Stasera vogliamo fermarci a considerare Proverbi 18.
“1 Chi si separa cerca la propria soddisfazione e si adira contro tutta la vera sapienza.
Consideriamo l’insieme di questo versetto.
Chi si separa cerca la propria soddisfazione e va contro la vera sapienza. Quindi, questa persona si isola dalla vera sapienza. Si separa dai consigli degli altri, perché vuole fare di testa sua. Non sente il bisogno di acquistare sapienza. Si ritiene saggio da sé stesso. Vuole quello che vuole la carne e non vuole sentire altri pareri che vanno contro quello che vuole lui. Non vuole sentire altro, quindi, si separa.
La propria soddisfazione non è solo la soddisfazione carnale, ma può essere soddisfare la carne evitando alcuni pesi. Per esempio, può essere una persona che non vuole essere incitata all’amore e alle buone opere.
Poi, questa persona “si adira contro tutta la vera sapienza”. È una cosa buona adirarsi e rifiutare la vera sapienza? No. Non conviene chiudersi e non voler sentire i consigli degli altri.
2 Lo stolto non prende piacere nella prudenza, ma soltanto a mettere in mostra il suo cuore.
Prudenza vuol dire stare molto attenti per fare con cautela e considerare quello che si fa.
Lo stolto non vuole essere prudente e non vuole consigli. Vuole fare quello che vuole e vuole dare spazio alla sua carne. Non vuole dover pensare. Vuole solo far vedere quanto è bravo. Non vuole essere prudente perché vuole mettersi in mostra. Questo è orgoglio ed anche stoltezza.
3 Quando viene l’empio viene anche il disprezzo, e con il disonore viene la vergogna.
“L’empio” può essere una persona che entra nella nostra vita, che diventa una nostra compagnia. Oppure siamo noi “l’empio”, che sceglie di vivere male. Ma “quando viene l’empio viene anche il disprezzo”; viene il disprezzo, non l’onore, perché Dio non benedirà l’empio.
“e con il disonore viene la vergogna”. Una persona si vergogna perché riconosce di aver scelto lui quella via. Tante persone si trovano in condizioni dolorose per delle scelte che hanno fatto loro. Se ci troviamo in questa situazione, abbiamo bisogno di riconoscere che abbiamo noi scelto quella via, dando spazio alla carne e all’orgoglio. Abbiamo bisogno di capirlo per poter confessare il peccato, ravvederci ed avere il perdono.
4 Le parole della bocca di un uomo sono acque profonde; la fonte della sapienza è come un corso d’acqua che scorre gorgogliando.
Le parole in questo versetto sono parole di sapienza. Parole che rivelano il cuore. Sono acque profonde, nel senso buono. Purificano, rinfrescano, dissetano.
Sono “le parole della bocca”, perché se una persona ha vera saggezza dentro, verrà fuori dalla bocca attraverso le parole. Non parlerà soltanto, ma avrà qualcosa da dire.
5 Non è bene avere preferenze per l’empio, o far cadere il giusto nel giudizio.
Quando abbiamo una scelta da fare su chi preferire, non dovremmo avere preferenza per l’empio. Magari l’empio può darmi dei vantaggi. Cosa dice in Giacomo 2?
“2 Se nella vostra assemblea, infatti, entra un uomo con un anello d’oro, vestito splendidamente, ed entra anche un povero con un vestito sporco, 3 e voi avete un particolare riguardo a colui che porta la veste splendida e gli dite: "Tu siediti qui in un bel posto," e al povero dite: "Tu stattene là in piedi," oppure: "Siediti qui vicino al mio sgabello," 4 non avete fatto una discriminazione fra voi stessi, divenendo così giudici dai ragionamenti malvagi?” (Giacomo 2:2-4 LND)
La preferenza per il ricco, o per l’empio che può darci qualche vantaggio, è fatta con cuore puro o è fatta per ricevere qualcosa? NON è bene prendere la parte dell’empio. È seminare male.
Poi, la seconda parte del versetto dice che non è bene “far cadere il giusto nel giudizio”. Puoi fare questo in modo attivo testimoniando o accusando il giusto falsamente e andando contro di lui. Oppure potresti sapere qualcosa che proverebbe la sua innocenza, ma non vuoi dire niente. Non vuoi essere coinvolto. Non vuoi problemi. Non vuoi che quell'empio sia contro di te, e quindi, taci quando avresti potuto aiutare il giusto. Lo fai cadere nel giudizio.
