Aiuto Biblico

Pietro cade, come noi

Matteo 16:22-23

Studio di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 11 luglio, 2012; usato anche a Milano, 2 luglio 2012 --- corretto da AP ---
Descrizione dello studio: quello che sembra premura era in realtà una motivazione sbagliata.
parole chiavi: Pietro, Apostoli, sofferenza, vita cristiana, tentazione.

Audio:

Ripasso Matteo 16:13-21

13 Poi Gesù, giunto dalle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "Chi dicono gli uomini che io, il Figlio dell’uomo, sia?". 14 Ed essi dissero: "Alcuni Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia, o uno dei profeti". 15 Egli disse loro: "E voi, chi dite che io sia?". 16 E Simon Pietro, rispondendo, disse: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". 17 Allora Gesù, rispondendo, gli disse: "Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. 18 Ed io altresì ti dico che tu sei Pietro, e sopra questa roccia io edificherò la mia chiesa e le porte dell’Ades non la potranno vincere. 19 Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli". 20 Allora egli ordinò ai suoi discepoli di non dire ad alcuno che egli era Gesù, il Cristo. 21 Da quel momento Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che era necessario per lui andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno. (Matteo 16:13-21 LND)

Abbiamo letto che i discepoli avevano finalmente riconosciuto che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Essere il Cristo vuol dire che Gesù è il vero Profeta, ci rivela Dio, il vero Sacerdote, provvede il sacrificio per il nostro peccato, e il vero Re, il Signore di chi viene salvato. L'unica salvezza è di ricevere nella tua vita Gesù come il TUO Cristo, l'Unico che può salvarti dalla tua colpa davanti a Dio. Chi riconosce di essere colpevole davanti a Dio, e più di qualsiasi altra cosa desidera la salvezza per mezzo di Gesù Cristo, e così accoglie Cristo, è beato eternamente da Dio.

Abbiamo visto nel v.21 che dopo che Pietro, e anche gli altri discepoli, avevano veramente capito che Gesù è il Cristo, Gesù iniziò a spiegare a loro che era necessario per lui di soffrire e morire, e poi risuscitare. Solo così Dio Padre poteva provvedere la salvezza tramite Cristo.

Quanto è importante per noi di capire e di ricordare che i nostri peccati sono così terribili davanti a Dio che Dio non può solamente perdonarci. Per soddisfare la sua giustizia, Dio deve punire il nostro peccato. Volendo offrire la salvezza, l'unica possibilità era di punire Gesù Cristo al posto di coloro che Dio avrebbe salvato. Quindi, era necessario per Cristo di essere crocifisso, e poi di risuscitare. Il nostro peccato è così grave agli occhi di un Dio santissimo.

Pietro rimprovera Gesù, v. 22

Ora leggiamo Matteo 16:22-23

22 Allora Pietro lo prese in disparte e cominciò a riprenderlo, dicendo: "Signore, Dio te ne liberi; questo non ti avverrà mai". 23 Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: "Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini".” (Matteo 16:22-23 LND)

Consideriamo v. 22

22 Allora Pietro lo prese in disparte e cominciò a riprenderlo, dicendo: "Signore, Dio te ne liberi; questo non ti avverrà mai".

Questo sembra incredibile. Poco prima, per mezzo di un'opera divina con cui Dio aveva aperto i suoi occhi, Pietro aveva riconosciuto la verità che Gesù è il Cristo. Nonostante questo, il cuore di Pietro era ancora legato alla carne, ovvero, al suo peccato. Vediamo molto di noi stessi in lui.

Come mai Pietro non voleva che Gesù dovesse soffrire e morire?

Pietro era ancora tanto desideroso di vedere Gesù glorificato dagli uomini. Però in realtà, questo era un desiderio per Pietro stesso di essere glorificato. Noi cerchiamo gloria identificandoci con qualcosa che riteniamo glorioso. Vediamo un esempio di questo con i tifosi di una squadra. Quando la squadra vince, i tifosi si sentono di essere LORO i vincitori.

Vediamo questo nella vita ogni giorno. Per esempio, tanti genitori si sacrificano per i loro figli. C’è chi lo fa per amore del figlio, ma ci sono anche tanti genitori che lo fanno per vedere il figlio avere successo, in altre parole, essere glorificato, in modo che i genitori possono condividere quella gloria. Vedono il successo del figlio come il loro.

