Aiuto Biblico

La Grandezza del Perdono

Sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 25 novembre, 2012 --- cmd apb---
parole chiavi: perdono, salvezza, gioia, benedizioni, come avere gioia e pace, comunione con Dio.

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Il nostro Problema più Grande

La vita è piena di problemi e dolori. Questo c'era da aspettarselo, perché da quando Adamo ha scelto di non seguire Dio, il mondo è sotto la condanna. Ricordiamo quello che Dio disse ad Adamo in Genesi 3, dopo che egli aveva scelto di peccare.

17 Poi disse ad Adamo: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare," il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. 18 Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l’erba dei campi; 19 mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai".” (Genesi 3:17-19 LND)

Viviamo in un mondo di problemi. Essere credenti non vuol dire evitare tutti i problemi. Vi leggo la dichiarazione di Paolo in Atti 14, in cui spiega il messaggio che aveva proclamato ai nuovi credenti.

“21 E, dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne ritornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia, 22 confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio.” (Atti 14:21-22 LND)

Le afflizioni fanno parte della vita cristiana, infatti, come credenti, avremo certi afflizioni che i non credenti non hanno.

Quindi, la vita è piena di tanti problemi. Possono essere dolorosi. Qual è il nostro problema più grande, quello che in realtà ci pesa di più, anche se non sempre ce ne rendiamo conto?

Il nostro problema più grave non è un problema di salute, né di difficoltà a lavoro o in casa, non è un problema di rapporti con altri, né un problema economico, né un problema per cui siamo trattati in modo ingiusto.

Il nostro problema più grande, quello che ci porta più male di tutti gli altri, è il problema del nostro peccato con Dio. Il nostro problema più grande è la nostra colpa nei confronti di Dio quando abbiamo un peccato non confessato.

Allora, è importante distinguere fra chi è un figlio di Dio, e ha ricevuto il perdono, e chi non è un figlio di Dio.

Chi non è un figlio di Dio è sotto condanna, e senza il perdono, passerà tutta l'eternità lontano da Dio, nel tormento.

A quella persona dico: riconosci la tua condizione, riconosci che sei sotto condanna, ravvediti e credi in Gesù Cristo come colui che solo può salvarti.

Poi, ci sono coloro che sono figli di Dio. Noi abbiamo creduto in Cristo. Però, a volte, quando pecchiamo, non vogliamo riconoscere e confessare il nostro peccato. In questa condizione, il nostro peccato non confessato crea una barriera fra noi e Dio. Rende la nostra vita pesante.

Leggo Salmo 32:3,4, che descrive la condizione del Salmista Davide, che era un credente, finché non aveva confessato il suo peccato. Notate che stava molto male finché continuava a non confessare di cuore il suo peccato. Leggo.

“3 Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano tra i gemiti che facevo tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all’arsura d’estate. (Sela)” (Salmo 32:3-4 LND)

Nonostante esteriormente la vita può andare bene, finché abbiamo un peccato non confessato, non avremo la gioia di Dio. Non avremo pace nel cuore. Anzi, la mano di Dio peserà su di noi.

Se la mano di Dio pesa su di te, non importa quanto bene vanno le tue circostanze, non avrai pace nel tuo cuore. Infatti, avrai un cuore aggravato. Non sarai di buon umore, perché non avrai la pace di Dio.

Dobbiamo capire che finché abbiamo un peccato non confessato nel nostro cuore, non possiamo essere riempiti dello Spirito Santo. E perciò, non possiamo godere il frutto dello Spirito, compreso la pace e la gioia.

Piuttosto, il nostro cuore sarà arido, e non staremo bene.

Allora, faccio una domanda a ciascuno di voi.

A volte, sembra che non riesci a stare bene? Sembra che nonostante tutti i tuoi impegni, il tuo cuore non è pieno di gioia?

Non potrebbe essere che hai perso la gioia di Dio perché la mano di Dio pesa su di te, perché hai un peccato non confessato?

Infatti, spesso succede che siamo di brutto umore, e non capiamo perché. Dentro, siamo inquieti. Questo non è dovuto alle circostanze, ma al fatto che abbiamo uno o più peccati non confessati, e questo crea una barriera fra noi e Dio.

