Aiuto Biblico

Quando tutto va male

Salmo 3

Studio di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per mercoledì, 11 novembre 2020, – cmd ap –

Audio:

Hai mai avuto una giornata dove tutto è andato male? Hai mai avuto una giornata così? Come si può definire questo “male”? Parlando solo di male terreno, è davvero così male? Quindi, I tuoi figli sono stati rapiti, maltrattati ed uccisi… e tu sei quasi stato messo a morte, e sei paralizzato a vita… giusto? Quando tutto va male è a quel livello, giusto?

Valutiamo un attimo. Ma veramente quando “tutto va storto”, è veramente andato tutto storto? Veramente? Prospettiva.

Ieri ho fatto vedere a Manuel un piccolo fumetto che trasmette il concetto di prospettiva. Nel fumetto c’è un uomo che guida una macchina vecchia, quando lo sorpassa una macchina più nuova. L’uomo nella macchina vecchia pensa: “che bello sarebbe avere una macchina nuova così”. Nel frattempo l’uomo nella macchina vecchia sorpassa un uomo su una bicicletta che vede la sua macchina vecchia e pensa: “che bello sarebbe avere una macchina e non dover sempre andare in bici”. Poi l’uomo in bici passa davanti ad una donna alla fermata dell'autobus che pensa: “che bello sarebbe avere una bici e non dover sempre solo andare a piedi o aspettare l'autobus”. Il fumetto termina con la visuale della terrazza di un palazzo dove si vede un ragazzo in sedia a rotelle che guarda giù e pensa: “che bello sarebbe poter camminare”. Prospettiva.

Quindi, quando noi diciamo che “tutto è andato male oggi”, sappiamo che è una malvagia menzogna? Pensiamo un attimo. Se Dio dovesse veramente far si che tutto vada male? Vorremmo questo? Vorremmo che Dio renda vero ciò che diciamo e TUTTO vada male?

Non alziamo il pugno contro la sovrana provvidenza di Dio quando ha permesso un giorno con delle difficoltà che solitamente non sono così terribili.

Se mi agito per cose che sono banali, cosa faccio quando Dio, nella Sua sovranità, decide di mandarmi una prova pesante? Se sono aggravato per una montagna di impegni, cosa succede quando veramente arrivano “montagne” di impegni? Cioè, quando devo fare sacrifici incredibili per far sopravvivere mio figlio, mio marito, quello che sia che mi porta allo stremo. Allora, se già dici: "Eh, non ce la faccio!", cosa farai quando veramente affronti una prova pesantissima?

Voglio leggere un Salmo stasera, scritto quando le cose andavano veramente male. Non una giornata pesante oppure un giorno dove la grandine distrugge i campi, per esempio. No. Era quando Davide doveva fuggire da Absalom.

È già bruttissimo quando tu devi fuggire per la vita da un nemico però, quando tu devi fuggire da tuo figlio? E la nazione alla quale hai dedicato la tua vita, lo sta seguendo, e l’esercito che hai guidato per anni viene contro di te? E i tuoi consiglieri, la grande maggioranza, si rivolgono contro di te? Questi non sono nemici, invece sono i tuoi amici. Uomini che erano leali a te e peggio ancora, chi è al capo di questi uomini e di questo popolo? Il figlio tuo che vuole ucciderti e manda fuori l’esercito per ucciderti. E tu devi scappare per la vita.

Quando tutto va male, non solo hai una giornata difficile, ma veramente tutto va male, con terribili rischi, perfino di morte, dove guardi? Come preghi quando ti trovi in circostanze terribili?

Il contesto: Absalom e Davide

Allora, se ricordate la storia triste, Davide aveva varie mogli e aveva vari figli dalle varie mogli. Evidentemente ogni moglie aveva una casa sua. Quindi i figli e i fratellastri non sono cresciuti insieme nella stessa casa e non c'era un senso di fratellanza forte fra di loro. Questi sono i disastri che creiamo quando facciamo di testa nostra e non secondo il piano di Dio.