Quindi, Dio aveva rivelato a Pietro che Gesù è il Cristo, ma a quel punto, Pietro voleva un Cristo comodo a lui, un Cristo vittorioso e ben accettato delle persone, non un Cristo che veniva oltraggiato e ucciso.

Vediamo che tutti gli apostoli volevano un Cristo che veniva onorato, non crocifisso, perché volevano loro un posto di onore. Leggiamo qualche esempio di questo in Matteo 18 e poi, in Luca 9.

1 In quell’ora i discepoli si accostarono a Gesù e gli chiesero: "Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?". 2 E Gesù, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro 3 e disse: "In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli. 4 Chi dunque si umilierà come questo piccolo fanciullo, sarà lui il più grande nel regno dei cieli. (Matteo 18:1-4 LND)
46 Poi sorse fra loro una disputa: chi di loro fosse il maggiore. 47 Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un piccolo fanciullo e se lo pose accanto, 48 e disse loro: "Chi riceve questo piccolo fanciullo nel nome mio, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato, perché chi è il più piccolo di tutti voi, questi sarà grande". (Luca 9:46-48 LND)

Più volte, troviamo i discepoli che discutano fra di loro, perché ognuno voleva essere il più importante.

Pietro voleva un Cristo vittorioso, in modo che anche lui avrebbe avuto un ruolo importante. Non riusciva a capire come la sofferenza e la morte di Gesù avrebbe potuto essere visto come vittorioso. Nonostante Gesù avesse spiegato anche che sarebbe risuscitato, rimaneva un concetto difficile da capire, visto che quando uno muore, muore e basta. Poi, Pietro non voleva soffrire e morire, perciò, non voleva che il suo Cristo soffrisse e morisse.

Così Pietro riprendeva Gesù, sperando che non sarebbe successo mai ciò che Gesù aveva appena spiegato. Pietro non voleva che Gesù andasse alla croce.

Per quanto sembra che Pietro fosse premuroso verso Cristo, in realtà, Pietro stava pensando in modo peccaminoso. E per questo, Satana ha potuto servirsi di Pietro per cercare di convincere Gesù di non andare alla croce. Satana usava l'orgoglio di Pietro per cercare di convincere Gesù di non andare alla croce.

Ogni volta che noi seguiamo il nostro peccato, diventiamo strumenti che Satana può usare per cercare di sviare altre persone. Quindi, il nostro peccato non solo fa male a noi, ma fa male anche ad altri.

la tentazione di Gesù

Così Pietro, senza rendersi conto, serviva Satana. Satana stava tentando Gesù, tramite Pietro. Pietro pensava di cercare il bene di Gesù, invece, tramite Pietro, Satana stava cercando di tentare Gesù a cercare la gloria senza accettare la sofferenza che era parte del piano del Padre per Lui.

Questo è importante notare: Satana cercava di tentare Gesù a cercare la gloria del Cristo, senza però passare per la sofferenza che Dio Padre aveva stabilito per Lui.

Vediamo questa stessa tattica dalla parte di Satana con Gesù in Matteo 4:8-10.

8 Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, 9 e gli disse: "Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a terra, mi adori". 10 Allora Gesù gli disse: "Vattene Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo”".

Satana usa la stessa tattica con noi. Satana ci promette una cosa che sembra essere simile a quello che Dio ci ha promesso, solo che Satana ci offre la cosa senza aspettare i tempi del Signore e senza passare la via di sofferenza che Dio ha stabilito per noi.

Sofferenza come parte della vita cristiana

Infatti, molto spesso, Dio usa sofferenza come una parte importante della Sua opera in noi. Molto spesso, la Bibbia parla dell’importanza della sofferenza.

Giacomo 1:2-4

2 Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate in prove di vario genere, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la costanza compia in voi un’opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti.

Hai problemi in casa? Hai problemi con persone che non si comportano bene? Hai problemi a lavoro? O con la salute? Hai situazioni di ingiustizia? O problemi economici? Hai problemi con parenti? “Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate in prove di vario genere...”

3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la costanza compia in voi un’opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti.

Quanto servivano le prove? Siamo stolti ad agitarci per le circostanze o per le persone che ci causano problemi o per i caratteri difficili degli altri o per la mancanza di comprensione da parte di altri. Agitarci è il contrario di quello che abbiamo appena letto. Il brano dice: “Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate in prove di vario genere, … affinché siate perfetti e completi…” Le prove servono per la nostra maturità in Cristo.

