Aiuto Biblico

Come vivere bene la vita cristiana

Proverbi 15

sermone di Leonardo Bevilacqua, www.AiutoBiblico.org per domenica, 2 novembre 2025
Descrizione: In Proverbi 15 troviamo vari insegnamenti su come vivere in modo saggio in vari campi della vita, soprattutto nell’accogliere la riprensione, nel cercare consiglio, e nell’uso della lingua.
parole chiave: proverbi, saggezza, parole, lingua, consiglio, consiglieri, riprensione, correzione

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Introduzione

Qual è il libro della Bibbia che parla più di tutti della saggezza? Proverbi.

Proverbi ci parla a fondo della saggezza, sia in senso generale, sia in senso molto specifico per varie circostanze della vita.

Quando leggiamo i proverbi impariamo come vivere in modo saggio ma, allo stesso tempo, vediamo il cuore di Dio, che vuole trasmetterci la vera sapienza, che viene solo da Lui.

Oggi, con l’aiuto di Dio, vogliamo studiare Proverbi 15 che è un capitolo pieno di verità, di ammonizioni e di spunti per farci riflettere sulla nostra vita. Prego che ciascuno ne tragga beneficio, e che ciascuno di noi si fermi a riflettere sulla propria vita. La Parola di Dio illumina la vita e mostra dove c’è peccato. Ma, grazie a Dio, possiamo confessarlo e, in Cristo, avere il pieno perdono.

Allora, trovate con me Proverbi 15, e ascoltiamo mentre Dio ci parla. Inizio dal v1.

Risposta dolce e parola pungente

1 La risposta dolce calma la collera, ma la parola pungente eccita l’ira.

Le parole sono molto potenti. Possono fare tanto bene, ma anche tanto male. Quando qualcuno ti parla con rabbia, o fa false accuse contro di te, come rispondi?

Una risposta dolce, detta con pace e mansuetudine, calma la collera, e calma lo spirito di chi ti attacca. Al contrario, una risposta pungente, una risposta che stuzzica, eccita l’ira di chi ti parla, e rende tutto peggio.

Come parli e come rispondi, quando c’è una discussione o un litigio? Il tuo modo di parlare calma la collera, oppure eccita l’ira?

In Romani 12:17-18 leggiamo:

“17 Non rendete ad alcuno male per male; cercate di fare il bene davanti a tutti gli uomini. 18 Se è possibile per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.” (Romani 12:17-18 LND)

Quanto è importante che, come stile di vita, ci adoperiamo per vivere in pace con tutti. E una parte di vivere in pace è parlare con parole che calmano la collera.

Come usiamo la conoscenza

2 La lingua dei saggi usa la conoscenza rettamente, ma la bocca degli stolti riversa follia.

Quello che esce dalla tua bocca rivela la condizione del tuo cuore. Come usi la conoscenza che hai? I saggi usano la conoscenza rettamente, per il bene. Gli stolti, invece, usano la conoscenza male, e perciò, quello che esce dalla loro bocca invece di essere saggezza è follia, che non porta alcun bene.

Cosa esce dalla tua bocca? Esce conoscenza che porta al bene, oppure esce follia? Quello che esce rivela la condizione del tuo cuore.

Notate una cosa importante. Non sappiamo sempre qual è la cosa giusta. Non sempre abbiamo saggezza, in ogni situazione. Ma se siamo saggi e abbiamo timore di Dio, in quel caso non diciamo niente. Invece, uno stolto, cioè uno che è lontano da Dio, parla quando non ha niente di saggio da dire. La stoltezza non è non sapere, perché ci sono sempre situazioni in cui non sappiamo qualcosa. La stoltezza è parlare pur non avendo nulla di saggio da Dio da dire.

