Aiuto Biblico

Gesù non perderà chi salva

Giovanni 10:22-42

Sermone di Marco de Felice, www.Aiutobiblico.org per domenica, 21 maggio 2023, – cmd dp –
Descrizione: Cristo non perderà nessuno di coloro che Egli salva.
parole chiave: Gesù è il Cristo, salvezza, sicurezza, la mia mano, perdere la salvezza, predestinazione

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Sei tu capisci che dopo la tua morte ci sarà il giudizio, e che in base a quel giudizio o sarai mandato ad essere tormentato giorno e notte nei secoli dei secoli, oppure, sarai accolto alla presenza di Dio per avere una gioia indescrivibile nella presenza di Dio per tutta l'eternità, e poi, se tu riconosci che a causa dei tuoi peccati, meriti il tormento eterno, se veramente capisci questo, allora, non c'è gioia più grande di sapere che, per mezzo di Gesù Cristo, tu sei perdonato dei tuoi peccati, e hai la vita eterna con Dio.

Però, se tu sapessi che è possibile poter perdere la salvezza, quella salvezza che hai oggi ma che domani potresti trovarti perduto, potresti morire e trovarti condannato, nel tormento per sempre, non sarebbe possibile avere vera gioia. Cioè, se io sapessi che nonostante oggi sono salvato, è possibile che domani potrei perdere quella salvezza, non potrei avere la vera gioia e la pace. Avrei sempre il terrore che in qualche modo potrei perdere la salvezza.

Grazie a Dio, il nostro Signore Gesù Cristo ci parla di questo in modo chiaro. Oggi, vogliamo continuare il nostro studio dell'Evangelo di Giovanni. Siamo nel capitolo 10. Nel brano che vogliamo considerare oggi, vediamo che la vera salvezza non si può perdere. È importante capire che uno può sembrare di essere salvato, uno può dichiararsi salvato, senza essere veramente salvato. Quella apparente salvezza che non è vera, certamente non salva, perché non è la vera salvezza. Solo il fatto che uno dichiara di essere salvata, non vuol dire che è salvata veramente. Ma quando Dio salva una persona, quella salvezza è certa ed è eterna.

Per capire correttamente il brano di oggi, dobbiamo capire chi è veramente salvato. Tante persone fanno confusione su questo argomento perché non tengono conto di che cos'è la vera salvezza.

Nel brano di oggi Gesù si trova di nuovo a Gerusalemme. Probabilmente, gli avvenimenti in questo brano succedono vari mesi dopo gli avvenimenti del brano precedente. Iniziamo il brano con Gesù che passeggia nel tempio. Leggo Giovanni 10:22,23.

22 Si celebrava allora a Gerusalemme la festa della Dedicazione, ed era inverno. 23 E Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. (Giovanni 10:22,23)

Gesù stava là, passeggiando. Arrivano i Giudei, ovvero, i capi dei Giudei, che odiavano Gesù. Perché Lo odiavano? Perché Gesù rendeva manifesto che quei Giudei non erano veramente da Dio. Perciò, come abbiamo già visto tante volte, cercavano qualche modo per accusare Gesù, per poterlo screditare, o perfino farlo condannare dai Romani. Volevano poterlo accusare a tutti i costi. A loro non interessava fare la cosa giusta davanti a Dio, volevano solo sconfiggere Gesù, che odiavano. Seguiamo quello che succede quando lo trovano nel tempio. Leggo i versetti 24-26.

24 Lo circondarono dunque i Giudei e gli dissero: "Fino a quando ci terrai con l’animo sospeso? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente". 25 Gesù rispose loro: "Io ve l’ho detto, ma voi non credete; le opere che faccio nel nome del Padre mio, sono quelle che testimoniano di me. 26 Ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore, come vi ho detto. (Giovanni 10:24-26)

Questi Giudei, come tutti, avevano già visto tantissime chiare prove nei suoi miracoli che Gesù è il Cristo. Però, volevano che egli lo dicesse in modo diretto, in modo che avrebbero potuto accusarlo. Gesù sapeva quel che stavano cercando di fare, perciò, non risponde a loro direttamente, ma dimostra la malvagità dei loro cuori. Egli dichiara che aveva già detto che è il Cristo attraverso le sue opere, ovvero i suoi miracoli. Poi dichiara che sono stati loro a scegliere di non credere. C’era già chiara evidenza che Egli è il Cristo, ma essi non volevano credere. È simile a quello che succede oggi: chi dice di non credere in Dio va contro la chiara evidenza della Sua esistenza.