Soluzioni Sbagliate

Finché abbiamo un peccato non confessato nella nostra vita, non avremo la vera gioia. Purtroppo, a volte, anziché confessare il nostro peccato, cerchiamo di stare meglio in qualche altro modo, cerchiamo una soluzione che in realtà non è una soluzione. Cerchiamo di stare meglio nel modo sbagliato. Cerchiamo di stare bene senza veramente risolvere il vero problema del nostro peccato non confessato.

Vorrei menzionare alcuni esempi di modi che usiamo per cercare di stare meglio quando il nostro cuore è abbattuto a causa di un peccato non confessato.

Brontolare e Lamentarci

A volte, quando le cose vanno male a causa di un nostro peccato non confessato, anziché riconoscere il peccato e confessarlo di cuore Dio, cominciamo a lamentarci e brontolare delle nostre difficoltà. Ci lamentiamo delle nostre circostanze, e che tutto va così male. Ci lamentiamo di quanto la vita è pesante. Ci lamentiamo di come gli altri ci trattano, ci lamentiamo di qualsiasi cosa che rende la vita difficile.

Lamentarci è un peccato, perché lamentarci è una forma di orgoglio. Quando ci lamentiamo, crediamo di meritare meglio di quello che ci sta succedendo. Quindi, quando ci lamentiamo di una nostra situazione, non solo c'è il peccato che non abbiamo confessato, ma a quello, aggiungiamo il peccato di orgoglio, e il peccato di lamentarci.

Finché continuiamo a lamentarci, anziché confessare il nostro peccato, non conosceremo il perdono, e non conosceremo la pace e la gioia di Dio.

Quindi, o credente, chiunque tu sia, se tu ti stai lamentando, ti esorto, nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, di riconoscere questo come un grave peccato. Ravvediti, e torna a Dio, per conoscere la gioia del perdono.

Piangerci addosso: Povero me

Un altro modo sbagliato in cui a volte rispondiamo quando la vita è pesante perché abbiamo un peccato non confessato, è quello di piangere, se non letteralmente, ma come atteggiamento. Cioè, a volte, quando la vita è pesante, anziché lamentarci quasi con rabbia, ci lamentiamo con l'atteggiamento di “povero me”.

Facilmente, quando la vita è pesante, ci vediamo come dei poverini, e ci focalizziamo su quanto la nostra situazione è difficile.

Mentre lamentarci è più un atteggiamento di rabbia, e durezza, piangerci addosso è più un atteggiamento di sentirsi scoraggiato, e essere stanco delle difficoltà.

Però, anche in questo caso, il credente non sta riconoscendo il suo peccato, per poi confessarlo a Dio. Anche in questo caso, c'è un subdolo orgoglio, perché il credente pensa di meritare meglio, ed è scoraggiato perché non ha quello che crede di meritare. Implica che Dio non lo sta curando abbastanza. Non si umilia per confessare il suo peccato a Dio.

Quindi, o credente, chiunque tu sia, se tu stai piangendo per le circostanze difficili, ti esorto, nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, di riconoscere questo come un grave peccato. Ravvediti, e confessa il tuo peccato a Dio, per conoscere la gioia del perdono.

Cercare di non pensarci

C'è un altro modo in cui spesso reagiamo quando la vita è pesante a causa di peccati non confessati. Spesso, cerchiamo di non pensarci. Cerchiamo di impegnarci così tanto da non pensarci. Ci impegniamo tanto per non pensare a quanto la nostra situazione è pesante, cercando soddisfazione in qualcos'altro.

Quando viviamo così, è come se stessimo correndo, per non dover pensare alla realtà della nostra situazione. Corriamo, non volendo fermarci, perché non vogliamo pensare veramente alla nostra situazione. Non vogliamo pensare al nostro peccato, non vogliamo pensare al fatto che non stiamo in stretta comunione con Dio.

Chiaramente, vivere così non risolve nulla. Per quanto possiamo correre, e riempire la vita e la mente con tante impegni, e non pensare al nostro peccato, il nostro problema con Dio rimane. Possiamo correre quanto vogliamo, ma questo non ci farà mai avere la pace e la gioia che il nostro cuore desidera. Solo quando guardiamo in faccia al nostro peccato, e lo confessiamo a Dio, possiamo conoscere il meraviglioso dono del perdono.

