Aiuto Biblico

Dio appiana la via per Nehemia

Nehemia 2

sermone di Leonardo Bevilacqua, www.AiutoBiblico.org per domenica, 23 agosto 2026
Descrizione: Dio apre le porte per Nehemia dandogli favore agli occhi del re. E così, va a Gerusalemme per iniziare i lavori di ricostruzione delle mura. Cominciano i primi problemi, ma Nehemia guardava a Dio e si fidava di Dio.
parole chiave: Nehemia, mura, fede, calcoli, benedizioni

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Ripasso

Nell’ultimo sermone abbiamo iniziato a studiare il libro di Nehemia, che è un libro potente, pieno di buoni esempi e buone lezioni per noi. Oggi, con l’aiuto di Dio, continueremo a studiare Nehemia, ma prima, ricordiamo il contesto storico in cui ci troviamo.

Se ricordate, per secoli Dio aveva avvertito il suo popolo tramite i profeti, mostrando al popolo il loro peccato e chiamandoli a ravvedimento. Però, tristemente, continuarono a ribellarsi contro Dio. Ricordate che il regno era diviso: Israele al nord e Giuda al sud. Nel 722 a.C., circa, Dio mandò l’Assiria a distruggere il regno del nord, cioè Israele. Il regno del sud, Giuda, passava da periodi di ubbidienza a periodi di disubbidienza, in base al re che avevano. Ma intorno al 600 a.C., il popolo di Giuda fu deportato a Babilonia. Ma, a differenza di Israele, Dio aveva preannunciato che avrebbe riportato il popolo di Giuda nella terra promessa dopo 70 anni di esilio. Questo era necessario per portare avanti il piano di Dio, perché Gesù, il Cristo, doveva nascere e poi essere crocifisso proprio là.

Quindi, nel 537 a.C. circa, rimanendo fedele alla sua parola, Dio fece ritornare i Giudei a Gerusalemme. Là ricostruirono il tempio, che venne completato dopo circa 20 anni, intorno al 515 a.C.

Però, Gerusalemme rimaneva gravemente danneggiata, e si trovava in condizioni terribili. Dio li aveva fatti tornare dall’esilio, ma i Giudei che erano tornati si trovavano in misere condizioni, perché non camminavano bene spiritualmente. Nel 445 a.C. circa, circa cento anni dopo il ritorno dall’esilio, Nehemia, avendo sentito della condizione di Gerusalemme, aveva molto a cuore il popolo di Dio.

Ricordate che Nehemia si trovava in servizio presso il palazzo del re Artaserse. Era il coppiere del re. E ad un certo punto, alcuni uomini da Giuda sono arrivati da Lui, e Lui li ha interrogati riguardo la condizione dei superstiti del popolo di Dio e di Gerusalemme. Quegli uomini hanno dato a Nehemia un resoconto chiaro, che l’ha lasciato sconvolto, devastato, con il cuore a terra. I superstiti del popolo di Dio si trovavano nella miseria e nell'obbrobrio. Gerusalemme aveva le mura piene di brecce e le porte arse dal fuoco. In altre parole, Gerusalemme mancava di difese estremamente importanti, ed era perciò vulnerabile agli attacchi dei nemici, e il popolo di Dio si trovava in gravi condizioni.

Tanto era grave la condizione di Gerusalemme e del popolo, e tanto Nehemia aveva a cuore il popolo di Dio e il Regno di Dio, che dopo aver sentito della loro condizione ha fatto cordoglio per vari giorni.

Perché il popolo si trovava in quelle condizioni? Stava subendo le terribili conseguenze che non avrebbero voluto avere. Ma erano conseguenze del loro peccato. Avevano scelto di restare lontani da Dio, di non umiliarsi completamente e tornare a Dio, perciò Dio li aveva disciplinati, e adesso stavano raccogliendo le conseguenze della dura disciplina di Dio. Quanto stiamo male, anche noi, a causa delle nostre scelte stolte. Quanti dolori abbiamo, a causa dei nostri peccati. Il popolo di Israele è uno specchio che ci mostra il cuore che noi abbiamo, tante volte.