L’Eterno vede tutto

3 Gli occhi dell’Eterno sono in ogni luogo, per guardare i cattivi e i buoni.

Gli occhi dell’Eterno sono in ogni luogo, nel senso che Lui vede tutto. Dio è al di sopra di tutto, e conosce ogni cosa. Dio guarda tutti gli uomini, sia i cattivi sia i buoni. E Dio conosce il cuore di ciascuno, e le loro azioni e i loro pensieri. Non c’è nulla di nascosto davanti a Dio.

Come agisci? Come parli? Cosa pensi? Dio conosce tutto. Avere timore di Dio vuol dire tenere questo in mente e, di conseguenza, vivere in modo che piace a Dio in ogni campo della vita, volendo non peccare, per non offendere Dio.

Una lingua sana

4 Una lingua sana è un albero di vita, ma la lingua perversa strazia lo spirito.

La lingua sana è un albero di vita, il cui frutto è vita. La lingua perversa, cioè la lingua malvagia, strazia lo spirito. “Straziare” vuol dire “tormentare, affliggere”. La lingua che dice cose malvagie tormenta, affligge, lo spirito.

Cosa produce la tua lingua? Quello che dici, quale frutto porta nella vita degli altri? La tua lingua è uno strumento per benedire gli altri? Aiuta loro a vedere più di Dio? Fortifica la loro fede? Avverte loro del peccato? Ricorda loro le promesse di Dio? Oppure, quello che dici è un peso e affligge gli altri? Ti lamenti dei problemi, fai discorsi in cui escludi Dio, critichi, o parli senza speranza?

Oh prego che ciascuno di noi produrrà vita con quello che dice.

Apprezzare la riprensione

5 Lo stolto disprezza la correzione di suo padre, ma chi apprezza la riprensione agisce con accortezza.

Questo è un argomento che viene ripetuto più volte nei Proverbi, perché è così importante. Come ricevi la correzione, la riprensione?

La riprensione è una benedizione da Dio. La riprensione, fatta bene, serve per allontanare dal male, e a riportare sulla via giusta. Se odi la riprensione sei stolto. Il tuo orgoglio ti fa rimanere nella via sbagliata.

Se sei saggio, ami e accogli la riprensione perché, anche se nel momento è dolorosa, porta un buon frutto eterno. Se sei saggio, apprezzi la riprensione, non perché è piacevole in sé, perché non è mai piacevole, piuttosto apprezzi la riprensione perché desideri i buoni frutti che produce. In altre parole: vuoi più di Dio.

Allora ti chiedo: tu odi o apprezzi la riprensione? Come reagisci quando qualcuno ti parla del tuo peccato? Questo rivela molto del tuo cuore, di qual è il tuo tesoro. Vuoi più di Dio?

Il frutto del giusto e dell’empio

6 Nella casa del giusto c’è grande abbondanza, ma nella rendita dell’empio ci sono guai.

Il giusto cammina nelle vie di Dio. Camminare nelle vie di Dio porta ad avere abbondanza. Ma dobbiamo capire cos’è questa abbondanza.

L’abbondanza che Dio ci promette non è abbondanza materiale. L’abbondanza che Dio ci promette è una vita benedetta, con più di Cristo. Questa è la vera abbondanza. Nella casa del giusto ci sarà vera pace, vera gioia, vero amore. E la mano di Dio è su quella casa.

L’empio, invece, non ha Dio e cammina lontano da Dio. L’empio, dalla sua vita, invece di raccogliere l’abbondanza di Dio, raccoglie guai, dolori, afflizioni, a causa del peccato. Nella casa dell’empio c’è stress, c’è tensione nei rapporti, ci sono litigi, c’è amarezza, c’è frustrazione. Quando non c’è Dio al centro della casa, ci sono tanti guai.

Cosa esce dalla tua bocca?

7 Le labbra dei saggi spargono conoscenza, ma non così il cuore degli stolti.

Di nuovo: le nostre parole rivelano quello che abbiamo nel cuore. Cosa esce dalla tua bocca? Quello rivela se sei un saggio o uno stolto. Hai delle verità di Dio da condividere agli altri? È quello che esce dalla tua bocca, giorno dopo giorno?

