Introduzione
Nell’ultimo sermone abbiamo studiato Nehemia 3, che a prima vista può sembrare un capitolo con poco da vedere, un semplice elenco di persone che hanno collaborato alla ricostruzione delle mura di Gerusalemme. Ma, in realtà, abbiamo visto che in quell’elenco ci sono varie buone lezioni per noi.
Abbiamo osservato come persone diverse si sono messe all’opera, con quale cuore, con quale dedizione e impegno per compiere l’opera di Dio. E questi sono buoni esempi per noi, esempi da imitare. Abbiamo visto anche un brutto esempio, dei nobili fra i Tekoiti, che non avevano piegato il collo per fare il lavoro del loro Signore. E quante volte anche noi, come loro, ci siamo tirati indietro e non abbiamo voluto compiere quello che Dio ci aveva messo davanti. Questi nobili sono un brutto esempio per noi, da non imitare.
L’unica vita benedetta, l’unica vita che porta gloria a Dio e frutto che dura per l’eternità, è la vita vissuta, giorno per giorno, avendo Cristo al centro, camminando in umiltà e in santità, compiendo fedelmente quello che Dio ci mette davanti.
Ricordate che Dio aveva dato a Nehemia il ruolo di guidare il popolo in quest’opera. Nehemia aveva trasmesso loro la visione che dovevano avere, e il popolo ha accolto quella visione, e l’ha fatta sua. Così, hanno preso coraggio e, guidati da Nehemia, si sono messi all’opera e lavoravano fedelmente alla riparazione delle mura e delle porte di Gerusalemme. Dio benediceva le loro fatiche e il lavoro proseguiva bene. Ma per loro, come anche per noi, non filava sempre tutto liscio. Infatti, stavano per arrivare grandi difficoltà. Le difficoltà fanno parte della vita cristiana, lo sappiamo bene. Dio si serve anche delle difficoltà per lavorare nei nostri cuori, per portare avanti la sua opera eterna in noi.
Oggi andremo avanti con la storia e considereremo Nehemia 4. Qua leggiamo di come Dio ha permesso che arrivassero grandi difficoltà per gli uomini di Israele. Ha permesso che ci fossero uomini molto malvagi che avrebbero fatto grande opposizione, e quindi avrebbero fatto rallentare molto il lavoro. Ma Dio è, e rimane, sempre sovrano su tutto.
Allora, trovate con me Nehemia 4, e seguite mentre leggo dal v1.
“1 Or, quando Sanballat venne a sapere che noi stavamo ricostruendo le mura, si adirò, s’indignò grandemente e schernì i Giudei, 2 e disse davanti ai suoi fratelli e ai soldati di Samaria: "Che cosa stanno facendo questi rammolliti Giudei? Si fortificheranno? Offriranno sacrifici? Finiranno in un giorno? Faranno forse rivivere dai mucchi di macerie le pietre che sono consumate dal fuoco?". 3 Tobiah l’Ammonita, che gli stava a fianco, disse: "Anche se costruiscono, basterà che una volpe vi salga sopra per far crollare il loro muro di pietra!".” (Nehemia 4:1-3 LND)
Una progressione nel cuore
Prima di tutto, voglio notare un punto importante in questi versetti. C’è una forte lezione per noi qua. Non era la prima volta che questi uomini reagivano negativamente contro i Giudei. Infatti, voglio tornare indietro al capitolo 2 e leggervi nel v10 e vv18-19 quali erano state le loro reazioni tempo prima.
Vi leggo Nehemia 2:10. Questo è successo quando Nehemia stava andando a Gerusalemme. Notiamo la reazione di questi uomini.
“10 Quando però Sanballat, l’Horonita, e Tobiah, il servo Ammonita, vennero a saperlo, furono grandemente turbati, perché era giunto un uomo che cercava il bene dei figli d’Israele.” (Nehemia 2:10 LND)
Erano grandemente turbati.
Poi, vi leggo più avanti, i vv18-19 sempre in Nehemia 2. Qui ci troviamo dopo che Nehemia ha parlato al popolo trasmettendo loro la visione per il lavoro. Di nuovo, notiamo la reazione di questi uomini.