In Nehemia, invece, vediamo un cuore tenero, empatico, che si vedeva come parte del popolo di Dio, e aveva a cuore Dio e il popolo di Dio. Abbiamo visto la sua preghiera, quando ha pregato a Dio per il popolo. E abbiamo visto che quella preghiera è un modello per noi di come pregare a Dio.

In Nehemia vediamo un cuore che ha a cuore il Regno di Dio, e perciò, è pronto a darsi da fare per il Regno di Dio. E oggi vedremo proprio che Nehemia si è messo da fare, con l’aiuto di Dio.

Nehemia davanti al re

Se vi ricordate, nell’ultimo sermone abbiamo lasciato la storia con Nehemia che ha pregato a Dio chiedendo di avere buon successo trovando clemenza agli occhi del re. Nehemia era il coppiere del re, per questo aveva la posizione privilegiata di avere contatto diretto con il re. E aveva in mente di chiedergli qualcosa. Oggi studieremo Nehemia 2, e qui vedremo che cosa ha chiesto al re.

Allora, trovate con me Nehemia 2. Seguite mentre leggo i vv1-3.

“1 Or nel mese di Nisan, l’anno ventesimo del re Artaserse, come il vino era portato davanti a lui, io presi il vino e lo porsi al re. Ora io non ero mai stato triste in sua presenza. 2 Perciò il re mi disse: "Perché hai l’aspetto triste, anche se non sei malato? Questo non può essere altro che un’afflizione del cuore". Allora fui preso da una grandissima paura 3 e dissi al re: "Viva il re per sempre! Come potrebbe il mio volto non essere triste quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è distrutta e le sue porte sono consumate dal fuoco?".” (Nehemia 2:1-3 LND)

Iniziamo notando un aspetto importante di come viveva Nehemia. Non era mai stato triste alla presenza del re. Ma adesso, per una cosa così grande, era triste. Non poteva non essere triste. Pensiamoci un attimo, perché già qua dobbiamo fermarci per valutare noi stessi.

Era strano che Nehemia fosse triste alla presenza del re. Allora, ti chiedo: cosa si vede nella tua faccia? È raro vederti triste? O è normale vederti triste, abbattuto, scoraggiato o con il muso? Oppure, vivi portando una maschera per nascondere quello che hai nel cuore? Cioè, porti un bel sorriso finto per far credere agli altri che tutto vada bene, ma dentro di te non hai vera gioia e pace? Portare una maschera ci distrugge. Ma ci distrugge anche essere focalizzati suoi problemi, in modo che siamo spesso tristi, o abbiamo spesso il muso. Nehemia non era mai stato triste nella presenza del re, al punto che il re ha notato che qualcosa non andava in Nehemia. Prego che ciascuno di noi abbia un cammino di gioia, non di tristezza, perché c’è abbondanza di gioia quando camminiamo vicini a Dio.

Il re, vedendo che Nehemia era triste, che era strano, capiva che aveva qualcosa sul cuore. E così chiede a Nehemia perché fosse triste.

La prima risposta di Nehemia

Allora, notiamo la risposta di Nehemia al re.

“3 e dissi al re: "Viva il re per sempre! Come potrebbe il mio volto non essere triste quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è distrutta e le sue porte sono consumate dal fuoco?".” (Nehemia 2:3 LND)

Che cuore aveva per il Regno di Dio! Tu, hai lo stesso cuore? Hai una profonda tristezza quando i tuoi fratelli non stanno bene, o quando il nome di Dio non è innalzato? Ti rattrista profondamente? Questo era il cuore di Nehemia. Non era triste per un problema suo personale, ma per la condizione del popolo di Dio.

Oh prego che avremo anche noi, sempre di più, un cuore per il Regno di Dio e la gloria di Dio, come lo aveva Nehemia.

La richiesta di Nehemia

Allora, a questo punto, Dio apre una porta a Nehemia per portare la sua richiesta al re. Qua vediamo proprio come Dio sta rispondendo alla preghiera di Nehemia, appianando la via per lui. Leggo i vv4-5.

