Introduzione
Vuoi avere gioia? Ciascuno di noi vuole avere gioia nel cuore. Se ci pensiamo o meno, se lo diciamo in questi termini o meno, vogliamo avere gioia. Grazie a Dio, se tu sei in Cristo, puoi avere gioia, vera gioia, profonda gioia.
Ciascuno di noi, però, conosce quei momenti, o periodi, in cui non abbiamo la vera gioia, che possiamo avere in Cristo. Magari esteriormente può sembrare che stiamo bene, ma dentro di noi non abbiamo vera, profonda, gioia.
Come possiamo avere piena gioia? Come possiamo gioire sia se le cose vanno bene, sia se abbiamo problemi e dolori nella vita? Qual è una delle cose che ci dà più gioia nella vita cristiana? Abbiamo gioia quando abbondiamo nella lode e nel ringraziamento a Dio. Lodare Dio ci dà grande gioia, che riempie il nostro cuore. Non solo, ma lodare Dio ci aiuta anche ad avere la prospettiva giusta sulla vita, per non guardare solo ad oggi.
L’importanza di lodare Dio
Oggi vogliamo studiare insieme il Salmo 92. In questo salmo il salmista inizia proprio parlando di quanto è bello celebrare e lodare Dio.
Iniziamo dal v1. Seguite mentre leggo. Notiamo quanto è importante lodare Dio.
“1 «Salmo. Cantico per il giorno del sabato.» È bello celebrare l’Eterno, e cantare le lodi al tuo nome, o Altissimo; 2 proclamare al mattino la tua benignità e la tua fedeltà ogni notte, 3 sull’arpa a dieci corde e sulla lira, con la melodia della cetra.” (Salmo 92:1-3 LND)
Il salmista inizia con questa forte dichiarazione: “è BELLO celebrare l’Eterno, e cantare le lodi al tuo nome”. È una dichiarazione forte, e gioiosa.
Ma, prima, cosa vuol dire celebrare e lodare Dio?
Celebrare e lodare Dio comprende almeno due aspetti. Vuol dire riconoscere le verità di chi è Dio, come è il suo cuore, quali sono le sue opere, e poi attribuire questo a Lui, dichiarando che LUI è così, il SUO cuore è così, le SUE opere sono così. Quindi, effettivamente, lodare Dio vuol dire riconoscere e dichiarare, e così innalziamo Dio mostrando chi è il nostro Dio.
Per poter lodare Dio, quindi, dobbiamo spingerci a PENSARE. Per riconoscere le verità di Dio dobbiamo spingerci a pensare e ricordare come è Dio, quali sono i suoi attributi, quali sono le sue opere che ha fatto nel passato, quali sono le sue promesse per il futuro. Pensare è una parte fondamentale di lodare Dio. Quando pensiamo alla lode tendiamo a mettere molta enfasi sui sentimenti e le emozioni. Ma, in realtà, la lode a Dio non deve necessariamente venire da sentimenti o emozioni. Possono esserci i sentimenti, ma non sono la parte più grande. Celebrare e lodare Dio è una chiara presa di posizione e una scelta che facciamo. Grazie a Dio, non dobbiamo aspettare di avere i sentimenti giusti, perché spesso non li abbiamo.
Dio ci comanda di lodarlo. Fa parte di amare Dio con tutto il cuore, anima, forza e mente. Ma non è un comandamento pesante, tutt’altro. Infatti, il salmista, nel v1 dichiara: “è BELLO celebrare l’Eterno”. Fermiamoci un attimo a pensare: perché è bello celebrare e lodare Dio?
Se ci pensate, quando pensiamo e riflettiamo sulle verità di Dio, e quando proclamiamo quelle verità, ci dà grande gioia. Spesso nella vita siamo distratti e presi con mille altre cose, con le faccende, con le cose belle della vita, con i problemi. Ma quando scegliamo di abbondare nella lode a Dio questo ci dà grande gioia, perché vuol dire che stiamo riempiendo la mente con cose buone. Ma soprattutto, Dio ci ha creati per vivere per la sua gloria, lodandolo. Così, quando abbiamo la mente e il cuore pieni di lode a Dio, stiamo seguendo il piano di Dio per noi, e questo ci dà grande gioia e un cuore soddisfatto.