“18 Raccontai quindi loro come la mano benefica del mio DIO era stata su di me e anche le parole che il re mi aveva detto. Essi allora dissero: "Leviamoci e mettiamoci a costruire!". Così presero coraggio per mettere mano a questo importante lavoro. 19 Quando però Sanballat, l’Horonita, e Tobiah, il servo Ammonita, e Ghescem, l’arabo, vennero a saperlo, ci schernirono e ci disprezzarono, dicendo: "Che cosa state facendo? Volete forse ribellarvi al re?".” (Nehemia 2:18-19 LND)
Qui non erano più solo grandemente turbati. Qui hanno schernito e disprezzato il popolo di Dio.
Allora, adesso, con questa base, vi rileggo Nehemia 4:1
“1 Or, quando Sanballat venne a sapere che noi stavamo ricostruendo le mura, si adirò, s’indignò grandemente e schernì i Giudei,” (Nehemia 4:1 LND)
Notate la reazione di Sanballat. Dice che si adirò, si indignò grandemente e schernì i Giudei. Era profondamente adirato contro i Giudei.
Più avanti, nei vv7-8 e 11, leggiamo ancora di un’altra reazione di questi nemici. Ve lo leggo.
“7 Quando però Sanballat, Tobiah, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdodei vennero a sapere che la riparazione delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a chiudersi, si adirarono grandemente, 8 e tutti assieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e a crearvi disordini. […] 11 Inoltre i nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché noi piomberemo in mezzo a loro e li uccideremo; così faremo cessare i lavori".” (Nehemia 4:7-8,11 LND)
Qui non erano più solo turbati o adirati. Qui erano pronti ad attaccare i Giudei per ucciderli.
Allora fratelli, c’è una potente lezione per noi qua. Avete notato cos’è successo nel cuore di questi nemici? C’è stata una chiara progressione nel loro cuore, una progressione negativa, andando sempre peggio. L’avete notato? Prima erano turbati, poi schernivano il popolo, poi avevano ira contro il popolo di Dio, poi erano pronti ad attaccarli e ucciderli. Che potente lezione! Il loro peccato non è rimasto uguale, statico. C’è stata una progressione. Il loro peccato è cresciuto.
Fratelli, il peccato, il NOSTRO peccato, non confessato e non abbandonato, non rimane uguale. Il peccato che non confessiamo e abbandoniamo, cresce, diventa più forte e ci tira sempre più giù, lontano da Dio.
Questi uomini, non essendosi ravveduti dal loro peccato, adesso erano così arrabbiati e pieni di odio che erano consumati da questa ira. E qui, in Nehemia 4, vediamo che a causa del loro peccato che era cresciuto dentro di loro, adesso sputavano fuori veleno contro il popolo di Dio, disprezzando il popolo di Dio. La loro condizione era gravissima. Erano pienamente nel peccato. E stavano sprofondando sempre di più nel loro peccato.
Pensiamo alla nostra vita
Ma non è che anche tu ed io, a volte, facciamo la stessa cosa?
A volte, stoltamente, lasciamo del peccato nella nostra vita. All’inizio sembra un piccolo peccato, una cosa di poco conto a nostro giudizio. A NOSTRO giudizio, non per Dio. E così, questo peccato lasciato lì, non confessato e non abbandonato, cresce. Cresce e diventa sempre più forte. Si radica in profondità e comincia a portare i suoi frutti velenosi. E quando ce ne accorgiamo, e allora vogliamo togliere quel peccato dalla nostra vita, a quel punto è molto più grande e difficile da togliere.
Qui in Nehemia era tutto gestito da Dio. Dio è sempre in controllo di tutto, anche del male che ci fanno gli altri. Ma pensate a questi uomini. Il loro peccato iniziale è diventato più grande, più profondo, e sempre peggio. Il nostro peccato cresce se non lo confessiamo e lo abbandoniamo subito. Come vivi tu? Come tratti il peccato nella tua vita? Confessiamo subito i nostri peccati, appena li vediamo, abbandoniamoli di cuore, non lasciamo loro alcuno spazio nel nostro cuore, per non allontanarci sempre di più da Dio. Il peccato promette bene, ma poi ci fa solo del male.
