi combattere i nostri giganti.

La situazione – 1 Samuele 17:1-7

Per capire la storia, ricordate che Saul era re di Israele, e il loro nemico peggiore erano i Filistei. Ora, leggiamo 1Samuele 17:1.

“1 Or i Filistei radunarono le loro truppe per combattere; si radunarono a Sokoh, che appartiene a Giuda, e si accamparono fra Sokoh e Azekah, a Efes-Dammim. 2 Anche Saul e gli uomini d’Israele si radunarono e si accamparono nella valle del terebinto, e si schierarono in battaglia contro i Filistei. 3 I Filistei stavano sul monte da una parte e Israele stava sul monte dall’altra parte, e fra di loro c’era la valle. 4 Dall’accampamento dei Filistei uscì un campione di nome Goliath, di Gath, alto sei cubiti e un palmo. 5 Aveva in testa un elmo di bronzo era vestito di una corazza a maglie, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo; 6 alle gambe portava gambiere di bronzo e un giavellotto di bronzo sospeso alle spalle. 7 L’asta della sua lancia era come un subbio di tessitore, e la punta della lancia pesava seicento sicli di ferro, davanti a lui camminava il suo scudiero.” (1Samuele 17:1-7 LND)

Gli Israeliti si trovano davanti ad un vero gigante! Non ci sono più giganti così. Ascoltate e vi dico la sua grandezza in misure nostre.

Questo gigante era alto circa 3,50 metri. Pensate a questo. All'epoca, non avendo le armi che abbiamo oggi, il combattimento dipendeva quasi tutto dalla forza di un uomo. Quindi, questo uomo era immenso, e combattere contro di lui sarebbe più o meno impossibile. Non era solamente un po' più grande di altri uomini, era proprio immenso! Tre metri e mezzo!!

La corazza a maglie che egli indossava pesava circa 82 kg, il peso di un uomo. Goliath era così immenso che era il peso giusto per lui, lo portava senza problemi. Perciò, era molto protetto contro i colpi.

La sua lancia era così immensa che la punta pesava quasi 10 kg. Questo è un peso incredibile. Questo uomo era un vero gigante, e un uomo normale non potrebbe resistere in una battaglia contro di lui.

Davanti a lui camminava un scudiero, che portava un immenso scudo, che lo copriva, e copriva molto anche Goliath.

Quindi, ci troviamo davanti ad un vero gigante, che nel campo di battaglia, sarebbe molto, ma molto più forte di qualsiasi avversario. Questo era il campione dei filistei che affrontava l'esercito di Israele.

La minaccia, il pericolo, vv. 8-11

Ora, notiamo come egli disprezzava Israele e così il loro Dio. Leggo dal v.8

“8 Egli dunque si fermò e gridò alle schiere d’Israele, dicendo: "perché siete usciti per schierarvi in ordine di battaglia? non sono io un filisteo e voi i servi di Saul? Sceglietevi un uomo che scenda contro di me. 9 Se sarà in grado di combattere con me e di uccidermi, noi saremo vostri servi ma se io sarò vincitore e lo ucciderò, voi sarete nostri servi e ci servirete". 10 Il filisteo poi aggiunse: "io lancio oggi una sfida alle schiere d’Israele: datemi un uomo e ci batteremo!". 11 Quando Saul e tutto Israele udirono queste parole del filisteo rimasero costernati ed ebbero grande paura.” (1Samuele 17:8-11 LND)

Considerate la situazione. I soldati di Israele erano paralizzati dalla paura, erano terrorizzati di questo gigante. Ognuno immaginava quanto sarebbe una sentenza di morte di dover entrare in campo di battaglia contro quel gigante. Nessuno vedeva alcuna via di uscita. Nessuno osava offrirsi per combattere contro di lui.

Erano senza speranza, erano abbattuti, erano scoraggiati. Sembrava una battaglia impossibile. Umanamente, era una battaglia impossibile.

Anche noi abbiamo battaglie che umanamente sono impossibili. Comunque, continuiamo per vedere cosa succede.

Davide mandato alla battaglia, vv. 12-19

Leggiamo ora i vv. 12-19. Notate come la provvidenza di Dio fa arrivare Davide al campo di battaglia. Davide non ha chiesto di andare, il padre non stava pensando per Davide di combattere. Però, era il piano di Dio.