Al mattino e ogni notte
Quanto è importante e bello che lodiamo il nostro Dio! E non solo come dovere, ma proprio come stile di vita. Infatti, nel v2 il salmista parla di proclamare al mattino la benignità di Dio, e la sua fedeltà ogni notte.
È una buona abitudine da avere, di aprire e chiudere la giornata pensando a Dio e lodandolo. Al mattino, quando ci alziamo, è buono fermarci a meditare e lodare Dio per la sua benignità. Cioè, proprio fermarci a pensare e dichiarare che Dio è benigno verso di noi, e ha un cuore che vuole farci del bene. Il suo cuore per noi è di farci del bene. È bello e utile elencare, specificamente, esempi della benignità di Dio verso di noi.
E poi, nella notte, quando andiamo a letto, è buono avere l’abitudine di chiudere la giornata fermandoci a meditare sulla fedeltà di Dio, in quella giornata, e ringraziare e lodare Dio specificamente per le sue opere.
Questa è una buona abitudine che ci aiuta a non andare solo avanti nella vita, giorno dopo giorno, ma piuttosto fermarci, giorno per giorno, per riconoscere Dio e meditare sulle sue opere e sul suo cuore per noi. Così potremo lodare e celebrare il nostro Dio, e avremo gioia nel nostro cuore.
Musica e inni
Poi, notate un altro aspetto, nel v3. Notate che il salmista menziona specificamente la musica quando parla di cantare sull’arpa, sulla lira e con la melodia della cetra, che sono strumenti musicali.
Dio ha creato la musica, e la buona musica è un dono da Lui. I canti sono una parte importante di come possiamo lodare Dio, se le parole sono buone e piene di verità. Tristemente, molti dei canti cristiani moderni sono poveri di contenuto, e a volte non sono neanche fedeli alla Parola di Dio.
Ma i buoni canti ci aiutano a ricordare e a tenere in mente le verità, anche quando siamo stanchi, o stiamo lavorando manualmente. Infatti, se ci pensate, storicamente i credenti non avevano una loro Bibbia che potevano leggere ogni giorno. Non avevano internet per ascoltare un sermone al giorno. Ma avevano i canti, che potevano imparare e poi cantare più volte durante la settimana. Gli inni buoni sono una grande benedizione da Dio per noi e sono uno strumento utile per aiutarci a lodare Dio e a ricordarci le verità.
Il motivo per lodare Dio
Abbiamo visto l’importanza di celebrare e lodare Dio, come stile di vita. Adesso, il salmista adesso parla di un motivo specifico per lodare Dio, che vale anche per noi, oggi. Seguite mentre leggo i vv4-5. Notate per cosa celebra Dio il salmista.
“4 Poiché tu mi hai rallegrato con ciò che hai fatto, io grido di gioia per le opere delle tue mani. 5 Quanto sono grandi le tue opere, o Eterno, come sono profondi i tuoi pensieri!” (Salmo 92:4-5 LND)
Per cosa celebrava Dio il salmista? Per le Sue opere. Stava pensando alle opere di Dio, è chiaro. E questo gli portava grande gioia. Gridava di gioia per le opere di Dio.
Fratelli e sorelle, più pensiamo alle opere di Dio, in noi e negli altri intorno a noi, più saremo colpiti dalle opere di Dio, e più avremo una gioia sovrabbondante. Stai avendo un periodo con poca vera gioia? A che cosa stai scegliendo di pensare? Pensiamo alle opere di Dio, per gioire in esse.