Questi uomini malvagi erano così pieni di ira contro i Giudei che sputavano fuori veleno contro di loro. Li disprezzavano grandemente. Tu hai mai peccato così? Magari in modo più subdolo, non così palese come loro. Ma non è che anche noi cadiamo in questo grave peccato? Hai mai parlato con cattiveria contro qualcuno durante un litigio? Hai mai sputato fuori veleno contro qualcun altro, perché volevi vincere tu la discussione? Fratelli, la bocca parla dall’abbondanza del cuore. Quello che viene fuori è quello che abbiamo dentro. Noi tutti abbiamo commesso questo grave peccato, più volte. E se tu riconosci che questo è un tuo peccato, magari un peccato di carattere, anche se non dici niente ma tieni tutto nei pensieri, corri a ravvederti. Non lasciare questo peccato non confessato nella tua vita. Grazie a Dio, c’è pieno perdono anche per questo peccato, per chi si umilia e confessa il proprio peccato.
La preghiera di Nehemia
Quindi, tornando adesso alla storia qui in Nehemia 4, Dio ha permesso che ci fossero questi uomini malvagi che odiavano i Giudei e non volevano il loro bene. Vedremo che Dio avrebbe permesso a questi uomini di creare grandi problemi per il suo popolo. Ancora non c’erano questi problemi, ma stavano per arrivare.
Tu cosa fai quando hai problemi nella tua vita? Qual è la tua prima reazione quando nasce un problema? Ti agiti? Ti dai da fare per cercare di risolverlo con le tue forze? Vai in giro a raccontare agli altri i tuoi problemi? Cominci a pregare disperatamente? Come reagisci ai problemi che ti arrivano?
Dio ci ha dato Nehemia come esempio. Allora, notiamo come ha reagito lui quando si è trovato davanti a questi problemi.
Cosa fa Nehemia? Prega a Dio. Ma non prega una preghiera qualsiasi. Notiamo cosa prega. Notiamo come risponde alla cattiveria di questi nemici. Seguite mentre leggo i vv4-5.
“4 "Ascolta, o DIO nostro, perché siamo disprezzati! Fa’ ricadere sul loro capo il loro vituperio e abbandonali al saccheggio in un paese di cattività! 5 Non coprire la loro iniquità e non permettere che il loro peccato sia cancellato davanti a te, perché ti hanno provocato ad ira davanti ai costruttori".” (Nehemia 4:4-5 LND)
Cosa fa Nehemia quando si trova di fronte agli attacchi dei nemici? Alza gli occhi a Dio e si affida a Lui. Era aggravato dal fatto che questi uomini hanno disprezzato l’opera di Dio, e in quel senso, hanno disprezzato la gloria di Dio. E chiede a Dio di vendicarsi di loro. In Romani 12:18-19 leggiamo che la vendetta spetta a Dio. Ve lo leggo.
“18 Se è possibile per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. 19 Non fate le vostre vendette, cari miei, ma lasciate posto all’ira di Dio, perché sta scritto: "A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore".” (Romani 12:18-19 LND)
Nehemia non cercava la propria vendetta, ma lasciava tutto nelle mani di Dio. La vendetta di un uomo può essere brutta e pesante, ma la vendetta di Dio, tre volte santo, è infinitamente peggio.
Notate che nel v4 Nehemia dichiara il motivo per cui pregava a Dio, e dice: “perché siamo disprezzati”. Poi, nel v5, dice: “perché ti hanno provocato ad ira”. È importante che mettiamo insieme le due cose per capire il cuore di Nehemia. Il problema non era che questi nemici avevano disprezzato loro come uomini, piuttosto, il problema è che avevano provocato ad ira Dio disprezzando il Suo popolo. Loro erano il popolo di Dio.
Così, Nehemia ha chiesto a Dio che cadesse su di loro vituperio e calamità, cioè cose gravi, un grave disonore, e poi giudizio per i loro peccati. Il loro peccato di aver disprezzato il popolo di Dio era così grave che meritava tutto questo.
Allora, pensiamo a noi. Quanto è grave quando NOI pecchiamo contro i nostri fratelli e sorelle in Cristo, che sono il popolo di Dio. E quanto è grave quando siamo focalizzati sui peccati contro di noi, anziché avere a cuore la gloria di Dio.
Così, di fronte a questi problemi, dove guardava Nehemia? Guardava a Dio, e pregava Dio per la Sua gloria. Oh che il nostro cuore sia sempre più così!
