Aiuto Biblico

La Stoltezza di Amatsiah

2 Cronache 25

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per mercoledì, 30 marzo 2016, – cmd es–
parole chiavi: Amatsiah, Amatsia, Giuda, re di Giuda, ubbidienza, conseguenze, fede in Dio, benedizioni

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La Bibbia è il libro che Dio ci ha dato per farci conoscerLo, e per farci conoscere come vivere. A volte, però, non è sempre facile capire la lezione per noi. Per esempio, si potrebbe chiedersi: a che cosa servono i racconti della vita dei tanti re di Israele e di Giuda? Perché Dio ci fa avere un resoconto della loro vita? Che cosa possiamo imparare da loro?

Poi, ci sono i racconti dei tanti peccati dei Giudei, per esempio, quando erano nel deserto, dopo aver lasciato l’Egitto. A che cosa servono i brani che parlano di quel tempo? Che beneficio c’è per noi di studiare la storia del popolo di Dio nell’Antico Testamento?

C’è un immenso beneficio. Trovate con me 1Corinzi 10, che ci spiega un beneficio che possiamo trovare leggendo la storia di Israele.

Seguite mentre leggo 1Corinzi 10:1-12

“1 Ora, fratelli, non voglio che ignoriate che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola e tutti passarono attraverso il mare, 2 tutti furono battezzati in Mosé nella nuvola e nel mare, 3 tutti mangiarono il medesimo cibo spirituale, 4 e tutti bevvero la medesima bevanda spirituale, perché bevevano dalla roccia spirituale che li seguiva; or quella roccia era Cristo. 5 Ma Dio non gradì la maggior parte di loro; infatti furono abbattuti nel deserto. 6 Or queste cose avvennero come esempi per noi, affinché non desideriamo cose malvagie come essi desiderarono, 7 e affinché non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: "Il popolo si sedette per mangiare e per bere, e poi si alzò per divertirsi". 8 E non fornichiamo, come alcuni di loro fornicarono, per cui ne caddero in un giorno ventitremila. 9 E non tentiamo Cristo, come anche alcuni di loro lo tentarono, per cui perirono per mezzo dei serpenti, 10 E non mormorate, come anche alcuni di loro mormorarono, per cui perirono per mezzo del distruttore. 11 Or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento, per noi, che ci troviamo alla fine dei secoli. 12 Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere.” (1Corinzi 10:1-12 LND)

Queste cose avvennero loro per servire da esempio a noi. Dio ha fatto in modo che avessimo un racconto scritto di loro, in modo da servire d’esempio a noi.

È importante, quando leggiamo, capire gli esempio che Dio ci sta dando nella lettura. Se è un buon esempio, allora, dobbiamo cercare di imitarlo. Se invece è un brutto esempio, allora, dobbiamo valutare la nostra vita, cercando di capire se stiamo seguendo quel esempio in qualsiasi modo, in modo da poter evitare quel esempio.

Ora, trovate con me 2Cronache 25. 2Cronache è il racconto dei re di Giuda. I re di Israele vengono menzionati solo per quanto hanno a che fare con i re di Giuda.

Chi ha letto tutti i libri storici dell’AT avrà notato che 1Cronache e 2Cronache raccontano gli stessi avvenimenti che troviamo in 1Re e 2Re, con la differenza che i Cronache non raccontano gli avvenimento dei re di Israele, ma solamente quelli dei re di Guida.

Il motivo di questo è che mentre 1 e 2 Re raccontano l’opera di Dio con tutto il popolo di Dio, 1 e 2 Cronache raccontano solamente quello che Dio ha fatto in Giuda, in quanto, Giuda era il regno in cui i discendenti di Davide erano sul trono, e perciò, era tramite Giuda che doveva arrivare il Messia, il Cristo.

fondo storico

Prima di leggere questo brano, un po’ di fondo storico.

Quando sono entrati nella terra promessa le dodici tribù del popolo d’Israele entrarono nella terra promessa, erano tutti uniti. Rimasero uniti nel periodo dei giudici, e poi, sotto il primo re, Saul, e poi dopo Davide, e infine sotto il re Salomone.