Allora uno dei figli di Davide, Amnon, desiderò sua sorellastra, Tamar. Per avere Tamar, Amnon la ingannò per poi, violentarla. Absalom, il fratello di Tamar, odiò Amnon per quello che fece a sua sorella, ma aspettò due anni prima di organizzare una cena dove uccise Amnon. Absalom scappò per la vita e andò a Gheshur, un altro paese vicino dove c’erano dei parenti. Rimase là tre anni. Poi Davide gli permise di tornare a Gerusalemme, ma solo dopo due anni gli fu permesso di vedere Davide. Fu solo un breve incontro dove Davide lo baciò, e poi non ci fu più contatto.

Di conseguenza, Absalom si diede da fare per conquistare il cuore del popolo di Israele e allontanare il popolo da suo padre.

Vorrei leggere in 2 Samuele 15:1-14.

1 Or, dopo questo Absalom si procurò un cocchio, cavalli e cinquanta uomini che corressero davanti a lui. 2 Absalom si alzava al mattino presto e si metteva a lato della via che portava alla porta della città. Così, se qualcuno aveva una causa e andava dal re per giudizio, Absalom lo chiamava e gli diceva: "Di quale città sei?". L’altro gli rispondeva: "Il tuo servo è di tale e tale tribù d’Israele". 3 Allora Absalom gli diceva: "Vedi, le tue ragioni sono buone e giuste, ma non c’è nessuno da parte del re che ti ascolti". 4 Poi Absalom aggiungeva: "Se facessero me giudice del paese, chiunque avesse un processo o una causa verrebbe da me, e io gli farei giustizia". 5 Quando poi qualcuno si avvicinava per prostrarsi davanti a lui, egli stendeva la mano, lo prendeva e lo baciava. 6 Absalom faceva così con tutti quelli d’Israele che venivano dal re per giudizio; in questo modo Absalom si cattivò il cuore della gente d’Israele. 7 Or avvenne che, dopo quarant’anni, Absalom disse al re: "Ti prego lasciami andare ad Hebron ad adempiere un voto che ho fatto all’Eterno. 8 Poiché, durante la sua permanenza a Gheshur in Siria, il tuo servo ha fatto un voto, dicendo: "Se l’Eterno mi riconduce a Gerusalemme, io servirò l’Eterno!"". 9 Il re gli disse: "Va’ in pace!". Allora egli si levò e andò a Hebron. 10 Poi Absalom mandò degli emissari per tutte le tribù d’Israele, a dire: "Quando sentirete il suono della tromba, direte: "Absalom è proclamato re a Hebron"". 11 Con Absalom partirono da Gerusalemme duecento uomini, come invitati; essi andarono innocentemente, senza sapere nulla. 12 Absalom, mentre offriva i sacrifici, mandò a chiamare dalla sua città di Ghiloh Ahithofel, il Ghilonita, consigliere di Davide. Così la congiura acquistava forza perché il popolo andava crescendo di numero intorno ad Absalom. 13 Or un messaggero andò da Davide e disse: "Il cuore degli uomini d’Israele segue Absalom". 14 Allora Davide disse a tutti i suoi servi che erano con lui a Gerusalemme: "Levatevi e fuggiamo; altrimenti nessuno di noi scamperà dalle mani di Absalom. Affrettatevi a partire affinché non ci sorprenda improvvisamente e faccia cadere su di noi la rovina, e non colpisca la città passandola a fil di spada".” (2 Samuele 15:1-14 LND)

Davide capiva tutto e capiva di aver perso tutto. La nazione seguiva Absalom e Davide capiva che doveva scappare per la sua vita.

Allora, come stava il cuore di Davide in questa prova difficile? Immaginate che questi fossero i vostri figli e che fossero contro di voi. Se veramente pensiamo a questa possibilità, come potremmo mai dire che “oggi è andato tutto storto”. Che vergogna. Questa situazione è peggio di quanto potremmo mai immaginare.

In questa condizione, mentre Davide fuggì dalla città con alcuni leali a lui, ma la nazione e Absalom erano contro di lui, scrisse il Salmo 3.