Il popolo non si perde d’animo
Nehemia ha reagito così. Ma come ha reagito il popolo? Il popolo era sotto la guida di Nehemia, e sicuramente la sua reazione ha influenzato il popolo. Allora, come ha risposto il popolo a queste minacce? Leggo il v6.
“6 Noi dunque ricostruimmo le mura, che furono congiunte assieme fino a metà della loro altezza; il popolo aveva preso a cuore il lavoro.” (Nehemia 4:6 LND)
Nonostante gli attacchi dai nemici, e le difficoltà di compiere un lavoro così grande, i lavori sono arrivati ad un buon punto. Hanno ricostruito le mura fino a metà della loro altezza. Non era poco.
Notate una cosa bellissima qua. Specifica proprio che il popolo aveva preso a cuore il lavoro. Nehemia aveva trasmesso loro la visione, e loro avevano accolto quella visione, era diventata la loro visione, e questo era quello che adesso li guidava e li spingeva a continuare.
Che buon ricordo di quanto è importante avere buone guide, in questo caso, un uomo timorato di Dio, che guardava a Dio, che aveva coraggio e non si lasciava intimorire dai nemici. Che potente lezione per noi che abbiamo un ruolo di guida da Dio.
Arrivano grandi problemi
Dio stava benedicendo grandemente il popolo, MA stavano arrivando grandi problemi per loro. Ma era tutto sotto il controllo di Dio.
Fratelli, Il fatto che Dio ci sta benedicendo non vuol dire che non ci saranno problemi. Infatti, Dio usa i problemi in modo che possiamo conoscerLo di più. È proprio Lui che permette che abbiamo problemi nella vita. Quand’è che conosciamo di più la potenza e la cura di Dio? Quando tutto è facile, oppure, quando ci sono grandi problemi? Dio stava per aiutare loro a conoscere ancora di più il suo potere. Seguite mentre leggo i vv7-9.
“7 Quando però Sanballat, Tobiah, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdodei vennero a sapere che la riparazione delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a chiudersi, si adirarono grandemente, 8 e tutti assieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e a crearvi disordini. 9 Ma noi pregammo il nostro DIO e, a causa di loro, ponemmo contro di loro delle sentinelle di giorno e di notte.” (Nehemia 4:7-9 LND)
Quando vogliamo vivere per la gloria di Dio è normale che ci sia grande opposizione. Questi nemici già non erano contenti che i Giudei volessero riparare le mura di Gerusalemme, ma adesso che il lavoro progrediva e c’erano buoni risultati, si sono adirati grandemente.
Prima li disprezzavano, poi avevano cattiveria contro di loro, adesso erano pronti ad attaccare Gerusalemme. Però, tenete in mente che Gerusalemme ancora non aveva le mura completate. Ancora le sue difese non erano state completamente ripristinate. Perciò, di fronte alla minaccia di un attacco di questi nemici, si trovavano in grave pericolo.
Si trovavano di fronte ad una minaccia REALE. Attenzione, non era un problema potenziale. A volte ci preoccupiamo di problemi potenziali, che neanche esistono ancora. Questo non era un problema potenziale. Era molto reale e molto grave. Rischiavano la vita.
Allora, alla luce di questa REALE minaccia, voglio notare come ha risposto il popolo a questi pericoli. Hanno fatto due cose. Rileggo il v9.
“9 Ma noi pregammo il nostro DIO e, a causa di loro, ponemmo contro di loro delle sentinelle di giorno e di notte.” (Nehemia 4:9 LND)
Qual è la prima cosa che hanno fatto? Hanno pregato Dio. A chi guardavano? Guardavano a sé stessi, alla loro debolezza, alle mura che non erano ancora terminate? Guardavano a quanto forti e preparati erano i loro nemici? Che buon esempio per noi, guardavano a Dio che era la loro unica vera protezione. Tu, quando ti trovi di fronte a veri problemi, minacce reali, che potrebbero arrivare da un momento all’altro, come reagisci?
Quindi, prima hanno pregato Dio. Ma non si sono fermati lì. Poi si sono anche organizzati. Si sono organizzati con delle sentinelle che sorvegliavano di giorno e di notte, in modo da avvisare il resto del popolo qualora fossero arrivati i nemici. Fratelli, qua vediamo un principio importante. Non hanno solo pregato, si sono anche dati da fare per proteggersi.
