Intro: Dopo una lunga pausa, oggi voglio riprendere il nostro studio dell’Evangelo di Giovanni. Avevamo considerato i primi 10 capitoli, perciò oggi, siamo pronto per il capitolo 11.
Finora, abbiamo visto che Dio ha guidato Giovanni a scrivere questo Evangelo per mostrarci in modo chiaro che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, l’unico che può salvarci. Per esempio, nel capitolo 5, abbiamo visto che Gesù dichiara che Egli stesso dà la vita. Questo lo può fare solo Dio. Nel capitolo 10, Gesù dichiara che Egli stesso è il Buon Pastore, e che entrando per lui, uno trova la vita. In altri capitoli, abbiamo visto Gesù rivelare che Egli stesso è Dio, facendo le opere che solo Dio può fare.
Ricordate che lo scopo per cui Giovanni ha scritto questo Evangelo, guidato da Dio, Giovanni stesso lo dichiara, in Giovanni 20:29-31. Ve lo leggo.
29 Gesù gli disse: "Perché mi hai visto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto". 30 Or Gesù fece ancora molti altri segni in presenza dei suoi discepoli, che non sono scritti in questo libro. 31 Ma queste cose sono state scritte, affinché voi crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.” (Giovanni 20:29-31)
Dio ha guidato Giovanni a scrivere questo Evangelo per noi, affinché possiamo riconoscere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e, credendo in Lui come tale, avere la vita eterna nel suo nome.
Perciò, andiamo avanti in questo Evangelo, dal capitolo 11. A questo punto, i capi dei Giudei stanno cercando un modo per uccidere Gesù. Gesù è pronto a morire, però, non è il suo momento. Così, si allontana dalla Giudea, per evitare i Giudei. A questo punto, arriva un messaggio, parlando di di un problema che solo Gesù poteva risolvere.
Morte di Lazzaro inteso per glorificare Dio
Giovanni inizia questo capito dandoci un po’ di contesto, per aiutarci a capire quello che stava succedendo. Leggo i vv.1-3.
1 Or c’era un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta, sua sorella, il quale era ammalato. 2 Or Maria era quella che unse di olio profumato il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; e suo fratello Lazzaro era malato. 3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: "Signore, ecco, colui che tu ami è malato". (Giovanni 11:1-3)
Betania era un villaggio molto vicino a Gerusalemme. Maria e Marta e il loro fratello Lazzaro erano amici di Gesù. Notate che le sorelle descrivono Lazzaro come “colui che tu ami”. Quindi, era una famiglia con cui Gesù aveva stretti rapporti. Giovanni menziona che Maria era quella che unse di olio profumato il Signore, e gli asciugò i piedi con i suoi capelli. Giovanni racconta di quell’avvenimento in Giovanni 12.
In due versetti, Giovanni menziona due volte che Lazzaro era malato. Questo è un punto importante. Dal fatto che le sorelle mandano un messaggero a dire questo a Gesù ci fa capire che la sua malattia era molto grave.
Notate il loro messaggio a Gesù. Leggo il v.3.
3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: "Signore, ecco, colui che tu ami è malato". (Giovanni 11:3)
Qua, vediamo un forte esempio di fede. Notate che non fanno una richiesta a Gesù. Per loro, basta informare Gesù della situazione. Hanno fede che Gesù farà la cosa giusta. Vedremo questa fede anche in avanti. Maria e Marta sono un esempio per noi della vera fede. Confidano nel cuore di Gesù. Oh che noi possiamo avere questo tipo di fede.
Gesù riceve il messaggio, e dal contesto, comprendiamo che anche discepoli lo hanno sentito. Dio ha gestito questa situazione per mostrare in modo ancora più chiaro ai discepoli, e tramite questo Evangelo a noi, la divinità di Gesù. Leggo il v.4.
4 E Gesù, udito ciò, disse: "Questa malattia non è a morte, ma per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato". (Giovanni 11:4)
Gesù prepara i discepoli, e noi, a riconoscere la gloria di Dio in Lui. Gesù sa che Lazzaro morirà, ma sa anche che poi lo risusciterà. Perciò, il risultato finale di questa malattia non è la morte, ma servirà per glorificare Lui, il Figlio di Dio.