Ma se mi sento fiacco spiritualmente, e non vedo quanto sono grandi le opere di Dio, e quando ci penso non mi fanno niente, devo aspettare di sentire qualcosa prima di mettermi a lodare Dio? Devo aspettare che le opere di Dio mi facciano qualcosa prima di mettermi a lodare Dio? Grazie a Dio, no! Posso iniziare a lodare e ringraziare Dio anche quando non me la sento, anche quando il mio cuore non è toccato, e anche quando devo dichiarare meccanicamente verità che ho nella mente ma non nel cuore. E poi, man mano, il mio cuore si riscalderà e vedrò sempre di più, e avrò sempre più gioia e troverò che è bello celebrare e lodare il mio Dio. Non basiamoci sui sentimenti, piuttosto fidiamoci di Dio, viviamo lodando Dio, e il nostro cuore si riscalderà.
La prospettiva giusta
Il salmista va avanti e parla del motivo specifico per cui lodava Dio, e qui ci insegna ad avere la prospettiva giusta sulla vita. Quanto è importante che teniamo la prospettiva giusta. Seguite mentre leggo i vv 6-7.
“6 L’uomo insensato non conosce e lo stolto non intende questo: 7 che gli empi germogliano come l’erba, e tutti gli operatori d’iniquità fioriscono per essere distrutti in eterno.” (Salmo 92:6-7 LND)
L’uomo naturale, senza Cristo, è stolto e insensato, e non intende che questa vita è passeggera e che gli empi, cioè quelli che non hanno Cristo, saranno distrutti in eterno.
In 1Corinzi 2:14 leggiamo:
“14 Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente.” (1Corinzi 2:14 LND)
Per l’uomo naturale le verità di Dio sono follia, non hanno senso. L’uomo naturale non intende che questa vita è passeggera, e che poi viene il giudizio, e che chiunque non ha Cristo sarà distrutto in eterno, e non intende questo perché per intenderlo serve lo Spirito di Dio che apra gli occhi a comprendere le verità.
MA, tristemente, non sono solo i non credenti che sono stolti e insensati. Tristemente, anche noi che abbiamo Cristo e lo Spirito, a volte, possiamo vivere da stolti e non tenere in mente la fine degli empi. Pensate al Salmo 73 in cui Asaf era invidioso degli empi, vedendo la loro prosperità, fino al punto di credere che fosse invano vivere per Dio. Ma poi, nel Samo 73:16-19 dice:
“16 Allora ho cercato di comprendere questo, ma la cosa mi è parsa molto difficile. 17 Finché sono entrato nel santuario di DIO e ho considerato la fine di costoro. 18 Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli e così li fai cadere in rovina. 19 Come sono distrutti in un momento, spazzati via, consumati con improvvisi terrori!” (Salmo 73:16-19 LND)
Finché Asaf guardava solo alla vita terrena di questi uomini malvagi senza Cristo, era invidioso e turbato. Ma poi si è fermato a considerare la fine di questi uomini. E a quel punto tutto è cambiato per lui. In altre parole, Asaf ha cambiato la sua prospettiva sulla vita. Prima guardava alla vita con una prospettiva terrena, guardando solo la vita sulla terra, ma poi ha allargato la sua prospettiva accludendo anche il giudizio e l’eternità.
Una chiave fondamentale per vivere la vita cristiana è di avere la prospettiva giusta. E l’unica prospettiva giusta da avere è una prospettiva eterna, che tiene conto del giudizio e dell’eternità. Solo quando teniamo l’eternità davanti ai nostri occhi, giorno per giorno, possiamo vivere bene la vita.
È stolto guardare la vita di quelli che non hanno Cristo, e anche arrivare ad invidiarli, senza tenere in mente che saranno distrutti per sempre. Eppure, tristemente, a volte lo facciamo.
Fratelli, vivere per Cristo certamente vuol dire che dobbiamo affrontare difficoltà, dolori, pesi e anche persecuzione. Ma non dobbiamo fermarci a guardare solo a questa vita. Dobbiamo guardare in avanti, alla fine di tutto, e all’eternità. Quando consideriamo il giudizio e l’eternità, non c’è niente di invidiabile nella vita degli empi.