Quanto è importante capire che Dio è in controllo della nostra vita, Quello che succede è sotto il controllo di Dio. Dio permette le prove giuste nella nostra vita, non sono sbagliate, non succedono mai per caso. Possiamo fidarci della provvidenza di Dio nella nostra vita.

Davide ubbidisce, scopre di Goliath, vv. 20-30

Davide ubbidisce al padre, e così, Davide arriva al campo di battaglia. Una volta là, Davide sente le parole di Goliath, quando sfida l'esercito di Israele. Davide vede quanto timore tutti hanno nei confronti del gigante, e vede come Goliath disprezza Dio. Per Davide, era insopportabile sentire questo pagano disprezzare il popolo di Dio, che era un modo di disprezzare Dio. Leggo i versetti 20-30.

“20 così Davide si alzò al mattino presto lasciò le pecore a un guardiano, prese il suo carico e partì come Isai gli aveva ordinato. giunse al campo dei carri, quando l’esercito usciva per schierarsi in battaglia e lanciava il grido di guerra. 21 Israeliti e Filistei si erano schierati in ordine di battaglia, esercito contro esercito. 22 Davide, lasciato il suo carico nelle mani del guardiano dei bagagli, corse alle schiere di battaglia; giunto, chiese ai suoi fratelli come stavano. 23 Mentre parlava con loro, ecco uscire dalle schiere dei Filistei quel campione, il filisteo di Gath, di nome Goliath, e ripetere le solite parole; e Davide le udì. 24 Tutti gli uomini d’Israele, alla vista di quell’uomo, fuggirono da lui ed ebbero grande paura. 25 Gli uomini d’Israele dicevano: "avete visto quell’uomo che avanza? Egli avanza per sfidare Israele. chiunque lo ucciderà, il re lo ricolmerà di grandi ricchezze, gli darà sua figlia ed esenterà da ogni tributo la casa di suo padre in Israele". 26 Allora Davide, rivolgendosi agli uomini che stavano vicino a lui, disse: "che si farà all’uomo che ucciderà questo filisteo e allontanerà la vergogna da Israele? ma chi è mai questo filisteo incirconciso, che osa insultare le schiere del DIO vivente?". 27 La gente gli rispose con le stesse parole, dicendo: "così sarà fatto a colui che lo ucciderà". 28 Eliab, suo fratello maggiore lo sentì mentre parlava con quegli uomini, così Eliab si accese d’ira contro Davide e disse: "perché sei sceso qui? A chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? io conosco il tuo orgoglio e la malignità del tuo cuore: sei sceso qui per vedere la battaglia?". 29 Davide rispose: "che ho io fatto ora? Non era che una semplice domanda!". 30 Allontanandosi da lui, si rivolse a un altro e fece la stessa domanda; e la gente gli diede la stessa risposta di prima.” (1Samuele 17:20-30 LND)

La provvidenza di Dio ha fatto sì che Davide è arrivato al campo di battaglia per sentire quel gigante disprezzare Dio. Davide, avendo un cuore per Dio, era turbato da questo, anzi, per lui era insopportabile. Perciò, Davide si mette nel cuore di andare a combattere quel gigante. Tenete in mente che la sua motivazione era la gloria di Dio. Andiamo avanti leggendo i vv. 31-39.

Davide si prepara per la battaglia, vv.31-39

Umanamente, Davide non era capace a combattere quel gigante. Eppure, nonostante quanto questo gigante era immenso, Davide non guardava principalmente al problema, ma guardava alla necessità di cambiare le cose, e alla potenza di Dio di fortificarlo. Davide non aveva pace finché quel gigante era in vita. Perciò, decise di andare a combatterlo. Questa non era una decisione basata su quello che sembrava possibile, non era valutando le sue capacità. Questa era una decisione basata sul fatto che il suo cuore non sopportava di sentire Dio disprezzato, e la sua fede in Dio. Leggiamo dal v.31 al v.39.