Fermiamoci e consideriamo: Lazzaro sta per morire. Però, quello non sarà il risultato finale di questa prova. Molto spesso, Dio gestisce le cose in modo che arrivano situazioni brutte, ma poi, quelle stesse situazioni porteranno al bene. Quanto è importante che confidiamo in Dio!
Notate che in questa dichiarazione di Gesù, Gesù si dichiara il Figlio di Dio.
In realtà, sono poche le volte che Gesù si chiama con il titolo “Figlio di Dio”. Prima della croce, sono poche le volte che Gesù si chiama così. Ma qua, Gesù sta parlando con i suoi discepoli, ed è fondamentale per loro, è anche per noi, comprendere che Gesù è il Figlio di Dio, il Cristo, pienamente Dio, anche se è diventato anche uomo.
Notate che Gesù dichiara che quello che sta per succedere avrebbe glorificato lui, il Figlio di Dio.
E poi, come ho menzionato, Lui dichiara che questa malattia non è a morte. In altre parole, avrebbe portato alla morte di Lazzaro temporaneamente, ma non sarebbe rimasto lì in quello stato. Nel piano di Dio, Lazzaro sarebbe morto ma poi Gesù lo avrebbe risuscitato. Quindi, quella malattia non era per la morte in senso permanente.
Dio gestisce ogni dettaglio delle nostre vite. In questo caso, era necessaria la morte di Lazzaro affinché Gesù potesse mostrare la sua divinità risuscitandolo. Perciò, affinché il piano di Dio si potesse adempiere, Gesù aspetta un po’ prima di andare da Lazzaro. Leggo i versetti 5 e 6.
5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6 Come dunque ebbe inteso che Lazzaro era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove egli era. (Giovanni 11:5,6)
Gesù amava Marta, e Maria, e Lazzaro, con un amore perfetto. Il suo amore era per il vero bene loro, e per la gloria di Dio. Il vero amore è sempre per il vero bene della persona e per la gloria di Dio. Il vero amore non è per un bene terreno, ma è per un bene eterno. Perciò, sapendo che serviva la morte di Lazzaro per poter mostrare la Sua gloria, Gesù si trattiene due giorni prima di andare da Lazzaro.
Camminare di giorno
Quando fu il momento, sempre secondo il piano perfetto di Dio, Gesù parte con i suoi discepoli per andare da Lazzaro. Leggo i versetti 7-10.
7 Poi disse ai suoi discepoli: "Torniamo di nuovo in Giudea". 8 I discepoli gli dissero: "Maestro, i Giudei poco fa cercavano di lapidarti e tu vai di nuovo là?". 9 Gesù rispose: "Non vi sono forse dodici ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui". (Giovanni 11:7-10).
I discepoli sapevano che poco tempo prima, i Giudei della Giudea avevano cercato di uccidere Gesù. Sapevano che Gesù aveva lasciato quella zona proprio per evitare quel pericolo. Perciò, sentendo Gesù dire che dovevano tornare proprio dove c'era il rischio di morte, per loro non sembrava di avere senso. E logicamente, avevano ragione. Però, Gesù sapeva che tornare in Giudea per risuscitare Lazzaro era il piano di Dio. Quando camminiamo nel piano di Dio, stiamo camminando di giorno, nella luce. Questo vuol dire che che nulla ci succederà se non è il piano di Dio per noi. Certamente, a volte il piano di Dio comprenderà persecuzione e prove. Ma mai arriverà una prova sbagliata se stiamo camminando di giorno, nella luce, secondo il piano di Dio.
Al contrario, se si cammina di notte, non secondo la volontà di Dio, allora, per certo, si inciamperà. Il punto importante per noi è che la via sicura è sempre la via di camminare secondo la volontà di Dio. E Gesù sapeva che tornare a risuscitare Lazzaro era la volontà di Dio.
Gesù annuncia quello che farà
Andiamo avanti e leggo i versetti 11-15. Qua, Gesù annuncia quello che farà.