Ci sono altri modi sbagliati in cui reagiamo quando abbiamo un peccato non confessato, ma per ora, ricordiamo che quando ci lamentiamo, o quando ci vediamo come dei poveri in circostanze difficili, o quando stiamo correndo in modo da non avere tempo di riflettere davvero, in tutti questi casi, siamo ignorando il nostro peccato non confessato.

La Soluzione Giusta

Ho parlato di alcuni dei modi sbagliati in cui rispondiamo quando abbiamo un peccato non confessato nella nostra vita. Ora, vorrei parlare di come fare per ricevere il meraviglioso dono del perdono.

Prima di spiegare come fare per ricevere il perdono, voglio ringraziare Dio perchè il motivo per cui possiamo ricevere il perdono è che Dio è all'opera in noi.

Cioè, anche quando pecchiamo, allontanandoci da Dio, Dio non ci lascia soli. Infatti, voglio leggere ancora Salmo 32:3,4. Notate che il motivo per cui la vita del Salmista era così pesante era perché Dio era all'opera in lui, per spingerlo al ravvedimento. Ve lo leggo. Quando egli parla di tacere, vuol dire, non confessare il suo peccato. Ascoltate.

“3 Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano tra i gemiti che facevo tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all’arsura d’estate. (Sela)” (Salmo 32:3-4 LND)

Grazie a Dio, Egli è all'opera in noi anche quando abbiamo un peccato non confessato. Noi siamo testardi, noi siamo pieni di orgoglio. Dio opera, rendendo la vita pesante, per farci tornare a Lui.

Beato l'uomo che torna presto a Dio. Vi spiego i passi che servono, per tornare a Dio, quando abbiamo peccato nella nostra vita. Ascoltate bene, perché abbiamo tutti bisogno di abbandonare il peccato.

Riconoscere il Peccato come Peccato

Il primo passo per ottenere il perdono è di riconoscere il nostro peccato come peccato. Spesso, tendiamo a giustificare i nostri peccati, oppure, ammettiamo che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, ma ci scusiamo, come se fosse dovuto alle circostanze, e non al peccato nel nostro cuore. Invece, Gesù dichiara, in Matteo 15

“18 Ma le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore; sono esse che contaminano l’uomo. 19 Poiché dal cuore provengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze. 20 Queste sono le cose che contaminano l’uomo...".” (Matteo 15:18-20 LND)

Quando noi pecchiamo, non è mai perché le circostanze ci hanno fatto peccare. Quando pecchiamo, è perché quel peccato era dentro di noi. Quindi, il primo passo per ricevere il perdono è di riconoscere il nostro peccato come peccato, come il nostro peccato, e riconoscere che siamo colpevoli davanti a Dio, senza scuse.

Riconoscere il peccato come peccato è riconoscere che esso è un'offesa a Dio. Infatti, il peccato è peccato perché va contro la santità di Dio. Per avere perdono, dobbiamo confessare il nostro peccato, come leggiamo in 1Giovanni 1:8

“Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giovanni 1:9 LND)

Se confessiamo i nostri peccati, Dio è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.

Quindi, per ricevere il perdono, il primo passo è di riconoscere veramente i nostri peccati.

Tristezza da Dio

Per ricevere il perdono, dobbiamo avere vera tristezza per il nostro peccato. Quando riconosciamo i nostri peccati come peccati, come un'offesa a Dio, allora, avremo la tristezza che viene da Dio. Esistono due tipi di tristezza per il peccato, la tristezza del mondo, e la tristezza secondo Dio. La tristezza del mondo è quella tristezza dovuta al fatto che i nostri peccati ci portano problemi. Invece, la tristezza secondo Dio è una tristezza che proviene dal comprendere che abbiamo offeso Dio, e che il nostro peccato ci allontana da Dio.