Leggiamo un altro brano in Romani 8:16-17

16 Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio. 17 E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati. (Romani 8:16-17 LND)

Che cosa dice che viene prima della gloria? Se pure soffriamo con Cristo. Fa parte della vita cristiana.

Leggiamo anche in 1 Pietro 1:3-7

3 Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per un’eredità incorruttibile, incontaminata e che non appassisce, conservata nei cieli per voi, 5 che dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi. 6 A motivo di questo voi gioite anche se al presente, per un po’ di tempo, se questo è necessario, dovete essere afflitti da varie prove, 7 affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell’oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo... (1 Pietro 1:3-7 LND)

Servano le prove di sofferenza. La nostra agitazione contro la prova è contro la cura perfetta di Dio. Siamo stolti a chiedere a Dio di togliere la prova per mezzo della quale Lui vuole prepararci per l’eternità. È peccato e non avrò pace nella prova perché voglio che sia tolta. Dovremmo piuttosto ringraziare Dio per quello che sta facendo per mezzo della prova.

Cosa dice in Filippesi 1:29?

29 Poiché a voi è stata data la grazia per amore di Cristo, non solo di credere in lui, ma anche di soffrire per lui,

È una grazia credere alla salvezza e anche soffrire per Cristo. Agitarci per la sofferenza è agitarci per la cura giusta da Dio.

Consideriamo un giovane che vuole far parte di una squadra di calcio, ma poi, si lamenta perché l’allenatore gli fa fare un allenamento duro. Gli fa camminare e correre sempre. Come sarebbe per questo giovane volersi sedere e solo guardare l’allenamento finché sia ora della partita? Questo giovane non ha capito quanto quell’allenamento duro è l’aiuto giusto per lui per poter uscire in campo pronto a giocare.

Nel calcio un giovane non è pronto per la partita se non ha “sofferto” per mezzo dell’allenamento duro prima. Non funziona nel calcio avere il premio senza la sofferenza. Non c’è giocatore al mondo che si agiterebbe per l’allenamento.

Allora, perché noi siamo così stolti ad agitarci quando c’è sofferenza nella vita cristiana? La Bibbia dice più volte che la sofferenza è necessario per compiere la Sua buon opera in noi.

Ci sono tanti altri esempi che mostrano che la sofferenza fa parte del piano di Dio per noi, nella Sua opera a trasformarci nell’immagine di Cristo.

Però, umanamente, nessuno vuole soffrire. Quindi, Satana ci tenta con la stessa tentazione che ha usata con Gesù: cerca di farci abbandonare la via che Dio ha stabilito per noi. Cerca di farci credere che la sofferenza è troppo pesante, in modo che non proseguiamo risolutamente sulla via del Signore.

la risposta di Gesù alla tentazione, v. 23

Dio permette le prove perché ci sta preparando per l’eternità e ci sta conformando all’immagine di Gesù Cristo e fortificando la fede per renderci perfetti e maturi.

Nel versetto 21, Gesù aveva parlato del fatto che Egli, il Cristo, doveva soffrire. Gesù capiva che la sofferenza era necessaria per Lui per compiere la salvezza e noi dobbiamo capire che è necessaria per completare l’opera di Dio in noi.

Allora, come possiamo resistere a questa tentazione di Satana di evitare la sofferenza?

Grazie a Dio, Egli ci dà la risposta nell’esempio di Gesù. Ora consideriamo come Gesù ha reagito alla riprensione di Pietro.

22 Allora Pietro lo prese in disparte e cominciò a riprenderlo, dicendo: "Signore, Dio te ne liberi; questo non ti avverrà mai". 23 Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: "Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini".” (Matteo 16:22-23 LND)

La parola “scandalo” significa inciampare o cadere. Gesù ha riconosciuto che Pietro stava cercando di farLo cadere nel peccato. Pietro Gli stava dicendo che non doveva andare alla croce e soffrire. Certamente, non era semplice per Cristo andare alla croce per soffrire e morire, quindi queste parole non Gli erano di aiuto.