“4 Il re mi disse: "Che cosa domandi?". Allora io pregai il DIO del cielo 5 e poi risposi al re: "Se questo piace al re e il tuo servo ha trovato favore agli occhi tuoi, lasciami andare in Giudea, nella città dei sepolcri dei miei padri, perché possa ricostruirla".” (Nehemia 2:4-5 LND)

Voglio notare un punto fondamentale qua. Notate il cuore di Nehemia. Notate cosa fa quando il re gli fa quella domanda. Cosa fa? Prega. Non si butta a rispondere. Non risponde impulsivamente. Prima, prega. Che esempio per noi!

Cosa capiamo di Nehemia qua? Capiamo che aveva timore di Dio. Non sappiamo cos’ha chiesto a Dio in quella preghiera. Non sappiamo se ha chiesto guida nel dare una risposta, o se ha chiesto buon successo. Ma quello che importa è che notiamo il suo cuore qua. Notiamo che non si è buttato a rispondere, piuttosto, prima ha pregato. Nehemia teneva ben presente che aveva totale bisogno di Dio. Voleva la guida di Dio nel suo modo di rispondere. Non confidava in se stesso. Tu hai questo cuore?

Pensa alla tua vita. Tu vuoi la guida di Dio nella tua vita? Vedi quanto sei debole e incapace, e quanto sei bisognoso, e perciò, corri a Dio in preghiera? È questo il tuo modo di vivere? Non sto parlando solo delle situazioni grandi, in cui c’è molto in gioco, perché lì è facile vedere il nostro bisogno di Dio. Sto parlando proprio in generale, giorno per giorno, nelle cose quotidiane. Vuoi la guida di Dio nella tua vita, perché sai e vedi che non sei sufficiente a te stesso?

Vivi essendo cosciente che, se Dio non benedice, le tue fatiche sono invano?

Quanto è importante che viviamo così. Quanti dolori, quanta sofferenza, quanto stiamo male perché non confidiamo in Dio e non cerchiamo da Lui la guida che ci serve.

Una grandissima richiesta

Tornando a Nehemia, ricordate che Nehemia era al servizio del re. E qua, nella sua risposta al re, vediamo che chiede al re di poter ricostruire Gerusalemme. Era una grandissima richiesta. Pensate con me. Nehemia era un servo personale del re, aveva un ruolo di grande importanza. Era stato scelto dal re proprio per stare nella presenza del re. Chiedere di ricostruire Gerusalemme era chiedere di lasciare il suo servizio per il re per andare lontano, per tanto tempo. Era una richiesta grandissima.

Umanamente, a questo punto il progetto di Nehemia stava nelle mani del re. Ma, in realtà, è Dio che gestisce tutto e che dirige anche i cuori dei re.

Vi leggo due brani che parlano di questo. Per esempio, in Daniele 2:21 leggiamo:

“Egli muta i tempi e le stagioni, depone i re e li innalza, dà la sapienza ai savi e la conoscenza a quelli che hanno intendimento.” (Daniele 2:21 LND)

È Dio che stabilisce i re, li innalza e li depone. Lui ha pieno potere sui più grandi e potenti di questa terra. Dio è il vero RE.

In Proverbi 21:1 leggiamo:

“1 Il cuore del re in mano all’Eterno è come i corsi d’acqua; lo dirige dovunque egli vuole.” (Proverbi 21:1 LND)

È Dio che dirige il cuore dei re, dovunque egli vuole. Dio è sovrano al di sopra dei re e dei potenti di questa terra.

Allora, se Dio gestisce i cuori e le decisioni dei re, gestisce anche quello che succede a te, nella tua vita? Certo! Grazie a Dio! Dio gestisce quali prove ci arrivano, e quali prove non ci arrivano. Dio apre e chiude porte. Tu confidi nel pieno e perfetto controllo di Dio? Quanta pace abbiamo quando confidiamo in Dio, di cuore!