Ricordiamo che quello che l’uomo semina, quello pure mieterà. Diciamo che tu vieni accusato falsamente per un reato commesso in tua presenza. C’è una persona che potrebbe testimoniare della tua innocenza, ma rimane zitta e tu vieni condannato. Come ti sentiresti? Malissimo. Non facciamo noi la stessa cosa agli altri.
“Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro...” (Matteo 7:12 LND)
Non cerchiamo i nostri vantaggi nel dare preferenza ad uno rispetto ad un altro.
6 Le labbra dello stolto portano alle liti, e la sua bocca richiede percosse. 7 La bocca dello stolto è la sua rovina, e le sue labbra sono un laccio per la sua vita.
Lo stolto parla prima di pensare. È arrabbiato e dice quello che ha in mente senza pensare. Non ha vera saggezza, non ha timore di Dio.
Le sue parole creano liti e scontri nel matrimonio e nei rapporti, e “la sua bocca richiede percosse” perché lui non sa controllarsi.
“La bocca dello stolto è la sua rovina”. Rovina il suo matrimonio ed i suoi rapporti. Le sue parole rovinano la sua vita. “… le sue labbra sono un laccio per la sua vita”. Che cosa terribile. Giacomo parla di come la lingua non controllata, questo piccolo membro del corpo, sia paragonabile ad un piccolo fuoco che distrugge una foresta.
Se abbiamo una lingua che parla così, siamo degli stolti. Lo stolto è così, perché la stoltezza viene dal cuore. Riconosciamo che il peccato viene dal cuore. Preghiamo che Dio cambi i nostri cuori. Non giustifichiamoci, ma piuttosto confessiamo che quel modo di parlare viene dal nostro cuore. C’è perdono se confessiamo il nostro peccato.
8 Le parole del calunniatore sono come bocconcini prelibati, che scendono fino nell’intimo delle viscere.
Un calunniatore parla male degli altri e racconta delle cose. Lui dice quello che la sua carne vuole sentire, perché parlando male degli altri, o ascoltando quello che uno dice contro gli altri, è per lui un modo di innalzarsi.
Calunniando soddisfa la carne e l’orgoglio. Apprezziamo sentire o dire le cose brutte sugli altri perché così innalziamo noi stessi come più bravi, con la speranza di ricevere gloria dagli altri. Questo è malvagio.
scendono fino nell’intimo delle viscere.
Questo peccato di sparlare degli altri o ascoltare le calunnie degli altri, è qualcosa che arriva fino nell’intimo delle viscere. Ci contamina perché è veleno. Se il cuore non è giusto, accettiamo molto volentieri le calunnie. Piuttosto, scegliamo di non partecipare alle calunnie.
Se c’è da parlare di qualcosa di brutto riguardo agli altri, è da parlarne solamente con chi è coinvolto ed ha un ruolo nella vita di quella persona. Chi non c'entra nel problema della persona, non ha bisogno di sapere. Invece, si può raccontare a chi ha un ruolo nella vita di quella persona per aiutare ed appoggiare.
Non viviamo così. È un grave peccato che ci contamina “fino nell’intimo delle viscere.”
9 Anche colui che è pigro nel suo lavoro è fratello dell’uomo dissipatore.
La pigrizia esiste in vari campi della vita. Magari una persona non si vede pigra perché si impegna in certi campi che a lui piacciono. Ma come si comporta quando trova davanti a sé una cosa che a lui non piace fare? Come uno si comporta nei lavori che a lui personalmente non piacciono, rivela il suo vero cuore. Fa il lavoro alla buona, a metà, o in modo sbrigativo? Questa è pigrizia perché non si impegna con tutto il cuore.
Dice che: “colui che è pigro nel suo lavoro è fratello dell’uomo dissipatore.” Questa non è una buona fratellanza. Un uomo dissipatore è un uomo che vive male. Dissipa la sua vita e non porta buon frutto.
Ogni tipo di pigrizia è veleno per l’anima. Ti porta a sprecare la tua vita. È non glorificare Dio ed è non amare il prossimo.
