Aiuto Biblico

Una preghiera nelle difficoltà

Salmo 141

sermone di Leonardo Bevilacqua, www.Aiutobiblico.org, per domenica, 15 aprile 2020

Audio:

Tu, nella tua vita, hai mai avuto difficoltà? Hai mai avuto situazioni difficili, periodi pesanti, in cui ti sentivi di non farcela?

Certo, ciascuno di noi ha avuto difficoltà, ciascuno di noi ha avuto periodi estremamente duri, difficili, pesanti. È una cosa che ci accomuna.

Però, la domanda non è se ci sono situazioni difficili. Ci sono. La domanda è: tu come rispondi a queste situazioni? Queste situazioni arrivano. Quindi, non devi valutare se potrebbero mai arrivarti. Piuttosto, devi valutare come rispondi quando arrivano.

Stasera guarderemo insieme il Salmo 141. Tramite questo Salmo Dio ci dà un chiaro esempio di come dobbiamo rispondere alle prove e alle difficoltà. La Parola di Dio ci spiega come rispondere ad ogni situazione. Ma questo Salmo, specificamente, ci fa vedere come dobbiamo rispondere alle difficoltà, come vivere quando le cose vanno malissimo e siamo profondamente afflitti.

Davide: in profonde difficoltà

L’autore di questo Salmo è Davide. E, prima di studiare il contenuto di questo Salmo, prendiamo un attimo per capire com’è il cuore di Davide, e in quale situazione si trova. È fondamentale che capiamo bene qual è la situazione di Davide, altrimenti mancheremo molto dell’insegnamento che possiamo trarre da questo brano.

Per capire come sta Davide leggo il versetto 1. Questo Salmo è una preghiera. Notate com’è il cuore di Davide mentre prega a Dio. Notate come va a Dio. È allegro, è spensierato, oppure sta malissimo ed è aggravato? Leggo il versetto 1.

“1 O Eterno, io grido a te; affrettati a rispondermi. Porgi orecchio alla mia voce, quando grido a te.” (Salmo 141:1 LND)

Avete visto come sta Davide? Davide sta malissimo, a dir poco. Davide GRIDA a Dio. Davide non sta pregando perché deve, o come abitudine. Davide prega perché vuole una risposta da Dio, dice “affrettati a rispondermi”. All’inizio del versetto 1 dice:

“1 O Eterno, io grido a te; ...” (Salmo 141:1 LND)

Poi, verso la fine del versetto, dice:

“… Porgi orecchio alla mia voce, quando grido a te.” (Salmo 141:1 LND)

Usa due volte il verbo “gridare”. Fratelli, quand’è che gridiamo a Dio? Di certo, non gridiamo a Dio quando tutto va bene. Piuttosto, gridiamo a Dio quando le cose vanno male, quando siamo schiacciati dalle prove, quando siamo immersi nelle difficoltà, quando capiamo di non farcela e di avere disperatamente bisogno di Dio. Ecco quando gridiamo a Dio. E Davide grida a Dio perché si trovava in questa situazione. Davide si trovava in una prova pesantissima, era schiacciato dal peso di questa prova.

Per capire quanto pesante era la sua prova, salto brevemente giù al versetto 7, che dice:

“7 Come quando uno ara e apre la terra, così le nostre ossa sono sparse all’ingresso dello Sceol.” (Salmo 141:7 LND)

Davide sta dicendo: “Siamo messi così male, che siamo vicini alla morte, e non possiamo fare nulla”.

Fratelli, chi sta parlando non è un uomo che ha una vita facile, con pochi problemi, che nel tempo libero scrive le sue preghiere a Dio. No, fratelli! Chi sta parlando è un uomo GRANDEMENTE afflitto, è un uomo PIENO di problemi, è un uomo che SOFFRE TERRIBILMENTE.

Allora, considera la tua vita. Tu hai mai avuto situazioni così? Forse non sei mai arrivato ad essere vicino alla morte, ma, hai mai avuto prove pesanti? Hai mai avuto periodi difficili, in cui ti sentivi schiacciato, e in cui la tua forza non bastava? Hai mai avuto momenti, o periodi, così nella tua vita?

Allora, se tu hai sperimentato questo nella tua vita, ascolta attentamente. Stiamo per studiare la preghiera di un uomo che, pur trovandosi in una situazione terribile, ha risposto a questa situazione in modo da onorare Dio e da portare frutto per la sua gloria. Considera come ha risposto Davide, considera il suo cuore in questa preghiera, e valuta se questo è il tuo cuore in queste situazioni.