11 Egli disse queste cose; poi aggiunse: "Il nostro amico Lazzaro dorme, ma io vado a svegliarlo". 12 Allora i suoi discepoli dissero: "Signore, se dorme si riprenderà". 13 Or Gesù aveva parlato della sua morte, essi invece pensavano che avesse parlato del dormire del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: "Lazzaro è morto. 15 Ed io mi rallegro per voi di non essere stato là, affinché crediate; ma andiamo da lui". (Giovanni 11:11-15)
Anche qua, come prima, Gesù annuncia in anticipo quello che sta per fare. Vediamo nella Bibbia che, volta dopo volta, Dio annuncia in anticipo quello che farà. In Isaia Dio spiega che questo modo di fare è affinché quando sarebbe successa quella cosa, si poteva riconoscere che era Dio. Cioè, Dio vuole darci una solida base per farci avere fede in lui. E per questo, spesso annuncia in anticipo quello che avrebbe fatto in futuro. Nel capitolo 10 di Giovanni Gesù aveva annunciato che nessuno avrebbe preso la sua vita, ma che Lui stesso avrebbe deposto la sua vita per riprenderla poi. Stava annunciando in anticipo la croce e la risurrezione. Qui, Gesù annuncia che Lazzaro è morto, e che Lui andrà a risuscitarlo. Gesù gioiva del fatto che Lazzaro era morto, perché quella morte avrebbe permesso ai suoi discepoli, e anche a noi tramite le Scritture, di vedere di più la potenza divina di Gesù, che dimostra che egli è il Figlio di Dio, il Cristo.
I discepoli non capiscono quello che Gesù dichiara, ma vogliono restare con Gesù. Leggo il versetto 16.
16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: "Andiamo anche noi, per morire con lui". (Giovanni 11:16)
I discepoli, sentendo che Lazzaro era morto, e non capendo che il fatto che Gesù parlava di svegliarlo voleva dire risuscitarlo dalla morte, non capiscono chiaramente quello che Gesù stava dicendo. Perciò, Tommaso dichiara agli altri che sarebbero dovuti andare anche loro a morire con lui.
Grammaticalmente, non è chiaro se Tommaso indica morire con Lazzaro, oppure, pensando che Gesù sarebbe stato messo alla morte se fosse tornato, se intende morire anche loro con Gesù. Non cambia molto, quello che vediamo è che Tommaso, e quasi sicuramente anche gli altri, volevano stare con Gesù costi quel che costi. Avevano capito che la vera vita è in Gesù. E perciò, anche se c'erano grandi rischi, volevano restare con Gesù. Siamo benedetti se vogliamo stare sempre con Gesù.
Abbiamo detto prima che camminare di giorno, camminare nella luce, camminare secondo il piano di Dio, è l'unico posto sicuro. E questi discepoli stavano capendo sempre di più che l'unico posto sicuro nella vita è restare con Gesù. Che lezione importante per noi!
Così partono, e arrivano. Nel v.17, Giovanni ci dà un altro dettaglio.
Arrivato dunque Gesù, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. (Giovanni 11:17)
Gesù, sapendo tutto, aveva appositamente aspettato che Lazzaro morisse e che fosse morto da ben quattro giorni prima di arrivare da lui. A quel punto, il corpo aveva già iniziato la decomposizione. Gesù voleva che fosse assolutamente chiaro a tutti che Lazzaro era veramente morto. Gesù stava per compiere un miracolo, per aiutare tutti ad avere più fede in lui. E perciò voleva che tutto fosse chiaro.
Se ci mettiamo nei panni delle due sorelle, Maria e Marta, potrebbe sembrare che Gesù non le avesse curate. Cioè, loro speravano nella guarigione, eppure Gesù aveva ritardato, secondo i loro calcoli, al punto che Lazzaro era morto anziché guarito. Molto spesso, i piani di Dio e i tempi di Dio non sono i nostri piani. Dio ha pensieri e vie molto più alti dei nostri. Noi vediamo tutto in piccolo, Dio vede in grande. Quanto è importante fidarci di Dio, anche quando non comprendiamo quello che sta facendo!
I versetti 18 e 19 ci danno alcuni fatti che ci aiutano a comprendere meglio gli avvenimenti che seguono. Leggo queste versetti.
18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi. 19 E molti dei Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. (Giovanni 11:18,19)
Giovanni ci spiega che Betania, dove c'era la casa di Maria, Marta e Lazzaro, era circa 15 stadi da Gerusalemme, cioè circa un po' più di 3 km. Quindi, era una distanza facile da camminare. E per questo molti Giudei erano venuti per consolare Maria e Marta per la morte del loro fratello. Evidentemente, era una famiglia nota, e quindi la morte di Lazzaro aveva suscitato molti Giudei a venire a consolare le sorelle. Anche questo dettaglio era gestito da Dio, in modo che quello che Gesù stava per fare sarebbe stato ancora più noto a più persone. C'era una grande folla.