È buono chiedere agli altri intorno a te di aiutarti a riconoscere cosa esce dalla tua bocca. Ti aiuterà a riconoscere la condizione del tuo cuore.

Il sacrificio gradito a Dio

8 Il sacrificio degli empi è un abominio all’Eterno, ma la preghiera degli uomini retti gli è gradita.

È un abominio all’Eterno quando gli empi, che sono lontani da Dio, fingono di essere religiosi. Chi fa così prega, canta a Dio, in quell’epoca faceva sacrifici, ma il suo cuore non è vicino a Dio. Dio odia quando uno si presenta come religioso, ma non cammina vicino a Lui.

Un parallelo di questo versetto è Isaia 1, quando Dio parla contro il suo popolo che serviva Dio con le azioni, ma con il cuore era lontano da Lui.

Al contrario, invece, Dio gradisce la preghiera degli uomini retti. Dio ascolta e gradisce quando gli uomini retti, che camminano nelle vie di Dio, pregano a Lui.

Tu adori e servi Dio di cuore? Oppure, fingi di essere religioso, servi Dio nell’esteriore, ma il tuo cuore è lontano da Dio, e non cammini nelle sue vie?

Odiare la riprensione

10 Una dura correzione attende chi lascia la diritta via; chi odia la riprensione morirà.

Nel v5 abbiamo visto che è saggio apprezzare la correzione, invece di disprezzarla. La correzione può essere anche molto dura, ma la correzione porta il buon frutto di riportare sulla diritta via chi si è allontanato da Dio. Quindi, porta un bene, porta alla vita, perché la via che non è diritta porta alla morte.

Chi odia la riprensione, morirà, perché rimane sulla sua via sbagliata che lo porta lontano da Dio, alla morte.

Quindi, se tu odi la riprensione, sei un grande stolto e condanni te stesso.

Dio conosce i cuori

11 Lo Sceol e Abaddon sono davanti all’Eterno; tanto più lo sono i cuori dei figli degli uomini!

Dio conosce tutto. Non c’è nulla che gli sia nascosto. Non c’è niente di segreto davanti a Dio. Dio conosce il cuore degli uomini, nel profondo.

Avere timore di Dio è tenere in mente che Dio ci vede, e perciò, voler camminare rettamente davanti a Lui, volendo piacergli in ogni cosa.

Andare dai saggi

12 Lo schernitore non ama chi lo riprende; egli non va dai saggi.

Quante volte si parla della riprensione! Poco rivela la vera condizione del nostro cuore quanto il modo in cui accogliamo la riprensione.

Lo schernitore è un empio. È stolto e non ama chi lo riprende. Lo schernitore non vuole la riprensione. Vuole credere di essere a posto. Vuole vedere valore in se stesso. Vuole vedersi bene. Perciò, odia la riprensione, e non ama chi lo riprende.

Notate la seconda parte del versetto: “egli non VA dai saggi”. La saggezza sta non solo nell’accogliere la riprensione, ma anche nell’ANDARE dai saggi, per cercare saggezza e con il desiderio di voler crescere. Lo stolto non va dai saggi, perché non vuole rischiare di vedere il suo peccato. Evita chi potrebbe parlare con lui dei suoi peccati. A volte non li evita completamente, ma evita i discorsi profondi e trasparenti.

Tu sei saggio o stolto? Vuoi veramente più di Cristo? Ami chi ti riprende, e lo ringrazi? Cerchi comunione con chi ti parla del tuo peccato? Oppure ti nascondi per non vedere il tuo peccato?

Prego che saremmo saggi, e che cercheremo la compagnia dei saggi.