Occhi fissi su Dio

Rileggo il versetto 1 per notare come prega Davide, cioè, come va a Dio.

“1 O Eterno, io grido a te; affrettati a rispondermi. Porgi orecchio alla mia voce, quando grido a te.” (Salmo 141:1 LND)

Davide va a Dio avendo gli occhi fissi su di Lui. Lui riconosce di trovarsi in grandi difficoltà, e riconosce che solo Dio può aiutarlo. Per questo motivo va a Dio in preghiera, e tiene gli occhi fissi su Dio. “io grido a te”, “affrettati a rispondermi”, “porgi orecchio alla mia voce”, sono tutti componenti che ci fanno capire che Davide va a Dio con fede. Lui sa che Dio può aiutarlo, è chiaro. Infatti, è proprio per questo che grida a Dio. Questo non è un grido disperato. Questo non è come il padre del fanciullo epilettico che, rispondendo a Gesù, dice:

“22 E spesso lo ha gettato nel fuoco e nell’acqua per distruggerlo ma, se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci"”(Marco 9:22 LND)

La fede di quest’uomo era estremamente debole. Lui non sapeva se Gesù poteva fare qualcosa. Davide, invece, grida a Dio non avendo il benché minimo dubbio che Dio possa aiutarlo. Davide sapeva, con certezza, che Dio poteva aiutarlo. E per questo corre a Dio, tenendo gli occhi fissi su di Lui, l’unico che poteva soccorrerlo.

Una preghiera gradita a Dio

Andando avanti al versetto 2, Davide continua a fare le sue richieste a Dio, parlando di “incenso” e di “sacrificio della sera”. Leggo il versetto 2.

“2 Sia la mia preghiera diretta alla tua presenza come l’incenso, l’elevazione delle mie mani come il sacrificio della sera.” (Salmo 141:2 LND)

L’incenso e il sacrificio della sera erano stabiliti dalla legge di Dio. Erano sacrifici fatti a Dio, che erano graditi a Dio. Davide voleva che la sua preghiera fosse per Dio come l’incenso e come il sacrificio della sera. Cioè, Davide voleva che la sua preghiera fosse gradita a Dio.

È importante notare che Davide non dice “Oh Signore, sia la mia preghiera gradita a te!” e poi prega quello che vuole. Il desiderio di Davide si traduce in una preghiera che, effettivamente, è gradita a Dio.

Tu impegni a fare preghiere gradite a Dio? E questo impegno si traduce in preghiere che, effettivamente, sono gradite a Dio? Oppure preghi quello che sembra meglio a te? Dio, nella sua Parola, ci spiega quali sono le preghiere che Lui gradisce. Gesù stesso, in Matteo 6, ci insegna come pregare. Oh quanta gioia possiamo avere, fratelli, se preghiamo preghiere gradite a Dio, che portano gloria a Lui, e non solo piene di richieste per noi stessi.

La prima richiesta: santità

Nei versetti successivi troviamo altre richieste di Davide. Davide chiede a Dio una serie di cose, e le sue richieste rivelano il suo cuore. Mentre leggo i versetti 3 e 4, notate il cuore che sta dietro le richieste di Davide. Questo è il cuore che serve anche a noi.

“3 O Eterno, poni una guardia davanti alla mia bocca; custodisci la porta delle mie labbra. 4 Non permettere che il mio cuore sia attirato da alcuna cosa malvagia, per commettere opere malvagie con gli operatori d’iniquità, e fa’ che io non mangi dei loro cibi squisiti.” (Salmo 141:3-4 LND)

Davide è estremamente umile e onesto. Lui sa di essere ben capace di peccare. Questa è la base da cui parte per fare le sue richieste. Lui sa di essere ben capace di peccare, e per questo chiede a Dio di proteggerlo dal peccare in tre campi della vita.

Le parole

Prima di tutto chiede a Dio di proteggerlo dal peccare con le sue parole. Rileggo il versetto 3.

“3 O Eterno, poni una guardia davanti alla mia bocca; custodisci la porta delle mie labbra.” (Salmo 141:3 LND)

Fratelli, quanto è facile peccare con le nostre parole! Le parole sono uno strumento potente che Dio ci ha dato, che possiamo usare bene oppure male. Tutto dipende da come le usiamo. Con le nostre parole possiamo incoraggiare, o scoraggiare. Possiamo consolare, o ferire. Possiamo dare gloria a Dio, o rubare gloria a Dio. Possiamo aiutare altri a vedere più di Cristo, o possiamo allontanare altri da Cristo. Con le nostre parole possiamo fare tanto bene, ma anche tanto male. Se teniamo questo in mente, è chiaro che la preghiera di Davide deve essere anche la nostra preghiera.