La fede di Marta
Dal versetto 30, sappiamo che Gesù non era dentro il villaggio, ma era fuori. Quindi, qualcuno andò a riferire dell’arrivo di Gesù a Marta. Lei va subito da Lui, e dalle parole di Marta, vediamo un esempio della vera fede. Seguite mentre leggo i versetti 20-22.
20 Marta dunque, come udì che Gesù veniva, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21 Marta allora disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto, 22 ma anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà". (Giovanni 11:20-22)
Che esempio di fede e del cuore giusto vediamo qua in Marta. Marta aveva piena fede che Gesù avrebbe potuto guarire Lazzaro in modo che non sarebbe morto. Ma anche adesso, aveva piena fede che Gesù poteva fare qualsiasi cosa che avrebbe scelto di fare. Cioè, il suo fratello era morto, già seppellito nella tomba, ma lei aveva piena fede in Gesù, non sapendo quello che avrebbe fatto, ma sapendo che aveva ogni potere e che avrebbe fatto la cosa giusta.
Fratelli e sorelle, Marta aveva fede nella potenza di Gesù Cristo, e Marta aveva piena fede nel cuore di Gesù Cristo. Lei non sapeva quello che avrebbe fatto Gesù, ma si fidava pienamente di Gesù. Lei sapeva che qualunque cosa che Gesù chiedeva, Dio Padre lo avrebbe fatto. Lei aveva piena fede nel rapporto fra Gesù e il Padre.
Questa è la fede che serve a noi. Questa è la fede che ci fa avere una vita vicina a Cristo. Questa fede ci dà vittoria sui nostri peccati, ed è la base per dimorare in Cristo.
Gesù, la risurrezione e la vita
A questo punto, Gesù annuncia quello che sarebbe successo. Marta non comprende che sta parlando di quello che stava per succedere quel giorno. Lei pensava che Gesù parlava del futuro. Leggo i versetti 23 e 24.
23 Gesù le disse: "Tuo fratello risusciterà". 24 Marta gli disse: "Lo so che risusciterà nella risurrezione all’ultimo giorno". (Giovanni 11:23,24)
Vedendo la sua fede, Gesù spiega a Marta quello che farà, cioè che suo fratello Lazzaro risusciterà. Ma Marta non comprende che Gesù intende quel giorno. Marta conosceva che le Scritture parlano della risurrezione all'ultimo giorno. E perciò, afferma quello che lei pensa che Gesù stia dicendo. Marta interpreta la dichiarazione di Gesù in senso logico, in base alla sua conoscenza. Quindi, la risposta di Marta è una risposta di fede, perché pensa che Gesù stia parlando della risurrezione descritta nelle Scritture, e crede fermamente in quello che la Bibbia dice.
Però, Gesù usa questa situazione per rivelare a lei, e anche a noi, una grandissima verità, la verità più grande della vita. Questa è una delle verità più fondamentali della Bibbia, è molto importante che comprendiamo quello che Gesù dichiara qua. Leggo i versetti 25 e 26. Ascoltiamo con attenzione la verità qua, perché sono per noi. Gesù ci spiega chi è e quello che può fare.
25 Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se fosse morto, vivrà. 26 E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?". (Giovanni 11:25,26).
Qui, troviamo una verità fondamentale: Gesù è la risurrezione e la vita. Consideriamo per primo il fatto che Gesù è la vita. Più volte Gesù ci insegna che Egli è la vita, che ha vita in Sé, e che Egli può dare la vita. Per esempio, notate quello che dichiara Giovanni 5:21 e poi v.25,26.
21 Infatti, come il Padre risuscita i morti e dà loro la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole. (Giovanni 5:21)
25 In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e coloro che l’avranno udita vivranno. 26 Poiché, come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso; (Giovanni 5:25,26)
Gesù dichiara di essere la vita. Fermiamoci a pensare. Questo è immenso: Gesù stesso è la vita. Non solo ha vita, È la vita!
Pensate con me: da dove viene la vita? La vita viene sempre e solamente da un’altra vita. Non esiste vita, se non viene da una vita già esistente.
Gesù Cristo dichiara che, come il Padre, Egli HA vita in se stesso. La vita di Gesù non viene da un’altra vita. Gesù È la vita. Ha vita in Sé. In Giovanni 1 leggiamo di Cristo, come Dio che è diventato uomo, Creatore di tutto. Notate quello che dichiara Giovanni 1:4. Sta descrivendo il Figlio di Dio.