Gioia nel volto

13 Un cuore gioioso rende il viso raggiante, ma per l’afflizione del cuore lo spirito è abbattuto.

Cosa si vede sul tuo viso? Il viso riflette quello che c’è nel cuore. Se il cuore ha gioia, e pace, si vede un viso raggiante. Ma se nel cuore c’è afflizione, lo spirito è abbattuto, e il viso è triste.

Dio ci ha dato il dono di avere un viso che riflette quello che c’è nel cuore, così gli altri sanno come stiamo. È un dono da Dio perché così quando abbiamo gioia possiamo essere fonte di gioia per gli altri, e quando stiamo male possiamo ricevere aiuto.

Possiamo nascondere come stiamo portando una maschera. Ma che bene ci porta? Ci fa solo stare peggio. Usiamo il dono che Dio ci ha dato, vivendo in trasparenza con gli altri.

Una domanda importante è: come possiamo avere un cuore gioioso? Sono le circostanze che ci danno gioia? Abbiamo gioia se tutto va “bene”? Se cerchiamo la nostra gioia nelle circostanze, quanta vera gioia avremo? L’unico modo di avere un cuore veramente gioioso, che poi sarà visibile nel viso, e di cercare la nostra gioia in Cristo.

Cercare la conoscenza

14 Il cuore di chi ha intendimento cerca la conoscenza, ma la bocca degli stolti si pasce di follia.

Chi ha intendimento, chi ha saggezza, cerca la conoscenza. Cerca cose buone. È attirato alla vera conoscenza, che edifica.

Gli stolti, invece, si cibano di follia. Corrono dietro alla follia, corrono dietro alle cose stolte che non edificano.

Cosa cerchi tu? Cercare la conoscenza, non il tipo che gonfia, ma il conoscere Dio di più per avere più fede, non succede per caso. È un impegno, che è spinto dal desiderio di avere più di Dio. Prego che possiamo vedere sempre di più il valore di Dio, e che possiamo quindi cercare la conoscenza di Dio con grande impegno.

Un cuore contento

15 Tutti i giorni dell’indigente sono cattivi, ma per un cuore contento è sempre festa.

Tu puoi essere indigente, cioè poverissimo, e non avere nemmeno abbastanza da mangiare, ma se hai un cuore contento non ne sarai afflitto. Dall’altro lato, puoi avere tutto, e anche di più, ma se non hai un cuore contento, tutti i giorni ti saranno cattivi. La differenza non sta in quello che hai ma in dove cerchi la tua gioia.

In Dio, noi che siamo suoi figli, possiamo avere una gioia profonda e stabile, indipendentemente dalle circostanze in cui ci troviamo, perché la vera gioia è fondata in Dio. Quindi se tu vedi che un po’ stai bene, e un po’ stai male, ciclicamente, valuta: dove stai cercando la gioia?

Poco con il timore dell’Eterno

16 Meglio poco con il timore dell’Eterno, che un gran tesoro con preoccupazioni.

È meglio avere poco, avendo timore di Dio e fidandosi di Dio, che avere tantissimo ma con tanta preoccupazione legata a quello che si ha.

Oh che possiamo imparare ad essere contenti con quello che abbiamo e a camminare con il timore di Dio, fidandoci di Dio. Il mondo ci dice che è bello avere tanto. La concupiscenza degli occhi vuole sempre di più. Ma essere veramente contenti e avere vera pace non dipende da quello che abbiamo. Piuttosto, dipende dal nostro rapporto con Dio, che è fondato nel timore di Dio, e cercando la benedizione da Dio solo.

Il valore dell’amore

17 Meglio un piatto di verdura dove c’è amore, che un bue ingrassato dove c’è odio.

L’amore è la cosa più bella e potenze che esista. È meglio, è infinitamente meglio, avere una casa piena di amore e vivendo una vita semplice, piuttosto che avere tutte le “belle cose” della vita, ma avere una casa piena di odio. Non c’è paragone. Avere vero amore, in casa, e nei rapporti, vale infinitamente più di tutte le cose materiali messe insieme.