Il cuore

Poi, andando avanti, Davide chiede a Dio di proteggerlo dal peccare nel proprio cuore. Leggo la prima parte del versetto 4.

“4 Non permettere che il mio cuore sia attirato da alcuna cosa malvagia, ...” (Salmo 141:4 LND)

Tutti i peccati vengono dal cuore. Gesù, in Marco 7:20-23 dice:

“20 Disse ancora: "Ciò che esce dall’uomo, quello lo contamina. 21 Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, procedono pensieri malvagi, adultèri, fornicazioni, omicidi, 22 furti, cupidigie, malizie, frodi, dissolutezza, invidia, bestemmia, orgoglio, stoltezza. 23 Tutte queste cose malvagie escono dal di dentro dell’uomo e lo contaminano".” (Marco 7:20-23 LND)

Il peccato che esce da noi è il peccato che già c’è nel cuore. Se siamo in Cristo, Dio ci ha dato un nuovo cuore, ma abbiamo ancora una parte carnale in noi. E la parte carnale del nostro cuore è attirata dal peccato. Appena togliamo gli occhi da Cristo siamo attirati dal peccato, e cadiamo nel peccato. Siamo ben capaci di peccare essendo attirati dal peccato. Se siamo onesti, riconosciamo che questa è la nostra tendenza. Per questo è buono chiedere a Dio di proteggerci. È buono chiedere a Dio di aiutarci a riconoscere l’inganno del peccato, così che possiamo evitare il peccato, e camminare in santità.

Le azioni

Infine, Davide chiede a Dio di proteggerlo dal peccare, non solo con le sue parole, e con il suo cuore, ma anche con le proprie azioni. Rileggo il versetto 4.

“4 Non permettere che il mio cuore sia attirato da alcuna cosa malvagia, per commettere opere malvagie con gli operatori d’iniquità, e fa’ che io non mangi dei loro cibi squisiti.” (Salmo 141:4 LND)

Quando pecchiamo, spesso, il nostro peccato si manifesta in azioni. Nel caso che menziona Davide in questo versetto, il peccato di cuore, di togliere gli occhi da Dio, ed essere attirato dalle cose malvagie, si manifesta con le opere malvagie. Spesso il peccato di cuore porta a peccare con le azioni.

Anche in questo caso, se sei onesto, riconoscerai di essere ben capace di peccare anche con le tue azioni. E per questo è importante chiedere a Dio aiuto anche per non peccare con le nostre azioni.

Chiediamo aiuto a Dio

Fratelli, la vita cristiana è una battaglia continua contro il nostro peccato. Ma è una battaglia che non possiamo vincere da soli. Abbiamo bisogno di Dio. Per grazia, in Cristo, abbiamo vittoria sul peccato, perché Gesù ci ha liberati dalla schiavitù del peccato. Ma questo non vuol dire che possiamo, o dobbiamo, combattere con le nostre forze. In Efesini 6 Dio ci spiega come dobbiamo combattere in questa guerra spirituale. Vi leggo Efesini 6:10-13.

“10 Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. 11 Rivestitevi dell’intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo 12 poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti. 13 Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa.” (Efesini 6:10-13 LND)

E va avanti spiegando cos’è l’armatura di Dio. Il punto è che abbiamo bisogno di Dio in questa guerra. E, per poter vincere battaglia dopo battaglia, è fondamentale riconoscere che abbiamo bisogno di Dio per vincere, ed è fondamentale che ci fortifichiamo in Lui per combattere.

Non solo, ma dobbiamo anchechiedere a Dio il suo aiuto. Tante volte, a causa del nostro orgoglio, cerchiamo di resistere al peccato per conto nostro. Cerchiamo di farcela noi. E puntualmente, quando cerchiamo di farcela con le nostre forze, cadiamo miseramente. Ma, fratelli, Gesù Cristo è il nostro Sommo Sacerdote presso il Padre. Abbiamo libertà di andare a Dio per chiedere aiuto e forza. Perché posso dire questo? Dove troviamo questa verità nella Parola di Dio? In Ebrei 4:15-16.