In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. (Giovanni 1:4)
In Lui, in Cristo, il Figlio di Dio ERA, da sempre, la vita. A differenza di ogni persona, Gesù Cristo HA vita in Sé, e può DARE la vita a chi vuole.
Quindi, Gesù dichiara qua a Marta di essere la risurrezione e la vita.
Qual è la vita di cui parla Gesù qua? Gesù sta parlando della vita spirituale, la vita dell’anima. Abbiamo tutti la vita fisica, ma di natura siamo spiritualmente morti.
Quello di cui abbiamo bisogno, più di qualsiasi cosa, è la vera vita.
Senza la vera vita, nulla importa. Che valore ha la tua vita fisica, che valore hanno tutte le belle cose che il mondo può darti, che valore ha l’approvazione degli uomini, che valore hanno tutte le ricchezze del mondo, che valore hanno tante belle esperienze, se tu rimani senza la vera vita?
Gesù HA la vita, e Gesù può DARE la vita, la vera vita, la vita spirituale, che ti mette in rapporto vero e personale con Dio. Che cosa vale di più? NULLA vale quanto avere la vera vita, che è IN Gesù Cristo, che solo Gesù può dare. Anzi, SENZA la vera vita, tutto il resto non ha alcun vero valore.
Che cosa vale la tua esistenza, se non hai la vera vita, se arrivi al giudizio finale spiritualmente morto? Che vale?
Dove puoi trovare la vita, la vera vita, l’unica vera vita? SOLO in Gesù Cristo. Gesù DA’ la vita, e Gesù È la risurrezione, cioè, Gesù prende chi è morto spiritualmente, chi è senza vita, e DA’ la vita a quella persona. La risuscita.
Torniamo al nostro brano, e leggo ancora quello che Gesù dichiara a Marta, e a noi, tramite la Bibbia, nei versetti 25,26.
25 Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se fosse morto, vivrà. 26 E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?". (Giovanni 11:25,26).
Gesù è la risurrezione e la vita. Da quello che dichiara qua, comepossiamo avere la vita che è in Gesù? Notate quello che Gesù dice:
Chiunque crede in me, anche se fosse morto, vivrà.
Si riceve la vita in Gesù Cristo credendo in Lui. Credendo veramente, credendo in Lui per chi Egli è. Credendo in Lui come l’Unico che può salvare, che può provvedere il perdono dei peccati e la riconciliazione con Dio.
Questa vita è anche per chi è morto, non fisicamente, ma spiritualmente. La vita che Gesù dà è la vita spirituale. Dio è Spirito, e per avere comunione con Dio, bisogna avere la vita spirituale. Gesù dà questa vita a chi è morto.
Gesù aggiunge un’altra verità meravigliosa. Leggo il v.26.
E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?". (Giovanni 11:26)
Chi riceve la vera vita in Gesù, quindi, chi ha la vita spirituale, e crede in Gesù, che è come si riceve la vera vita, quella persona non morrà mai in eterno. Anche quando passerà la morte fisica, la vera persona non morrà mai. Mai ma mai, mai in eterno. Nulla può togliere la vita spirituale a chi ha ricevuto la vera vita in Gesù Cristo, perché si riceve la vita spirituale, la vera vita, da un seme incorruttibile, come leggiamo in 1Pietro 1:23.
“perché siete stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno.” (1Pietro 1:23 LND)
Chi crede in Cristo, ha la VERA vita, e non la perderà MAI, per tutta l’eternità. NULLA può togliere la vera vita, perché la vera vita non arriva per mezzo di qualche forza o impegno umano, ma arriva da Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che ha vita in Sé, che È la vita, e che DA’ la vita.
La necessità della fede
Gesù conclude, chiedendo a Marta se crede a quello che sta dicendo. Leggo ancora il v.26.
E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?". (Giovanni 11:26)
Le verità di Dio non sono solo da sapere, ma sono da credere, credere di cuore, credere pienamente. Credere non vuol dire solo affermare intellettualmente, credere vuol dire fondare la vita su quella verità.
Lo scopo di studiare la Bibbia non è solo sapere le verità di Dio in modo intellettuale, piuttosto, è CREDERE le verità di Dio, come fondamento della vita.