La risposta del re

Nehemia ha fatto una grande richiesta al re. Adesso vediamo cos’ha risposto il re. Leggo il v6.

“6 Il re mi disse (la regina stava seduta al suo fianco): "Quanto durerà il viaggio e quando ritornerai?". Così piacque al re di lasciarmi andare, e io gli indicai un termine di tempo.” (Nehemia 2:6 LND)

Dio ha dato a Nehemia favore agli occhi del re, che lo ha lasciato andare. Ma non solo. Infatti, vediamo quanto Dio ha spalancato le porte per Nehemia. Infatti, Nehemia fa altre richieste al re. Leggo i vv7-8.

“7 Poi dissi al re: "Se così piace al re, mi si diano delle lettere per i governatori della regione oltre il Fiume, affinché mi diano il lasciapassare finché sia giunto in Giuda, 8 e una lettera per Asaf, sorvegliante della foresta del re, affinché mi dia il legname per costruire le porte della cittadella annessa al tempio, per le mura della città e per la casa in cui andrò ad abitare". ...” (Nehemia 2:7-8a LND)

Nehemia, guidato da Dio, ha chiesto più che solo il minimo. E proprio perché Dio gli aveva dato favore agli occhi del re, il re ha accolto le sue richieste. Questo è incredibile! Era la mano di Dio su Nehemia.

Che buona lezione per noi qua. Alcuni di noi, di natura, tendiamo ad essere dei calcolatori. Calcoliamo quello che è possibile e quello che è impossibile. Calcoliamo come possiamo risolvere i problemi. Calcoliamo, calcoliamo, ma escludiamo dai calcoli una parte fondamentale. Cosa escludiamo spesso dai nostri calcoli? Spesso escludiamo la potenza di Dio e il cuore di Dio per noi. Ma quello cambia tutto.

Quando vogliamo vivere per la gloria di Dio, facendo la SUA volontà, di cuore, Dio appiana la via. Dobbiamo fidarci di Dio.

Questo non esclude fare buoni calcoli, ma sempre ricordandoci che dipendiamo da Dio. Nehemia aveva calcolato il tempo che serviva, aveva calcolato il suo bisogno di legname, aveva fatto calcoli precisi. Questo era un atto di FEDE. Sapeva benissimo che solo Dio poteva aprire il cuore del re. Ma, con fede, aveva calcolato quello che serviva chiedere al re se Dio avesse aperto il cuore del re. E Dio HA aperto il cuore del re. A quel punto, allora, Nehemia era pronto.

In base a quello che leggiamo, Nehemia ha pregato e si è fidato di Dio. E Dio gli ha dato favore agli occhi del re che ha accolto le sue richieste. Fratelli e sorelle, seguiamo l’esempio di Nehemia! Fidiamoci di Dio! Lasciamo che sia Lui ad operare, nei suoi tempi!

Riconoscere da dove vengono le benedizioni

Ma in Nehemia vediamo anche un altro aspetto molto importante. Lui riconosceva da dove venivano le porte aperte. Leggo l’ultima parte del v8.

“...Il re mi diede le lettere, perché la mano benefica del mio DIO era su di me.” (Nehemia 2:8b LND)

Nehemia riconosceva che il motivo per cui le cose stavano andando bene era perché la mano benefica di Dio era su di lui. Aveva fatto la sua parte, ma sapeva che la risposta veniva da Dio. Dobbiamo impegnarci, ma allo stesso tempo, dobbiamo dipendere da Dio.

Quanto è importante che chiediamo aiuto a Dio, ma poi, è importante che siamo anche pronti a riconoscere la mano benefica di Dio su di noi quando risponde. Così possiamo dare gloria a Dio e ringraziarlo. Questo non esclude che dobbiamo impegnarci, ma ci fa ricordare che tutto quello che riusciamo a fare è da Dio.

Dio appiana la via

Dio ha dato favore a Nehemia agli occhi del re. E così, con il permesso del re, Nehemia si mette in viaggio verso Gerusalemme. Leggo i vv9-10.