A causa dei peccati di Salomone, dopo la sua morte, Dio divise il regno, strappando dieci tribù dal figlio di Salomone, e lasciandogliene solo due. Era a quel punto che il regno fu diviso, fra Israele, i dieci tribù al nord, e Giuda.

Il primo re di Israele, cioè, le dieci tribù al nord, fu Geroboamo. Egli peccò terribilmente, stabilendo idoli e introducendo variazioni a quello che Dio aveva comandato. Tristemente, nonostante che variavano fra di loro, i re di Israele non seguivano mai Dio veramente. Dio mandò profeta dopo profeta per avvertire loro, ma continuarono nei loro peccati. Perciò, circa nel 722 a.C, Dio distrusse il regno di Israele per mano dell’Assiria.

In questo, vediamo una lezione molto importante. Se una persona, o tutto il popolo di Dio, sceglie di non seguire Dio, Dio toglierà le sue benedizioni da quella persona. Spesso Dio è lento ad arrivare a questo, ma prima o poi, Dio toglierà le sue benedizioni. Prego che possiamo imparare dell’esempio di Israele.

Dopo Davide, tutti i re di Giuda erano discendenti di Davide, perché dio aveva promesso che il Cristo sarebbe un discendente di Davide. Fra questi re, alcuni sono stati uomini di Dio che avevano un cuore molto fedele al Signore. Altri camminavano un po’ bene e un po’ male, e poi ancora altri dei re di Giuda erano molto malvagi.

Dio ha disciplinato Giuda in più occasione, per farli tornare a Lui. Però, Dio anche mandava benedizione dopo benedizione, per mostrare la sua bontà e per incoraggiare i re di Giuda di camminare per fede.

Infatti, tramite gli avvenimenti dei libri di 1 e 2Re e 1 e 2 Cronache, possiamo capire molto del cuore di Dio e di che cos’è la vera fede in Lui.

Per tenersi puri, i re di Giuda non dovevano collaborare con i re di Israele che camminavano lontano da Dio. Non dobbiamo essere sotto un giogo con i non credenti. Questo è un principio che troviamo in tutta la Bibbia.

Perciò, i re di Giuda che camminavano per fede, non dovevano cercare aiuto militare da Israele. Piuttosto, dovevano confidare in Dio solo. Dio è geloso, e chi si fida di Dio, deve tenersi separato da chi non cammina per fede. Dio può dare la vittoria, come può anche portare alla sconfitta.

Un altro fatto storico importante da capire. Era comune, in quel epoca, per uomini di offrirsi come soldati anche ad altre nazioni. Fare la guerra allora era come un lavoro. Tante guerre duravano solo alcuni settimane o pochi mesi, e chi vinceva portava a casa un bel bottino. Inoltre, quando uno faceva il soldato come mercenario, veniva pagato prima di partire, e così, poteva lasciare alla famiglia un bella cifra. Poi, sperava di tornare a casa con il bottino. Perciò, tanti uomini in quell’epoca facevano i mercenari come lavoro stagionale. Andavano a fare la guerra per vari mesi, e poi tornarono ai loro lavori normali. Il bottino poteva essere di più valore della paga. Ricordiamo questo, e consideriamo questo brano.

Il brano: 2Cronache 25:1-6

Leggiamo 2Cronache 25:1-6.

“1 Amatsiah aveva venticinque anni, quando iniziò a regnare, e regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Jehoaddan, di Gerusalemme. 2 Egli fece ciò che è giusto agli occhi dell’Eterno ma non di tutto cuore. 3 Ora, quando ebbe consolidato il suo regno, egli uccise i suoi servi che avevano assassinato il re, suo padre. 4 Tuttavia non mise a morte i loro figli, ma fece come è scritto nella legge nel libro di Mosè, a cui l’Eterno comandò, dicendo: "I padri non saranno messi a morte per colpa dei figli, né i figli saranno messi a morte per colpa dei padri, ma ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato". 5 Inoltre Amatsiah radunò quelli di Giuda e costituì su di loro capi di migliaia e capi di centinaia, secondo le loro case paterne, per tutto Giuda e Beniamino, fece quindi il censimento di quelli dai vent’anni in su e trovò che erano trecentomila uomini scelti, atti alla guerra e capaci di maneggiare la lancia e lo scudo. 6 Assoldò pure centomila uomini d’Israele, forti e valorosi, per cento talenti, d’argento.” (2Cronache 25:1-6 LND)

Notiamo alcuni punti importanti.