Voglio leggere il Salmo 3 per capire come pregare quando veramente tutto va male. Io posso avere una giornata difficile al lavoro e dire che “tutto è andato male oggi”. Ma, veramente? Hai la salute, hai la famiglia, hai il lavoro… hai Cristo, hai le promesse e tutto è andato male?! Veramente tutto? Lungi da noi di avere quel cuore così malvagio da brontolare quando ci sono giornate pesanti, perché possono diventare molto più pesanti.

Allora, leggo i primi due versetti:

“1 «Salmo di Davide quando fuggì davanti ad Absalom, suo figlio» O Eterno, quanto numerosi sono i miei nemici! Molti si levano contro di me. 2 Molti dicono di me: "Non vi è salvezza per lui presso DIO". (Sela)

Allora, quanto sono numerosi i miei nemici? I nemici di Davide erano veramente numerosi. Effettivamente tutta la nazione, tranne un gruppetto, era contro Davide. “Molti si levano contro di me”. L'esercito, i suoi soldati, lo cercavano non per onorarlo, ma per ucciderlo.

“Molti dicono di me: "Non vi è salvezza per lui presso DIO"”. La nazione diceva che Dio è dalla parte di Absalom. Non era vero, ma perfino i sacerdoti e i consiglieri dicevano: Dio non è con Davide.

Io non riesco a concepire il cuore di Davide. Non ho mai vissuto nulla del genere. Non sono mai stato abbandonato, odiato e ricercato per essere ucciso da quasi tutte le persone che una volta erano leali a me.

E Satana, guidando queste persone, cosa voleva far credere a Davide? “Molti dicono di me: "Non vi è salvezza per lui presso DIO".”. Cosa volevano fare? Volevano farlo dubitare di Dio e pensare che Dio l’avesse abbandonato. Volevano fargli perdere la fede in Dio.

Anche noi abbiamo nemici che vogliono farci cadere nel peccato e dubitare Dio. Abbiamo nemici dentro di noi. Satana e il mondo sono i nostri nemici. Siamo circondati, dentro e fuori.

Satana ci attacca con falsi pensieri. Quando Gesù era sulla croce, Satana ha messo in bocca delle persone sotto la croce, e anche dei ladroni accanto, il pensiero: “non vi è salvezza per lui presso Dio”. Questo è uguale, identico. Non è che ci viene in testa quando succedono certe cose “perché Dio permette questo?” È una delle cose che sento più spesso quando parlo con le persone. “Perché Dio ha permesso questo?” "Perché Dio non mi cura?” Troppo spesso immaginiamo che la cura di Dio sia quello che vogliamo noi. Dobbiamo confrontare i nostri pensieri con i pensieri della verità che troviamo nella Bibbia.

Davide scrive questo quando sta fuggendo, quando tutto è nero, quando la speranza sembra non esserci, e mi colpisce che in quel momento Davide guardi a Dio. Leggiamo versetto 3.

3 Ma tu, o Eterno, sei uno scudo attorno a me, tu sei la mia gloria e colui che mi solleva il capo.

Gli attacchi sono molti, soprattutto nei nostri pensieri con dubbi e paure. Crediamo che Dio non ci curerà? E che siamo circondati da troppi nemici e difficoltà? La soluzione è di riempirci con le verità di Dio. “… tu, o Eterno, sei uno scudo attorno a me, tu sei la mia gloria e colui che mi solleva il capo.”

Nonostante la condizione terribile di Davide, lui guardava Dio. E allora che cosa dovremmo fare noi? Quando sembra tutto nero e ingiusto, che cosa dovremmo fare? Dobbiamo dire: tu sei uno scudo intorno a me, tu sei la mia gloria.

“tu sei uno scudo intorno a me”. Lo scudo è la verità di Dio: Chi è Dio per me? Colui che mi aiuta a spegnere i dardi infuocati di Satana. E che cosa sono i dardi infuocati di Satana maggiormente? Pensieri falsi. Arrivano questi pensieri, ma aggrappiamoci alla verità di Dio.

Poi, “tu sei la mia gloria”. Dove cerchiamo la gloria di solito? In Dio? O in come vediamo noi stessi? Quando pensiamo: “Non è giusto che mi tratta così e che io debba subire tutto questo”, che cos'è quello? Ci vediamo nel giusto, ci sentiamo maltrattati, trattati ingiustamente, e che meritiamo più di questo. Vogliamo innalzarci nella nostra mente. Vogliamo credere di avere qualche merito. Alla fine, vogliamo gloria in noi stessi.