Che cosa stai cercando tu? Cerchi rapporti pieni di vero amore, in cui si confessano subito i peccati e in cui c’è il vero perdono, e si vive insieme per la gloria di Dio? Oppure, cerchi rapporti in cui ognuno vive per sé, che porta ad avere odio?

L’ira è un male

18 L’uomo irascibile fomenta contese, ma chi è lento all’ira acqueta le liti.

Chi è lento all’ira non dà sfogo alla sua ira, e alle sue emozioni, ma le calma e agisce con timore di Dio.

Essere lento all’ira è una caratteristica fondamentale da avere per avere saggezza e camminare nelle vie di Dio. Quanti meno problemi, e quanti meno dolori ha chi è lento all’ira!

Troviamo l’essere “non iracondo” in Tito 1, tra le qualifiche per gli anziani. E quelle qualifiche, tranne una, riguardano ogni vero credente.

Come possiamo essere lenti all’ira? C’è solo una via: essere mansueti, cioè confidare umilmente in Dio e accettare di cuore tutto quello che Lui permette.

La pigrizia

19 La via del pigro è come una siepe di spine, ma il sentiero degli uomini retti è reso piano.

La via del pigro soddisfa la carne, ma lacera e rovina. Porta tanto, tanto male. Il pigro ha una vita brutta, piena di difficoltà e problemi.

Il sentiero degli uomini retti è il sentiero preparato da Dio, ed è reso piano. Il sentiero degli uomini retti porta ad una vita benedetta. L’uomo retto ha difficoltà nella sua vita, ma molte meno del pigro.

Essere pigro è vivere per la carne. Gli uomini retti vivono per la gloria di Dio e il bene degli altri. Dio benedice coloro che vivono così.

Il figlio saggio

20 Il figlio saggio allieta il padre, ma l’uomo stolto disprezza sua madre.

Un figlio saggio è una gioia per i genitori. Ma un figlio stolto disprezza i genitori.

Però, pensate: chi ha allevato quel figlio? È il compito di noi genitori trasmettere la saggezza ai nostri figli. Allora, se vedi che tuo figlio è stolto, non devi prendertela con lui. Piuttosto, devi riconoscere quanto hai mancato tu nel trasmettergli la saggezza. Trasmettere la vera saggezza ai figli è uno degli aspetti più importanti dell’allevare i figli.

La follia

21 La follia è gioia per chi è privo di senno, ma l’uomo che ha intendimento cammina diritto.

Chi è privo di senno, cioè privo di saggezza, vede la follia come fonte di gioia. Per esempio, trova gioia nel fare baldorie, o nel fare lo stupido. Che povera la persona che vede queste cose come gioia!

L’uomo saggio, invece, cammina diritto, non fermandosi in compagnia di chi cerca la follia.

C’è qualche campo in cui anche tu vedi la follia, la stoltezza, come fonte di gioia?

Importanza dei consigli

22 I disegni falliscono dove non c’è consiglio, ma riescono dove c’è una moltitudine di consiglieri.

Quanto è importante chiedere consiglio! E non qualche volta, o ogni tanto, ma come stile di vita. La saggezza sta nel chiedere consiglio, perché non vediamo tutto per conto nostro. Quando agiamo di testa nostra, i nostri disegni falliscono. Al contrario, i nostri disegni riescono quando chiediamo consiglio a chi ha più esperienza, e soprattutto, a chi ha più di Cristo di noi e vera saggezza da Dio.

Una buona parola

23 Uno prova gioia quando può dare una risposta con la sua bocca; e quanto è buona una parola detta al tempo giusto!

Dà gioia poter rispondere e usare le nostre parole per la gloria di Dio. Una parola detta la tempo giusto è un dono da Dio.

In Efesini 4:29 leggiamo:

“29 Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l’edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano.” (Efesini 4:29 LND)

Se hai una parola buona, secondo il bisogno, da dire per l’edificazione di qualcuno, è buono dirla. Quanto è buona una parola detta al tempo giusto, secondo il bisogno!