Il versetto 2 dichiara il fatto più importante della sua vita, ed è il fatto più importante di ogni persona. Spiega la sua vita dal punto di vista del suo cuore per Dio. La cosa più importante nella tua vita e nella mia vita è quanto viviamo con un cuore pienamente fedele a Dio. Leggo della vita di Amatsiah, in 2Cronache 25:2.

“2 Egli fece ciò che è giusto agli occhi dell’Eterno ma non di tutto cuore.” (2Cronache 25:2 LND)

Possiamo riassumere la nostra vita in poche parole: o facciamo ciò che è giusto agli occhi di Dio, o facciamo ciò che è male. Questo è l’unica cosa che importa nella nostra vita.

Nel versetti 3 e 4, impariamo che egli metteva a morte coloro che avevano ucciso il suo padre, ma non metteva a morte i loro figli, così ubbidendo a quello che Dio aveva comandato tramite Mosè. Quindi quello era un atto di ubbidienza.

Nel versetto 5, impariamo che organizzò ben l’esercito, e che aveva trecentomila uomini capaci a fare guerra.

Per fare paragone, circa 60 o 70 anni prima di Amatsiah, il re Giosafat di Giuda aveva un esercito di circa un milione centosessantamila uomini. Però, visto che vari dei re di Giuda avevano peccato contro Dio, Dio aveva tolto molto delle sue benedizioni, e così, Amatsiah aveva solo trecentomila uomini.

Nel versetto 6, troviamo un avvenimento molto importante. Lo leggo.

“6 Assoldò pure centomila uomini d’Israele, forti e valorosi, per cento talenti, d’argento.” (2Cronache 25:6 LND)

Quello che vediamo qua è che Amatsiah voleva provvedere per conto suo, con soldi, quello che Dio non gli aveva provveduto. Anziché fidarsi di Dio, voleva essere forte per conto proprio. Amatsiah sapeva che non doveva usare soldi di Israele, visto che non seguivano Dio. Però, non gli interessava quello che Dio comandava. Voleva cercare la vittoria per conto proprio.

Cento talenti di argento era circa 3.400 kg di argento, Un enorme quantità di soldi. Amatsiah aveva peccato gravemente facendo questo. Alcuni dei re di Giuda prima di lui avevano assoldato soldati da Israele, ed era un grave errore. Quando prendiamo le nostre decisioni senza informarci di quello che è la volontà di Dio, non potrà mai portarci ad avere le benedizioni di Dio.

vv.7,8

Vediamo il cuore di Dio che vuole benedire nel fatto che Dio mandò ad Amastiah un uomo di Dio per avvertirlo del suo peccato, lasciando a lui la possibilità di ravvedersi. Leggo i versetti 7,8 di nuovo.

“7 Ma un uomo di DIO venne a lui e gli disse: "O re, l’esercito d’Israele non venga con te, perché l’Eterno non è con Israele, né con alcuno dei figli di Efraim! 8 Ma se vuoi andare, va’ pure; anche se sarai valoroso in battaglia, DIO ti farà cadere davanti al nemico, perché DIO ha il potere di soccorrere e di far cadere".” (2Cronache 25:7-8 LND)

Dio mandò un uomo di Dio per avvertire Amatsiah che il fatto che aveva assoldato questi uomini d’Israele era un peccato, e che non doveva andare avanti con loro.

Diceva inoltre che se insisteva di andare avanti, anche entrando nella battaglia con valore, Dio lo farebbe cadere.

Questa è una verità molto importante. La vittoria non dipende da quanto siamo valorosi, ma da se Dio è con noi o no. Se insistiamo di andare avanti nel nostro peccato, Dio non sarà con noi.

Notate il cuore di Dio, che spesso ci avverte che stiamo peccando, lasciandoci la possibilità di ravvederci e cambiare direzione.