Ricordiamo insieme un incidente, quando Davide fuggiva da Gerusalemme. Ci fu quell’uomo, Scimei, che gli lanciò dei sassi e lo maledisse. Quando i soldati di Davide gli chiesero se voleva che andassero ad uccidere quell’uomo, Davide disse: “no, questo è da Dio. È una prova da Dio. Chi sono io per uccidere lui? Se lui mi maledice, Dio l’ha permesso”. Quindi, anziché credere di non meritare quello che gli stava succedendo, Davide disse: “accetto quello che Dio mi dà”.

Che cosa facciamo noi quando gli altri ci trattano ingiustamente? Abbiamo quel cuore umile da dire: “Signore, tu sei la mia gloria” o vogliamo gloria dagli uomini? In 1 Giovanni 3:2 dice: “Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo…” Dio non ci glorifica davanti agli uomini e quindi Davide dice “TU sei la mia gloria e tu sei colui che mi solleva il capo”. Dio è Colui che ci tiene in vita e che ci sostiene, quindi, possiamo fidarci di Lui.

Dove cerchi la tua gloria? La cerchi nell'essere bravo, visto bene dagli altri, o visto bene da te stesso, o cerchi la tua gloria veramente in Cristo?

Davide prosegue dicendo:

4 Con la mia voce ho gridato all’Eterno, ed egli mi ha risposto dal suo monte santo. (Sela)

Sembra a me che questo sia Davide ricordando il passato, perché lui ancora stava fuggendo e non aveva ancora visto l'aiuto completo di Dio. Davide dice: “con la mia voce ho gridato l'Eterno...” Davide ha gridato all’Eterno varie volte, soprattutto all'inizio della sua vita, quando Saul lo cercava. Lui si ricorda che ha gridato al Signore e Lui ha risposto dal Suo Monte Santo. Davide sta riconoscendo che Dio è sovranamente in controllo, il Suo Monte Santo è in cielo, e Lui è sovrano, quindi Davide grida a Dio adesso e Davide ricorda la fedeltà di Dio.

Che cosa serve quando tutto va male? Serve ricordare la fedeltà di Dio e ricordare che il Signore non ha sempre fatto tutto quello che volevamo noi, ma ci ha sempre ascoltato. Quando ricordiamo della cura di Dio e sappiamo chi siamo per Dio, nonostante le nostre prove, che cosa possiamo dire?

5 Io mi sono coricato e ho dormito; poi mi sono risvegliato, perché l’Eterno mi sostiene.

Quando abbiamo vera fede in Dio possiamo dormire tranquilli, sapendo che Dio è in controllo. Non cerchiamo la pace nelle circostanze, ma in Dio stesso sapendo che Egli ti sostiene.

Fede, fede in Dio. Davide dice che possiamo dormire perché Dio è in controllo. Questo vuol dire che tutto andrà bene? No, non vuol dire che tutto andrà bene, ma vuol dire che Dio è in controllo e che possiamo fidarci di quello che farà.

Davide non cercava la sua pace nelle circostanze. In quelle circostanze, quale pace ci sarebbe? Ma Davide cercava la pace nel Signore.

Sapeva che Dio l’avrebbe curato e dichiara nel versetto 6:

6 Io non temerò miriadi di gente, che si accampassero tutt’intorno contro di me.

Davide aveva miriadi di gente, tantissimi soldati, contro di Lui, ma non temeva. Perché? Perché confidava in Dio.

Che cosa dice in Salmo 23:4?

4 Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, non temerei alcun male perché tu sei con me...

“Non temerei alcun male” anche sono circondato da nemici e sono senza speranza umana. Non temerei perché so che nemmeno la morte può separarmi da Dio.

Possiamo confidare in Dio. Leggiamo in Romani 8:28-39.

28 Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento. 29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. 30 E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati. 31 Che diremo, dunque, circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32 Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? 33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Saràl’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? 36 Come sta scritto: "Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello". 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti io sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né potenze, né cose presenti, né cose future, 39 né altezze, né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 8:28-39 LND)

Quando ricordiamo questo, che nulla può separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore, allora possiamo dire con Davide: “Io non temerò miriadi di gente, che si accampassero tutt’intorno contro di me”.