“15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.” (Ebrei 4:15-16 LND)

Quindi, fratelli, quello che sta facendo Davide, chiedendo a Dio protezione e aiuto nella battaglia contro il peccato, non solo è lecito, ma è anche necessario e fondamentale.

In pratica

Finora abbiamo visto le richieste di Davide, che sono ottime richieste. Però, vi faccio una domanda. Come risponde Dio a queste richieste? Com’è che Dio mette una guardia sulla nostra bocca? Com’è che Dio non permette che il nostro cuore non sia attirato al peccato?

Dio non risponde in modo “mistico”. Dio non risponde bloccando automaticamente tutte le parole malvagie che stanno per uscire dalla nostra bocca. E Dio non risponde togliendo tutte le tentazioni intorno a noi, così che non siamo attirati dal peccato. Dio risponde, fra l’altro, come c’è scritto nel versetto 5. Leggo il versetto 5.

“5 Mi percuota pure il giusto, sarà una cortesia; mi riprenda pure, sarà come olio sul capo; il mio capo non lo rifiuterà. ...” (Salmo 141:5a LND)

Fratelli e sorelle, avete visto com’è che Dio risponde a queste richieste? Dio non risponde in modo mistico, Dio risponde tramite la sua Parola, che spesso vuol dire, mandandoci persone che ci parlano del nostro peccato.

I fratelli e le sorelle che Dio mette nella tua vita, che ti avvertono prima che tu cada, e che ti parlano del tuo peccato, sono un DONO da Dio! Non essere stolto, non odiare la riprensione! Piuttosto, per avere più di Cristo, CERCA la riprensione, CERCA le percosse del giusto, perché sono uno strumento potente nelle mani di Dio per la tua santificazione. Ama la riprensione, non perché è piacevole in sé, perché non lo è, ma perché questa è la via che porta alla santificazione e ad avere una vita strapiena di frutto spirituale, alla gloria di Dio.

Fratelli, Davide chiedeva a Dio di proteggerlo dal peccato, ma era anche umile e ben disposto ad essere corretto e ripreso. Queste due cose vanno insieme, non possiamo slegarle. Non possiamo chiedere a Dio protezione dal peccato, e poi odiare la riprensione, perché spesso la riprensione è proprio il modo in cui Dio risponde a queste preghiere. E odiare la riprensione è sputare in faccia a Dio e disprezzare la sua protezione dal peccato, e la sua risposta alle preghiere. Questo è un peccato abominevole! Se tu odi la riprensione, ravvediti da questo peccato gravissimo!

Non approvo il peccato

Andiamo avanti, leggo la seconda parte del versetto 5.

“… Ma la mia preghiera continua ad essere contro le loro opere malvagie.” (Salmo 141:5b LND)

Con questa dichiarazione Davide, effettivamente, sta dicendo “Io rifiuto il peccato, non lo approvo, non mi mi diletto nel peccato. Anzi, prego contro il peccato”. Questo vi fa pensare ad un brano, fratelli? Mi fa pensare al Salmo 1:1-2.

“1 Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, 2 ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte.” (Salmo 1:1-2 LND)

È beato colui che non partecipa nel peccato, ma, al contrario, gli sta alla larga e lo condanna. Questo è l’atteggiamento giusto da avere. Questo è il frutto di un cuore che riconosce la santità di Dio, e desidera vivere in santità.

Cosa non ha chiesto Davide

Fermiamoci un attimo, fratelli, è notiamo una verità nascosta, ma che è importante notare. Avete notato cosa NON ha chiesto Davide finora? Ricordate in quale situazione si trova. Lui si trova in una situazione terribile. Ma non ha ancora chiesto quello che sarebbe naturale chiedere. Davide non ha ancora chiesto aiuto da Dio per la sua prova.

Se andiamo solo avanti leggendo questo Salmo, senza notare questo, stiamo mancando una lezione potente che dobbiamo trarre da questo Salmo.

Fratelli, Davide non ha ancora chiesto aiuto per la sua prova, perché è preso con chiedere a Dio aiuto e protezione dal peccato, per vivere una vita santa. A Davide importava più la sua santificazione di quanto gli importasse l’aiuto nelle sue difficoltà.