“9 Giunsi così presso i governatori della regione oltre il Fiume e diedi loro le lettere del re. Con me il re aveva pure mandato una scorta di capitani dell’esercito e di cavalieri. 10 Quando però Sanballat, l’Horonita, e Tobiah, il servo Ammonita, vennero a saperlo, furono grandemente turbati, perché era giunto un uomo che cercava il bene dei figli d’Israele.” (Nehemia 2:9-10 LND)

Guardate con quale cuore il re ha mandato Nehemia. Quanto favore ha avuto nei confronti di Nehemia! A volte Dio provvede direttamente, altre volte Dio provvede tramite le persone. Ma è sempre Dio a provvedere.

Fino a questo punto le cose stavano andando bene. Dio stava appianando la via per Nehemia. Ma i problemi stavano per arrivare, e sarebbero stati problemi grossi. C’erano uomini che non volevano il bene del popolo di Dio, ed erano grandemente turbati per l’arrivo di Nehemia. Ciascuno di noi conosce bene le prove e le difficoltà della vita cristiana. Nella vita cristiana non va sempre tutto bene. Spesso ci sono problemi e difficoltà, perché Dio si serve di questi per farci crescere.

Notiamo una cosa. Quale bene cercava Nehemia? Cercava il bene dei figli di Israele. Non viveva per la propria gloria. Non cercava di essere notato. Piuttosto, viveva per il bene del popolo di Dio e per la gloria di Dio. Oh che forte e buon esempio per noi!

Questi due uomini, Sanballat e Tobiah, erano nemici che Satana ha suscitato per ostacolare l’opera di Dio. Qualunque volta che vogliamo vivere per la gloria di Dio, ci saranno ostacoli. Ma la soluzione non è smettere di vivere per la gloria di Dio per non avere problemi. Piuttosto, viviamo per la gloria di Dio, confidando in Dio, anche quando ci sono ostacoli.

Nehemia arriva a Gerusalemme

Così, con l’aiuto di Dio, Nehemia arriva a Gerusalemme, e subito si dà da fare. Seguite mentre leggo

“11 Così giunsi a Gerusalemme e vi rimasi tre giorni. 12 Poi mi levai di notte assieme a pochi altri uomini, ma non dissi nulla ad alcuno di ciò che il mio DIO mi aveva messo in cuore di fare per Gerusalemme. Non avevo con me alcun altro giumento all’infuori di quello che io cavalcavo. 13 Uscii di notte per la porta della Valle, nella direzione della sorgente del Dragone e della porta del Letame, ispezionando così le mura di Gerusalemme che erano piene di brecce e le sue porte che erano consumate dal fuoco. 14 Proseguii quindi per la porta della Sorgente e la piscina del Re, ma non v’era posto per cui far passare il giumento sul quale ero. 15 Allora, di notte risalii la valle, sempre ispezionando le mura; infine ritornai indietro, rientrando per la porta della Valle, e così feci ritorno. 16 I magistrati non sapevano dove io fossi andato né che cosa avessi fatto. Fino a quel momento non avevo ancora detto nulla né ai Giudei, né ai sacerdoti, né ai notabili, né ai magistrati, né ad alcuno di quelli che si occupavano dei lavori.” (Nehemia 2:11-16 LND)

Nehemia voleva vedere personalmente la condizione delle mura. Anche qua c’è una buona lezione per noi. Quanto è importante che, prima di agire, ci fermiamo per capire bene la situazione. Fidarci di Dio non vuol dire essere impulsivi e buttarci a fare cose non ben pensate. Nehemia, anche in questo, è un buon esempio per noi. Lui doveva guidare il popolo nell’opera di ricostruire le mura ma, prima di iniziare, voleva capire bene la situazione.

Che cos’ha scoperto della condizione delle mura? Che si trovavano in condizioni terribili. Erano piene di brecce, cioè piene di buchi, e le porte erano consumate dal fuoco. La città di Dio si trovava scoperta e mancante di difese importantissime contro gli attacchi dei nemici. Era debole, ferita e in pericolo.