Un esempio della tristezza del mondo è quando uno parla male di se stesso dopo aver peccato. Probabilmente avete sentito qualcuno disprezzare se stesso, dicendo cose come “non valgo nulla”, oppure “sono un disastro”. A prima vista, questo modo di parlare potrebbe sembrare una forma di umiltà, ma in realtà, è orgoglio. Una persona che parla così vuole vedersi bene, e sta male per il fatto che il suo peccato ha rovinato l'immagine che aveva di se stesso. Non è triste per il peccato in sé, è triste perché il suo orgoglio è stato ferito.

Un altro esempio della tristezza del mondo è quando uno è triste per le brutte conseguenze che arrivano a causa del peccato. Spesso, il nostro peccato ci porta problemi. Notate che in questo caso, la persona non è triste perché ha offeso Dio, ma a causa delle brutte conseguenze dovute al suo peccato.

Leggo da 2Corinzi 7, che parla della tristezza del mondo, e della tristezza secondo Dio.

“9 Ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché siete stati rattristati a ravvedimento, poiché siete stati rattristati secondo Dio, affinché in nessuna cosa aveste a ricevere alcun danno da parte nostra. 10 La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte.” (2Corinzi 7:9-10 LND)

La tristezza del mondo porta alla morte, perché non produce vero ravvedimento. La tristezza secondo Dio invece porta al ravvedimento.

Quindi, una parte centrale della confessione dei nostri peccati è avere la tristezza secondo Dio, tristezza per il fatto di aver offeso Dio, tristezza che il nostro peccato ha creato una barriera fra noi e Dio. Questo deve essere il nostro peso quando abbiamo peccato.

Guardare a Cristo

Poi, per ricevere il perdono, serve qualcosa in più oltre a riconoscere il nostro peccato e ad avere la tristezza secondo Dio.

Una terza cosa che serve, una parte fondamentale per poter ricevere il perdono, è guardare a Cristo Gesù come Salvatore e fonte del perdono.

La salvezza è per fede in Cristo. Dio ci offre perdono, perché Cristo ha pagato il prezzo del nostro peccato. E perciò, l'unico perdono che ci è possibile è il perdono per mezzo di Gesù Cristo.

Voglio ricordarvi un avvenimento nell'Antico Testamento, quando Mosè stava guidando il popolo di Dio nel deserto. Ad un certo punto, le persone avevano peccato contro Dio. Dio mandò dei serpenti per mordere le persone, e tanti morirono. Avevano una grande paura, e riconoscevano di aver peccato contro Dio.

Nonostante avessero peccato contro Dio, Dio stesso provvide un mezzo perchè fossero perdonati, cioè se avrebbero guardato ad un serpente di rame. Il fatto di guardare al serpente era un riconoscimento della giustizia della loro condanna, e del fatto che Dio provvedeva alla salvezza.

Gesù parla di quell'avvenimento in Giovanni 3, spiegando che Egli è la fonte della salvezza, quando un uomo peccatore guarda a Lui, sulla croce, come sacrificio per il peccato. Leggo Giovanni 3:13-15.

“13 Or nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo, cioè il Figlio dell’uomo che è nel cielo. 14 E come Mosé innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:13-15 LND)

Dio offre il perdono come dono, a chiunque riconosce la gravità del proprio peccato, e guarda a Gesù Cristo come unica salvezza. Quando uno riconosce che è nel peccato, colpevole davanti a Dio, e guarda a Cristo come colui che è morto sulla croce per pagare la sua condanna, umiliandosi davanti a Dio, Dio perdona quella persona, per i meriti di Gesù Cristo.

E perciò, il perdono arriva guardando a Cristo. Bisogna guardare a Cristo come il Salvatore, l'unico che può salvarti. Bisogna guardare a Cristo come il tuo Avvocato, Colui che sta alla destra di Dio, e si presenta per portare la tua salvezza. Leggiamo di questo ruolo di Gesù in 1Giovanni 2:1,2

“1 Figlioletti miei, vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se pure qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo il giusto. 2 Egli è l’espiazione per i nostri peccati; e non solo per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.” (1Giovanni 2:1-2 LND)

Guardare a Cristo è guardare a Cristo come Avvocato, colui che ci ottiene il perdono dal Padre, in base al suo sacrificio.