Quando ci arrivano delle difficoltà, piccole o grandi, è estremamente importante, anzi è fondamentale, che guardiamo a Dio. E grazie a Dio in Cristo abbiamo libero accesso a Dio nella preghiera per portargli ogni peso che abbiamo e chiedere aiuto. Ma, allo stesso tempo, è anche importante che ci diamo da fare. Avere fede non vuol dire solo aspettare gli attacchi del nemico, piuttosto, avere fede comprende anche prepararsi alla battaglia e stare in guardia. Quanto è vero per noi, contro gli attacchi di Satana, e soprattutto, nella battaglia contro il nostro peccato. Dobbiamo pregare ma dobbiamo anche agire in modo concreto. Agire fa parte di camminare per fede.
Arriva lo scoraggiamento
Sappiamo che quando Dio ci mette davanti qualcosa da fare, dobbiamo farlo. E sappiamo che partire bene è molto importante, ma in sé non basta. Bisogna anche andare avanti, perseverare fino alla fine, guardando a Dio. Che cosa succede se togliamo gli occhi da Dio? Nel prossimo versetto vediamo un esempio di cosa succede quando togliamo gli occhi da Dio. Seguite mentre leggo il v10.
“10 Quelli di Giuda però dicevano: "Le forze dei portatori di pesi vengono meno, e le macerie sono tante che noi non riusciremo a costruire le mura!".” (Nehemia 4:10 LND)
Il popolo ha cominciato a fare quello che spesso facciamo anche noi. Hanno cominciato a guardare alle circostanze e a loro stessi, alle loro forze, e alle loro capacità. E cos’hanno ottenuto? Si sono scoraggiati.
Umanamente parlando, avevano motivi per scoraggiarsi? Certo che ne avevano. Ma cosa NON stavano tenendo in mente? Cosa mancava nei loro pensieri? Non stavano tenendo in mente il cuore di Dio per loro, e la fedeltà di Dio fino a quel punto, e il fatto che Dio era con loro e li aveva benedetti fino a quel punto. Era grazie a Lui che avevano potut ìo ricostruire le mura fino a metà della loro altezza. Allora, se Dio era stato fedele fino a quel punto, non sarebbe rimasto fedele anche per il resto dei lavori? Certo!
Fratelli e sorelle, siamo proprio come loro. Quando togliamo gli occhi da Dio e guardiamo ai problemi, e a noi stessi, alle nostre forze, o meglio dire mancanza di forze e di capacità, ci scoraggiamo. Spesso quello che pensiamo è tutto vero. Siamo deboli e mancanti e le circostanze sono difficili. Ma manca un pezzo importante, il più importante. Manca Dio nei nostri pensieri. Manca il suo cuore per noi. Manca la sua fedeltà. Manca la sua opera nel passato. Se sei stanco e scoraggiato, chiediti: c’è Dio nei miei pensieri? Quanto spesso siamo miserabili, perché pur avendo Dio, lo escludiamo dai nostri pensieri.
Nemici di fuori
Le prove erano dure e profonde, e continuavano. Leggo i vv11-12.
“11 Inoltre i nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché noi piomberemo in mezzo a loro e li uccideremo; così faremo cessare i lavori". 12 Ma quando i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero, per ben dieci volte ci dissero: "Da qualsiasi parte vi volgerete, ci saranno addosso".” (Nehemia 4:11-12 LND)
I nemici li odiavano così tanto che volevano ucciderli. E si stavano organizzando per farlo. Fratelli, non era un problema potenziale, come tanti dei nostri, era proprio una realtà.
Tu hai questi problemi? Quante volte siamo abbattuti, o siamo in ansia, o ci agitiamo per problemi potenziali, che non abbiamo e possibilmente non avremo mai. O anche per problemi reali ma che, in realtà, non sono niente.