“31 Come udirono le parole che Davide aveva detto, le riportarono a Saul, che lo mandò a chiamare. 32 Davide disse a Saul: "nessuno si perda d’animo a motivo di costui! il tuo servo andrà a combattere con questo filisteo". 33 Saul disse a Davide: "tu non puoi andare contro questo filisteo per batterti con lui, perché tu non sei che un ragazzo, mentre lui è un guerriero fin dalla sua giovinezza". 34 Ma Davide rispose a Saul: "il tuo servo pascolava il gregge di suo padre quando un leone o un orso veniva a portar via una pecora dal gregge, 35 io lo inseguivo, lo colpivo e la strappavo dalle sue fauci; se poi quello si rivoltava contro di me, io l’afferravo per la criniera, lo colpivo e l’ammazzavo 36 Si, il tuo servo ha ucciso il leone e l’orso; e questo incirconciso filisteo sarà come uno di loro, perché ha insultato le schiere del DIO vivente". 37 Davide soggiunse: "L’Eterno che mi libera dalla zampa del leone e dalla zampa dell’orso, mi libererà anche dalla mano di questo filisteo". Allora Saul disse a Davide: "va’ e l’Eterno sia con te" 38 Poi Saul rivestì Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di bronzo e gli fece indossare la corazza. 39 Davide quindi cinse la spada di Saul sopra l’armatura e cercò di camminare, perché non vi era abituato. Ma Davide disse a Saul: "io non posso camminare con questa armatura perché non ci sono abituato". Così Davide se la tolse di dosso.” (1Samuele 17:31-39 LND)

Saul, sentendo che c'era qualcuno che parlava contro il gigante, subito fece venire Davide, con la speranza che in qualche modo ci fosse qualcuno che avrebbe potuto vincere il gigante. È da tener conto che Saul era il più grande dell'esercito, avrebbe dovuto lui andare a combattere contro il gigante. Però, come gli altri, aveva timore. Ecco perché era così pronto a trovare chi poteva combattere il gigante.

Davide desiderava la gloria di Dio, e confidava che Dio gli avrebbe dato la vittoria. Infatti, notate quello che dichiara nel v.36,37

“36 Si, il tuo servo ha ucciso il leone e l’orso; e questo incirconciso filisteo sarà come uno di loro, perché ha insultato le schiere del DIO vivente". 37 Davide soggiunse: "L’Eterno che mi libera dalla zampa del leone e dalla zampa dell’orso, mi libererà anche dalla mano di questo filisteo". Allora Saul disse a Davide: "va’ e l’Eterno sia con te"” (1Samuele 17:36-37 LND)

Il motivo che Davide era pronto a combattere il gigante era perché voleva vedere Dio glorificato. Davide confidava in Dio per la vittoria. Era fiducioso che sarebbe stato Dio stesso a liberarlo dalla mano del gigante. Questo è l'unico modo di combattere un gigante e vincere!

La battaglia, vv.40-52

Ora, arriviamo al momento in cui Davide si mette a combattere il gigante. Conosciamo tutti la storia, ma notiamo soprattutto il cuore di Davide che desiderava la gloria di Dio, e confidava nella potenza di Dio.

“40 Poi prese in mano il suo bastone, si scelse nel torrente cinque pietre lisce, le pose nella sacca da pastore, in un sacchetto che aveva; poi, con la sua fionda in mano, mosse contro il Filisteo. 41 Anche il Filisteo avanzò avvicinandosi sempre più a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. 42 Il Filisteo guardava attentamente e, scorto Davide, lo disprezzò, perché era soltanto un giovane, rossiccio e di bell’aspetto. 43 Il Filisteo disse a Davide: "Sono io forse un cane, che tu vieni contro di me con dei bastoni?". E il Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dei. 44 Poi il Filisteo disse a Davide: "Vieni qui, e io darò la tua carne agli uccelli del cielo e alle bestie dei campi". 45 Allora Davide rispose al Filisteo: "Tu vieni a me con la spada, con la lancia e col giavellotto; ma io vengo a te nel nome dell’Eterno degli eserciti, il DIO delle schiere d’Israele che tu hai insultato. 46 Oggi stesso l’Eterno ti consegnerà nelle mie mani; e io ti abbatterò, ti taglierò la testa e darò oggi stesso i cadaveri dell’esercito dei Filistei agli uccelli del cielo e alle fiere della terra, affinché tutta la terra sappia che c’è un Dio in Israele. 47 Allora tutta questa moltitudine saprà che l’Eterno non salva per mezzo di spada né per mezzo di lancia; poiché l’esito della battaglia dipende dall’Eterno, ed egli vi darà nelle nostre mani". 48 Quando il Filisteo si mosse e si fece avanti per andare incontro a Davide anche Davide corse prontamente verso la linea di battaglia incontro al Filisteo; 49 mise la mano nella sacca, ne trasse fuori una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte; la pietra si conficcò nella fronte ed egli cadde con la faccia a terra. 50 Così Davide con una fionda e con una pietra vinse il Filisteo; e lo colpì e l’uccise benché Davide non avesse alcuna spada in mano. 51 Poi Davide corse, si gettò sul Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise troncandogli con essa la testa. Quando i Filistei videro che il loro eroe era morto, si diedero alla fuga. 52 Allora gli uomini d’Israele e di Giuda si levarono, alzando grida di guerra, e inseguirono i Filistei fino all’ingresso della valle e alle porte di Ekron. I Filistei feriti a morte caddero sulla via di Shaaraim, fino a Gath e a Ekron.” (1Samuele 17:40-52 LND)