Preghiera per l’aiuto giusto

Davide confida in Dio e poi prega per aiuto. Questo è incredibile. Davide sta fuggendo per la sua vita e vogliamo considerare come prega per aiuto. Prima dichiara Chi è Dio, dichiara la sua fede in Dio, e ricorda l'opera di Dio. Quando tu ti trovi in situazioni difficili, come inizi a pregare? “Signore, aiutami in questo! Aiutami!” oppure inizi lodando e ringraziando Dio e riconoscendo il Suo aiuto nel passato?

Leggiamo versetto 7

7 Levati o Eterno; salvami, o DIO mio; perché tu hai percosso tutti i miei nemici sulla mascella; tu hai rotto i denti degli empi.

Davide guarda a Dio e Davide loda Dio per la Sua potenza. Ha piena fede nelle capacità di Dio. Davide si ricorda della cura e dell’opera passata di Dio, cioè “tu hai percosso tutti i miei nemici sulla mascella”. Davide ha avuto tanti nemici e guerre negli anni e il Signore gli ha dato vittoria. Chiede a Dio solo per aiuto perché riconosce l’aiuto di Dio nel passato. La richiesta è piccola in mezzo al ringraziamento.

Tu hai questa fede in Dio quando preghi?

Lode a Dio, v. 8a

Ricordate che a questo punto, Davide si trova in grande pericolo, fuggiva da Absalom, e sembrava impossibile per lui di scappare dalla morte.

Nel versetto 7 leggiamo come Davide aveva chiesto aiuto. Ora, nel versetto 8 lo sentiamo lodare Dio.

8 La salvezza appartiene all’Eterno; la tua benedizione sia sul tuo popolo. (Sela)” (Salmo 3:8 LND)

La salvezza appartiene all’Eterno.

Dove cerchi la tua salvezza? Nel avere meno problemi? Nella guarigione o superando una malattia? In un lavoro cosiddetto sicuro? Magari nel avere certe persone dalla parte tua? La vera salvezza non è una salvezza terrena, una salvezza temporanea. È la salvezza eterna, in Cristo.

La salvezza appartiene all’Eterno.

Notiamo che Davide non solo pensa a se stesso, ma prega anche per la salvezza d’Israele. Prega il popolo d’Israele che stava cercando di ucciderlo.

Quale salvezza stai cercando?

Consideriamo la salvezza che Dio promette ad alcuni della chiesa di Smirne. Leggiamo la lettera alla chiesa di Smirne in Apocalisse 2:8-11.

“8 "E all’angelo della chiesa in Smirne scrivi: queste cose dice il primo e l’ultimo, che morì e tornò in vita. 9 Io conosco le tue opere, la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia tu sei ricco) e la calunnia di coloro che si dicono Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. 10 Non temere ciò che dovrai soffrire; ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in prigione affinché siate provate, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. 11 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: chi vince non sarà certamente colpito dalla seconda morte".” (Apocalisse 2:8-11 LND)

Cosa promette Gesù a questi credenti che saranno messi alla morte? Il Signore Gesù, parlando ai credenti di questa chiesa, parla della salvezza che darà a loro. Però, non è salvezza dalla persecuzione. Non è salvezza dalla morte. È una salvezza più grande. La loro salvezza verrà quando saranno uccisi per la loro fede e dopo la morte riceveranno la corona della vita.

Quando pensiamo alla salvezza dai problemi, di solito pensiamo in termini terreni o eterni?

Allora, non è sbagliato pregare a Dio dicendo che, se Lui vuole ed è seconda la Sua volontà, che “salvi” da quel problema o situazione, ma se Lui ha un altro piano e la prova dovesse durare ancora per altri 20 anni, di accettare dalla Sua mano ciò che Lui ritiene giusto e buono perché Lui non sbaglia e fa cooperare tutto per il nostro vero bene se abbiamo Cristo.