Quanto siamo accecati quando vediamo la vita cristiana come pesante! E quanto è un grave peccato quando desideriamo la vita dei non credenti! È proprio disprezzare la grazia di Dio che ci ha salvati strappandoci dal peccato e dalla morte eterna.
Dio è sempre lo stesso
Andando avanti, nel v8, il salmista dichiara una verità meravigliosa.
“8 Ma tu, o Eterno, rimani l’Eccelso per sempre.” (Salmo 92:8 LND)
Pensate, fratelli: lo stesso Dio del salmista è il nostro Dio. Da migliaia di anni, Dio non è cambiato. Dio è l’Eccelso, l’Altissimo, per sempre. Il nostro Dio, il MIO Dio, il TUO Dio, è l’Altissimo al di sopra di tutto, più grande di tutto, più potente di tutti.
E non solo è l’Eccelso, ma anche RIMANE l’Eccelso, per sempre. Nessuno è al di sopra di Lui. Nessuno è più grande di Lui. Perciò, nessuno può toglierlo dal suo ruolo. E Lui che è così alto, grande, potente, al di sopra di tutto e tutti, ha un cuore per me e per te. Ci ha fatti diventare suoi figli. Ci ama. Ci cura. Ci benedice. E ci sta portando nella sua presenza, per stare con Lui per l’eternità, con un cuore soddisfatto, pieno di gioia che ancora non possiamo comprendere a fondo.
Se tu sei in Cristo, l’Eterno, l’Eccelso, è il TUO Dio. Allora, alla luce di questo, pensa: quanto sono grandi, veramente, i tuoi problemi? Quanto sono pesanti le tue difficoltà e i tuoi pesi di oggi, se l’Eccelso è con te, oggi?
Oh fratelli, prego che possiamo afferrare sempre di più chi è il nostro Dio, che rimane sempre lo stesso, per sempre!
I nemici di Dio e i figli di Dio
Poi, dal v9, il salmista fa una distinzione tra lui, che aveva Dio, e i nemici di Dio. Seguite mentre leggo dal v9.
“9 Poiché ecco, i tuoi nemici, o Eterno, poiché ecco, i tuoi nemici periranno e tutti gli operatori d’iniquità saranno dispersi. 10 Ma tu innalzerai il mio corno come quello del bufalo; io sarò unto d’olio fresco. 11 E i miei occhi vedranno la sconfitta dei miei nemici e i miei orecchi udranno della disfatta dei malvagi che si levano contro di me.” (Salmo 92:9-11 LND)
Chi sono i nemici di Dio? Il salmista fa riferimento a quello che ha detto nei vv6-7. I nemici di Dio sono gli empi, cioè quelli che non hanno timore di Dio e vivono senza Dio. Attenzione, però, perché questo non comprende solo quelli che il mondo considera malvagi. È nemico di Dio e empio chiunque è senza Cristo.
I nemici di Dio faranno una fine terribile: periranno e saranno dispersi. Anche se adesso sembra che stiano bene, anche se adesso sembra che abbiano una vita tranquilla, con tante belle cose, presto arriverà la loro fine, e sarà terribile. Ricordate il Salmo 73, quando Asaf era geloso della vita degli empi, ma poi ha “considerato la fine di costoro” e lì ha cambiato completamente punto di vista. Non fermiamoci a guardare alla vita terrena! Dobbiamo sempre accludere il giudizio e l’eternità ai nostri pensieri.
Chi non ha Cristo sarà giudicato e mandato al lago di fuoco, in tormento, separato da Dio per tutta l’eternità. Non c’è fine peggiore.
I nostri nemici
Però, notate che prima il salmista parla dei nemici di Dio, ma poi nel v11 parla dei suoi nemici. Chi erano i nemici del salmista? Quali sono i NOSTRI nemici?
Possiamo avere nemici in carne ed ossa, cioè persone che ci odiano e vogliono farci del male. Ma soprattutto, e peggio di qualunque altro nemico, i nostri nemici più grandi sono i nostri peccati. I nostri peccati ci fanno tanto male. I nostri peccati ci allontanano da Dio, ci rubano la pace e la gioia, ci affliggono e ci turbano. I nostri peccati sono un forte nemico che dobbiamo combattere.