Umanamente, era impossibile per Davide di vincere. Ho detto prima che questo gigante era immenso, circa 3,5 metri di altezza, e evidentemente fortissimo dal peso di quello che portava. Era molto armato, e protetto a causa della sua armatura. Davide non era protetto con armatura, e come arma aveva solamente un bastone e la sua fionda. Però, Davide non aveva paura, perché non andava nella propria forza. Leggo ancora quello che Davide dichiara nel v.45.

“allora Davide rispose al filisteo: "tu vieni a me con la spada, con la lancia e col giavellotto; ma io vengo a te nel nome dell’Eterno degli eserciti, il DIO delle schiere d’Israele che tu hai insultato.” (1Samuele 17:45 LND)

Davide sapeva che non poteva mai sperare di vincere un gigante così nella propria forza. E per questo, Davide poneva la sua fiducia non in qualche sua capacità, ma nella forza dell'Eterno.

Grazie alla forza di Dio, e il suo intervento, Davide uccise questo gigante, con una singola pietra lanciata dalla sua fionda.

La vittoria di Davide non era dovuta alla sua grande forza, ma era dovuta alla potenza di Dio che operava in lui. Solo così Davide ha potuto vincere questo gigante. Quindi, questa storia non mostra la potenza di Davide, mostra la potenza di Dio.

Chi si fida di Dio, e desidera la gloria di Dio, può avere vittoria anche contro i giganti più grandi.

Applichiamo questo a noi

Certamente, questo è una bella storia con tanti buoni principi. Però, è più che una storia, è una lezione che ci serve tanto, perché anche noi dobbiamo combattere dei giganti, soprattutto un gigante molto più terribile di quanto era Goliath.

Qual è il terribile gigante che ognuno di noi deve combattere? Questo gigante è il proprio peccato! Il nostro peccato è il nostro nemico peggiore, è quello che ci fa più male di qualunque altro nemico. Egli è grande e forte, ed è contro Dio, proprio come Goliath era contro Dio.

A volte, non riconosciamo quanto il nostro peccato è un nemico terribile. Lo vediamo come un problema, ma non troppo grande. In questi casi, non stiamo capendo quanto male ci fa, e quanto disprezza il nome del nostro Dio.

Il nostro peccato può essere la nostra ira, che scatta in momenti di frustrazione. Può essere il nostro orgoglio, che ci controlla, e ci porta più lontani da Dio. Può essere la pigrizia, che ci ostacola da crescere e da vivere per la gloria di Dio. Può essere l'impurezza, può essere la mancanza di auto-controllo. Il nostro peccato è un gigante, che disprezza il nome di Dio, e ci fa tanto male.

A volte, non riconosciamo quanto il nostro peccato è forte, e che il nostro peccato è un gigante che è impossibile uccidere con la nostra propria forza. Però, come Davide, non dobbiamo combattere con la nostra propria forza, dobbiamo confidare in Dio, e nella sua forza che opera in noi.

Quindi, prima di tutto, dobbiamo capire che siamo in una battaglia contro un terribile nemico, e dobbiamo combattere duramente. Un brano che ci aiuta a capire quanto è duro il combattimento è Ebrei 12:4-6. Ve lo leggo.

“4 Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato, 5 e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: "figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce".” (Ebrei 12:4-6 LND)

Quel brano continua e parla della disciplina di Dio. Come c'entra la disciplina di Dio con il nostro combattimento contro il nostro peccato? La disciplina di Dio serve per stimolarci a combattere contro il nostro peccato, anziché accettarlo nella nostra vita. Quindi, serve per portarci ad avere vittoria sul nostro gigante! Però, dobbiamo capire che sarà un duro combattimento.