Se Dio ti fa vedere che il tuo comportamento è sbagliato, fermati immediatamente, e torna a Dio e all’ubbidienza.

Solo Dio ha il potere di soccorrere e di far cadere. Confidiamo in Dio, non nei nostri progetti e nel nostro intendimento.

Senza l’aiuto di Dio, la sconfitta era garantita. Dio ha il potere di soccorrere e di abbattere. Non importa la grandezza del esercito, Dio dà la vittoria o da la sconfitta.

Il padre di Amatsiah, Joas, aveva seguito Dio per tanti anni. Poi, cominciò a peccare, e Dio lo punì.

Amatsiah sapeva benissimo di questo avvenimento, e perciò, capiva che la vittoria non dipendeva dai fattori umani, ma dalla presenza e l’aiuto dell’Eterno.

vv.9 il problema

Amatsiah capiva che doveva smettere di usare i soldati di Israele, ma aveva un grande problema. Spiegò il suo problema all’uomo di Dio. Leggo il versetto 9.

“Amatsiah allora disse all’uomo di DIO: "Ma che farò dei cento talenti che ho dato all’esercito d’Israele?". L’uomo di DIO rispose: "L’Eterno può darti molto più di questo".” (2Cronache 25:9 LND)

Amatsiah aveva speso tanti soldi, pagando in anticipo quei soldati da Israele. Era preoccupato per quei soldi. Sapeva che ubbidendo a Dio, avrebbe perso tutti quei soldi.

Nella nostra vita, ci sono tante occasioni in cui l’ubbidienza può costarci caro. Questa è una prova della nostra fede. Se non ci costa niente, non richiede vera fede. Vediamo la realtà della nostra fede quando siamo pronti ad ubbidire a qualsiasi costo.

Tramite questo uomo di Dio, troviamo una meravigliosa verità. Leggo di nuovo l’ultima parte del versetto 9.

… L’uomo di DIO rispose: "L’Eterno può darti molto più di questo".” (2Cronache 25:9 LND)

La fede guarda a Dio, confidando in Dio per ogni suo bisogno. Dio può provvedere per ogni nostro bisogno.

l’ubbidienza di Amatsiah

Nel v.10 leggiamo che Amatsiah agisce per fede, e manda a casa i centomila soldati di Israele. Leggo.

“Allora Amatsiah congedò l’esercito che era venuto a lui da Efraim, perché tornasse a casa sua; ma la loro ira si accese grandemente contro Giuda e tornarono a casa fortemente adirati.” (2Cronache 25:10 LND)

Amatsiah, nonostante la perdita di 100.000 talenti di argento, e nonostante l’ira di questi 100.000 uomini, li mandò a casa, fidandosi dell’Eterno.

Questa è l’ubbidienza di cui Dio ci richiede.

vv.11, 12 la vittoria

Amatsiah andò in battaglia, e l’Eterno gli diede la vittoria. Uccisero 20.000 dei nemici. Non leggiamo di nessuna perdita dei suoi soldati. Questa era una grande vittoria.

“11 Amatsiah quindi, fattosi animo, si mise alla testa del suo popolo, andò nella valle del Sale e uccise diecimila uomini di Seir. 12 Or i figli di Giuda ne catturarono vivi altri diecimila e, condottili in cima alla rupe, li precipitarono giù dall’alto della rupe; e tutti si sfracellarono.” (2Cronache 25:11-12 LND)

Quando camminiamo per fede, ubbidendo a Dio, Dio ci darà la vittoria secondo il suo piano perfetto per noi.

v.13 la disciplina di Dio

Spesso, succede che quando pecchiamo, anche se veniamo perdonati, e torniamo ad essere benedetti da Dio, ci saranno comunque conseguenze dai nostri peccati. Questo succede a Amatsiah. Gli soldati di Israele erano pieni di ira, e perciò, mentre lui era via, vennero in Giuda, e fecero una strage. Leggo il versetto 13.