Guardare a Cristo vuol dire anche guardare a Cristo come Sommo Sacerdote, colui che presenta Se stesso al Padre per noi. In tutta la Bibbia, Dio ci insegna che nessun potrebbe mai avvicinarsi a Dio per i propri meriti. Ci serve un Sacerdote, e Gesù Cristo è quel Sacerdote, il nostro Sommo Sacerdote. Per mezzo di Lui, abbiamo libero accesso al trono di Dio stesso, come leggiamo in Ebrei 4:12-16. Questo brano ci mostra prima di tutto quanto siamo messi male nei confronti di Dio, e poi, ci mostra la benedizione di avere Gesù Cristo come Sommo Sacerdote, che ci provvede libero accesso al trono di Dio. Ve lo leggo.

“12 La parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. 13 E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto. 14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. 15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.” (Ebrei 4:12-16 LND)

Quindi, per ottenere il perdono, dobbiamo fissare i nostri occhi su Gesù Cristo come Colui che è il nostro Sommo Sacerdote.

Inoltre, dobbiamo guardare a Gesù Cristo come il nostro Salvatore, riconoscendo il nostro bisogno, e guardando a Lui come l'Unico che può salvarci.

Quindi, per ricevere il prezioso dono del perdono, dobbiamo guardare a Cristo, fissare gli occhi su Lui, sperare in Lui. Questa è la via della salvezza. Cristo, e solo Cristo, può salvarci. Senza di Lui, siamo senza speranza. Con Cristo, c'è il perdono per il più malvagio peccatore che si ravvede.

Quindi, che tu sia ancora senza Dio, ancora coperto con i tuoi peccati, sotto il giudizio eterno, o che tu sia un credente, che però hai tolto gli occhi da Cristo, e hai dei peccati non confessati nella tua vita, la soluzione è la stessa: guarda a Cristo.

Guarda a Cristo, fidati di Lui. Guarda a Cristo, come Colui che invita ogni peccatore di andare a Lui per il perdono. Guarda a Cristo, come il Buon Pastore, che cura le sue pecore. Guarda a Cristo, che dichiara in Giovanni 6:37

“...colui che viene a me, io non lo caccerò fuori,” (Giovanni 6:37 LND)

Gesù è il Buon Pastore. Chi va a Lui, con umiltà e fede, sarà accolto, e sarà perdonato.

Accettare il Perdono con Ringraziamento

Quindi, per ricevere il perdono, dobbiamo riconoscere il nostro peccato, dobbiamo avere la tristezza secondo Dio, e dobbiamo guardare a Cristo.

In realtà, manca ancora una cosa, per potere avere la gioia che viene dal perdono.

Occorre un passo, un passo importante e fondamentale, ma che spesso manchiamo di fare. Infatti, è la mancanza di questo passo che lascia tanti credenti ancora con il cuore aggravato, anziché con la gioia del perdono, e la pace di Dio.

Che cos'è che manca, quando uno ha capito il proprio peccato, ha la tristezza secondo Dio, confessa il peccato e poi, guarda veramente a Gesù per il suo perdono?

Cosa potrebbe ancora mancare?

Per avere la gioia della salvezza, manca solo una cosa. Manca credere a Dio, e accettare il perdono.

Infatti, uno degli sbagli più comuni per quanto riguarda il perdono è che non accettiamo il perdono che Dio ci dà in Cristo.

Abbiamo letto 1Giovanni 1:8. Voglio leggerlo ancora. Notate quella che è la nostra parte, e poi, notate quella che è la promessa di Dio, ciò che Egli farà.

“Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giovanni 1:9 LND)

Se noi confessiamo i nostri peccati, il che implica che abbiamo riconosciuto il peccato come peccato, e implica anche che stiamo guardando a Cristo, allora, Dio è fedele, assolutamente fedele, da perdonarci i peccati, e non solo, ma anche da purificarci da ogni iniquità.

Dio è fedele.

Quando Dio dichiara di fare qualcosa, Egli lo farà.

Non dobbiamo dubitare di Dio. Non dobbiamo chiederci se ha o non ha perdonato i nostri peccati. Se noi confessiamo i nostri peccati, Dio è fedele, sempre, e ci perdona.

Quindi, quando riconosciamo i nostri peccati, e chiediamo perdono a Dio, dobbiamo anche accettare il perdono. Dobbiamo prendere Dio in parola, e credere che Dio ci ha perdonato.