Alla fine del versetto 25, Gesù dichiara che le opere che aveva fatto nel nome del Padre testimoniavano di lui. In altre parole, i miracoli di Gesù erano una chiara prova che Gesù è il Cristo. Non serviva altro.

Nel versetto 26 troviamo una verità molto importante. Coloro che non sono pecore di Gesù non credono a Gesù. Gesù aveva già detto cose simili, per esempio, in Giovanni 8:47.

“Chi è da Dio, ascolta le parole di Dio; perciò voi non le ascoltate, perché non siete da Dio".” (Giovanni 8:47 LND)

Abbiamo anche considerato Giovanni 6:44.

“Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:44 LND).

Ogni uomo è responsabile di come risponde a Gesù, ma è anche vero che solo coloro che Dio tocca crederanno, perché di natura, nessuno vuole Dio. Di natura ogni uomo preferisce le tenebre alla luce.

È importante capire che coloro che Dio salverà sono già pecore prima ancora che vengano salvati. Gesù ha detto questo in modo chiaro in Giovanni 10:16. Ve lo leggo.

16 Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore. (Giovanni 10:16)

Gesù chiama pecore coloro che non avevano ancora creduto, ma che già appartenevano a lui, e che egli avrebbe raccolto e che avrebbero ascoltato la sua voce. È estremamente importante capire che uno è una pecora perché è stato scelto da Dio, non perché ha scelto Dio. Dio opera affinché quella persona venga attirata da Cristo, e poi la persona crede e viene salvata. Nel nostro brano, nel versetto 26, Gesù spiega che è proprio perché questi giudei non erano pecore sue che non credevano. Leggo di nuovo il versetto.

Ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore, come vi ho detto. (Giovanni 10:26)

Quello che era vero allora è vero anche oggi. Chi non è una pecora non crederà in Gesù Cristo. Non importa quanto siamo bravi ad evangelizzare, non possiamo portare nessuno alla fede. Quella è un'opera di Dio. Dobbiamo proclamare l'Evangelo, ma sarà Dio a salvare le sue pecore.

Questa verità non deve scoraggiare nessuno dal cercare la salvezza, perché Dio dichiara che chiunque Lo cerca con tutto il cuore Lo troverà. Quello che abbiamo appena capito di Cristo ci aiuta a capire chi cercherà Dio.

Come riconoscere chi è una vera pecora 27-30

Adesso, Gesù inizia uno dei più preziosi insegnamenti della Bibbia per ogni vero credente. Nei versetti 27-30, Gesù descrive chi sono le vere pecore, e poi, spiega che le vere pecore sono eternamente sicure. Questo brano è estremamente importante, ed è molto importante capirlo correttamente. Perciò, seguite mentre leggo questi versetti e poi consideriamo il loro significato. È Gesù che parla ancora.

27 Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io dò loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. 30 Io e il Padre siamo uno". (Giovanni 10:27-30)

Prima di tutto, Gesù dichiara una verità importantissima che rende molto più chiaro chi è una vera pecore di Gesù e chi non lo è. Tante persone che non sono veramente salvate dicono di appartenere a Gesù Cristo e di essere salvate, ma non sono veramente salvate. Il versetto 27 rivela come vive ogni vera pecora di Gesù Cristo. Lo leggo di nuovo.

27 Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; (Giovanni 10:27)

I veri salvati appartengono a Gesù Cristo, sono le sue pecore. E le vere pecore, le persone veramente salvate, ascoltano la voce di Gesù Cristo, che noi abbiamo nella Bibbia, e seguono Gesù Cristo. Questo è un frutto fondamentale della vera salvezza. Inoltre, Gesù dichiara che conosce le sue pecore. La vera salvezza non è seguire una dottrina, non è appartenere ad una religione o chiesa. La vera salvezza è un rapporto personale e diretto con Gesù Cristo, in cui le pecore conoscono Gesù e Gesù conosce ognuna delle sue pecore. Queste pecore ascoltano la voce di Gesù, e lo seguono. La loro vita è una vita di ubbidienza a Gesù.