10 Il nome dell’Eterno è una forte torre; a lui corre il giusto ed è al sicuro.
Quando la Bibbia parla del “nome dell’Eterno”, non è inteso dal punto di vista mistico, dove una persona ripete: “l’Eterno, l’Eterno, l’Eterno.” Il nome rappresenta LUI, Dio. Rappresenta la Sua potenza e la Sua persona. Vuol dire avere fede nell’Eterno, e fidarsi di Lui.
Di chi ti fidi?
“Il nome dell’Eterno è una forte torre”: in una guerra una forte torre è utile? Molto utile. È una grande sicurezza. Confidare in Dio è una grande sicurezza.
“a lui corre il giusto”. Di che cosa o di chi ti fidi quando hai problemi? Ti fidi delle tue capacità o di qualche persona? Ti fidi dei tuoi soldi, delle tue forze e della tua intelligenza? Oppure ti fidi dell’Eterno? Confidare nell’Eterno vuol dire accettare umilmente quello che Dio farà, perché hai timore di Dio e ti fidi di Lui.
“è al sicuro”: Chi corre a Dio è al sicuro. Dio lo cura nel modo giusto.
11 I beni del ricco sono la sua città forte, e a suo parere sono come un alto muro.
Chi ha tante ricchezze, tanta intelligenza e/o tanta forza, a suo parere crede di avere un alto muro. Crede di essere al sicuro perché è forte, bravo, ed ha tanti soldi. A suo parere ha un alto muro, ma non ce l’ha in realtà.
Molti brani ci fanno capire che, chi confida nelle proprie ricchezze, verrà distrutto. Umanamente i beni del ricco danno sicurezza, ma solo fino ad un certo punto. È una sicurezza finta, temporanea e superficiale.
Invece, al contrario, i il giusto che corre all’Eterno trova un rifugio ed è sicuro.
12 Prima della rovina il cuore dell’uomo si innalza, ma prima della gloria viene l’umiltà.
L’orgoglio di vedersi bravo, furbo o capace porta alla rovina. Il cuore dell'uomo si innalza e poi, arriva la rovina. Bisogna guardare in avanti.
Invece, l’umiltà porta alla gloria. In 1 Pietro 5:6 dice:
“Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli v’innalzi al tempo opportuno”
Tu, ti umili? Sarà Dio ad innalzarti al tempo opportuno.
13 Chi risponde a un argomento prima di averlo ascoltato, questo è per lui follia e vergogna.
Se tu senti qualcosa ma non senti tutto il discorso, non senti direttamente dalla persona, ti fai un’idea e già rispondi: questo è follia e vergogna. È stoltezza e follia non sentire, non ascoltare tutto, non capire, e già rispondere. Una persona che fa così, non risponde bene. Crea soltanto danni e problemi. È facile cadere in questo peccato.
Prima bisogna ascoltare. Ascoltare comprende fare domande per capire meglio e cercare di sentire quello che dicono le persone coinvolte. Rispondere prima di aver ascoltato è grave stoltezza. È anche orgoglio, mancanza di timore di Dio, e mancanza di amore per il prossimo.
Mostra la propria follia a sua vergogna. Mostra chi è.
14 Lo spirito dell’uomo lo sostiene nella sua infermità, ma chi può sollevare uno spirito abbattuto?
Questo proverbio ha due possibili situazioni.
Se lo spirito è forte, focalizzato su Dio, allora, sostiene l’uomo nelle prove. Avrà problemi e debolezza, ma il suo spirito focalizzato sull’Eterno lo sosterrà. Quando una persona confida nel nome dell’Eterno sarà al sicuro, giusto, incoraggiato, e forte.
Invece, se lo spirito è abbattuto, l’uomo non riesce a sopportare le prove, sarà a terra. Nessuno può sollevare lo spirito che non guarda a Dio. È abbattuto e guarda in basso. Quanto è importante aggrapparci a Dio.
15 Il cuore dell’uomo prudente acquista conoscenza, anche l’orecchio dei saggi cerca la conoscenza.
Un uomo prudente è un uomo molto attento. Il cuore di un uomo prudente acquista conoscenza. Quest'uomo è umile, vuole crescere, e vuole capire di più.
Il saggio cerca più conoscenza perché è umile. Essere veramente saggio vuol dire essere umile e sapere di aver bisogno di capire di più e di crescere nella conoscenza.