Qui il popolo aveva un vero problema davanti a sé. Un problema gigantesco. Rischiavano la vita compiendo l’opera di Dio. Il rischio era altissimo, ma Dio era sovrano. Dio è sempre sovrano su tutto. E Dio non permette che ci arrivino le prove sbagliate. E qui vediamo un esempio lampante di come è Dio che gestisce tutto. È Lui il sovrano. In questo caso, Dio ha permesso che ci fossero dei Giudei che avevano sentito i piani di questi uomini malvagi, e hanno avvertito il popolo. TUTTO è nelle mani di Dio. E anche i piani dei nemici sono sotto il SUO totale controllo.
Perché ci scoraggiamo? Perché abbiamo paura? Perché ci agitiamo nei problemi della vita? Spesso, perché non teniamo in mente chi è il nostro Dio. Dio, il NOSTRO Dio, è sovrano su tutto. E ci ha a cuore. Fratelli, siamo figli preziosi a Lui. Siamo i suoi figli. Un buon padre umano cerca di dare il meglio ai suoi figli. Cerca di dare sempre quello che serve a loro. Allora, se un padre umano, che pecca, ha questo cuore, quanto infinitamente di più Dio ha questo cuore, perfetto, verso ognuno di noi! E perciò, Dio permette che ci arrivi solo quello che porta al nostro vero bene eterno. E, allo stesso tempo, NON permette che ci arrivi tutto quello che non è la cosa giusta per noi.
Questo è il cuore del nostro Dio per noi! Non scoraggiamoci quando ci arrivano problemi o difficoltà. Se ci arrivano vuol dire che il nostro Buon Padre celeste voleva che ci arrivassero, perché sono strumenti nelle sue mani per compiere la Sua opera buona in noi. Anche se a noi sembrano portare solo del male, in realtà, sono strumenti di bene nelle mani amorevoli del nostro Padre.
Tutto cambia quando teniamo in mente queste verità preziose. Tutto cambia quando ci fidiamo del nostro Buon Padre.
Conclusione
Consideriamo alcuni punti principali dal brano che abbiamo letto oggi.
Abbiamo inziato vedendo quanto il peccato dei nemici dei Giudei, non confessato e non abbandonato, si è radicato sempre più in profondità ed è diventato sempre più grande al punto che volevano ucciderli. Quando non trattiamo il nostro peccato e lo lasciamo, anche se sembra una sciocchezza (secondo la nostra stoltezza), cresce e si radica e porta i suoi frutti. Poi, toglierlo diventa molto più difficile. Il peccato non rimane statico, quindi non lasciamo peccato nella nostra vita. Grazie a Dio, in 1Giovanni 1:9 leggiamo che, se confessiamo i nostri peccati, Dio è fedele e giusto da perdonare i nostri peccati e purificarci da ogni iniquità. Corriamo a Dio e confessiamo i nostri peccati alla radice da subito e Dio è fedele e ci perdona e ci purifica sulla base del sacrificio di Gesù Cristo.
Poi, abbiamo visto vari esempi dove problemi notevoli sono arrivati e abbiamo visto l’esempio di Nehemia, che in risposta ai problemi pregava a Dio e guardava a Dio. Nehemia si preoccupava della gloria di Dio e voleva che Dio fosse glorificato. Dove guardi tu quando arrivano i problemi?
Abbiamo visto il popolo che si dà da fare e che va avanti nel lavoro e Dio dà loro buon successo. Non ci tiriamo indietro dal compiere l’opera di Dio quando ci sono problemi all’orizzonte. Andiamo avanti fedelmente per la grazia di Dio e Dio benedirà.
Poi, abbiamo visto un punto importante: che solo pregare non basta. Nella battaglia con i nostri peccati, non basta solo pregare, serve anche agire, darci da fare, prendere posizioni drastiche e combattere i nostri peccati. Agire fa parte di avere fede.
E per ultimo abbiamo visto il motivo per cui spesso siamo scoraggiati o ci agitiamo o siamo in ansia per le prove. Perché? Perché manca il pezzo più importante nei pensieri. Manca Dio. Manca la fede. Manca ricordare il cuore, la fedeltà di Dio e la potenza di Dio nella nostra vita. Dio è sovrano sulle nostre vite. Non dimentichiamoci di Dio.
Seguiamo l’esempio di Nehemia. Seguiamo l’esempio del popolo. Viviamo in base a quello che Dio ci ha mostrato anche oggi. Sono verità da mettere in pratica giorno per giorno.