Allora, alla luce di questo, quanto è preziosa la verità del v11, che è una certezza per noi! Nel v11 il salmista dichiara:
“11 E i miei occhi vedranno la sconfitta dei miei nemici e i miei orecchi udranno della disfatta dei malvagi che si levano contro di me.” (Salmo 92:11 LND)
Noi che siamo in Cristo, vedremo la sconfitta dei nostri nemici, e udremo della disfatta dei malvagi che si levano contro di noi, per farci del male. Avremo vittoria, completa, sui nostri peccati.
Nel v10 il salmista dice:
“10 Ma tu innalzerai il mio corno come quello del bufalo; io sarò unto d’olio fresco.” (Salmo 92:10 LND)
In Dio avremo vittoria su tutti i nostri peccati, e saremo onorati con Cristo. Sarà Dio a darci la vittoria. Non sarà per bravura nostra. Non sarà perché siamo forti e coraggiosi. Piuttosto, la vittoria sarà solo per mezzo di Cristo, che ha sconfitto il nostro peccato sulla croce.
Che verità preziosa e meravigliosa! Fratelli, quante volte ci scoraggiamo nella battaglia contro i nostri peccati! Quante volte ci perdiamo d’animo perché siamo caduti, per l’ennesima volta! Fratelli e sorelle, la guerra è dura, ma non siamo soli. Dio è con noi, e la vittoria è già nostra. Teniamo questo in mente, e andiamo avanti a combattere, aggrappandoci a Cristo.
La vita del giusto
A volte, quando guardiamo alla vita degli altri, ci fermiamo a guardare solo all’esteriore, a quello che si vede con occhi umani. E così, come abbiamo visto prima, possiamo anche diventare gelosi della vita di quelli che non hanno Cristo. Ma noi che abbiamo Cristo abbiamo occhi spirituali, con i quali possiamo vedere le cose da un’altra prospettiva, dalla prospettiva eterna, che è l’unica prospettiva giusta.
Gli empi germogliano e fioriscono come l’erba, che poi si secca ed è bruciata. Ma i giusti? Com’è la vita dei giusti?
Se tu sei in Cristo, tu sei un giusto, e quindi queste verità ti riguardano. Seguite mentre leggo dal v12.
“12 Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro nel Libano. 13 Quelli che sono piantati nella casa dell’Eterno fioriranno nei cortili del nostro DIO. 14 Porteranno ancora frutto nella vecchiaia e saranno prosperi e verdeggianti, 15 per proclamare che l’Eterno è giusto; egli è la mia Rocca e non vi è alcuna ingiustizia in lui.” (Salmo 92:12-15 LND)
Gli empi germogliano e fioriscono come l’erba, per essere distrutti in eterno. Ma per il giusto non è così. Il giusto fiorisce e cresce come grandi alberi, come la palma e il cedro, che sono ben radicati e crescono.
La differenza fra gli empi e i giusti è che i giusti sono piantati e radicati nell’Eterno, e perciò, crescono e portano frutto, anche nella vecchiaia E sono prosperi e verdeggianti perché sono piantati su un suolo ricco, forte e buono.
Qua il salmista ci sta proprio mostrando l’enorme differenza che c’è fra la vita degli empi e la vita dei giusti. Gli empi, sono come l’erba che fiorisce ma poi si secca. Ma i giusti sono come grandi alberi, ben piantati e radicati in Dio. I giusti, quelli che hanno veramente Cristo, portano frutto con la loro vita, anche da vecchi, e Dio benedice la loro vita. Il frutto non è abbondanza materiale, avere tanti soldi o una bella vita su questa terra. Il frutto è spirituale. Il frutto è essere usati da Dio per aiutare altri a conoscere Cristo di più. Non c’è nulla che possa soddisfarci più che portare frutto per il nostro Signore.