Importanza della prudenza

24 Per l’uomo prudente la via della vita conduce in alto, per fargli evitare lo Sceol in basso.

Essere prudenti fa parte di essere saggi. L’uomo prudente si ferma, riflette, valuta, non si butta subito in una certa direzione, piuttosto, prima vuole essere sicuro che sia la direzione giusta. Chi vive così avrà una vita benedetta, avrà molto di Cristo e sarà vicino a Dio.

Invece, chi NON vive così, farà tante scelte stolte che lo porteranno lontano da Dio. Cari fratelli, evitiamo l’impulsività, che è il contrario di essere prudenti.

La fine dei superbi

25 L’Eterno distruggerà la casa dei superbi, ma renderà stabili i confini della vedova.

I superbi, gli orgogliosi, non danno gloria a Dio, piuttosto, vogliono gloria per loro stessi. Si vantano di quello che hanno o che fanno. Dio li distruggerà, perché Dio è geloso della sua gloria. La gloria spetta solo a Dio.

La vedova è un simbolo di umiltà e semplicità. Dio rende stabile chi è umile di cuore.

I pensieri malvagi

26 I pensieri malvagi sono un abominio all’Eterno, ma le parole affabili sono pure.

Dio odia i pensieri malvagi. Stiamo in guardia e fermiamoci appena iniziamo ad avere pensieri malvagi.

Ma Dio ama le parole affabili. Essere affabile vuol dire essere gentile, cordiale, disponibile. Le parole gentili, cordiali, che mostrano amore e grazia verso gli altri, sono pure, e sono da Dio. Quando abbiamo parole affabili verso gli altri mostriamo qualcosa del cuore di Dio agli altri.

L’avidità porta guai

27 Chi è avido di guadagno mette nei guai la sua stessa casa, ma chi odia i regali vivrà.

Il peccato di avarizia, di volere di più, attira problemi su di sé e sulla propria famiglia. Chi è avido può essere molto tentato a cercare di ottenere più ricchezze in modo disonesto, che porta guai.

Ma chi odia i regali, cioè odia la corruzione, chi non vuol fare nulla che non sia giusto, vivrà. Ovvero, sarà benedetto da Dio.

Chi corre dietro al denaro, o alle cose materiali, si attira tanti guai. Ma chi è contento con quello che ha, e cammina in modo integro, vivrà bene. Se tu tendi ad essere attaccato ai soldi, o alle cose materiali, tieni questo in mente.

Essere ponderati

28 Il cuore del giusto medita come deve rispondere, ma la bocca degli empi vomita cose malvagie.

Il giusto non risponde subito, di getto, vomitando tutto quello che gli viene in mente. Piuttosto, il giusto medita come deve rispondere. È un aspetto di avere vera saggezza. Ed è un aspetto di essere prudente.

Gli empi, invece, che sono stolti, vomitano fuori la malvagità che hanno dentro.

Cosa esce dalla tua bocca? Ti fermi a pensare prima di parlare? Oppure solo vomiti fuori quello che hai dentro? Meditare prima di parlare è una grande protezione per non peccare con le nostre parole.

Chi ascolta l’Eterno

29 L’Eterno è lontano dagli empi, ma ascolta la preghiera dei giusti.

L’empio non ha Dio, è lontano da Dio, e Dio è lontano da Lui. È una condizione terribile.

Ma, Dio ascolta la preghiera dei giusti. Per grazia, Dio ascolta le NOSTRE preghiere. È solo grazia. Noi non siamo giusti in noi stessi. Non meritiamo che Dio ascolti le nostre preghiere. Ma siamo coperti con la giustizia di Cristo. Allora, in base a quello, Dio ascolta le nostre preghiere. Grazie a Dio!