“Ma gli uomini dell’esercito, che Amatsiah aveva licenziato perché non andassero con lui a combattere, piombarono sulle città di Giuda, da Samaria, fino a Beth-Horon, uccidendo tremila abitanti e portando via un grande bottino.” (2Cronache 25:13 LND)

Le città di Giuda in questo periodo seguivano l’idolatria che le città di Israele seguivano. Perciò, in quest’occasione, Dio permise a questi soldati d’Israele di sconfiggere alcuni delle città di Giuda. I Giudei si sono rivolti ad Israele per cercare benedizioni dagli idoli, e poi soldati d’Israele uccisero tremila uomini di Giuda. Quando volgiamo le spalle a Dio, e cerchiamo benedizioni altrove, molto spesso, Dio fa si che quello da cui cercavamo aiuto diventa una fonte di male per noi.

vv.14-16 la stoltezza di Amatsiah.

Dio aveva dato ad Amatsiah una vittoria sugli Edomiti. Amatsiah aveva visto che la vittoria veniva da Dio. Nonostante questo, Amatsiah agì con grande stoltezza, peccando contro Dio. Leggiamo il v. 14

“14 Or, dopo essere tornato dalla strage degli Edomiti, Amatsiah, si fece portare gli dèi dei figli di Seir, li stabilì come suoi dèi, si prostrò davanti a loro e offerse loro incenso.” (2Cronache 25:14 LND)

Che immensa stoltezza! Amatsiah aveva visto che Dio dà la vittoria, eppure, scelse di adorare gli idoli del popolo che aveva sconfitto anziché il vero Dio che gli aveva dato la vittoria.

Dio mandò un profeta per farlo abbandonare questo peccato. Seguite mentre leggo del suo cuore orgoglioso. Leggo i versetti 15-16.

“15 Per questo l’ira dell’Eterno si accese contro Amatsiah e gli mandò un profeta per dirgli: "Perché hai cercato gli dèi di questo popolo, che non sono stati capaci di liberare il loro popolo dalla tua mano?". 16 Mentre stava ancora parlando a lui il re gli disse "Ti abbiamo forse fatto consigliere del re? Smettila! Perché vorresti essere ucciso?". Allora il profeta smise, ma disse: "Io so che DIO ha deciso di distruggerti, perché hai fatto questo e non hai dato ascolto al mio consiglio".” (2Cronache 25:14-16 LND)

Che cuore stolto e duro. Amatsiah aveva visto la potenza di Dio, eppure scelse di ribellare. Quando fu rimproverato, anziché umiliarsi, agì con orgoglio. Tramite questo profeta, Dio dichiara di distruggerlo, ma Amatsiah rimane duro.

Amatsiah non era disposto ad abbandonar i suo idoli.

Minacciava di uccidere il profeta. Quando non ci ravvediamo di un peccato, ci porta a peccare molto di più.

Dio, tramite questo profeta, annuncia la distruzione di Amatsiah.

vv.17-28 Dio è sovrano

Nei vv.17-28, vediamo la sovranità di Dio. Non si può combattere contro Dio e vincere. Seguite mentre leggo i versetti 17-28. Vedete che Amatsiah, ormai lontano da Dio, era pieno di orgoglio, e perciò, Dio gestì le cose per umiliarlo terribilmente, facendolo subire una vergognosa sconfitta alle mani di Joas, re di Israele. Leggo da 17 a 28.

“17 Allora Amatsiah, re di Giuda, dopo essersi consigliato, mandò a dire a Joas, figlio di Jehoahaz, figlio di Jehu, re d’Israele: "Vieni, affrontiamoci l’un l’altro in battaglia". 18 Ma Joas, re d’Israele, mandò a dire ad Amatsiah, re di Giuda: "La spina del Libano mandò a dire al cedro del Libano: "Da’ tua figlia in moglie a mio figlio". Ma una bestia selvaggia del Libano passò e calpestò la spina. 19 Tu hai detto: "Ecco, ho sconfitto Edom, e il tuo cuore ti ha inorgoglito fino a farti vantare. Resta a casa tua. Perché vorresti provocare una sciagura, mandando in rovina te e Giuda con te?".” (2Cronache 25:17-19 LND)

Amatsiah agiva con grande orgoglio. Si consigliava con qualcuno, ma non con Dio. E perciò, nel suo orgoglio, voleva fare una cosa stolta. Nonostante questo, Joas, cercava di fermarlo.