Pensateci: che forte contrasto! Gli empi, che non hanno Dio, possono anche avere una vita tranquilla e con tante belle cose, su questa terra. Ma poi, presto arriverà il giudizio e saranno distrutti in eterno, mandati al lago di fuoco, in tormento e lontani da Dio per tutta l’eternità. Adesso possono godere di alcune benedizioni che Dio dà a tutti gli uomini. Ma poi, ci sarà solo tormento, per i secoli dei secoli, senza fine.
Noi, invece, che abbiamo Cristo, possiamo avere una vita piena di frutto che dura oltre a questa vita, per l’eternità. La vita più brutta e dura e pesante che possiamo avere su questa terra, seguendo Cristo, non è minimamente paragonabile alla vittoria e alla gioia che avremo quando staremo con Dio, presentando a Lui il frutto che avremo prodotto per la Sua gloria.
Io non sono vecchio, ma ho potuto conoscere varie persone. Ho passato vari mesi in America, in varie chiese, e conosco credenti qua in Italia e anche in Svizzera. Ho visto la verità di questi principi nella vita delle persone che ho conosciuto. Ho visto persone con una vita con poco o niente di vero frutto, e ho conosciuto persone, anche vecchie, con vite piene di frutto, frutto che dura e che dà vero senso alla vita.
Essere radicati in Cristo, essere fondati in Lui, tenendo gli occhi in avanti, sulla nostra eternità con Cristo, vale tutto, cambia tutto, e dà una vita che veramente conta.
Ci stai pensando?
Allora, in base a quello che abbiamo visto, ti chiedo: ci stai pensando? Stai tenendo in mente queste verità?
Uno dei motivi più comuni per cui ci stanchiamo e perdiamo zelo nella vita cristiana è perché non teniamo davanti agli occhi il traguardo. Ci dimentichiamo della fine di tutte le cose. Cominciamo a guardare solo ad oggi, alla vita quotidiana, ai problemi, alle fatiche, ai dolori di questa vita, e così ci scoraggiamo. Ma, in realtà, anche se guardiamo alle benedizioni terrene, e anche se ci sforziamo di ringraziare per le benedizioni terrene, saremo comunque scoraggiati, perché le benedizioni terrene oggi ci sono e domani possono finire, in un attimo.
L’unica cosa che ci dà la spinta per andare avanti e per perseverare nel cammino, giorno per giorno, è tenere in mente l’eternità. L’unico modo per perseverare nel cammino, avendo gioia, è tenendo in mente l’eternità e vedendo la vita con la prospettiva eterna e con occhi spirituali.
In questo salmo il salmista ha fatto proprio questo. Non si è fermato a guardare a questa vita. Piuttosto, ha guardato in avanti. Ha ricordato la fine di tutto. Ha considerato la fine degli empi e la fine dei giusti, e così non poteva avere invidia, non poteva essere turbato dentro di sé. Se tu vedi la vita con una prospettiva eterna, non puoi avere invidia per gli empi e non puoi essere turbato per come vanno le cose in questa vita.
Fratelli e sorelle, guardiamo in avanti, teniamo in mente la meta e viviamo per portare frutto per il nostro Dio, aspettando di stare nella sua presenza.
Pensando a queste cose, avendo una prospettiva eterna, ricordando le grandi opere di grazia che Dio ha fatto nella nostra vita, seguiamo l’esempio del salmista e lodiamo, celebriamo e ringraziamo Dio. Abbondiamo nella lode e nel ringraziamento a Dio per la grazia che ha avuto verso di noi. Anche noi eravamo empi. Anche noi eravamo senza Cristo, sulla via che ci portava alla distruzione eterna. Ma Dio ha avuto grazia verso di noi, e ci ha fatto diventare giusti per mezzo di Gesù Cristo. Lodiamo e celebriamo Dio, con grida di gioia, per le sue grandi opere in noi! E aspettiamo con gioia il giorno in cui saremo con Lui! Ecco una chiave per avere vera gioia.