Quale compagnia era Pietro per Gesù? E quale compagnia abbiamo noi? Considera se gli amici di un giovane che ha difficoltà con i genitori gli dicessero che quello che i suoi genitori fanno non è giusto e che non sono ragionevoli. Se il giovane ascoltasse gli amici abbastanza, non passerebbe tanto prima che non sopportasse più i suoi genitori.

Se una moglie trovasse amiche che la appoggiano contro suo marito dicendo: “non è giusto che lui ti tratti così…”

Oppure gli amici del marito che gli dicessero: “non va bene che ti risponda così…”

Questa sarebbe una brutta compagnia. Come ha reagito Gesù a questa compagnia?

23 Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: "Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini".”

Come ha reagito?

Leggiamo ora in Matteo 5:27-30

27 Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non commettere adulterio”. 28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. 29 Ora, se il tuo occhio destro ti è causa di peccato, cavalo e gettalo via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella Geenna; 30 e se la tua mano destra ti è causa di peccato, mozzala e gettala via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella Geenna.

Gesù insegnava che dobbiamo reagire in modo forte e decisivo contro la tentazione. Cavare un occhio è drastico o è una piccola cosa? Non si può valutare o discutere con la tentazione e vincere. L’unico modo sulla tentazione è un chiaro e decisivo “no”. Dovremmo trattare noi stessi e il nostro peccato con questa durezza. Questo è l’insegnamento di Gesù.

Allora, vediamo che Gesù ha agito nello stesso modo che insegna. Nonostante Pietro fosse uno dei suoi discepoli, nonostante Pietro avesse ricevuto da Dio la rivelazione che Gesù è il Cristo, Gesù non esitò nel condannare Pietro e rifiutare completamente il suo discorso. Non cercava di ragionare. Riconosceva che questa era una tentazione da Satana e la rifiutava completamente.

Dio ha scelto per Gesù di salvarci tramite la sofferenza. Non dobbiamo cercare un’altra via.

Applicazione per noi

In Matteo 16 leggiamo che i discepoli avevano capito che Gesù è il Cristo. Gesù gli spiega che doveva soffrire, morire e risuscitare dalla morte. Questa è la via del Cristo.

Ma Pietro non voleva che Gesù andasse per quella via perché Pietro voleva seguire una persona onorata che non dovesse soffrire. Questo perché Pietro voleva essere onorato e voleva gloria.

Inoltre, tramite Pietro, Satana stava cercando di tentare Gesù a cercare la gloria senza accettare la sofferenza che era parte del piano del Padre per Lui. Gesù ha ripreso Pietro duramente per il suo rimprovero.

Le lezioni per noi qui sono chiare. Per avere la vittoria sul peccato, anche noi dobbiamo reagire senza mezza termini contro il peccato. Quando riconosciamo una tentazione, dobbiamo prendere una chiara posizione di rifiutarla completamente, costa quello che costa.

Non dobbiamo credere la menzogna di Satana che possiamo ancora ricevere le benedizioni che solo Dio può darci se ci tiriamo indietro dal seguire la via del Signore, anche quando quella via ci porta nella sofferenza.

Il nostro Dio giusto gestisce ogni cosa perfettamente per il nostro bene. Lamentarci contro Dio per le prove e la sofferenza nella nostra vita sarebbe come se l’atleta che sogna di arrivare alle olimpiadi si lamentasse contro l’allenatore per l’allenamento duro che gli fa fare. Questo atleta non ha capito il valore del premio.

Gesù ha accettato la sofferenza scelta per Lui da Dio. E Gesù, dopo la sofferenza, è entrato nella gloria. Anche per noi, Dio ha stabilito di partecipare nella gloria di Gesù, ma prima, anche noi dobbiamo passare per la via della sofferenza.

Prego che possiamo vedere in Gesù un esempio da seguire. Un esempio di cosa vuol dire avere un Cristo da soffrire. Lui è un esempio per noi. O che possiamo rifiutare le tentazioni di Satana e non agitarci per quello che Dio ha perfettamente stabilito per le nostre vite per curarci.

Non vogliamo essere uno scandalo per gli altri andando contro quello che Dio ha stabilito. Vogliamo essere come Gesù, accettando la via che Dio ha stabilito per noi perché vogliamo la gloria che viene dopo.

O che noi possiamo capire il valore del premio e quello che Dio sta facendo in noi. Lui sta facendo in modo che la nostra fede purificata “risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo” (1 Pietro 1:7), per tutta l’eternità.