C’è un libro molto potente che si chiama “La Pazzia di Dio”. È un insieme di storie di uomini e donne di Dio che vengono perseguitati, maltrattati e torturati per Cristo in situazioni atroci. Eppure vanno avanti e seguono Cristo.

C’è una scena nel libro dove un uomo confida a suo figlio che il giorno dopo sarebbe stato portato in carcere per la sua fede. Dopo un anno, la mamma e il figlio di 8 anni vanno a trovarlo in prigione. Per la visita, fanno sdraiare l’uomo su un tavolo perché era troppo debole per camminare. Era difficile riconoscere l’uomo da quante botte e lividi e segni di tortura aveva sul corpo. Infatti, il figlio ha potuto solo riconoscere suo padre dagli occhi perché era irriconoscibile dalla faccia. Il figlio sapeva e vedeva davanti agli occhi quanto suo papà è stato torturato per Gesù Cristo.

E poi, il figlio dice qualcosa al suo papà. Che cosa gli avrebbe detto il figlio? Che cosa avrebbe detto al papà che amava così tanto sapendo che aveva sofferto in modo brutale per la sua fede in Gesù Cristo?

Gli ha detto: “Papà, sono fiero di te. Sono fiero di te che non hai rinnegato Gesù.”

La vera salvezza non è terrena. La vera salvezza è eterna: la corona della vita.

Quando abbiamo la prospettiva giusta, cambia tutto. Se rischiamo di perdere le cose terrene: la famiglia, la casa, il lavoro, ecc., questo non ci turba perché sappiamo che Dio è in controllo e che Lui è sovrano su tutto e sappiamo che cosa ci aspetta. Ci aspetta la corona della vita. Perderemo tutto sulla terra comunque. Dio non sbaglia e possiamo fidarci di Lui e quello che Lui fa. Grazie a Dio per Gesù Cristo perché in Cristo abbiamo la corona della vita.

Tu consideri la corona della vita come tesoro che supera qualsiasi benedizione terrena?

La vera salvezza non è quello che gli uomini cercano. La vera salvezza è un dono che non si perde mai. È quella che Dio ci offre in Gesù Cristo, ed è immensamente più grande di quello che gli uomini cercano.

la tua benedizione sia sul tuo popolo, v. 8b

Leggiamo ancora versetto 8 di Salmo 31

8 La salvezza appartiene all’Eterno; la tua benedizione sia sul tuo popolo. (Sela)” (Salmo 3:1-8 LND)

Ricordiamo ancora che Davide si trova in una situazione dove sta scappando per la vita, e non da qualche nemico estraneo ma dal SUO figlio e dal suo popolo. In quel momento, prega non solo per se stesso ma per il suo popolo.

Quando Davide dichiara: “la tua benedizione sia sul tuo popolo”, prega per la cura di Dio per tutto il suo popolo. Prega che Dio benedica il popolo che sta cercando la sua vita perché è il popolo di Dio. Pregando così, Davide dimostra di voler che Dio cambi il suo cuore.

Un frutto della salvezza è di avere un grande cuore per altri credenti e non pregare solo per noi stessi e le nostre famiglie, ma pregare anche per gli altri.

Oh, che Dio ci perdoni per le volte che ci siamo lamentati dicendo che tutto è andato male nella nostra giornata. Che malvagità perché non è minimamente vero. Accettiamo con mansuetudine quello che Dio ci manda, fidandoci di Lui. Ci sono sempre motivi per ringraziare Dio e con la prospettiva giusta non è neanche difficile farlo. Ricordiamo la cura passata di Dio e ringraziamoLo. Fidiamoci di Lui. Veniamo a Lui con lodi e ringraziamento e non con disperazione, mettendo davanti a Lui la nostra situazione.

Dio è il nostro scudo. Uno scudo per proteggere i nostri pensieri.

Dio è la nostra gloria. Non cerchiamo una gloria finta e vana in quello che dicono gli uomini e neanche nella speranza che tutto vada bene. Dio è la nostra gloria in Gesù Cristo.

Salmo 31 ci insegna il cuore da avere quando le cose vanno male.

Che Dio ci aiuti ad avere questo cuore. Dio è fedele e possiamo confidare in Lui in qualsiasi situazione.

Preghiamo.