A te cosa importa di più: che Dio ti aiuti nelle difficoltà, o la tua santificazione? Considera le tue preghiere. Quanto delle tue preghiere è “Signore aiutami, aiutami, aiutami” e quanto, invece, è “Signore io sono ben capace di peccare, proteggimi dal peccare. E se ho peccato, mostrami il mio peccato. Mandami persone che mi parlino del mio peccato, affinché possa vederlo e confessarlo”? Questo rivela la condizione del tuo cuore. E se tu riconosci che la maggioranza delle tue preghiere sono per chiedere aiuto da Dio, ravvediti, e inizia a pregare come Dio ci insegna. Segui l’esempio di Davide.

Versetto 6

Leggo il versetto 6.

“6 I loro principi sono stati precipitati dai dirupi, ed essi daranno ascolto alle mie parole, perché sono piacevoli.” (Salmo 141:6 LND)

Questo brano è difficile da capire con sicurezza. L’Ebraico non è chiaro. Ma, non cambia molto il senso del resto del Salmo. Sembra che qui Davide parli di principi, ovvero, uomini potenti, che sono stati precipitati dai dirupi. Che un principe venga buttato giù da un dirupo è una cosa gravissima. Quando uno cade in un dirupo, in un precipizio, con ogni probabilità muore. È possibile che rimanga solo gravemente ferito ma, di solito, cadendo è facile che uno batta la testa sulle rocce e muoia.

In questo senso, Davide sta dicendo “I loro principi sono stati precipitati dai dirupi”, cioè: “I loro principi sono stati uccisi. Sono morti”. A causa della morte dei principi, il popolo non ha più la sua guida. Come conseguenza di questo, Davide dice: “essi daranno ascolto alle mie parole, perché sono piacevoli”.

Ricordate che Davide era un tipo di Gesù Cristo. Davide era già stato unto come re dal profeta Samuele, ma non era ancora il re. Le persone non seguivano ancora la sua guida. Seguivano Saul, che li portava lontani da Dio. Però, quando Dio avrebbe tolto di mezzo Saul, allora, Davide sarebbe stato accolto come re, e il popolo lo avrebbe ascoltato, tornando a Dio.

Fratelli e sorelle, se questo è il senso di questo versetto, quale lezione possiamo prendere da questo versetto? Vedo almeno due lezioni.

Prima di tutto, dobbiamo stare in guardia dal non essere un ostacolo per altri. Saul, dando spazio alla sua carne, era un ostacolo. È un terribile peccato quando ostacoliamo altri dal seguire Dio, o quando sviamo altri dalla via di Dio. Camminiamo in santità, ricordando che i nostri peccati non solo contaminano noi, ma sviano gli altri.

Secondo, dobbiamo stare in guardia e valutare in quale via stiamo camminando. Non dobbiamo solo seguire ciecamente la guida di uomini. Piuttosto, dobbiamo esaminare alla luce della Parola di Dio la via in cui stiamo camminando, per vedere se è la via che Dio vuole per noi, o se stiamo camminando nella via sbagliata. Ognuno di noi è responsabile davanti a Dio per il proprio cammino. Perciò, è fondamentale che stiamo sempre in guardia e che esaminiamo la nostra vita e il nostro cuore per vedere se stiamo seguendo Dio o se stiamo camminando lontani da Dio. E, quando riconosciamo che non stiamo seguendo Dio, che ci siamo allontanati da Dio, confessiamo il nostro peccato e torniamo a Dio. Se ci umiliamo e ci ravvediamo dal nostro peccato, Dio è buono e misericordioso da riportarci sulla buona via.

Una condizione terribile

Solo a questo punto, nel versetto 7, Davide comincia a parlare della sua condizione. L’ho già detto prima, ma voglio ripeterlo ancora, perché è estremamente importante: Davide non si trova in un periodo tranquillo della vita, in cui tutto va bene, con pochi problemi. Davide, quando fa questa preghiera, non ha una vita facile, tutt’altro. Lui si trova in una condizione terribile. Mentre leggo il versetto 7, notate come sta Davide.

“7 Come quando uno ara e apre la terra, così le nostre ossa sono sparse all’ingresso dello Sceol.” (Salmo 141:7 LND)

Davide si trovava in una condizione così terribile, così difficile e pesante, che dice:

“... le nostre ossa sono sparse all’ingresso dello Sceol.” (Salmo 141:7 LND)

In che condizione si trova Davide? È vicino alla morte, e non può fare nulla per cambiare la sua situazione. Ecco qual è la sua condizione.

Come rispondere alle difficoltà

Allora, tenendo questo in mente, tenendo in mente che questo uomo era vicino alla morte, e che non poteva fare nulla per cambiare la propria condizione, seguite mentre leggo il versetto 8. Notate come sta Davide, notate con quale cuore chiede aiuto a Dio.