Allora, tu sei saggio e riconosci di non sapere tutto? Vuoi crescere nella conoscenza? La vera saggezza è legata all’umiltà.
16 Il regalo dell’uomo gli apre la strada e lo porta alla presenza dei grandi.
È importante capire che non tutti i proverbi indicano un buon principio da seguire.
Umanamente parlando, non possiamo arrivare ad alcune persone perché non abbiamo un vero legame con quelle persone. Se siamo nessuno, la porta per noi non è aperta per arrivare a persone importanti.. Il regalo, in questo caso, potrebbe aprirci la strada, perché serve donare qualcosa di valore per andare alla presenza dei grandi. Ma, non è un buon principio da seguire. Rispecchia semplicemente una realtà umana.
Dall’altra parte, vediamo in questo proverbio la nostra condizione davanti a Dio. Non abbiamo diritto di entrare nella presenza di Dio per merito nostro. Ci serve un regalo. Noi non abbiamo nulla da offrire a Dio. Ma c’è Chi può offrire quel regalo per noi, Gesù Cristo, Colui che ha offerto Se stesso a Dio. Gesù Cristo ha tutto da offrire. Quindi, per mezzo di Gesù Cristo, il nostro Sommo Sacerdote, e l’offerta di Se stesso come sacrificio, ci viene aperta la strada per poter andare al trono della grazia.
Umanamente è un brutto modo di vivere. Divinamente questo proverbio contiene una verità bellissima.
17 Il primo a perorare la propria causa sembra che abbia ragione; ma viene poi l’altro e lo mette alla prova.
“Perorare” vuol dire sostenere e difendere con impegno e convinzione. Significa presentare con convinzione la causa di qualcuno a chi ha potere.
Ascoltando il primo, mentre sta perorando la sua causa, sembra che abbia ragione; ma quando viene l’altro, cambia tutto, perché si sentono più informazioni.
Quante volte ho visto questo, quando faccio consulenza alle coppie. Sentendo prima la storia di un coniuge, uno potrebbe dire: “poverino, che cosa terribile! È tutta colpa dell’altra persona”. Poi, sentendo l’altro coniuge, si sente tutta un’altra cosa.
Bisogna sentire tutte e due le parti per capire la situazione in modo equilibrato. Quanto è importante ascoltare bene prima di arrivare ad una conclusione o una posizione.
18 La sorte fa cessare le liti e mette separazione fra i potenti.
I potenti hanno la tendenza a combattere di più rispetto ai semplici. Un uomo che non ha da mangiare, non ha tempo da sprecare per combattere.
Poi, la sorte, nella Bibbia, è nelle mani di Dio. Perciò, questo vuol dire che quelli che litigano, si umiliano ad accettare quello che la divina provvidenza stabilisce. Danno retta a come Dio li guida e le liti cessano.
Quanto è brutto quando ci sono liti e quanto è bello quando si risolvono.
19 Un fratello offeso è più inespugnabile di una forte città, e le liti tra fratelli sono come le sbarre di una fortezza.
Può essere un fratello di carne o di fede. Fratello indica che c’è un legame. Se si arriva alle liti, o ad un'offesa, è terribile. Con un estraneo non importa quanto con un fratello, perché non c’è un legame particolare con l’estraneo. Ma se una persona, che ci è vicina, agisce nella carne, diventa un problema terribile. “… è più inespugnabile di una forte città, e … le sbarre di una fortezza.”
Questo è un avvertimento per dire quanto le offese possono distruggere i rapporti. Quando uno si sente offeso, e regna la carne, quella persona non vuole la pace.
Dobbiamo essere pronti a non offendere ed anche pronti a perdonare le offese.
20 Il ventre dell'uomo sarà saziato con il frutto della sua bocca; egli sarà saziato con il prodotto delle sue labbra.
Quello che uno semina, raccoglierà. Non è solo quello che uno FA, è anche tutto quello che uno DICE. Seminiamo con le nostre parole.
Quanti scontri nel matrimonio sono dovuti alle parole? La maggioranza. Parole cattive e accuse false. Ma parole buone portano buoni frutti.