Nehemia parla al popolo

Nehemia aveva sul cuore di ricostruire le mura di Gerusalemme. Ma certamente, non sarebbe stato lui stesso a costruire le mura. Piuttosto, il suo ruolo era di guidare il popolo a fare questo lavoro. Dio ha stabilito che ci siano uomini che guidano il suo popolo. Tutta la Bibbia è piena di esempi di uomini che hanno guidato il popolo di Dio. Nehemia è un forte esempio di cos’è una vera guida stabilita da Dio. Allora, osserviamo attentamente come agiva.

La prima cosa che deve fare una guida, dopo aver compreso bene la situazione, è di trasmettere al popolo la visione, in grande. Ecco cosa fa Nehemia nei prossimi versetti.

Dopo il suo sopralluogo, Nehemia parla al popolo e rivela loro quali erano le sue intenzioni. Notate l’impatto che ha avuto Nehemia su queste persone. Leggo i vv 17-18.

“17 Allora io dissi loro: "Voi vedete la misera condizione nella quale ci troviamo: Gerusalemme è distrutta e le sue porte sono consumate dal fuoco! Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme, e così non saremo più nell’obbrobrio!". 18 Raccontai quindi loro come la mano benefica del mio DIO era stata su di me e anche le parole che il re mi aveva detto. Essi allora dissero: "Leviamoci e mettiamoci a costruire!". Così presero coraggio per mettere mano a questo importante lavoro.” (Nehemia 2:17-18 LND)

Il lavoro di ricostruire le mura e riparare le porte, in sé, era gigantesco. Era estremamente faticoso. Tenete in mente che non avevano tutte le attrezzature che abbiamo noi, oggi. Ma dopo il racconto di Nehemia hanno preso coraggio. Che impatto ha avuto su di loro!

Notate che Nehemia incoraggia loro nel lavoro, MA ANCHE racconta loro di come Dio aveva avuto la sua mano benefica su di lui. E così, questi uomini hanno preso coraggio per iniziare questo grandissimo lavoro.

Quando ci troviamo di fronte ad un compito difficile ci dà grande incoraggiamento quando sappiamo che la mano benefica di Dio è su di noi. Questi uomini, incoraggiati da Nehemia, hanno preso coraggio per iniziare un lavoro che, umanamente, sarebbe stato molto scoraggiante.

Quanto è importante che NOI ci aiutiamo a vicenda a ricordare che la mano di Dio è con noi, quando stiamo facendo la volontà di Dio. Facilmente ce lo dimentichiamo, e così ci scoraggiamo. Perciò, ci serve l’aiuto gli uni dagli altri per ricordarlo.

Arrivano i primi problemi

Ben presto però, secondo il piano di Dio, hanno cominciato ad arrivare anche i primi problemi per Nehemia. Inizialmente erano piccoli problemi, ma poi vedremo che sono diventati grandissimi problemi. Leggiamo il v19.

“19 Quando però Sanballat, l’Horonita e Tobiah, il servo Ammonita, e Ghescem, l’arabo, vennero a saperlo, ci schernirono e ci disprezzarono, dicendo: "Che cosa state facendo? Volete forse ribellarvi al re?".” (Nehemia 2:19 LND)

Il fatto che Dio avesse la sua mano su Nehemia per benedirlo, e il fatto che avesse appianato la via fino a quel punto, non voleva dire che non ci sarebbero state difficoltà. Anzi, spesso, Dio permette che affrontiamo difficoltà, anche grandi difficoltà, ma se ne serve per il nostro bene, per farci crescere, in modo che possiamo conoscerLo di più.

Pensate con me: quando è che conosciamo di più la potenza di Dio? Quando ci sentiamo forti in noi stessi e ci sono pochi problemi, oppure, quando i problemi sono grandi e sappiamo di non farcela da soli? Vediamo molto di più la potenza di Dio quando ci troviamo in mezzo a situazioni che, nelle nostre forze, non potremmo superare.