Questa è una verità meravigliosa per ogni vero credente. La salvezza è essere in un vero rapporto con Dio per mezzo di Gesù Cristo. Tante persone appartengono ad una religione, seguono fedelmente la loro religione. Si identificano come parte di quella religione o chiesa. Ma la vera salvezza è appartenere a Gesù Cristo e identificarsi proprio con Gesù Cristo, non con una religione. È triste sentire qualcuno che si dichiara credente dire: “io sono di questa chiesa o di questa denominazione”, quando invece, quello che un vero credente dovrebbe dire è: “io sono di Gesù Cristo”. Non è solo un modo di dire, è la realtà per ogni vero credente, ogni vera pecora.

Notate che le vere pecore ascoltano e seguono Gesù Cristo. Chi dice di essere un credente ma non ascolta e segue quello che Cristo ci comanda nella Bibbia, che comprende non solo gli Evangeli, ma tutta la Bibbia, non ha il frutto di essere veramente una pecora di Gesù Cristo. La vera salvezza produce una vita di fede che si manifesta in ubbidienza. Questo non vuol dire che non ci saranno cadute, ma il cammino normale per ogni vero credente sarà un cammino di ubbidienza. Un vero credente ascolta e segue Gesù Cristo.

Gesù dichiara una cosa simile in Giovanni 14:21-24. Lo leggo.

21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, egli è colui che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui". 22 Giuda, non l’Iscariota, gli disse: "Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?". 23 Gesù rispose e gli disse: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. (Giovanni 14:21-24).

In questi versetti, Gesù descrive chi è veramente salvato come uno che ama Gesù e segue i suoi comandamenti. Un vero credente ama veramente Gesù e osserva la sua parola, ovvero osserva i suoi comandamenti.

È estremamente importante capire quello che Gesù dichiara in Giovanni 10:27, perché mostra chi sono coloro che sono compresi in quello che poi Gesù dichiara in Giovanni 10:28-30, dove Gesù dichiara che le vere pecore non perderanno mai la salvezza. Nel versetto 27 Gesù rende chiaro chi è una vera pecora, e chi non è una vera pecora. Alla luce di quello che Gesù dichiara, diventa chiaro che tante persone che si chiamano credenti non sono veramente salvate.

Sicurezza delle vere pecore

Adesso, arriviamo ad uno dei passi della Bibbia che dà più pace. Leggo di nuovo i versetti 28-29. Gesù sta parlando delle vere pecore.

28 e io dò loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio.". (Giovanni 10:28-29)

Ricordate che Gesù sta parlando solo di vere pecore. La prima cosa da notare qui è che è Gesù che dà la vita eterna. È impossibile meritare la vita eterna. È impossibile guadagnare la vita eterna. È un dono che dà Gesù.

Notate nel versetto 29 che le persone a cui Gesù dà la vita eterna sono quelle persone che il Padre ha dato a Gesù. È molto importante capire questo. Il Padre dà delle persone a Gesù da salvare, e poi Gesù le raccoglie e dà a loro la vita eterna. Questo è troppo profondo da capire completamente, ma è chiaro che la salvezza non inizia quando una persona crede in Gesù, ma la salvezza inizia quando il Padre dà una persona a Gesù, e poi Gesù la raccoglie e dà la vita eterna a quella persona. Poi quella persona crederà in Gesù per essere giustificata. Quindi, le vere pecore sono già pecore prima che credano, e come abbiamo già letto, Gesù le raccoglie, e dà loro la vita eterna.

Prima di arrivare alla meravigliosa verità nei versetti 28 e 29, ricordiamo che Gesù sta parlando solo di vere pecore, persone che il Padre ha dato al Figlio, a cui poi il Figlio ha dato la vita eterna, e che essendo vere pecore, ascoltano la voce di Gesù e lo seguano. Vivono una vita di fede che produce ubbidienza. Quello che stiamo per leggere riguarda quelle persone, non chi solo dice di essere un credente ma in realtà non lo è.

Adesso, leggo di nuovo i versetti 28 e 29, e notiamo che la salvezza è assolutamente sicura per chi è veramente salvato. Leggo.