La tua situazione attuale

Caro fratello, cara sorella, può essere che in questo momento, ti trovi davanti una situazione in cui devi combattere contro un tuo peccato, però, ti sembra un gigante, impossibile da sconfiggere!

Forse hai seminato male per anni, e ora, sembra impossibile cambiare, e ci sono dure conseguenze. Forse hai un peccato di carattere che sembra impossibile superare e cambiare. Forse hai rovinato un rapporto con il tuo peccato, e sembra impossibile restaurare quel rapporto. Questi sono tutti giganti, giganti che non possiamo sconfiggere con la nostra forza.

Quello che vogliamo capire dalla parola di Dio è che nella potenza di Dio, tu puoi avere vittoria su quel gigante. Per quanto sembra grande, per quanto la battaglia sembra dura, nel Signore Gesù tu puoi trovare la forza per avere la vittoria su qualsiasi gigante, ovvero, su qualsiasi tuo peccato.

Certamente, sarà una battaglia dura. È per questo che in Ebrei 12:4, leggiamo di resistere fino al sangue combattendo contro il peccato. Quindi sarà una battaglia durissima. Però, è una battaglia in cui la vittoria viene dal Signore!

È fondamentale che come Davide, la tua motivazione sia perché vuoi vivere per la gloria di Dio. Dobbiamo vedere quanto il nostro peccato è il nostro vero nemico, che porta obbrobrio sul nome di Dio.

La battaglia è dura

Un altro brano che ci ricorda quanto è dura la battaglia contro il nostro peccato è quello che Paolo dichiara di se stesso in 1Corinzi 9:24-27. Notate come egli combatte contro il suo peccato, che egli descrive come il suo corpo.

“24 Non sapete voi che quelli che corrono nello stadio, corrono bensì tutti, ma uno solo ne conquista il premio? Correte in modo da conquistarlo. 25 Ora, chiunque compete nelle gare si auto-controlla in ogni cosa; e quei tali fanno ciò per ricevere una corona corruttibile, ma noi dobbiamo farlo per riceverne una incorruttibile. 26 Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l’aria; 27 anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato.” (1Corinzi 9:24-27 LND)

Qua, Paolo descrive il duro combattimento contro il suo corpo, ovvero, il suo peccato. Parla di disciplinare il suo corpo e ridurlo in servitù. La parola “disciplino” nel v.27 è una parola che descrive uno che riempie di botte il proprio corpo al punto di essere pieno di lividi. Parla di rendere il corpo uno schiavo. Paolo sta parlando di un combattimento contro il proprio peccato. Non sta parlando del corpo fisico, ma il peccato che dimorava in lui.

Anche noi dobbiamo capire che per avere vittoria sul nostro peccato, il nostro combattimento dev'essere un combattimento duro, e non dobbiamo mai dare tregua al nostro peccato. Ricordatevi che il nostro peccato non dà mai tregua a noi. È per questo che dobbiamo combattere in modo duro, un combattimento che in Ebrei 4 viene descritto come fino a spargimento di sangue. Questo non parla di vero sangue, ma è una descrizione di quanto è duro il combattimento.

Stiamo combattendo un gigante, un gigante che non ci lascia mai in pace finché lo lasciamo in vita. Ed è per questo che dobbiamo combattere con la forza che il Signore ci dà, per avere la vittoria in Cristo, come Davide aveva vittoria su Goliath.

Fate morire ciò che in voi è terreno

Un altro brano che ci ricorda di questo combattimento è Colossesi 3. Leggo dal v.1 al v. 5.

“1 Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Abbiate in mente le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra, 3 perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. 4 quando Cristo che è la nostra vita apparirà, allora anche voi apparirete con lui in gloria. 5 Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria;” (Colossesi 3:1-5 LND)

Il versetto 5 dice “fate morire le vostre membra che sono sulla terra.” Questo vuol dire che dobbiamo far morire, ovvero dobbiamo mettere alla morte, il peccato che è in noi, il nostro nemico gigante! Dobbiamo entrare in combattimento mortale, e combattere finché non muore il nostro peccato. Questo dobbiamo fare nella forza di Dio che opera in noi. Grazie a Dio che Dio è pronto ad operare in noi.

Incoraggiamento

Tutto questo è molto importante capire, perché ognuno di noi ha dei giganti da combattere.

Voglio incoraggiarvi in questo combattimento.