E così, Gesù chiede a Marta se crede a quello che Egli le aveva appena dichiarato. Ricordate che Marta aveva già una grande fede in Gesù. Però, Gesù le aveva appena rivelato ancora più verità. Aveva appena rivelato a Marta che Egli è la vita ed è la risurrezione e che in LUI c’è la vita per sempre, per chi crede veramente in Lui.
Gesù chiede a lei, e tramite le Scritture, chiede a ciascuno di noi: tu CREDI veramente questo, non solo lo accetto intellettualmente, ma lo CREDI di cuore? Fondi la tua vita, la tua speranza, su questa verità?
E così, faccio la domanda a ciascuno di noi.
Notiamo come Marta risponde. Leggo il versetto 27.
Ella gli disse: "Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, che doveva venire nel mondo". (Giovanni 11:27)
Marta già credeva in Gesù, in base a quello che aveva capito. Ma adesso, comprende di più, e pone tutta la sua fede in Lui. Crede, di cuore, a quello che Gesù dichiara. Lo accoglie per sé.
E perciò, con piena convinzione, Marta dichiara quello che crede:
"Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, che doveva venire nel mondo".
Marta, una donna Giudea che conosceva le Scritture, capendo di più chi è Gesù, pone la sua fede in Gesù come il Cristo. In questo momento, riconosce che Gesù è pienamente Dio, il Figlio, il Cristo. Lei riconosce che crede di cuore che Gesù è il Cristo che era stato profetizzato, l’Eterno che diventa uomo per compiere la salvezza. Con questa nuova rivelazione di Gesù, Marta crede di cuore che Gesù è il Cristo promesso, il Salvatore del mondo.
Questa non è una semplice fede intellettuale, questo è scegliere di credere di cuore in Gesù come il Cristo che salva, che provvede il perdono, che ci porta a Dio.
Questa è la vera fede, che porta una persona a ricevere la vera vita di cui Gesù parla. Questa è la fede che porta una persona ad avere la vita vera, in modo che non morrà mai.
Questa è la fede in Gesù Cristo che provvede per il perdono e la riconciliazione con Dio.
Quindi, Gesù non solo dichiara la verità a Marta, ma poi, le chiede se lei veramente crede questo, ovvero, se crede in Gesù come Colui che ha la vita e dà la vita.
E noi?
Chiaramente, le verità in questo brano non sono solo per Marta. Sono per ognuno di noi.
Pensate: il fratello di Marta e di Maria stava molto male. Esse mandano un messaggero a Gesù, per informarlo. Vediamo la loro fede, perché a loro bastava informare Gesù della situazione. Si fidano di quello che avrebbe fatto.
Gesù sceglie di non andare subito. Nel piano di Gesù, serviva la morte di Lazzaro. Chiaramente, Marta e Maria non sapevano questo. Ed è lo stesso per noi. Noi non sappiamo quello che Dio sta facendo con le nostre prove. I piani di Dio sono infinitamente sopra i nostri piani. Quello che importa è che confidiamo in Dio, come Marta e Maria confidavano in Gesù, pur non capendo.
Abbiamo visto la fede dei discepoli. Non capivano il motivo per il quale Gesù tornava in Giudea, dove avrebbe rischiato la vita. Però, capivano che l’unico posto giusto era di restare con Gesù. Anche per noi è così: esiste solo un posto veramente sicuro, ed è di restare con Gesù, il Cristo.
Infine, la verità più grande di questo brano è che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e che in Lui è la vita e la risurrezione. La vera vita c’è solo in Gesù Cristo. È solo per mezzo della vera fede in Gesù Cristo che c’è vera vita. Senza la vera vita, si può ricevere tutto quello che il mondo offre, ma nulla ha alcun vero valore. In Marco 8:36, Gesù dichiara:
“Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?” (Marco 8:36 LND)
Senza la vita in Gesù, tutto il resto non ha alcun vero valore. Quello che vale più di tutto è di ricevere la vera vita.
COME si può ricevere la vera vita? Per FEDE, credendo veramente in Gesù come il Cristo, Colui in cui c’è perdono, Colui che ci riconcilia con Dio.
C’è ancora tanto da vedere in questo capitolo di Giovanni. Ma per ora, prego che possiamo tutti vedere più di Cristo, e avere ancora più fede in Gesù Cristo, il Figlio di Dio.