28 e io dò loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio.". (Giovanni 10:28-29)

Coloro a cui Gesù Cristo dà la vita eterna non periranno mai. Questa è una dichiarazione categorica. Per rendere chiaro che non esiste alcun nemico che potrebbe rapire dalla mano di Gesù, che è un modo per dire che potrebbe togliere la salvezza, Gesù aggiunge altre dichiarazioni categoriche. Prima di tutto, dichiara che nessuno può rapire le sue pecore dalla sua mano. Poi, dichiara che il Padre suo, Dio Padre, è più grande di tutti e che nessuno può rapire le pecore dalla mano del Padre.

Coloro che Gesù salva non periranno mai. Perire vuol dire essere separati da Dio, anziché essere con Dio per l'eternità. Coloro a cui Gesù dà la vita non saranno mai separati da Dio. La loro eternità è sicura.

Gesù dichiara che nessuno può rapire le vere pecore dalla sua mano, e dalla mano del Padre.

Nessuna persona, nessuno spirito, nessun demone, né Satana né nessun altro, può mai rapire un credente dalla mano dal Padre.

La salvezza di un vero credente è assolutamente sicura.

Ci sono alcuni che, volendo affermare che si può perdere la salvezza, spiegano questo brano dicendo che mentre nessuno può rapire un credente dalla mano di Dio, il credente potrebbe scegliere di andarsene per conto suo, come ha scelto di entrare nella mano di Cristo. Ma questo modo di vedere questo brano non regge davanti al chiaro contesto del brano. Un vero credente, una vera pecora, non sceglie di diventare una pecora. Dio ha già scelto quella persona, ha dato quella persona a Gesù, suo Figlio, e poi, Gesù al tempo stabilito ha dato la vita eterna a quella persona. Quindi, la persona non ha scelto di entrare nella salvezza. È stata un'opera di Dio nel suo cuore. E perciò, la persona non può scegliere di lasciare la salvezza. Quando Dio salva una persona, le dà un nuovo cuore. Perciò, quando Dio salva una persona, quella persona rimarrà sempre salvata.

La grande maggioranza dei veri credenti hanno momenti o periodi in cui hanno timore di perdere la salvezza. Se fosse possibile perdere la salvezza, un vero credente non potrebbe mai avere vera pace. Come potrei avere pace, sapendo che mentre oggi sono salvato, domani potrei perdere la salvezza, morire e andare nel tormento eterno? Sarebbe impossibile avere la vera pace se questo fosse possibile. Ma la vera salvezza è sicura, perché è assicurata dalla potenza di Gesù Cristo e dalla potenza di Dio Padre. Nulla e nessuno può ostacolare l’opera che Dio ha iniziato in una persona. Nessuno può rapire una vera pecora dalla mano di Dio. Ecco perché Gesù dichiara in Giovanni 14:27:

27 Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi. (Giovanni 14:27)

Possiamo avere vera pace, proprio perché la salvezza è sicura.

Come la dichiarazione di Gesù può dare grande pace a chi è un vero credente, non offre quella pace a chi non è un vero credente ma solo si chiama credente. Gesù ha chiarito che le vere pecore ascoltano e seguono lui. Le vere pecore osservano i suoi comandamenti. Questo è il loro cammino. Chi non cammina così non può dire di essere un vero credente, e perciò, non può usare questo brano per sentirsi sicuro.

Grazie a Dio per il grande conforto che questo brano dà ad ogni vero credente. Camminiamo in modo che sia chiaro che siamo veri credenti.

La divinità di Gesù

Rileggendo i versetti 28 a 30, notate che ci sono varie dichiarazioni che dimostrano che Gesù è Dio. Notate come quello che dichiara dimostra la sua divinità.

28 e io dò loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. 30 Io e il Padre siamo uno". (Giovanni 10:28-30)

Il fatto che Gesù la vita eterna è una chiara dichiarazione della sua divinità. Solo Dio può dare la vita, e la vita eterna. Quindi, questa è già una dichiarazione della sua divinità.

Poi, Gesù paragona il suo potere con quello del Padre. Gesù è capace a proteggerci da ogni attacco, come lo è il Padre. Anche questo dimostra la divinità di Gesù.

La dichiarazione del versetto 30 è estremamente importante. Lo leggo di nuovo.