Per Nehemia e gli altri i problemi sono iniziati venendo solo scherniti e disprezzati. Ma nei prossimi capitoli vedremo che Dio ha permesso a questi uomini malvagi di creare tanti problemi e molto più grandi. Vedremo che Nehemia è un forte esempio per noi di cosa vuol dire rimanere fermi, camminando nella via di Dio, non curandosi dei problemi, ma piuttosto fidandosi di Dio.

La fede e il coraggio di Nehemia

Infatti, già qua vediamo un po’ della fede di Nehemia, in come ha risposto a questi disprezzi. Seguite mentre leggo il v20. Tu rispondi così?

“20 Allora io risposi e dissi loro: "Sarà il DIO stesso del cielo a darci buon successo. Noi, suoi servi, ci metteremo a costruire, ma per voi non ci sarà né parte, né diritto, né ricordo in Gerusalemme".” (Nehemia 2:20 LND)

A chi guardava Nehemia? Agli uomini che lo disprezzavano? Ai potenziali problemi che potevano creargli? No. Piuttosto, guardava a Dio. Guardate con che fede risponde loro, dichiarando, fortemente, che sarebbe stato Dio a dare loro buon successo.

Nehemia VEDEVA quello che Dio avrebbe fatto? Poteva vederlo? No, certo che no. Capiva COME Dio avrebbe operato e guidato il lavoro? No. Ma conosceva Dio, e si fidava di Dio.

Fratelli, pensiamo a noi. Quante volte Dio mette nella mia e nella tua vita situazioni in cui non capiamo i dettagli… ma conosciamo il cuore di Dio. E possiamo fidarci di Dio. Tu non hai bisogno di capire, tu hai bisogno di fidarti di Dio. E se tu vivi per Dio, per la sua gloria, camminando nelle sue vie, facendo la volontà di Dio, sarà Lui a darti buon successo. Non sempre sarà successo visibile, o quello che tu credi sia buon successo. Ma quando cammini nelle vie di Dio, Lui è con te e ti benedice.

Qui in Nehemia 2 abbiamo visto che Nehemia aveva fede. Lui si fidava di Dio. Non si è seduto ad aspettare che Dio operasse. Si è dato da fare. Ma confidava in Dio. Riconosceva che la mano benefica di Dio era su di lui, e per questo, andava avanti con fede. E se tu vuoi una vita benedetta, vivi così.

La mano di Dio è su di te?

Allora, domanda importante: come puoi sapere se la mano benefica di Dio è su di te? Lo è quando cammini nelle vie di Dio.

Dio è vicino agli umili. Camminiamo con umiltà, in santità. Camminiamo nella via che Dio ci mostra, facendo la Sua volontà. E la mano benefica di Dio sarà su di noi. Farà sempre quello che vogliamo, o che ci aspettiamo? No. Ma farà sempre la cosa buona e giusta per noi. Grazie a Dio, Lui sa sempre qual è la cosa migliore per noi!

In Romani 8:28-29 leggiamo che tutte le cose cooperano al bene per quelli che amano Dio, ma capiamo anche cos’è il nostro bene. Il nostro bene è di essere simili a Cristo. Perciò, Dio permette nella nostra vita tutto quello che serve per farci diventare sempre più simili a Cristo. Grazie a Dio! Nella carne eviteremmo o scapperemmo da mille situazioni che non ci piacciono. Ma Dio, con tanto amore, permette che ci troviamo in queste circostanze, perché vuole compiere in noi un’opera eterna, che va infinitamente al di là di avere una vita tranquilla o comoda in questa terra. Grazie a Dio per la sua opera e il suo cuore per noi!

Se vuoi avere una vita benedetta, cammina nelle vie di Dio, con umiltà, fidandoti di Lui.

Conclusione

Nehemia camminava così, e Dio aveva la sua mano su di lui per benedirlo. I problemi non mancavano nella vita di Nehemia, anzi. Ma in lui vediamo un forte esempio di un uomo di Dio che si fidava di Dio, e andava avanti risoluto.

Facciamo i nostri calcoli, ma teniamo sempre Dio ben presente nei calcoli, e diamoci da fare in quello che Dio ci dà.