A quel punto, è giusto ringraziare Dio. Il perdono è un dono prezioso e immenso. Non è qualcosa di visibile, ma non è per quello meno reale. Visto che Dio promette di perdonare, allora, possiamo sapere che Egli ha mantenuto la sua parola. Quando confessiamo il nostro peccato, Dio ci perdona. Egli è fedele e giusto. E perciò, è importante RINGRAZIARE Dio dopo che abbiamo confessato il nostro peccato.

Quando confessiamo il nostro peccato, ringraziamo Dio, perché a quel punto, per i meriti di Gesù Cristo, siamo veramente perdonati. E perciò, possiamo prendere Dio in parola, e accettare il suo perdono, e poi, gioire nel fatto che il nostro peccato è stato perdonato, la nostra colpa è stata coperta.

Prima abbiamo letto una parte del Salmo 32. Ora, voglio leggere Salmo 32 dal v.1 fino al versetto 7. Notate la gioia che Davide ha a motivo del perdono che ha ricevuto.

“1 Beato colui la cui trasgressione è perdonata, il cui peccato è coperto! 2 Beato l’uomo a cui l’Eterno non imputa l’iniquità, e nel cui spirito non c’è inganno. 3 Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano tra i gemiti che facevo tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all’arsura d’estate. (Sela) 5 Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: "Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno," e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato. (Sela) 6 Perciò ogni uomo pio t’invocherà nel tempo che puoi essere trovato, anche se le grandi acque dovessero straripare, esse non giungeranno fino a lui. 7Tu sei il mio luogo di rifugio, tu mi preserverai dall’avversità, tu mi circonderai di canti di liberazione. (Sela)” (Salmo 32:1-7 LND)

Avete visto? Finché il salmista taceva, ovvero, finché non confessava il suo peccato, il suo cuore era aggravato. Però quando finalmente ha confessato il suo peccato, Dio lo ha perdonato. Da quel momento, gli era tornata la gioia, da quel momento, poteva riposarsi nell'Eterno, come suo rifugio.

Cari, a volte siamo così stolti da non volerci umiliare per confessare veramente i nostri peccati a Dio. Però, a volte confessiamo i nostri peccati, ma poi abbiamo difficoltà credere che Dio ci abbia veramente perdonato. Perciò, manchiamo dell'immensa gioia del perdono.

Prendiamo Dio in parola. Quando confessiamo i nostri peccati, Dio è fedele e giusto, ci perdona, e non solo, ma opera in noi per purificarci da ogni iniquità. Crediamo a quello che Dio ci dichiara.

Come Risponderete

Allora, giorno per giorno, ognuno di noi si trova davanti ad un bivio.

Giorno per giorno, in un modo o nell'altro, pecchiamo. Che cosa fai quando pecchi?

Se scegliamo di andare avanti, senza confessare il nostro peccato, avremo un cuore pesante, e non avremo più la gioia della nostra salvezza. Non avremo la gioia della comunione con Dio. Non avremo la pace di Dio.

In questi momenti, nella carne, potremmo reagire con un cuore che si lamenta. Oppure, con un cuore che si vede come una povera vittima. Oppure, potremmo cercare di impegnarci, per non pensarci.

Rispondere così è stoltezza, e ci fa perdere la gioia del perdono.

Quando abbiamo peccato, rivolgiamoci a Dio, riconosciamo la gravità del nostro peccato, pensiamo al fatto che abbiamo offeso Dio, e guardiamo a Cristo. Guardiamo a Cristo, morto sulla croce, e poi risuscitato, proprio per provvederci un vero perdono. Guardiamo a Cristo, e confessiamo i nostri peccati.

Poi, prendiamo Dio in parola, e ringraziamo Dio per il suo perdono. Ringraziamo Dio per il sacrificio di Cristo. Ringraziamo Dio perché Gesù Cristo è il nostro Sommo Sacerdote e Avvocato.

Quando viviamo così, conosceremo di nuovo la gioia della nostra salvezza. Avremo di nuovo la pace di Dio. Avremo la gioia di essere in stretta comunione con Dio.

Grazie a Dio per il perdono in Gesù Cristo.