Io e il Padre siamo uno. (Giovanni 10:30)

La grammatica di questo versetto mostra in modo chiaro la piena divinità di Gesù Cristo, ma mostra anche la distinzione fra Egli e il Padre, cioè che Egli è una persona distinta dal Padre. Il fatto che dice “io e il Padre”, e poi il verbo “siamo”, dimostra la distinzione fra il Figlio e il Padre. Sono due persone distinte. Però, dicendo “siamo uno”, dimostra un'uguaglianza. Nel contesto, sta parlando della potenza di Dio. La potenza del Figlio è uguale alla potenza del Padre. La potenza di Dio è un attributo strettamente legato alla sua divinità. Quindi, anche questo dimostra la divinità di Gesù Cristo.

La parola "uno" è neutrale in greco. Parlando di persone, di solito si usa la forma maschile. Ma nel contesto, c'è un'unità di natura. Gesù e il Padre sono distinti come persone, ma sono di una sola natura.

Ci sono tanti versetti che ci mostrano che Gesù è della stessa natura divina del Padre. Vi leggo tre brani di Giovanni.

Giovanni 5:17-19;

17 Ma Gesù rispose loro: "Il Padre mio opera fino ad ora, e anch’io opero". 18 Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non solo violava il sabato, ma addirittura chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. 19 Allora Gesù rispose e disse loro: "In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio. (Giovanni 5:17-19)

poi Giovanni 12:44,45;

44 Or Gesù gridò e disse: "Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato. 45 E chi vede me, vede colui che mi ha mandato. (Giovanni 12:44,45)

poi Giovanni 14:7-9.

7 Se mi aveste conosciuto, avreste conosciuto anche il Padre mio; e fin da ora lo conoscete e l’avete visto". 8 Filippo gli disse: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". 9 Gesù gli disse: "Da tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: "Mostraci il Padre?" (Giovanni 14:7-9)

Gesù è distinto dal Padre, ma Gesù è pienamente Dio, come lo è il Padre. Questi versetti rendono chiaro tutto questo.

Grazie a Dio. Gesù doveva diventare uomo per poter prendere i nostri peccati. Doveva essere Dio per poter pagare per i peccati di tutti coloro che Dio salverà. La nostra salvezza è dovuta al fatto che Gesù Cristo è sia Dio che uomo.

Tutto secondo il piano di Dio

I giudei capiscono molto bene quello che Gesù sta dichiarando. Perciò, cercano di ucciderlo. Leggo i versetti 31-33.

31 Perciò i Giudei raccolsero di nuovo delle pietre per lapidarlo. 32 Gesù rispose loro: "Io vi ho fatto vedere molte buone opere da parte del Padre mio; per quali di esse mi lapidate?". 33 I Giudei gli risposero, dicendo: "Noi non ti lapidiamo per nessuna opera buona, ma per bestemmia, e perché tu che sei uomo ti fai Dio". (Giovanni 10:31-33)

Vogliono uccidere Gesù, perché Egli si fa Dio. Capiscono che Gesù si presenta come Dio. Per un semplice uomo, questo sarebbe una bestemmia. Ma Gesù aveva mostrato con le sue opere di essere Dio. Però, non essendo pecore di Gesù, essi ignorano la chiara prova delle sue opere, ovvero, dei suoi miracoli, che mostravano che Egli è Dio. Rifiutano di credere.

Gesù mostra la loro ipocrisia, citando il Salmo 82:6. Vado avanti, e leggo i versetti 34-36.

34 Gesù rispose loro: "Non è scritto nella vostra legge: "Io ho detto: Voi siete dèi"? 35 Ora, se essa chiama dèi coloro a cui fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), 36 a colui che il Padre ha santificato e ha mandato nel mondo voi dite: "Tu bestemmi", perché ha detto: "Io sono il Figlio di Dio"? (Giovanni 10:34-36)

Nell’Antico Testamento, la Parola di Dio fu rivolta a uomini della terra. Invece, Gesù è venuto dal cielo nel mondo, ed è stato santificato dal Padre. Perciò, non era una bestemmia per Lui di dichiarare di essere il Figlio di Dio. L’evidenza era chiara che Egli è chi dichiara di essere.

Il punto di Gesù era chiaro: loro non avevano alcuna base per condannarlo. Piuttosto, avrebbero dovuto inginocchiarsi e adorarLo. Però, visto che non erano sue pecore, rimanevano nel loro peccato, con cuori duri.