Quindi, “il ventre dell'uomo sarà saziato con il frutto della sua bocca; egli sarà saziato con il prodotto delle sue labbra”. Se uno parla con bontà, verità e amore, sarà saziato. Questo è simbolico. Indica che se uno parla con rispetto, pazienza, amore, verità ed auto-controllo, allora, sarà saziato con il buon prodotto delle sue labbra. Questo è un consiglio a parlare bene.
Che cosa stai seminando con le parole? Seminiamo bene.
21 Morte e vita sono in potere della lingua; quelli che l’amano ne mangeranno i frutti.
In un tribunale, le nostre parole possono essere usate per condannare a morte o per giustificare e portare alla vita. La lingua è un testimone che afferma o nega delle cose.
Chi parla, in bene o in male, mangerà il frutto di quello che dichiara.
Dobbiamo pesare attentamente le nostre parole. Non vogliamo rispondere senza pensare, senza valutare. Le nostre parole rivelano il nostro cuore.
In Giacomo parla di quanto la lingua può danneggiare. Oh che possiamo considerare l’importanza delle nostre parole.
Davide prega che il Signore ponga una guardia alla sua bocca. Se camminiamo nel timore di Dio, sarà usato per aiutarci a stare in guardia con quello che diciamo.
22 Chi ha trovato moglie ha trovato una buona cosa e ha ottenuto un favore dall’Eterno.
Non è buono che l’uomo sia solo. Una moglie è un dono di Dio. È una buona cosa, ma è da riconoscere, da onorare, da amare e curare teneramente. È una benedizione da parte di Dio, da curare.
23 Il povero parla supplicando, il ricco invece risponde con durezza.
Questo non va bene, ma è la realtà nel mondo. Non sta approvando questo, sta solo spiegando la realtà.
Il povero non ha nulla da offrire, e il ricco risponde con durezza perché è pieno di orgoglio. Quando il ricco ha ricchezze, confida nelle ricchezze, e quindi, risponde duramente. Ma cosa dice la Bibbia di quelli che non aiutano il povero e che confidano nelle proprie ricchezze? Andrà malissimo per loro e saranno svergognati. In questo momento magari il ricco ha le sue ricchezze e sta ancora bene. Il povero lo supplica e il ricco potrebbe aiutarlo, ma risponde con durezza.
Un esempio di questo è quando Davide, prima di diventare re, è andato da Nabal per chiedergli cibo. Davide e i suoi uomini hanno curato i pastori di Nabal mentre erano nel deserto, e ora hanno chiesto aiuto anche loro. Ma, Nabal ha risposto con durezza e il giorno dopo è morto. Ricordiamo la fine di chi confida nelle proprie ricchezze e tratta gli altri con durezza.
24 L’uomo che ha molti amici deve pure mostrarsi amico, ma c’è un amico che sta più attaccato di un fratello.” (Pr 18:1-24 LND)
La vera amicizia vale tantissimo, ma richiede che uno sia anche un vero amico.
Diciamo che un bambino vuoleandare sull’altalena, una cosa che si fa in due. Ma, supponiamo che l’altro bambino non ci riesce. Non è vera amicizia se il primo bambino lo abbandona perché non può giocare con lui. Lui vuole qualcuno con cui giocare perché non vuole stare solo. Alla fine, vuole un compagno, ma non un amico. Vuole chi può soddisfare il suo desiderio di andare sull’altalena, qualcosa che non poteva fare da solo.
Non possiamo considerare amici quelli con cui facciamo qualcosa che altrimenti non potremmo (o non vorremmo) fare da soli. Questa non è amicizia. È compagnia.
L’uomo che ha molti veri amici, deve mostrarsi amico. Un vero amico capisce le capacità e i limiti dell’altro e si adatta per stare insieme. Non abbandona l’altro perché non può fare quello che vorrebbe fare lui.
La vera amicizia è un rapporto ricchissimo, più stretto di quello con un fratello. Certamente, non esclude che un fratello o una sorella di carne possa diventare un vero amico/a.
Avere un amico e un’amica è una benedizione grandissima. Un amico è uno che ti sta accanto nel bene e nel male e che ti ama veramente.
Prego che possiamo essere quei tipi di amici in Cristo, con quel tipo di amore, più attaccati di un fratello.
Concludiamo adesso il nostro studio su Proverbi 18. Questi sono solo alcuni proverbi che ci danno saggezza su come vivere. Ringrazio Dio per i principi che ci dà nella Sua Parola.