La luminosità degli occhi

30 La luminosità degli occhi rallegra il cuore, una buona notizia irrobustisce le ossa.

Hai mai provato questo? Ti ha mai dato gioia vedere gli occhi luminosi di qualcuno in cui vedevi Cristo? Oh che possiamo, ciascuno di noi, essere motivo di gioia per gli altri perché si vede Cristo nei nostri occhi.

Dio permette che ci siano momenti difficili nella vita, permette prove e difficoltà, ma permette anche tanti momenti più tranquilli, momenti di buone notizie che irrobustiscono le ossa e ci incoraggiano a perseverare nel cammino. Dio è buono con noi, in tutto quello che fa.

Ascoltare la riprensione

31 L’orecchio che ascolta la riprensione di vita, dimorerà fra i saggi.

Di nuovo, parla di accogliere la riprensione. Vuoi essere saggio? Vuoi avere una vita benedetta? Ascolta la riprensione di vita di chi ha già vissuto certe situazioni prima di te, e con saggezza ti mostra dove stai camminando male. È una grandissima benedizione, e un dono da Dio, quando qualcuno ti riprende così. Se vuoi essere saggio, ascolta la riprensione di vita.

Rifiutare o ascoltare la riprensione

32 Chi rifiuta la correzione disprezza la sua stessa anima, ma chi dà ascolto alla riprensione acquista senno.

Il peccato ci promette che se non ascoltiamo la riprensione staremo bene, e saremo benedetti. Ci promette che se possiamo vederci bene in noi stessi, o essere visti bene dagli altri, allora staremo veramente bene. Ma è una menzogna. E questa è la menzogna che sta dietro il peccato di odiare la riprensione.

In realtà, rifiutare la riprensione danneggia la nostra stessa anima. Se tu rifiuti la riprensione disprezzi la tua stessa anima e non ne hai cura. Rifiutando la correzione ti fai del male da solo.

Al contrario, chi ascolta la riprensione, acquista saggezza. Infatti, chi ascolta la riprensione riconosce i suoi peccati, e così può confessarli ed esserne perdonato e purificato. E così cresce nella saggezza, imparando cosa è giusto e cosa no, cosa porta del bene e cosa porta del male.

Nella vita cristiana è fondamentale che ascoltiamo la correzione, per non fare naufragio nella fede.

Il timore dell’Eterno

33 Il timore dell’Eterno è un ammaestramento di sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà.

Il timore di Dio è il principio della sapienza. Non si può avere sapienza senza avere timore di Dio. Le due cose vanno insieme. Più abbiamo timore di Dio e più cresciamo anche nella sapienza. Prego che ciascuno di noi crescerà molto in entrambi.

Nella seconda parte del versetto leggiamo che prima della gloria viene l’umiltà. La gloria, la vera gloria che è da Dio, viene solo quando c’è umiltà. Quando sei umile, e quando sai quanto puoi cadere in profondità, Dio ti innalza. Ma quando tu sei orgoglioso, pieno di te stesso, Dio ti abbassa, perché stai rubando gloria a Lui.

Non preoccuparti di essere innalzato, non cercare gloria per te stesso, piuttosto, riconosci quello come peccato e preoccupati di essere un servo umile e fedele, utile a Dio.

Conclusione

Siamo arrivati alla fine del capitolo. Questo è un capitolo ricchissimo, pieno di verità e pieno di spunti per riflettere sulla nostra vita. Prego che ciascuno di noi sia stato colpito da qualche aspetto di quello che abbiamo visto oggi. Dio ci ha parlato dandoci perle della sua saggezza, che hanno un grandissimo valore. Prego che, avendo ricevuto queste perle, non le disprezzeremo continuando a vivere come sempre. Piuttosto, prego che metteremo in pratica quello che abbiamo visto oggi. Prego che ciascuno di noi possa crescere nella saggezza e nel timore di Dio, per essere sempre più simile a Cristo, per avere una vita benedetta, piena di frutto spirituale, e con molto di Cristo.