Gesù continua, e parla ancora delle prove che Egli è il Cristo, il Figlio di Dio. Leggo i versetti 37-38.

37 Se non faccio le opere del Padre mio, non credetemi, 38 ma se le faccio, anche se non credete a me, credete almeno alle opere, affinché conosciate e crediate che il Padre è in me e io in lui". (Giovanni 10:37,38)

Come abbiamo già visto tante volte in questo Evangelo, i miracoli di Gesù erano una chiara prova che Gesù è il Cristo, mandato dal cielo. Questi Giudei avevano visto i suoi miracoli. Perciò, qua Gesù parla alle loro coscienze. Avendo visto i miracoli di Gesù, le opere del Padre che Gesù aveva compiuto, avrebbero dovuto credere in Lui.

Così, avrebbero creduto che Egli è dal Padre.

La salvezza non si ottiene seguendo bene i comandamenti, perché nessuno potrebbe mai seguirli bene abbastanza per arrivare alla salvezza. Piuttosto, la salvezza è riconoscere il proprio peccato, e credere in Gesù come il Cristo che può salvare.

Nonostante che Gesù ha fatto appello alle loro coscienze, i Giudei non volevano credere in Gesù. Piuttosto volevano ucciderLo. Perciò, provano ancora a prenderlo. Leggo ancora il versetto 39.

39 Perciò essi cercavano nuovamente di prenderlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. (Giovanni 10:39)

Abbiamo già visto più volte che i Giudei cercavano di uccidere Gesù ma non potevano, perché non era il momento stabilito da Dio.

Prego che possiamo riconoscere e ricordare che nessuna prova può arrivarci se non è la prova scelta da Dio e il momento stabilito da Dio. Siamo sicuri nelle mani di Dio. Dio ha pienamente il controllo di quello che ci succede. Non possiamo capire tutto, ma possiamo confidare in Dio.

Gesù va al Giordano

Non essendo ancora arrivata l’ora per Gesù di andare alla croce, Gesù lascia Gerusalemme, per andare in un posto più sicuro. Leggo i versetti 40-42.

40 E se ne andò di nuovo al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava; e si fermò là. 41 Or molti vennero da lui e dicevano: "Giovanni certamente non fece alcun segno, ma tutto quello che Giovanni disse di costui era vero". 42 E molti in quel luogo credettero in lui. (Giovanni 10:40-42)

Gesù faceva tutto secondo il tempismo di Dio. Era pronto a morire, ma non era ancora il momento. Quindi, va in un posto remoto. Eppure, le persone continuano a cercarlo. Vedendo i miracoli di Gesù, e ascoltando il suo insegnamento, molti credettero in Lui. Tutte le vere pecore credettero.

Ed anche oggi, quando evangelizziamo, le vere pecore ascolteranno, e crederanno. Questo è quello che leggiamo in Atti 13, quando Paolo predicava l’Evangelo. Leggo

“I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.” (Atti 13:48 LND)

Noi dobbiamo proclamare l’Evangelo a tutti. Saranno coloro che sono pecore di Cristo, che sono preordinati alla vita eterna, che crederanno. Non possiamo sapere chi saranno, perciò, proclamiamo l'Evangelo con grande impegno a tutti. Sarà Dio a salvare i suoi.

Conclusione

Quanto è importante questo brano, perché ci fa vedere la differenza fra chi solo dice di essere una pecora di Gesù Cristo, ovvero, chi solo dice di essere salvato, e chi è realmente salvato. Le vere pecore ascoltano e seguono Gesù, hanno una vita di ubbidienza per fede.

Poi, abbiamo visto la grande verità che Gesù dichiara, cioè che un vero credente, ovvero ogni vera pecora, è eternamente sicura nella mano di Cristo. Certamente, uno che solo dice di essere un credente ma non è veramente salvato, non è sicuro. Ma le vere pecore sono eternamente sicure. Prego che ogni vero credente qua possa trovare grande conforto e pace in questa meravigliosa verità.

Guardiamo a Cristo. Confidiamo in Dio. Adoriamo il nostro Dio, sia nella persona del Padre, che del Figlio e dello Spirito Santo. Un solo Dio, ma in tre persone.

Ringraziamo Dio che la nostra salvezza è sicura in Gesù Cristo.