“8 Ma i miei occhi sono rivolti a te, o Eterno, mio Signore; io mi rifugio in te, non lasciarmi indifeso. 9 Preservami dal laccio che mi hanno teso e dai tranelli degli operatori d’iniquità.” (Salmo 141:8-9 LND)

Fratelli e sorelle, che esempio per noi! Davide, pur trovandosi in una situazione terribile, estremamente pesante, non è per nulla disperato. Davide non è disperato. Lui è come un bambino che, quando c’è un pericolo, corre in braccio a papà, e non si preoccupa minimamente del pericolo, perché sa che ci penserà papà, perché, nella sua mente, papà può risolvere tutto. Davide ha quel cuore, con la differenza che Lui corre a Dio, che ha veramente il potere di risolvere ogni cosa, e di proteggerlo da ogni pericolo.

Notate che Davide non sta li a rimuginare su quanto sta male o quanto terribile è la sua situazione. Piuttosto, lui dichiara qual è la sua situazione, ma poi alza subito lo sguardo a Dio, e non stacca gli occhi da Dio.

Davide aveva bisogno di protezione dai malvagi, perciò chiede a Dio protezione, e la chiede con fede, avendo la certezza che in Dio c’è la protezione giusta. La sua preghiera non è piena di dubbi, la sua fede non è vacillante. Piuttosto, la sua fede è ferma e solida, perché è fede in Dio. Lui sa, con piena certezza, cheDioè il suo rifugio e cheDiopuò proteggerlo da ogni attacco dei nemici. Cioè, Dio permette solo le prove giuste.

Voglio la gloria di Dio

Vado avanti e leggo l’ultimo versetto di questo Salmo. Qui vediamo un altro lato del cuore di Davide: lui desidera la gloria di Dio. Leggo il versetto 10:

“10 Cadano gli empi nelle loro stesse reti, mentre io passerò oltre.” (Salmo 141:10 LND)

Con queste parole, Davide non sta chiedendo vendetta. Piuttosto, Lui vuole vedere il suo Dio glorificato. Davide vuole che Dio si glorifichi facendo giudizio su quelli che camminano empiamente, cioè quelli che non hanno timore di Dio. Dio si glorifica lasciando che gli empi cadano loro stessi nelle reti che tendono ai figli di Dio. Dio è glorificato quando giudica il male.

Valuta il tuo cuore

Fratelli e sorelle, all’inizio di questo studio ho chiesto a ciascuno di voi se avete mai avuto situazioni pesanti e difficili nella vostra vita. Certamente, abbiamo tutti avuto situazioni difficili e pesanti, e ci saranno ancora. Fanno parte della vita finché siamo in questa terra.

Allora fratello, sorella, alla luce di tutto quello che abbiamo visto in questo Salmo, tu come rispondi quando di trovi in una situazione pesante? Come preghi nelle situazioni difficili? Come preghi quando sei schiacciato dalle difficoltà, quando non ce la fai più? Tu preghi lamentandoti con Dio per le tue difficoltà, e chiedendo a Dio “aiutami, aiutami”?

Davide, mentre si trovava in mezzo a una prova TERRIBILE, pregava prima di tutto chiedendo a Dio aiuto per camminare in santità. E pregava tenendo lo sguardo fisso su Dio. Non era disperato per la sua prova, ma guardava a Dio e cercava il suo rifugio in Lui. Tu preghi così quando ti trovi in mezzo alle prove pesanti?

Se tu non preghi così, se tu preghi lamentandoti con Dio per i tuoi pesi, o se preghi con poco, o niente, di fede, essendo disperato, ravvediti! Riconosci il tuo peccato e confessalo. E poi, alza lo sguardo a Dio e vivi e prega guardando a Lui, cambiando le tue priorità nelle tue preghiere.

Prego per ognuno di noi, che nelle nostre preghiere la nostra priorità sia vivere una vita di santità, e che il nome di Dio sia glorificato. Oh quanta gioia e quanta pace avremo se le nostre preghiere hanno queste priorità! Questa è la via che porta ad avere una vita benedetta!

E soprattutto, ringrazio Dio che quando gridiamo a Lui, nella nostra debolezza, Egli ci aiuta, e risponde alle nostre preghiere, e ci fortifica, e ci aiuta a camminare in santità, e ci fa avere la pace e la gioia, anche nelle prove. Grazie a Dio!