“20 Amatsiah però non gli diede ascolto; la cosa infatti veniva da DIO affinché fossero dati in mano del nemico, perché avevano cercato gli dèi di Edom.” (2Cronache 25:20 LND)

Dio aveva deciso di punire Amatsiah severamente, e perciò, Dio fece si che non ascoltava il buon consiglio di Joas. Volle a tutti i costi combattere contro Joas. Leggiamo il risultato, dal versetto 21.

“21 Così Joas, re d’Israele, salì contro Giuda; e lui e Amatsiah, re di Giuda, si affrontarono l’un l’altro a Beth-Scemesh che apparteneva a Giuda. 22 Giuda fu sconfitto da Israele, e ognuno fuggì alla propria tenda. 23 Joas, re d’Israele, a Beth-Scemesh catturò Amatsiah, re di Giuda, figlio di Joas, figlio di Jehoahaz; lo condusse a Gerusalemme e fece una breccia di quattrocento cubiti, nelle mura di Gerusalemme, dalla porta di Efraim alla porta dell’Angolo.” (2Cronache 25:21-23 LND)

Quella breccia era di circa duecento metri. Era un breccia immensa, che lasciava la città indifesa. Però, non bastava quello. Joas fece ancora di più per indebolire e umiliare Amatsiah. Leggo dal versetto 24.

“24 Prese tutto l’oro e l’argento e tutti gli oggetti che si trovavano nella casa di DIO, affidati a Obed-Edom, i tesori del palazzo reale e alcuni ostaggi, e poi ritornò in Samaria.” (2Cronache 25:24 LND)

Amatsiah era terribilmente umiliato, e non poteva mai più avere il potere di prima. Dio lo lasciò in vita. Ma senza gloria. Leggo dal 25.

“25 Amatsiah, figlio di Joas, re di Giuda, visse ancora quindici anni dopo la morte di Joas, figlio di Jehoahaz, re d’Israele. 26 Il resto delle gesta di Amatsiah, dalle prime alle ultime, non si trova forse scritto nel libro dei re di Giuda e d’Israele? 27 Dopo che Amatsiah si era allontanato dall’Eterno, fu ordita contro di lui una congiura a Gerusalemme; egli fuggì a Lakish, ma lo fecero inseguire fino a Lakish e là lo uccisero.” (2Cronache 25:25-27 LND)

Amatsiah fu ucciso da alcuni dei suoi, che è il senso di una congiura. Aveva perso la benedizione di Dio. La sua vita era rovinata. Così, morì, in modo umiliante.

“28 Lo caricarono quindi su dei cavalli e lo seppellirono con i suoi padri nella città di Giuda.” (2Cronache 25:28 LND)

Fu sepolto, la sua vita sulla terra finisce là, nell’umiliazione.

Lezioni per Noi

Ci sono tanti lezioni importanti per noi in questo brano.

Prima di tutto, esiste solo un modo per essere benedetti, ed è di fidarci di Dio, e perciò, di camminare nella via del Signore, in ubbidienza.

Quando pecchiamo, come Amatsiah che aveva assoldato i 100.000 soldati da Israele, ci porterà delle brutte conseguenze.

Spesso, Dio, con misericordia, ci avverte dei nostri peccati, in modo che possiamo ravvederci, e tornare a Lui. La vita di benedizione è di umiliarci e tornare. La via della stoltezza è di continuar nel nostro peccato.

A volte, ubbidire a Dio può costarci. Amatsiah doveva perdere quei centomila talenti di argento. Però, la verità perdita non è soldi o qualcosa di terreno, è di girar le spalle a Dio. La vera perdita è di perdere la benedizione di Dio.

La lezione principale di questo brano è che è stoltezza non seguire Dio. Non possiamo benedirci da soli. Solo Dio può benedire.

Confidiamo in Dio. Camminiamo per fede, in ogni decisione. Camminiamo nella legge di Dio, e Dio appianerà la nostra via.

Impariamo dalla storia che Dio ci racconta nella Bibbia. È per farci camminare in ubbidienza, anziché seguire il brutto esempio di uomini stolti come Amatsiah.