Certamente, dobbiamo riconoscere la grandezza del nemico, come Davide doveva riconoscere la grandezza di Goliath. Infatti, è solamente riconoscendo la grandezza del nemico che possiamo riconoscere la grandezza dell'opera di Dio in noi quando Egli ci dà la vittoria.

Inoltre, dobbiamo riconoscere la grandezza del nemico, e quanto male il nostro peccato ci fa, e quanto è un disprezzo contro Dio, per poter avvalerci dalla potenza di Dio nel combattimento. È impossibile avere vittoria sul nostro peccato, se non riconosciamo la gravità della battaglia, e quanto abbiamo bisogno dell'aiuto di Dio.

Però, per quanto è una battaglia dura, è una battaglia che possiamo vincere, se guardiamo a Dio, e combattiamo con la sua forza. Ricordate la battaglia fra Davide e Goliath.

Infatti, l'esempio di Davide e Goliath è molto incoraggiante. Umanamente parlando, era impossibile per Davide di vincere su Goliath. Però, Davide non combatteva nella sua propria forza, ma nella forza di Dio. E per questo, la vittoria non apparteneva a Davide, ma apparteneva a Dio che operava tramite Davide. Davide era ben cosciente di questo fatto. Infatti, quando Davide parlava con il re Saul, Davide diceva che sarebbe stato l'Eterno a liberarlo dalla mano di quel gigante. Davide riconosceva che il gigante era troppo grande per lui da solo, ma confidava nell'opera di Dio tramite lui. E quindi, Davide non prendeva la gloria per se stesso, ma dava la gloria a Dio per la vittoria che ebbe quel giorno.

Ed è simile nel nostro combattimento contro il nostro peccato. Dobbiamo assolutamente riconoscere quanto è grande il peccato, e quanto male può farci. Che il tuo peccato sia pigrizia, o orgoglio, e ira, o egoismo, o impurezza, o qualche altra cosa, è importante riconoscere che è un'offesa a Dio.

È solamente quando riconosciamo quanto terribile è il peccato, che possiamo rivolgerci a Dio per trovare in Lui la forza per combattere e vincere il nostro peccato, anche quello che ci ha assillato da anni.

Quindi, non devi pensare che ormai hai un peccato da anni, e che quindi non c'è speranza di veramente cambiare. Certo, nella tua forza non potresti cambiare. Però, dobbiamo combattere nella forza di Dio. La nostra vittoria c'è, in Cristo, con la forza di Dio che opera in noi.

Ricordate che Davide aveva capito che l'armatura del re Saul non sarebbe stato un aiuto per lui. Similmente, quando combattiamo contro il nostro peccato non saranno i mezzi umani che ci daranno la vittoria, ma piuttosto la potenza di Dio che opera in noi. Non sarà la nostra intelligenza, o la nostra forza di volontà. Sarà quando ci umiliamo davanti a Dio, confessiamo senza mezzi termini il nostro peccato, e seguiamo attentamente tutto quello che Dio ci insegna.

Voglio menzionare un'altra verità importante. Se io sto combattendo contro un certo mio peccato che mi aggrava, ma ignoro un altro mio peccato che non mi pesa, non posso sperare nell'aiuto di Dio nel mio combattimento contro il primo peccato. Questo è perché Dio è santo. Se io sono disposto a lasciare un peccato nella mia vita, sto disprezzando la santità di Dio. Facendo così, non posso sperare nell'aiuto di Dio. Devo confessare ogni peccato. Non possiamo dividere i nostri peccati in categorie, quelli che ci vanno bene, e quelli che non ci vanno bene. Piuttosto, dobbiamo riconoscere che il nostro peccato in sé è il gigante che dobbiamo sconfiggere. E poi dobbiamo riconoscere che l'unico modo di sconfiggere il nostro peccato è con la potenza di Dio all'opera in noi.

Quindi, o credente, non scoraggiarti per il tuo peccato. Non credere che sarà impossibile superarlo. Piuttosto, riconosci quanto è grave, confessalo apertamente a Dio, e poi, nella potenza di Dio, e con lo scopo di portare gloria a Dio, combatte contro il tuo peccato. Come Davide, la mano di Dio ti guiderà alla vittoria. In Cristo, tu puoi aver vittoria conto i tuoi peccati giganti.

Grazie a Dio che non dobbiamo combattere da soli. Grazie a Dio che la vittoria è nostra in Gesù Cristo. Combattiamo, e diamo tutta la gloria a Dio!